M.OTTICO A LUCE TRASMESSA M.FLUORESCENZA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "M.OTTICO A LUCE TRASMESSA M.FLUORESCENZA"

Transcript

1 M.OTTICO A LUCE TRASMESSA M.FLUORESCENZA

2 UNITÀ DI MISURA BIOLOGICHE E POTERE DI RISOLUZIONE Il potere di risoluzione dell occhio umano è 0.2 mm (200 µm) Il potere di risoluzione del microscopio ottico arriva circa a 0.2µm (200nm) Il limite di risoluzione del microscopio elettronico è 0.2nm

3 ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO Per un esame dei tessuti è necessario allestire preparati istologici mediante: PRELIEVO, FISSAZIONE, SEZIONAMENTO in fettine di minimo spessore e COLORAZIONE selettiva che permette un aumento di contrasto delle diverse strutture cellulari.

4 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO PRELIEVO DEI TESSUTI OCCORRENTE TEMPO Su animali anestetizzati o sacrificati in modo indolore, o su materiale proveniente da macello, si procede alla dissezione per prelevare gli organi o i tessuti da studiare. Salvo eccezioni il campione deve avere dimensioni inferiori al cm 3. Forbici, pinze, bisturi, lame, piano di paraffina o in materiale plastico. L'operazione va eseguita nel più breve tempo possibile riducendo al minimo i traumi mediante l'uso di lame affilatissime.

5 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO FISSAZIONE OCCORRENTE TEMPO Lo scopo della fissazione è quello di impedire la degenerazione dei tessuti per autolisi e di mantenere il più possibile inalterato il quadro strutturale dei tessuti. Formaldeide al 37%, Paraformaldeide, Acido Picrico ecc. Fissativi in funzione di: Natura del tessuto, Tipo d indagine. I fissativi più usati sono lo Zamboni; NBF 10%/PBS, Paraformaldeide 4%/PBS. Il tempo di soggiorno dei pezzi nel liquido fissativo varia da poche ore a 1-2 giorni secondo la miscela stessa, il tipo di tessuto e le dimensioni del tessuto.

6 FISICA CHIMICA N 2 LIQUIDO + ISOPENTANO PARA 4%/PBS NBF 10%/PBS fissativi semplici ZAMBONI = miscela fissativa

7 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO FISSAZIONE OCCORRENTE TEMPO Lo scopo della fissazione è quello di impedire la degenerazione dei tessuti per autolisi e di mantenere il più possibile inalterato il quadro strutturale dei tessuti. Formaldeide al 37%, Paraformaldeide, Acido Picrico ecc. Fissativi in funzione di: Natura del tessuto, Tipo d indagine. I fissativi più usati sono lo Zamboni; NBF 10%/PBS, Paraformaldeide 4%/PBS. Il tempo di soggiorno dei pezzi nel liquido fissativo varia da poche ore a 1-2 giorni secondo la miscela stessa, il tipo di tessuto e le dimensioni del tessuto.

8 REGOLE GENERALI DI FISSAZIONE Temperatura Dimensioni del campione ph della soluzione fissatrice

9 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO INCLUSO IN PARAFFINA INCLUSIONE OCCORRENTE TEMPO Il suo scopo è quello di rendere il pezzo di consistenza tale da poter essere sezionato allo spessore voluto (3-10 µm). Serie di alcoli. Solvente del mezzo includente (Xilene). Mezzo includente (Paraffina, Paraplast). Stufa a C. Contenitori vari. Disidratazione da alcune ore a 1 giorno secondo le dimensioni dei pezzi. Tempo tot del processo 2 giorni.

10 Tampone per Da 20 a 3h Da 20 a 1,30h Stufa sottovuoto

11 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO INCLUSO IN PARAFFINA TAGLIO Il suo scopo è quello di sezionare il pezzo allo spessore voluto (5-8 µm di norma) in modo da poter essere osservato al microscopio dopo opportuna colorazione. OCCORRENTE Lama. Blocchetti di legno. Paraffina solida in scaglie. Microtomo rotativo. Lama diritta. Contenitore delle fette.

12 IL MICROTOMO ROTATIVO Per il sezionamento si sfruttano due movimenti: 1. uno di avvicinamento del campione alla lama e corrisponde allo spessore della sezione che varia da 0,25 a 50 micron. 2. il secondo, perpendicolare alla direzione di avvicinamento, corrisponde al movimento di taglio.

13 Il blocchetto contenente il pezzo da sezionare viene poi sagomato a piramide a base quadrata e montato su un blocchetto di legno al quale viene fatto aderire mediante un po' di paraffina scaldata con una spatolina resa rovente alla fiamma di un bunsen. Una volta solidificata la paraffina e raffreddato il tutto siamo pronti per il taglio al microtomo.

14 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO INCLUSO IN PARAFFINA MONTAGGIO OCCORRENTE Il suo scopo è quello di disporre in modo ordinato le sezioni sui vetrini che poi dovranno essere colorati. Vetrini portaoggetto (polilisinati). Acqua distillata. Pennelli. Aghi montati. Piastra termostatata. Termostato a 37 C.

15 Le sezioni ottenute con il microtomo sono trasferite in acqua calda distillata a 37 C- 45 C e dopo distensione raccolte su vetrini portaoggetti. I vetrini su cui è stato posto il campione incluso saranno posti su piastre riscaldate a 37 C C. In seguito all evaporazione dell acqua il preparato aderirà alla superficie del vetrino.

16 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO ISTOLOGICO CONGELATO TAGLIO Il suo scopo è quello di sezionare il pezzo allo spessore voluto (5-20 µm di norma) in modo da poter essere osservato al microscopio dopo opportuna colorazione. OCCORRENTE Colla termosensibile OCT. Blocchetti di legno. Criostato. Lama diritta. Vetrini trattati o meno con adesivi.

