LA RICERCA DEL PENSIERO

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1 Nicola Abbagnano Giovanni Fornero con la collaborazione di Giancarlo Burghi SECONDO I NUOVI PROGRAMMI LA RICERCA DEL PENSIERO Storia, testi e problemi della filosofia 3A Da Schopenhauer a Freud

2 LA RICERCA DEL PENSIERO Storia, testi e problemi della filosofia

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4 Nicola Abbagnano Giovanni Fornero con la collaborazione di Giancarlo Burghi LA RICERCA DEL PENSIERO Storia, testi e problemi della filosofia 3A Da Schopenhauer a Freud EAN eld-oxei-x9c0

5 Coordinamento redazionale: Elisa Bruno Redazione: Luisa Gallo, Elisa Bruno Progetto grafico e copertina: Sunrise Advertising, Torino Coordinamento grafico: Elena Petruccelli Ricerca iconografica: Chiara Simonetti, Paola Barbieri Impaginazione elettronica: Essegi, Torino Controllo qualità: Andrea Mensio Segreteria di redazione: Enza Menel Sono in tutto o in buona parte di Giovanni Fornero il cap. 1 dell unità 1; l unità 2; il cap. 3 dell unità 4; il cap. 1 dell unità 5; l unità 6; il cap. 2 dell unità 7. Sono in tutto o in buona parte di Nicola Abbagnano il cap. 2 dell unità 1; il cap. 2 dell unità 3; i capp. 1 e 2 dell unità 4; il cap. 2 dell unità 5. È di Giovanni Fornero e Nicola Abbagnano il cap. 1 dell unità 3. Per il cap. 1 dell unità 7 hanno collaborato Carlo Barghini e Mauro Sacchetto. Le presentazioni della vita e delle opere dei filosofi sono in gran parte di Nicola Abbagnano (tra le eccezioni Nietzsche, di Giovanni Fornero). I riepiloghi visivi e i glossari sono di Giovanni Fornero A SG V A Giancarlo Burghi ha curato: - le Tavole rotonde; - le Questioni: La religione è scelta sensata o fuga illusoria da sé?, Il progresso è illusione o realtà?, Nella vita sociale l economia è determinante o solo rilevante?; - le rubriche Echi del pensiero : Tra uguaglianza di diritto e uguaglianza di fatto, Storiografia e vita; - la rubrica Il concetto e l immagine : I colori dell angoscia e della disperazione; - le pagine di inquadramento storico-geografico I tempi e i luoghi della filosofia ; - i quadri cronologici relativi alla vita di Schopenhauer, Kierkegaard, Marx, Bergson, Weber, Croce, Gentile, Nietzsche, Freud; - le rubriche Laboratorio delle idee che chiudono le Verifiche di fine unità. Gaetano Chiurazzi ha curato: - la Questione: La memoria è per o contro la vita?; - la rubrica Echi del pensiero : Freud e gli effetti della censura; - le rubriche Il concetto e l immagine : L evanescenza del tempo tra impressionismo e filosofia, Escher e la rappresentazione di un mondo bizzarro. Per le opere di: The Munch Museum / The Munch-Ellingsen Group by SIAE 2012 Salvador Dalì, Gala-Salvador Dalì Foundation by SIAE 2012 Tutti i diritti riservati 2012, Pearson Italia, Milano - Torino Per i passi antologici, per le citazioni, per le riproduzioni grafiche, cartografiche e fotografiche appartenenti alla proprietà di terzi, inseriti in quest opera, l editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire nonché per eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione nei riferimenti. È vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, corso di Porta Romana n. 108, Milano, [email protected] e sito web Stampato per conto della casa editrice presso Grafica Veneta, Trebaseleghe (PD), Italia Ristampa Anno

6 Indice I Classici della Filosofia L Ottocento: dalla crisi dell hegelismo al positivismo UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD 4 CAPITOLO 1 Schopenhauer 5 1. Le vicende biografiche e le opere 5 2. Le radici culturali 6 3. Il «velo di Maya» 9 4. Tutto è volontà Dall essenza del mio corpo all essenza del mondo Caratteri e manifestazioni della volontà di vivere Il pessimismo 16 Dolore, piacere e noia 16 La sofferenza universale 17 L illusione dell amore La critica alle varie forme di ottimismo 19 Il rifiuto dell ottimismo cosmico 19 Il rifiuto dell ottimismo sociale 20 Il rifiuto dell ottimismo storico Le vie della liberazione dal dolore 23 L arte 24 L etica della pietà 24 L ascesi Dalla sfortuna al successo 27 Glossario e riepilogo 29 MAPPA 31 I TESTI 32 Dalla rappresentazione del mondo alla sua realtà 32 T1 Il mondo come rappresentazione 32 T2 Il mondo come volontà 34 Il pessimismo cosmico 35 T3 La vita umana tra dolore e noia 35 La liberazione dal dolore 37 T4 L ascesi 37 CAPITOLO 2 Kierkegaard Le vicende biografiche e le opere L esistenza come possibilità e fede La critica all hegelismo 43 Dal primato della Ragione al primato del singolo: l errore logico ed etico dell idealismo Gli stadi dell esistenza 44 La vita estetica e la vita etica 44 La vita religiosa L angoscia Disperazione e fede L attimo e la storia: l eterno nel tempo Eredità kierkegaardiane Kierkegaard tra irrazionalismo ed esistenzialismo 53 Glossario e riepilogo 55 MAPPA 58 I TESTI 59 Kierkegaard, «autore religioso» 59 T1 L autentica natura della vita estetica 59 T2 La concretezza dell etica 61 T3 Lo scandalo del cristianesimo 63 V

7 Indice Il concetto e l immagine I colori dell angoscia e della disperazione 66 VERIFICA 68 ON LINE Questioni (PDF) Che cos è il nichilismo? (Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger) L arte è conoscenza o dissimulazione? (Schopenhauer, Freud) Testi antologici Schopenhauer L insensatezza della volontà di vivere (Il mondo come volontà e rappresentazione) La religione (Parerga e Paralipomena) Giustizia e carità (Il mondo come volontà e rappresentazione) Kierkegaard Filosofia e fede (Postilla conclusiva non scientifica) Essenza ed esistenza (Diario) Approfondimenti Schopenhauer nella cultura moderna e contemporanea Questioni multimediali interattive La religione - Esiste Dio? La storia - Necessità e libertà nella storia Tavole rotonde L essere - Metafisica e fondamento Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video UNITÀ 2 DALLO SPIRITO ALL UOMO: FEUERBACH E MARX 72 CAPITOLO 1 La Sinistra hegeliana e Feuerbach La Destra e la Sinistra hegeliana: caratteri generali 73 Conservazione o distruzione della religione? 73 Legittimazione o critica dell esistente? Strauss, Bauer e Ruge Feuerbach 76 Vita e opere 76 Il rovesciamento dei rapporti di predicazione 76 La critica alla religione 77 La critica a Hegel 80 «L uomo è ciò che mangia»: l odierna rivalutazione del materialismo di Feuerbach 82 L importanza storica di Feuerbach 83 Glossario e riepilogo 84 MAPPA 85 I TESTI 86 L autentica natura della religione 86 T1 Cristianesimo e alienazione religiosa 86 T2 L origine della religione nella dipendenza dalla natura 87 La critica dell idealismo hegeliano 88 T3 La necessità di ricapovolgere la filosofia 89 T4 L uomo come essere naturale e sociale 90 CAPITOLO 2 Marx La vita e le opere Le caratteristiche generali del marxismo La critica al misticismo logico di Hegel La critica allo Stato moderno e al liberalismo La critica all economia borghese Il distacco da Feuerbach e l interpretazione della religione in chiave sociale 100 Glossario e riepilogo La concezione materialistica della storia 103 Dall ideologia alla scienza 103 Struttura e sovrastruttura 104 Il rapporto struttura-sovrastruttura 106 La dialettica della storia 107 La critica agli ideologi della Sinistra hegeliana Il Manifesto del partito comunista 109 Borghesia, proletariato e lotta di classe 110 La critica ai falsi socialismi 110 Glossario e riepilogo 112 VI

