Centro Orticolo Campano
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- Romolo Poggi
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1 Centro Orticolo Campano Area tematica Valorizzazione ecotipi tradizionali Ottimizzazione delle tecniche colturali di ecotipi di peperone (ciclo primaverile-estivo) avvicendati ad ecotipi di scarola e torzella (ciclo autunno-vernino) Relazione delle attività svolte da EURECO e CRA-CAT nel periodo agosto ottobre 2009 responsabili delle attività: dr. Riccardo Riccardi, dr.ssa Patrizia Spigno (EURECO) dr. Franco Raimo (CRA-CAT) collaboratori: p.a. Pasquale Vitello, p.a. Raffaele Perreca (EURECO) dr.ssa Antonietta Napolitano (CRA-CAT) 1
2 Ottimizzazione delle tecniche colturali di ecotipi di peperone (ciclo primaverile-estivo) avvicendati ad ecotipi di scarola e torzella (ciclo autunno-vernino) Premessa Negli ultimi anni sono stati promossi dalla Regione Campania molteplici progetti finalizzati al recupero e alla valorizzazione del germoplasma orticolo campano, che hanno permesso il collaudo e la validazione di una metodologia operativa in grado di avviare un sistema permanente di tutela e monitoraggio per individuare, censire, caratterizzare, conservare e valorizzare le risorse orticole tradizionali campane. Grazie a tali progetti attualmente la banca del germoplasma orticolo campano, in forza all attività condotta da Eureco e dal CRA Orticoltura, consta di oltre 200 ecotipi e di molte centinaia di linee selettive ottenute nel corso delle attività di selezione. In questi anni, parallelamente ai progetti di recupero e conservazione del germoplasma, sono stati avviati programmi di valorizzazione e diffusione in coltura degli ecotipi collezionati per la creazione di filiere di prodotti tradizionali: con il programma Orti di Napoli e, più di recente, con la misura 214 del PSR sono stati forniti lotti di semente di ecotipi ai produttori agricoli regionali, per oltre 100 ettari di coltivazione nel periodo Si sono, pertanto, create le premesse per intrecciare un legame di proficua collaborazione tra gli enti e le istituzioni coinvolte nei progetti promossi e gli operatori agricoli (aziende agricole, cooperative, ecc.) del territorio interessati a sviluppare programmi di diffusione in coltura di ortaggi tradizionali locali. Nell ambito dei programmi del Centro Orticolo Campano sono state fin qui avviate azioni di supporto alla diffusione in coltura degli ecotipi. Infatti si è provveduto alla di lotti di semente di ecotipi in via di promozione e valorizzazione, prima nell ambito del programma Orti di Napoli, poi per supportare la misura 214 azione f1 del PSR, e sono state, ad esempio, condotte indagini in post-raccolta su ecotipi di carciofo per valutare le opportunità di valorizzazione commerciale di prodotti trasformati (carciofino sott olio, crema di carciofo, quarta gamma, ecc.). Tuttavia va sottolineato che la progressiva reintroduzione in coltura degli ecotipi tradizionali incontra sovente ostacoli nella difficoltà di gestione delle tecniche colturali, attualmente ben calibrate sulle cultivar commerciali ma non altrettanto sulle vecchie accessioni. Si rende necessario, pertanto, mettere a disposizione delle aziende agricole, impegnate nel recupero delle coltivazioni tradizionali, efficaci protocolli colturali in grado di associare alla qualità delle produzioni un adeguato risultato in termini di resa e redditività colturale, nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale. Pertanto, nell ambito del programma di attività del Centro Orticolo Campano, sono state promosse iniziative dimostrative mirate all ottimizzazione delle tecniche colturali di alcuni ecotipi ritenuti potenzialmente validi in prospettiva di reintroduzione colturale o di ampliamento della superficie in coltivazione, ma