TRANSITORIO TERMICO DEGLI EDIFICI

Размер: px
Начинать показ со страницы:

Download "TRANSITORIO TERMICO DEGLI EDIFICI"

Транскрипт

1 TRANSITORIO TERMICO DEGLI EDIFICI Al fine di giungere ad un corretto dimensionamento degli impianti termotecici. È necessario conoscere il comportamento termico degli edifici al variare del tempo, più precisamente come variano le condizioni interne di temperatura e umidità (la velocità dell aria è di solito controllata dagli stessi impianti di distribuzione) al variare delle condizioni climatiche esterne. Le condizioni climatiche esterne, come noto, dipendono dall ubicazione dell edificio (latitudine, orografia, presenza di masse d acqua come mare, laghi o fiumi, presenza di altri edifici nelle vicinanze). Inoltre, le condizioni climatiche esterne non sono mai stabili durante il giorno ma continuamente variabili anche e soprattutto per la periodicità dell alternarsi del dì e della notte e quindi per la variazione della radiazione solare nel periodo diurno dall alba al tramonto. Mentre l applicazione della Legge 10/91 non presenta particolari difficoltà, lo studio dell evoluzione temporale delle condizioni microclimatiche di un edificio necessità di nozioni più approfondite di trasmissione del calore e di modellizzazione numerica, essendo l edificio un sistema complesso. REGIME PERIODICO STABILIZZATO L evoluzione termica degli edifici è caratterizzata fortemente dal comportamento delle pareti esterne in condizioni di transitorio termico. Sebbene lo studio delle condizioni variabili sia in generale complesso, è possibile fare ricorso ad opportune semplificazioni utili per una piena comprensione del fenomeno. Ad esempio è possibile considerare una variazione delle condizioni termoigrometriche esterne in accordo con un armonica semplice di periodo temporale costante (es. una sinusoide) e che gli effetti della risposta propria del sistema edificio siano trascurabili rispetto a quella forzata, ottenendo il cosiddetto regime periodico stabilizzato. Se consideriamo ad esempio la temperatura esterna, essa varierà tra un minimo (solitamente raggiunto prima dell alba) ed un massimo (raggiunto dopo il mezzogiorno), secondo una legge non sinusoidale per effetto delle variazioni climatiche giornaliere (nubi, vento, pioggia, ), ma considerando la periodicità della variazione della temperatura giornaliera, i può sempre pensare di ricorrere ad una espansione in serie di Fourier. Risolvere il problema del transitorio stabilizzato per un onda sinusoidale permette di risolvere anche qualunque altro regime periodico rappresentabile come somma di onde sinusoidali. Parete piana seminfinita Per una parete piana, nelle ipotesi semplificative di: - flusso termico sinusoidale e perpendicolare alla superficie; - mezzo omogeneo ed isotropo; - spessore seminfinito, imponendo come condizioni al contorno una temperatura esterna forzante del tipo: Consideriamo una parete piana sotto particolari ipotesi semplificative (supponendo il flusso termico di tipo sinusoidale e di direzione perpendicolare alla superficie, il mezzo isotropo e omogeneo e di spessore seminfinito) e imponiamo le condizioni iniziali spaziali (temperature sulle due facce esterne) corrispondenti ad una temperatura esterna forzante del tipo: ( θ ) ( ωθ ) T = T + Tˆ sin (1) dove T è il valore medio della temperatura, ˆ T è la massima variazione attorno al valore medio (ampiezza), ω è la pulsazione e θ il tempo, si ottiene una risposta in temperatura del tipo: ( ) ˆ γ x, θ sin( ω θ γ ) T x = T + T e x (2)

2 con: ω = 2 π f (3) f = 1 θ0 con 0 θ periodo pari alle 24 h (4) γ = ω 2 α fattore di attenuazione spaziale (5) k α = diffusività termica (6) ρ c k x ϕ = sfasamento temporale dell onda termica trasmessa (7) ω Si noti che il comportamento dipende essenzialmente dalla diffusività termica. La risoluzione analitica del problema diviene complessa allorquando si prende in esame il caso reale di un mezzo non omogeneo e di spessore finito quale ad esempio una parete multistrato, essendo il comportamento della parete influenzato oltre che dai classici parametri termofisici (spessore, conducibilità termica, diffusività termica, conduttanze superficiali), anche dalla distribuzione spaziale dei vari strati (stratigrafia della parete). RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO DI UN CORPO Nel caso di un corpo per il quale si osserva un Bi<0.10, è possibile trascurare la dipendenza della temperatura con le coordinate spaziali, che pertanto sarà solo funzione del tempo: ( θ ) ( ) 0 ha θ mc T = T + T T e (8) dove T è la temperatura del fluido, T 0 è la temperatura iniziale, h è la conduttanza superficiale, m è la massa del corpo, A è la superficie lambita dal fluido e c è il suo calore specifico. E possibile, inoltre, definire un parametro fondamentale quale la costante di tempo τ : mc ρ V c τ = = h A h A (9) Una maggiore massa e quindi una maggiore capacità termica comporta un maggior tempo di raffreddamento o di riscaldamento, a parità di resistenza termica. Questo è proprio quel che avviene anche negli edifici, considerabili in prima approssimazione come un corpo omogeneo. Maggiore è la sua capacità termica, maggiore sarà il tempo di raffreddamento/riscaldamento e pertanto saranno minori le oscillazioni termiche. Dopo un tempo pari ad una costante di tempo, la variazione della temperatura rispetto a quella iniziale sarà pari a ( T0 T ), mentre dopo 5 costanti di tempo sarà pari a ( T0 T ), ossia il transitorio è praticamente esaurito. E, inoltre, possibile scrivere la costante di tempo come:

3 mc V ρ c τ = = h A A h (10) concludendo che la costante di tempo è tanto maggiore (per cui si hanno periodi di raffreddamento e di riscaldamento lunghi) quanto maggiore è, a parità del rapporto ρ ch, il rapporto V/A, cioè il rapporto di forma dell oggetto. L igloo esquimese, avendo forma emisferica (la sfera ha minor superficie disperdente a parità di volume), presenta il valore V/A massimo, e tale forma è scelta proprio per avere le minime dispersioni energetiche e quindi un maggiore tempo di raffreddamento. Di qui l attenzione della normativa sul risparmio energetico al rapporto V/A dell edificio. COSTANTE DI TEMPO DELL EDIFICIO Il cosiddetto accumulo termico riveste un ruolo fondamentale nei transitori di accensione e spegnimento degli impianti termotecnici. In particolare, sempre che per l edificio sia rispettata l ipotesi di Bi < 0.10, per una variazione sinusoidale della temperatura esterna secondo: ( θ ) ˆ sin ( ωθ) T = T + T (11) e e e ricordando che: dt edificio dθ ( θ ) si ottiene: ( θ ) ( θ ) = H T T edificio e (12) ˆ ( H θ ) H Te Tedificio ( θ ) = e Γ+ Te ω cos 2 2 ( ω θ) H sin ( ω θ) H + ω (13) con: H ω Tˆ e Γ= ( Te Tedificio ( θ = 0) ) H + ω e H h A = (14) ρ cv Diagrammando il grafico della temperatura dell edificio in funzione del tempo, si ottiene il grafico in Fig. 1 relativo ad un tipico caso estivo. Come si nota, al crescere della costante di tempo, l edificio risente meno delle oscillazioni della temperatura esterna.

4 35 33 Temperatura esterna 1 h 5 h 10 h T/( C) tempo/g Fig. 1 Influenza della costante di tempo Un edificio con minore massa (edificio moderno), ha delle oscillazioni termiche maggiori rispetto ad un edificio antico (maggiore massa), seguendo maggiormente l andamento della temperatura esterna. Il calcolo della costante di tempo dell edificio può essere eseguito come segue: τ edificio (, ) ( ) mc T mi ci Tcomponente i Te = = K A T + n V c T C V T T g edificio e (15) Mentre le masse interne dell edificio (quelle non in contatto con l ambiente esterno) concorrono interamente al calcolo della costante di tempo, diverso è il discorso per le masse perimetrali, la cui partecipazione è proporzionale all accumulo di energia interna, sempre rispetto alla T e. Nel normale caso di parete multistrato, si osserva che nel caso in cui l isolante è posizionato all esterno, partecipa totalmente, se la posizione dell isolante è intermedia parteciperà solo la parte compresa tra aria interna e l isolante, mentre se è posizionato internamente la partecipazione della parete all accumulo termico è trascurabile. Come la disposizione dell isolante influenzi l andamento della temperatura della parete è deducibile dalla Fig. 2, in cui è diagrammato l andamento della temperatura interna di parete per una parete multistrato le cui caratteristiche sono riportate in Tab. I: Tab. I Caratteristiche termofisiche della parete multistrato Strato k/(w/(m K)) c/(j/(kg K)) ρ/(kg/m 3 ) s/m

5 Per la conduttanza superficiale interna ed esterna si è assunto un valore pari a 20 W/(m 2 K) e 5.0 W/(m 2 K), rispettivamente: Inoltre, per la temperatura esterna estiva, temperatura esterna invernale ed interna un valore di 2 π θ Te C = sin 86400, 2 π θ Te C = 7 sin e 20 C, rispettivamente T/ C isolante interno isolante intermedio isolante esterno tempo/g a) 19 T/ C 18 isolante interno isolante intermedio isolante esterno tempo/g b) Fig. 2 Andamento della temperatura interna di parete al variare della posizione dello strato di isolante per il caso a) estivo e b) invernale.