8 Indice 9. Il capitale 114 Economia e dialettica 114 Tra economia e filosofia: la metodologia scientifica del Capitale 115 Merce, lavoro e plusvalore 117 Tendenze e contraddizioni del capitalismo La rivoluzione e la dittatura del proletariato Le fasi della futura società comunista Il pensiero di Engels 126 Glossario e riepilogo 127 MAPPA 129 Echi del pensiero Tra uguaglianza di diritto e uguaglianza di fatto 130 I TESTI 133 Oltre Feuerbach: verso il materialismo scientifico 133 T1 Contro il «misticismo logico» 133 T2 Le tesi su Feuerbach 134 L incontro di Marx con l economia 137 T3 L alienazione 137 T4 Struttura e sovrastruttura 139 Dalla lotta di classe alla rivoluzione del proletariato 141 T5 Classi e lotta tra classi 141 T6 La rivoluzione comunista 142 Il capitale 144 T7 Il plusvalore 144 T8 Il crollo del capitalismo 146 VERIFICA 148 QUESTIONE La religione è scelta sensata o fuga illusoria da sé? Kierkegaard, Feuerbach 152 ON LINE Questioni (PDF) L arte: sovrastruttura o utopia? (Marx, Lukács, Adorno) Testi antologici Feuerbach Desideri umani e divinità (L essenza della religione) Marx Critica dello Stato moderno (Sulla questione ebraica) Marx-Engels Dall ideologia alla scienza (L ideologia tedesca) La critica al socialismo utopistico (Manifesto del partito comunista) Questioni multimediali interattive La religione - Esiste Dio? Lo Stato e la politica - L eguaglianza Lo Stato e la politica - Democrazia formale e sostanziale Tavole rotonde Lo Stato e la politica - Liberalismo e socialismo La storia - La storia ha un senso? Percorsi disciplinari La storia - La storia ha un senso? Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video UNITÀ 3 SCIENZA E PROGRESSO: IL POSITIVISMO 158 CAPITOLO 1 Il positivismo sociale Caratteri generali e contesto storico del positivismo europeo Positivismo, Illuminismo e Romanticismo Le varie forme di positivismo La filosofia sociale in Francia 164 Saint-Simon 164 Fourier e Proudhon Comte 166 La vita e le opere 166 La legge dei tre stadi e la classificazione delle scienze 167 La sociologia 170 La dottrina della scienza 171 Empirismo e razionalismo in Comte 172 La divinizzazione della storia dell uomo 173 Glossario e riepilogo 174 VII

9 Indice 6. Il positivismo utilitaristico inglese 176 Malthus e Ricardo 176 Bentham e James Mill John Stuart Mill 178 Logica 178 Economia e politica Il positivismo sociale in Italia: Cattaneo 182 MAPPA 183 I TESTI 184 Comte: dal sistema metafisico al sistema positivo 184 T1 Lo stadio positivo: dalle cause alle leggi 184 John Stuart Mill: una logica che abbracci anche le «scienze morali» 186 T2 Perché le scienze umane sfuggono al metodo sperimentale 186 CAPITOLO 2 Il positivismo evoluzionistico Le radici della dottrina Darwin e la teoria dell evoluzione Spencer 191 L ispirazione fondamentale 191 La dottrina dell Inconoscibile e i rapporti tra scienza e religione 192 La teoria dell evoluzione 194 Biologia, psicologia e teoria della conoscenza 195 Sociologia e politica 196 L etica evoluzionistica 198 Glossario e riepilogo Ardigò 201 VERIFICA 203 TAVOLA ROTONDA La felicità e i suoi strumenti Bentham, John Stuart Mill, Marx 206 QUESTIONE Il progresso è illusione o realtà? Schopenhauer, Comte 210 ON LINE Testi antologici Saint-Simon Gli oziosi e i produttori (Parabola) Fourier Apologia delle passioni (Teoria dei quattro movimenti) Proudhon La proprietà è un furto (Che cos è la proprietà) Approfondimenti L importanza del positivismo nella cultura moderna Spencer nella storia Scheda filmica Jurassic Park Questioni multimediali interattive La conoscenza e la scienza - Induzione e deduzione Tavole rotonde Il bene e il male - Il bene e l utile Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video Tra Ottocento e Novecento: la reazione al positivismo e la crisi delle scienze UNITÀ 4 LA REAZIONE AL POSITIVISMO: DA BERGSON A WEBER 218 CAPITOLO 1 Lo spiritualismo e Bergson La reazione anti-positivistica 219 VIII

10 Indice 2. Lo spiritualismo: caratteri generali La filosofia dell azione e il modernismo 221 La concezione pratica della coscienza 221 Coscienza, azione e religione Bergson 223 Vita e scritti 223 Tempo e durata 224 L origine dei concetti di tempo e durata 225 La polemica con Einstein 226 La libertà e il rapporto tra spirito e corpo 227 Lo slancio vitale 228 Istinto, intelligenza e intuizione 230 Società, morale e religione 231 Glossario e riepilogo 232 MAPPA 234 I TESTI 235 La riflessione sulla libertà 235 T1 La libertà come espressione dell io 235 La prospettiva evoluzionistica 237 T2 Lo slancio vitale 238 Dalla biologia alla sociologia 239 T3 Società chiusa e società aperta 239 Il concetto e l immagine L evanescenza del tempo tra impressionismo e filosofia 242 CAPITOLO 2 Il neocriticismo e lo storicismo Il neocriticismo 244 Caratteri generali 244 Le scuole più significative Cassirer 246 L uomo come animale simbolico 246 Il mito 247 La scienza come forma simbolica: neokantismo e fisica contemporanea Lo storicismo tedesco 249 Glossario e riepilogo Dilthey 250 Le scienze dello spirito e la teoria del comprendere storico 251 Le strutture del mondo storico 252 La filosofia e le sue forme 253 Glossario e riepilogo Gli sviluppi dello storicismo tedesco 256 La filosofia della vita di Simmel 256 Il tramonto dell Occidente di Spengler e la critica di Toynbee 257 Troeltsch e Meinecke 258 Glossario e riepilogo 259 MAPPA 259 CAPITOLO 3 Weber Vita e scritti La metodologia delle scienze storico-sociali 261 L individualità e il valore dell oggetto storico 261 L avalutatività delle scienze storico-sociali 264 La struttura logica della causalità storica e i giudizi di possibilità oggettiva 266 La teoria dei tipi ideali 268 Glossario e riepilogo Il «Marx della borghesia» 271 I limiti del materialismo storico 271 Religione ed economia La sociologia 273 La tipologia dell agire sociale 273 La tipologia del potere Il «disincantamento del mondo» e le antinomie della modernità Il significato della scienza Politica e morale: etica della convinzione ed etica della responsabilità Il conflitto dei valori 280 Glossario e riepilogo 281 MAPPA 283 I TESTI 284 La nuova concezione delle scienze sociali 284 T1 L oggettività della sociologia 284 VERIFICA 287 QUESTIONE Nella vita sociale l economia è determinante o solo rilevante? Marx, Weber 292 IX