con problematiche che ne limitano le potenzialità di diffusione. Obiettivi L indagine dimostrativa ha mirato alla definizione di protocolli tecnico-colturali ottimizzati relativamente agli aspetti della fertilizzazione e della densità d impianto di ecotipi di ortaggi della collezione regionale del germoplasma, con l obiettivo finale di trasferire tali informazioni agli operatori agricoli interessati alla diffusione in coltura e alla valorizzazione commerciale di tali produzioni. Relativamente alla scelta degli ecotipi oggetto delle prove dimostrative si è puntato prioritariamente a quelli maggiormente suscettibili di sviluppo colturale, ma con problematiche che ne limitano le potenzialità, e che possono trovare diffusione su più areali regionali. Per quel che riguarda l impostazione della prova è stato perseguito l obiettivo di valutare i margini di miglioramento tecnico-colturale nel contesto di un ordinamento colturale che preveda l avvicendamento di specie primaverili-estive con autunno-vernine, in modo da progettare un modello di rotazione colturale che da una parte valorizzi la tipicità e dall altra offra una concreta opportunità di modello di sviluppo agricolo sostenibile. 2
3 Attività condotte L attività è stata condotta nel in parallelo da Eureco, presso la propria azienda agricola sperimentale Fabrizio Marsocci di Acerra (NA), e dal CRA CAT - Colture alternative al tabacco, presso la sede di Scafati (SA). Gli ecotipi oggetto dell indagine sono stati: scarola Riccia Schiana scarola Centofoglie Torzella (Brassica oleracea var. acephala) peperone Cazzone rosso e Cazzone giallo. Per entrambe le sedi sperimentali la superficie interessata alla prova è stata di 1000 m 2 per gli ecotipi di scarola, 1000 m 2 per la Torzella e 2000 m 2 per il peperone Cazzone. I fattori sperimentali studiati sono stati: 1) tipo di fertilizzazione: a) minerale, con apporto di azoto nel dosaggio definito secondo le indicazioni della Guida regionale alla concimazione, e distribuito parte in pre-trapianto e parte in copertura; b) integrata, con compost da frazione organica dei residui solidi urbani (f.o.r.s.u.) alla dose di 30 t ha -1 di sostanza secca, interrato prima dell avvio delle prove, e, in copertura, con il 50% del dosaggio di azoto della tesi minerale definito secondo le indicazioni della Guida regionale alla concimazione; 2) densità d impianto: a) alta - scarola: 8.3 piante m -2 ; torzella: 2.8 piante m -2 ; peperone: 3.3 piante m -2 b) bassa - scarola: 6.6 piante m -2 ; torzella: 2.0 piante m -2 ; peperone: 2.5 piante m -2 In particolare per la scarola, oltre a saggiare tipi di fertilizzazione e densità d impianto, gli ecotipi sono stati posti a confronto con cultivar commerciali di riferimento per il rispettivo ciclo di coltivazione, allo scopo di contestualizzare la valutazione delle prestazioni produttive e qualitative. Per l indagine relativa agli ecotipi di peperone Cazzone rosso e Cazzone giallo. questi sono stati affiancati in prova, a titolo puramente indicativo per la valutazione degli aspetti produttivo e fitopatologico, dagli ibridi Almuden (Scafati) e Tolomeo (Acerra), a colore rosso, ed Eppo a colore giallo. Per il dettaglio dell impostazione delle singole indagini si rimanda ai prospetti seguenti: scarola a ciclo autunnale Le prove sono state condotte nel periodo settembre gennaio 2009 ad Acerra, presso l azienda sperimentale F. Marsocci di Eureco, e a Scafati presso l azienda del CRA-CAT, su una superficie di circa 500 m 2, utilizzando uno schema sperimentale fattoriale a parcella suddivisa con 4 repliche. I fattori sperimentali studiati sono stati: - 1. Biotipo: ecotipo Riccia Schiana a confronto con la cv commerciale Avance ; - 2. Tipo di fertilizzazione: a) concimazione minerale, definita secondo le indicazioni