Il teorema di rappresentazione
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- Carolina Foti
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1 APITOLO 6 Il teorema di rappresentazione. Introduzione Lemma.. Sia una circonferenza e sia A il cerchio racchiuso: riesce 2π i Dimostrazione. Primo caso: z / A = 0 se z / A se z A La funzione = é analitica nel cerchio A e quindi l integrale viene zero per il Teorema di auchy. Secondo caso: z cade nel centro di A 2π i Terzo caso: z A = 2π 2π i 0 R e iϑ i R ei ϑ dϑ = Indichiamo con una circonferenza di centro z e tutta interna ad A. Detto A il cerchio delimitato da osserviamo che = é analitica in A A Indicate con γ e γ 2 le due curve chiuse disegnate in rosso e in verde in Figura, e che immaginiamo con i lati rettilinei vicini quanto si vuole, riesce 2π i γ = 0, 2π i γ 2 = 0
2 2 6. IL TEOREMA DI RAPPRESENTAZIONE Figura. A A É del resto evidente che la differenza 2π i γ 2π i γ 2 = 0 si riduce alla seguente 2π i 2π i = 0 dal momento che i tratti rettilinei si elidono fra loro. Tenuto presente che 2π i = come osservato nel precedente secondo caso, ne segue 2π i = Lemma.2. Sia f(z) analitica e di classe nel cerchio U: sia una circonferenza contenuta in U, riesce f(z) = 0 z /
3 . INTRODUZIONE 3 Dimostrazione. Se z é esterno al cerchio delimitato da la funzione f(z) R(ζ) = é analitica in un cerchio Ω contenente e quindi la tesi del Lemma é il Teorema di auchy. Nel caso in cui z sia interno al cerchio delimitato da consideriamo gli integrali f(z) f(z), γ γ 2 essendo γ e γ 2 le curve rossa e verde di Figura. Tali due integrali sono nulli, sempre per il Teorema di auchy: la loro differenza del resto implica, semplificando i tratti rettilinei, = f(z) f(z) Per quanto concerne l integrale a secondo membro si ha la maggiorazione f(z) 2 π max f(z) ζ Tenuto conto che, essendo f continua lim max f(z) ρ 0 ζ si riconosce che non puó che essere f(z) = 0 Osservazione.3. Il precedente Lemma.2 si riduce ad un fatto banale nel caso che la funzione analitica f sia un polinomio P : in tal caso infatti D(ζ) = P (ζ) P (z) é un polinomio nullo in ζ = z quindi D(ζ) = ()Q(ζ) e quindi f(z) = P (ζ) P (z) = Q(ζ) il cui integrale sulla circonferenza é nullo per il Teorema di auchy. Osservazione sotto molti punti di vista le funzioni analitiche f(z) si comportano in modo molto simile ai polinomi P (z)!
4 4 6. IL TEOREMA DI RAPPRESENTAZIONE 2. Il teorema di rappresentazione Teorema 2.. Sia f analitica e di classe nel cerchio U: sia una circonferenza contenuta in U e sia A il cerchio da essa delimitato, riesce f(z) = 2π i z A Dimostrazione. Dal Lemma.2 discende 2π i = { f(z) = f(z) 2π i 2π i } Tenuto conto del Lemma. si ha quindi z A = f(z) 2π i Osservazione 2.2. É abbastanza facile riconoscere che i risultati, i due precedenti Lemmi e il Teorema di rappresentazione possono essere estesi al caso di curve semplici e chiuse piú generali delle circonferenze: ellissi, frontiere di poligoni convessi, ecc. 2.. Un applicazione. La formula di rappresentazione f(z) = 2π i si presta ad una lettura particolarmente semplice nel caso che z sia il centro z 0 di : in tal caso, detto R il raggio e calcolando l integrale servendosi delle coordinate polari si ha f(z 0 ) = 2π 2π 0 f(z 0 + Re iϑ ) dϑ ovvero, esprimendo il secondo membro con un integrale in ds f(z 0 ) = ds ζ l() Raprresentata f con parte reale u e parte immaginaria v si ha quindi u(z 0 )+iv(z 0 ) = u(z 0 ) = {u(ζ) + iv(ζ)} ds ζ l() u(ζ) ds ζ l() v(z 0 ) = l() v(ζ) ds ζ
5 2. IL TEOREMA DI RAPPRESENTAZIONE 5 Le due espressioni a destra, per u(z 0 ) e v(z 0 ) sono di fatto due formule riferite a qualsiasi funzione armonica, tenuto conto che ogni funzione armonica puó essere letta come parte reale o parte immaginaria di una funzione analitica. Osservazione 2.3. La formula u(z 0 ) = l() u(ζ) ds ζ riferita al valore u(z 0 ) che una funzione armonica prende nel centro di una circonferenza, si dice proprietá della media Il valore nel centro é la media dei valori presi sulla circonferenza: se sulla circonferenza riesce m u(ζ) M allora m u(z 0 ) M il massimo di u nel cerchio chiuso non puó cadere in un punto interno, il minimo di u nel cerchio chiuso non puó cadere in un punto interno, Figura 2. u = x 2 + y 2 non armonica e u = x 2 y 2 armonica... a meno che u non sia costante. In Figura 2 si riconosce nel grafico a sinistra, quello di u = x 2 + y 2 un fenomeno che contraddice la proprietá di media. Nel grafico a destra, quello della funzione armonica u = x 2 y 2, si riconosce come il valore nel centro sia la media dei valori, un po sopra un po sotto, presi sulla circonferenza La rigiditá. La formula di rappresentazione offerta dal precedente Teorema 2. esprime un fenomeno importante che fa parte di un insieme di proprietá indicate genericamente col titolo
