Le imprese e il factoring Conoscenza, modalità di utilizzo, valutazione della convenienza e prospettive del factoring nelle imprese italiane Primi risultati dell indagine SDA sulla domanda di factoring Divisione ricerche Claudio Dematté Settembre 2008 Prof. Alessandro Carretta 1 Prof. Alessandro Carretta
Le domande di ricerca Cosa pensano le imprese italiane del factoring? Come lo utilizzano e ne valutano la convenienza? Quali sono gli elementi di soddisfazione o insoddisfazione nel rapporto di factoring? Quali sono le prospettive del factoring nei nuovi scenari IAS e Basilea 2? 2
Il mercato del factoring Il factoring è uno strumento ampiamente consolidato nell ambito dei sistemi economici e finanziari. A livello mondiale il volume d affari del mercato del factoring è stato pari nel 2007 a quasi 1.300 miliardi di euro con una crescita del 14,5% rispetto all anno precedente. Il mercato europeo rappresenta il 72% del mercato mondiale. Nell area dell Euro (15 paesi), il volume d affari degli operatori europei del factoring costituisce il 12% dei finanziamenti corporate delle banche europee in essere alla fine del 2007 ed è più o meno pari alla variazione nell anno di tali finanziamenti. AFRICA 1% ASIA 13% AUSTRALASIA 3% AMERICAS 11% EUROPE 72% Fonte: FCI (Factors Chain International), BCE 3
Il mercato del factoring L Italia è tra i primi mercati di factoring a livello mondiale. Nel 2007 il volume d affari è stato pari a 122,8 miliardi di euro (dati FCI). Il factoring italiano rappresenta circa l 8% del PIL e riguarda il 10,8% dei crediti commerciali delle imprese e l 11% dei finanziamenti bancari a breve termine. 30,00% 25,00% 20,00% 15,00% 10,00% 5,00% 0,00% Quota italiana in rapporto a Europa e Mondo 18,20% 26,65% 25,78% 24,23% 18,61% 17,43% 14,07% 19,75% 15,54% 14,92% 13,21% 10,94% 10,62% 9,45% 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 Italia/Europa Italia/Mondo 9,00% 8,00% 7,00% 6,00% 5,00% 4,00% 3,00% 2,00% 1,00% 0,00% Turnover/PIL 2005 2006 2007 Fonti: Elaborazioni su dati Banca d Italia, FCI, Istat 4
Le indagini empiriche sui rapporti tra factoring e imprese Tra i lavori empirici fin qui condotti, alcune ricerche (Mian e Smith (1992), Smith e Schnucker (1994), e Summers e Wilson (2000)) si focalizzano in particolare sulle politiche di gestione dei crediti commerciali e la struttura organizzativa delle imprese e sulle connessioni di queste variabili con il ricorso al factoring; questi studi utilizzano principalmente dati raccolti attraverso survey (spesso combinati con dati contabili) sulle imprese statunitensi per testare statisticamente alcune ipotesi derivanti dalla teoria. I risultati evidenziano come le imprese che ricorrono al factoring tendono ad essere di piccole dimensioni, in difficoltà finanziarie oppure razionate dal credito bancario, con clientela frazionata e scarso accesso alle informazioni commerciali. Un altro filone analizza la motivazione finanziaria del ricorso al factoring da parte delle imprese: Soufani (2001) studia i risultati di una indagine sulle imprese inglesi per testare alcune ipotesi, dimostrando che gli utilizzatori del factoring tendono ad essere imprese di minori dimensioni, più giovani e in difficoltà finanziarie. Benvenuti e Gallo (2004) analizzano il caso italiano utilizzando dati estratti dalla Centrale Rischi evidenziando che, solitamente, sono le imprese più indebitate e meno liquide quelle che hanno la maggiore probabilità di ricorrere al factoring. La letteratura empirica internazionale sui rapporti tra factoring e imprese presenta alcuni limiti comuni: è volta ad analizzare le caratteristiche delle imprese per identificare le caratteristiche delle imprese più propense all utilizzo del factoring, verificando ipotesi teoriche circa le motivazioni finanziarie e organizzative del ricorso allo strumento; lascia poco spazio all analisi delle modalità di utilizzo e degli effetti del factoring sulle imprese. 5
Le indagini empiriche sui rapporti tra factoring e imprese I principali risultati dell indagine sulla domanda di factoring - Assifact 1996 (AF 1996): Il factoring rappresenta principalmente una forma di finanziamento complementare al credito bancario; Il factoring è utile soprattutto per chi vuole affidare ad una società specializzata la gestione ed il controllo del portafoglio clienti; I principali elementi di soddisfazione relativi al factoring riguardano la velocità e sicurezza nei tempi di erogazione dei fondi, la possibilità di cedere il totale del portafoglio clienti, la capacità del factor di gestire i crediti, la garanzia del buon fine e l automatismo nel finanziamento dello sviluppo delle vendite. I principali elementi di insoddisfazione, invece, riguardano il costo (giudicato eccessivo), la mancata accettazione di tutti i debitori ceduti, la mancanza di risparmi nei costi interni di gestione e la carenza nei servizi di garanzia del buon fine dei crediti. Il factoring consente, dal punto di vista finanziario di soddisfare necessità di fondi di natura temporanea, di ottimizzare la programmazione degli incassi e di facilitare la crescita del fatturato; I fondi anticipati dal factor sono utilizzati principalmente per rimborsare i debiti; I debitori ceduti vedono la cessione come un fatto normale di gestione aziendale, ma anche come un sintomo di difficoltà finanziarie del fornitore cedente. 6
