MULTIFOCALI LENTI A CONTATTO INTRODUZIONE



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Transcript:

Mario Giovanzana Milano 15dicembre 00 LENTI A CONTATTO MULTIFOCALI INTRODUZIONE Nell ambito della mia professione nel corso degli anni ho sviluppato la progettazione delle lenti a contatto, che gestisco con sistemi computerizzati quale supporto alla produzione e all applicazione, garantendo la riproducibilità nel tempo. Nell ambito di tale attività, ho realizzato un progetto che partendo dal know-how acquisito sulla geometria delle lenti asferiche, mi ha portato a realizzare le lenti multifocali ad eccentricità progressiva che ho brevettato in diversi paesi del mondo nel 1988. Fig,1 1

Questa lente a contatto multifocale ad eccentricità progressiva assicura la correzione con un unico mezzo diottrico dei difetti visivi riguardanti sia la visione da lontano miopia o ipermetropia in combinazione con l astigmatismo che quella da vicino presbiopia. Consente quindi una messa a fuoco naturale, permettendo una visione ottimale da lontano da vicino e della cosiddetta mezza distanza. Tutto questo senza limitazione dell ampiezza del campo visivo. Con questo sistema è possibile produrre lenti a contatto del gruppo rigido e del gruppo morbido, positive o negative Fig.2 e Fig.3 con l addizione positiva o negativa in quanto la superficie esterna è adibita alla funzione ottica multifocale ad eccentricità progressiva, mentre la superficie interna verrà scelta in funzione dell esigenza di applicazione e di astigmatismo. Fig.2 Fig.3 Quindi è possibile utilizzare la superficie interna per la correzione dell astigmatismo generando una superficie torica. Per quanto riguarda la stabilizzazione di questi tipi di lenti sarà possibile utilizzare per le morbide i sistemi ormai collaudati e sicuri quali prismatico e dinamico, mentre per le rigide la stabilizzazione verrà per contatto con la superficie torica della cornea. Una buona stabilità è fondamentale nell applicazione di questo tipo di lente in quanto il movimento della lente nell occhio determina una fluttuazione dell immagine sia per lontano che per vicino. 2

Questa lente a contatto Fig. 4 negativa si basa sul principio di una zona centrale sferica nella superficie esterna progettata in modo da permettere una perfetta visione da lontano in qualsiasi condizione di luce ed una ottimale visione da vicino sfruttando la zona concentrica avente una curva asferica ad eccentricità progressiva. E evidente che l applicazione di questo tipo di lente dipende in modo determinante dalla centratura e dal movimento della stessa nell occhio. Fig.4 Solo utilizzando una curva ad eccentricità progressiva si può ottenere in un breve spazio la variazione della potenza della lente e la progressione sarà più accentuata quanto maggiore sarà la differenza fra la correzione per lontano e quella per vicino. Fig.5 3

Nelle figure 6 e 7 si dimostra come sia possibile, con una lente negativa, utilizzare la zona centrale per lontano o per vicino dando a questa la potenza voluta e di conseguenza utilizzare la zona periferica per vicino o per lontano con un andamento ad eccentricità progressiva. LENTE MULTIFOCALE NEGATIVA CON ZONA CENTRALE PER LONTANO E PERIFERICA PER VICINO Fig.6 LENTE MULTIFOCALE NEGATIVA CON ZONA CENTRALE PER VICINO E PERIFERICA PER LONTANO Fig.7 4

Nelle figure 8 e 9 si dimostra come sia possibile, con una lente positiva, utilizzare la zona centrale per vicino o per lontano dando a questa la potenza voluta e di conseguenza utilizzare la zona periferica per lontano o per vicino con un andamento ad eccentricità progressiva. LENTE MULTIFOCALE POSITIVA CON ZONA CENTRALE PER VICINO E PERIFERICA PER LONTANO Fig.8 LENTE MULTIFOCALE POSITIVA CON ZONA CENTRALE PER LONTANO E PERIFERICA PER VICINO Fig.9 5

La figura 10 rappresenta una lente negativa con zona centrale per lontano e zona periferica ad eccentricità progressiva per vicino. Questo tipo di configurazione è quello che consente di ottenere i migliori risultati nella correzione dei soggetti miopi-presbiti. CONFIGURAZIONE DELLA ZONA SFERICA E DELLA ZONA AD ECCENTRICITA PROGRESSIVA Fig.10 La figura 11 rappresenta una lente positiva con zona centrale per vicino e zona periferica ad eccentricità progressiva per lontano. Questo tipo di configurazione è quello che consente di ottenere i migliori risultati nella correzione dei soggetti ipermetropi-presbiti. CONFIGURAZIONE DELLA ZONA SFERICA E DELLA ZONA AD ECCENTRICITA PROGRESSIVA Fig.11 6

Aberrazione di sfericità di una lente sferica Nella figura 12 è rappresentata l aberrazione di sfericità di una lente sferica positiva. I raggi provenienti dall infinito paralleli all asse ottico non formano una focale unica, una volta superata la lente, ma formano una serie di fuochi. I raggi marginali, rispetto a quelli parassiali, subiscono una deviazione maggiore. Fig.12 Il grafico rappresentato in figura 13 evidenzia che al variare del diametro pupillare, il potere aumenta progressivamente. Tale condizione si presenta sempre in una lente sferica. Fig13 7

Aberrazione di sfericità di una lente sferica bifocale Nella figura 14 è rappresentata una lente bifocale sferica positiva. I raggi provenienti dall infinito paralleli all asse ottico non formano una serie di focali, una volta superata la lente, ma formano due gruppi di fuochi. I raggi passando attraverso le due zone centrale e marginale vengono deviati in modo diverso in quanto cambia il raggio di curvatura. Fig.14 Il grafico rappresentato in figura 15 evidenzia i due gruppi di fuochi. Tale condizione si presenta sempre in una lente bifocale. Fig.15 8

Lente aplanatica Nella figura 16 è rappresentata una lente aplanatica. I raggi una volta superata la lente formano una focale unica. Questo tipo di lente è progettata in modo da eliminare ogni tipo di aberrazione. Fig.16 Il grafico rappresentato in figura 17 evidenzia che al variare del diametro pupillare il potere della lente non cambia. Fig.17 9

Lente ad eccentricità progressiva Nella figura 18 è rappresentata una lente ad eccentricità progressiva. I raggi provenienti dall infinito paralleli all asse ottico non formano una focale unica, una volta superata la lente, ma una serie di fuochi in funzione dell addizione per vicino e dell area predestinata. Fig.18 Il grafico rappresentato in figura 19 evidenzia che la zona centrale è per vicino e la zona periferica è per lontano e viene utilizzata una curva ad eccentricità progressiva. Fig.19 10