UNI-A.T.E.Ne.O. Ivana Torretta



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UNI-A.T.E.Ne.O. Ivana Torretta Anno Accademico 2013 2014 Argomenti di Medicina Generale e terapia EVOLUZIONE E UOMO: è sempre lotta per l esistenza? LA CRONOBIOLOGIA: occhio all orologio; devo prendere la pillola L USO CONSAPEVOLE DEI FARMACI: le regole cui attenersi LA SPESA PER LE CURE ESPLODE E VOGLIO SPENDERE IL MENO POSSIBILE: consigli per risparmiare ODDIO HO L ALZHEIMER! Ditemi che ci sono novità MI SI È INTASATO IL FILTRO! Il rene e la sua voce Silvio Chierichetti MD, SD, Ph. D. Nerviano, 27 marzo 2014

Alzheimer: il grande capitolo delle demenze Demenze primarie (75%): malattia di Alzheimer, malattia di Pick, Demenze secondarie: Parkinson, corea di Huntington. Demenza vascolare; Demenze da prioni; Demenza da disturbi endocrino-metabolici (patologie tiroidee, epatiche, da insufficienza renale); Demenza carenziale (sindrome di Korsakoff-Wernicke, pellagra, deficit di B12 e folati); Demenza da encefalopatie tossiche; Demenza da malattie organiche di varia natura (tumori, traumi, sclerosi multipla); Demenza da infezioni (AIDS, meningite, malattia di Whipple).

Malattia di Alzheimer Disordine neurodegenerativo progressivo e fatale caratterizzato da deterioramento di: memoria, attività quotidiane, sintomi neuropsichiatrici e comportamentali (J L Cummings, Nejm:2004)

Alzheimer: dimensioni del problema Processo degenerativo e progressivo dei neuroni Deterioramento progressivo delle funzioni cognitive Prevalenza USA: 4,5 mln 13,2 mln 2050 Italia: 1 mln 2,5 mln 2050 Alois Alzheimer 1907 Costo totale: maggiore di malattie tumorali e c. vascolari (the Lancet, 2013) Età: 1% 60 anni 25% > 85 anni Costi totali USA: $ 83,9 mld Italia:???

Eziologia e patogenesi Genetici Non genetici *APP anomala: cromosoma 21 Down: 21 PS1: 14 PS2: 1 Altri geni? M di Alzheimer Tossine Virus Prioni Bassa scolarità Traumi *Amiloid Precursor Protein Ambiente + geni + invecchiamento

Diagnosi Certa o definita Probabile Possibile Solo post morte Sintomatologia tipica Clinica atipica ma senza altre alternative Criteri diagnostici DMS IV: Diagnostic Statistical Manual of mental disorders del NINCS-ADRDA: National Institute of Neurologic & Communicative Disorders & Stroke-Alzheimer Disease & Releted Disorders Association Sensibilità diagnostica 65 75%

Clinica: quadro classico Amnesie: nomi, luoghi, persone Disorientamento spazio temporale Incuria persona, igiene, alimentazione, sicurezza personale Riduzione attività quotidiane, umore, comportamento, psicosi, apatia, agitazione Sintomi meno frequenti Alterazioni motorie, sensitive, postura, epilessia Fino a stato vegetativo 8-10 anni

Diagnosi: laboratorio Goal: escludere tutte le altre cause di demenza Ematologia: anemie, fegato, elettroliti, diabete, sifilide, HIV, intossicazioni, PCR per infezioni, malattie infiammatorie croniche (35% delle demenze) Indagini strumentali: CT, RM, PET Nb.: *97% casi lievi 50% casi moderati Non riconosciuti in tempo Al primo sospetto Rivolgersi ai centri di psico - geriatria specializzati * Fondamentale la diagnosi precoce per informare il soggetto!!!??? e per ritardare evoluzione

Probabile Alzheimer: Immagini da scansione Scans of Patients with Probable Alzheimer's Disease. RM PET Che cosa riduce così il cervello? Cummings JL. N Engl J Med 2004;351:56-67.

Patofisiologia: cosa sappiamo La cascata dell amiloide APP: Amiloid Protein Precursors α, β, γ secretasi α, β, γ generazione di Aβ ossidazione aggreg.aβ flogosi fosforil. Tau P deposizione Conseguenze di generazione Aβ morte neuroni riduzione neurotrasmettitori sintomi Alzheimer

Ipotesi alternative Metalli pesanti Tau proteina anomala Fattori vascolari Virus Altro.

Memantin a (Anti glutammato) Le terapie ad oggi Inibitori acetilcolinesterasi: donazepil rivastigmina galantamina Risultati statisticamente significativi ma clinicamente irrilevanti. Terapie sintomatiche

La ricerca di nuove terapie Antisecretasi Antiamiloide Inibitori aggregazione Genetica

Le terapie allo studio Vaccini anti Amiloide Sospesi x encefaliti Farmaci antiamiloide Anticorpi monoclonali in fase 3 bapineuzumab solanezumab. Risultati significativi statisticamente su sintomi e strumentalmente su PET ma non rilevanti clinicamente. E. Karran e J Hardy (Nejm genn.2014): entrambi gli studi hanno fornito informazioni rilevanti sul ruolo di alcuni marcatori (fosfo - Tau) e sul volume cerebrale (PET) e quindi dobbiamo continuare a indagare su come modulare i livelli Aβ nel cervello

Nuove scoperte sull'origine di Alzheimer e Parkinson Alzheimer, il tempo è tutto Contro le malattie degenerative si punta alla prevenzione: c è un radiofarmaco (flobetapir: diagnosi precoce)

e adesso che lo so, che faccio?

Non ci sono cure: posso solo ritardare l evoluzione Ginnastica mentale Frequentare l università (Preparare le lezioni) Sviluppare interessi Visitare musei. Stile di vita sano Come? Non cadere in depressione!!!