della Guida regionale alla concimazione, con il solo apporto di azoto alla dose di 80 kg ha -1, distribuito in 2 riprese, metà in pretrapianto e la restante parte in copertura; b) fertilizzazione integrata, con compost da frazione organica dei residui solidi urbani (f.o.r.s.u.) alla dose di 30 t ha -1 di sostanza secca (interrato ad inizio settembre) e con 40 kg ha -1 di azoto minerale in copertura; - 3. Densità d impianto: alta 8.3 piante m -2 e bassa 6.6 piante m -2. Il trapianto è stato effettuato il 20 settembre ad Acerra e il 22 settembre a Scafati; la concimazione di copertura, seguita da fresatura e sarchiatura, è stata fatta nella terza decade di ottobre Nella prova di Acerra la raccolta è stata effettuata a fine dicembre; nella prova di Scafati la raccolta è avvenuta a fine gennaio in tempi differenziati: Avance ha preceduto di una dozzina di giorni Riccia Schiana. 3
4 scarola a ciclo invernale Le prove sono state condotte nel ad Acerra, presso l azienda sperimentale F. Marsocci di Eureco, e a Scafati presso l azienda del CRA-CAT, su una superficie di circa 500 m 2, utilizzando uno schema sperimentale fattoriale a parcella suddivisa con 4 repliche. I fattori sperimentali studiati sono stati: - 1. Biotipo: ecotipo Centofoglie a confronto con la cv commerciale Torino ; - 2. Tipo di fertilizzazione: a) minerale, definita secondo le indicazioni della Guida regionale alla concimazione, con il solo apporto di azoto alla dose di 80 kg ha -1, distribuito in 2 riprese, metà in pre-trapianto e la restante parte in copertura; b) integrata, con compost da frazione organica dei residui solidi urbani (f.o.r.s.u.) alla dose di 30 t ha -1 di sostanza secca (interrato ad inizio settembre) e con 40 kg ha -1 di azoto minerale in copertura; - 3. Densità d impianto: alta 8.3 piante m -2 e bassa 6.6 piante m -2. Il trapianto è stato effettuato in entrambe le località nella prima decade di novembre; la concimazione di copertura, seguita da fresatura e sarchiatura, è stata fatta nella seconda decade di gennaio La raccolta è stata effettuata in due momenti diversi a seconda della varietà, per la Torino l ultima settimana di marzo e per la Centofoglie nella prima decade di aprile. Torzella (Brassica oleracea var. acephala) Le prove sono state condotte nel periodo settembre marzo 2009 ad Acerra, presso l azienda sperimentale F. Marsocci di Eureco, e a Scafati presso l azienda del CRA-CAT, su una superficie di circa 1000 m 2, utilizzando uno schema sperimentale fattoriale a parcella suddivisa con 4 repliche. I fattori sperimentali studiati sono stati: - 1. Tipi di fertilizzazione azotata: a) minerale, definita secondo le indicazioni della Guida regionale alla concimazione, con apporto di 80 kg ha -1 di N distribuito in due riprese, metà in pre-trapianto e metà in copertura; b) integrata, con apporto di compost da frazione organica dei residui solidi urbani (f.o.r.s.u.) alla dose di 30 t ha -1 di sostanza secca (interrato ad inizio settembre) e con 40 kg ha -1 di azoto minerale in copertura Densità d impianto: 2.0 e 2.8 piante m -2. Nella parcella principale è stato ospitato il fattore tipo di fertilizzazione azotata, nella sub-parcella la densità d impianto. Il trapianto è stato effettuato ad Acerra l 11 settembre e a Scafati il 12 settembre. Sono state effettuate 3 raccolte tra fine gennaio e metà marzo I rilievi tecnici hanno riguardato la e la percentuale in sostanza secca del prodotto. peperone Cazzone rosso e Cazzone giallo Le prove sono state condotte nel 2009 ad Acerra, presso l azienda sperimentale F. Marsocci di Eureco, e a Scafati presso l azienda del CRA-CAT, su una superficie di circa 2000 m 2, utilizzando uno schema sperimentale fattoriale a parcella suddivisa con 4 repliche. I fattori sperimentali studiati sono stati: - 1. Biotipo: due ecotipi, Cazzone rosso e Cazzone giallo, con l inserimento, a titolo puramente indicativo per gli aspetti produttivo e fitopatologico, degli ibridi Tolomeo, a colore rosso, ed Eppo a colore giallo; - 2. Tipo di fertilizzazione: a) minerale, definita secondo le indicazioni della Guida regionale alla concimazione, con il solo apporto di azoto, alla dose di 80 kg ha -1 ad Acerra e di 100 kg ha -1 a Scafati, distribuito per 1/3 in pre-trapianto e per la restante parte in copertura mediante fertirrigazioni; b) integrata, con compost da frazione organica dei residui solidi urbani (f.o.r.s.u.) alla dose di 30 t ha -1 di sostanza secca (interrato ad inizio settembre) e con azoto minerale in copertura, nella dose di 40 kg ha -1 ad Acerra e di 50 kg ha -1 a Scafati ; - 3. Densità d impianto: alta 3.3 piante m -2 e bassa 2.5 piante m -2. Il trapianto è stato effettuato in entrambe le località a fine maggio; l irrigazione è stata condotta utilizzando l ala gocciolante e durante tutto il ciclo sono stati somministrati m 3 ha -1 di acqua nella prova di Acerra e m 3 ha -1 a Scafati. In particolare per la prova di Scafati su parcelle separate sono state effettuate due modalità di raccolta: 1) a verde, raccogliendo i frutti al momento del loro massimo sviluppo e prima dell invaiatura; 2) sul maturo raccogliendo i frutti quando presentavano una colorazione del frutto superiore al 50% rispetto al totale. La raccolta ad Acerra è iniziata il 25 agosto e si è conclusa il 14 ottobre; a Scafati è iniziata il 18 agosto (11 agosto per la raccolta a verde ) e si è conclusa il 13 ottobre (28 settembre per la raccolta a verde ). 4
5 Risultati Scarola autunnale Prova di Acerra Nel corso del ciclo colturale, caratterizzato da un eccezionale piovosità, non sono stati riscontrati particolari problemi fitopatologici. La varietà commerciale Avance ha espresso un maggior valore relativamente al diametro e al peso del cespo rispetto all ecotipo Riccia Schiana (figg. 1-2). Anche la resa di prodotto della varietà Avance è risultata superiore a quella dell ecotipo Riccia Schiana in corrispondenza sia dell alta che della bassa densità (fig. 3). Per entrambe le accessioni la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa. Non sono state riscontrate differenze significative di rendimento produttivo fra la tesi a fertilizzazione minerale e quella integrata. Per quanto riguarda il contenuto in sostanza secca, l ecotipo ha evidenziato una netta superiorità rispetto alla varietà commerciale (fig. 4); anche il rendimento produttivo di sostanza secca per ettaro dell ecotipo è risultato decisamente superiore alla varietà commerciale. In base alle risultanze emerse nella prova di Acerra si evidenzia che l ecotipo Riccia Schiana ha conseguito un rendimento produttivo inferiore e una qualità superiore rispetto alla cultivar Avance. Prova di Scafati Non sono state registrate differenze significative fra l ecotipo e la varietà commerciale relativamente al diametro e al peso dei cespi e alla (figg ). Non sono state registrate differenze significative nella resa produttiva fra la tesi a fertilizzazione integrata e la tesi minerale. Per entrambe le accessioni la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo più elevato rispetto alla densità bassa anche se le differenze non sono state statisticamente significative (fig. 7). Per quanto riguarda il contenuto in sostanza secca l ecotipo Riccia schiana ha fatto registrare un contenuto di sostanza secca nettamente superiore alla cultivar Avance (fig. 8). In base alle risultanze emerse nella prova di Scafati si evidenzia che l ecotipo ha mostrato una produttività paragonabile alla varietà commerciale di riferimento. 5