17 IL CRIOSTATO Per il taglio dei pezzi fissati con congelamento viene utilizzato un particolare microtomo che differisce dai comuni microtomi in quanto il campione da sezionare e la lama di taglio vengono entrambi raffreddati in una camera termostatata a valori variabili da C 30 C in modo da mantenere una maggiore consistenza del campione.

18 Il campione congelato viene posto su un portacampione, anch esso refrigerato, adeso ad esso con una colla termosensibile (OCT). Il campione passerà verticalmente sul filo di lama con inclinazioni variabili. Nella fase di risalita il braccio portacampione si retrarrà per consentire il passaggio del campione. Le sezioni così ottenute andranno direttamente raccolte per adesione su vetrini trattati o meno con adesivi.

19 TRASMISSIONE SCANSIONE

20 UNITÀ DI MISURA BIOLOGICHE E POTERE DI RISOLUZIONE Il potere di risoluzione dell occhio umano è 0.2 mm (200 µm) Il potere di risoluzione del microscopio ottico arriva circa a 0.2µm (200nm) Il limite di risoluzione del microscopio elettronico è 0.2nm

21 ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A TRASMISSIONE Le singole cellule o sezioni istologiche possono essere osservate al termine della preparazione al microscopio ottico oppure, se preparate con diverse manualità ma sostanzialmente sovrapponibili, al microscopio elettronico. Per un esame ultrastrutturale dei tessuti è necessario allestire preparati per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A TRASMISSIONE (TEM TEM) mediante: PRELIEVO, FISSAZIONE, SEZIONAMENTO, CONTRASTAZIONE

22 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A TRASMISSIONE (TEM) PRELIEVO DEI TESSUTI OCCORRENTE TEMPO Su animali anestetizzati o sacrificati in modo indolore, o su materiale proveniente da macello, si procede alla dissezione per prelevare gli organi o i tessuti da studiare. Salvo eccezioni il campione deve avere dimensioni inferiori al cm 3. Forbici, pinze, bisturi, lame, piano di paraffina o in materiale plastico. L'operazione va eseguita nel più breve tempo possibile riducendo al minimo i traumi mediante l'uso di lame affilatissime.

23 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A TRASMISSIONE (TEM) FISSAZIONE OCCORRENTE TEMPO Lo scopo della fissazione è quello di impedire la degenerazione dei tessuti per autolisi e di mantenere il più possibile inalterato il quadro strutturale dei tessuti. Paraformaldeide, Glutaraldeide, Tetrossido di Osmio ecc. Fissativi in funzione di: Natura del tessuto, Tipo d indagine. I fissativi più usati sono: miscele di PFA + glutaraldeide/tampone Cacodilato 0,1M, Tetrossido di Osmio Il tempo di soggiorno dei pezzi nel liquido fissativo varia da pochi min. a 1-3 ore secondo la miscela stessa, il tipo di tessuto e le dimensioni del tessuto.

24 REGOLE GENERALI DI FISSAZIONE Temperatura Dimensioni del campione ph della soluzione fissatrice

25 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A TRASMISSIONE (TEM) INCLUSIONE OCCORRENTE TEMPO Il suo scopo è quello di rendere il pezzo di consistenza tale da poter essere sezionato allo spessore voluto ( Å). Serie di alcoli. Solvente di transizione. Mezzo includente (resina epossidica o acrilica). Stufa a 50 o 60 C. Contenitori vari. Disidratazione da alcuni minuti a 1 ora secondo le dimensioni dei pezzi. Tempo tot del processo 2 giorni.

26 EPOSSIDICHE ACRILICHE DURCUPAM ACM LONDON RESIN WHITE (LRW)

27 INCLUSIONE per il TEM CON RESINE EPOSSIDICHE (DURCUPAM ACM) Le fasi dell inclusione Fissazione PFA 2%/ Gluta 0,5%/ Tampone cacodilato 0,1M ph 7,4 Lavaggio in tampone cacodilato 0.1M ph 7.4 a RT 3 X 10 Post-fissazione Tretossido di Osmio 1% in tampone cacodilato 0.1 M ph 7.4 per 30 a 4 C Lavaggio in tampone cacodilato 0.1M ph 7.4 a RT 3 X 10 Disidratare attraverso la serie ascendente degli alcoli (50, 70, 90, 95, 100 ) Acetato di uranile 0.2% in alcool 100 per 1h. Lavaggio in alcool 100 2X5 Ossido di propilene 3 X 3 Ossido di propilene + resina 3:1 per 20 Ossido di propilene + resina 1:1 per 20 Ossido di propilene + resina 1:3 ON Resina pura 2 cambi di 1h ognuno e poi 1 cambio ON quindi in stufa a 60 C 12-36h. Osservazione I tempi sono riferiti a pezzetti di 1mm 3, a 4 C per 1-3h circa. Per eliminare l eccesso di liquido fissativo. Il Tretossido di Osmio è un ottimo fissativo per i lipidi ma poiché provoca la perdita di N 2 proteico essa viene fatta precedere dalla fissazione aldeidica. Per eliminare l eccesso di liquido fissativo. Le resine epossidiche, essendo idrofobiche, richiedono una buona disidratazione del tessuto. Contrastazione in blocco del campione. Per eliminare l eccesso di liquido di contrastazione. Solvente di transizione del mezzo d inclusione. Il solvente di transizione viene gradualmente sostituito da soluzioni a concentrazione crescente di resina nel solvente stesso, fino ad arrivare alla sola resina. Polimerizzazione della resina con il calore.