6 6 6. IL TEOREMA DI RAPPRESENTAZIONE rigiditá delle funzioni analitiche I valori infatti che una funzione analitica prende all interno di un cerchio sono determinati dai valori che prende sulla circonferenza frontiera. Si tratta di un fenomeno assolutamente nuovo e inesistente nel caso reale: supponiamo f : R 2 R f(x, y) = g(x, y) (x, y) regolare, (R 2 ), e pensiamo al suo grafico relativo al dominio delimitato dalla circonferenza. Si tratterá di una superficie la cui forma, all interno, non é che in minima parte determinata dai valori g(x, y) che prende al bordo: si tratta di un velo elastico, bloccato al bordo, che possiamo, all interno, modificare a piacere. In altri termini le funzioni non hanno rigiditá. Osservazione 2.4. Il precedente fenomeno cui abbiamo approssimativamente attribuito il nome di rigiditá si incontra in corrispondenza di tutti i problemi di Dirichlet per i quali si possiede un teorema di unicitá. osí ad esempio { uxx + u yy = 0 (x, y) A u(x, y) = s(x, y) (x, y) A problema di Dirichlet per le funzioni armoniche ha esistenza e unicitá : ovvero i valori della soluzione in ogni punto di A sono rigidamente determinati dai valori della u sulla frontiera A Esistenza? onsideriamo il problema di Dirichlet per le funzioni analitiche: { fx (z) + i f y (z) = 0 z A = s(ζ) ζ A nel caso semplice in cui A sia un cerchio. se la soluzione (regolare fin sulla frontiera) c é é, obbligatoriamente, la funzione di z s(ζ) 2π i...oppure non c é! A prescindiamo dai dettagli sulle regolaritá di dato e di soluzione.
7 2. IL TEOREMA DI RAPPRESENTAZIONE 7 Un problema importante é valutare per quali tracce s(ζ) la soluzione ci sia... Una condizione necessaria per tale traccia é offerta dal Teorema di auchy: f(z)dz = 0 s(z)dz = 0...sará anche sufficiente? No! A
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9 APITOLO 7 onseguenze del Teorema di Rappresentazione Vedi Ahlfors pag.20,..,22. Rappresentazione delle derivate Lemma.. Sia ϕ(ζ) continua sulla curva γ allora le funzioni ϕ(ζ) F n (z) = () n sono analitiche per z / γ e verificano le relazioni γ F n(z) = n F n+ (z) Dimostrazione. Sia z B essendo B un cerchio a distanza positiva δ dalla curva γ. I teoremi di passaggio al limite sotto il segno di integrale e di derivazione sotto il segno di integrale garantiscono che F n (z) é continua in B x F n(z) = ϕ(ζ) ( γ x () n y F n(z) = ϕ(ζ) ( ) γ y () n ) quindi F n (z) (B). Per riconoscere che F N(z) é analitica basta verificare la condizione di auchy Riemann x F n(z) + i y F n(z) = 0 uguaglianza che discende dal fatto che per ζ γ e zb la funzione () n 9
10 0 7. ONSEGUENZE DEL TEOREMA DI RAPPRESENTAZIONE é analitica e quindi x () + i n y () = 0 n x F n(z) + i y F n(z) = 0 F n(z) = γ ϕ(ζ) ( ) x () n = n γ ϕ(ζ) () n+ = n F n+(z) orollario.2. Tenuto conto della rappresentazione di f(z) = 2π i dal Lemma precedente discende f (z) = 2π i ecc. ecc. per le altre derivate f [n] (z) = n! 2π i () 2 () n+ Dimostrazione. Piú che una dimostrazione di una formula di rappresentazione delle derivate se ne deduce la sorprendente prova dell esistenza di derivate successive di ordine comunque alto. orollario.3. La formula di rappresentazione f (z) = 2π i () 2 prova che anche la derivata di una funzione analitica é analitica. 2. Teorema di Liouville Le funzioni analitiche di classe in tutto il piano si dicono intere. Le piú importanti funzioni intere sono le costanti e i polinomi. Teorema 2.. [ Liouville] Le funzioni intere non costanti, sono, come i polinomi di modulo illimitato. Dimostrazione. La dimostrazione é quasi immediata conseguenza del Teorema di rappresentazione della derivata prima f (z) = 2π i () z 2 A
11 3. TEOREMA FONDAMENTALE DELL ALGEBRA infatti, tenuto conto che f é per ipotesi intera, possiamo scegliere la circonferenza di raggio grande a piacere. Se fosse M seguirebbe, scelta una circonferenza di centro z e raggio R da cui f(z) = c. f (z) M R f (z) = 0 z Osservazione 2.2. Si noti che, nel caso reale, esistono invece funzioni regolari, perfino serie di potenze di raggio di convergenza infinito, limitate in modulo: sin(x), cos(x), ecc. 3. Teorema fondamentale dell algebra Il teorema di Liouville offre una dimostrazione immediata del Teorema 3. (Teorema fondamentale dell algebra). Ogni polinomio P (z) di grado n > 0 possiede almeno una radice. z, risul- Dimostrazione. Infatti, se per assurdo P (z) 0, terebbe che R(z) = P (z) é intera. Del resto lim P (z) = + lim z z P (z) = 0 quindi R(z) sarebbe anche limitata in modulo. Ma allora, per il Teorema di Liouville R(z), intera e limitata in modulo, dovrebbe essere costante, cosa assurda dal momento che il denominatore P (z) non é costante. Quindi l ammissione P (z) 0, z é assurda, ovvero z 0 P (z 0 ) = 0
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