Le aziende suinicole
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- Severina Di Martino
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1 Progetto RISGENSAR: Conservazione delle risorse genetiche animali Incontro con gli allevatori Le aziende suinicole
2 Le aziende suinicole: ubicazione CAGLIARI 7 Carbonia 1 Sanluri 1 Seulo 3 Uta 2 NUORO 4 Fonni 1 Meana Sardo 1 Orgosolo 1 Talana 1 SASSARI 6 Alghero 2 Osilo 1 Sassari 1 Tula 1 Ittiri 1 Totale 17
3 Pic.az. agricola 6% Legge Regionale Sardegna n. 7 del 7 agosto 2007 : PROGETTO MIGLIOVIGENSAR Le aziende suinicole: forma di conduzione Soc. cap./pers 12% allevatore 18% Colt. Dir. e IAP rappresentano il 58% della conduzione aziendale IAP 23% coop. 6% Colt. diretto 35% Forma di conduzione età media età min età max Gli allevatori sono la categoria più anziana Tra i coltivatori diretti vi sono gli addetti più giovani IAP e le Soc. di capitali hanno l età media più bassa allevatore coltivatore diretto IAP soc. capitali/persone Totale
4 Riparto colturale e tipo di proprietà Le aziende che hanno corpo unico aziendale sono 12 Le aziende che hanno più corpi aziendali sono 5 Tipologia azienda N aziende Superf. (Media ha) Proprietà (media ha) Aziende solo suinicole Le aziende che hanno solo terreni di proprietà sono 12 Le aziende che hanno terreni di proprietà e di altri (affitto, concessioni comunali, altro) sono 5 Affitto / Comunale (media ha) Aziende consociate La superficie aziendale media è maggiore per le aziende che hanno bestiame consociato Le aziende esclusivamente suinicole hanno mediamente superfici di proprietà superiori (83 vs 37)
5 Riparto colturale e tipo di proprietà Sup media Sup Coltivata Non coltivat Tipologia aziende n (ha) media (ha) (ha) Aziende che coltivano Aziende che non coltivano Per 4 aziende i limiti principali alla coltivazione sono dati da vincoli legilativi Il limite principale alla coltivazione (per tutte le aziende) è dato dalla presenza del bosco Gli altri limiti sono dati da forti pendenze e tare aziendali. La superficie coltivata dalle 11 aziende rappresenta circa il 20% di tutte le superfici aziendali La coltivazione principale è data dagli erbai autunno vernini di graminacee o misto di graminacee e leguminose (trifogli, favino) 2 aziende possiedono anche prati pascoli sulla e/o medica
6 Le aziende suinicole- gli addetti Aziende gestite esclusivamente da titolari 13 (76% sul tot) Aziende con salariati a tempo pieno 4 (23.5% sul tot) Aziende con solo salariati 2 (11% sul tot) Complessivamente nelle 17 aziende operano 34 addetti di cui: titolari tempo pieno titolari parttime salariati tempo pieno familiari tempo pieno familiari parttime N complessivo di addetti nelle 17 aziende: 34 Media addetti per azienda: 2 Media salariati per azienda con dipendenti: 1.25
7 Consistenza bestiame Aziende esclusivamente suinicole 10 Scrofe Scrofette Verri Verretti Sarda Incrocio R.S. altre razze Sarda Incrocio R.S. altre razze Sarda Incrocio R.S. altre razze Sarda Incrocio R.S. altre razze Media capi 11,5 1,4 7,4 4, ,5 0,2 0, Aziende con bestiame consociato 7 Scrofe Scrofette Verri Verretti Sarda Incrocio R.S. altre razze Sarda Incrocio R.S. altre razze Sarda Incrocio R.S. altre razze Sarda Incrocio R.S. altre razze Media capi
8 Consistenza bestiame consociato La consociazione di bestiame è spesso mista e in azienda sono presenti + specie Animali Scrofe Scrofette Verri Verretti Capi medi aziendali 17 3,3 2,4 2,3 Specie media capi per az. Ovini 333 Caprini 106 Bovini 81 Equini 12 Il numero di capi medi consociati (ad eccezione degli equini) è sempre più alto del numero di capi medi di suini) Negli allevamenti consociati pertanto il suino non sembrerebbe rappresentare la principale attività aziendale
9 Genotipi Le aziende analizzate hanno una consistenza media di circa 21 capi di bestiame La media di scrofe per allevamento è di 19 capi (min2 max 58) Le medie relative agli allevamenti in purezza differiscono decisamente ripsetto agli altri valori Genotipo n az. scrofe scrofette verri verretti Solo R.S ,2 2,3 2,5 incrocio con R.S. 5 2, solo altre razze Nel riquadro gli animali da rimonta: i dati evidenziano come la rimonta sia più alta per gli animali di razza sarda I verri sono circa 2 per azienda (min1- ma 29% 11% Solo razza sarda Incrocio sardo x altre 58% Solo altre razze Caratterizzazione per genotipo
10 Razze presenti verri verretti scrofe scrofette magroni Totale capi di cui iscritti R.A. 52,5% 80,8% 45,7% 65,9% 27,7% non iscritti R.A. 47,5% 19,2% 54,3% 34,1% 72,3% I capi iscritti sono nella media compessiva il 50% dei capi totali Tale quota cresce per la rimonta aziendale (80.8% verretti e 65.9% scrofe) sarda verri verretti scrofe scrofette Totale capi iscritti R.A. 57,0% 80,0% 58,0% 81,0% non iscritti R.A. 43,0% 20,0% 42,0% 19,0% Per la razza sarda i capi iscritti sono sempre in numero maggiore rispetto ai non iscritti. Nella quota di rimonta tale percentuale tende ad aumentare sensibilmente (80% del tot.)