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Le aree di indagine: Il ricorso al credito commerciale Il ricorso al factoring Aspetti gestionali e finanziari del factoring Il factoring dal punto di vista del debitore ceduto Il factoring nell ottica di Basilea 2 e IAS 7
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Il campione Le imprese oggetto di indagine presentano caratteristiche molto variegate; il campione è rappresentativo della composizione della clientela attuale e potenziale del mercato del factoring. Le imprese hanno anzianità assai articolata (dal 1831 al 2007), sono meno giovani rispetto all indagine AF 1996 e dispongono per il 43% di un numero di dipendenti inferiore alle 100 unità (60% nell indagine AF 1996), con un fatturato conseguito principalmente in Italia (88%), che va da un minimo di quasi 200.000 euro ad un massimo di oltre 30 miliardi di euro. Il 35% delle imprese indagate dichiara di avere un fatturato stagionale. 8
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Il campione: ripartizione geografica Le piazze di rilevazione e la numerosità delle imprese per piazza sono state selezionate per rendere il campione rappresentativo dell universo factoring. Nell indagine AF 1996, il campione era equamente suddiviso in 5 regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Campania. Il campione: ripartizione geografica Campania 12% Lombardia 42% Nell indagine SDA 2008 sono state aggiunte la Toscana e il Piemonte e si è provveduto a ripartire la numerosità coerentemente con la diffusione del factoring nella piazza di rilevazione (dati Assifact) Lazio 26% Toscana 5% Piemonte 6% Veneto 4% Emilia Romagna 5% 9
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Il campione: ripartizione settoriale Le imprese private sono state classificate in 4 macro-settori, di cui tre riferiti a imprese del settore privato*: industria in senso stretto; costruzioni; servizi privati non finanziari, Il campione: ripartizione settoriale AMMINISTRAZIONI CENTRALI 2% AMMINISTRAZIONI LOCALI 3% IMPRESE PUBBLICHE 2% INDUSTRIA IN SENSO STRETTO 37% ed uno costituito da enti del settore pubblico, categoria non inclusa nell indagine AF 1996. SERVIZI PRIVATI NON FINANZIARI 49% COSTRUZIONI 7% Anche in questo caso, la ripartizione appare rappresentativa dell universo factoring. *Per la composizione dei macro-settori si è utilizzata la definizione usata nell Indagine sulle imprese industriali e dei servizi di Banca d Italia 10
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Il campione: i crediti ceduti Tipo operazione Distribuzione percentuale dei crediti ceduti (media campione) Distribuzione percentuale in Italia 1 (fonte: Assifact) Distribuzione percentuale nel mondo 2 (fonte: FCI) Factoring domestico 92% 90% 89% Factoring internazionale 8% 10% 11% Totale 100% 100% 100% Factoring pro soluto 56% 52% 58% Factoring pro solvendo 44% 48% 42% Totale 100% 100% 100% 1 Ripartizione dell outstanding 2 Ripartizione del turnover 11
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring La metodologia La rilevazione è stata effettuata attraverso interviste sul campo, sulla base di un questionario, da parte di intervistatori esperti a responsabili e addetti delle funzioni amministrative e finanziarie nonché, occasionalmente e per le imprese di minore dimensione, ai titolari delle imprese o a direttori generali. 12
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Agenda: Il ricorso al credito commerciale Il ricorso al factoring Aspetti gestionali e finanziari del factoring Il factoring dal punto di vista del debitore ceduto Il factoring nell ottica di Basilea 2 e IAS Prospettive e conclusioni 13
Il ricorso al credito commerciale Il credito commerciale rappresenta principalmente una forma di finanziamento del cliente ed una strategia di espansione delle vendite, contribuendo anche a sincronizzare i flussi in entrata ed in uscita. una forma di finanziamento del cliente 25% Che cosa rappresenta il credito commerciale? (distribuzione percentuale delle risposte) altro 5% non ho opinioni sull argomento 2% una garanzia della qualità del prodotto 7% una strategia di espansione delle vendite 19% uno strumento per instaurare una relazione continuativa con la controparte 15% un modo per sincronizzare i flussi in entrata e in uscita 19% uno strumento per valutare l affidabilità della controparte 10% 14
Il ricorso al credito commerciale I termini di pagamento dei crediti e dei debiti 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Clientela domestica Clientela estera Propri debiti commerciali Entro 90 giorni Tra 90 e 120 giorni Tra 120 e 180 giorni Oltre 180 giorni 15
Il ricorso al credito commerciale I principali problemi: ritardo negli incassi elevati costi di gestione del rapporto creditizio 40% 35% Secondo Lei, quali sono i principali problemi nell utilizzo del credito commerciale? 39% 30% 25% 20% 18% 22% 17% 15% 10% 4% 5% 0% insolvenza dei clienti elevato ritardo nei pagamenti da parte dei clienti elevati costi di gestione del rapporto creditizio con i clienti difficoltà nel valutare l affidabilità della controparte altro 16
