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Capitolo Primo: Le operazioni di gestione 21 Fatti interni Trasformazioni economiche PARTE SECONDA LA GESTIONE AZIENDALE Capitolo Primo Le operazioni di gestione In questo capitolo analizzeremo le diverse operazioni della gestione, che si distinguono in fatti esterni o di scambio e fatti interni o di produzione economico-tecnica. La gestione è alla base dell intera attività aziendale, ma perché essa possa essere svolta bisogna investire in un complesso di beni che formano il patrimonio aziendale. Quest ultimo può essere considerato sia sotto l aspetto qualitativo che quantitativo. Per poter investire, un azienda ha bisogno di capitali le cui fonti possono essere o il soggetto economico dell azienda e, quindi, si parla di capitale proprio, oppure terzi estranei all azienda e, quindi, si parla di capitale di debito o di terzi. IL SISTEMA AZIENDALE Sistema di operazioni Finanziamenti Investimenti Disinvestimenti 1. LA GESTIONE COME COMPLESSO DI OPERAZIONI Fatti esterni Patrimonio aziendale La gestione è definita come quel complesso di operazioni economico-finanziarie, tra loro collegate e coordinate, effettuate dagli organi aziendali in vista degli obiettivi immediati e finali da raggiungere.

22 Parte Seconda: La gestione aziendale Operazioni di finanziamento Operazioni di investimento Operazioni di trasformazione Operazioni di disinvestimento Operazioni di gestione Con le operazioni di finanziamento, l impresa acquisisce i mezzi finanziari. I capitali acquisiti possono essere di due tipi a seconda della fonte di finanziamento: capitale proprio; capitale di terzi. Il capitale proprio è rappresentato dai mezzi finanziari forniti dal proprietario se l impresa è individuale o dal socio se l impresa è collettiva. Il capitale proprio chiamato anche capitale di apporto è costituito dai cosiddetti conferimenti (dei proprietari o dei soci). Possono essere conferimenti in denaro e in natura. Il capitale di terzi è costituito da tutti i capitali forniti da un terzo soggetto; rappresentano dei prestiti fatti all impresa; il finanziatore diventa creditore dell impresa. Le operazioni di investimento sono quelle attraverso le quali l impresa acquista i beni strumentali, le materie prime ecc., cioè tutti i fattori produttivi, e danno luogo ad uno scambio tra un flusso reale in entrata (di beni, servizi e lavoro) e un flusso finanziario in uscita (denaro o sostituti del denaro). Le operazioni di trasformazione tecnico-economica avvengono all interno dell impresa e possono dar luogo a processi di produzione fisica o a processi di produzione economica con il trasferimento dei beni nel tempo e nello spazio. Le operazioni di disinvestimento, che sono rappresentate dalle operazioni con cui vengono venduti beni o effettuate prestazioni di servizi, danno luogo a uno scambio, di segno inverso a quelle di investimento, tra un flusso finanziario in entrata (denaro o crediti) e un flusso in uscita (beni venduti e servizi prestati). investimento input finanziamento trasformazione trasformazione output disinvestimento

Capitolo Primo: Le operazioni di gestione 23 2. OPERAZIONI INTERNE ED ESTERNE ALLA GESTIONE I fatti interni di gestione sono tutte le operazioni tecnico-economiche che si concretano nella acquisizione di fattori produttivi durevoli e non durevoli e nell impiego degli stessi al fine di ottenere i beni e i servizi da collocare sul mercato. I fatti esterni di gestione sono le operazioni di finanziamento, di investimento e disinvestimento, ovvero le operazioni attraverso le quali si effettuano atti di scambio con terzi, clienti e fornitori, al fine di reperire i fattori produttivi e si collocano sul mercato i beni ed i servizi ottenuti. Queste ultime sono operazioni con le quali l impresa si collega direttamente con operatori economici esterni. I fatti esterni di gestione danno origine a entrate o uscite finanziarie che corrispondono a: entrate o uscite monetarie; aumenti o diminuzione dei crediti e dei debiti. Acquisto Fattori produttivi 3. LE AREE DELLA GESTIONE Contabilità analitica Fatti di gestione interna AZIENDA Fatti di gestione esterna Contabilità generale Vendita prodotti fabbricati o servizi resi Per meglio conoscere la realtà aziendale, approfondendone i caratteri salienti, è opportuno scomporre le operazioni di gestione in classi, ovvero in settori che raggruppino fatti di contenuto omogeneo. A tal proposito distinguiamo: l area finanziaria; l area patrimoniale; l area caratteristica; l area fiscale. L area finanziaria è costituita dal complesso delle operazioni relative all acquisizione dei mezzi finanziari indispensabili allo svolgimento dell attività aziendale, nonché alla remunerazione e al rimborso dei capitali di terzi e del capitale proprio. Per procurarsi i mezzi finanziari necessari al raggiungimento delle proprie finalità, le imprese possono ricorrere al capitale proprio o al capitale di terzi (indebitamento).

