CONTROLLO DELLA PUREZZA
|
|
|
- Lelia Venturini
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 CONTROLLO DELLA PUREZZA
2 Le monografie che la Farmacopea dedica ai singoli composti di uso farmaceutico riportano, oltre ai metodi di identificazione e dosaggio, anche alcuni saggi specifici per il controllo della purezza ORIGINE DELLE IMPUREZZE Processi di sintesi o di estrazione (reattivi, solventi, reazioni secondarie ) (idrolisi, ossidazione, pirolisi ) Processi di decomposizione durante la conservazione
3 Metodi di separazione Cromatografia Filtrazione Evaporazione Cristallizzazione Sublimazione Distillazione Estrazione
4 Cristallizzazione È un metodo di purificazione che permette di ottenere, da una soluzione in un opportuno solvente, la deposizione di cristalli di sostanza purificata Con la cristallizzazione i composti solidi vengono purificati dalle impurezze che li contaminano, ma può essere utilizzata per generare cristalli utili per altre analisi (cristallografia a raggi X) La cristallizzazione consiste nella deposizione di cristalli da una soluzione satura della sostanza in un solvente opportuno
5 CRISTALLIZZAZIONE SEMPLICE Separazione dei cristalli dalle impurezze (5-10%) FRAZIONATA Si utilizza per separare due o più sostanze a concentrazione e solubilità diversa attraverso cristallizzazioni ripetute
6 BASI TEORICHE DEL PROCESSO DI CRISTALLIZZAZIONE REGIONE INSTABILE Concentrazione D C B A REGIONE STABILE Temperatura Curva S: descrive la solubilità (concentrazione del soluto in soluzione satura) in funzione della temperatura Curva SP: descrive, per la stessa sostanza, la concentrazione alla quale, in funzione della temperatura, comincia la separazione spontanea dei cristalli
7 PROCEDIMENTO PRATICO DELLA CRISTALLIZZAZIONE Tecnica caldo-freddo 1. Scelta del solvente opportuno (in cui la sostanza da purificare sia solubile a caldo, ma non a freddo); 2. Dissoluzione della sostanza da purificare nel solvente di cristallizzazione a caldo; 3. Filtrazione a caldo (per eliminare le impurezze insolubili); 4. Raffreddamento della soluzione filtrata ed ottenimento dei cristalli; 5. Separazione dei cristalli dalle acque madri (filtrazione a freddo per eliminare il solvente e le impurezze in esso solubili); 6. Lavaggio ed essiccamento dei cristalli. Determinazione del punto di fusione (caratterizzazione della sostanza). In caso di purificazione si avrà variazione dei parametri chimico-fisici
8 1. SCELTA DEL SOLVENTE DI CRISTALLIZZAZIONE Il solvente ideale per la cristallizzazione: deve essere chimicamente inerte nei confronti della sostanza da cristallizzare; deve avere volatilità intermedia; se il punto di ebollizione è troppo basso si potrebbe avere rapida concentrazione della soluzione deve avere punto di ebollizione non troppo elevato (problemi per il suo allontanamento dai cristalli); La sostanza da purificare deve essere (rispetto al solvente): Ø molto solubile a caldo Ø poco solubile a freddo S PUREZZA DEI CRISTALLI RESA VELOCITÀ ABITO CRISTALLINO T
9 Solvente p.e. Solvente p.e. Etere di petrolio Ligroina C C Etere etilico Cicloesanone 35 C 156 C Esano 69 C Metiletilchetone 80 C Cicloesano 81 C Acetato di etile 77 C Benzene 80 C Etanolo 78 C Carbonio solfuro 46 C Metanolo 65 C Carbonio tetracloruro Cloroformio Cloruro di metilene 77 C 61 C 40 C Acido acetico Acido formico Acqua 118 C 101 C 100 C Per sostanze poco solubili possono essere utilizzati anche: diossano (101 C), piridina (115 C), nitrobenzene (211 C), N,N-dimetilformammide (153 C). Posso utilizzare anche miscele di solventi di cui il primo deve risultare efficace (alto potere solvente per il soluto) e l altro inefficace (basso potere solvente per il soluto): esano/acetato d etile, etanolo/acqua, acetone/acqua
10 CONSIDERIAMO ANCHE Tossicità 2. Infiammabilità* 3. Reattività 4. Miscibilità * Il flash point di una sostanza - in genere di un carburante - è la temperatura più bassa alla quale può formarsi una miscela infiammabile con aria. A tale temperatura il vapore cessa di bruciare nel momento in cui la sorgente infiammabile viene rimossa.
11 SOLVENTI DI CRISTALLIZZAZIONE Solvente p.eb. ( C) Infiammabilità Tossicità Esano Etere di petrolio Benzene Toluene CCl CH 2 Cl Et 2 O Acetone CHCl THF Diossano EtOH Ac. Acetico H 2 O 100
12 CRISTALLIZZAZIONE
13 2. DISSOLUZIONE DELLA SOSTANZA A CALDO Porre in una provetta (beuta) circa 10 mg di sostanza finemente polverizzata, quindi aggiungere 2 ml di solvente opportunamente scelto in base a dati di letteratura o prove preliminari Scaldare la provetta (beuta) fino a completa dissoluzione della sostanza (temperatura di ebollizione del solvente); nel caso in cui, anche a caldo, essa non si sciolga completamente, aggiungere altro solvente goccia a goccia (a meno che non si tratti di impurezze insolubili a caldo!) La temperatura della soluzione sovrasatura dovrebbe essere di almeno 30 C inferiore al punto di fusione del prodotto da ricristallizzare. Se questa condizione non si verifica spesso il prodotto separa come un olio anziche' formare un precipitato cristallino.