Il ricorso al credito commerciale Coerentemente con i risultati di Finaldi Russo e Leva (2004), che analizzano le ragioni del ricorso al debito commerciale, l indagine mette in luce il fatto che il credito commerciale è diffuso sia per ragioni finanziarie sia per l esigenza di sincronizzare i flussi in entrata e in uscita. Lo studio citato, inoltre, dimostra che il meccanismo con cui le imprese con minore facilità di accesso al credito bancario concretizzano il ricorso al debito commerciale è quello del pagamento ritardato, che nell indagine SDA è rappresentato come il principale problema da parte dei fornitori oggetto d indagine. 16,00% 14,00% 12,00% 10,00% 8,00% 6,00% 4,00% 2,00% 0,00% Percentuale di aziende con ritardi di pagamento superiori ai 30 giorni (fonte: D&B, Studio pagamenti Ed. 2008) Italia Europa Dun & Bradstreet redige annualmente un rapporto in cui analizza le abitudini dei pagamenti nei paesi europei. Le ultime rilevazioni dei ritardi di pagamento per l Italia dimostrano come il gap rispetto alla media europea, dopo un lungo periodo di riduzione, sia tornato a crescere. Nel quarto trimestre 2007 in Italia i giorni medi di ritardo nei pagamenti sono stati pari a 13,5 (fonte: D&B, Studio pagamenti Ed. 2008). 17
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Agenda: Il ricorso al credito commerciale Il ricorso al factoring Aspetti gestionali e finanziari del factoring Il factoring dal punto di vista del debitore ceduto Il factoring nell ottica di Basilea 2 e IAS Prospettive e conclusioni 18
Il factoring visto dalle imprese Il factoring rappresenta una forma di finanziamento complementare al credito bancario e una forma di garanzia del buon fine dei crediti commerciali. È inoltre di rilievo il ruolo del factoring come strumento per gestire professionalmente i crediti. Meno importante è il ruolo attribuito al factoring come forma di finanziamento alternativa al credito bancario, mentre è marginale la convinzione che il factoring sia una forma di recupero dei crediti insoluti o problematici. 19
Il factoring visto dalle imprese Confrontando i risultati dell indagine con la precedente indagine AF 1996, appare chiara una maggiore consapevolezza delle componenti assicurative e di servizio del factoring. Che cosa rappresenta il factoring? (distribuzione percentuale delle risposte) Indagine SDA 2008 Indagine AF 1996 una forma di finanziamento alternativa al credito bancario 16% 23% una forma di finanziamento complementare al credito bancario 26% 43% una forma di garanzia del buon fine dei crediti commerciali 25% 14% uno strumento per gestire professionalmente il credito 19% 13% una forma di recupero dei crediti insoluti o problematici 7% 5% altro 6% 1% non ho opinioni sull'argomento 1% 1% 20
Il factoring visto dalle imprese Analogamente all indagine AF 1996, l indagine evidenzia delle differenze nel ruolo attribuito al factoring a seconda del fatto che l impresa utilizzi o meno il factoring: nei non utilizzatori e, infatti, è maggiore il ruolo attribuito al factoring come forma di recupero di crediti insoluti o problematici (12% delle risposte contro il 5% negli utilizzatori), in aggiunta al ruolo di finanziamento complementare e garanzia dei crediti. Negli enti pubblici questo aspetto è ulteriormente evidenziato (17% delle risposte); per gli ex clienti il factoring rappresenta principalmente una forma di finanziamento alternativa al credito bancario (31%) e una forma di garanzia del buon fine dei crediti (31%). In generale, si segnala la tendenza, per chi non ricorre attualmente al factoring, a percepire un ruolo maggiore della componente finanziaria dello strumento rispetto alla componente di garanzia e di servizio. 21
Il factoring visto dalle imprese 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% Che cosa rappresenta il factoring (distribuzione percentuale delle risposte) Clienti Ex clienti Non utilizzatori 0% 1 2 3 4 5 6 7 1. una forma di finanziamento alternativa al credito bancario 2. una forma di finanziamento complementare al credito bancario 3. una forma di garanzia del buon fine dei crediti commerciali 4. uno strumento per gestire professionalmente il credito 5. una forma di recupero dei crediti insoluti o problematici 6. altro 7. non ho opinioni in proposito 22
Il factoring visto dalle imprese Si notano significative differenze anche nella percezione che le varie categorie di imprese utilizzatrici hanno del factoring: Che cosa rappresenta il factoring? (distribuzione percentuale delle risposte) Clienti più esperti Clienti meno esperti una forma di finanziamento alternativa al credito bancario 9% 23% una forma di finanziamento complementare al credito bancario 24% 24% una forma di garanzia del buon fine dei crediti commerciali 26% 23% uno strumento per gestire professionalmente il credito 26% 16% una forma di recupero dei crediti insoluti o problematici 4% 7% altro 11% 7% non ho opinioni sull'argomento 0% 0% 23
