Riclassificazione Stato Patrimoniale e Conto Economico
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- Leonzia Oliva
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1 Riclassificazione Stato Patrimoniale e Conto Economico Sommario: Riclassificazione SP Finanziario L analisi della liquidità L analisi della solvibilità Riclassificazione SP di Pertinenza Gestionale Riclassificazione del Conto Economico Il conto economico a costi e ricavi di produzione (VA) Il conto economico a costi e ricavi del venduto Il conto economico marginalistico 1
2 La riclassificazione dello stato patrimoniale permette di: Effettuare un analisi della composizione degli impieghi e/o delle fonti Analizzare la solvibilità aziendale Determinare il fabbisogno di finanziamento di particolari aree di gestione oltre a specifici indicatori di redditività 2
3 Il criterio di liquidità ATTIVO Raggruppiamo le poste dell attivo in due principali macro-categorie, distinte in relazione alla propensione di ogni singolo impiego a ritornare in forma liquida entro o oltre l anno (tempo di realizzo) PASSIVO Raggruppiamo le poste del passivo in tre principali macro-categorie, distinte l una dall altra in relazione al momento in cui dovranno essere annullate le fonti (tempo di estinzione) 3
4 Con il CRITERIO DI LIQUIDITA Il criterio guida generale... si guarda alla facilità con la quale le poste patrimoniali possono dare luogo a movimenti di moneta ATTIVITÀ produzione di PASSIVITÀ assorbimento di 4
5 Il criterio di liquidità decrescente Ragionando in questi terini... cassa e banche titoli di di Stato crediti a BT BT magazzino ratei e risconti immobili impianti brevetti partecipazioni crediti a m-l m-l tt ATTIVITÀ CORRENTI ATTIVITÀ FISSE ff a c ii ll ii tt à PASSIVITÀ CORRENTI PASSIVITÀ DIFFERITE CAPITALE NETTO banche c/c c/c fornitori debiti tributari ratei e risconti mutui passivi TFR obbligazioni capitale sociale riserve utili (perdite) 5
6 La vera finalità conoscitiva, dunque... capacità di far fronte agli impegni di pagamento tempo per tempo solvibilità liquidità 6
7 finanziario Il loro confronto definisce il baricentro dello stato patrimoniale finanziario ATTIVITÀ AC CORRENTI PASSIVITÀ PC CORRENTI CCNf future entrate potenziali nel breve future uscite potenziali nel breve 7
8 I tre principi per la progettazione della struttura finanziaria 1. L attivo a breve deve essere finanziato preferibilmente con il passivo corrente ATTIVO A BREVE Passivo corrente 2. L attivo fisso deve essere finanziato esclusivamente con il passivo consolidato ATTIVO FISSO Passivo a m/lungo Mezzi propri 3. La liquidità immediata e quella differita dovrebbero coprire il passivo corrente Liquidità differita Liquidità immediata Passivo corrente 8
9 Situazione scolastica: il valore dell attivo fisso equivale al passivo consolidato ATTIVO A BREVE Passivo corrente ATTIVO FISSO Passivo a m/lungo Mezzi propri 9
10 Situazione fisiologica: l attivo fisso è completamente coperto dai mezzi propri e dal passivo a m/l termine ATTIVO A BREVE Passivo corrente Passivo a m/lungo ATTIVO FISSO Mezzi propri 10
11 Situazione patologica: l attivo fisso è coperto parzialmente anche con il passivo corrente ATTIVO A BREVE Passivo corrente ATTIVO FISSO Passivo a m/lungo Mezzi propri 11
12 Il criterio di pertinenza gestionale Gli investimenti ed i finanziamenti sono classificati sulla base dell area di gestione alla quale appartengono. Area operativa, che corrisponde alle attività di produzione, ricerca e sviluppo, marketing e amministrazione: è il MOTORE DELLA GESTIONE! Area accessoria, nella quale sono inclusi gli investimenti in attività estranee al core business aziendale; Area finanziaria passiva, relativa al reperimento del denaro a titolo di capitale di rischio e di capitale di terzi. 12
