Università La Sapienza sede di Latina Facoltà di Economia Cattedra di RAGIONERIA a.a. 2013-2014 APPUNTI DI RAGIONERIA Dispensa n. 9: Liquidità, ratei e risconti, conti d ordine Il presente materiale è di ausilio alla didattica frontale svolta in aula e viene utilizzato al solo scopo di favorire il proficuo apprendimento delle lezioni. Pertanto, non rappresenta materiale di studio autonomo e non sostituisce in alcun modo i contenuti trattati nelle lezioni, né quelli del libro di testo. 1
LE DISPONIBILITA LIQUIDE LA CLASSIFICAZIONE CIVILISTICA Al punto C. IV (Disponibilità Liquide) dell Attivo dello Stato Patrimoniale (art. 2424), le disponibilità liquide si classificano nelle seguenti voci: 1. Depositi bancari e postali; 2. Assegni bancari e circolari; 3. Denaro e valori in cassa; 2
LA VALUTAZIONE DELLE DISPONIBILITA LIQUIDE DEPOSITI BANCARI E POSTALI VALUTATI AL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO ASSEGNI VALUTATI AL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO VALORI IN CASSA IN VALUTA ESTERA AL CAMBIO ESISTENTE ALLA CHIUSURA DELL ESERCIZIO VALORI IN CASSA IN MONETA DI CONTO SEMPLICE ENUMERAZIONE CHE COINCIDE GENERALMENTE CON IL VALORE NOMINALE 3
LA VALUTAZIONE DELLE DISPONIBILITA LIQUIDE Secondo l OIC, nel documento n. 14, per i fondi liquidi che risultano non pienamente e non immediatamente disponibili per l azienda, tali situazioni vanno segnalate in Nota Integrativa e se comportano difficoltà di utilizzo o di rimpatrio, possono determinare l esigenza di valutare questi beni al valore di presunto realizzo anziché al valore nominale. Per i fondi liquidi vincolati, se il vincolo perdurerà oltre la scadenza dell esercizio successivo, queste somme vanno inserite tra le immobilizzazioni finanziarie. 4
I RATEI E I RISCONTI NELLO SCHEMA DI STATO PATRIMONIALE RATEI E RISCONTI ATTIVI RATEI E RISCONTI PASSIVI GRUPPO D GRUPPO E 5
I RATEI E I RISCONTI: CARATTERISTICHE RATEI ATTIVI E PASSIVI RISCONTI ATTIVI E PASSIVI QUOTE DI PROVENTI O DI COSTI DI COMPETENZA DELL ESERCIZIO MA ESIGIBILI IN ESERCIZI SUCCESSIVI; COMUNI A DUE O PIU ESERCIZI LA CUI ENTITA VARIA IN RAGIONE DEL TEMPO COSTI SOSTENUTI O PROVENTI PERCEPITI ENTRO LA CHIUSRA DELL ESERCIZIO MA DI COMPETENZA DI ESERCIZI SUCCESSIVI; COMUNI A DUE O PIU ESERCIZI; LA CUI ENTITA VARIA IN RAGIONE DEL TEMPO. IN NOTA INTEGRATIVA OLTRE L ESPOSIZIONE DEI CITERI DI VALUTAZIONE E DELLE VARIAZIONI INTERVENUTE NELL ESERCIZIO OCCORRE SEGNALARE LA COMPOSIZONE DELLE VOCI RATEI E RISCONTI QUANDO IL LORO AMMONTARE SIA APPREZZABILEC 6
I RATEI E I RISCONTI IL DOCUMENTO N. 18 DELL OIC RATEI ATTIVI E PASSIVI RISCONTI ATTIVI E PASSIVI RAPPRESENTANO CREDITI E DEBITI DI MONETA, COSTITUENTI UNA SCRIUTTURA DI INTEGRAZIONE DI RICAVI E COSTI DI COMPETENZA DELL ESERCIZIO IN CHIUSURA, LA CUI INTEGRALE LIQUIDAZIONE AVERRA IN UN SUCCESSIVO ESERCIZIO. RAPPRESENTANO STORNI DI COSTI O RICAVI GIA CONTABILIZZATI PER L AVVENUTA MANIFESTAZIONE FINANZIARIA, DA RINVIARE PER QUOTA PARTE AD ESERCIZI SUCCESSIVI. ESSI RAPPRESENTANO UNA TIPICA SRITTURA DI RETTIFICA DA EFFETTUARE IN MODO DIRETTO. VALUTAZIONE: PER I CREDITI AL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO; PER I DEBITI, AL VALORE DI PRESUMIBILE ESTINZIONE. 7
I RATEI E I RISCONTI: IL CALCOLO TEMPO FISICO TEMPO ECONOMICO IL DOCUMENTO N. 18 ENFATIZZA TALE METODO QUANDO IL COSTO O IL RICAVO DERIVINO DA PRESTAZIONI CONTRATTUALI IL CUI CONTENUTO ECONOMICO NON SIA COSTANTE NEL TEMPO. TALE METODO AMPLIA I MARGINI DI DISCREZIONALITA, E PRECLUDE LA COMPARABILITA DEI BILANCI NEL TEMPO. IN NOTA INTEGRATIVA, SECONDO L OIC, OCCORRE EVIDENZIARE I CASI DI DISCORADANZA TRA I CONCETTI DI TEMPO FISICO E TEMPO ECONOMICO AI FINI DELLA QUANTIFICAZIONE ADOTTATA. OCCORE INOLTRE DISTINGUERE I RATEI E I RISCONTI AVENTI DURATA INFERIORE O SUPERIORE AI CINQUE ANNI. 8
I CONTI D ORDINE L art. 2424 del Codice Civile dispone che in calce allo Stato Patrimoniale, siano evidenziate le garanzie prestate dall azienda (distinte nelle varie tipologie) e gli altri conti d ordine. 9