14 3. FILTRAZIONE A CALDO Se la soluzione, anche dopo la completa solubilizzazione della sostanza, appare torbida (a causa di impurezze insolubili), filtrarla a caldo. In caso di soluzioni brune si può chiarificare mediante aggiunta di adsorbenti inerti (carbone attivo 1-5% rispetto al soluto), riscaldamento e filtrazione
15 4. RAFFREDDAMENTO DELLA SOLUZIONE FILTRATA Far raffreddare lentamente la soluzione, in modo da ottenere cristalli ben formati. Non agitare
16 5. SEPARAZIONE DEI CRISTALLI DALLE ACQUE MADRI Quando si ritiene che la maggior parte della sostanza pura sia precipitata, filtrare per eliminare le impurezze solubili. FILTRAZIONE PER GRAVITA FILTRAZIONE A PRESSIONE RIDOTTA
17 FILTRAZIONE PER GRAVITA Si chiama filtrazione per gravità perché il liquido attraversa la barriera porosa (carta da filtro), lasciando il solido su di essa. La filtrazione può risultare lenta ma il filtrato ottenuto sarà limpido. La barriera porosa è rappresentata da una carta da filtro che può essere a pieghe. Le pieghe accelerano la filtrazione e riducono il contatto con l imbuto (superficie fredda).
18 FILTRAZIONE La filtrazione si esegue con filtri di carta speciale porosa, a forma di disco La grandezza del filtro da usare dipende dalla quantità del precipitato che si deve filtrare. Il cono dell imbuto deve essere poco più grande del filtro. Il liquido filtrante provoca sotto il filtro un aspirazione proporzionale all altezza della colonna liquida Gambo lungo Maggiore velocità di filtrazione
19 Piegare il filtro Inserirlo nell imbuto, umettarlo e filtrare a r.t.
20 FILTRAZIONE A PRESSIONE RIDOTTA I cristalli formati si separano dalle acque madri per filtrazione sottovuoto Questo processo è veloce e, poiché implica passaggio di una grande quantità di aria attraverso i cristalli, ne permette un certo essiccamento. Gli imbuti Hirsch, Gooch e Buchner sono usati per la filtrazione in dipendenza della quantità di solido e dal volume di soluzione. Alcuni hanno una superficie forata.
21 Imbuto Hirsh Imbuto Buchner
22 FILTRAZIONE SOTTO VUOTO FILTRO DI CARTA IMBUTO di BŰCHNER ADATTORE di GUKO BEUTA CODATA
23 FILTRAZIONE SOTTO VUOTO (effetto Venturi) RUBINETTO FLUSSO D ARIA FLUSSO D ACQUA
24 FILTRAZIONE SOTTO VUOTO Attenzione a non usare un vuoto spinto per solventi molto volatili altrimenti bollirebbero!!!!
25 ...filtrare sotto vuoto
26 CRISTALLIZZAZIONE: inconvenienti 1. Mancata separazione dei cristalli 2. Precipitazione di un olio
27 1. Mancata separazione dei cristalli Se i cristalli non si separano in seguito al raffreddamento si può: ó innescare il processo aggiungendo un cristallo di innesco del materiale grezzo di origine. Questo fornirà un nucleo su cui il cristallo può crescere; ó raschiare con una bacchetta o spatola le pareti della beuta. Questo produrrà micro-frammenti di vetro che costituiranno i nuclei per indurre la cristallizzazione. 2. Precipitazione di un olio Formazione di olio: si verifica quando la sostanza grezza è molto sporca o quando ha un punto di fusione più basso del punto di ebollizione del solvente. L aggiunta di un altro solvente o un più lento raffreddamento può risolvere il problema.
28 6. LAVAGGIO ED ESSICCAMENTO DEI CRISTALLI Tecniche speciali di essiccamento vengono usate quando i cristalli sono bagnati di acqua Per prodotti termolabili, bassofondenti o con elevata tensione di vapore (sublimabili): Sistemi a pistola seccante presentano una camera orizzontale dove si disporranno i cristalli contenuti in vials In ogni caso si possono usare degli agenti essiccanti Se il prodotto è termostabile e non ossidabile all aria, i cristalli possono essere anche essiccati all aria e in stufa (<30 C rispetto al pf)
29 La rimozione dell acqua a temperatura ambiente si effettua con l uso degli essiccatori. Tale processo viene velocizzato per connessione con il vuoto. Quando tutto il sistema è chiuso, l acqua che evapora dai cristalli viene assorbita dagli essiccanti posti sul fondo dell essiccatore (calcio cloruro, gel di silice) Liofilizzazione, evaporazione sotto gas inerte...
