Elementi di Radioprotezione

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1 Elementi di Radioprotezione Programma di formazione generale sui rischi da radiazioni ionizzanti in ambito sanitario AREA LABORATORI Realizzato con la collaborazione di: Dott. Luigi Frittelli Dott. Deleana Pozzi

2 SORGENTI DI RADIAZIONI IONIZZANTI Sorgenti naturali (raggi cosmici, radionuclidi,...) Sorgenti naturali modificate dalla tecnologia (materiali da costruzione, viaggi in aereo ad alta quota,...) Sorgenti di prodotti di consumo (apparecchi televisivi, orologi luminescenti,...) Sorgenti impiegate in medicina (tubi a raggi X, LINAC, radioisotopi per diagnostica, radiofarmaci,...) Sorgenti da ricadute da bombe atomiche (fallout) Sorgenti associate con la produzione di energia nucleare (estrazione e trattamento del combustibile, rilasci delle centrali, rifiuti)

3 ESPOSIZIONE DOVUTA AL FONDO NATURALE DI RADIAZIONE La più importante fonte di esposizione per gli esseri umani è il fondo di radiazione naturale che fornisce il contributo maggiore alla dose collettiva della popolazione mondiale L esposizione al fondo naturale può variare molto da regione a regione, prevalentemente in dipendenza della diversa composizione del territorio (suolo o rocce). Mediamente l equivalente di dose efficace pro-capite è pari a msv/anno

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5 ESPOSIZIONE DOVUTA AD APPLICAZIONI DI TIPO MEDICO Le applicazioni di tipo medico sono, dopo il fondo naturale, la maggiore fonte di esposizione della popolazione specie nei paesi industrializzati. Si stima che, nei paesi industrializzati, l esposizione a causa delle pratiche mediche rappresenti oltre il 50% di quella dovuta alla radiazione di fondo.

6 Sorgenti di radiazioni ionizzanti in campo sanitario Macchine radiogene: Tubi a raggi X Sostanze radioattive artificiali Acceleratori

7 SOSTANZE RADIOATTIVE UTILIZZAZIONE IN FORMA SIGILLATA irradiatori IN FORMA NON SIGILLATA RIA Lab. Ricerca Clinica Medicina Nucleare

8 Origine delle radiazioni ionizzanti il decadimento radioattivo Alcuni atomi hanno nuclei che possiedono energia in eccesso, il loro nucleo è quindi instabile, per raggiungere la stabilità il nucleo emette spontaneamente particelle e/o energia elettromagnetica e si trasforma in un atomo differente (cambiano A e Z)

9 il decadimento radioattivo.. segue La stabilità dei nuclei è influenzata da molti fattori tra cui il principale è il numero di neutroni che possiede. Un eccesso di neutroni è causa di instabilità e determina il decadimento, le modalità per raggiungere l equilibrio tra il numero di protoni e quello di neutroni sono diverse.

10 il decadimento radioattivo.. segue Emissione β : una particella simile all elettrone viene espulsa dal nucleo, con considerevole energia cinetica (contemporaneamente nel nucleo stesso un un neutrone si trasforma in un protone e lo Z dell atomo aumenta di 1, rimanendo A invariata), Emissione α: è un processo di emissione più violento: vengono emessi tutti insieme due protoni e due neutroni legati insieme (Z cala di 2 e A di 4 unità) in genere la maggioranza dei nuclei emettitori α e β emette contemporaneamente anche energia (elettromagnetica)

11 Emivita radioattiva o tempo di dimezzamento I radioisotopi si disintegrano in atomi stabili di elementi diversi con intensità decrescente

12 Radiazione elettromagnetica di alta energia può essere prodotta anche artificialmente mediante l uso di tubi a raggi X Nei tubi a raggi X vengono prodotti elettroni che, accelerati da una intensa differenza di potenziale, incidendo su un bersaglio di materiale pesante, vengono frenati e perdono energia sotto forma di radiazione elettromagnetica. Lo stesso fenomeno di frenamento e perdita di energia sotto forma di radiazione elettromagnetica si verifica quando particelle β- interagiscono con materiali ad alto Z.