Il factoring visto dalle imprese L articolazione delle risposte per classi di fatturato 35% 30% 25% 20% 15% Che cosa rappresenta il factoring (distribuzione percentuale delle risposte per classi di fatturato) < 25 mln tra 25 e 250 mln oltre 250 mln Al crescere delle dimensioni, diminuisce il ruolo del factoring come strumento di finanziamento e si rafforza la percezione della componente di servizio e di garanzia del credito. 10% 5% 0% 1 2 3 4 5 6 7 1. una forma di finanziamento alternativa al credito bancario 2. una forma di finanziamento complementare al credito bancario 3. una forma di garanzia del buon fine dei crediti commerciali 4. uno strumento per gestire professionalmente il credito 5. una forma di recupero dei crediti insoluti o problematici 6. altro 7. non ho opinioni in proposito Questo risultato è in linea con i risultati dell indagine AF 1996 24
Il factoring visto dalle imprese Che cosa rappresenta il factoring? (distribuzione percentuale delle risposte) Generale Clienti esperti Clienti con uso sistematico del factoring Imprese con credito commerciale più sviluppato uno strumento per gestire professionalmente il credito 19% 26% 25% 27% Le imprese in cui il credito commerciale è più sviluppato, i clienti esperti e quelli che utilizzano sistematicamente il factoring percepiscono maggiormente i benefici a livello di gestione del credito connessi all utilizzo del factoring 25
Il factoring visto dalle imprese Il factoring è utile per le imprese che non riescono a riscuotere regolarmente i crediti (58% di assenso) e per quelle che vogliono affidare a società specializzate la gestione e il controllo del portafoglio clienti (53%) ma anche per quelle imprese che non possono accedere al credito bancario (51%). Nelle imprese in cui il credito commerciale è più sviluppato e nei clienti più soddisfatti, emerge la convinzione che il factoring sia uno strumento utile anche per le imprese di piccola dimensione. 26
Il factoring visto dalle imprese Il 39% delle imprese ritiene che il factoring sia ancora uno strumento poco conosciuto, in aumento rispetto all indagine precedente (24%), a causa principalmente della scarsa cultura finanziaria delle imprese e dell insufficiente informativa da parte delle banche e delle società di factoring. Rispetto all indagine AF 1996, la percentuale di imprese che vede l inadeguatezza dell offerta del servizio tra le cause della scarsa conoscenza del factoring è significativamente ridotta. 27
Il ricorso al factoring Il 68% delle imprese intervistate ricorre al factoring (l 89% delle imprese che dichiarano che il credito commerciale nella loro impresa è più sviluppato che nelle altre imprese). Meno di uno su quattro dei non utilizzatori attuali ha fatto ricorso al factoring in passato. Per gli altri, i motivi di non ricorso (anche in prospettiva) sono essenzialmente legati alla convinzione di non averne bisogno e di non voler rinunciare al contatto diretto con la clientela. 28
Il ricorso al factoring Le imprese intervistate presentano una anzianità di utilizzo del factoring piuttosto variegata: quasi il 50% delle imprese utilizzatrici usa il factoring da (o lo ha utilizzato per) oltre 5 anni, mentre il 32% lo utilizza da o lo ha utilizzato per meno di 3 anni. Se l'impresa è (o è stata) cliente di aziende di factoring, per quanti anni ha utilizzato tale strumento? oltre 10 anni 26% 5 10 anni 23% dalla nascita dell'impresa 5% 3 5 anni 14% 1 3 anni 32% Gli ex clienti, generalmente, hanno avuto brevi esperienze di factoring (il 43% lo ha utilizzato per meno di 3 anni), mentre nelle imprese di maggiori dimensioni il factoring è uno strumento radicato nella gestione aziendale: il 50% lo utilizza da (o lo ha utilizzato per) oltre 10 anni. Anche per i clienti che ne fanno un uso non sporadico e per le imprese in cui il credito commerciale è più sviluppato i rapporti di factoring tendono ad avere una durata più lunga. 29
Il ricorso al factoring Rispetto all indagine AF 1996, emerge un evoluzione circa la durata dei rapporti: il factoring viene utilizzato per periodi più lunghi e in maniera meno discontinua. 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Se l'impresa è (o è stata) cliente di aziende di factoring, per quanti anni ha utilizzato tale strumento? 32% 37% 14% 26% 27% 23% 26% 1 2 3 4 5 9% SDA 2008 AF 1996 5% 1% 1. 1 3 anni 2. 3 5 anni 3. 5 10 anni 4. oltre 10 anni 5. dalla nascita dell'impresa 30
Il ricorso al factoring Il 45% delle imprese intervistate ha rapporti d affari con una sola società di factoring, mentre il 41% ha rapporti contemporaneamente con un numero variabile da 2 a 4 di factor. Le imprese che mantengono rapporti d affari con più di 4 società di factoring sono il restante 14%, perlopiù composto da imprese di elevate dimensioni. Il 71% dei clienti esperti ha rapporti contemporaneamente con più di una società di factoring, mentre i meno esperti prediligono il rapporto esclusivo con una sola società (57%). 31