28 INCLUSIONE per il TEM CON RESINE ACRILICHE (LRW) Fissazione PFA 4%/ Gluta 0,5%/ Tampone cacodilato 0,1M ph 7,4 Lavaggio in tampone cacodilato 0.1M ph 7.4 a RT 3 X 10 Disidratare attraverso la serie ascendente degli alcoli (50, 70 ) LRW + alcol 70 2:1 per 20 L.R.W. pura 4 X 20 Campione in stufa a 50 C per 24h oppure L.R.W + acceleratore (1,5µl/ml) Mettere la resina con l acceleratore in un eppendorf da inclusione a 0 C per 24h I tempi sono riferiti a pezzetti di 1mm 3, a 4 C per 1-3h circa. Per eliminare l eccesso di liquido fissativo. LRW essendo idrofilica consente di effettuare disidratazioni rapide e parziali. Miscela di transizione del mezzo d inclusione. Infiltrazione del campione con resina pura Polimerizzazione della resina con il calore Questa miscela si deve preparare in un contenitore a sua volta riposto in un thermos con ghiaccio per evitare l immediata polimerizzazione. Polimerizzazione della resina con il freddo

29 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A TRASMISSIONE (TEM) TAGLIO Il suo scopo è quello di sezionare il pezzo allo spessore voluto ( Å) in modo da poter essere osservato al TEM dopo opportuna contrastazione. OCCORRENTE Lama da rasoio. H 2 O distillata. Ultramicrotomo. Lama di vetro. Vaschetta di raccolta delle sezioni. Vetrini porta oggetto. Retini trattati o meno con adesivi (Formvar).

30 ULTRAMICROTOMO Per l osservazione ultrastrutturale i campioni inclusi in resine epossiche o acriliche dovranno essere sezionati con un ultramicrotomo a spessori variabili dai 600 ai 900 Å. Esso è dotato di uno stereomicroscopio per ingrandire opportunamente i preparati da sezionare che sono normalmente assai piccoli.

31 LA RACCOLTA DELLE SEZIONI SEMIFINI ULTRAFINI La sezione è ottenuta sfruttando il filo di una lama di vetro o diamante che seziona il campione contenuto in una dura resina acrilica o epossidica. Le sezioni sono raccolte in una vaschetta adesa o parte integrante della lama di vetro e colma d acqua. Sul liquido galleggerà la fettina (o un nastro di fettine) dopo essere stata tagliata e prima di essere raccolta su retine metalliche.

32 IL KNIFEMAKER La preparazione delle lame di vetro richiede l utilizzo del knifemaker, un particolare taglialame che consente di ottenere lame di vetro.

33 L ULTRAMICROTOMO E LE GRIDS Le sezioni ultrafini ottenute con gli ultramicrotomi non possono essere maneggiate per la loro estrema fragilità e per le ridotte dimensioni; inoltre non possono essere poste su un supporto di vetro che arresterebbe il fascio elettronico.

34 L ULTRACRIOMICROTOMO E LE GRIDS I retini metallici o grids possono essere di rame o, in caso di indagini immunocitochimiche, di nickel o oro. La loro forma e la compattezza delle bar varia a seconda del tipo di osservazione e si misura in mesch.

35 Colorazione delle semifini Contrastazione delle ultrafini Blue di toluidina Acetato di Uranile + Citrato di Piombo

36 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE (SEM) Le fasi di preparazione per il SEM possono essere così schematizzate: Comuni al TEM PRELIEVO FISSAZIONE DISIDRATAZIONE Specifiche per il SEM CRITICAL POINT DRYING MONTAGGIO RICOPERTURA

37 LE FASI PRINCIPALI DELL'ALLESTIMENTO DI UN PREPARATO per la MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE (SEM) Le fasi dell inclusione Fissazione PFA 1%/ Gluta 0,5%/ Tampone cacodilato 0,1M ph 7,4 Lavaggio in tampone cacodilato 0.1M ph 7.4 a RT 3 X 10 Post-fissazione Tretossido di Osmio 1% in tampone cacodilato 0.1 M ph 7.4 per 30 a 4 C Lavaggio in tampone cacodilato 0.1M ph 7.4 a RT 3 X 10 Disidratare attraverso la serie ascendente degli alcoli (30, 50, 70, 80, 90, 100 ) CRITICAL POINT DRYING MONTAGGIO RICOPERTURA Osservazione I tempi sono riferiti a pezzetti di 1mm 3, a 4 C per 1-3h circa. Per eliminare l eccesso di liquido fissativo. Il Tretossido di Osmio è un ottimo fissativo per i lipidi ma poiché provoca la perdita di N 2 proteico essa viene fatta precedere dalla fissazione aldeidica. Per eliminare l eccesso di liquido fissativo. Il preparato per poter essere osservato al SEM richiede una buona disidratazione del tessuto. SPECIFICO DELLA MICROSCOPIA A SCANSIONE SPECIFICO DELLA MICROSCOPIA A SCANSIONE SPECIFICO DELLA MICROSCOPIA A SCANSIONE

38 CRITICAL POINT DRYING Il critical point drying è la metodica maggiormente utilizzata per la fase di essiccamento che consiste nell allontanamento dei fluidi presenti nel campione (generalmente acqua o solventi utilizzati nella disidratazione), allo scopo di potere successivamente sottoporre il campione ai procedimenti di ricopertura e di osservazione che si eseguono entrambi sottovuoto.

39 MONTAGGIO Il montaggio consiste nel fissare il campione sul supporto di osservazione.

40 RICOPERTURA I campioni biologici devono subire il procedimento di ricopertura metallica, con l impiego di sostanze a elevato peso atomico, per poter ottenere risultati migliori per quanto riguarda la qualità dell immagine.