I CONTI D ORDINE Secondo il principio contabile n. 22 dell OIC afferma che i conti d ordine riguardano la rilevazione contabile di fatti, che pur influenzando quantitativamente il patrimonio ed il risultato economico aziendale alla data di redazione del bilancio, possono produrre effetti di tale tipo nel futuro. Si distinguono tre classi di conti d ordine: Sistema dei rischi; Sistema degli impegni; Sistema di beni di terzi presso l azienda. 10
I CONTI D ORDINE: IL METODO DI RILEVAZIONE Il metodo di rilevazione prevede la rilevazione quando sorge il rischio, l impegno o il possesso di beni di terzi e delle rilevazioni opposte ogniqualvolta l entità del rischio, dell impegno, o dei beni di terzi presso l azienda si è ridotta. In questo modo il saldo del conto esprime il rischio, l impegno o l ammontare dei beni di terzi presso l azienda, da riepilogare in Bilancio al di sotto dei totali dell Attivo e del Passivo. 11
I CONTI D ORDINE: IL SISTEMA DEI RISCHI Il documento n. 22 considera esclusivamente le garanzie prestate dall azienda a favore di terzi. La differenza tra l inserimento in un conto d ordine e lo stanziamento in un fondo rischi consiste nel fatto che: Il conto d ordine indica l importo massimo della garanzia escutibile anche se non vi è probabilità che tale garanzia debba essere effettivamente concessa a terzi; Il fondo rischi implica che via sia elevata probabilità di dover concedere la garanzia prestata. **** La valorizzazione del conto d ordine deve corrispondere all importo della garanzia prestata. Lo stanziamento nel fondo rischi dovrà riferirsi solo alla parte che probabilmente l azienda ritiene di dover pagare. 12
I CONTI D ORDINE: IL SISTEMA DEI RISCHI I Conti d ordine riferiti alle garanzie : Avalli; Lettere di patronage; Fideiussioni; Fideiussioni ad altro fideiussore; Fideiussioni omnibus; Fideiussioni con altri co-garanti; Altre garanzie personali; Garanzie reali con pegno; Garanzie reali con ipoteca; Garanzie per cessioni crediti pro-solvendo 13
I CONTI D ORDINE: IL SISTEMA DEGLI IMPEGNI Il documento n. 22 prevede che devono essere registrati tra i conti d ordine gli impegni derivanti da contratti sinallagmatici, in particolare, gli impegni derivanti da contratti ad esecuzione differita. Come impegni derivanti da: Contratti derivati, si rileva l impegno ad acquisire o cedere un certo prodotto finanziario, il valore che essi esprimono è basato del prezzo che assume il parametro di riferimento ( una certa attività finanziaria, un indice di borsa); Contratti a termine di merci, valute e titoli, si rileva l impegno relativo alla consegna o all acquisto dei beni medesimi. Il valore da attribuire a tali conti d ordine deve riflettere il prezzo a termine concordato inizialmente, se l impegno è stabilito in termini monetari. Se l impegno fosse definito in termini di unità fisiche allora i conti d ordine devono riflettere il valore di mercato di tali beni alla chiusura dell esercizio. 14
I CONTI D ORDINE: IL SISTEMA DEGLI IMPEGNI Qualora dall impegno assunto derivi in prospettiva uno squilibrio tra prestazioni a danno dell impresa, nel passivo deve essere stanziato un fondo rischi. (Principio della prudenza). 15
I CONTI D ORDINE: IL SISTEMA DEI BENI DI TERZI La terza tipologia di conti d ordine riguarda i beni di terzi che per vari motivi possono trovarsi momentaneamente in azienda (a titolo di deposito, pegno, cauzione, lavorazione, comodato). Se il bene fosse denaro, la rilevazione va fatta direttamente in contabilità generale come accensione di un debito per cauzione nei confronti di terzi, da riepilogarsi alla voce D.14 del passivo dello Stato Patrimoniale. Se si tratta di titolo a reddito fisso non quotato la valutazione deve basarsi sul valore nominale; Se si stratta di beni quotati presso il mercato mobiliare, la valutazione deve basarsi sul valore corrente di mercato; Se si tratta di altri beni la valutazione dovrà basarsi sul valore desunto dalla documentazione esistente. 16