Premesse alla statistica



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Premesse alla statistica Versione 22.10.08 Premesse alla statistica 1

Insiemi e successioni I dati di origine sperimentale si presentano spesso non come singoli valori, ma come insiemi di valori. Richiamiamo al proposito alcune notazioni, mantenendo l ipotesi di prendere in considerazione solo insiemi costituiti da un numero finito di elementi: gli insiemi si indicano con una lettera maiuscola, e i loro elementi con una lettera minuscola, eventualmente seguita da un indice che distingue ogni elemento nell insieme; per esempio l insieme A è costituito da elementi a i, cioè i =1,...,n,a i A essendo dunque n la cardinalità (cioè il numero degli elementi) dell insieme A, a volte indicata n=# A ; la stessa cosa si indica A={a i } o anche, più esplicitamente, A={a i } 1,...,n ; per definizione, gli elementi di un insieme sono distinti, cioè i j implica a i a j, e non ordinati (cioè per esempio {0,1,2}={2,1,0} ) è spesso utile rendere esplicito il fatto che gli elementi di un insieme A si presentano in successione, in funzione di un parametro P che a sua volta varia in un insieme discreto e ordinato, P={p 1, p 2,...} ; una successione x p 1,x p 2,... può essere dunque interpretata come una funzione x : P A che a ogni p i fa corrispondere un elemento x p i A scelto dall insieme A, chiamato insieme supporto della successione; nel caso particolarmente semplice in cui p i =i (cioè gli elementi di P sono numeri naturali), x p i si scrive anche direttamente x i Per esempio, sia A={a 1 =18,...,a 13 =30} l insieme dei voti che uno studente può prendere a un esame (tralasciando le insufficienze e la lode). Potrebbe allora essere costruita la successione dei voti presi da un certo studente in un certo intervallo di tempo, x p 1,x p 2,... il cui generico termine x p i, dunque, rappresenta l i -esimo voto, preso nell istante p i (si noti che in questo caso l indice si riferisce all ordine con cui i voti sono stati presi e non alla posizione del voto nell insieme supporto A ; e infatti la successione può contenere due o più elementi uguali) Premesse alla statistica 2

Variazioni assolute, relative, percentuali Una prima informazione che si può cercare in una successione di dati sperimentali è relativa al suo andamento, e quindi in particolare alla variazione dei valori della successione al variare dell indice della successione Dati due elementi di una successione, x i e x j, la variazione assoluta è semplicemente lo scarto del secondo dal primo, v ass x i,x j =x j x i (e quindi, banalmente, v ass x j,x i = v ass x i,x j ) La variazione relativa è invece lo scarto del secondo dal primo rispetto al valore del primo, v rel x i, x j = x j x i x i, e la variazione relativa percentuale (chiamata anche tasso di variazione) è v rel % x i,x j =100 x j x i x i (e quindi, attenzione!, v rel x j, x i v rel x i,x j ) Se per esempio si passa nella successione da x i =40 a x j =60, allora v ass x i, x j =60 40=20 mentre v rel x i, x j = 60 40 / 40=0,5 e v rel % x i,x j =100 0,5=50 %. D altra parte, la variazione da 60 a 40 corrisponde a un decremento del 33 % (lo si verifichi!). Dunque ci si potrebbe chiedere come è possibile che nel passaggio 40, 60, 40, corrispondente a una variazione assoluta nulla, la variazione relativa percentuale sia invece 50 33=17 % : la ragione è evidentemente che il primo 50% è calcolato su 40, mentre il secondo 33 % su 60 Ciò suggerisce una considerazione generale: per evitare questo genere di errori, mentre può essere efficace presentare i risultati di un elaborazione nella forma di variazioni relative, le elaborazioni dovrebbero essere effettuate in termini di variazioni assolute Dati in elaborazione, espressi mediante variazioni assolute Dati da presentare, espressi mediante variazioni assolute o relative o percentuali Premesse alla statistica 3