30 Cristallizzazione frazionata X = composto più solubile X + Y Y = composto meno solubile solvente AM + XY Più ricco di Y C1 AM1 Più ricche di X Ancora più ricco di Y C2 AM2 C2 AM2 Ancora più ricche di X C3 AM3 C3 AM3 C3 AM3 Y AM: acque madri X
31 Cromatografia Filtrazione Cristallizzazione Distillazione Estrazione Evaporazione Sublimazione
32 Sublimazione La sublimazione è il passaggio dallo stato solido a quello di vapore direttamente, senza passare attraverso lo stato liquido A pressione atmosferica, la sublimazione di una sostanza è possibile solo se essa ha tensione di vapore inferiore alla pressione del punto triplo (del suo diagramma di stato) P (atm) 1 atm 1 atm A Solido D B mp Liquido Punto triplo Vapore bp C T ( C) Diagramma di stato: permette di conoscere lo stato fisico in funzione di P e T In questo caso, fornendo calore al solido, si ha la sua completa trasformazione in vapore; sottraendo calore al vapore si ha la sua completa trasformazione in solido. Le sostanze solide con tensione di vapore bassa non sublimano.
33 I solidi, come i liquidi, possiedono tensione di vapore i cui valori, dipendenti dalla temperatura, risultano generalmente piccoli essendo le energie di legame maggiori nei solidi che nei liquidi SUBLIMAZIONE Metodo di purificazione La sublimazione è un metodo di purificazione spesso migliore della cristallizzazione, perché: sono poche le sostanze che sublimano permette di purificare anche piccolissime quantità di sostanza le rese sono quantitative
34 Diagramma di fase della CO 2 P (atm) D Liquido C 5.1 Solido B Vapore 1.0 A T ( C) L anidride carbonica sublima già a pressione ambiente. È possibile ottenere CO 2 liquida solo a pressioni superiori a 5.1 atm
35 Diagramma di fase della canfora P (mmhg) Solido D B Liquido Vapore C A pressione atmosferica la canfora passa prima allo stato liquido, fondendo a 180 C, e poi allo stato gassoso per ulteriore incremento della temperatura. Diminuendo la pressione è però possibile realizzare una sublimazione. A 180 C T ( C) Da un punto di vista pratico, la sublimazione è utilizzabile per sostanze moderatamente volatili, il cui punto triplo cade a pressioni superiori a 100 mmhg. Le sostanze organiche che presentano questa proprietà sono in genere molecole piccole e simmetriche, spesso di tipo ciclico o biciclico. Esempi: alcool terz-butilico, canfora, norcanfora, caffeina, naftalene.
36 OH Alcol terz-butilico O Canfora O Norcanfora O N N O N N Caffeina Naftalene
37 FATTORI CHE INFLUENZANO L EFFICIENZA DELLA SUBLIMAZIONE Natura del solido da sublimare (non deve avere tensione di vapore molto bassa); Pressione a cui si opera (la sublimazione deve essere effettuata a una pressione inferiore a quella corrispondente al punto triplo); Differenza di temperatura tra la superficie su cui la sostanza sublima e la superficie su cui essa ricondensa (deve essere abbastanza elevata); Distanza tra le due superfici del condensatore (deve essere piccola, generalmente 1 cm); se aumento la distanza il sublimato è più puro ma il processo è più lento;
38 Apparecchiature per la sublimazione a pressione atmosferica sostanza Per evitare la ricaduta del sublimato o le proiezioni di impurità verso l alto Vetrino di orologio Filtro di carta forato Vetrino di orologio Imbuto Cotone Strato di solido sublimato Capsula di porcellana Bunsen Bunsen Riscaldando una sostanza in un contenitore aperto ad una T < pf la sua tensione di vapore aumenta e se questa raggiunge il valore di 1 atm la sostanza inizia a sublimare Se il contenitore è chiuso la pressione aumenta durante il riscaldamento e la sublimazione non avviene o si blocca
39
40 Apparecchiatura per la sublimazione a pressione ridotta 1 Ingresso acqua di raffreddamento 2 Uscita acqua di raffreddamento 3 Linea gas/vuoto 4 Camera di sublimazione 5 Sublimato 6 Composto da purificare 7 Riscaldamento esterno Il vuoto deve essere applicato lentamente per evitare schizzi di sostanza sul condensatore
41 Temperatura di sublimazione di alcune sostanze di interesse farmaceutico Sostanza p.f. ( C) Temperatura di sublimazione ( C) a 760 mmhg a 0.5 mmhg Naftalina Iodoformio Caffeina an. Teobromina Ac. Benzoico Chinina an. Saccarina Acetanilide D-alanina Anidr. Ftalica Cumarina Urea Barbital Vanillina Colesterolo Non sublima Il riscaldamento porta la tensione di vapore del solido a valori superiori ad 1 atm E necessario scaldare ed abbassare la pressione Cinconina Aspirina Cocaina Atropina Non sublima Non sublima
42 Sostanze con tensione di vapore superiore ad 1 atm al punto triplo Sublimano spontaneamente a tempeature ordinarie Sostanza Esacloroetano Acetilene Anidride carbonica Arsenico grigio Temp. Subl. ( C) Pressione 800 mmhg 912 mmhg 5.1 atm 35.8 atm 43.1 atm