24 Parte Seconda: La gestione aziendale Il capitale proprio o capitale di rischio consiste in un conferimento in denaro o in natura effettuato dal titolare o dai soci, all atto della costituzione dell azienda. Tali conferimenti iniziali sono destinati ad aumentare per effetto di: a) ulteriori conferimenti effettuati successivamente all atto della costituzione dell azienda; b) utili conseguiti e non distribuiti; tali utili vengono reinvestiti nell attività aziendale e vengono di fatto ad aumentare il capitale proprio. Si parla in tal caso di autofinanziamento. Per contro possono diminuire per effetto di: a) prelievi effettuati dal proprietario o dai soci; b) perdite conseguenti alla gestione aziendale. Quando il capitale proprio si manifesta insufficiente alle esigenze dell azienda, questa ricorre all indebitamento, ovvero al capitale di terzi a seconda delle proprie esigenze, a breve, medio e a lungo termine. Il ricorso a capitale di terzi può essere giustificato: dalla necessità dell azienda di acquisire i beni strumentali a lungo ciclo di utilizzo; dalla necessità di finanziare l acquisto di beni da destinare alla vendita o alla produzione. Nel primo caso l azienda ricorre al capitale di finanziamento, nel secondo al capitale di fornitura. Nei debiti di finanziamento, il rapporto di debito/credito trova origine in prestiti concessi in veste monetaria. I debiti di fornitura derivano dall acquisto di merci o servizi a pronta consegna e con pagamento differito. L area caratteristica è costituita dal complesso delle operazioni relative all acquisto dei fattori produttivi a breve e a lungo ciclo di utilizzo, nonché da tutte le operazioni riguardanti il processo produttivo, l amministrazione e la vendita dei prodotti ottenuti attraverso l utilizzo di tali fattori. I mezzi finanziari a disposizione (capitale proprio e/o capitale di terzi acquisito attraverso l indebitamento) vengono utilizzati per l acquisto dei fattori della produzione indispensabili per il conseguimento del fine aziendale. Beni strumentali: partecipano al processo produttivo per diversi esercizi erogando la loro utilità economica per periodi medio-lunghi. FATTORI DELLA PRODUZIONE Beni destinati alla trasformazione: esauriscono la loro utilità in un solo ciclo produttivo o comunque in un arco di tempo non eccedente l anno solare. Prestazioni di lavoro dipendente Prestazioni di lavoro autonomo e servizi prestati da altre aziende L investimento comporta l utilizzo dei mezzi finanziari a disposizione, ciò significa che bisogna necessariamente sostenere un costo. I beni destinati alla lavorazione vengono immessi nel ciclo produttivo per ottenere beni e servizi da destinare alla vendita.