11 Indice ON LINE Testi antologici Bergson Una filosofia progressiva (Introduzione alla metafisica) Analisi e intuizione (Introduzione alla metafisica) Questioni multimediali interattive La psiche - La memoria e l oblio La storia - Memoria, caducità e storia Tavole rotonde La storia - La memoria e l attesa Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video UNITÀ 5 LO SPIRITO E L AZIONE: IL NEOIDEALISMO E IL PRAGMATISMO 298 CAPITOLO 1 La ripresa dell idealismo e il neoidealismo italiano Caratteri generali dell idealismo L idealismo inglese e americano L idealismo italiano Croce 302 Vita e scritti 302 I conti con Hegel 304 Le forme e i gradi dello Spirito 305 La circolarità dello Spirito 306 L estetica 307 La logica 312 La «filosofia della pratica» 314 La teoria della storia 317 Glossario e riepilogo 319 MAPPA Gentile 325 Vita e scritti 325 L attualismo 325 Logo astratto e logo concreto 328 Arte, religione e scienza 329 L inattualità dell arte e della religione 330 L unità-distinzione dello Spirito e la polemica con Croce 331 Filosofia, storia della filosofia e storia 332 Lo Stato etico 333 Attualismo e fascismo: un tema di rinnovato interesse 335 Filosofia, educazione e scuola 336 Glossario e riepilogo 338 MAPPA 341 Echi del pensiero Storiografia e vita 342 I TESTI 344 Croce 344 T1 Il sistema dello Spirito 344 T2 L identità di filosofia e storia 345 Gentile 346 T3 L attualismo 347 T4 La concezione dello Stato 348 CAPITOLO 2 Il pragmatismo Caratteri generali Peirce 352 Il metodo della ragione 352 L abduzione e la semiotica James 353 Glossario e riepilogo Vailati Unamuno Dewey 357 Vita, scritti e formazione 358 Esperienza, storia e natura 358 La problematicità della vita e la «fallacia filosofica» 360 La logica strumentalistica 361 Natura, esperienza e valori 362 Arte e filosofia 363 Educazione, scienza e democrazia 364 Glossario e riepilogo 365 MAPPA 367 I TESTI 368 Peirce 368 T1 La fallibilità del metodo scientifico 368 X

12 Indice James 370 T2 La concezione pragmatica della verità 370 Dewey 372 T3 La globalità dell esperienza 372 VERIFICA 374 TAVOLA ROTONDA La libertà e i suoi limiti, ovvero il rapporto individuo-stato John Stuart Mill, Croce, Gentile 378 ON LINE Testi antologici Croce L arte (Breviario di estetica) Il concetto (Logica come scienza del concetto puro) Questioni multimediali interattive La conoscenza e la scienza - Induzione e deduzione La psiche - Coscienza e comportamento Tavole rotonde L essere - Essere, nulla, differenza Le forme del bello - Estetica e filosofia Lo Stato e la politica - Individuo e Stato La storia - La storia ha un senso? Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video UNITÀ 6 LA CRISI DELLE CERTEZZE FILOSOFICHE: NIETZSCHE 383 CAPITOLO 1 La demistificazione delle illusioni della tradizione Vita e scritti Le edizioni delle opere Filosofia e malattia Nazificazione e denazificazione Le caratteristiche del pensiero e della scrittura di Nietzsche Le fasi del filosofare nietzscheano Il periodo giovanile 392 Tragedia e filosofia 392 Storia e vita 395 Glossario e riepilogo Il periodo illuministico 399 Il metodo genealogico 399 La filosofia del mattino 400 La morte di Dio e la fine delle illusioni metafisiche 400 Glossario e riepilogo 406 I TESTI 407 Il segreto della tragedia attica 407 T1 Apollineo e dionisiaco 407 L illuminismo critico di Nietzsche 408 T2 Scienza e verità 408 CAPITOLO 2 Il periodo di Zarathustra e l ultimo Nietzsche Il periodo di Zarathustra 410 La filosofia del meriggio 410 Il superuomo 411 L eterno ritorno 413 Glossario e riepilogo L ultimo Nietzsche 417 Il crepuscolo degli idoli etico-religiosi e la trasvalutazione dei valori 417 La volontà di potenza 419 Il problema del nichilismo e del suo superamento 422 Il prospettivismo 425 Glossario e riepilogo 428 MAPPA 430 I TESTI 431 Da Così parlò Zarathustra 431 T1 Il superuomo e la fedeltà alla terra 431 Da Al di là del bene e del male 432 T2 La morale dei signori e quella degli schiavi 433 T3 Volontà di potenza e filosofia 434 XI

13 Indice VERIFICA 436 QUESTIONE La memoria è per o contro la vita? Bergson, Nietzsche 440 ON LINE Questioni (PDF) Che cos è il nichilismo? (Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger) Testi antologici Nietzsche Contro lo storicismo (Considerazioni inattuali) Critica della democrazia (Al di là del bene e del male) Le forme del nichilismo (Frammenti postumi, ) Schede filmiche The Departed Questioni multimediali interattive La religione - Esiste Dio? La storia - Necessità e libertà nella storia La religione - Dio e il male Tavole rotonde La religione - Paganesimo e cristianesimo Percorsi disciplinari Le forme del bello - Arte e verità Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video UNITÀ 7 LA CRISI DEI FONDAMENTI E LA NASCITA DELLA PSICOANALISI 446 CAPITOLO 1 La crisi dei fondamenti fisico-matematici La pluralità delle geometrie Il problema dei fondamenti 448 Il riduzionismo 449 Il logicismo 450 L intuizionismo e il formalismo 452 Il teorema di Gödel e i limiti del pensiero logico-matematico La nascita di una nuova fisica 454 La teoria del campo elettromagnetico 454 Verso la relatività 455 La teoria della relatività 456 La teoria dei quanti 459 Il concetto e l immagine Escher e la rappresentazione di un mondo bizzarro 462 CAPITOLO 2 La rivoluzione psicoanalitica Freud 464 Vita e opere 464 Dagli studi sull isteria alla psicoanalisi 465 La realtà dell inconscio e le vie per accedervi 466 La scomposizione psicoanalitica della personalità 468 I sogni, gli atti mancati e i sintomi nevrotici 469 La teoria della sessualità e il complesso edipico 470 La teoria psicoanalitica dell arte 472 La religione e la civiltà 474 Glossario e riepilogo Gli sviluppi della psicoanalisi 476 Adler 476 Jung 477 Glossario e riepilogo 478 MAPPA 479 Echi del pensiero Freud e gli effetti della censura 480 I TESTI 482 Le profondità dell io 482 T1 L Es, ovvero la parte oscura dell uomo 482 L inconscio nel quotidiano 483 T2 La lettura analitica di un atto mancato 483 Dalla mente alla società 486 T3 Pulsioni, repressione e civiltà 486 XII

14 Indice VERIFICA 488 TAVOLA ROTONDA Il sospetto sulla coscienza Marx, Nietzsche, Freud 492 ON LINE Questioni (PDF) L arte è conoscenza o dissimulazione? (Schopenhauer, Freud) Testi antologici Freud I quadri di Leonardo (Un ricordo d infanzia di Leonardo da Vinci) Schede filmiche La donna che visse due volte Questioni multimediali interattive La psiche - La psicoanalisi è una scienza? La psiche - La memoria e l oblio La psiche - Il mito Tavole rotonde La logica e la matematica - Al limite del senso: il paradosso La logica e la matematica - La fondazione della matematica La conoscenza e la scienza - Scienza e filosofia La psiche - L io tra identità privata e riconoscimento sociale Percorsi disciplinari L universo fisico - L esplorazione dell universo e delle sue leggi Schemi interattivi Esercizi interattivi Mappe interattive Video Indice delle voci dei Glossari 497 Indice dei nomi 500 Referenze bibliografiche dei testi citati nelle rubriche 504 Indice delle illustrazioni e referenze fotografiche 506 XIII

15 I TEMPI E I LUOGHI DELLA FILOSOFIA L Ottocento: dalla crisi dell hegelismo al positivismo Bentham >>>>>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Saint-Simon >>>>>>>>>>>>> ( ) Malthus >>>>>>>>>>>>>> ( ) Ricardo >>>>>>>>>>>> ( ) Fourier >>>>>>>>>>>>>>> ( ) J. Mill >>>>>>>>>>>>>> ( ) SCHOPENHAUER >>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Comte >>>>>>>>>>>>>>> ( ) Cattaneo >>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Ruge >>>>>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Feuerbach >>>>>>>>>>>>>>>> ( ) J.S. Mill >>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Strauss >>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Proudhon >>>>>>>>>>>>>> ( ) Bauer >>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Darwin >>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) KIERKEGAARD >>>>>>>>>> ( ) MARX >>>>>>>>>>>>>>>> ( ) Engels >>>>>>>>>>>>>>>>>> ( ) >>>>>>>>>>>>>>>>>>>> >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Spencer ( ) Ardigò ( ) 2