6 Come è possibile notare il posizionamento dell isolante termico verso l esterno riduce le oscillazioni della temperatura. TEMPERATURA ARIA-SOLE Si tratta di una temperatura equivalente che tiene conto della compresenza di scambi termici conduttivi e convettivi con l ambiente esterno e dell irraggiamento solare. Consideriamo la parere in Fig. 3, con gli scambi termici ad essa relativi. Volta celeste T c G T e q q r q c T s rg Fig. 3 Scambi termici di una parete Il bilancio termico porta a scrivere: 4 4 ( s c ) c ( s e) ( ) ( ) ( ) q = α G+ σ ε T T + h T T = = α G+ h T T + h T T = h T T r s c c s e c s aria sole (16) da cui: α G h T = T + + T T (17) ( ) r aria sole e c s hc hc e trascurando il termine h r si ottiene: T aria sole α G = Te + (18) h c

7 Pertanto la Temperatura aria-sole è quella temperatura fittizia dell aria esterna che produrrebbe, attraverso una parete in ombra, lo stesso flusso termico che si ha nelle condizioni reali, ossia sotto l azione simultanea della temperatura esterna e della radiazione solare, e dipende dal fattore di assorbimento della superficie, dall irradiazione solare e dallo scambio termico convettivo. Questo spiega perché in una zona d ombra, a parità di temperatura dell aria esterna, si ha una sensazione di temperatura inferiore rispetto ad una zona soleggiata e spiega il perché della prevalenza del bianco come colore esterno di edifici in zone calde (basso coefficiente di assorbimento a basse lunghezze d onda). In genere è possibile ritenere nel campo delle lunghezze d onda della radiazione solare un valore del coefficiente di assorbimento variabile da 0.15 a Alcuni esempi sono riportati in Tab. II. Tab. II Coefficienti di assorbimento per alcuni materiali Materiale α solare α infrarosso Intonaco bianco Pittura Bianca Pittura ad olio verde Pittura ad olio rossa Mattoni rossi Marmo Per i colori chiari il fattore di assorbimento solare è piccolo ( ), ed essendo la parete opaca, in condizioni di regime stazionario, la radiazione solare assorbita viene riemessa nell infrarosso con un emissività nell ordine di 0.9, pertanto la temperatura della superficie esterna risente poco di tale effetto. Nel caso di materiali riflettenti (ad esempio pellicole di alluminio), il coefficiente di assorbimento nel solare è molto basso, nell ordine di , mentre nell infrarosso è nell ordine di In tal caso la parete assorbe poca energia solare, ma ne riemette ugualmente poca, quindi si osserva un leggero incremento di temperatura. Nel caso di materiali metallici questo effetto è ulteriormente esaltato. Bisogna pertanto prevedere degli appositi distanziatori sulla parete in modo da non causare un indesiderato innalzamento della temperatura degli strati adiacenti per conduzione. PARETI VETRATE Nello studio del comportamento termico delle pareti vetrate è necessario considerare che i vetri sono trasparenti alla luce solare (basse lunghezze d onda), ma non all infrarosso (alte lunghezze d onda). Effetto serra nell edilizia residenziale L effetto serra negli edifici è dovuto al comportamento non simmetrico delle pareti vetrate rispetto all irraggiamento, come precedentemente menzionato. In Fig. 4 è rappresentato il tipico andamento del coefficiente di trasmissione t, al variare della lunghezza d onda, per alcuni tipi di vetro.

8 λ/ Fig. 4 Andamento del coefficiente di trasmissione per alcuni tipi di vetro, al variare della lunghezza d onda Il vetro comune presenta un valore del coefficiente di trasmissione molto alto tra 0.2 e circa 3 µm, lasciando passare la quasi totalità della radiazione solare (vedi Fig. 5). Pertanto la radiazione solare penetra negli ambienti riscaldandoli. A loro volta gli ambienti, considerati come corpi neri alla temperatura di 25 C, emettono con un massimo alla lunghezza d onda di circa 9.7 µm (legge di Wien). Tuttavia tale energia rimane intrappolata nell ambiente, poiché il vetro non la lascia passare, portando ad un innalzamento della temperatura interna del locale. Grandi superfici vetrate, pertanto, pur avendo un gradevole effetto architettonico, debbono essere considerate con attenzione poiché creano un incremento del carico termico da smaltire in estate ed un incremento del fabbisogno energetico dell edificio in inverno. Per ridurre l effetto serra, si utilizzano particolari tipi di vetro ottenuti aggiungendo ossidi metallici (argento, oro, alluminio, ecc.), che possono arrivare a ridurre anche dell 80% il coefficiente di trasmissione rispetto al vetro classico. Fig. 5 Spettro