Capitolo Primo: Le operazioni di gestione 25 Con il disinvestimento i mezzi finanziari investiti nell acquisizione dei fattori produttivi rientrano nell azienda in forma monetaria, il che si traduce nel conseguimento di un ricavo. Il recupero dei mezzi monetari precedentemente investiti può essere immediato se il regolamento del prezzo avviene contestualmente all atto della consegna del bene ceduto, oppure differito, nel caso in cui il pagamento venga posticipato a un tempo successivo, sorge in tal modo una posizione creditoria nei riguardi dell acquirente. L area patrimoniale o extra-caratteristica è costituita da operazioni di investimento e disinvestimento relative a beni estranei all area caratteristica e capaci di produrre autonomamente redditi. Si tratta di beni momentaneamente inutilizzati o di capitali eccedenti il fabbisogno dell attività aziendale, che vengono investiti in attività diverse da quelle costituenti la tipica attività dell azienda. Appartengono, ad esempio, all area patrimoniale: gli investimenti in titoli di Stato ecc.; l affitto di immobili e/o di beni strumentali di proprietà dell impresa e da questa non utilizzati per lo svolgimento della propria attività economica. L amministrazione dei beni patrimoniali comporta necessariamente dei costi e dei ricavi di gestione. Sono esempi di costi di gestione le spese che s incontrano per riparazioni e manutenzioni dei fabbricati civili, le spese di amministrazione e custodia titoli e così via; costituiscono, invece, ricavi di gestione i fitti riscossi sui fabbricati, gli interessi sui titoli ecc. L area fiscale considera le imposte che colpiscono il reddito nel nostro sistema tributario. Le imposte che colpiscono il reddito conseguito dalle persone fisiche, giuridiche e dagli enti di qualsiasi natura sono l IRPEF e l IRES. Le imprese sono inoltre assoggettate a un imposta a carattere regionale denominata IRAP. Dal punto di vista contabile è da osservare che le imposte sul reddito rappresentano un costo solo per le società e non per le aziende individuali, in quanto l azienda individuale non è soggetto autonomo ai fini IRPEF e quindi l obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi e di versare le relative imposte ricade sull imprenditore. Il modello UNICO comprende di norma oltre alla dichiarazione annuale dei redditi anche la dichiarazione ai fini IVA, la dichiarazione del sostituto d imposta e la dichiarazione ai fini IRAP. Gli altri tributi di carattere non reddittuale che gravano sull azienda rappresentano per lo più degli oneri di carattere amministrativo e commerciale e, come tali, vengono fatti rientrare nell ambito dell area caratteristica. 4. IL PATRIMONIO AZIENDALE Il patrimonio dell impresa è l insieme coordinato dei beni economici che, in un dato momento, sono a disposizione dell azienda e sono in stretta connessione con le fonti di finanziamento che ne hanno consentito l acquisizione.

26 Parte Seconda: La gestione aziendale Costituiscono gli elementi del patrimonio: i fabbricati, gli impianti, gli automezzi, i mobili, i crediti, le merci in magazzino ecc.; questi beni che l azienda possiede e utilizza per lo svolgimento dell attività aziendale possono essere gravati da debiti che il soggetto aziendale ha contratto. I fabbricati, i crediti ecc. sono elementi attivi del patrimonio; i debiti contratti nelle varie forme (mutui, cambiali da pagare ecc.) sono elementi passivi del patrimonio. Da tenere presente che il patrimonio di un azienda muta continuamente, i crediti e i debiti si accendono e si estinguono, il denaro entra ed esce ecc. ma, come risulta dalla definizione, il patrimonio deve essere riferibile ad un istante, ciò sta a significare che il concetto di patrimonio è statico. Gli elementi che compongono il patrimonio inteso in senso qualitativo, in un dato momento, costituiscono il complesso di investimenti. L aspetto qualitativo del patrimonio considera la natura, la funzione e le caratteristiche degli investimenti e dei finanziamenti che lo compongono. La principale classificazione degli elementi del patrimonio delle aziende di produzione è quella effettuata sulla base della loro destinazione economica che li distingue nelle categorie delle immobilizzazioni e dell attivo circolante. Gli investimenti Le immobilizzazioni sono costituite da investimenti destinati a perdurare per un lungo periodo nei processi aziendali. Esse si suddividono in: immobilizzazioni immateriali, costituite da impieghi di mezzi finanziari che pur non essendo beni in senso stretto hanno un utilità che dura nel tempo (per esempio le spese di costituzione); immobilizzazioni materiali, rappresentate dai beni strumentali la cui utilità economica si protrae per periodi medio-lunghi (sono un esempio i macchinari); immobilizzazioni finanziarie, formate dai prestiti con scadenza oltre l anno che l azienda ha concesso a terzi e da investimenti durevoli in azioni o quote di altre società (partecipazioni). L attivo circolante è costituito da investimenti sotto forma di scorte liquide in attesa di impiego e da quei beni destinati alla vendita, al consumo o alla produzione che permangono nell azienda per un periodo di tempo breve, non superiore all anno e ritornano in forma monetaria. L attivo circolante si suddivide in: scorte di magazzino, rappresentano gli investimenti di breve periodo rivolti alla trasformazione, al consumo o allo scambio entro un arco di tempo non superiore all anno; liquidità differite, comprendono tutti i crediti non superiori all anno; liquidità immediate, rappresentate da mezzi liquidi come la cassa o i depositi in banca. I finanziamenti Le fonti di finanziamento, come si è detto nei precedenti paragrafi, si suddividono in capitale proprio (o di rischio) e capitale di terzi (o di debito). Il capitale proprio è costituito dai conferimenti in denaro oppure in natura che il proprietario (nelle aziende individuali) o i soci (nelle aziende collettive) apportano nell azienda e dagli utili non distribuiti. I conferimenti costituiscono il capitale d apporto, la cui entità nelle società è data dal valore del capitale sociale, mentre nelle aziende individuali coincide con il patrimonio netto. Il capitale d apporto può venire conferito al momento della costituzione oppure in momenti successivi della vita aziendale, quando si rendano necessari nuovi finanziamenti. Gli utili non distribuiti rappresentano invece il capitale di risparmio: parte di ricchezza che viene lasciata a disposizione dell azienda, che potrà investirla in impieghi a scopo produttivo.