16 Edimburgo Kierkegaard Copenaghen Spencer Schopenhauer Derby Oxford J. S. Mill OCE A NO A T L A N T ICO Cambridge Londra Engels Danzica Amburgo Berlino Barmen Colonia Bruxelles REGNO DI PRUSSIA Gottinga Jena Dresda Francoforte Treviri Heidelberg Parigi Erlangen Marx REGNO DI FRANCIA Feuerbach Tubinga Landshut IMPERO D AUSTRIA Milano Montpellier Avignone Comte Madrid REGNO DI SPAGNA Roma Napoli IL periodo che va dalla Rivoluzione francese (1789) all unificazione della Germania (1871) può essere considerato come un unica «grande rivoluzione» (secondo la definizione dello storico inglese Eric J. Hobsbawm), che segna il trionfo del capitalismo industriale e l ascesa della borghesia liberale. Lo slancio progressista della nuova classe dominante si riverbera, nella maggior parte dei pensatori ottocenteschi, in una concezione della storia come luogo di evoluzione e di emancipazione, che si coniuga con la reazione all hegelismo. All ottimismo del sistema hegeliano (che domina la prima metà dell Ottocento), nella seconda metà del secolo fanno dunque eco il materialismo antropologico e storico di Feuerbach e Marx con la loro fiducia nella capacità umana di trasformare la società e il positivismo, che, impostosi in un primo tempo in Francia con Comte, si diffonde poi in Inghilterra, dove il nuovo pensiero evoluzionistico di Darwin e Spencer costituisce il tentativo di far corrispondere al primato economico del mondo anglosassone sull Europa continentale un analoga egemonia culturale. Condividono la reazione critica all hegelismo, ma non lo spirito ottimistico dell epoca, Schopenhauer e Kierkegaard, il primo con il suo pessimismo irrazionalistico e il secondo con la sua riflessione esistenzialistica. 3

17 1UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD CAPITOLO 1 Schopenhauer CAPITOLO 2 Kierkegaard Presentandosi come l ultimo grado di sviluppo della realtà e come la parola definitiva della filosofia, l hegelismo suscita forti riserve nei pensatori contemporanei e immediatamente successivi a Hegel. La reazione anti-hegeliana trova la propria incarnazione più emblematica in Schopenhauer e in Kierkegaard. La riflessione di Schopenhauer si caratterizza per una totale opposizione alla filosofia idealistica. All ottimismo panlogistico di Hegel, cioè alla concezione della realtà come manifestazione necessaria della Ragione (dal greco pan, tutto, e lógos, ragione ), Schopenhauer contrappone un pessimismo irrazionalistico fondato su un duplice assunto: a) l essenza del mondo non è costituita dall Idea, bensì da una volontà di vivere senza ragione e senza scopo; b) la storia non è progresso continuo, ma ripetizione incessante di un immutabile dramma di dolore. Capostipite dell esistenzialismo, ovvero di un modo di fare filosofia che si concentra sulla problematica dell esistenza, Kierkegaard combatte la totalità hegeliana in nome del «singolo», cioè dell individuo concreto, che non si risolve nell infinito e nel necessario, ma vive nel finito e nel possibile, attraversato da due stati d animo tipicamente umani e rivelativi della problematicità dell esistenza: l angoscia e la disperazione. Da tale condizione l individuo può liberarsi solo constatando l inadeguatezza della vita estetica (dedita esclusivamente alla ricerca del proprio godimento) e della vita etica (incentrata sul lavoro e sugli impegni familiari), e scegliendo la vita religiosa, fondata sulla fede e sull abbandono a Dio. 4

18 CAPITOLO 1 Schopenhauer 1. Le vicende biografiche e le opere Arthur Schopenhauer nacque a Danzica il 22 febbraio 1788; suo padre era banchiere, mentre sua madre, Giovanna, una nota scrittrice di romanzi. Nella sua giovinezza viaggiò in Francia e in Inghilterra e, dopo la morte del padre, che voleva destinarlo al commercio, frequentò l Università di Gottinga, dove ebbe come maestro di filosofia Gottlob Ernst Schulze. Sulla formazione di Schopenhauer influirono le dottrine di Platone e di Kant. Nel 1811, a Berlino, egli poté assistere alle lezioni di Fichte; nel 1813 si laureò a Jena con una tesi intitolata Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente. Negli anni seguenti ( ), Schopenhauer visse a Dresda, dove lavorò alle sue prime opere. Dopo un viaggio a Roma e a Napoli, nel 1820 si abilitò alla libera docenza presso l Università di Berlino, dove tenne i suoi corsi liberi fino al 1832, senza troppo zelo e senza alcun successo. Tra il 1822 e il 1825 fu di nuovo in Italia. L epidemia di colera del 1831 lo costrinse a lasciare Berlino: si stabilì a Francoforte sul Meno, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 21 settembre Nel periodo in cui abitò a Dresda si dedicò alla composizione dello scritto Sulla vista e i colori (1816), in difesa delle dottrine scientifiche di Goethe, con il quale aveva stretto amicizia durante un soggiorno a Weimar, e preparò per la stampa la sua opera principale, Il mondo come volontà e rappresentazione, pubblicata nel dicembre del 1818, ma con la data dell anno successivo. Stabilitosi a Francoforte, pubblicò nel 1836 Sulla volontà nella natura e nel 1841 I due problemi fondamentali dell etica. L ultima opera di Schopenhauer, Parerga e paralipomena, risale al 1851: si tratta di un insieme di trattazioni e di saggi, alcuni dei quali, grazie alla forma popolare e brillante, contribuirono non poco a diffondere la sua filosofia. Essi comprendono, tra gli altri, La filosofia delle università, Aforismi sulla saggezza della vita, Pensieri su argomenti diversi. Nessun successo immediato arrise all opera di Schopenhauer: il filosofo dovette aspettare più di vent anni per pubblicare la seconda edizione de Il mondo come volontà e rappresenta- La formazione Le opere Il successo tardivo 5

19 UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD zione, che arricchì di un secondo volume di note e supplementi. L indirizzo cupo e apertamente anti-idealistico del suo pensiero, che lo rendeva inviso ai contemporanei, poté contribuire alla fortuna della sua filosofia solo dopo il 1848, in concomitanza con l ondata di pessimismo che colpì l Europa. 2. Le radici culturali Schopenhauer si pone come punto di incontro (o di scontro) tra esperienze filosofiche eterogenee: Platone, Kant, l Illuminismo, il Romanticismo, l idealismo e la spiritualità indiana. Gli influssi: Platone, Kant, l Illuminismo e il Romanticismo Di Platone lo attrae soprattutto la teoria delle idee, intese come forme eterne sottratte alla caducità dolorosa del nostro mondo. Da Kant, che egli considera il filosofo più grande e più originale della storia del pensiero, deriva l impostazione soggettivistica della gnoseologia (che in realtà è frutto di una lettura della Critica della ragion pura secondo la prospettiva dei cosiddetti seguaci immediati di Kant). Dell Illuminismo lo interessano il filone materia Eventi storici Filosofia e Scienza Arte e Letteratura Vita di Schopenhauer 1772 Trattato di Pietroburgo: Austria, Russia e Prussia si spartiscono la Polonia 1781 Kant: Critica della ragion pura 1787 Costituzione degli Stati Uniti d America 1789 Rivoluzione francese 1793 Danzica diventa prussiana 1788 Arthur Schopenhauer nasce a Danzica In Francia inizia il Terrore Trasferimento ad Amburgo 1790 Kant: Critica del Giudizio 1800 Schelling: Sistema dell idealismo trascendentale Kant: Critica della ragion pratica Fichte: Dottrina della scienza 1799 Volta inventa la pila 1787 Mozart compone il Don Giovanni 1788 A Londra nasce The Times 1789 A Berlino comincia la costruzione della Porta di Brandeburgo 1790 Goethe: Faust Arthur completa gli studi giovanili a Le Havre 1798 Goya dipinge La lampada del diavolo 1804 Napoleone imperatore 1802 Foscolo: Le ultime lettere di Jacopo Ortis 1806 Francesco I proclama l Impero d Austria 1805 Morte del padre Lungo viaggio in Europa con i genitori 1807 Decisione di riprendere gli studi 6