9 BILANCIO TERMICO IN TRANSITORIO DELL EDIFICIO L interazione termica tra edificio ed ambiente può essere scritta in via del tutto generale come: Q + Q Q = Q (19) ingresso generato uscita dove col termine generato si intende l interazione termica dell impianto termotecnica e quella dovuta ad eventuali sorgenti interne (lampade, elettrodomestici, ecc.). In particolare possiamo scrivere: Qingresso = K A T + I A f per pareti e finestre confinanti con ambienti a temperatura diversa da quella considerata (20) dove f è il fattore di ombreggiamento e I è l irradiazione solare. uscita ventilazione per tutte le altre pareti (21) Q = K A T + n V T Bisogna spendere qualche ulteriore parola sul problema dell accumulo termico Q. E possibile scriverlo come: T Q= m c i i i (22) i θ Si noti che esso dipende da tutti ci corpi presenti nell edificio e dalla loro temperatura ed è pertanto di difficile calcolo. Esso inoltre svolge la funzione di volano, smorzando le variazioni della temperatura interna. Un esempio dell efficacia dell accumulo termico si ha osservando l evolversi della temperatura interna nelle cattedrali e nei castelli, ed in tutte quelle strutture dove sono presenti grandi masse murarie. E allora necessario dotare gli edifici di masse di accumulo, ad esempio con murature (soprattutto interne) spesse, tuttavia in contrasto con la tendenza odierna di utilizzare materiali leggeri e manufatti industriali capaci di un elevato isolamento termico ma di bassa capacità termica. Tuttavia, non basta una buona capacità termica, ma è necessaria anche una buona capacità di restituzione o di immagazzinamento dell energia. Quest ultimo aspetto è legato al fattore di attenuazione, già incontrato in precedenza. Tuttavia per pareti di spessore finito è necessario anche introdurre un ulteriore parametro, detto effusività, che è dato da: B = k ρ c (23) I materiali che hanno elevata capacità termica e contemporaneamente sono buoni conduttori di calore hanno più elevata effusività termica e rispondono meglio all esigenza di attenuare le oscillazioni termiche interne poiché sono in grado di immagazzinare e di cedere energia con maggiore velocità e quindi più prontamente rispetto alle sollecitazioni esterne. Particolare attenzione meritano le pareti interne, rivestendo un ruolo fondamentale nei transitori di accensione e spegnimento degli impianti, nonché nella regolazione di tali impianti. Bisogna pertanto fare alcune considerazioni in fase progettuale: progettuali: - L ordine di grandezza del calore specifico dei materiali da costruzione è nell ordine di 1 kj/(kg K). Per aumentare l accumulo termico bisogna pertanto ricorrere a masse elevate e/o ad innalzamento della temperatura media dei materiali;

10 - La funzione di accumulo termico e quella di isolamento dovrebbero essere deputate a materiali diversi (isolamento agli isolanti e accumulo alla parte strettamente strutturale (calcestruzzo)); - E necessario sincronizzare il momento di accumulo termico e quello di cessione all ambiente (es. accumulo di giorno e rilascio di notte). Questo potrebbe essere ottenuto con un isolamento termico variabile delle masse di accumulo facendo si che la superficie di tali masse vangano a contatto con l aria interna nel momento desiderato. Inoltre, nel caso invernale l aria esterna è a temperatura inferiore, è necessario isolare termicamente verso l esterno le masse di accumulo. Nel caso invernale, con impianto termotecnica funzionante, l aria interna si porta ad una temperatura maggiore di quella delle masse murarie e pertanto si verifica cessione di energia termica a tali masse. All atto dello spegnimento dell impianto, a seguito degli scambi termici con l ambiente esterno e per infiltrazioni, l aria interna assume una temperatura inferiore a quella delle masse di accumulo e pertanto si osserva un inversione di segno negli scambi termici (sempre che queste ultime siano isolate termicamente dall ambiente esterno). Durante il periodo estivo il comportamento è simmetrico. Durante il giorno le rientrate termiche tendono a riscaldare non solo l aria interna ma anche le masse di accumulo. Al tramonto, il fenomeno tende ad invertirsi. Inoltre, durante le prime ore serali, l aria esterna ha una temperatura sufficientemente bassa da poter essere utilizzata per ventilare le strutture di accumulo ed evitare che queste cedano potenza termica all ambiente interno. TRANSITORIO TERMICO DEGLI AMBIENTI Per considerare il transitorio termico dei singoli ambienti, prendiamo in esame il caso semplice di un locale parallelepipedico. Per ciascuna delle 6 pareti è possibile scrivere: dti αi Ai mi ci = Ψ i he,i Ai ( Taria sole Ti) + Ψ 6 i Gi fi Ai + dθ α A h K A Φ K A T T T T j= 1 ii i i ( ) ( ) i i i i t i a hii + Ki j j (24) con 0 pareti interne Ψ 0 eccetto il soffitto i = Φi = (25) 1 pareti esterne 1 soffitto Per il pavimento è possibile andare a considerare lo scambio termico con un corpo seminfinito avente una temperatura praticamente costante al variare della stagione. Per l aria, inoltre, possiamo scrivere: dt h K A m c = K T K T + n V c T T + 6 a ii i i a a i i a a a a e a dθ i= 1 hii + Ki ( ) ρ ( ) ( ) + Q + Q + Ψ K T T int imp i vi a e (26) Inoltre, si noti che nella risoluzione delle equazioni, i vari ambienti non interagiscono termicamente tra loro solo se nell evoluzione temporale le loro temperature sono uguali, altrimenti tale interazione termica deve essere tenuta in conto.