Capitolo Primo: Le operazioni di gestione 27 Il capitale proprio è soggetto direttamente al rischio d impresa e non è caratterizzato da scadenze: il suo investimento all interno dell impresa è da considerarsi a tempo indeterminato. Chiaramente sarebbe preferibile e conveniente per l impresa ricorrere soltanto a fonti di capitale proprio, per le caratteristiche di assenza di scadenze e di non obbligatorietà di remunerazione. Il capitale di terzi è costituito dai mezzi provenienti dall esterno dell azienda che originano i debiti che si dividono in debiti di regolamento e in debiti di finanziamento. I debiti di regolamento sono originati dal credito mercantile o di fornitura, ovvero dalle dilazioni di pagamento che vengono accordate dai fornitori. Potendo l impresa disporre di materie, merci, prodotti o servizi settimane o mesi prima della scadenza del relativo pagamento, è come se venisse a tutti gli effetti finanziata dai propri fornitori. I debiti di finanziamento sono costituiti da stanziamenti di somme di denaro o da disponibilità di beni in natura che soggetti esterni all azienda compiono a favore dell impresa. Sono tipicamente rappresentati da finanziamenti bancari, emissione di cambiali finanziarie, prestiti a medio-lungo termine, prestiti obbligazionari ecc. Tali finanziamenti sono soggetti solo indirettamente al rischio d impresa: i finanziatori hanno infatti a disposizione diverse possibilità di rivalsa nei confronti dell azienda, ai fini del recupero dei loro capitali, nel caso in cui la gestione non sia positiva. Sono inoltre caratterizzati da una scadenza, che può peraltro essere prorogata dietro accordo fra le parti. FINANZIAMENTI (ORIGINE O PROVENIENZA DELLE RISORSE FINANZIARIE Capitale proprio (o di rischio) Capitale di terzi (o di debito) Capitale di Capitale di Debiti a breve Debiti consolidati conferimento risparmio (entro i 12 mesi) (oltre i 12 mesi) CAPITALE ACQUISITO = CAPITALE INVESTITO 5. ATTIVITÀ, PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO L aspetto quantitativo del patrimonio considera i valori che assumono gli elementi del patrimonio, ossia la loro espressione in termini monetari. Nell aspetto quantitativo si distinguono: valori finanziari, elementi patrimoniali già espressi in termini monetari; valori economici, elementi patrimoniali che possono essere espressi in termini monetari soltanto a seguito di un processo di valutazione.

28 Parte Seconda: La gestione aziendale Sotto il profilo quantitativo, il patrimonio si presenta come un sistema di valori costituiti da: attività sono i valori attribuiti ai beni, ai servizi e ai diritti a disposizione del soggetto aziendale nel momento della determinazione del patrimonio. L insieme delle attività corrisponde agli impieghi; passività sono i finanziamenti ottenuti dalle banche o fornitori e non ancora estinti; patrimonio netto si ottiene per differenza tra attività e passività nell ipotesi che il valore delle prime sia superiore a quello delle seconde. L insieme delle passività e del patrimonio netto corrisponde alle fonti. 6. INDICATORI DI STRUTTURA DEL PATRIMONIO DELL IMPRESA In Economia aziendale esistono alcuni fondamentali misuratori che danno utili indicazioni sulla correlazione che intercorre tra i finanziamenti e gli impieghi, sulla capacità dell azienda di far fronte ai propri impegni finanziari e quindi sull equilibrio o meno della struttura finanziaria stessa. Essi sono: capitale circolante netto; margini di struttura; margine di tesoreria. Il capitale circolante netto è costituito dalla differenza tra l attivo circolante (o attività correnti) e le passività correnti. Esso è rappresentato da tutti gli investimenti con un tempo di ritorno breve, di norma non superiore all anno capitale circolante netto = attività correnti passività correnti Il valore ottenuto quantifica la capacità da parte dell impresa di far fronte agli impegni (debiti) a breve facendo affidamento sulle attività più facilmente monetizzabili, al massimo entro l anno. Mediante il margine di struttura, l azienda può misurare quanto i mezzi propri coprono gli investimenti in immobilizzazioni margine di struttura = capitale proprio immobilizzazioni nette L ultimo importante indicatore della struttura finanziaria è il margine di tesoreria, dato dalla differenza fra le liquidità immediate e differite e le passività correnti margine di tesoreria = liquidità passività correnti In conclusione la struttura finanziaria di un impresa potrà dirsi in equilibrio in modo ottimale solo quando i tre indici saranno positivi.