20 Capitolo 1 Schopenhauer listico e quello dell ideologia, da cui mutua la tendenza a considerare la vita psichica e sensoriale in termini di fisiologia del sistema nervoso; da Voltaire, in particolare, desume lo spirito ironico e brillante e la tendenza demistificatrice nei confronti delle credenze tramandate. Dal Romanticismo Schopenhauer trae alcuni temi di fondo del suo pensiero, come ad esempio l irrazionalismo, la grande importanza attribuita all arte e alla musica, e soprattutto il tema dell infinito, cioè la tesi della presenza nel mondo di un principio assoluto di cui le varie realtà sono manifestazioni transeunti. Altro motivo indubbiamente romantico è quello del dolore; tuttavia, mentre sul piano filosofico il Romanticismo mostra una tendenza globalmente ottimistica, che si concretizza in un tentativo di dialettizzare o riscattare il negativo tramite il positivo (Dio, lo Spirito, la storia, il progresso ecc.), Schopenhauer appare invece decisamente orientato a una visione pessimistica della realtà, di cui è uno dei maggiori teorici. Un ruolo di decisiva importanza, anche se indiretto, nella riflessione di Schopenhauer è quello giocato dal pensiero idealistico, autentica bestia nera per il filosofo, il quale lo indica spregiativamente con la formula «filosofia delle università», presentandolo come una Il rifiuto dell idealismo Napoleone sconfitto a Lipsia 1813 Laurea 1814 Rottura con la madre e trasferimento a Dresda 1821 Muore Napoleone 1820 Primi moti liberali a Cadice Esce Il mondo come volontà e rappresentazione 1820 Libera docenza a Berlino 1830 Moti rivoluzionari a Parigi 1831 Arthur si trasferisce a Francoforte sul Meno 1836 Esce Sulla volontà nella natura 1841 Esce I due problemi fondamentali dell etica 1848 Moti rivoluzionari nell Europa centrale 1852 Napoleone III fonda il Secondo Impero francese Guerra di Crimea 1851 Esce Parerga e paralipomena; Schopenhauer acquista fama 1860 Arthur muore a Francoforte sul Meno Canova realizza Le tre Grazie 1817 Hegel: Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio 1825 Prima linea ferroviaria in Inghilterra 1824 Beethoven compone la Nona sinfonia 1827 Manzoni: I promessi sposi 1830 Comte: Corso di filosofia positiva (vol. 1) 1831 Leopardi: Canti 1835 Daguerre scopre il procedimento fotografico 1837 Andersen: prima raccolta di Fiabe 1841 Feuerbach: L essenza del cristianesimo 1842 Gogol : Il cappotto e Le anime morte 1851 Foucault dimostra il moto di rotazione della Terra 1848 Marx ed Engels: Manifesto del partito comunista 1850 Dickens: David Copperfield 1859 Darwin: L origine delle specie 7

21 UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD posizione farisaica, che non è al servizio della verità, ma di interessi volgari quali il successo e il potere, e che si propone di giustificare sofisticamente le credenze che tornano utili alla Chiesa e allo Stato. E se a Fichte e a Schelling viene riconosciuto un certo ingegno, seppure male impiegato, Hegel viene invece descritto come un «sicario della verità», un «ciarlatano pesante e stucchevole». Nel linguaggio fiorito e pittoresco con cui Schopenhauer esprime il proprio ben poco benevolo apprezzamento per la filosofia a lui contemporanea, si manifesta infatti l esigenza, che il filosofo sente vivissima, della libertà della filosofia, in nome della quale egli si indigna di fronte alla divinizzazione dello Stato da parte di Hegel. Tuttavia, nell avversione radicale di Schopenhauer a Hegel si cercherebbe invano un autentica e puntuale contestazione delle singole tesi dell idealismo. Si trova invece una serie di insulti contro la filosofia idealistica e contro il suo impatto negativo sulla cultura dell epoca e sulla formazione dei giovani. L interesse per il pensiero orientale Nell universo spirituale di Schopenhauer, poi, un caratteristico posto di rilievo spetta alla sapienza dell antico Oriente, alla quale il filosofo fu avviato, nell ambito degli interessi orientalistici del Romanticismo, da Frederich Mayer. Il rapporto tra Schopenhauer e la tradizione filosofico-religiosa dell India è stato variamente interpretato e dibattuto dai critici, e, data la difficoltà dell argomento, costituisce tuttora un problema aperto. Tuttavia è bene ricordare che Icilio Vecchiotti, uno dei maggiori studiosi del filosofo (e conoscitore delle filosofie orientali), in una sua ricerca su tale argomento si è mostrato decisamente contrario alla tradizionale sopravvalutazione dell orientalismo di Schopenhauer e favorevole, piuttosto, a vanificare per buona parte la questione 1. La sua posizione sembra confermata da altri studi, che hanno provato come l elaborazione del pensiero di Schopenhauer si sia sviluppata prima e indipendentemente dal suo incontro con le filosofie orientali, per cui si può parlare di una sintonia (e di un accordo riscontrato successivamente), più che di un condizionamento e di una vera e propria influenza. Qualunque sia il giudizio in proposito, è comunque fuor di dubbio che Schopenhauer: a) è stato il primo filosofo occidentale a tentare il recupero di alcuni motivi del pensiero dell estremo Oriente; b) ha desunto da esso un prezioso repertorio di immagini e di espressioni suggestive, del quale ha fatto abbondante uso nei suoi scritti; c) è stato un ammiratore della sapienza orientale e un profeta del successo che tale sapienza avrebbe avuto in Occidente, al punto da scrivere: Spediamo ormai ai bramani clergymen inglesi 2 [ ] ma ci succede come a chi tira una palla contro una roccia. In India non potranno metter mai radice le nostre religioni: la sapienza originaria dell uman genere non sarà soppiantata dagli accidenti successi in Galilea 3. Viceversa torna l indiana sapienza a fluire verso l Europa, e produrrà una fondamentale mutazione del nostro sapere e pensare. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 63) 1 Cfr. I. Vecchiotti, La dottrina di Schopenhauer (nella genesi e nei suoi rapporti con la filosofia indiana), Ubaldini, Roma Intendi: inviamo ecclesiastici inglesi tra i sacerdoti indiani. 3 Cioè dalle vicende di Gesù di Nazareth, dalle quali ebbe origine la religione cristiana. 8

22 Capitolo 1 Schopenhauer 3. Il «velo di Maya» Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è la distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno, ovvero tra la cosa così come appare e la cosa in sé. Ma questa distinzione ha poco in comune con quella realmente professata da Kant: se, infatti, per quest ultimo il fenomeno era la realtà, o meglio l unica realtà accessibile alla mente umana, e il noumeno era un concetto-limite che serviva da promemoria critico, poiché rammentava all uomo i limiti della conoscenza, per Schopenhauer il fenomeno è parvenza, illusione e sogno, ovvero ciò che nell antica sapienza indiana era detto «velo di Maya», mentre il noumeno è quella realtà che si nasconde dietro l ingannevole trama del fenomeno e che il filosofo ha il compito di s-coprire. Fin da principio, quindi, Schopenhauer riconduce il concetto di fenomeno a un significato estraneo allo spirito del kantismo e, almeno in parte, vicino alla filosofia indiana e buddista, come emerge dal seguente passo, che l autore trae dagli antichi testi dei Veda e dei Purana 1 : Il fenomeno è illusione e sogno È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella [Maya] rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra che egli prende per un serpente. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 3) Come si può notare, l atmosfera orientalistico-metafisica nella quale la filosofia di Schopenhauer immerge il lettore è ben diversa da quella gnoseologico-scientifica della Critica della ragion pura. Inoltre, mentre per il criticismo il fenomeno è l oggetto della rappresentazione e (benché venga appreso tramite un corredo di forme a priori) in quanto cosa o dato materiale esiste anche fuori della coscienza, il fenomeno di cui parla Schopenhauer è la rappresentazione soggettiva, cioè esiste solo dentro la coscienza. Tant è vero che il filosofo crede di poter esprimere l essenza del kantismo con la tesi, che apre il suo capolavoro, secondo cui «il mondo è la mia rappresentazione». Per Schopenhauer questo principio è simile agli assiomi di Euclide: ognuno ne riconosce la verità appena lo intende, e uno dei grandi meriti della filosofia moderna, da Cartesio a Berkeley, è di averlo portato definitivamente alla luce. La rappresentazione ha due aspetti essenziali e inseparabili, la cui distinzione costituisce la forma generale della conoscenza: da una parte c è il soggetto rappresentante; dall altra c è l oggetto rappresentato. Soggetto e oggetto esistono soltanto come facce della stessa medaglia, ovvero entrambi come elementi imprescindibili della rappresentazione, e nessuno dei due precede o può sussistere indipendentemente dall altro. Così, se il materialismo è falso perché nega il soggetto riducendolo all oggetto o alla materia, l idealismo (quello di Fichte) è parimenti errato, in quanto compie il tentativo opposto e altrettanto impossibile di negare l oggetto riducendolo al soggetto. T1 p I Veda e i Purana sono, rispettivamente, la più antica raccolta di testi religiosi in lingua sanscrita e la più importante enciclopedia dell induismo. Il fenomeno è rappresentazione Il soggetto e l oggetto della rappresentazione ESERCIZI INTERATTIVI 9