L irraggiamento termico

L irraggiamento termico L irraggiamento termico Trasmissione del Calore - 42 Il calore può essere fornito anche mediante energia elettromagnetica; ciò accade perché quando un fotone, associato ad una lunghezza d onda compresa

Подробнее

Recupero energetico di edifici tradizionali

Recupero energetico di edifici tradizionali Recupero energetico di edifici tradizionali Strumenti e tecniche CONVEGNO FORMATIVO Arch. Maria Teresa Girasoli Salone polifunzionale Grand Place, Pollein (AO), 5 novembre 2013 Il Quaderno per il recupero

Подробнее

3) Un solaio piano è costituito da 5 strati:

3) Un solaio piano è costituito da 5 strati: 3) Un solaio piano è costituito da 5 strati: La temperatura dell aria nell ambiente interno è pari a 20 C mentre la temperatura esterna è di 0 C. Il solaio scambia calore verso l alto. Si determini: a)

Подробнее

La casa è la terza pelle dell uomo

La casa è la terza pelle dell uomo L interazione tra l ambiente interno, l involucro e l ambiente avviene attraverso le superfici esterne di un edificio. La definizione della loro composizione è di fondamentale importanza per la progettazione

Подробнее

Trasmissione del calore:

Trasmissione del calore: Trasmissione del calore: - Conduzione - Convezione - Irraggiamento Cos è la Convezione: È lo scambio di calore che avviene tra una superficie e un fluido che si trovano a diversa temperatura e in movimento

Подробнее

Fisica Tecnica Ambientale

Fisica Tecnica Ambientale Università degli Studi di Perugia Sezione di Fisica ecnica Fisica ecnica Ambientale Lezione del marzo 015 Ing. Francesco D Alessandro [email protected] Corso di Laurea in Ingegneria Edile e Architettura

Подробнее

FISICA TECNICA AMBIENTALE LABORATORIO DI TERMOTECNICA

FISICA TECNICA AMBIENTALE LABORATORIO DI TERMOTECNICA FISICA TECNICA AMBIENTALE LABORATORIO DI TERMOTECNICA Termocamera s c( ob refl atm) s ob atm ob atm 1 ob so TTatm so TT s TT 1 Analisi di sensibilità dei vari parametri SW LW Emissività La più importante

Подробнее

Regime transitorio termico

Regime transitorio termico FISICA ECNICA Prof. Ing. Marina Mistretta Regime transitorio termico a.a. 2011/2012 29/11/2011 Lezione 29/11/2011 Prof. Ing. Marina Mistretta Conduzione = f ( x y z ) Ipotesi: 1. Regime di trasmissione

Подробнее

Miscele di gas (Esercizi del testo) e Conduzione

Miscele di gas (Esercizi del testo) e Conduzione Miscele di gas (Esercizi del testo) e Conduzione 1. Determinare la resistenza termica complessiva di un condotto cilindrico di lunghezza L = 10 m, diametro interno D i = 4 mm e spessore s = 1 mm, realizzato

Подробнее

TERMOLOGIA & TERMODINAMICA II

TERMOLOGIA & TERMODINAMICA II TERMOLOGIA & TERMODINAMICA II 1 TRASMISSIONE DEL CALORE Il calore può essere trasmesso attraverso tre modalità: conduzione: il trasporto avviene per contatto, a causa degli urti fra le molecole dei corpi,

Подробнее

Trasmissione del calore attraverso le pareti perimetrali di un edificio ad uso civile

Trasmissione del calore attraverso le pareti perimetrali di un edificio ad uso civile Trasmissione del calore attraverso le pareti perimetrali di un edificio ad uso civile Si consideri una parete piana perimetrale di un edificio costituita, come scematizzato in figura, dai seguenti strati,

Подробнее

Il ruolo dell isolamento nel comportamento termico dell edificio

Il ruolo dell isolamento nel comportamento termico dell edificio KLIMAHOUSE 2007 CONVEGNO FAST Prestazioni estive dell involucro edilizio: soluzioni innovative per la progettazione Il ruolo dell isolamento nel comportamento termico dell edificio edificio durante la

Подробнее

Trasmissione del calore: Conduzione

Trasmissione del calore: Conduzione Trasmissione del calore: Conduzione Trasmissione del calore: Conduzione Trasmissione del calore: Conduzione Sistema Costruttivo Muratura con isolante interposto e mattoni Spessore: 340 (mm) Resistenza:

Подробнее

Modi di Trasmissione del Calore

Modi di Trasmissione del Calore Modi di Trasmissione del Calore Trasmissione del Calore - 1 La Trasmissione del calore, fra corpi diversi, o all interno di uno stesso corpo, può avvenire secondo 3 diverse modalità: - Conduzione - Convezione

Подробнее

METODI DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI TERMICHE DELL INVOLUCRO EDILIZIO

METODI DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI TERMICHE DELL INVOLUCRO EDILIZIO METODI DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI TERMICHE DELL INVOLUCRO EDILIZIO Lastra in fibrocemento Intercapedine d aria Spessore complessivo 22.5 cm Strato di lana di roccia Trasmittanza 0,29 W/(m 2 K) Massa