TECNICHE DI PURIFICAZIONE. Cristallizzazione
TECNICHE DI PURIFICAZIONE Cristallizzazione I composti organici solidi ottenuti nel corso delle reazioni non sono quasi mai puri, per cui è necessario adottare delle tecniche di purificazione in grado
Fasi di identificazione di una sostanza
Fasi di identificazione di una sostanza Serie di operazioni attraverso le quali è possibile ottenere i dati sul comportamento chimico e fisico del composto, che poi devono essere confrontati con quelli
Purificazione di Sostanze Cristalline
Purificazione di Sostanze Cristalline (N.d.R.: i riferimenti teorici, evidenziati con il carattere corsivo, sono tratti dal libro di testo Laboratorio di Chimica Organica di Harold Hart ed altri ed. Zanichelli
PRECIPITAZIONE, se il processo è RAPIDO e NON SELETTIVO, in cui il reticolo cristallino può conglobare delle impurezze;
I composti solidi a temperatura ambiente vengono di solito purificati per CRISTALLIZZAZIONE: FENOMENO PER CUI UNA SOSTANZA PASSA ALLO STATO CRISTALLINO. Nel processo di cristallizzazione, la struttura
CRISTALLIZZAZIONE. Scelta del solvente: Affinché la cristallizzazione possa essere efficace, è necessario scegliere il solvente più
CRISTALLIZZAZIONE La cristallizzazione è stata a lungo utilizzata nella purificazione delle sostanze. Si tratta essenzialmente di una tecnica di separazione solido-liquido molto importante per ricavare
Estrazione. Il processo di estrazione con solventi è impiegato per l isolamento di
Purificazione di sostanze organiche 1. Cristallizzazione 2. Sublimazione 3. Distillazione 4. 5. Cromatografia 1 Il processo di estrazione con solventi è impiegato per l isolamento di sostanze da soluzioni
5012 Sintesi dell acido acetilsalicilico (aspirina) da acido salicilico e anidride acetica
NP 5012 Sintesi dell acido acetilsalicilico (aspirina) da acido salicilico e anidride acetica CH CH + H H 2 S 4 + CH 3 CH C 4 H 6 3 C 7 H 6 3 C 9 H 8 4 C 2 H 4 2 (120.1) (138.1) (98.1) (180.2) (60.1) Classificazione
1023 Separazione dell esperidina dalla buccia d arancia
NP 0 Separazione dell esperidina dalla buccia d arancia buccia d'arancia H H C H H H H H H H CH C 8 H 5 (60.5) Classificazione Tipo di reazione e classi di sostanze Separazione di composti da prodotti
3011 Sintesi dell acido eritro-9,10-diidrossistearico dall acido oleico
311 Sintesi dell acido eritro-9,1-diidrossistearico dall acido oleico COOH KMnO 4 HO COOH NaOH HO C 18 H 34 O 2 (282.5) KMnO 4 (158.) NaOH (4.) C 18 H 36 O 4 (316.5) Riferimento in letteratura: Lapworth,
La sublimazione rappresenta il passaggio di una sostanza dallo stato. solido direttamente allo stato vapore senza formazione dell'intermedio
La sublimazione rappresenta il passaggio di una sostanza dallo stato solido direttamente allo stato vapore senza formazione dell'intermedio stato liquido. La purificazione per sublimazione si basa sull
Estrazione con solvente 18/01/2010. Laboratorio di chimica. Prof. Aurelio Trevisi
Laboratorio di chimica Prof. Aurelio Trevisi Estrazione con solvente SCOPO: Estrarre mediante cicloesano lo iodio da una soluzione idroalcolica L estrazione con solventi si basa sulla diversa affinità
Università Degli Studi di Cagliari Facoltà Farmacia Corso di laurea in Tossicologia. Corso di Analisi Chimico-Tossicologica.
Università Degli Studi di Cagliari Facoltà Farmacia Corso di laurea in Tossicologia Corso di Analisi Chimico-Tossicologica Distillazione La distillazione La distillazione consiste nel vaporizzare un liquido
CROMATOGRAFIA. Tecniche di purificazione
CROMATOGRAFIA Tecniche di purificazione La cromatografia è tra i metodi fisici più impiegati per la separazione e la purificazione dei composti organici. Principio base (valido per tutte le tecniche cromatografiche)
Sostanza pura. Il termine sostanza indica il tipo di materia di cui è fatto un corpo.
Sostanza pura Il termine sostanza indica il tipo di materia di cui è fatto un corpo. Corpi formati da un unico tipo di materia sono costituiti da sostanze pure. Una sostanza pura ha composizione definita
3009 Sintesi dell acido trans-5-norbornen-2,3-dicarbossilico da acido fumarico e ciclopentadiene
3009 Sintesi dell acido trans-5-norbornen-2,3-dicarbossilico da acido fumarico e ciclopentadiene 170 C 2 C 10 H 12 C 5 H 6 (132.2) (66.1) + COOH COOH HOOC COOH C 5 H 6 (66.1) C 4 H 4 O 4 (116.1) C 9 H
Isolamento della caffeina dalle foglie di tè
SOMMARIO Isolamento della caffeina dalle foglie di tè L esperienza consiste nell isolamento e determinazione della quantità di caffeina, solido bianco cristallino, dalle foglie di tè (Camellia sinensis).