23 UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD Le forme a priori della conoscenza Sulle orme del criticismo, anche Schopenhauer ritiene che la nostra mente o, più esattamente, il nostro sistema nervoso e cerebrale risulti corredata di una serie di forme a priori, la scoperta delle quali «è un capitale merito di Kant, un immenso merito» (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 2). Tuttavia, a differenza di Kant, Schopenhauer ammette solo tre forme a priori: spazio, tempo e causalità. Quest ultima è l unica categoria (si ricordi che Kant ne elencava dodici), sia in quanto tutte le altre sono a essa riconducibili, sia in quanto la realtà stessa dell oggetto si risolve completamente nella sua azione causale su altri oggetti. Tant è vero che dire materia, puntualizza Schopenhauer, è dire azione causale, come testimonia il sostantivo tedesco Wirklichkeit ( realtà ), che discende dal verbo wirken ( agire ). La rappresentazione, o il fenomeno, o «velo di Maya» (apparenza illusoria) consta di > soggetto («ciò che tutto conosce senza essere conosciuto da alcuno») > oggetto («ciò che viene conosciuto») e si basa sulle forme a priori di > spazio > tempo > causalità Soggetto e oggetto, costituendo le due componenti inscindibili della rappresentazione, non possono stare l uno senza l altro La causalità La causalità, afferma Schopenhauer fin dallo scritto Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente (1813), assume forme diverse a seconda degli ambiti in cui opera, manifestandosi come necessità fisica, logica, matematica e morale, ovvero come principio del divenire (che regola i rapporti tra gli oggetti naturali), del conoscere (che regola i rapporti tra premesse e conseguenze), dell essere (che regola i rapporti spazio-temporali e le connessioni aritmetico-geometriche) e dell agire (che regola le connessioni tra un azione e i suoi motivi). La vita è un sogno ingannevole Il principio di ragion sufficiente assume forme diverse in relazione > al divenire (= necessità fisica: rapporti causali tra oggetti) > al conoscere (= necessità logica: rapporti tra premesse e conseguenze) > all essere (= necessità matematica: rapporti spazio-temporali e aritmetico-geometrici) > all agire (= necessità morale: rapporti tra motivazioni e azioni) Poiché Schopenhauer paragona le forme a priori a vetri sfaccettati, attraverso cui la visione delle cose si deforma, egli considera la rappresentazione come una fantasmagoria ingannevole, traendo la conclusione che «la vita è sogno», cioè un tessuto di apparenze, una sorta di incantesimo che la rende simile agli stati onirici. Andando alla ricerca di precedenti illustri di questa intuizione, Schopenhauer cita: a) la filosofia dei Veda, per cui l esistenza comune è una sorta di illusione ottica; 10

24 Capitolo 1 Schopenhauer b) Platone, il quale dice spesso «che gli uomini non vivono che in un sogno»; c) Pindaro, il quale afferma che «l uomo è il sogno di un ombra»; d) Sofocle, che paragona gli individui a «simulacri e ombre leggere»; e) Shakespeare, il quale scrive che «noi siamo di tale stoffa, come quella di cui son fatti i sogni, e la nostra breve vita è chiusa in un sonno»; f) Calderón de la Barca, autore del noto dramma La vida es sueño (La vita è sogno, 1635). Al di là del sogno e della trapunta arabescata del fenomeno, esiste però la realtà, quella vera, riguardo alla quale l uomo, o meglio il filosofo che è nell uomo, non può fare a meno di interrogarsi. Infatti, sostiene Schopenhauer, l uomo è un «animale metafisico», che, a differenza degli altri esseri viventi, è portato a stupirsi della propria esistenza e a interrogarsi sull essenza ultima della vita. Ciò avviene in misura proporzionale a quella della sua intelligenza: L inclinazione metafisica dell uomo Nessun essere, eccetto l uomo, si stupisce della propria esistenza; per tutti gli animali essa è una cosa che si intuisce per se stessa, nessuno vi fa caso [ ]. Quanto più in basso si trova un uomo nella scala intellettuale, tanto meno misteriosa gli appare la stessa esistenza: gli sembra piuttosto che il tutto, così com è, si comprenda da sé [ ]. Al contrario, la meraviglia filosofica [ ] è condizionata da uno svolgimento superiore dell intelligenza, ma non da questo soltanto: senza dubbio è anche la conoscenza della morte, e con essa la considerazione del dolore e della miseria della vita, ciò che dà il più forte impulso alla riflessione filosofica e alle spiegazioni metafisiche del mondo. Se la nostra vita fosse senza fine e senza dolore, forse non verrebbe in mente a nessuno di chiedersi perché il mondo esista e perché sia fatto così com è fatto [ ]. (Supplementi al Mondo come volontà e rappresentazione, cap. XVII) 4. Tutto è volontà Schopenhauer presenta la propria filosofia come un integrazione necessaria alla filosofia di Kant: egli si vanta infatti di aver individuato quella via d accesso al noumeno che l autore della Critica della ragion pura aveva precluso. Ma se la mente è chiusa nell orizzonte della rappresentazione, com è possibile lacerare il velo di Maya e trovare il filo d Arianna necessario per orientarci nel labirinto del relativo e attingere l assoluto? Dove possiamo trovare quel passaggio segreto che ci consentirà di introdurci nella fortezza della cosa in sé? Se noi fossimo soltanto conoscenza e rappresentazione, o una «testa d angelo alata, senza corpo», argomenta Schopenhauer, non potremmo uscire dal mondo fenomenico, ossia dalla rappresentazione puramente esteriore di noi e delle cose. Ma poiché siamo dati a noi medesimi non solo come rappresentazione, ma anche come corpo, non ci limitiamo a vederci dal di fuori, bensì ci viviamo anche dal di dentro, godendo e soffrendo. Ed è proprio quest esperienza di base, simile a un raggio di sole che penetra oltre la nuvola, che permette all uomo di squarciare il velo del fenomeno e di afferrare la cosa in sé. Infatti, ripiegandoci su noi stessi, ci rendiamo conto che l essenza profonda del nostro io, o meglio la cosa in sé del nostro essere globalmente considerato, è la brama, o la volontà di vivere (Wille zum Leben), cioè un impulso prepotente e irresistibile che ci spinge a esistere e ad agire. Più che intelletto o conoscenza, quindi, noi siamo vita e volontà di vivere, Come lacerare il velo di Maya? La scoperta, dentro di sé, della volontà di vivere 11