Il ricorso al factoring I motivi del ricorso al factoring In termini generali, il ricorso al factoring è dovuto principalmente ad esigenze di liquidità (36% delle risposte), al forte sviluppo aziendale (21%) e all esigenza di assicurare i crediti (17%). Rispetto all indagine AF 1996, è diminuita l importanza relativa del razionamento del credito bancario: il ricorso al factoring sembra quindi dovuto più che in passato ad una valutazione interna di convenienza che alla necessità di sostituire il credito bancario. 32
Il ricorso al factoring I motivi del ricorso al factoring il ricorso al factoring è stato dovuto: all'esigenza di far gestire i crediti a terzi 10% all'esigenza di assicurare i crediti 17% all'esigenza di recuperare insoluti 6% ad esigenze di liquidità al forte sviluppo aziendale 21% al razionamento del credito bancario 9% 36% In particolare, i clienti che fanno un uso occasionale del factoring hanno un esigenza maggiore di assicurare i crediti rispetto agli altri (30% delle risposte) 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 33
Il ricorso al factoring Come le imprese vengono a conoscenza del factoring Il 40% delle imprese intervistate è venuto a conoscenza dello strumento tramite contatto diretto con le società di factoring, mentre il 27% tramite le banche (più importanti per le imprese minori); rispetto all indagine AF 1996, si è ridotta la rilevanza del ruolo delle banche nella promozione del factoring. Solo un 7% dichiara di aver conosciuto il factoring tramite imprese che già lo utilizzavano. Si segnala un 26% (in particolare tra le imprese di maggiori dimensioni) che dichiara di essere venuto a conoscenza del factoring tramite altre fonti, principalmente tramite conoscenza diretta o esperienze passate della persona intervistata. 34
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring è definito come buono dal 62% delle imprese intervistate; il 15% lo definisce ottimo (7% nell indagine AF 1996) mentre il 20% sufficiente. Solo il 3% delle imprese lo giudica scarso (11% nell indagine AF 1996), anche se tale percentuale aumenta significativamente con riferimento agli ex clienti (14%). Grado di soddisfazione del rapporto di factoring 70% 60% 50% 40% 61% 59% SDA 2008 AF 1996 30% 20% 10% 0% 23% 20% 15% 11% 7% 3% scarso sufficiente buono ottimo 35
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Grado di soddisfazione del rapporto di factoring 72% 50% 39% 19% 9% 7% 4% 0% scarso sufficiente buono ottimo clienti con uso occasionale clienti con uso sistematico I clienti che fanno un uso occasionale del factoring appaiono meno soddisfatti rispetto a quelli che ne fanno un uso sistematico. 36
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring 37
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring I principali elementi di soddisfazione per segmento di clientela Principali elementi di soddisfazione 38
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring I principali elementi di insoddisfazione per segmento di clientela Principali elementi di insoddisfazione 39
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring Coloro che ritengono che il factoring costi di più rispetto al credito bancario attribuiscono ciò al fatto che il factoring è un servizio più complesso e ricco (41% circa) e non al fatto che è usato da imprese in difficoltà finanziarie (5%). Si segnalano tuttavia alcune significative differenze tra le opinioni delle diverse categorie di imprese. Motivazione della differenza di costo tra factoring e credito bancario Il factoring è uno strumento più complesso e ricco rispetto al credito bancario Le società di factoring servono abitualmente imprese in difficoltà finanziarie Clienti Ex clienti Non utilizzatori 45% 29% 35% 3% 14% 9% 40
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring In ogni caso, la maggioranza delle imprese indagate ritiene che il costo del factoring vada confrontato con il costo medio dei finanziamenti ed il costo di gestione interna del credito commerciale (53%) oppure, ma meno frequentemente, con il costo del credito bancario (33%). Nella precedente indagine, il termine di confronto privilegiato era il costo del credito bancario, con il 56% delle imprese. Coerentemente con l evoluzione delle percezioni sul factoring verso un sistema integrato di finanziamento e servizi emersa dal confronto tra l indagine SDA 2008 e l indagine AF 1996, anche il costo della gestione interna del credito viene considerato maggiormente nella valutazione della convenienza. 41
Il grado di soddisfazione del rapporto di factoring Alcuni confronti significativi sulla valutazione della convenienza del factoring Ritiene che il costo del factoring vada confrontato con: Clienti esperti Clienti meno esperti Clienti con uso occasionale Clienti con uso sistematico Il costo del credito bancario 26% 43% 57% 23% Il costo del credito di fornitura 9% 7% 4% 9% Il costo medio dei finanziamenti ed il costo di gestione interna del credito commerciale 56% 43% 28% 63% Altro 9% 7% 11% 5% I clienti più esperti e quelli che fanno un uso sistematico del factoring sono più propensi ad includere nella valutazione del costo del factoring anche un confronto con il costo di gestione interna del credito commerciale. Il 58% dei clienti insoddisfatti dal costo del rapporto di factoring usa come termine di confronto il costo del credito bancario. 42