La gestione tecnica della biopsia renale

La gestione tecnica della biopsia renale La gestione tecnica della biopsia renale Tecniche di allestimento di routine Valentina Bartolucci U.O.C. Anatomia Patologica Università Campus Biomedico TRASPORTO E CONSEGNA Una volta eseguito il prelievo,

Dettagli

LOCALIZZAZIONE in situ DI PROTEINE IN CELLULE E TESSUTI

LOCALIZZAZIONE in situ DI PROTEINE IN CELLULE E TESSUTI LOCALIZZAZIONE in situ DI PROTEINE IN CELLULE E TESSUTI 1 Che cosa sono le proteine? Indispensabili per il corretto funzionamento 2 Dove si trovano le proteine? Le proteine sono macromolecole ubiquitarie,

Dettagli

Preparazione di campioni biologici per la microscopia ottica ed elettronica

Preparazione di campioni biologici per la microscopia ottica ed elettronica Preparazione di campioni biologici per la microscopia ottica ed elettronica Il microscopio ottico ed elettronico (T.E.M) OCULARE CANNONE ELETTRONICO OBBIETTIVI TAVOLINO PORTA CAMPIONE CONDENSATORE CONDENSATORE

Dettagli

MICROSCOPIA A FLUORESCENZA

MICROSCOPIA A FLUORESCENZA MICROSCOPIA A FLUORESCENZA Microscopia a fluorescenza Fluorescenza Capacità di assorbire radiazioni elettromagnetiche di una certa lunghezza d'onda e di emettere una frazione dell energia assorbita con

Dettagli

PREPARATI INCLUSI: l infiltrazione e l inclusione

PREPARATI INCLUSI: l infiltrazione e l inclusione l infiltrazione e l inclusione Poiché la consistenza della maggior parte di tessuti fissati (ad eccezione di quelli congelati che si infiltrano ma non si includono) è tale da non permettere di sezionare

Dettagli

Tecnica di preparazione di vetrini istologici. By A. Pirola

Tecnica di preparazione di vetrini istologici. By A. Pirola Tecnica di preparazione di vetrini istologici By A. Pirola Preparazione del materiale istologico Problema 1 I tessuti vanno incontro a fenomeni di degradazione Problema 2 La luce può attraversare solo

Dettagli

METODI FISICI DI FISSAZIONE

METODI FISICI DI FISSAZIONE METODI FISICI DI FISSAZIONE I metodi fisici di fissazione sono rappresentati da: Calore/essiccamento Raffreddamento/congelamento Il calore e l essiccamento sono impiegati solo in strisci di sangue ed in

Dettagli

Università degli Studi dell Aquila Dipartimento MeSVA Sezione di Scienze Biologiche e Biotecnologiche. Laboratorio di Istologia

Università degli Studi dell Aquila Dipartimento MeSVA Sezione di Scienze Biologiche e Biotecnologiche. Laboratorio di Istologia Università degli Studi dell Aquila Dipartimento MeSVA Sezione di Scienze Biologiche e Biotecnologiche.. Laboratorio di Istologia Allestimento di un preparato istologico L'istologia è la disciplina scientifica

Dettagli

COLORAZIONE DELLE SEZIONI ISTOLOGICHE PER L OSSERVAZIONE OTTICA. COLORAZIONI TOPOGRAFICHE o ISTOMORFOLOGICHE COLORAZIONI IMMUNOISTOCHIMICHE

COLORAZIONE DELLE SEZIONI ISTOLOGICHE PER L OSSERVAZIONE OTTICA. COLORAZIONI TOPOGRAFICHE o ISTOMORFOLOGICHE COLORAZIONI IMMUNOISTOCHIMICHE COLORAZIONE DELLE SEZIONI ISTOLOGICHE PER L OSSERVAZIONE OTTICA Poiché la densità ottica delle diverse parti del campione biologico è pressoché identica, la colorazione interviene per aumentare il contrasto.

Dettagli

TECNICHE IN ISTOLOGIA. come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come questa?

TECNICHE IN ISTOLOGIA. come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come questa? tessuto epiteliale al microscopio ottico TECNICHE IN ISTOLOGIA come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come questa? La preparazione di materiale istologico Problema 1 la luce del microscopio

Dettagli

FISSAZIONE: modalità. FISICA: congelamento Immersione in azoto liquido del tessuto (-196 C) Taglio del pezzo congelato con il criostato (-20 C)

FISSAZIONE: modalità. FISICA: congelamento Immersione in azoto liquido del tessuto (-196 C) Taglio del pezzo congelato con il criostato (-20 C) FISSAZIONE rapida uccisione del tessuto che conservi la morfologia scopo: impedire l autolisi impedire la putrefazione conferire stabilità strutturale consentire colorazioni FISSAZIONE: modalità FISICA:

Dettagli

tessuto epiteliale al microscopio ottico ISTOLOGIA ISTOLOGIA

tessuto epiteliale al microscopio ottico ISTOLOGIA ISTOLOGIA tessuto epiteliale al microscopio ottico come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come quella precedente? La preparazione di materiale istologico Problema 1 la luce del microscopio

Dettagli

IMMUNOMICROSCOPIA ELETTRONICA

IMMUNOMICROSCOPIA ELETTRONICA IMMUNOMICROSCOPIA ELETTRONICA Tecnica per l evidenziazione, l a maggior risoluzione, di sostanze e/o strutture intra ed extracellulari in tessuti normali e patologici, attraverso l utilizzo l di Abs coniugati

Dettagli

ANATOMIA UMANA https://elearning2.uniroma1.it E-mail: [email protected] [email protected] CALENDARIO ESAMI https://elearning2.uniroma1.it N.B. GLI STUDENTI DEVONO PRENOTARSI SU INFOSTUD

Dettagli

Technovit 9100 NEW. 8 bustine da 1 g di Induritore 1 10 ml di Induritore 2 5 ml di Regolatore di Polimerizzazione

Technovit 9100 NEW. 8 bustine da 1 g di Induritore 1 10 ml di Induritore 2 5 ml di Regolatore di Polimerizzazione Technovit 9100 NEW Notizie generali La resina Technovit 9100 NEW è un sistema di polimerizzazione a base di metil metacrilato (MMA) sviluppato per l inclusione ed il taglio di tessuto non decalcificato