4005 Sintesi dell estere metilico dell acido 9-(5-ossotetraidrofuran-2-il)nonanoico
NP 4005 Sintesi dell estere metilico dell acido 9-(5-ossotetraidrofuran-2-il)nonanoico H 3 C (CH 2 ) 8 I Cu + CH 2 CH 3 H 3 C (CH 2 ) 8 + CH 3 CH 2 I C 12 H 22 2 C 4 H 7 I 2 C 14 H 24 4 C 2 H 5 I (198.3)
Tecniche di separazione e purificazione dei composti organici
Tecniche di separazione e purificazione dei composti organici I composti organici, sia di origine naturale che prodotti in laboratorio mediante sintesi chimica, si trovano spesso miscelati ad altre sostanze
4016 Sintesi di (±)-BINOL (2,2 -diidrossi-1,1 -binaftile o 1,1 -bi-2-naftolo)
4016 Sintesi di (±)-BINOL (2,2 -diidrossi-1,1 -binaftile o 1,1 -bi-2-naftolo) FeCl 3 6 H 2 O C 10 H 7 C 20 H 14 O 2 (144.2) (270.3) (286.3) Classificazione Tipo di reazione e classi di sostanze Accoppiamento
1017 Azoaccoppiamento del cloruro di benzendiazonio con 2-naftolo per formare l 1-fenilazo-2-naftolo
1017 Azoaccoppiamento del cloruro di benzendiazonio con 2-naftolo per formare l 1-fenilazo-2-naftolo H 3 Cl Cl ao 2 C 6 H 8 Cl (129.6) (69.0) C 6 H 5 Cl 2 (140.6) OH + Cl OH C 10 H 8 O (144.2) C 6 H 5
ESTRAZIONE CON SOLVENTE
ESTRAZIONE CON SOLVENTE TECNICA DI SEPARAZIONE BASATA SUL TRASFERIMENTO SELETTIVO DI UNO O PIÙ COMPONENTI DI UNA MISCELA SOLIDA, LIQUIDA O GASSOSA DA UN SOLVENTE AD UN ALTRO SOLVENTE IMMISCIBILE CON IL
3021 Ossidazione dell antracene ad antrachinone
ssidazione dell antracene ad antrachinone Ce IV (NH ) (N ) 6 C H CeH 8 N 8 8 C H 8 (78.) (58.) (8.) Riferimento in letteratura: Tse-Lok Ho et al., Synthesis 97, 6; Classificazione Tipo di reazione e classi
5007 Reazione dell anidride ftalica con la resorcina per formare fluoresceina
57 Reazione dell anidride ftalica con la resorcina per formare fluoresceina CH H H + 2 + 2 H 2 H C 8 H 4 3 C 6 H 6 2 C 2 H 12 5 (148.1) (11.1) (332.3) Classificazione Tipo di reazione e classi di sostanze
LA MATERIA E IL MODELLO PARTICELLARE
LA MATERIA E IL MODELLO PARTICELLARE - Gli oggetti che ci circondano sono costituiti di materia. - Come possiamo definire la materia? La materia è tutto ciò che possiede una massa e occupa un volume. -
Laboratorio di chimica organica I corso. Dott.ssa Alessandra Operamolla
La vetreria Laboratorio di chimica organica I corso Dott.ssa Alessandra Operamolla [email protected] Lavaggio e cura 1. La vetreria deve essere sempre fissata agli stativi con pinze e sostegni
4002 Sintesi del benzile dal benzoino
4002 Sintesi del benzile dal benzoino H VCl 3 + 1 / 2 2 + 1 / 2 H 2 C 14 H 12 2 C 14 H 10 2 (212.3) 173.3 (210.2) Classificazione Tipo di reazione e classi di sostanze ssidazione; Alcol, chetone, metallo
Laboratorio di Chimica Organica II
Laboratorio di Chimica Organica II A.A. 2017-2018 Paolo Pengo [email protected], stanza 344 Valutazione delle attività di laboratorio Griglia di valutazione Comportamento in laboratorio Quaderno di Laboratorio
Sintesi dell acetanilide
Sintesi dell acetanilide N 2 Cl N + + C 3 benzenammina anidride etanoica N - fenilacetammide acido etanoico (anilina) (anidride acetica) (acetanilide) (acido acetico) d = 1,02 g/ml d = 1,08 g/ml PM = 135
ACETILAZIONE DELL ACIDO SALICILICO (Sintesi dell Aspirina acido acetilsalicilico) H 2 SO 4. Quantità: Acido salicilico 5.0 g (PM = 138.
ACETILAZIONE DELL ACIDO SALICILICO (Sintesi dell Aspirina acido acetilsalicilico) COOH COOH OH OAc + Ac 2 O H 2 SO 4 ac. 2-idrossibenzoico ac. 2-acetossibenzoico Quantità: Acido salicilico 5.0 g (PM =
1006 Bromurazione della 4-etossiacetanilide (fenacetina) a 3-bromo-4-etossiacetanilide
NP 1006 Bromurazione della 4-etossiacetanilide (fenacetina) a 3-bromo-4-etossiacetanilide KBr 3, HBr acido acetico Br C 10 H 13 N 2 C 10 H 12 BrN 2 (179.2) (167.0) (80.9) (258.1) Riferimento in letteratura:
3016 Ossidazione dell acido ricinoleico (dall olio di ricino) con permanganato di potassio per formare acido azelaico
6 Ossidazione dell acido ricinoleico (dall olio di ricino) con permanganato di potassio per formare acido azelaico CH -(CH ) OH (CH ) -COOH KMnO 4 /KOH HOOC-(CH ) -COOH C H 4 O (.) KMnO 4 KOH (.) (6.)