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Agenda: Il ricorso al credito commerciale Il ricorso al factoring Aspetti gestionali e finanziari del factoring Il factoring dal punto di vista del debitore ceduto Il factoring nell ottica di Basilea 2 e IAS Prospettive e conclusioni 43
Factoring e gestione d impresa A parere delle imprese indagate, il factoring, dal punto di vista finanziario, consente principalmente di ottimizzare la programmazione degli incassi e, meno di frequente, di risolvere necessità di fondi di natura sia temporanee che croniche. Dal punto di vista finanziario, il factoring consente alla Sua impresa di: facilitare la crescita del fatturato 8% altro 7% risolvere croniche necessità di fondi 19% ottimizzare la programmazione degli incassi 48% risolvere temporanee necessità di fondi 18% 44
Factoring e gestione d impresa Rispetto alla precedente indagine, è aumentata la percezione del factoring come strumento per ottimizzare la programmazione degli incassi; inoltre, è maggiore la percentuale di imprese che vedono nel factoring uno strumento indispensabile per risolvere croniche necessità di fondi. 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Dal punto di vista finanziario, il factoring consente all'impresa di: 19% 18% 6% 35% 48% 33% 26% 8% 7% 1 2 3 4 5 SDA 2008 AF 1996 0% Risulta invece ampiamente ridotta la percentuale di imprese che ritengono che il factoring soddisfi temporanee necessità di fondi o faciliti la crescita del fatturato. 1. risolvere croniche necessità di fondi 2. risolvere temporanee necessità di fondi 3. ottimizzare la programmazione del fatturato 4. facilitare la crescita del fatturato 5. altro 45
Factoring e gestione d impresa Dal punto di vista finanziario, il factoring consente all impresa di: Piccole imprese Medie imprese Grandi imprese risolvere croniche necessità di fondi 31% 15% 12% risolvere temporanee necessità di fondi 26% 18% 6% ottimizzare la programmazione degli incassi 39% 43% 70% facilitare la crescita del fatturato 4% 9% 12% altro 0% 15% 0% Al crescere delle dimensioni aziendali, il factoring assume sempre più il ruolo di strumento di programmazione dei flussi. Lo stesso fenomeno si riscontra per i clienti più esperti e più soddisfatti. 46
Factoring e gestione d impresa I fondi derivanti dallo smobilizzo dei crediti ad una società di factoring sono utilizzati principalmente per rimborsare i debiti e, in misura meno frequente, per finanziare lo sviluppo delle vendite (soprattutto nei clienti esperti e nelle imprese di medie dimensioni). Marginale l impiego in titoli o altre attività fruttifere. In particolare, l 82% degli intervistati che considerano il credito commerciale più sviluppato nella loro impresa che nei concorrenti, destina i fondi al rimborso dei debiti. Rispetto al passato è diminuita la percentuale di imprese che utilizza i fondi per investimenti finalizzati alla crescita del fatturato (19% contro 36% dell indagine AF 1996), mentre è aumentata la quota di intervistati che utilizza i fondi smobilizzati per rimborsare i propri debiti verso fornitori o banche. 47
Factoring e gestione d impresa Solo poco più di un quinto delle imprese ha ridotto l attività interna di gestione dei crediti commerciali, perché con il factoring si riduce il costo di gestione interna dei crediti (40%) e l azienda si può concentrare sulle vendite (33%). Le restanti imprese non lo hanno fatto più per motivi di politiche aziendali (quasi il 60% delle risposte) o perché i costi non si riducevano (9%). La percentuale di imprese che hanno ridotto l attività di gestione interna sale al 44% per le imprese in cui il credito commerciale è più sviluppato, nelle quali l uso del factoring consente principalmente di concentrarsi sulle vendite (50%). Meno rilevante, ma comunque significativo, l aumento di tale percentuale nei clienti più esperti, più soddisfatti e che fanno un uso non sporadico del factoring (con una quota tra il 28% e il 30%). Al contrario, l 87% delle imprese di piccole dimensioni non ha mai ipotizzato di ridurre l attività interna di gestione del credito. 48
Factoring e gestione d impresa Gli effetti del factoring sui comportamenti dei debitori ceduti 60% Gli effetti del factoring sui comportamenti dei debitori ceduti: 50% 48% 40% 36% 34% 36% 30% 27% 26% 27% 25% 20% 21% 10% 8% 7% 0% 3% 3% 0% 0% Tempi medi di incasso Regolarità dei pagamenti Livello di insoluti Peggiora Non cambia Migliora Non c'è relazione con l'uso del factoring Non sa rispondere 49
Factoring e gestione d impresa Gli effetti del factoring sui comportamenti dei debitori ceduti Le imprese intervistate ritengono che l uso del factoring non abbia inciso sui tempi medi dei pagamenti da parte della clientela, ma che comunque vi sia stato un effetto positivo sulla regolarità degli incassi dai clienti, mentre non sembra esserci (in quasi la metà del campione) alcuna relazione tra l andamento degli insoluti e il ricorso al factoring. Rispetto all indagine precedente, tuttavia, si riscontra un significativo aumento della percentuale di imprese che registrano una riduzione dei tempi di riscossione dalla clientela connessa all utilizzo del factoring (dall 8% nell indagine AF 1996 al 27%). 50