13 In questo senso, in ogni impresa... In ogni azienda avremo: produzione e vendita dei beni/servizi che caratterizzano l impresa gestione operativa raccolta dei capitali necessari per alimentare la produzione e la vendita gestione finanziaria 13
14 La gestione finanziaria... La gestione finanziaria: raccolta dei capitali necessari per alimentare la produzione e la vendita ma anche impiego dei capitali raccolti in investimenti finanziari gestione finanziaria passiva gestione finanziaria attiva 14
15 L AREA OPERATIVA è suddivisa in: Ciclo operativo, che comprende le attività di acquisto di fattori a fecondità semplice, produzione e vendita di merci/prodotti finiti. acquisto trasformazione vendita Struttura operativa, che comprende le attività di acquisto e dismissione di cespiti che costituiscono l apparato strutturale dell azienda, funzionali allo svolgimento delle attività del ciclo operativo. 15
16 L area del ciclo operativo Crediti verso clienti + Rimanenze di materie, prodotti finiti, semilavorati+ Debiti verso fornitori di beni e servizi - Acquisto Vendita Produzione CAPITALE CIRCOLANTE NETTO COMMERCIALE 16
17 Il capitale circolante netto commerciale (CCNC) 1) Esprime il livello di fabbisogno di finanziamento richiesto dal ciclo operativo; 2) Le sue determinanti sono: il volume di attività i tempi di incasso, pagamento e giacenza; 3) Costituisce un efficace indice predittivo della dinamica finanziaria aziendale, ponendo come variabile indipendente il volume di fatturato 17
18 1) Esprime il livello di fabbisogno di finanziamento richiesto dal ciclo operativo CCNC < 0 CCNC > 0 Crediti verso clienti 120 Scorte di pf 230 Scorte di materie 50 Debiti vs/fornitori -430 CCNC -30 Crediti verso clienti 120 Scorte di pf 230 Scorte di materie 50 Debiti vs/fornitori -60 CCNC 340 In questo caso il CCNC esprime la quota parte di debiti vs fornitori in grado di coprire gli investimenti diversi da quelli del ciclo operativo In questo caso il CCNC esprime la quota parte di investimenti che dovrà essere coperta con altre fonti 18 diverse dai debiti commerciali
19 2) Le sue determinanti sono: il volume di attività; i tempi di incasso, pagamento e giacenza Stato patrimoniale Crediti verso clienti 120 Scorte di pf 230 Scorte di materie 50 Debiti vs/fornitori -430 CCNC -30 Stock patrimoniali Crediti verso clienti 120 Debiti verso fornitori 430 Scorte prodotti finiti 230 Scorte materie prime 50 Conto economico Ricavi di vendita 1450 Costi acquisto mat. 430 Delta stock mat. 110 Consumo materie 540 Altri costi industriali 360 Costo del venduto 900 RISULTATO OP. 550 volumi RV 1450 Costi acquisto 430 Costo venduto 900 Consumo materie 540 Tempi medi 120/1450*360=30 TMI 430/430*360=360 TMP 230/900*360=92 TMG pf 50/540*360=33 TMG 19 mp
20 3) Costituisce un efficace indice predittivo della dinamica finanziaria aziendale, ponendo come variabile indipendente il volume di fatturato Stato patrimoniale T Crediti verso clienti 120 Scorte di pf 230 Scorte di materie 50 Debiti vs/fornitori -430 CCNC -30 Conto economico T Ricavi di vendita 1450 Costi acquisto mat. 430 Delta stock mat. 110 Consumo materie 540 Altri costi industriali 360 Costo del venduto 900 RISULTATO OP. 550 ALIQUOTA DI CCNC anno T: -30/1450 = - 2,07% CCNC T+1 = Ricavi T+1*aliquota CCNC Conto economico previsionale T+1 Ricavi di vendita * - 2,07% =
21 L area del ciclo operativo CAPITALE CIRCOLANTE NETTO COMMERCIALE Crediti/Debiti per IVA+/- Fondo oscillazione cambi, fondo operazioni in garanzia- Debiti tributari- CAPITALE CIRCOLANTE NETTO OPERATIVO 21