Calcolo sulle variazioni Supponiamo che gli elementi di una successione crescano con un tasso di variazione costante, pari a k (cioè, come abbiamo visto, k= x i 1 x i x i ; supponiamo per esempio k=0,1, cioè 10% ) Partendo da un valore x 0, ci si chiede quale sarà il valore della successione x n dopo n passi Il valore x 1 si ottiene incrementando x 0 del tasso k, cioè x 1 =x 0 k x 0 ; definendo k=1 k (nell esempio, dunque, k=1,1 ), x 1 = k x 0, x 2 = k x 1 = k 2 x 0 e per iterazione x n = k n x 0 Per esempio ( k=1,1, x 0 =40, n=5 ): x 0 x 1 x 2 x 3 x 4 x 5 Ci si può porre utilmente anche il problema inverso: quale tasso di variazione costante k consente di far passare una successione da un valore iniziale x 0 a un valore finale x n in n passi? La 40 44 48.4 53.24 58.56 64.42 risposta si ottiene invertendo la formula precedente: k= x n x 0 Per esempio, supponiamo x 0 =40, x n =60, n=5; allora: k= 60 1/ 5 40 =1,08 Per passare da 40 a 60 in 5 passi la successione deve crescere con un tasso costante dell 8% per passo 1/ n Premesse alla statistica 4

Variazioni relative: il problema della classe di riferimento Consideriamo il seguente problema: AFFERMAZIONE 1: l esperienza mostra che il numero di macchine di tipo X che si guastano nel corso di un anno aumenta del 50% se le macchine stesse non sono sottoposte a manutenzione regolare AFFERMAZIONE 2: l esperienza mostra che il 4% delle macchine di tipo X, se opportunamente sottoposte a manutenzione regolare, si guasta nel corso di un anno DOMANDA: nell ipotesi, realistica, che il programma di manutenzione regolare abbia un costo significativo, è opportuno sottoporre le macchine a tale programma o no? L AFFERMAZIONE 1 sembra suggerire una risposta assolutamente affermativa, ma consideriamo i numeri: su 100 macchine con manutenzione, 4 si guastano; senza manutenzione, l aumento del 50% corrisponde dunque a un totale di 6 macchine che si guastano (infatti 6 4 /4=0,5 ) Se però teniamo conto anche dell AFFERMAZIONE 2, le cose assumono una rilevanza un po diversa: con il programma di manutenzione 96 su 100 macchine funzioneranno, senza il programma, le macchine funzionanti saranno invece 94 ; il peggioramento è dunque 96 94 /96 0,02 : vale la pena di sostenere i costi del programma di manutenzione per evitare un peggioramento del 2%? Naturalmente il discorso sarebbe diverso se, a parità di quanto asserito nell AFFERMAZIONE 1, la percentuale di guasto per macchine sottoposte a manutenzione regolare fosse per esempio del 20%, corrispondente dunque a una percentuale di 80 macchine su 100 funzionanti con manutenzione e 70 macchine su 100 funzionanti senza, con un peggioramento di 80 70 /80 0,12 ; un peggioramento del 12% giustifica ben di più i costi in questione Premesse alla statistica 5

Variazioni in successioni temporali L andamento di una successione è caratterizzabile in termini di variazioni non solo dalle variazioni assolute e le variazioni relative, ma anche mediante le variazioni relative in funzione del parametro della successione, che per dati di origine sperimentale è spesso il tempo, x : T A, con T={t 1, t 2,...} In questi casi si valuta dunque la variazione dei valori della successione in funzione del tempo, sulla base dell idea che, per esempio, se x t 1 =2 e x t 2 =4, la variazione ha un significato ben diverso se l intervallo [t 1,t 2 ] corrisponde a 1 secondo oppure a 1 giorno, benché la variazione assoluta x t 2 x t 1 sia la stessa Per ogni coppia di valori contigui della successione, x t i e x t i 1, si può considerare perciò la variazione: x t i 1 x t i t i 1 t i che, nel caso in cui l intervallo [t i,t i 1 ] abbia ampiezza costante, i,t i 1 t i = t, diventa: x t i t x t i t Al variare dell indice i, l insieme ordinato di tali variazioni costituisce una nuova successione: x ' t 1 = x t 1 t x t 1, x ' t 2 = x t 2 t x t 2,... t t che descrive la velocità della successione x t i che può dunque essere intesa come la derivata discreta della stessa successione x t i di cui a sua volta può essere valutata la velocità di variazione, x " t i =[ x ' t i t x ' t i ]/ t, e così via Premesse alla statistica 6