Подробнее

IMPIANTI TECNICI CALCOLO DEI CARICHI TERMICI ESTIVI

IMPIANTI TECNICI CALCOLO DEI CARICHI TERMICI ESTIVI IMPIANTI TECNICI CALCOLO DEI CARICHI TERMICI ESTIVI Corso di Impianti Tecnici A. A. 2006/2007 Prof. Livio de Santoli INTRODUZIONE 2 Nel periodo estivo la quantità di calore da smaltire dipende da una serie

Подробнее

CORSO DI FISICA TECNICA

CORSO DI FISICA TECNICA CORSO DI FISICA TECNICA Trasmissione del calore Irraggiamento IRRAGGIAMENTO Trasferimento di energia per onde elettromagnetiche Moto vibratorio delle molecole Tutte le superfici emettono onde elettromagnetiche

Подробнее

In realtà la T(x) è differente non essendo il flusso monodimensionale (figura 4.3).

In realtà la T(x) è differente non essendo il flusso monodimensionale (figura 4.3). Richiami sui ponti termici (cap. 4) Autore: prof. ing. Francesco Minichiello, Università degli Studi di Napoli Federico II Anno di compilazione: 2005 Nota: si ringrazia vivamente il prof. ing. Pietro Mazzei,

Подробнее

ISOLAMENTO TERMICO DI EDIFICI NUOVI ED ADEGUAMENTO ENERGETICO DELL ESISTENTE:

ISOLAMENTO TERMICO DI EDIFICI NUOVI ED ADEGUAMENTO ENERGETICO DELL ESISTENTE: 1/60 ISOLAMENTO TERMICO DI EDIFICI NUOVI ED ADEGUAMENTO ENERGETICO DELL ESISTENTE: 2/60 COLLANA ANIT: L ISOLAMENTO TERMICO E ACUSTICO VOL.1: I MATERIALI ISOLANTI Meccanismi di trasmissione del calore Schede

Подробнее

FISICA TECNICA AMBIENTALE

FISICA TECNICA AMBIENTALE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL ARCHIEURA FISICA ECNICA AMBIENALE rasmissione del calore: La conduzione in regime variabile Prof. Gianfranco Caruso A.A. 213/214 Conduzione in regime variabile Regime stazionario:

Подробнее

Trasmissione di calore per radiazione

Trasmissione di calore per radiazione Trasmissione di calore per radiazione Sia la conduzione che la convezione, per poter avvenire, presuppongono l esistenza di un mezzo materiale. Esiste una terza modalità di trasmissione del calore: la

Подробнее

I ponti termici possono rappresentare fino al 20% del calore totale disperso da un ambiente.

I ponti termici possono rappresentare fino al 20% del calore totale disperso da un ambiente. Isolamento termico dei componenti L isolamento termico di un componente di tamponamento esterno è individuato dalla resistenza termica complessiva: trasmittanza (U espressa in W/m 2 K) L isolamento termico

Подробнее

Laurea in Archite:ura

Laurea in Archite:ura UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTÁ DI INGEGNERIA E ARCHITETTURA Laurea in Archite:ura Laboratorio Integrato di Progettazione Tecnica e Strutturale (Impianti Tecnici) a.a. 2016-2017 La trasmittanza

Подробнее

Esercizi sullo scambio termico per irraggiamento

Esercizi sullo scambio termico per irraggiamento Esercizi sullo scambio termico per irraggiamento 3 giugno 2013 Esercizio 1 Si considerino due dischi paralleli con D = 0,6 m, disposti direttamente l uno sull altro, ad una distanza L=0,4m, in modo che

Подробнее

E importante sapere che...

E importante sapere che... E importante sapere che... Trasmittanza termica U In termotecnica la trasmittanza termica - indicata con g è una grandezza fisica che misura la quantità di calore scambiato da un materiale o un corpo per

Подробнее

Convezione Conduzione Irraggiamento

Convezione Conduzione Irraggiamento Sommario Cenni alla Termomeccanica dei Continui 1 Cenni alla Termomeccanica dei Continui Dai sistemi discreti ai sistemi continui: equilibrio locale Deviazioni dalle condizioni di equilibrio locale Irreversibilità

Подробнее

Esercizi di Fisica Tecnica Scambio termico

Esercizi di Fisica Tecnica Scambio termico Esercizi di Fisica Tecnica 013-014 Scambio termico ST1 Un serbatoio contenente azoto liquido saturo a pressione ambiente (temperatura di saturazione -196 C) ha forma sferica ed è realizzato con due gusci

Подробнее

Fabbisogno di energia termica in regime invernale

Fabbisogno di energia termica in regime invernale Corso di IMPIANTI TECNICI Fabbisogno di energia termica in regime invernale Prof. Paolo ZAZZINI Dipartimento INGEO Università G. D Annunzio Pescara www.lft.unich.it Il DPR 412/93 suddivide il territorio

Подробнее

Cavo Carbonio. Sergio Rubio Carles Paul Albert Monte

Cavo Carbonio. Sergio Rubio Carles Paul Albert Monte Cavo o Sergio Rubio Carles Paul Albert Monte o, Rame e Manganina PROPRIETÀ FISICHE PROPRIETÀ DEL CARBONIO Proprietà fisiche del o o Coefficiente di Temperatura α o -0,0005 ºC -1 o Densità D o 2260 kg/m