R Ratei artt. 2424, 2424 bis, 2427 codice civile; D.Lgs. 9-4-1991, n. 127 Quote di entrate o di uscite future, relative a ricavi e costi economicamente già maturati, ma finanziariamente non ancora liquidati e determinabili in proporzione al tempo. Essi discendono tipicamente da operazioni (prestiti, locazioni) comuni a due periodi amministrativi, quando il loro prezzo (interesse, fitto), in corso di maturazione alla data di compilazione dell inventario, sia liquidato in via posticipata. Dunque sono valori numerari presunti che misurano quote di costi o di ricavi imputabili al reddito d esercizio in chiusura. Costituiscono, in pratica, poste di integrazione del risultato economico. I ratei possono essere: attivi, se relativi a ricavi già maturati, ma che saranno liquidati nell esercizio successivo; passivi, se, invece, attengono a costi già maturati, ma che saranno liquidati nell esercizio successivo. Inoltre, i ratei attivi rappresentano: componenti positivi del reddito dell esercizio in chiusura; elementi attivi del capitale di funzionamento a fine esercizio; componenti negativi del reddito dell esercizio successivo. I ratei passivi, invece, rappresentano: componenti negativi del reddito dell esercizio in chiusura; elementi passivi del capitale di funzionamento a fine esercizio; componenti positivi del reddito dell esercizio successivo. Mentre i ratei attivi appaiono nell attivo dello stato patrimoniale, i ratei passivi si collocano nella sezione del passivo. I ratei in definitiva sono valori di imputazione; infatti hanno lo stesso segno dei singoli conti di reddito da cui traggono origine, a differenza dei risconti che sono valori di storno. Sono valori numerari di fine periodo. CARATTERISTICHE DEI RATEI Sono relativi a costi e ricavi economicamente già maturati, il cui aspetto finanziario si verificherà nell esercizio successivo. Sono poste integrative del reddito di esercizio e del correlato capitale di funzionamento. Hanno lo stesso segno dell operazione da cui derivano. Scaturiscono da costi e ricavi, comuni a due esercizi consecutivi, che maturano in relazione al decorrere del tempo. ESEMPIO DI RATEI Tra i debiti figura un mutuo passivo di 30.000 euro, tasso 8% annuo, con interessi pagabili in via posticipata il 1 aprile ed il 1 ottobre di ogni anno. Il prossimo 1 febbraio si dovrà incassare un fitto trimestrale posticipato di 1.500 euro. Calcoliamo e rileviamo i due ratei. 30. 000 8 6 I = = 1.200 euro (importo degli interessi semestrali relativi al mutuo) 1. 200 243 R

R 244 A) Schema di calcolo rateo passivo 1/10 31/12 1/4 Il valore del rateo si calcola come segue: da cui x = 600 euro (rateo passivo) B) Schema di calcolo di rateo attivo Chiusura dell esercizio 6 : 1.200 = 3 : x (mesi) (mesi) Data di pagamento 1/11 31/12 1/2 Il valore del rateo si calcola come segue: da cui x = 1.000 euro (rateo attivo) Periodo di maturazione economica del costo Quota di competenza da imputare all esercizio in chiusura (rateo passivo) Chiusura dell esercizio 3 : 1.500 = 2 : x (mesi) (mesi) Quota di competenza del nuovo esercizio Periodo di maturazione economica del ricavo Quota di competenza da imputare all esercizio in chiusura (rateo attivo) Quota di competenza del nuovo esercizio Data di riscossione Reddito operativo Risultato della cd. gestione aziendale caratteristica, derivante cioè dalla normale attività dell impresa. È dato dalla differenza tra i ricavi di vendita e i costi industriali, commerciali e amministrativi. Ricevuta fiscale L. 10-5-1976, n. 249; L. 3-10-1987, n. 403; L. 30-12-1991, n. 413; D.P.R. 21-12-1996, n. 696; D.L. 30-9-2003, n. 269, conv. in L. 326/2003 Documento sul quale si attestano le prestazioni effettuate e l importo versato dai beneficiari di tali prestazioni. È prevista in via obbligatoria, quale strumento di controllo fiscale, per alcune categorie di contribuenti che effettuano specifiche cessioni di beni e/o prestazioni di servizi. Tali soggetti, infatti, devono emettere la ricevuta fiscale per tutte quelle operazioni commerciali per le quali non è obbligatoria l emissione della fattura. La ricevuta fiscale deve contenere le seguenti indicazioni: numerazione progressiva prestampata, attribuita dalla tipografia autorizzata a stampare i suddetti modelli; data dell operazione; ditta, denominazione o ragione sociale, ovvero nome e cognome se persona fisica, domicilio fiscale e numero di partita IVA dell emittente, nonché l ubicazione dell esercizio in cui viene esercitata l attività e sono conservati i documenti contabili;