22 L area della struttura operativa Immobilizzazioni materiali + Immobilizzazioni immateriali + Debiti verso fornitori di immobilizzazioni- Fondo per lavori ciclici di manutenzione- Fondo per il trattamento di fine rapporto-debiti di lavoro- Ratei e risconti riferibili alla struttura operativa+/- Capitale investito nella struttura operativa 22
23 L area della gestione accessoria Immobilizzazioni civili+ Immobilizzazioni finanziarie+ Attività finanziarie correnti+ Capitale investito nella gestione finanziaria attiva 23
24 L area della gestione finanziaria passiva Capitale proprio- Debiti di finanziamento di lungo periodo- Debiti di finanziamento di breve- +Cassa, Banche, titoli prontamente liquidabili Totale dei finanziamenti 24
25 Struttura scalare Crediti verso clienti + Rimanenze finali di merci e materie + Debiti verso fornitori Capitale circolante netto commerciale Debiti tributari Fondi oscillazione cambi Capitale circolante netto operativo Immobilizzazioni immateriali + Immobilizzazioni materiali + Fondo TFR e quiescenza - Altri fondi Capitale investito netto operativo Immobilizzazioni finanziarie + Attività finanziarie correnti + Altre immobilizzazioni + Capitale investito netto globale Debiti di finanziamento a lungo termine Acquisto fattori a fecondità semplice Vendita di prodotti Trasformazione Debiti di finanziamento a breve termine (al netto delle liquidità) Capitale netto 25
26 Quale stato patrimoniale per il BP? 26
27 aree d affari aggregato CAPITALE CIRCOLANTE NETTO + crediti di funzionamento + rimanenze materie/prodotti - debiti di funzionamento - fondi rischi e oneri futuri CAPITALE FISSO NETTO + immobilizzazioni materiali + immobilizzazioni immateriali + immobilizzazioni finanziarie CAPITALE INVESTITO NETTO C.C.N. / C.I.N. C.F. / C.I.N. 27
28 aggregato PASSIVITA FINANZIARIE NETTE + debiti finanziari correnti + debiti finanziari consolidati - crediti finanziari - liquidità MEZZI PROPRI + capitale sociale + riserve + risultato economico netto CAPITALE INVESTITO NETTO P.F.N. / C.I.N. M.P. / C.I.N. 28
29 Le aree della gestione nel Conto Economico Scalare Costi - Ricavi Ricavi gestione caratteristica - Costi gestione caratteristica Solidità economica: Se Reddito Lordo ROGC Risultato Operativo Caratteristico +/- Saldo gestione extra-caratteristica +/- Saldo gestione finanziaria +/- Saldo gestione straordinaria - Oneri tributari = Reddito Netto 29
30 I risultati progressivi del Conto Economico Scalare Costi - Ricavi Ricavi gestione caratteristica - Costi gestione caratteristica Risultato Operativo Caratteristico +/- Saldo gestione extra-caratteristica +/- Saldo gestione finanziaria +/- Saldo gestione straordinaria - Oneri tributari = Reddito Netto 30
31 Struttura Conto Economico Gestionale Descrizione Anno t Anno t-1 Variazioni Valori % Valori % Assolute % Valore della produzione 100% 100% Costi della produzione Risultato operativo caratteristico... Risultato operativo globale... Risultato ordinario... Risultato lordo... Risultato netto 31
32 I risultati particolari della gestione caratteristica Basati sulla classificazione Costi Interni-Costi Esterni Costi strutturali e di lavoro dipendente (Struttura tecnica e organizzativa) Relativi a fattori produttivi correnti (diversi dal lavoro dipendente) Costi - Ricavi della produzione ottenuta Vendita di prodotti Altri ricavi di esercizio Incremento magazzino prodotti Prodotto di esercizio Costi Esterni Spese di utilizzo materie Margine Industriale Lordo Altre spese operative Valore Aggiunto Costi Interni Spese di personale Margine Operativo Lordo Quote di ammortamento Reddito Operativo 32