13 Radiazione di frenamento bremsstrahlung

14 INTERAZIONI ELETTRONI-MATERIA Interazioni fra particelle cariche: forza elettrostatica (Coulomb) 1. L elettrone incidente perde la sua energia cinetica soprattutto tramite numerosi piccoli trasferimenti di energia (rare le grosse perdite): ionizzazioni, eccitazioni, trasferimenti termici 2. Interazioni con i nuclei atomici : Emissione di fotoni di frenamento o bremmstrahlung)

15 Interazione radiazioni - materia Particelle cariche e ± S ion +S rad p, α S ion

16 PARTICELLE CARICHE PESANTI Interazioni per collisione Densità lineare di ionizzazione più elevata per le particelle più pesanti rispetto agli elettroni Particelle cariche: percorso finito nella materia Particelle cariche pesanti: percorso più definito e, a parità di energia, più breve rispetto a quello degli elettroni

17 Particelle cariche: Range Si chiama Range (o percorso) lo spessore attraversato da una particella all interno di un materiale prima di arrestarsi A parita di energia particelle cariche pesanti (protoni e α) Sono molto meno penetranti degli elettroni: il loro range e circa 1000 volte piu corto Depositano quindi la stessa quantita di energia in un volume di materia estremamente piu piccolo: per questo motivo il danno biologico associato alle particelle cariche pesanti e maggiore di quello associato agli elettroni e ± p, α

18 Interazione radiazioni - materia Particelle cariche: Range N non costituiscono problema per irraggiamento esterno Range alfa: qualche cm aria un foglio di carta Range spessore m aria Range elettroni: cm plastica 1 mm Piombo Sorgenti radioattive

19 Particelle cariche: Range Naturalmente se lo spessore del materiale attraversato e minore del range, la particelle deposita solo una frazione di energia nel mezzo. E iniz E fin E = E iniz - E fin Se quindi si vuole schermare una sorgente radioattiva che emette Particelle cariche (α o β) e necessario adottare una schermatura di spessore superiore al range delle particelle stesse

20 Range in aria ed in acqua di alcuni β emittenti di uso comune aria acqua H cm mm C cm 0.29 mm S cm 0.32 mm Ca cm 0.60 mm P cm 8 mm

21 Interazione radiazioni - materia Fotoni A differenza delle particelle cariche i fotoni non interagiscono In maniera continua con la materia, ma in maniera stocastica: Esiste cioe una probabilita di interazione con la materia (quella che i fisici chiamano Sezione d urto) Le interazioni sono discontinue: tra una interazione e la successiva il fotone non cede energia al mezzo E γ E γ E γ Il fotone entra nel mezzo con energia E γ ed esce con energia E γ

22 Interazione radiazioni - materia Fotoni Quindi i fotoni, a seguito della loro interazione con la materia, Effetto fotoelettrico qualsiasi sia il meccanismo di interazione (fotoelettrico, Compton o produzione di coppie) mettono in moto degli elettroni. Effetto Compton produzione di coppie e + e -

23 probab. interazione Interazione radiazioni - materia Fotoni Z 5 (fotoelettrico) Z (Compton) Z 2 (prod. coppie) µ = coefficiente di attenuazione/assorbimento Per questo motivo Piombo e Calcestruzzo sono materiali utili per schermare i fotoni µ x ( ) = N o e N x λ= 1/µ = libero cammino medio N Ad esempio: 4 lo spessore di Piombo necessario a dimezzare l intensità di esposizione di una sorgente di I-125 (X da 35 kev) è pari a meno di 0.04 mm spessore

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25 DEFINIZIONE UNITA DI MISURA ATTIVITA disintegrazioni per secondo Ci o Bq 1Bq=1 dis/sec DOSE DI ESPOSIZIONE carica totale di ioni un solo segno Coulomb /kg prodotti in un kg di aria da un fascio di fotoni DOSE ASSORBITA energia ceduta per unità di massa Gray ( Gy) DOSE EQUIVALENTE dose assorbita ponderata per Sv ( Sievert ) tipo di radiazione e tessuto irradiato H t = Σ R D t,r W R W T DOSE EFFICACE somma delle dosi equivalenti Sv (Sievert) ponderate per tutti organi

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27 CLASSIFICAZIONE DEGLI EFFETTI DELLE RADIAZIONI SULL UOMO Il processo di ionizzazione porta ad alterazione di atomi o molecole e può quindi produrre danno alle cellule.