Dettagli

UNITA DI MISURA. 20 μm 1X5 μm. 25 nm 7 nm 2nm

UNITA DI MISURA. 20 μm 1X5 μm. 25 nm 7 nm 2nm Metodi di studio UNITA DI MISURA μm 20 μm 1X5 μm 25 nm 7 nm 2nm Visualizzazione di cellule e tessuti microscopia ottica microscopia elettronica Visualizzazione di cellule e tessuti Il microscopio è uno

Dettagli

Preparativa TEM. Cinzia Restani Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia CIGS

Preparativa TEM. Cinzia Restani Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia CIGS Preparativa TEM Cinzia Restani [email protected] CIGS Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti Il microscopio elettronico a trasmissione (TEM) permette di osservare strutture troppo piccole

Dettagli

Vice Presidente ASSOCIAZIONE ITALIANA TECNICI DI ISTOLOGIA E CITOLOGIA

Vice Presidente ASSOCIAZIONE ITALIANA TECNICI DI ISTOLOGIA E CITOLOGIA FONDAZIONE IRCCS POLICLINICO SAN MATTEO PAVIA Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico SERVIZIO DI ANATOMIA PATOLOGICA Tecnico di laboratorio con funzioni di coordinamento Vice Presidente ASSOCIAZIONE

Dettagli

Evidenza problematiche

Evidenza problematiche Evidenza problematiche processazione, inclusione e taglio agobiopsie e macrosezioni FISSAZIONE o FORMALDEIDE 4% 6 12 ore o Fissativi alternativi Processazione T min v/p Formalina 37 5 si 1. Alcool 70%

Dettagli

Allestimenti e diagnosi intra-day: tecniche a confronto. Mara Dal Santo Anatomia Patologica Ospedale S. Chiara - Trento

Allestimenti e diagnosi intra-day: tecniche a confronto. Mara Dal Santo Anatomia Patologica Ospedale S. Chiara - Trento Allestimenti e diagnosi intra-day: tecniche a confronto Mara Dal Santo Anatomia Patologica Ospedale S. Chiara - Trento 1 Nuove esigenze Domanda da parte dei Clinici Domanda da parte degli utenti Tempi

Dettagli

Diagnostica molecolare I

Diagnostica molecolare I Diagnostica molecolare I Luigi Ruco Antonella Stoppacciaro Sito web: www.siapec.it (Societa Italiana di Anatomia Patologica e Citologia) Diagnosi = Capire attraverso, quindi riconoscere ed identificare

Dettagli

-osservazione a fresco. -allestimento di preparati stabili

-osservazione a fresco. -allestimento di preparati stabili Tecniche per l osservazione della materia vivente -osservazione a fresco insorgenza di fenomeni autolitici per liberazione di enzimi lisosomiali -allestimento di preparati stabili -fissazione -disidratazione

Dettagli

tessuto epiteliale al microscopio ottico TECNICHE IN ISTOLOGIA come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come questa?

tessuto epiteliale al microscopio ottico TECNICHE IN ISTOLOGIA come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come questa? tessuto epiteliale al microscopio ottico TECNICHE IN ISTOLOGIA come si ottiene, a partire da tessuti biologici, un immagine come questa? La preparazione di materiale istologico Problema 1 la luce del microscopio

Dettagli

CELL BLOCK Preparazione e uso per immunoistochimica

CELL BLOCK Preparazione e uso per immunoistochimica CELL BLOCK Preparazione e uso per immunoistochimica EXPOSANITA 2018 PATOLOGIA NODULARE DELLA TIROIDE: focus sugli approcci diagnostici Valentina Bartolucci UOC Anatomia Patologica - Università Campus Biomedico

Dettagli

Laboratorio di Tecniche Microscopiche AA 2007-2008. 2008 Lezione 28 Marzo 2008 Ore 11-13

Laboratorio di Tecniche Microscopiche AA 2007-2008. 2008 Lezione 28 Marzo 2008 Ore 11-13 Laboratorio di Tecniche Microscopiche AA 2007-2008 2008 Lezione 28 Marzo 2008 Ore 11-13 13 Continuiamo il discorso sulla fluorescenza ricordando alcuni fra i più comuni utilizzi dei fluorocromi Istochimica

Dettagli

LABORATORIO DI ISTOLOGIA. Created by G. Papaccio

LABORATORIO DI ISTOLOGIA. Created by G. Papaccio LABORATORIO DI ISTOLOGIA Norme di comportamento Abbigliamento Quali sono gli strumenti a disposizione dell istologo per lo studio della cellula e dei tessuti? Stufa per paraffina,50-60 Stufa per inclusioni

Dettagli

N. 1 SISTEMA AUTOMATICO PER LA STAMPA DI CASSETTE ISTOLOGICHE n. 2 SISTEMA AUTOMATICO PER LA STAMPA DEI VETRINI

N. 1 SISTEMA AUTOMATICO PER LA STAMPA DI CASSETTE ISTOLOGICHE n. 2 SISTEMA AUTOMATICO PER LA STAMPA DEI VETRINI N. 1 SISTEMA AUTOMATICO PER LA STAMPA DI CASSETTE ISTOLOGICHE n. 2 SISTEMA AUTOMATICO PER LA STAMPA DEI VETRINI STAMPIGLIATRICE DI BIOCASSETTE (quantità richiesta N. 1) Tipologia e caratteristiche tecniche

Dettagli

Il pezzo operatorio: conservazione perfetta per una diagnosi ottimale: dalla sala riduzione al vetrino. A. Marazzi L. Annaratone

Il pezzo operatorio: conservazione perfetta per una diagnosi ottimale: dalla sala riduzione al vetrino. A. Marazzi L. Annaratone + Il pezzo operatorio: conservazione perfetta per una diagnosi ottimale: dalla sala riduzione al vetrino A. Marazzi L. Annaratone + Dalla sala chirurgica all AP Trasferimento del pezzo chirurgico, conservato

Dettagli

Tessuto. Istologia Citologia. Cellula. Organo. Apparato. Molecola. di citologia e istologia. Ambiti di competenza. Organismo.