3010 Sintesi del dietil estere dell acido 9,10-diidro-9,10- etanoantracen-11,12-trans-dicarbossilico
31 Sintesi del dietil estere dell acido 9,1-diidro-9,1- etanoantracen-11,12-trans-dicarbossilico + H CO 2 AlCl 3 O 2 C H CO 2 H O 2 C H C 14 H 1 C 8 H 12 O 4 2 H 22 O 4 (178.2) (172.2) (133.3) (35.4) Riferimento
5009 Sintesi della ftalocianina rameica
P 59 Sintesi della ftalocianina rameica (H H ) 6 Mo 7 2 2. H2 + 8 + CuCl H 2-8 H 3-8 C 2 - H 2 - HCl Cu C 8 H 3 CH 2 CuCl H 2 Mo 7 6 2. H 2 C 32 H 16 8 Cu (18.1) (6.1) (99.) (1235.9) (576.1) Riferimento
1003 Nitrazione della benzaldeide a 3-nitrobenzaldeide
1003 Nitrazione della benzaldeide a 3-nitrobenzaldeide H O H O HNO 3 /H 3 / 2 HSO 2 SO 4 4 + sotto-prodotti NO 2 7 H 6 O HNO 3 (63.0) 7 H 5 NO 3 (106.1) H 2 SO 4 (98.1) (151.1) lassificazione Tipo di reazione
Chimica Organica II - Laboratorio A.A. 2008/09 2. H 3 O+
Chimica Organica II - Laboratorio A.A. 2008/09 Esperienza 4 Sintesi del trifenil carbinolo mediante reattivo di Br + Mg MgBr 1. 2. H 3 O+ O C OH C Materiali: Pallone a tre colli da 250 ml, imbuto gocciolatore
DISTILLAZIONE. Chimica
Chimica Silvia LICOCCIA Professore Ordinario di Fondamenti Chimici per le Tecnologie Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche Università di Roma Tor Vergata DISTILLAZIONE Diagramma P di vapore/composizione
I METODI O TECNICHE DI SEPARAZIONE
I METODI O TECNICHE DI SEPARAZIONE La chimica è l arte di separare, pesare e distinguere: sono tre esercizi utili anche a chi si accinge a descrivere fatti o a dare corpo alla propria fantasia... PRIMO
ESPERIENZA N 5 SINTESI DELL ASPIRINA
ESPERIENZA N 5 SINTESI DELL ASPIRINA H ACID ACETILSALICILIC ACID ACETILSALICILIC 400 a.c. Ippocrate di Kos, padre della medicina moderna, consigliava alle partorienti di bere un infuso di foglie di salice
ESTRAZIONE SOLVENTI. tecnica di separazione e purificazione
ESTRAZIONE CON SOLVENTI tecnica di separazione e purificazione L estrazione con solventi è una tecnica di separazione e purificazione, frequentemente usata in laboratorio, basata sulla diversa distribuzione
Alcaloidi: Caffeina. Alcaloidi: Caffeina. Cosimo Mansueto
Cosimo Mansueto Gli alcaloidi sono una classe di sostanze naturali estremamente importante. Di origine soprattutto vegetale ma anche, in misura minore, animale e da microorganismi, sono caratterizzati
4010 Sintesi del p-metossiacetofenone dall anisolo
4010 Sintesi del p-metossiacetofenone dall anisolo C 3 + 3 C C 3 Zeolite -BEA 25 C 3 + C 3 C C 3 C 7 8 (108.1) C 4 6 3 (102.1) C 9 10 2 (150.2) C 2 4 2 (60.1) Classificazione Tipo di reazione e classi
Identificazione degli alcoli
Identificazione degli alcoli R-OH Stato fisico Gli alcoli sono sostanze neutre caratterizzate dalla presenza di un gruppo ossidrilico legato ad un atomo di carbonio alifatico. I primi termini degli alcoli
1024 Eliminazione di acqua dal 4-idrossi-4-metil-2-pentanone
NP 0 Eliminazione di acqua dal -idrossi--metil--pentanone C H I CH CH H C CH - H H + H C CH H C CH C H I C H 0 (.) (.8) (98.) Classificazione Tipo di reazione e classi di sostanze Eliminazione; Alcol,
Parte Prima. La Materia e le sue Trasformazioni. 1) Quale delle seguenti affermazioni NON definisce una sostanza pura dal punto di vista chimico?