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34 Obblighi del datore di lavoro e preposti Capo VIII D.Lgs.230/95 Obblighi del lavoratore Capo VIII D.Lgs.230/95

35 Capo VIII D.Lgs.230/95 Obblighi del datore di lavoro e preposti Devono provvedere affinché gli ambienti in cui sussiste il rischio da RX vengano individuati, delimitati, segnalati, classificati in zone e che l'accesso sia regolamentato. Provvedere affinché i lavoratori interessati siano classificati dall'esperto Qualificato. Predisporre norme interne di protezione e sicurezza adeguate al rischio e curare che siano consultabile nei luoghi frequentati dai lavoratori ed in particolare nelle zone controllate. Fornire ai lavoratori, ove necessari, i mezzi di sorveglianza dosimetrica e di protezione in relazione ai rischi cui sono esposti. Rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici, delle norme di protezione, delle conseguenze derivanti dalla mancata osservazione delle prescrizioni, delle modalità di esecuzione del lavoro e delle norme interne.

36 Provvedere affinché i singoli lavoratori osservino le norme interne, usino i mezzi di cui sopra ed osservino le modalità di esecuzione del lavoro. Provvedere affinché siano indicate mediante appositi contrassegni, le sorgenti di radiazioni ionizzanti. Fornire ai lavoratori i risultati relativi alla sorveglianza dosimetrica che lo riguardano direttamente.

37 Capo VIII D.Lgs.230/95 Obblighi del lavoratore osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro o dai suoi incaricati, ai fini della protezione individuale e collettiva e della sicurezza. usare secondo le specifiche istruzioni i dispositivi di sicurezza, i mezzi di protezione usare i mezzi di sorveglianza dosimetrica predisposti o forniti dal datore di lavoro ( se assegnati) segnalare immediatamente le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza, di protezione e di sorveglianza dosimetrica, nonché le eventuali condizioni di pericolo cui vengono a conoscenza. non rimuovere ne modificare i dispositivi, e gli altri mezzi di sicurezza, di segnalazione, di protezione e di misurazione. non compiere operazioni o manovre che possono compromettere la protezione e la sicurezza; sottoporsi alla sorveglianza medica (se prevista) I lavoratori che svolgono, per più datori di lavoro, attività che li espongono al rischio da radiazioni ionizzanti, devono rendere edotto ciascun datore di lavoro delle attività svolte presso gli altri.

38 Disposizioni particolari per le lavoratrici Le donne gestanti non possono svolgere attività in zone classificate o, comunque, ad attività che potrebbero esporre il nascituro ad una dose che ecceda 1 msv durante il periodo della gravidanza. È fatto obbligo alle lavoratrici di notificare al datore di lavoro il proprio stato di gestazione, non appena accertato. È altresì vietato adibire le donne che allattano ad attività comportanti un rischio di contaminazione.

39 Compiti dell'esperto Qualificato la valutazione delle dosi e delle introduzioni di radionuclidi relativamente ai lavoratori esposti. l'individuazione e la classificazione delle zone e la sorveglianza ambientale di radioprotezione nelle zone controllate e sorvegliate. la classificazione dei lavoratori, previa definizione da parte del datore di lavoro delle attività che questi debbono svolgere. tutti i provvedimenti di cui ritenga necessaria l'adozione al fine di assicurare la sorveglianza fisica. la valutazione delle dosi ricevute per tutti i lavoratori esposti e per i gruppi di riferimento..

40 Esposizione alle radiazioni ionizzanti Esposizione esterna, quando la sorgente di radiazioni è esterna all'individuo esposto Esposizione interna, quando la sorgente di radiazioni è interna all'individuo esposto, ad esempio a seguito di inalazione od di ingestione un radioisotopo

41 Relazione tre dose ed assorbimento di radiazioni Energia dei fotoni (kev) Fattore di conversione (pgy cm -2 ) 10 7,4 50 0, ,371 Per una dose di 1 µsv è necessario l assorbimento di 10 6 radiazioni

42 Fattori che determinano l esposizione esterna Tempo Distanza Schermo

43 Fattori che determinano l esposizione interna Esposizione interna

44 Vie di introduzione del materiale radioattivo nel corpo Inalazione Ingestione Assorbimento Ferita

45 Destino del materiale radioattivo introdotto nel corpo Decadimento Organo di deposizione Deposito Allontanamento

46 Esposizione interna Gli isotopi dello iodio si depositano in tiroide, da cui vengono allontanati con una emivita biologica di circa 140 giorni L'allontanamento dello iodio radioattivo in tiroide avviene anche per decadimento radioattivo: la emivita efficace dello 125I in tiroide è circa 40 d, per il 131I è circa 8 d