6 In conclusione nelle due località (tab. 1) per entrambe le accessioni la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo più elevato rispetto alla densità bassa. Sono state registrate differenze produttive fra le due località per l ecotipo e la varietà commerciale: ad Acerra ha prodotto di più la Avance, a Scafati i dati produttivi sono risultati equivalenti. Inoltre, non sono risultate differenze significative di rendimento produttivo fra la tesi a fertilizzazione minerale e quella integrata. Per entrambe le prove il contenuto di sostanza secca dell ecotipo è risultato nettamente superiore a quello della varietà commerciale. Complessivamente vanno sottolineate le potenzialità agronomiche dell ecotipo in prospettiva di una sua eventuale diffusione. Tabella 1 Effetti medi dei fattori sperimentali sulla di scarola in ciclo autunnale fattori sperimentali tesi commercabile (t/ha) peso (g) cespo sostanza secca % località Acerra 48,6 ** 657 ** 7,5 * Scafati 25, ,5 varietà Riccia Schiana 34,3 ** 492 ** 8,3 ** Avance 39, ,7 fertilizzazione compost + mineralc 37,1 n.s. 536 n.s. 7,0 n.s. minerale 36, ,0 densità Bassa 35,1 ** 561 ** n.c. Alta 38,8 506 n.c. Legenda: * P= 0.05, ** P= 0.01, n.s.=nessuna significatività e n.c.=non calcolato panoramica campo ecotipo Riccia Schiana varietà commerciale Avance 6
7 Scarola invernale Prova di Acerra Durante il ciclo colturale, caratterizzato da un eccezionale piovosità, non sono stati riscontrati particolari problemi fitopatologici. Non sono state apprezzate differenze significative relativamente al diametro del cespo fra le due varietà, fra le densità d impianto e fra le modalità di fertilizzazione (fig. 9). La varietà commerciale ha espresso un valore del peso del cespo significativamente superiore all ecotipo (fig. 10). La resa di prodotto della varietà Torino è risultata significativamente superiore a quella dell ecotipo Centofoglie in corrispondenza sia dell alta che della bassa densità (fig. 11). Per entrambe le accessioni la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa (fig. 11). Per quanto riguarda il contenuto in sostanza secca, l ecotipo ha evidenziato una significativa superiorità rispetto alla varietà commerciale (fig. 12). In base alle risultanze emerse nella prova di Acerra si evidenzia che l ecotipo ha conseguito un rendimento produttivo inferiore e una qualità superiore rispetto alla varietà commerciale. Prova di Scafati Durante il ciclo colturale, caratterizzato da un eccezionale piovosità, non sono stati riscontrati particolari problemi fitopatologici. Il diametro e il peso del cespo dell ecotipo Centofoglie sono risultati significativamente superiori a quelli della cultivar Torino (figg. 13 e 14). La resa di prodotto dell ecotipo è risultata notevolmente superiore a quella della varietà commerciale, in corrispondenza sia dell alta che della bassa densità (fig. 15). La densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo significativamente più elevato rispetto alla densità bassa (fig. 15). Il contenuto in sostanza secca non ha mostrato differenze fra le diverse tesi (fig. 16). L ecotipo Centofoglie ha, dunque, prodotto cespi di maggiori dimensioni e la è stata superiore alla Torino. La densità di impianto più alta ha permesso di ottenere rese produttive superiori del 20% rispetto a quella più bassa, mentre il tipo di fertilizzazione non ha comportato differenze di rendimento produttivo fra le due tesi. 7