Variazioni temporali inverse In certi casi potrebbe essere nota non direttamente la successione x t i ma x' t i, successione che dunque descrive la variazione di x t i nel tempo, cioè la sua velocità Si può comunque ricavare semplicemente x t i da x' t i Da x ' t 1 = x t 1 t x t 1 = x t 2 x t 1 t t x t 3 =x t 2 x' t 2 t,... si ottiene iterativamente x t 2 =x t 1 x ' t 1 t, Per sostituzione x t 3 =x t 1 x' t 1 t x ' t 2 t=x t 1 [ x' t 1 x ' t 2 ] t e così via, e quindi in generale: x t n 1 =x t 1 i =1 n x ' t i t Come ci si poteva aspettare, la successione x t i può dunque essere intesa come l integrale discreto della successione x' t i Premesse alla statistica 7

Sintesi di successioni di dati sperimentali In molti casi, non è necessario (o non è possibile) mantenere l informazione completa sulla composizione di una successione, ed è invece appropriato (o è necessario) esprimere l informazione disponibile in forma sintetica A questo proposito si presentano due possibilità: in certi casi è nota un espressione analitica che descrive tutti gli elementi della successione; per esempio, se la successione è x i = 0, 2, 4,6,8,... allora si può scrivere che i,x i =2i ; poiché da tale espressione è ricostruibile l intera successione, in questa sintesi non si è persa alcuna informazione: si tratta di una compressione lossless quando invece un espressione analitica con queste caratteristiche non è nota, la sintesi implica una perdita di informazione; si pone allora il problema di scegliere un criterio di sintesi appropriato, in grado di ridurre la quantità di informazione sulla successione mantenendo nello stesso tempo l informazione considerata rilevante: si cerca un criterio di compressione lossy (nella distinzione precedente non ha alcun ruolo specifico il caso : se la successione è casuale allora rientra nel secondo caso, ma una successione può rientrare nel secondo caso pur non avendo nulla di casuale: è sufficiente che un espressione analitica che descriva la successione non sia nota) Un semplice esempio di sintesi del secondo tipo: data la successione x i = 26, 24,30, 24,21,25 dei voti che un certo studente ha preso nei suoi esami universitari, si potrebbe mantenere solo il voto minimo e il voto massimo: x min =21, x max =30 ; in questo modo si passa dai sei numeri della successione a due numeri, ma evidentemente si perde informazione: non si sa più né da quanti né da quali elementi la successione era costituita La statistica fornisce degli strumenti per effettuare queste sintesi del secondo tipo, spesso effettuate a partire non dall intera successione, chiamata in questo contesto popolazione, ma da sue sottosuccessioni, chiamate campioni Premesse alla statistica 8

Popolazioni e campioni Quando una popolazione è molto numerosa diventa praticamente necessario operare su un suo campione (in inglese sample, e non standard, che significa campione di misura ), cioè effettuare un operazione preliminare di campionamento (sampling) D altra parte, un campione è correttamente utilizzabile al posto della popolazione da cui è estratto solo se è sufficientemente rappresentativo della composizione della popolazione stessa Per esempio, un università vuole conoscere lo stipendio medio dei suoi laureati recenti, che supponiamo siano 1000 ; a questo scopo predispone un questionario che invia a 200 laureati, ottenendo 100 risposte Con quale criterio dovrebbero essere scelti i 200 laureati a cui inviare il questionario? Le 100 risposte ottenute possono essere considerate rappresentative dell intera popolazione? Un campione non rappresentativo viene detto distorto, o anche polarizzato (in inglese biased) Naturalmente un campione dovrebbe essere usato al posto della popolazione da cui è estratto solo quando si hanno buona ragioni per ritenerlo non distorto Premesse alla statistica 9

