Infezioni ospedaliere (IO)
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- Aurora Fantini
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1 Infezioni ospedaliere (IO) Infezioni che non erano clinicamente manifeste né in incubazione al momento del ricovero. Le infezioni ospedaliere possono manifestarsi anche dopo la dimissione o essere presenti al momento del ricovero legate però ad un ricovero precedente. CDC, Atlanta.
2 Infezioni comunitarie Infezioni clinicamente manifeste o già in incubazione al momento del ricovero. CDC, Atlanta.
3 PSN Un patto di solidarietà per la salute L incidenza delle infezioni ospedaliere dovrà ridursi di almeno il 25%, con particolare riguardo a infezioni delle vie urinarie, infezioni della ferita chirurgica, polmoniti post operatorie o associate a ventilazione assistita e infezioni associate a cateteri intravascolari.
4 Le IO in Italia Stima SIPIO 1983 Degenti/anno Prevalenza di IO Casi di IO Costo/anno aggiuntivo % MLD
5 Le IO nel mondo USA 75/76 Danimarca 78/79 Norvegia 79 UK 80 incidenza prevalenza prevalenza prevalenza 5,2% 11,3%* 9,0% 9,2% *numero di infezioni su 100 pazienti
6 Letalità* delle IO NNIS (84) Bryan (77/81) Leu (79/83) tutte sepsi polmonite 10,0% 25,0% 30,0% *N di morti/100 pazienti infetti
7 Frequenza di IO per tipologia di ospedale Ospedali non universitari 22,2/1.000 Ospedali universitari 500 pl 33,8/1.000 Ospedali universitari >500 pl 41,4/1.000 Dati NNIS 1984
8 Frequenza di IO e durata della degenza La progressiva riduzione della durata della degenza porta ad una sottostima del fenomeno In base ai dati della sorveglianza NNIS in 25 anni la prevalenza di IO negli USA è rimasta sostanzialmente stabile (5-6%) Confrontando i dati del 75 con quelli del 95 si osserva però che, a fronte di una riduzione della durata della degenza (da 7,9 a 5,3 gg), la frequenza di IO è aumentata da 7,2 a 9,8 casi x1.000 giorni/paziente.
9 Frequenza di IO e durata della degenza In particolare risulta difficile stimare con precisione la frequenza delle infezioni della ferita chirurgica Un decorso post-operatorio spesso inferiore a 5 giorni impedisce l osservazione, ad esempio, delle infezioni da S. aureus il cui periodo di incubazione varia da 5 a 7 giorni.
10 Microrganismi isolati più frequentemente 7% 2% 11% 51% 28% Gram - Gram+ funghi anaerobi altri NNIS, 1984
11 Le IO sottoposte ad accertamento microbiologico UK Italia differenza Alte vie respiratorie 42,3% 27,7% -34,5 Basse vie respiratorie 40,2% 29,4% -26,9 Vie urinarie 84,5% 60,4% -28,5 Ferita chirurgica 53,9% 24,5% -54,5 Cute 72,2% 27,8% -61,5
12 Distribuzione delle IO per sede 30% 58% 12% 1% 9% vie urinarie basse vie respiratorie ferita chirurgica batteriemia altro SIPIO, 1983
13 Distribuzione delle IO per sede 19% 5% 42% 24% 10% vie urinarie basse vie respiratorie ferita chirurgica batteriemia altro NNIS, 1975
14 Distribuzione delle IO per sede 21% 34% 14% 17% 13% vie urinarie basse vie respiratorie ferita chirurgica batteriemia altro NNIS,
15 Interazione ospite-parassita Patogenicità Virulenza Invasività agente Dose Altri fattori (resistenza) ospite Meccanismi di difesa aspecifici Immunità
16 Fattori che modificano i meccanismi di difesa dell ospite Cute, mucose Malattie/condizioni Neonati prematuri Anziani Neoplasie Traumi/ustioni Interventi assistenziali Procedure intravascolari Terapia radiante Farmaci citotossici Intervento chirurgico Tratto genitourinario Tratto respiratorio Neoplasie Stenosi/litiasi Insufficienza renale Neoplasie Alterazioni della coscienza Cateterismo urinario Terapia radiante Farmaci citotossici Cistoscopia Intubazione/tracheostomia Broncoscopia Anestesia Farmaci citotossici
17 Patogeni emergenti e riemergenti S. aureus 1970 Gram- (P. aeruginosa ed Enterobaceriaceae) S. aureus meticillina-resistente (MRSA) Enterococco vancomicina-resistente (VRE) % Gram+ (MRSA e VRE) 32% Gram- (E. coli, P. aeruginosa, Enterobacter spp., Klebsiella pneumoniae)
18 Cause dell incremento delle IO Antibiotici Terapia intensiva Stati di immunocompromissione Età avanzata Pazienti neoplastici Trapianti
19 Perché prevenire le IO Aumento della mortalità introspedaliera Aumento della degenza media Aggravio dei costi Selezione di microrganismi antibioticoresistenti
20 Come prevenire le IO Incrementare la sorveglianza, anche per i casi che si manifestano dopo la dimissione Migliorare la diagnosi eziologica indagando il problema della poli-chemio resistenza Ottimizzare l uso di antibiotici Migliorare le tecniche invasive sia diagnostiche che teraputiche Valutare l efficacia dei presidi utilizzati nella prevenzione delle IO Stilare linee-guida
21 Misure inefficaci a prevenire le infezioni Sorveglianza microbiologica routinaria dell ambiente e del personale L utilizzo di tappetini disinfettanti all ingresso della sala operatoria
22 IO e strutture Al trasferimento di un intero ospedale in una nuova sede dotata di sale operatorie moderne e spazi più ampi non ha fatto seguito una riduzione delle IO Durante le opere di ristrutturazione potrebbe aumentare il rischio di infezioni aeree sostenute da miceti. Analogo rischio può essere ipotizzato per le infezioni da Legionella
23 Raccomandazioni per la prevenzione dell infezione della ferita chirurgica (CDC, 1984) Interventi sul paziente Antibioticoprofilassi solo se necessaria e per un periodo molto breve (somministrazione in bolo unico) Interventi sul team operatorio Preparazione preoperatoria Importanza della tecnica operatoria Interventi sulla qualità dell ambiente della sala operatoria 20 cambi di aria filtrata per ora Limitati ingressi ed uscite Pulizia fra un intervento e l altro Non necessari i controlli routinari dell ambiente Cura della ferita Lavaggio delle mani prima e dopo la medicazione
24 Spesso gli interventi più economici risultano essere i più efficaci
25 Il Comitato di Controllo per la prevenzione delle IO Igienista Epidemiologo Microbiologo Infettivologo Rappresentante delle discipline mediche Rappresentante delle discipline chirurgiche Rappresentante delle terapie intensive Farmacista Responsabile della sterilizzazione Rappresentante delle capo sala Uno o più infermieri esperti in organizzazione ed epidemiologia Rappresentante dell ufficio tecnico Rappesentante del economato
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