25 UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD e il nostro stesso corpo non è che la manifestazione esteriore dell insieme delle nostre brame interiori: l apparato digerente non è che l aspetto fenomenico della volontà di nutrirsi, l apparato sessuale non è che l aspetto oggettivato della volontà di accoppiarsi e di riprodursi, e così via. E l intero mondo fenomenico non è altro che il modo in cui la volontà si manifesta o si rende visibile a se stessa nella rappresentazione spazio-temporale. Da ciò il titolo del capolavoro di Schopenhauer: Il mondo come volontà e rappresentazione. T2 p. 34 Le immagini utilizzate da Schopenhauer La volontà come radice noumenica dell universo Per esprimere il concetto di questa supremazia della volontà, Schopenhauer ricorre a una serie eloquente di immagini, scrivendo che il rapporto tra la volontà e l intelletto, tra la volontà e il corpo, tra la volontà e il fenomeno in generale, è lo stesso che intercorre tra il padrone e il servo, tra l uomo e lo strumento, tra il cavaliere e il cavallo, tra il fabbro e il martello, tra il sole e la luna, tra il cuore e il cervello. Fondandosi sul principio di analogia, Schopenhauer afferma poi che la volontà di vivere non è soltanto la radice noumenica dell uomo, ma anche l essenza segreta di tutte le cose, ossia la cosa in sé dell universo, finalmente svelata: essa è l intimo essere, il nocciolo di ogni singolo, ed egualmente del Tutto. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 21) Infatti la volontà di vivere pervade ogni essere della natura, sia pure in forme distinte e secondo gradi di consapevolezza diversi, che vanno da quelli della materia organica, in cui si manifesta in modo inconscio, fino a quelli dell uomo, in cui risulta pienamente consapevole. CONCETTI A CONFRONTO SCHEMA INTERATTIVO in Kant è noumeno La cosa in sé in Schopenhauer è noumeno in quanto contrapposto al in quanto contrapposto alla fenomeno, cioè alla realtà quale oggetto di conoscenza da parte di un soggetto rappresentazione, cioè alla percezione illusoria e soggettiva della realtà è la realtà considerata indipendentemente da come viene conosciuta è un concetto-limite, che ci rammenta i confini della conoscenza umana è inconoscibile è la realtà considerata al di là di ciò che appare è la realtà autentica, che si cela dietro le apparenze fenomeniche è conoscibile 12

26 Capitolo 1 Schopenhauer 5. Dall essenza del mio corpo all essenza del mondo Ma come si arriva, in concreto, ad affermare che la volontà è l essenza del mondo intero? Che cosa rende possibile questa estensione della mia essenza a essenza del mondo? Quando io vivo il mio corpo, invece di renderlo un oggetto tra gli altri, lo sottraggo all approccio fenomenizzante, cioè smetto di usare spazio, tempo e causalità. In tal modo mi privo degli strumenti che individuano gli oggetti, cioè che pongono i fenomeni come una molteplicità di cose distinte (infatti, secondo Schopenhauer, il principio di individuazione consiste proprio nell apparato di forme e categorie attraverso il quale il soggetto si rappresenta gli oggetti). Per questo l essenza che riscontro nel mio corpo non è più soltanto del mio corpo, perché ha perso i limiti dell individualità. E per questo è corretto parlare di fenomeni al plurale (in quanto spazio e tempo distinguono le cose molteplici che riscontriamo in ambito fenomenico), ma di noumeno al singolare, perché in quest ambito non operano né lo spazio, né il tempo. Ecco perché, una volta individuata la volontà come essenza noumenica del mio corpo, so che tale essenza non si può riferire solo al mio corpo, ma deve essere l essenza profonda dell intera realtà. Tra i molti temi della filosofia di Schopenhauer che hanno recentemente attirato l attenzione degli studiosi (approssimativamente negli ultimi vent anni), quello del corpo, o dell io, sembra godere di particolare attualità. L io, per Schopenhauer, non è la coscienza della metafisica tradizionale, né un principio astratto e universale come la Ragione degli idealisti, né il soggetto trascendentale di Kant. Piuttosto, l io schopenhaueriano si qualifica come la coincidenza di coscienza, volontà e corpo: non vi è dunque, in tale prospettiva, la rinuncia ad alcuna delle componenti umane, che vengono invece viste nella loro indisgiungibile unità. Così, se tra i critici non manca chi imputa a Schopenhauer di aver fuso corpo e coscienza senza un adeguata mediazione, altri hanno invece trovato proprio in questa concezione la rivalutazione dell individuo nella sua interezza, una riscoperta dell uomo nella pienezza delle sue facoltà. Oltre i fenomeni, verso il solo noumeno L attualità della concezione dell io 6. Caratteri e manifestazioni della volontà di vivere Essendo al di là del fenomeno, la volontà di vivere presenta, per Schopenhauer, caratteri contrapposti a quelli del mondo della rappresentazione, in quanto, come abbiamo detto, si sottrae alle forme proprie di quest ultimo (spazio, tempo e causalità). Innanzitutto, la volontà primordiale è inconscia, poiché la consapevolezza e l intelletto ne costituiscono soltanto delle possibili manifestazioni secondarie. Il termine volontà, preso in senso metafisico-schopenhaueriano, non significa dunque volontà cosciente, ma indica il concetto più generale di energia, o impulso (e in questo senso si comprende perché Schopenhauer attribuisca la volontà anche alla materia inorganica e ai vegetali). La volontà è inconscia 13

27 UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD unica eterna incausata e senza scopo QUESTIONE MULTIMEDIALE La storia Necessità e libertà nella storia In secondo luogo, come abbiamo visto più nel dettaglio nel paragrafo precedente, la volontà risulta unica, poiché esistendo al di fuori dello spazio e del tempo, che hanno la prerogativa di dividere e di moltiplicare gli enti, si sottrae costituzionalmente a ciò che i filosofi del Medioevo chiamavano «principio di individuazione»: la volontà non è qui più di quanto non sia là, così come non è oggi più di quanto non sia stata ieri o possa essere domani. Essa, dice Schopenhauer, è in una quercia come in un milione di querce. Essendo oltre la forma del tempo, la volontà è anche eterna e indistruttibile, ossia un principio senza inizio, né fine. Per questo Schopenhauer scrive che «alla volontà è assicurata la vita» e paragona il perdurare dell universo nel tempo a un «meriggio eterno senza tramonto refrigerante», oppure all «arcobaleno sulla cascata», non toccato dal fluire delle acque (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 54). Essendo al di là della categoria di causa, e quindi di ciò che Schopenhauer denomina «principio di ragione», la volontà si configura anche come una forza libera e cieca, ossia come energia incausata, senza un perché e senza uno scopo. Infatti noi possiamo cercare la ragione di questa o di quella manifestazione fenomenica della volontà, ma non della volontà in se stessa, esattamente come possiamo chiedere a un uomo perché voglia questo o quello, ma non perché voglia in generale. Tant è che a quest ultima domanda l individuo non potrebbe che rispondere: «voglio perché voglio», ossia (traducendo la frase in termini filosofici) «voglio perché c è in me una volontà irresistibile che mi spinge a volere». La volontà primordiale non ha alcuna meta oltre se stessa: la vita vuole la vita, la volontà vuole la volontà, e qualunque motivazione o scopo cadono entro l orizzonte del vivere e del volere (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 29). > inconscia (impulso inconsapevole) TESTO ANTOLOGICO Schopenhauer L insensatezza della volontà di vivere (Il mondo come volontà e rappresentazione) La volontà di vivere, ovvero l essenza segreta del mondo, è > unica (al di là del principio di individuazione) > eterna (al di là del tempo) > incausata (al di là della causalità) > senza scopo (forza cieca senza meta) energia a-logica e irrazionale La crudele verità sul mondo QUESTIONE (PDF) Che cos è il nichilismo? (Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger) Miliardi di esseri (vegetali, animali, umani) non vivono dunque che per vivere e continuare a vivere. È questa, secondo Schopenhauer, l unica crudele verità sul mondo, anche se gli uomini hanno cercato per lo più di mascherarne la terribile evidenza postulando un Dio al quale finalizzare la loro vita e in cui trovare un senso per le loro azioni (peraltro escludendo da tale investitura di senso gli altri esseri viventi, che nelle religioni e nelle filosofie occidentali sembrano essere una semplice cornice per i destini umani). Ma Dio, nell universo doloroso di Schopenhauer, non può esistere (v. p. 20) e l unico assoluto è la volontà stessa, i cui caratteri di fondo, cioè il fatto di essere unica, eterna e incausata, sono, non a caso, i caratteri che da sempre i filosofi hanno conferito a Dio e con cui soprattutto i Romantici hanno caratterizzato l infinito. 14