Tessuto. Istologia Citologia. Cellula. Organo. Apparato. Molecola. di citologia e istologia. Ambiti di competenza. Organismo. Ambiti di competenza di citologia e istologia Organismo LIVELLI DI ORGANIZZAZIONE Apparato Organo Tessuto Cellula Istologia Citologia Molecola Atomo Quali sono gli strumenti a disposizione dell istologo

Dettagli

C.d.L. Scienze Biosanitarie e Farmaceutiche Corso di Microbiologia e Biotecnologie dei Microrganismi AA

C.d.L. Scienze Biosanitarie e Farmaceutiche Corso di Microbiologia e Biotecnologie dei Microrganismi AA C.d.L. Scienze Biosanitarie e Farmaceutiche Corso di Microbiologia e Biotecnologie dei Microrganismi AA 2007 2008 1 PREPARAZIONE DEL MATERIALE PER L ESAME BATTERIOSCOPICO L ansa metallica comunemente usata

Dettagli

ARCANGELI TANIA C URRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI ESPERIENZA PROFESSIONALE. Cognome, Nome. Novembre 2013! Novembre 2016

ARCANGELI TANIA C URRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI ESPERIENZA PROFESSIONALE. Cognome, Nome. Novembre 2013! Novembre 2016 C URRICULUM VITAE (redatto ai fini della pubblicazione) INFORMAZIONI PERSONALI Cognome, Nome ARCANGELI TANIA ESPERIENZA PROFESSIONALE Novembre 2013! Novembre 2016 Lavoro o posizione ricoperti Principali

Dettagli

IMMUNOISTOCHIMICA ASPETTI BIOCHIMICI

IMMUNOISTOCHIMICA ASPETTI BIOCHIMICI Università degli Studi di Ferrara Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Laurea Triennale in Scienze Biologiche IMMUNOISTOCHIMICA ASPETTI BIOCHIMICI Guastella Giuseppe email [email protected] telefono

Dettagli

SEZIONAMENTO. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli

SEZIONAMENTO. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli SEZIONAMENTO Indipendentemente dalla fissazione e dal mezzo di inclusione utilizzati è necessario, per ottenere una diagnosi istologica, sezionare i tessuti. Il sezionamento avverrà secondo diverse modalità

Dettagli

ANALISI METALLOGRAFICA

ANALISI METALLOGRAFICA UNIVERSITA DEGLI STUDI L AQUILA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE ALL INSEGNAMENTO SECONDARIO CORSO DI DIDATTICA DI TECNOLOGIA DEI MATERIALI ANALISI METALLOGRAFICA Prova in laboratorio Anno Accademico PREREQUISITI:

Dettagli

REGIONE VENETO / Segreteria regionale Sanità e Sociale- ARSS Agenzia Regionale Sanitaria e Sociosanitaria

REGIONE VENETO / Segreteria regionale Sanità e Sociale- ARSS Agenzia Regionale Sanitaria e Sociosanitaria Lista di verifica REQUITI MINIMI SPECIFICI E DI QUALITA' PER L'AUTORIZZAZIONE 1 - REQUITI STRUTTURALI LABPAT.AU.1.1 I locali e gli spazi sono dimensionati in funzione della tipologia e del volume dell'attività

Dettagli

Fornitura Vetrini e materiale di consumo per Anatomia Patologica Codice Gara SIMOG n

Fornitura Vetrini e materiale di consumo per Anatomia Patologica Codice Gara SIMOG n Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna Via Stelvio, 25-23100 SONDRIO Cod. Fisc. e P.IVA 00202030144 CAPITOLATO TECNICO Fornitura Vetrini e materiale di consumo per Anatomia Patologica

Dettagli

Metodi di indagine delle cellule e dei tessuti: Esame a fresco Tecnica delle fette

Metodi di indagine delle cellule e dei tessuti: Esame a fresco Tecnica delle fette Metodi di indagine delle cellule e dei tessuti: Esame a fresco Tecnica delle fette Esame a fresco Viene utilizzato per l osservazione di : Cellule viventi Frammenti di tessuti (dopo dissociazione) Microoganismi

Dettagli

Sviluppo microbico Procedure di valutazione dello sviluppo microbico. Esercitazione 1. Analisi sperimentali. Metodi diretti.

Sviluppo microbico Procedure di valutazione dello sviluppo microbico. Esercitazione 1. Analisi sperimentali. Metodi diretti. Procedure di valutazione dello sviluppo microbico Analisi sperimentali Materiale Microrganismo: Saccharomyces cerevisiae Terreno colturale: 1 turno MEB Composizione (g/l) MEB: estratto malto 20, peptone

Dettagli

Tecniche per il nervo periferico. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli

Tecniche per il nervo periferico. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli Tecniche per il nervo periferico I nervi periferici sono strutture composite costituite da fibre nervose, vasi sanguigni e tessuto connettivo. All esame macroscopico appaiono come cordoncini biancastri

Dettagli

1. Procedure di valutazione dello sviluppo microbico

1. Procedure di valutazione dello sviluppo microbico 1. Procedure di valutazione dello sviluppo microbico Analisi sperimentali Materiale Metodi diretti Microrganismo: Saccharomyces cerevisiae Terreno colturale: MEB Composizione (g/l) MEB: estratto malto

Dettagli

ISTOLOGIA e CITOLOGIA. F.Pagano

ISTOLOGIA e CITOLOGIA. F.Pagano ISTOLOGIA e CITOLOGIA Organismo Apparato Organo Tessuto Cellula Molecola Atomo Definizioni Citologia Studio della struttura della cellula e delle sue parti Istologia Studio dei tessuti La sostanza vivente

Dettagli

PRINCIPALI ATTREZZATURE IN ANATOMIA PATOLOGICA. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli

PRINCIPALI ATTREZZATURE IN ANATOMIA PATOLOGICA. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli PRINCIPALI ATTREZZATURE IN ANATOMIA PATOLOGICA La corretta manutenzione delle apparecchiature fa parte della buona pratica di laboratorio CORRETTA MANUTENZIONE CI CONSENTE DI AVERE SEMPRE A DISPOSIZIONE

Dettagli

COME NASCE UNA DERIVA

COME NASCE UNA DERIVA COME NASCE UNA DERIVA C. Diolaiti 1 DERIVA per STUDIO 3 (parte prima) Concetto generale : La deriva sarà costruita con un anima di balsa multi strati in sandwich con tessuto al carbonio e successivamente

Dettagli

RILEVIAMO LA PRESENZA DI PROTEINE IN ALCUNI ALIMENTI

RILEVIAMO LA PRESENZA DI PROTEINE IN ALCUNI ALIMENTI RILEVIAMO LA PRESENZA DI PROTEINE IN ALCUNI REAZIONE AL BIURETO un pezzetto di prosciutto o di carne un po di albume di uovo ( fresco o sodo) legumi (fagioli, ceci, lenticchie) lessati un pezzetto di pesce

Dettagli

CLASSI QUARTE PROPOSTA DI STAGE PRESSO LABORATORIO ANATOMIA PATOLOGICA OSPEDALE MARTINI

CLASSI QUARTE PROPOSTA DI STAGE PRESSO LABORATORIO ANATOMIA PATOLOGICA OSPEDALE MARTINI CLASSI QUARTE PROPOSTA DI STAGE PRESSO LABORATORIO ANATOMIA PATOLOGICA OSPEDALE MARTINI Posti disponibili: 15 Attività: Gli studenti frequenteranno progressivamente le aree di lavoro del laboratorio partecipando

Dettagli

CH 2 O Situazione attuale in area sanitaria. Pier Sergio Soldati Servizio Prevenzione e Protezione Azienda Sanitaria Locale Roma 2 ex Roma C

CH 2 O Situazione attuale in area sanitaria. Pier Sergio Soldati Servizio Prevenzione e Protezione Azienda Sanitaria Locale Roma 2 ex Roma C CH 2 O Situazione attuale in area sanitaria Pier Sergio Soldati Servizio Prevenzione e Protezione Azienda Sanitaria Locale Roma 2 ex Roma C CH 2 O perché la utilizziamo La conservazione dei pezzi anatomici

Dettagli

Strumenti e attrezzature per la realizzazione di ceramiche dentali 1

Strumenti e attrezzature per la realizzazione di ceramiche dentali 1 Strumenti e attrezzature per la realizzazione di ceramiche dentali 1 La realizzazione delle ceramiche dentali è forse la lavorazione più qualificante dell odontotecnico, quella dove la qualità dell operatore

Dettagli

ARMADIO DI SICUREZZA PER VERNICI E SOLVENTI

ARMADIO DI SICUREZZA PER VERNICI E SOLVENTI SCHEDA TECNICA ARMADIO DI SICUREZZA PER VERNICI E SOLVENTI Articoli Codice: 03021 Descrizione: ARMADIO DI SICUREZZA PER VERNICI E SOLVENTI CON PORTE E ACCESSORI - DIM. MM L=1039 P=555 A=1008 - COLORE:

Dettagli

Il microscopio elettronico: oltre la lunghezza d onda della luce visibile

Il microscopio elettronico: oltre la lunghezza d onda della luce visibile Il microscopio elettronico: oltre la lunghezza d onda della luce visibile Perché utilizzare gli elettroni come radiazione: - si possono produrre facilmente (fotoemissione, emissione termoionica, elettroni

Dettagli

TECNICHE DI PURIFICAZIONE. Cristallizzazione

TECNICHE DI PURIFICAZIONE. Cristallizzazione TECNICHE DI PURIFICAZIONE Cristallizzazione I composti organici solidi ottenuti nel corso delle reazioni non sono quasi mai puri, per cui è necessario adottare delle tecniche di purificazione in grado

Dettagli

Laboratorio di chimica organica I corso. Dott.ssa Alessandra Operamolla

Laboratorio di chimica organica I corso. Dott.ssa Alessandra Operamolla La vetreria Laboratorio di chimica organica I corso Dott.ssa Alessandra Operamolla [email protected] Lavaggio e cura 1. La vetreria deve essere sempre fissata agli stativi con pinze e sostegni

Dettagli

DECRETO DEL MINISITERO DELL AMBIENTE 05/02/1998 SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI. ALLEGATO 1 Suballegato 1

DECRETO DEL MINISITERO DELL AMBIENTE 05/02/1998 SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI. ALLEGATO 1 Suballegato 1 DECRETO DEL MINISITERO DELL AMBIENTE 05/02/1998 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI. ALLEGATO 1 Suballegato 1 Norme tecniche generali per il recupero di materia dai rifiuti non pericolosi. 6. RIFIUTI

Dettagli

MICROSCOPIA E ALLESTIMENTO DEI PREPARATI ISTOLOGICI

MICROSCOPIA E ALLESTIMENTO DEI PREPARATI ISTOLOGICI Capitolo 2 MICROSCOPIA E ALLESTIMENTO DEI PREPARATI ISTOLOGICI Contenuti 2.1. ALLESTIMENTO DI PREPARATI A FRESCO Osservazione di preparati a fresco Osservazione di tessuti colorati con coloranti vitali

Dettagli

Le alte temperature. Le alte temperature hanno. I metodi più usati sono la e la

Le alte temperature. Le alte temperature hanno. I metodi più usati sono la e la 1 Le alte temperature L uso del calore è un sistema efficace per l eliminazione dei microrganismi e l inattivazione definitiva degli enzimi che causano l alterazione degli alimenti Le alte temperature