47 Concetto di dose impegnata

48 Prevenzione dell'irradiazione interna Creare una barriera tra il materiale radioattivo ed il corpo. Evitare la dispersione del materiale radioattivo in aria e garantire ad esso un contenimento. (cappe da radiochimica = contenimento dinamico)

49 Prevenzione dell'irradiazione interna Evitare la dispersione del materiale radioattivo nell'ambiente di lavoro. (contenimento del materiale ). decontaminazione delle attrezzature e delle superfici di lavoro Evitare la contaminazione della persona. uso di indumenti di lavoro come camici e guanti

50 Prevenzione dell'irradiazione interna Evitare la possibilità di introduzione per ferita (non uso di oggetti taglienti o fragili contaminati,..).

51 Situazione radioprotezionistica per la manipolazione di sostanze radioattive in forma non sigillata nei laboratori RIA/ricerca clinica Vengono manipolati i seguenti radionuclidi in forma non sigillata 3H, 14C, 32P, 33P, 35S, 51Cr, 125I Sono presenti l esposizione esterna (dose efficace, dose equivalente alla pelle, al cristallino, alle estremità) l esposizione interna (dose efficace ) Le valutazioni tengono conto delle esposizioni programmate e di quelle potenziali conseguenti a malfunzionamenti Le valutazioni sono riferite all unità (MBq*h per anno solare) che tiene conto dell attività manipolata e del tempo di manipolazione 1 MBq*h = 100 kbq*10 h = 1 kbq*1000 h = 10 MBq*0,1 h

52 Ipotesi per la valutazione delle esposizioni Sostanze radioattive in forma non sigillata Esposizione esterna Esposizioni programmate Frazione del tempo di esposizione nelle diverse geometrie Sorgente puntiforme Sorgente piana estesa Contenitore di dimensioni finite e di diverse caratteristiche Vial Beaker Altro Esposizioni non programmate Contaminazione diffusa delle mani Contaminazione localizzata delle mani Frazione per MBq*h (1*10-5 ) Tempo di rivelazione (1 h)

53 Ipotesi per la valutazione delle esposizioni Sostanze radioattive in forma non sigillata Esposizione Interna Esposizioni programmate Si assume che un carico di lavoro di 1 MBq*h comporti l introduzione per inalazione e per ingestione da contaminazione di 0,0001 MBq; ciò equivale ad assumere che una frazione pari a 0,01 dell attività manipolata si rende disponibile su un ora al di fuori del contenimento e che la frazione di essa introdotta dall operatore per inalazione e per ingestione sia pari a 0,01 per l insieme delle vie di introduzione. Esposizioni non programmate Non vengono ipotizzate in quanto le ipotesi per la valutazione delle esposizioni conseguenti a malfunzionamenti ( ad es dispersione della sostanze radioattiva) potrebbero rivelarsi arbitrarie

54 Radiazione di frenamento (Bremsstrahlung) Elettroni di elevata energia possono perdere energia sotto forma di radiazione elettromagnetica quando vengono decelerati nell attraversare la materia Per schermare le radiazioni beta vengono utilizzati materiali leggeri (Z < 14). Produzione di radiazione di frenamento dal 32P (E 0 =1,71MeV) Frazione dell energia convertita Energia media nella Assorbitore in radiazione di frenamento radiazione di frenamento Plexiglas 0,36% 200 kev Piombo 5,0% 200 kev

55 Caratteristiche radiometriche del 32P

56 Caratteristiche dosimetriche del 32P esposizione interna

57 Caratteristiche dosimetriche del 32P esposizione esterna

58 Caratteristiche del 125I

59 Caratteristiche del 125I

60 Caratteristiche del 51Cr

61 Valutazioni dosimetriche per i radionuclidi Dose equivalente della pelle Un soggetto viene classificato come esposto se nel corso di un anno solare vengono superati i valori di MBq*h indicati nella Tabella Dose (MBq*h) per anno solare Equivalente per 50 msv Radionuclide totale alla pelle di dose equivalente alla (msv)per(mbq*h) pelle 3H 0, NA 14C 0, ,3E+06 32P 9,6 5 33P 0, S 0, ,6E+05 51C 0, Fe 0, ,3E I 0, Usec 0,0001 4,0E+05