natura, qualità e quantità dei beni e servizi che sono oggetto dell operazione; ammontare dei corrispettivi dovuti, comprensivi dell imposta sul valore aggiunto. Qualora il medesimo documento assuma la forma di fattura, la ricevuta fiscale deve contenere anche il numero progressivo attribuito dall emittente, i dati identificativi del cliente, l aliquota dell imposta sul valore aggiunto applicata, l ammontare imponibile e l imposta relativa. La fattura - ricevuta fiscale deve essere rilasciata a richiesta del cliente ed assolve le medesime funzioni della fattura. La ricevuta deve essere emessa in duplice esemplare per ciascuna operazione e la copia deve essere consegnata contestualmente al cliente. Le copie delle ricevute fiscali vanno conservate fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell emissione. Dal 21 febbraio 1997, in seguito all emanazione del D.P.R. 696/96, è operante la piena alternatività tra ricevuta e scontrino anche ai fini della documentazione delle spese sostenute. Risconti artt. 2424, 2424 bis, 2427 codice civile; D. Lgs. 9-4-1991, n. 127 Quote di costi o di ricavi che si sono già manifestati finanziariamente ma che, dal punto di vista economico, sono di competenza dell esercizio successivo, al quale si rinviano proporzionalmente al tempo (da decorrere). Sono valori economici di rettifica. Secondo il segno contabile, i risconti possono classificarsi in: attivi: sono quote di costi (interessi passivi, fitti passivi ecc.) proporzionali al tempo, già liquidati ma non ancora maturati, ovvero che hanno avuto manifestazione finanziaria nell esercizio in chiusura ma che economicamente sono di competenza dell esercizio successivo; passivi: sono quote di ricavi (interessi attivi, fitti attivi) proporzionali al tempo, già liquidati ma non ancora maturati, ovvero che hanno avuto manifestazione finanziaria nell esercizio in chiusura ma che economicamente sono di competenza dell esercizio successivo. Inoltre, i risconti attivi rappresentano: componenti positivi del reddito dell esercizio in chiusura; elementi attivi del capitale di funzionamento a fine esercizio; componenti negativi del reddito dell esercizio successivo. I risconti passivi, invece, rappresentano: componenti negativi del reddito dell esercizio in chiusura; elementi passivi del capitale di funzionamento a fine esercizio; componenti positivi del reddito dell esercizio successivo. I risconti, a differenza dei ratei [vedi ] che sono valori di imputazione, sono valori di storno; infatti, hanno segno contrario rispetto a quello dei singoli conti di reddito dai quali traggono origine. RATEI Sono valori numerari presunti. Esprimono presunte entrate o uscite finanziarie future che misurano quote di ricavi o costi già maturati. Sono relativi a costi o ricavi la cui rilevazione avviene in via posticipata nel prossimo periodo. Hanno lo stesso segno dell operazione a cui si riferiscono. Sono partite integrative del reddito di esercizio e del correlato capitale di funzionamento. DIFFERENZE TRA RATEI E RISCONTI RISCONTI Sono valori economici. Esprimono quote di costi e ricavi già rilevati ma non ancora maturati. Sono relativi a costi e ricavi la cui rilevazione contabile è avvenuta nell esercizio che si sta per chiudere. Hanno segno contrario a quello dell operazione cui si riferiscono. Sono partite rettificative del reddito di esercizio e del correlato capitale di funzionamento. 245 R