8 In conclusione nelle due località (tab. 2) per entrambe le accessioni la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa. Sono state registrate differenze produttive fra l ecotipo e la varietà commerciale fra le due località: ad Acerra ha prodotto di più la Torino, viceversa a Scafati. Dall analisi statistica non sono emerse differenze significative di rendimento produttivo fra la tesi a fertilizzazione minerale e quella integrata. Tabella 2 Effetti medi dei fattori sperimentali sulla di scarola in ciclo invernale fattori sperimentali tesi commercabile (t/ha) peso (g) cespo sostanza secca % località Acerra 34,4 ** 461,7 ** 5,8 n.s. Scafati 25,8 364,2 5,9 varietà Centofoglie 29,1 n.s. 399,1 ** 6,1 ** Torino 31,0 426,8 5,6 fertilizzazione compost + minerale 29,6 n.s. 406,2 n.s. 5,8 n.s. minerale 30,5 419,7. 5,9 densità bassa 26,6 ** 417,3 n.s. n.c. alta 33,5 408,6 n.c. Legenda: * P= 0.05, ** P= 0.01, n.s.=nessuna significatività e n.c.=non calcolato panoramica campo Acerra panoramica campo Scafati ecotipo Centofoglie 8
9 Torzella Prova di Acerra Il ciclo colturale è stato caratterizzato da un eccezionale piovosità che ha condizionato negativamente lo sviluppo delle piante e che ha favorito attacchi di Sclerotinia, su tutto l appezzamento, efficacemente controllati con interventi fitoiatrici. La resa produttiva ottenuta con l impianto ad alta densità è risultata nettamente superiore a quella ottenuta con impianto a bassa densità (fig. 17). Non sono state registrate differenze significative nella resa produttiva fra la tesi a fertilizzazione minerale e la tesi integrata (tab. 3). La prima delle tre raccolte ha inciso per circa il 50% sulla totale (fig. 18). Il contenuto in sostanza secca non è stato influenzato dalla densità d impianto e dal tipo di fertilizzazione. Prova di Scafati Anche nella prova di Scafati il ciclo colturale è stato caratterizzato da un eccezionale piovosità che ha condizionato negativamente lo sviluppo delle piante. La ottenuta è risultata nettamente superiore in corrispondenza dell alta densità d impianto (fig. 19). Non sono state registrate differenze significative di rendimento produttivo in funzione del tipo di fertilizzazione (tab. 4). La prima delle tre raccolte ha inciso per più del 50% sulla totale in tutte le tesi (fig. 20). Il contenuto in sostanza secca è risultato più elevato in corrispondenza della più bassa densità d impianto. In conclusione nelle due località la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa. Rispetto al tipo di fertilizzazione in ambedue le località non sono emerse differenze fra la tesi a concimazione minerale e quella integrata in termini di rendimento produttivo. La resa e il contenuto in sostanza secca sono risultati più elevati ad Acerra rispetto a Scafati. 9
10 Tabella 3 Effetti medi dei fattori sperimentali sulla di torzella ad Acerra tesi totale 1 a raccolta 2 a raccolta 3 a raccolta sostanza secca (%) compost + minerale 5,2 n.s. 2,3 ** 1,3 n.s. 1,6 n.s n.s. minerale 5,9 3,1 1,1 1, densità alta 6,5 *** 3,2 *** 1,4 *** 1,8 *** 13.7 n.s. densità bassa 4,6 2,2 1,1 1, Legenda: * P= 0.1, ** P= 0.05, *** P= 0.01 e n.s. = nessuna significatività Tabella 4 Effetti medi dei fattori sperimentali sulla di torzella a Scafati tesi totale 1 a raccolta 2 a raccolta 3 a raccolta sostanza secca (%) compost + minerale 3,3 n.s. 1,8 * 0,8 n.s. 0,7 n.s * minerale 4,1 2,6 0,8 0, densità alta 5,1 *** 3,0 *** 1,1 *** 1,0 *** 12.6 * densità bassa 2,4 1,4 0,6 0, Legenda: * P= 0.1, ** P= 0.05, *** P= 0.01 e n.s. = nessuna significatività panoramica di campo panoramica di campo prodotto alla raccolta 10
11 Peperone Cazzone rosso e Cazzone giallo Prova di Acerra Durante il ciclo colturale non sono stati riscontrati particolari problemi fitopatologici. Non sono state apprezzate differenze significative fra i due ecotipi relativamente alla, che si è invece nettamente differenziata in funzione della densità d impianto, a favore della densità alta (fig. 21). Sono state registrate differenze significative di rendimento produttivo anche in funzione del tipo di fertilizzazione, laddove la tesi con fertilizzazione minerale è risultata significativamente più produttiva rispetto a quella integrata (fig. 21). L incidenza della frazione di