62 Valutazioni dosimetriche per i radionuclidi Radionuclide Dose efficace Un soggetto viene classificato come esposto se nel corso di un anno solare vengono superati i valori di MBq*h indicati nella Tabella Dose efficace totale (msv)per(mbq*h) (MBq*h) per anno solare per 1 msv di dose efficace 3H 0, ,2E+05 14C 0, P 0, P 0, S 0, Cr 0, Fe 0, I 0, Usec 0,

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64 Dosimetria individuale La dosimetria individuale viene effettuata mediante l'impiego di badge a film o TLD. Essi sono utilizzati per: Valutazione della dose assorbita Monitoraggio dell'attività a rischio di esposizione Per una attenta valutazione della dose assorbita, è fondamentale il corretto utilizzo da parte del lavoratore, a tal fine occorre porre particolare attenzione a: - Posizionamento - Periodo di utilizzo - Esposizione a sorgenti di radiazione - Esposizione alla luce - Esposizione a fonti di calore

65 Alcuni tipi di dosimetri TLD Lettore TLD automatico per la lettura di cards dosimetriche mediante riscaldamento a flusso di Azoto caldo. Trova applicazione per la dosimetria personale ed ambientale su ampia scala.

66 Aspetti operativi

67 Radioimmunologia R.I.A. Di solito il rischio di irradiazione esterna e praticamente trascurabile in tali attivita a meno che non si utilizzino beta emettitori di alta energia; ai fini della protezione dai rischi di irradiazione interna e indispensabile: utilizzare tutti i dispositivi di protezione individuali disponibili e in particolare guanti monouso durante la manipolazione del tracciante.

68 NORME PER IL PERSONALE DI REPARTI CHE UTILIZZANO ISOTOPI RADIOATTIVI Indossare sempre il camice di servizio, esso non puo' essere usato fuori del Laboratorio, Conservare sempre le sorgenti radioattive in contenitori ermetici e al riparo di eventuali schermature, Ridurre al minimo il tempo di manipolazione, Per nessun motivo portare le sorgenti al di fuori delle aree delimitate Seguire sempre queste avvertenze: - manipolare sempre su piani decontaminabili e ricoperti di carta assorbente, - pipettare esclusivamente con pro-pipette, in nessun caso aspirare con la bocca, - umettare etichette o altro con acqua, mai con la saliva, - manovrare interruttori e rubinetti con fazzolettini mai con guanti contaminati - non toccare manuali, telefono, strumentazione con guanti contaminati - dopo una manipolazione con sostanze attive cambiare i guanti. - annotare prelievi ed utilizzo di sostanze marcate sul registro di carico/scarico Utilizzare preferibilmente vetreria monouso Raccogliere rifiuti solidi o liquidi contaminati negli appositi contenitori forniti dalle Ditte Autorizzate incaricate del ritiro, secondo le procedure da queste comunicate; Le pulizie delle aree delimitate possono essere eseguite dal personale addetto, a fine giornata lavorativa, dopo che tutte le sorgenti sono state riposte sotto la responsabilita' del Preposto. Nelle zone sorvegliate per contaminazione e' vietato mangiare, bere, fumare e introdurre indumenti personali In caso di contaminazione accidentale degli ambienti : - indossare guanti di gomma, - delimitare rapidamente la zona contaminata, - tamponare l'area con materiale assorbente (carta assorbente, stracci, segatura) - quando la zona sia asciutta, ricoprirla con fogli di plastica fissati con nastro adesivo - avvertire il Preposto e la Fisisca Sanitaria. In caso di contaminazione individuale seguire le apposite "Norme per il caso di contaminazione personale"