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Agenda: Il ricorso al credito commerciale Il ricorso al factoring Aspetti gestionali e finanziari del factoring Il factoring dal punto di vista del debitore ceduto Il factoring nell ottica di Basilea 2 e IAS Prospettive e conclusioni 51
Il punto di vista dei debitori ceduti Le imprese intervistate si sono trovate sovente (70% dei casi) nella condizione di debitore ceduto, anche se per lo più in modo occasionale (41%). Esse ritengono che il ricorso al factoring da parte dei propri fornitori sia da attribuire principalmente ad esigenze di liquidità (50% delle risposte). 52
Il punto di vista dei debitori ceduti In ogni caso, le imprese intervistate ritengono che i debitori ceduti vedano la cessione come un fatto normale di gestione aziendale (38%) oppure come un evento fastidioso, che fa perdere il contatto col fornitore (31%, percentuale incrementata rispetto al 18% registrato nell indagine AF 1996). I debitori ceduti ritengono che la cessione del credito ad una società di factoring/banca sia: un segno che il fornitore cedente è attento alla gestione dei propri crediti ed alla programmazione dei flussi 11% un sintomo di difficoltà finanziarie del fornitore cedente 15% un evento fastidioso, che fa perdere il contatto col fornitore 31% altro 5% un fatto normale di gestione aziendale 38% Ridotta è la percentuale di imprese che ritengono che i debitori ceduti vedano la cessione come un sintomo di difficoltà finanziarie del fornitore (15%) o come un segno che il fornitore è attento alla gestione dei propri crediti e alla programmazione dei flussi (11%). 53
Il punto di vista dei debitori ceduti Tra gli ex clienti (ma anche tra i clienti con uso occasionale), è maggiore la convinzione che i debitori ceduti vedano la cessione come un evento fastidioso, mentre per i non clienti, i debitori ceduti interpretano la cessione come un evento fastidioso o come un sintomo di difficoltà finanziarie del fornitore. I debitori ceduti vedono la cessione del credito ad una società di factoring come: Clienti con uso sistematico Clienti con uso occasionale Ex clienti Non clienti un fatto normale di gestione aziendale 51% 32% 15% 21% un evento fastidioso, che fa perdere il contatto col fornitore un sintomo di difficoltà finanziarie del fornitore cedente un segno che il fornitore cedente è attento alla gestione dei propri crediti ed alla programmazione dei flussi 28% 43% 57% 25% 9% 14% 14% 25% 9% 7% 14% 17% altro 3% 4% 0% 12% 54
Il punto di vista dei debitori ceduti Con riferimento ai soli enti pubblici (dei quali il 71% è sistematicamente ceduto dai propri fornitori a società di factoring e il restante 29% lo è occasionalmente), la cessione è vista come un fatto normale di gestione aziendale (29%) ma anche come un sintomo di difficoltà finanziarie del cedente (29%). Il 43% degli enti pubblici dichiara di avere avuto problemi relativi ai propri debiti ceduti ad un factor (il 29% con il factor e il 14% con il fornitore), contro il 35% del campione. 55
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Il factoring e Basilea II Le imprese ritengono che la propria posizione nei confronti dei finanziatori si rafforzerà (32% dei casi, in particolare le imprese di piccole dimensioni) o rimarrà invariata (47% dei casi). Esse prevedono comunque in tale prospettiva di aumentare il proprio grado di patrimonializzazione (25%) e di arricchire l informazione societaria messa a disposizione dei finanziatori (23%), facendo anche maggiore attenzione alla selezione della propria clientela. 57
Il factoring e Basilea II Quasi la metà delle imprese ritiene che le società di factoring abbiano un approccio alla valutazione della clientela diverso rispetto alle banche, nella prospettiva di Basilea (il 63% nelle imprese di maggiori dimensioni). Secondo il 58% delle imprese l uso del factoring può migliorare la posizione dell impresa verso i propri finanziatori, perché alleggerisce l indebitamento, migliora la struttura finanziaria e la tesoreria dell impresa e favorisce lo sviluppo dell impresa dando impulso al capitale circolante. Ciò può comportare un aumento nell uso del factoring da parte delle imprese (20% delle risposte). In particolare, il 67% dei clienti che utilizzano il factoring in maniera sistematica ritiene che l uso del factoring possa migliorare la propria posizione verso i finanziatori, soprattutto grazie all impulso al capitale circolante e allo sviluppo, contro solo il 46% di quelli che invece utilizzano il factoring occasionalmente. 58