scarto non è stata condizionata dall ecotipo, dal tipo di fertilizzazione e dalle densità d impianto (fig. 22). Il peso medio del frutto ha mostrato una differenza significativa solo fra i due ecotipi (fig. 23). Prova di Scafati Durante il ciclo colturale non sono stati riscontrati particolari problemi fitopatologici. Non sono state apprezzate differenze significative fra i due ecotipi relativamente alla, sia nel caso di raccolta a verde, sia in quella a frutto maturo. La del frutto maturo si è nettamente differenziata in funzione della densità d impianto, a favore della densità alta (fig. 24). Il tipo di fertilizzazione ha condizionato il rendimento produttivo solo nel caso della raccolta a verde (tab. 5), laddove la tesi con fertilizzazione integrata è risultata significativamente più produttiva rispetto a quella minerale. L incidenza della frazione di scarto (fig. 25) non è stata condizionata dall ecotipo, dal tipo di fertilizzazione e dalle densità d impianto. Il peso medio del frutto non ha mostrato differenze significative fra tutti fattori sperimentali messi a confronto (fig. 26). 11
12 In conclusione nelle due località (tab. 6) non sono state rilevate differenze produttive fra i due ecotipi; la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa. E risultata diversificata per le due località la risposta del rendimento produttivo al tipo di fertilizzazione: ad Acerra il miglior risultato è stato conseguito con la fertilizzazione minerale, a Scafati invece non sono emerse differenze statisticamente significative. L inserimento nelle prove di cultivar ibride, esclusivamente a titolo indicativo per la comparazione del rendimento produttivo e della tolleranza al TSWV, ha consentito di giudicare interessante il rendimento produttivo degli ecotipi, che ad Acerra è stato inferiore agli ibridi, mentre a Scafati non sono state apprezzate differenze di rilievo. La scarsa presenza stagionale di attacchi del TSWV non ha permesso di saggiare il grado di tolleranza congenito dell ecotipo. Tabella 5 Effetti medi dei fattori sperimentali sulla di peperone Cazzone raccolto a verde a Scafati fattori sperimentali tesi commercabile (t/ha) scarto (t/ha) peso medio frutto (g) varietà Cazzone giallo 24,6 n.s. 3,8 n.s. 94,3 n.s. Cazzone rosso 23,7 4,0 88,9 fertilizzazione compost + minerale 25,7 ** 4,0 n.s. 90,7 n.s. minerale 22,4 3,7 92,6 densità bassa 21,3 *** 3,8 n.s. 89,0 n.s. alta 27,0 3,9 94,2 Legenda: * P= 0.05, ** P= 0.01, *** P= 0.001, n.s.= nessuna significatività Tabella 6 Effetti medi dei fattori sperimentali sulla di peperone Cazzone raccolto a maturazione nelle due località fattori sperimentali tesi commercabile (t/ha) scarto (t/ha) peso medio frutto (g) località Acerra 22,9 n.s. 6,7 *** 126,6 *** Scafati 22,3 3,7 116,3 varietà Cazzone giallo 22,5 n.s. 4,9 n.s. 124,3 ** Cazzone rosso 22,7 5,5 118,6 fertilizzazione compost + minerale 22,5 n.s. 5,4 n.s. 120,1 n.s. minerale 22,7 4,9 122,8 densità bassa 20,7 *** 5,1 n.s. 120,7 n.s. alta 24,5 5,3 122,2 Legenda: * P= 0.05, ** P= 0.01, *** P= 0.001, n.s. = nessuna significatività panoramica di campo piante all allegagione prodotto alla raccolta 12
13 Conclusioni Le indagini dimostrative condotte hanno permesso di conseguire un più approfondito quadro di conoscenze relativamente alle tecniche colturali più appropriate ai fini della reintroduzione in coltura di alcuni ecotipi tradizionali di ortaggi. I risultati emersi dal programma di attività hanno fornito, in particolare, indicazioni circostanziate circa la scelta dei criteri per l impostazione di alcuni parametri tecnico-colturali, quali densità d impianto e modalità di fertilizzazione, e, più in generale, hanno permesso una valutazione delle potenzialità produttive e merceologico-qualitative degli ecotipi testati, in prospettiva di