Подробнее

LA TRASMISSIONE DEL CALORE

LA TRASMISSIONE DEL CALORE LA TRASMISSIONE DEL CALORE LEZIONI DI CONTROLLO E SICUREZZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI IN AMBITO FARMACEUTICO PROF. SANDRA VITOLO 1 I meccanismi di trasmissione del calore sono tre: Conduzione Trasferimento

Подробнее

IL COMFORT ABITATIVO

IL COMFORT ABITATIVO IL COMFORT ABITATIVO ( sui concetti e sulle definizioni di base ) I RIFERIMENTI NORMATIVI legge 373 del 30/04/76 legge 10 del 09/01/91 direttiva 93/76 CEE del 13/09/93 direttiva 2002/91/CE D.L. 19/08/2005

Подробнее

L INCIDENZA DI UN TETTO SUL MICROCLIMA URBANO

L INCIDENZA DI UN TETTO SUL MICROCLIMA URBANO L INCIDENZA DI UN TETTO SUL MICROCLIMA URBANO Qualche parola in più sui cool roof, per chi vuole approfondire ed alcuni cenni di fisica tecnica cool roof = tetto freddo una soluzione che garantisce il

Подробнее

QUADERNO TECNICO N.2

QUADERNO TECNICO N.2 AFONTERMO RASANTE TERMICO RIFLETTENTE EFFICACIA - EFFICIENZA LA MANIERA PIU SEMPLICE DI ISOLARE TERMICAMENTE QUADERNO TECNICO N.2 ISOLARE, RIFLETTERE, TRASPIRARE REGIME STATICO E REGIME VARIABILE AFON

Подробнее

CHE COS È IL CELENIT?

CHE COS È IL CELENIT? CHE COS È IL CELENIT? CERTIFICAZIONE ANAB ICEA Conformità ai requisiti dello Standard ANAB dei Materiali per la Bioedilizia: RISORSE VEGINI RINNOVABILI: Legno da foreste gestite in modo sostenibile SALUTE

Подробнее

LA TRASMISSIONE DEL CALORE. Conduzione, convezione e irraggiamento dal punto di vista della termotecnica. Lezioni d'autore

LA TRASMISSIONE DEL CALORE. Conduzione, convezione e irraggiamento dal punto di vista della termotecnica. Lezioni d'autore LA TRASMISSIONE DEL CALORE Conduzione, convezione e irraggiamento dal punto di vista della termotecnica Lezioni d'autore Un video: Clic La conduzione e la resistenza termica (I) Se si prende in considerazione

Подробнее

Il trasporto di energia termica: introduzione e trasporto conduttivo. Principi di Ingegneria Chimica Ambientale

Il trasporto di energia termica: introduzione e trasporto conduttivo. Principi di Ingegneria Chimica Ambientale Il trasporto di energia termica: introduzione e trasporto conduttivo Principi di Ingegneria Chimica Ambientale 1 Meccanismi di trasmissione del calore La Trasmissione del Calore può avvenire con meccanismi

Подробнее

CALCOLO DELLA CONDUTTANZA TERMICA IN OPERA POLIPERLE

CALCOLO DELLA CONDUTTANZA TERMICA IN OPERA POLIPERLE CALCOLO DELLA CONDUTTANZA TERMICA IN OPERA POLIPERLE Prove di trasmittanza su materiale Poli Sud srl Sperimentatore Ing. Mastroianni gilberto Maggio 2011 CALCOLO DELLA CONDUTTANZA TERMICA IN OPERA POLIPERLE

Подробнее

Richiami di trasmissione del calore e Prestazioni termofisiche dell involucro edilizio prof. ing. Giorgio Raffellini

Richiami di trasmissione del calore e Prestazioni termofisiche dell involucro edilizio prof. ing. Giorgio Raffellini Richiami di trasmissione del calore e Prestazioni termofisiche dell involucro edilizio prof. ing. Giorgio Raffellini Dip. di Tecnologie dell architettura e Design P. Spadolini Università di Firenze email:

Подробнее

MANUALETTO Guida per clienti redatto da Per. Ind. Zoldan Andrea

MANUALETTO Guida per clienti redatto da Per. Ind. Zoldan Andrea 6. Edificio 6.1.Introduzione In questo capitolo sono illustrati i procedimenti per il calcolo delle dispersioni dell edificio e dell energia richiesta per il riscaldamento nel periodo invernale. I vari

Подробнее

PASSAGGIO DEL CALORE E DIFFUSIONE DEL VAPORE

PASSAGGIO DEL CALORE E DIFFUSIONE DEL VAPORE Francesco Nicolini 259407, Giulia Voltolini 26354 9 Marzo 206, 0:30 3:30 PASSAGGIO DEL CALORE E DIFFUSIONE DEL VAPORE. CALCOLO DELLA POTENZA TERMICA Q Il calcolo della potenza termica in regime stazionario