28 Capitolo 1 Schopenhauer Schopenhauer ritiene che l unica e infinita volontà di vivere si manifesti nel mondo fenomenico attraverso due fasi logicamente distinguibili: a) nella prima, la volontà si oggettiva in un sistema di forme immutabili, a-spaziali e a- temporali, che egli chiama platonicamente idee e che considera alla stregua di archetipi del mondo; b) nella seconda, la volontà si oggettiva nei vari individui del mondo naturale, che sono nient altro che la moltiplicazione, vista attraverso il prisma dello spazio e del tempo, delle idee. Tra gli individui e le idee esiste un rapporto di copia-modello, per cui i singoli esseri risultano semplici riproduzioni dell unico prototipo originario che è l idea. Le oggettivazioni della volontà: le idee e le realtà naturali Gradi di oggettivazione della volontà > idee (eterne) = archetipi > realtà naturali (spazio-temporali) = dalle forze della natura all uomo L individuo (il finito) è manifestazione transeunte della volontà (l infinito) Il mondo delle realtà naturali si struttura a propria volta in una serie di gradi disposti in ordine ascendente: il grado più basso dell oggettivazione della volontà è costituito dalle forze generali della natura, i gradi superiori dalle piante e dagli animali. Questa sorta di piramide cosmica culmina nell uomo, nel quale la volontà diviene pienamente consapevole. Ma ciò che essa acquista in coscienza, perde in sicurezza: come guida della vita, infatti, la ragione è meno efficace dell istinto, e questo è il motivo per cui Schopenhauer afferma che l uomo, in un certo senso, è un «animale malaticcio». Ragione e istinto in Hegel L essenza della realtà in Schopenhauer CONCETTI A CONFRONTO SCHEMA INTERATTIVO è l Idea è la Volontà di vivere cioè cioè un unico Pensiero o Ragione che tende a realizzare e conoscere se stessa si articola in tre momenti: idea in sé e per sé (pura) idea fuori di sé (concretizzata nella natura) idea tornata in sé (autocoscienza umana) un unica Forza irrazionale che anima ciecamente il Tutto si manifesta in tre momenti: le idee (modelli eterni della realtà) la gerarchia degli enti naturali la volontà autoconsapevole nell uomo 15

29 UNITÀ 1 CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD 7. Il pessimismo Dolore, piacere e noia Volere è soffrire Il piacere è cessazione del dolore Il carattere negativo dell umana felicità Affermare che l essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire, secondo Schopenhauer, che la vita è dolore per essenza. Infatti, volere significa desiderare e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa che si vorrebbe avere. Per definizione, quindi, il desiderio è assenza, vuoto e indigenza, ossia dolore. E poiché nell uomo la volontà è più cosciente, e quindi più affamata, che negli altri esseri, proprio l uomo risulta il più bisognoso e mancante tra loro, destinato a non trovare mai un appagamento verace e definitivo: Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa dà fine l appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all infinito; l appagamento è breve e misurato con mano avara. Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole [ ] bensì rassomiglia soltanto all elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 38) Per di più, ciò che gli uomini chiamano godimento (fisico) o gioia (psichica) non è altro, come avevano già sostenuto Pietro Verri e Giacomo Leopardi 1, che una cessazione di dolore, ossia lo scaricarsi di una tensione preesistente: perché ci sia piacere argomenta infatti Schopenhauer bisogna per forza che ci sia uno stato precedente di tensione o di dolore (ad esempio, il godimento del bere presuppone la sofferenza della sete). La stessa cosa non vale per il dolore, che non può affatto essere ridotto, con un puro gioco dialettico di parole, a cessazione di piacere: un individuo può sperimentare una catena di dolori, senza che questi siano preceduti da altrettanti piaceri, mentre ogni piacere nasce solo come cessazione di una qualche preesistente tensione fisica o psichica. Detto negli incisivi termini figurati di una battuta (poco nota) tratta da Parerga e paralipomena: «non v è rosa senza spine, ma vi sono parecchie spine senza rose!» (II, 385). Pertanto, mentre il dolore, identificandosi con il desiderio, che è la struttura stessa della vita, è un dato primario e permanente, il piacere è solo una funzione derivata del dolore, che vive unicamente a spese di esso. Infatti il piacere riesce a vincere il dolore solo a patto di annullare se stesso, poiché, non appena viene meno lo stato di tensione del desiderio, cessa anche la possibilità del godimento: Che ogni felicità sia di natura negativa soltanto, e non positiva [ ] ne abbiamo una prova anche in quello specchio fedele dell essenza del mondo e della vita che è l arte, soprattutto nella poesia. Ogni poesia epica o drammatica può in ogni caso rappresentare soltanto uno sforzo, un aspirazione attiva, una lotta per la conquista della felicità, e non mai la felicità 1 Sebbene Schopenhauer non citi esplicitamente Verri, è quasi certo che il suo Discorso sull indole del piacere e del dolore (1773) gli fosse noto. Il filosofo nomina invece Leopardi, manifestando grande considerazione per «l italiano» che aveva saputo rappresentare in maniera «profonda» il dolore. 16

30 Capitolo 1 Schopenhauer stessa durevole e compiuta. Essa conduce il suo eroe attraverso mille difficoltà e pericoli sino alla meta: non appena questa è raggiunta, subito lascia cadere il sipario. Null altro, infatti, le resterebbe, se non mostrare che la luminosa meta, nella quale l eroe sognava di trovare la felicità, ha beffato anche lui, di modo che, quando l ha raggiunta, egli non si trova meglio di prima. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 58) Accanto al dolore, che è una realtà durevole, e al piacere, che è qualcosa di momentaneo, Schopenhauer pone, come terza situazione di base dell esistenza umana, la noia, la quale subentra quando viene meno l aculeo del desiderio (quando «il possesso disperde l attrazione»), oppure quando cessano il frastuono delle attività e il pungolo delle preoccupazioni. La vita umana, conclude Schopenhauer, è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando attraverso l intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia. T3 p. 35 Ma se il dolore costituisce la legge profonda della vita (tant è che «nessuno si è mai veramente sentito felice nel presente, a meno che non fosse ubriaco»), ciò che distingue le situazioni e i casi umani sono solo il diverso modo o le diverse forme in cui tale dolore si manifesta, ovvero variando secondo età e circostanze, come istinto sessuale, appassionato amore, gelosia, invidia, odio, paura, ambizione, avarizia, infermità ecc. E se finalmente non riesca a trovar via in nessun altra forma, viene sotto la malinconia, grigia veste del tedio e della noia. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 57) Tra dolore e noia ESERCIZI INTERATTIVI Volontà > desiderio, mancanza, dolore Piacere Il pendolo della vita oscilla tra > cessazione momentanea del dolore > desiderio e dolore > sazietà e noia Vivere è soffrire «Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole» La sofferenza universale Poiché la volontà di vivere, che è tensione perennemente insoddisfatta e sempre rinnovantesi, si manifesta in tutte le cose sotto forma di una vera e propria Sehnsucht (desiderio inappagato) cosmica, il dolore non riguarda soltanto l uomo, ma investe ogni creatura. Tutto soffre: dal fiore che appassisce per mancanza d acqua all animale ferito, dal bimbo che nasce al vecchio che muore. E se l uomo, in cui si riassume e si potenzia il male del mondo, soffre di più rispetto alle altre creature, è semplicemente perché egli, avendo maggior consapevolezza, è destinato a sentire in modo più accentuato la spinta della volontà e a patire maggiormente l insoddisfazione dei propri desideri e l offesa dei dolori. Tutto soffre: il pessimismo cosmico 17

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