Il factoring e Basilea II 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% Influenza del factoring sui diversi profili delle relazioni con il sistema finanziario nel contesto di Basilea II per le imprese che ritengono che il factoring possa migliorarne la posizione verso il sistema finanziario 57,7% 34,6% 7,7% 18,9% 43,4% 37,7% 11,5% 65,4% 60,0% 23,1% 22,0% 18,0% 14,3% 1 2 3 4 5 Aumento Nessuna influenza Diminuzione 1. disponibilità a concedere finanziamenti 2. tasso d'interesse e costi 3. richiesta di garanzie 4. tempi di istruttoria 5. durata delle operazioni 75,5% 10,2% Per le imprese che ritengono che nell ottica di Basilea II l uso del factoring possa migliorare la posizione dell impresa verso il sistema finanziario, il rafforzamento della posizione si concretizza principalmente in una maggiore disponibilità da parte del sistema finanziario a concedere finanziamenti all impresa e, in misura minore, in un abbassamento dei tassi d interesse e dei costi delle operazioni finanziarie richiesti dai finanziatori dell impresa. 59
Il factoring e Basilea II Il 30% delle imprese ha osservato delle modifiche attribuibili alle nuove regole di Basilea II nel comportamento delle società di factoring (o delle banche) con cui ha in essere rapporti di factoring: in particolare, gli intervistati percepiscono un maggior rigore nella valutazione e nella concessione del credito. Il 60% di queste imprese, comunque, non intende modificare il proprio comportamento in risposta ai cambiamenti osservati. 60
Factoring e IAS Solo un terzo delle imprese redige il bilancio secondo i principi IAS. All interno di queste la percezione di un cambiamento nell atteggiamento dei finanziatori è ancora contenuta (24%) e riguarda in modo uniforme i vari profili (quantità, costi, tempi, garanzie). Secondo il 57% degli intervistati, l adozione degli IAS ha aumentato la complessità del trattamento contabile e fiscale, ma anche la capacità di esprimere il valore dell impresa (il 69% delle imprese ha osservato un effetto positivo dei nuovi principi contabili sulla rappresentatività del bilancio). In ogni caso, le imprese IAS compliant ritengono nel 63% dei casi che il factoring possa comportare vantaggi connessi all eliminazione dei crediti dal bilancio: in particolare, si ritiene che utilizzare il factoring consenta di migliorare gli indici di bilancio e la posizione finanziaria dell impresa. 61
Factoring e IAS Sotto questo punto di vista, le imprese IAS compliant di maggiori dimensioni sono quelle che più di frequente esprimono la convinzione di ottenere vantaggi dall eliminazione dei crediti in bilancio (70%), mentre le imprese minori hanno una percezione minore di questa possibilità (50%). Anche le imprese in cui il credito commerciale è più sviluppato ritengono frequentemente che il factoring possa portare vantaggi nei confronti dei finanziatori grazie all eliminazione dei crediti dal bilancio (71%). 62
L indagine SDA Bocconi sulla domanda di factoring Agenda: Il ricorso al credito commerciale Il ricorso al factoring Aspetti gestionali e finanziari del factoring Il factoring dal punto di vista del debitore ceduto Il factoring nell ottica di Basilea 2 e IAS Prospettive e conclusioni 63
Le prospettive del factoring Secondo le imprese (66% delle risposte), il factoring è destinato a svilupparsi ulteriormente nell ambito dei rispettivi settori di appartenenza (46% nell indagine AF 1996). In particolare, sono più propense a prevedere un ulteriore sviluppo del factoring le imprese che ne fanno un uso sistematico (84% delle risposte), quelle più soddisfatte dal factoring (90%), e quelle in cui il credito commerciale è più sviluppato (84%). Le imprese che invece non utilizzano più il factoring oppure lo utilizzano solo occasionalmente ritengono meno probabile un ulteriore sviluppo dello strumento nel proprio settore (previsto rispettivamente dal 43% e dal 50% delle imprese componenti il sottocampione). In ogni caso, il 97% degli utilizzatori attuali ritiene utile continuare in futuro il rapporto di factoring, contro l 80% dell indagine precedente. Oltre un quarto dei non utilizzatori intende avviare un rapporto di factoring in futuro, specie per l esigenza di garantire il buon fine dei crediti. 64
Conclusioni Come emerge dai risultati dell indagine, le imprese che dispongono di una più consolidata esperienza relativa al ricorso al factoring e quelle che ne fanno un utilizzo non occasionale ne apprezzano maggiormente i vantaggi e le specificità, facendone un uso corretto, che si manifesta anche in giudizi di convenienza metodologicamente più corretti e sostanzialmente più favorevoli. Le imprese che conoscono e/o utilizzano meno (e male) il factoring sono sovente vittima di luoghi comuni sull argomento, esprimono giudizi sommari e raramente sfruttano le opportunità che il ricorso al factoring può proporre. Permangono, ad ogni modo, pregiudizi e luoghi comuni sul factoring che vanno eliminati attraverso una corretta divulgazione delle sue caratteristiche ed attraverso l educazione ad un utilizzo efficace ed efficiente dello strumento, che consenta di sfruttarne le potenzialità e di fruire degli indubbi benefici che il factoring può comportare. Il factoring rappresenta ancora uno strumento poco conosciuto dalle imprese, anche se è (o è stato) utilizzato da buona parte di esse. Le imprese oggetto dell indagine, tuttavia, sembrano consapevoli del ruolo del factoring quale strumento di sostegno finanziario al capitale circolante, e appare in crescita anche il numero di imprese che valutano e apprezzano anche il ruolo del factoring quale supporto alla gestione del credito. 65