Подробнее

UNIVERSITÀ IUAV DI VENEZIA CLAMARCH indirizzo Conservazione Laboratorio integrato 2 Modulo di impianti tecnici nell edilizia storica

UNIVERSITÀ IUAV DI VENEZIA CLAMARCH indirizzo Conservazione Laboratorio integrato 2 Modulo di impianti tecnici nell edilizia storica 01/03/011 COMPORTAMENTO TERMICO DELLE STRUTTURE OPACHE Regime stazionario le caratteristiche termofisiche non dipendono dal tempo le temperature interna ed esterna non dipendono dal tempo: temperature

Подробнее

Trasmittanza termica

Trasmittanza termica Trasmittanza termica Che cosa è la trasmittanza termica Trasmissione del calore e trasmittanza termica La trasmittanza termica secondo la norma UNI EN ISO 6946/2008 Il calcolo della trasmittanza secondo

Подробнее

Tutto sul raffrescamento con i sistemi radianti

Tutto sul raffrescamento con i sistemi radianti Tutto sul raffrescamento con i sistemi radianti Giugno 2017 Ing. Clara Peretti Segretario Generale Consorzio Q-RAD Introduzione A causa della contenuta differenza di temperatura tra l acqua e l ambiente

Подробнее

L ISOLAMENTO TERMICO DELL INVOLUCRO EDILIZIO

L ISOLAMENTO TERMICO DELL INVOLUCRO EDILIZIO Istituto Luigi Einaudi Magenta Classe IV Anno scolastico 2015-2016 L ISOLAMENTO TERMICO DELL INVOLUCRO EDILIZIO Calcolo della trasmittanza e ponti termici Tecnologia 1 Fabbisogno di energia per il riscaldamento

Подробнее

Laboratorio di Sintesi Finale

Laboratorio di Sintesi Finale Corso Università di degli Laurea Studi del Magistrale Sannio Facoltà in di Ingegneria Architettura Laboratorio di Sintesi Finale Modulo Prof. Filippo di Tecnica de Rossi - Anno del Accademico Controllo

Подробнее

Irraggiamento solare (1)

Irraggiamento solare (1) Irraggiamento solare (1) Trasmissione del Calore - 53 A causa: dell ellitticità dell orbita terrestre e dell inclinazione dell asse di rotazione rispetto al piano dell orbita (circa 23,5 ) si ha che l

Подробнее

STRATEGIE DI PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA.

STRATEGIE DI PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA. STRATEGIE DI PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA. Il progettista deve trovare il giusto compromesso tra le diverse esigenze nelle varie stagioni La geometria solare Il sole percorre il suo arco giornaliero

Подробнее

Controllo di soleggiamento e ventilazione dell involucro edilizio

Controllo di soleggiamento e ventilazione dell involucro edilizio Dipartimento di Architettura e Territorio - darte Corso di Laurea in Architettura (ciclo unico) Classe LM-4 Progettazione di sistemi costruttivi Prof. Adriano Paolella Controllo di soleggiamento e ventilazione

Подробнее

ISOLANTI LEGGERI E STRUTTURE MASSIVE

ISOLANTI LEGGERI E STRUTTURE MASSIVE ISOLANTI LEGGERI E STRUTTURE MASSIVE IVAN MELIS SIRAP INSULATION Srl DA OGGI AL FUTURO: GLI SCENARI VIRTUOSO E DELL INDIFFERENZA IVAN MELIS Earth Overshoot Day del Global Footprint Network (GFN) DIRETTIVA

Подробнее

) [gas riscaldato a V cost fintanto che la sua p è tale da sollevare pistone]

) [gas riscaldato a V cost fintanto che la sua p è tale da sollevare pistone] BILANCIO ENERGETICO DEI SISTEMI CHIUSI 1 Principio della Termodinamica: (per più sottosistemi: ) BILANCIO ENERGETICO DEI SISTEMI APERTI I Principio per volumi di controllo: [W] Equazione di continuità:

Подробнее

S/V. Superficie esterna tot. m 2. m 3. 8 unità separate ,2

S/V. Superficie esterna tot. m 2. m 3. 8 unità separate ,2 Requisiti progettuali ed operativi per la sostenibilità degli edifici Prof.Luigi Bruzzi Requisiti progettuali (Progetto) Fattore di forma Esposizione (punti cardinali) Isolamento termico (pareti opache

Подробнее

SIMULAZIONE DI CLASSE ENERGETICA PER INTERVENTI MIGLIORATIVI DELL INVOLUCRO EDILIZIO

SIMULAZIONE DI CLASSE ENERGETICA PER INTERVENTI MIGLIORATIVI DELL INVOLUCRO EDILIZIO SIMULAZIONE DI CLASSE ENERGETICA PER INTERVENTI MIGLIORATIVI DELL INVOLUCRO EDILIZIO 1. Presentazione edificio di riferimento per lo studio 2. Simulazione stato di fatto 3. Simulazione intervento migliorativo

Подробнее