Parte Prima La Materia e le sue Trasformazioni 1) Quale delle seguenti affermazioni NON definisce una sostanza pura dal punto di vista chimico? L'acqua pura: a. ha una definita temperatura di ebollizione
3018 Sintesi dell acido 3-fenilbenzoico dall acido 3-iodobenzoico
3018 Sintesi dell acido 3-fenilbenzoico dall acido 3-iodobenzoico COOH COOH + PhB(OH) 2 NaOH/PdCl 2 I Ph C 7 H 5 IO 2 (248.0) C 6 H 7 BO 2 (121.9) NaOH PdCl 2 (40.0) (177.3) C 13 H 10 O 2 (198.2) Riferimento
2023 Riduzione della D-(+)-canfora con litio alluminio idruro ad una miscela di isomeri di (+)-borneolo e (-)-isoborneolo
2023 Riduzione della D-(+)-canfora con litio alluminio idruro ad una miscela di isomeri di (+)-borneolo e (-)-isoborneolo LiAlH 4 tert-butil metil etere H + OH O OH H C 10 H 16 O (152.2) LiAlH 4 (38.0)
Leggere attentamente il file sulla sicurezza prima di accedere al laboratorio
Didattica della Chimica organica (2 CFU, 16h) PAS/TFA A012/A013 16 ore: 4 ore Lezioni frontali: Lunedì 9 febbraio 2015, ore 15.00-16.30 mercoledì 11 febbraio 2015, ore 15.00-16.30 Aula A1 III piano edificio
4023 Sintesi dell estere etilico dell acido ciclopentanon-2-carbossilico. estere dietilico dell acido adipico (pe 245 C)
NP 4023 Sintesi dell estere etilico dell acido ciclopentanon-2-carbossilico dall estere dietilico dell acido adipico NaEt C 10 H 18 4 Na C 2 H 6 C 8 H 12 3 (202.2) (23.0) (46.1) (156.2) Classificazione
4026 Sintesi del 2-cloro-2-metilpropano (tert-butil cloruro) dal tert-butanolo
4026 Sintesi del 2-cloro-2-metilpropano (tert-butil cloruro) dal tert-butanolo OH + HCl Cl + H 2 O C 4 H 10 O C 4 H 9 Cl (74.1) (36.5) (92.6) Classificazione Tipo di reazione e classi di sostanze Sostituzione
Tecniche generali laboratorio. 03 La distillazione
Tecniche generali laboratorio 03 La distillazione Principi teorici Il processo della distillazione sfrutta due successivi e opposti passaggi di stato: evaporazione/ ebollizione e condensazione. Ogni sostanza
O CH 3 C COOH OH H + O
Chimica rganica - Laboratorio A.A. 2012/13 Esperienza Sintesi dell acido acetilsalicilico (aspirina) 2 H CH 3 C CH 3 C H + C CH 3 CH 3 Reazione collaterale: H H H + H + H H Introduzione L aspirina è uno
F L EQUILIBRIO DI AUTO-CONDENSAZIONE DELL ACETONE E SFAVOREVOLE.
Esperienza di laboratorio CNDENSAZINE ALDLICA INCRCIATA DELLA BENZALDEIDE CN L ACETNE: PREPARAZINE DEL DIBENZALACETNE 2 CH + CH 3 CH 3 CH 3 CH 2 H CH 3 CH 3 H - H H H CH 2 3 CH 3 CH H H H - E CH 3 E F
LE TRASFORMAZIONI FISICHE DELLA MATERIA
Capitolo 2 LE TRASFORMAZIONI FISICHE DELLA MATERIA N.B I concetti proposti sulle slide, in linea di massima seguono l ordine e i contenuti del libro, ma!!!! Ci possono essere delle variazioni Prof. Vincenzo
3 a esperienza di laboratorio : DISTILLAZIONE DEL CLORURO DI t-butile
3 a esperienza di laboratorio : DISTILLAZIONE DEL CLORURO DI t-butile Anno accademico 2014/2015 DISTILLAZIONE La distillazione è una tecnica usata per separare e purificare i liquidi à tre punti chiave:
DAI MISCUGLI ALLE SOSTANZE PURE
Come si presenta la materia? DAI MISCUGLI ALLE SOSTANZE PURE Il criterio per distinguere i materiali è la presenza di una o più FASI porzioni di materia fisicamente distinte tra loro delimitate da nette
Sommario della lezione 18. Proprietà colligative
Sommario della lezione 18 Proprietà colligative Interazioni soluto-solvente Interazioni soluto-solvente La solubilità di un soluto in un particolare solvente dipende da: la natura delle particelle di solvente
4019 Sintesi dell estere metilico dell acido acetammidostearico dall estere metilico dell acido oleico
NP 4019 Sintesi dell estere metilico dell acido acetammidostearico dall estere metilico dell acido oleico C 19 H 36 2 (296.5) 10 9 SnCl 4 H 2 Me (260.5) + H 3 C C N C 2 H 3 N (41.1) NH + 10 10 9 9 Me Me
3034 Sintesi del trans-1,2-cicloesandiolo dal cicloesene
0 Sintesi del trans-,-cicloesandiolo dal cicloesene H O / HCO C H 0 (8.) Classificazione H O HCO H (.0) (.0) C H O (.) Tipo di reazione e classi di sostanze Addizione agli alcheni, addizione stereoselettiva,
4006 Sintesi dell estere etilico dell acido 2-(3-ossobutil)- ciclopentanon-2-carbossilico
NP 4006 Sintesi dell estere etilico dell acido 2-(3-ossobutil)- ciclopentanon-2-carbossilico CEt + FeCl 3 6 H 2 CEt C 8 H 12 3 C 4 H 6 C 12 H 18 4 (156.2) (70.2) (270.3) (226.3) Classificazione Tipo di
La cromatografia di adsorbimento
La cromatografia di adsorbimento Cromatografia: serie di tecniche di separazione per scopi analitici e preparativi Tutte le tecniche cromatografiche operano sul principio che i componenti di una miscela
Liofilizzazione LEZIONI DI CONTROLLO E SICUREZZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI. PROF.SSA MAURIZIA SEGGIANI tel:
Liofilizzazione LEZIONI DI CONTROLLO E SICUREZZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI IN AMBITO FARMACEUTICO PROF.SSA MAURIZIA SEGGIANI [email protected] tel: 050 2217881 La liofilizzazione (freeze-drying)
CHIMICA ORGANICA - laboratorio AA 2012/13
CHIMICA ORGANICA - laboratorio AA 2012/13 Esperienza 1 SEPARAZIIONE ACIIDO--BASE.. CROMATOGRAFIIA ssu STRATO SOTTIILE ((TLC)).. L esperienza si propone di separare tre composti mediante estrazione da solvente
Le idee della chimica
G. Valitutti A.Tifi A.Gentile Seconda edizione Copyright 2009 Zanichelli editore Capitolo 2 Le trasformazioni fisiche della materia 1. La materia e le sue caratteristiche 2. I sistemi omogenei e i sistemi
Purificazione di sostanze solide
Purificazione di sostanze solide Una sostanza di definisce pura quando, sottoposta a ripetuti trattamenti di purificazione, mantiene inalterate le sue grandezze fisiche caratteristiche Purificazione di
STRUTTURA DELLA MATERIA. Prof.ssa PATRIZIA GALLUCCI
STRUTTURA DELLA MATERIA Prof.ssa PATRIZIA GALLUCCI MATERIA Il chimico studia sia l aspetto macroscopico che l aspetto microscopico della materia La MATERIA è tutto ciò che ci circonda, ha una massa ed
PROPRIETA DELLE SOLUZIONI
1 11 PROPRIETA DELLE SOLUZIONI 2 SOLUZIONI IDEALI H mix = 0 le interazioni fra le molecole di soluto e di solvente puri sono paragonabili a quelle fra soluto e solvente; durante il processo di dissoluzione
2029 Reazione della trifenilfosfina con l estere metilico dell acido bromoacetico per ottenere il bromuro di (carbometossimetil)trifenilfosfonio
2029 Reazione della trifenilfosfina con l estere metilico dell acido bromoacetico per ottenere il bromuro di (carbometossimetil)trifenilfosfonio C H 3 Br + Br H 3 C C 3 H 5 Br 2 C 18 H 15 (153.0) (262.3)
Prove di miscibilità
Prove di miscibilità Materiali: Vetreria: becher, pipette pasteur, spruzzette, bacchetta per agitazione. Composti: acqua distillata, alcool etilico non denaturato, acetone, etere di petrolio, olio d oliva
. Proprietà degli stati della materia Aeriforme Liquido Solido
. Proprietà degli stati della materia Aeriforme Liquido Solido Volume variabile in funzione del recipiente Volume definito Volume definito Forma del recipiente Forma del recipiente Forma propria Miscibili
LABORATORIO DI CHIMICA II
LABORATORIO DI CHIMICA II Docente Prof. A. Nacci Testo cons. Il laboratorio di Chimica Autori Editore Consiglio Frenna Orecchio EdiSES TECNICHE DI SEPARAZIONE E PURIFICAZIONE 22 TECNICA DECANTAZIONE FILTRAZIONE
LA STERILIZZAZIONE. Università G. d Annunzio - CHIETI - Facoltà di Medicina Dipartimento di Scienze Biomediche Sezione di Microbiologia Clinica
Università G. d Annunzio - CHIETI - Facoltà di Medicina Dipartimento di Scienze Biomediche Sezione di Microbiologia Clinica Dott. Giovanni Catamo CONCETTI GENERALI PER STERILIZZAZIONE SI INTENDE LA UCCISIONE
TERMODINAMICA E TERMOCHIMICA
TERMODINAMICA E TERMOCHIMICA Termodinamica E la scienza delle relazioni tra calore ed altre forme di energia; determina quali processi chimici e fisici sono spontanei; non prende in considerazione la variabile
PASSAGGI DI STATO. sublimazione fusione ebollizione. solidificazione. condensazione. brinamento. Calore processi fisici endotermici ( H>0).
PASSAGGI DI STATO Calore processi fisici endotermici (H>0). sublimazione fusione ebollizione S solidificazione L condensazione V brinamento Scrittura in formule: - H 2 O (s) H 2 O (l) fusione - H 2 O (l)
2 e 3 esperienza di laboratorio: SEPARAZIONE DI UNA MISCELA A TRE COMPONENTI PER ESTRAZIONE
2 e 3 esperienza di laboratorio: SEPARAZIONE DI UNA MISCELA A TRE COMPONENTI PER ESTRAZIONE 2011/2012 Prima di iniziare 1- ESTRAZIONE: Tecnica utilizzata per separare il prodotto organico desiderato da
SOLUBILITÀ E SUE RELAZIONI CON LA STRUTTURA CHIMICA. Prof. Antonio Lavecchia
SOLUBILITÀ E SUE RELAZIONI CON LA STRUTTURA CHIMICA Prof. Antonio Lavecchia Meccanismo di dissoluzione Acido stearico Esano legami H forze di Van der Waals glucosio Temperatura Concentrazione Temperatura
2005 Sintesi dell acetonide del meso-1,2-difenil-1,2-etandiolo (2,2-dimetil-4,5-difenil-1,3-diossolano)
2005 Sintesi dell acetonide del meso-1,2-difenil-1,2-etandiolo (2,2-dimetil-4,5-difenil-1,3-diossolano) Ph H H H H Ph + H 3 C CH 3 - H 2 FeCl 3 H Ph H Ph H 3 C CH 3 C 14 H 14 2 (214.3) C 3 H 6 (58.1) (162.2)
Le soluzioni. possono essere. solide (leghe) liquide aeriformi
Le soluzioni Sono miscele omogenee di due o più sostanze (in forma di molecole, atomi, ioni) di cui quella presente in quantità maggiore è definita solvente, le altre soluti. possono essere solide (leghe)
GAIALAB:INCONTRIAMO L AMBIENTE IN LABORATORIO
LABORATORIO DI CHIMICA Dal ghiaccio al vapore: scoperta guidata delle proprietà dell acqua Ogni elemento chimico può esistere allo stato gassoso, allo stato liquido e in quello solido. Il passaggio da