33 I risultati particolari della gestione caratteristica Basati sulla classificazione Costi Interni-Costi Esterni E adatto per confronti con aziende concorrenti o con standard di mercato Costi strutturali e di lavoro dipendente (Struttura tecnica e organizzativa) Relativi a fattori produttivi correnti (diversi dal lavoro dipendente) Costi - Ricavi della produzione ottenuta Vendita di prodotti Altri ricavi di esercizio Incremento magazzino prodotti Prodotto di esercizio Costi Esterni Spese di utilizzo materie Margine Industriale Lordo Altre spese operative Valore Aggiunto Costi Interni Spese di personale Margine Operativo Lordo Quote di ammortamento Reddito Operativo 33
34 Vantaggi del CE a valore aggiunto Utile per la costruzione di un RENDICONTO FINANZIARIO La presenza del MOL (EBITA) permette di conoscere il FLUSSO POTENZIALE DI LIQUIDITA DELLA GESTIONE CARATTERISTICA CORRENTE 34
35 e limiti È un conto economico a valore della produzione Non distingue i costi fissi da quelli variabili 35
36 I risultati particolari della gestione caratteristica Basati sulla classificazione a Costo del Venduto Costi e Ricavi del Venduto Ricavi netti di Vendita Costo industriale del venduto E adatto per analisi interne perché necessità di informazioni supplementari rispetto al CE Civilistico I costi sono classificati per destinazione e non per natura Risultato lordo industriale Costi di ricerca e sviluppo Costi commerciali Costi amministrativi Risultato operativo caratteristico 36
37 Il Costo del Venduto Consumo materie Quote di Costi industriali (lavoro, amm.ti, ecc) Costo della Produzione Ottenuta Rimanenze iniziali di prodotti Acquisti prodotti Costo dei prodotti disponibili per la vendita Rimanenze finali di prodotti Costruzioni in economia Costo del venduto 37
38 I vantaggi del CE a costo del venduto Permette di rapportare i costi operativi direttamente al fatturato e di ottenere degli INDICI DI EFFICIENZA affidabili Es.: costo materie prime (11500 ) fatturato (65000 ) Indice di efficienza = 11500/65000=17,7% 38
39 I risultati particolari della gestione caratteristica Basati sulla classificazione Costi Fissi-Costi Variabili Costi - Ricavi della produzione ottenuta Vendita di prodotti Altri ricavi di esercizio Incremento magazzino prodotti Prodotto di esercizio osservazione di costi operativi aziendali con riferimento a loro diverso grado di elasticità/rigidità analisi della capacità di adattamento al mercato capacità di copertura dei costi di struttura Costi Variabili Industriali Spese di utilizzo materie Spese manodopera "diretta" Altre spese variabili industriali Margine di contribuzione industriale Costi Variabili Commerciali Spese per servizi di trasporto Provvigioni ad intermediari Altri costi variabili commerciali Margine di contribuzione totale Costi fissi operativi Spese manodopera "indiretta" Quote di ammortamento Altri costi fissi operativi Reddito Operativo 39
40 I vantaggi del CE marginalistico Permette di effettuare simulazioni utilizzando conti a consuntivo Anno T % Anno T+1 Ricavi %? Costi variabili industriali ,7%? Costi fissi industriali ,15%? Risultato lordo industriale ,15%? 40
41 Quale conto economico per il BP 41
42 Conto economico con VA e MOL PIANO ECONOMICO N N + 1 N +2 Ricavi delle vendite (A1 + A5) Variazione rimanenze prodotti finiti (A2) Valore della produzione Consumi materie prime (B6+B11) Prestazione di servizi (B7) variabili ind. e commerciali Godimento beni di terzi (B8) Svalutazioni crediti (B10 d) Acc. fondi rischi e spese (B12 + B13) Oneri diversi di gestione (B14) Valore aggiunto Costo del personale (B9) M.O.L. Ammortamenti (B10) Reddito operativo gestione car. (A B) Proventi finanziari (C16) su titoli Oneri finanziari (C17) su mutui Risultato ante imposte (A B C) Imposte (22) Reddito netto (23) 42
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Relazione sulla gestione Bilancio ordinario al 31/12/2015
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