Dettagli

Tecniche di allestimento

Tecniche di allestimento Biopsia renale: Tecniche di allestimento Chiara Taffon U.O.C. Anatomia Patologica Università Campus Biomedico La biopsia renale: Tecnica diagnostica per prelevare piccoli frammenti di tessuto renale Indagine

Dettagli

10/03/16. Metodi vigorosi

10/03/16. Metodi vigorosi Metodi blandi Lisi cellulare con detergenti Metodi vigorosi 1 10/03/16 FRAZIONAMENTO CELLULARE 1. Centrifugazione preparativa Centrifugazione preparativa permette di separare i vari elementi di un omogenato

Dettagli

SEGA CIRCOLARE indicatori

SEGA CIRCOLARE indicatori coltello divisore montato - coltello divisore montato ad idonea distanza dalla lama - coltello divisore montato ad una altezza di 1-2 mm inferiore rispetto a quella della lama coltelli divisori (in dotazione)

Dettagli

TECNICHE CENTRIFUGATIVE

TECNICHE CENTRIFUGATIVE TECNICHE CENTRIFUGATIVE Le tecniche di separazione mediante centrifugazione sfruttano il comportamento delle particelle all interno di un campo centrifugo applicato Lo scopo di tali metodiche e quello

Dettagli

EXTRA LIGHT posa e manutenzione

EXTRA LIGHT posa e manutenzione posa e manutenzione POSA E MANUTENZIONE - Caratteristiche del supporto e scelta di adesivo e sigillante. - Posa. Per garantire un adesione ottimale, il supporto deve sempre essere di aspetto omogeneo e

Dettagli

Le immagini non sono impegnative, e possono variare senza alcun preavviso. I prodotti manterranno comunque le caratteristiche tecnico-qualitative

Le immagini non sono impegnative, e possono variare senza alcun preavviso. I prodotti manterranno comunque le caratteristiche tecnico-qualitative DECORATIVO Le immagini non sono impegnative, e possono variare senza alcun preavviso. I prodotti manterranno comunque le caratteristiche tecnico-qualitative descritte. 3101 Tampone quadrato per effetti

Dettagli

Microscopia Elettronica

Microscopia Elettronica Microscopia Elettronica Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Edilizi 1 La microscopia elettronica a scansione (SEM) con microanalisi elementale La sorgente luminosa è data da un fascio

Dettagli

METALLOGRAFIA determinazioni metallografiche Tipologia di materiale Diagrammi di equilibrio

METALLOGRAFIA determinazioni metallografiche Tipologia di materiale Diagrammi di equilibrio METALLOGRAFIA La Metallografia è la branca della Metallurgia che si propone di caratterizzare strutturalmente i materiali metallici. Gli scopi fondamentali sono: La comprensione delle caratteristiche meccaniche

Dettagli

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO CLASSI QUARTE COMUNICATO N. 33 PROPOSTA DI STAGE CON LABORATORIO ANATOMIA PATOLOGICA OSPEDALE MARTINI

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO CLASSI QUARTE COMUNICATO N. 33 PROPOSTA DI STAGE CON LABORATORIO ANATOMIA PATOLOGICA OSPEDALE MARTINI ALTERNANZA SCUOLA LAVORO CLASSI QUARTE COMUNICATO N. 33 PROPOSTA DI STAGE CON LABORATORIO ANATOMIA PATOLOGICA OSPEDALE MARTINI ATTIVITA DEGLI STUDENTI DURANTE IL TIROCINIO Gli studenti frequenteranno progressivamente

Dettagli

Relazione giorno 4 Febbraio 2011

Relazione giorno 4 Febbraio 2011 Relazione giorno 4 Febbraio 2011 Classi IVA e IVB Titolo esperienza Passaggi di stato, innalzamento ebullioscopico e abbassamento crioscopico. Curva di riscaldamento dell acqua. Introduzione al problema

Dettagli

EXTRA LIGHT. manutenzione. posa e MADE IN FLORIM

EXTRA LIGHT. manutenzione. posa e MADE IN FLORIM MADE IN FLORIM POSA e 1) Caratteristiche del supporto e scelta di adesivo e sigillante. 2) Posa 2 Per garantire un adesione ottimale, il supporto deve sempre essere di aspetto omogeneo e di colorazione

Dettagli

il Microscopio Strumento di osservazione e di sperimentazione

il Microscopio Strumento di osservazione e di sperimentazione il Microscopio Strumento di osservazione e di sperimentazione Il microscopio è un occhio affascinante attraverso cui è possibile scoprire un nuovo mondo di sapere, un mondo popolato di esseri viventi e

Dettagli

I campionamenti di microalghe in ambienti naturali

I campionamenti di microalghe in ambienti naturali I campionamenti di microalghe in ambienti naturali Raccolta di campioni di alghe da substrati solidi I migliori metodi per la raccolta delle alghe su substrati solidi (pietre, cortecce degli alberi, ma

Dettagli

PRINCIPALI ATTREZZATURE IN ANATOMIA PATOLOGICA. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli

PRINCIPALI ATTREZZATURE IN ANATOMIA PATOLOGICA. Tecniche di Anatomia Patologica Dott. Giorgio Bettarelli PRINCIPALI ATTREZZATURE IN ANATOMIA PATOLOGICA La corretta manutenzione delle apparecchiature fa parte della buona pratica di laboratorio CORRETTA MANUTENZIONE CI CONSENTE DI AVERE SEMPRE A DISPOSIZIONE

Dettagli

REQUISITI MINIMI IN DIAGNOSTICA NEFROPATOLOGICA MEDICA

REQUISITI MINIMI IN DIAGNOSTICA NEFROPATOLOGICA MEDICA REQUISITI MINIMI IN DIAGNOSTICA NEFROPATOLOGICA MEDICA 00207 Autori Commissione Sin-siapec Contenuti 1. Abstract 2. Testo Introduzione Laboratorio Campione Microscopia ottica Immunoistochimica Microscopia

Dettagli