una loro reintroduzione o ampliamento colturale, e della validità del modello di avvicendamento colturale. Nelle prove condotte in entrambe le località sia per la scarola in ciclo autunnale (ecotipo Riccia schiana ) sia per quella in ciclo invernale (ecotipo Centofoglie) la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo significativamente più elevato rispetto alla densità bassa, ma non sono risultate differenze significative di rendimento produttivo fra la tesi a fertilizzazione minerale e quella integrata. Circa il confronto produttivo e qualitativo fra ecotipi e cultivar si evidenzia una contenuta differenza di rendimento produttivo, a favore delle cultivar, e una superiorità qualitativa degli ecotipi: il contenuto di sostanza secca degli ecotipi, importante parametro qualitativo, è risultato nettamente superiore a quello delle varietà commerciali di riferimento. Complessivamente vanno sottolineate le potenzialità agronomiche degli ecotipi di scarola in prospettiva di una loro eventuale diffusione. Per quanto riguarda le prove condotte su torzella in entrambe le località la densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa ; rispetto al tipo di fertilizzazione in ambedue le località non sono emerse differenze fra la tesi a concimazione minerale e quella integrata in termini di rendimento produttivo. La resa produttiva e il contenuto in sostanza secca sono risultati più elevati ad Acerra rispetto a Scafati. Relativamente alle indagini dimostrative sugli ecotipi di peperone Cazzone giallo e Cazzone rosso, in entrambe le località non sono state rilevate differenze di rendimento produttivo fra i due ecotipi. La densità d impianto alta ha conseguito un rendimento produttivo decisamente più elevato rispetto alla densità bassa ; è risultata diversificata per le due località la risposta del rendimento produttivo al tipo di fertilizzazione: ad Acerra il miglior risultato è stato conseguito con la fertilizzazione minerale, a Scafati invece non sono emerse differenze significative. L inserimento nelle prove di cultivar ibride, esclusivamente a titolo indicativo per la comparazione del rendimento produttivo e della tolleranza al TSWV, ha consentito di giudicare comunque interessante il rendimento produttivo degli ecotipi, che ad Acerra è stato inferiore agli ibridi, mentre a Scafati non sono state apprezzate differenze di rilievo. La scarsa presenza stagionale di attacchi del TSWV non ha permesso di saggiare il grado di tolleranza congenito dell ecotipo. Il pacchetto di indagini dimostrative svolte nell ambito di questo programma consente di delineare delle prospettive di indubbio interesse circa le potenzialità di diffusione colturale degli ecotipi oggetto dell indagine. Si confermano assolutamente utili e indispensabili gli studi finalizzati all ottimizzazione delle tecniche colturali degli ecotipi, visti i margini di miglioramento produttivo emersi nel corso del programma e gli indiscutibili pregi merceologici e qualitativi delle accessioni tradizionali rispetto alle cultivar commerciali. Va sottolineato che la valorizzazione commerciale necessita, oltre che del supporto della sperimentazione agronomica per la verifica della sostenibilità economica ed ambientale del processo produttivo, anche di opportune azioni finalizzate alla promozione dell immagine e alla pubblicizzazione del valore storico e culturale dei prodotti tradizionali. 13
Filiera cipolla bianca di Pompei Individuazione del fabbisogno di azoto in funzione del biotipo e della destinazione commerciale.
Attività 2013-2014 del Centro Orticolo Campano Area Tematica Messa a punto di tecniche colturali ecosostenibili Filiera cipolla bianca di Pompei 2.2.1. Individuazione del fabbisogno di azoto in funzione
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