Distribuzioni Un criterio molto generale di sintesi di una successione x i con insieme supporto A si basa su una semplice procedura in due passi: si costruisce una partizione di A, cioè un insieme di sottoinsiemi {C j } di A che siano mutuamente esclusivi ( i j C i C j = ) ed esaustivi ( C j =A ) per ogni elemento C j della partizione, si conta il numero n j di elementi della successione x i che appartengono al sottoinsieme C j Per esempio, data ancora la successione x={26, 24, 30,24, 21, 25} sull insieme A={18,...,30} : se la partizione è {C 1 ={18,...,21},C 2 ={22,...,25},C 3 ={26,...,30}} allora n 1 =1, n 2 =3, n 3 =2 se invece la partizione è {C 1 ={18,...,24},C 2 ={25,...,30}} allora n 1 =3, n 2 =3 I valori n j si chiamano frequenze assolute, e i valori r j =n j /n, essendo n il numero degli elementi della successione, frequenze relative (si noti che le frequenze relative sono tali per cui r j [0,1] e r j =1 ) Le successioni n j e r j si chiamano distribuzioni sulla partizione {C j } e gli elementi C j si dicono categorie della distribuzione Dato un insieme supporto A, la partizione più grezza è quella che contiene un unica categoria C 1 =A, mentre la partizione più fine è quella che contiene tante categorie quanti elementi ci sono in A, e quindi tale che ogni categoria contiene uno e un solo elemento di A La distinzione tra l insieme supporto e la partizione più fine è dunque solo formale: d ora in poi potremo quindi trattare sempre di categorie e distribuzioni su partizioni dell insieme supporto Premesse alla statistica 10

Distribuzioni e diagrammi Una distribuzione può essere visualizzata mediante un istogramma; nei due casi precedenti: ] 3 3 [ C 1 C 2 C 3 1 4 2 ] [ C 1 C 2 4 4 3 3 2 2 1 1 0 0 C1 C2 C3 C1 C2 Nel caso in cui sia considerato specificamente significativo rappresentare i valori delle frequenze relative, eventualmente percentualizzati, l informazione della distribuzione può essere visualizzata anche mediante un diagramma a torta (in inglese pie chart); in questi due casi: C1 C3 C1 C2 C2 Premesse alla statistica 11

Distribuzioni: significatività empirica La significatività empirica di una distribuzione dipende da un appropriata scelta delle categorie: se il numero di categorie è elevato, analogo o addirittura superiore al numero degli elementi della successione, la distribuzione non è 4 3 significativa perché troppo sparsa ; per esempio, se ogni categoria contiene un solo elemento, {C 1 ={18},C 2 ={19},...} l istogramma è: 2 1 0 se la partizione definita sull insieme A è costituita da sottoinsiemi di cardinalità molto diversa, la distribuzione non è significativa perché sbilanciata ; per esempio, se le categorie sono {C 1 ={18,...,28},C 2 ={29},C 3 ={30}} l istogramma è: 5 4 3 2 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 1 0 C1 C2 C3 (si noti che una non appropriata categorizzazione impiegata nella raccolta dei dati può produrre degli effetti di distorsione nelle risposte; per esempio, data la domanda quante ore al giorno lavori al calcolatore? e date le due categorizzazioni: {fino a mezz ora, da mezz ora a un ora, da un ora a un ora e mezzo,..., più di due ore e mezzo} e {fino a due ore, da due ore a due ore e mezzo,... più di quattro ore}, l uso di una o dell altra categorizzazione tipicamente modifica le risposte) Un semplice criterio (teorico) di rappresentatività per un campione di una popolazione: un campione è rappresentativo se la sua distribuzione è almeno abbastanza simile a quella della popolazione da cui è estratto Premesse alla statistica 12