69 NORME DA SEGUIRE IN CASO DI CONTAMINAZIONE PERSONALE In caso di contaminazione personale: 1. Avvisare immediatamente il Responsabile del Laboratorio 2. Evitare di venire a contatto con altre persone 3. Avvisare la Fisica Sanitaria Per la decontaminazione procedere cosi': Contaminazione localizzata senza ferite: -lavare per 2 minuti con sapone e spazzola morbida, sciacquare e ripetere altre 2 volte il trattamento, -effettuare un controllo con monitor G.M.), se la contaminazione persiste -lavare per 2 minuti con Citrosil, sciacquare, ripetere il trattamento, -effettuare un controllo, se la contaminazione persiste -ungere con pasta Fissan, fasciare, consultare il Medico Competente Contaminazione diffusa senza ferite: -liberarsi di tutti gli indumenti contaminati (da chiudere in doppio sacco di plastica), -effettuare un controllo con monitor G.M.,se non si evidenziano contaminazioni del corpo, indossare indumenti puliti, altrimenti -lavare ripetutamente ed abbondantemente le parti contaminate, -effettuare un successivo controllo e se la contaminazione persiste avvisare il Medico Competente Contaminazione complicata da ferite e/o ustioni: -far sanguinare abbondantemente le ferite, lavare ripetutamente con sola acqua, medicare, chiamare immediatamente il Medico autorizzato,, -lavare ripetutamente con soluzione tampone o acqua le parti ustionate, chiamare il Medico Competente Contaminazione complicata da lesioni gravi: -lesioni gravi come fratture, ustioni diffuse, lesioni emorragiche rappresentano elemento di urgenza maggiore rispetto alla contaminazione, seguire pertanto le procedure di Pronto Soccorso, informando della contaminazione il Medico soccorritore e avvertendo il Medico Competente Ingestione di materiale radioattivo - informare urgentemente Fisica Sanitaria e Medico Competente

70 Scheda di destinazione lavorativa per personale addetto ad attività con radiazioni ionizzanti (dati anagrafici e sulla struttura)

71 Scheda di destinazione lavorativa per personale addetto ad attività con radiazioni ionizzanti (dati analitici sulla attività)

72 Scheda di destinazione lavorativa per personale addetto ad attività con radiazioni ionizzanti (sezione riservata alle valutazioni e prescrizioni dell Esperto qualificato)

73 PROCEDURA DI ACQUISTO-REGISTRAZIONE SMALTIMENTO DI SOSTANZE RADIOATTIVE La procedura completa Istruzioni per la gestione dei radioisotopi è disponibile nella sezione download del sito della UOC Fisica Medica e Sanitaria TUTTA LA DOCUMENTAZINE DEVE ESSERE CONSERVATA PER ALMENO 10 ANNI

74 Modulo per le segnalazioni di acquisizione di sostanze radioattive

75 Pagina del registro carico/scarico del materiale radioattivo

76 MODALITA TECNICHE PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI RADIOATTIVI E VIETATO QUALSIASI SMALTIMENTO DIRETTO NELL AMBIENTE TUTTI I RIFIUTI RADIOATTIVI SONO ALLONTANATI A MEZZO DITTA AUTORIZZATA TIPOLOGIA DEI RIFIUTI: RIFIUTI RADIOATTIVI A BREVE VITA MEDIA ( T/2 < 75gg ) Solidi e liquidi RIFIUTI RADIOATTIVI A LUNGA VITA MEDIA ( T/2 > 75gg ) Solidi liquidi MISTI ( solidi + liquidi ) I rifiuti che presentino rischi di ordine infettivo dovranno essere sottoposti ad adeguati trattamenti di disinfezione o sterilizzazione certificati dal responsabile sanitario PER I RIFIUTI SOLIDI E LIQUIDI ESISTONO DEI LIMITI RADIOLOGICI PER LO SMALTIMENTO IL SUPERAMENTO DI TALI LIMITI COMPORTA LA VARIAZIONE DI TARIFFA DELLO SMALTIMENTO

77 Modulo di accompagnamento del singolo contenitore di rifiuti radioattivi

78 Nella posizione indicata dalla freccia va riportato il numero di codice del contenitore utilizzato per la raccolta

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80 MODALITA TECNICHE PER I RIFIUTI CONTAMINATI DA ISOTOPI A BREVE EMIVITA NON VIENE EFFETTUATO ALCUN TRATTAMENTO MA SOLO LO STOCCAGGIO PRESSO GLI IMPIANTI DELLA DITTA CHE SMALTISCE FINO AL COMPLETO DECADIMENTO FISICO SULLA BASE DI SPECIFICHE AUTORIZZAZIONI. SARANNO POI SMALTITI COME RIFIUTI SPECIALI O COME SCARICHI SECONDO PROCEDURA CONTROLLATA E AUTORIZZATA DALLE AUTORITA LOCALI COMPETENTI I RIFIUTI CONTAMINATI DA ISOTOPI A LUNGA EMIVITA VENGONO POI AFFIDATI ALL ENEA QUALE ENTE PREPOSTO ALLO SMALTIMENTO DEFINITIVO LA GESTIONE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI GUIDA TECNICA N.26 APAT (ex CNEN-DISP, poi ENEA-DISP, poi ANPA, poi APAT )

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