11 Strutture aziendali Quasi tutte le aziende hanno una casa colonica mentre per le strutture quali fienili e magazzini la percentuale supera di poco il 50% e il 70% Tutte le aziende sono provviste di energia elettrica ma solo 1 rinnovabili utilizza fonti L acqua è presente in tutte le aziende ma solo 5 (29%) hanno un utenza pubblica; 13 sono provviste di pozzo e 1 si approvvigiona dal fiume La gestione dell allevamento avviene per meno del 50% in strutture dedicate esclusivamente ai suini
12 Gestione allevamento 8 aziende su 17 (47% mantengono separati gli animali in gruppi omogenei) Strutture Separazione in gruppi Separazione scrofe Tempo di separazione Separazione Verro box recinti strutture 4 9 (min 2 - max 30) 2 temporanee nessun intervento Tutte le aziende separano le scrofe prima del parto ma solo il 47% in strutture permanenti e dedicate
13 Aspetti riproduttivi Le aziende non praticano la FA e solo una effettua la sincronizzazione dei calori L età media del primo salto è di 9 mesi (min 6 max 18) Dopo lo svezzamento dei suinetti si pratica la monta al primo calore possibile I parti sono distribuiti durante tutto l anno anche se in alcuni casi si cerca di orientarli nei periodi prefestivi Il numero di suinetti macellati annualmente è di 160 per azienda con un minimo di 12 capi ed un massimo di 690
14 Aspetti produttivi La destinazione produttiva principale è rappresentata dai suinetti (100% aziende) mentre solo il 50% delle aziende si dedica anche alla produzione di magroni Numero Nati per parto macellati per scrofa macellati per azienda Media 9 8,5 152 Min Max I suinetti vengono macellati mediamente a 1,5 mesi di vita ed un peso vivo medio di poco superiore agli 8 Kg
15 Aspetti produttivi I magroni sono prodotti solo nel 50% delle aziende Numero Peso alla macellazione (kg) Età macellazione mesi macellati per azienda Media Min Max La somma di tutti i suinetti macellati nelle aziende è di 118 magroni
16 Destinazione prodotto Dall analisi dei dati si evince che la filiera produttiva osservata nelle aziende è rivolta principalmente alla produzione di porcetti da latte La destinazione dei porcetti è per l 83% dedicata principalmente all autoconsumo Tra le aziende che producono per autoconsumo 5 su 14 (35%) esitano la quota in esubero sul mercato mediante contatti diretti con il consumatore finale (parenti, amici, conoscenti etc.) Tra le aziende che vendono il prodotto in esubero 8 effettuano anche la trasformazione (salumi e prosciutti) 5 aziende esitano il prodotto presso ristoratori (2 aziende hanno l agriturismo o il ristorante proprio) Solo 2 aziende posseggono il loro macello a norma, una di queste macella anche per conto terzi
17 Conclusioni Il campione è sicuramente di limitata dimensione (limite in tempo e risorse) Dall analisi dei dati aziendali si evince che in generale l allevamento del suino è complementare ad altre attività produttive (agricole, zootecniche) Il prodotto è prevalentemente destinato all autoconsumo (sia esso porcetti che magroni)
18 Conclusioni Il prodotto porcetto sembra essere allo stato attuale quello con il migliore appeal commerciale consentendo di svincolarsi (mediamente) da momenti predeterminati dell anno. I canali commerciali sono rappresentati generalmente dal piccolo mercato locale mediante modalità di vendita diretta I caratteri ai quali gli allevatori hanno dato maggiore importanza sono la rusticità, la prolificità, la resistenza alle malattie e l indice di accrescimento
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