GESTIONE RIFIUTI GENERALI E SANITARI



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Pag. 1 di 10 INDICE DELLE REVISIONI Numero Data Descrizione Paragrafi Variati Pagine Variate 00 01/02/16 Prima emissione TUTTI TUTTE RESPONSABILITA ELABORAZIONE VERIFICA APPROVAZIONE DATA 01/02/16 01/02/16 01/02/16 FUNZIONE Il Direttore di Struttura Il Direttore Sanitario L Infermiere FIRMA Presidente del Consorzio Obiettivo Sociale

Pag. 2 di 10 1. SCOPO La presente procedura definisce le modalità da attuare per la corretta gestione dei Rifiuti Sanitari, garantendo la sicurezza e la salute degli operatori e degli utenti, in conformità alle disposizioni normative vigenti, prodotti all interno dell Azienda Sanitaria, al fine di: Uniformare la procedura medesima in tutti i contesti organizzativi aziendali. Assicurare la corretta gestione dalla raccolta allo smaltimento, alla corretta tenuta del registro del carico e scarico dei rifiuti pericolosi, all organizzazione degli spazi destinati a deposito temporaneo. Migliorare la gestione dei rifiuti predisponendo mezzi e strumenti più adatti a tale scopo, (per esempio presenza di carrelli per la raccolta e contenitori che garantiscano in modo maggiore la sicurezza per gli operatori e per l ambiente). Migliorare l applicazione delle procedure di gestione dei rifiuti, da cui presumibilmente potrebbe derivare una diminuzione della quota di rifiuti sanitari pericolosi. Ridefinire le procedure per la raccolta differenziata dei rifiuti al fine di aumentare la quota di riciclo e recupero e diminuire la quota di frazione secca non riciclabile. Definire tutte le precauzioni adeguate alla prevenzione di rischio biologico durante la fase di smaltimento dei rifiuti speciali sanitari pericolosi. 2. CAMPO DI APPLICAZIONE La procedura indicata si applica in tutte le strutture gestite dal Consorzio Obiettivo Sociale. La presente procedura viene implementata in funzione delle specificità organizzative delle singole strutture operative. 3. PERSONALE COINVOLTO Direzione sanitaria, Direzione di struttura, Area Approvvigionamenti e Acquisti, Coordinatori OSS e INF, OSS, INF. 4. TERMINOLOGIA E ABBREVIAZIONI GLOSSARIO CER: Codice Europeo Rifiuti SISTRI: sistema elettronico che consente la tracciabilità dell'intera filiera dei rifiuti speciali, sfruttando le più avanzate tecnologie. 1. Definizioni a) rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi; b) gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche dopo la chiusura; c) raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; d) raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al

Pag. 3 di 10 riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida é raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati; e) smaltimento: le operazioni previste nell'allegato B alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006; f) recupero: le operazioni previste nell'allegato C alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006 g) luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all'interno di un'area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali sono originati i rifiuti; h) l) stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni dimessa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell'allegato C alla medesima parte quarta; i) m) deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti 2. I rifiuti sanitari sono così definiti a. rifiuti sanitari: i rifiuti elencati a titolo esemplificativo, negli allegati I e II del DPR 254/2003, che derivano da strutture pubbliche e private, individuate ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca ed erogano le prestazioni di cui alla legge 23 dicembre 1978, n. 833; b. rifiuti sanitari non pericolosi: i rifiuti sanitari che non sono compresi tra i rifiuti pericolosi di cui al decreto legislativo 152/2006 c. rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo: i rifiuti sanitari elencati a titolo esemplificativo nell'allegato II del DPR 254/2003, compresi tra i rifiuti pericolosi contrassegnati con un asterisco "*" nell'allegato D del D.Lgs. 152/2006; d. rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: i rifiuti sanitari individuati dalle voci 18.01.03* e 18.02.02* nell'allegato D alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006; e. disinfezione: drastica riduzione della carica microbica effettuata con l'impiego di sostanze disinfettanti;sterilizzazione: abbattimento della carica microbica tale da garantire un S.A.L. (Sterility Assurance Level) non inferiore a 10-6; f. sterilizzatrici: apparecchiature dedicate esclusivamente alla sterilizzazione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo; g. rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani: sono ritenuti rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani: 1)i rifiuti derivanti dalla preparazione dei pasti provenienti dalle cucine delle strutture sanitarie; 2) i rifiuti derivanti dall'attività di ristorazione e i residui dei pasti provenienti dai reparti di degenza delle strutture sanitarie, esclusi quelli che provengono da pazienti affetti da malattie infettive per i quali sia ravvisata clinicamente, dal medico che li ha in cura, una patologia trasmissibile attraverso tali residui;

Pag. 4 di 10 3) vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi in genere, materiali ingombranti da conferire negli ordinari circuiti di raccolta differenziata, 4) la spazzatura 5) indumenti e lenzuola monouso e quelli di cui il detentore intende disfarsi; 6) i rifiuti provenienti da attività di giardinaggio effettuata nell'ambito delle strutture sanitarie; 7) i gessi ortopedici e le bende, gli assorbenti igienici anche contaminati da sangue esclusi quelli dei degenti infettivi, i pannolini pediatrici e i pannoloni, i contenitori e le sacche utilizzate per le urine; 8) i rifiuti sanitari a solo rischio infettivo assoggettati a procedimento di sterilizzazione effettuato con abbattimento della carica microbica tale da garantire un S.A.L. (Sterility Assurance Level) non inferiore a 10-6, a condizione che lo smaltimento avvenga in impianti di incenerimento per rifiuti urbani. rifiuti sanitari che richiedono particolari sistemi di gestione che comprendono le seguenti categorie di rifiuti sanitari: 1. farmaci scaduti o inutilizzabili; 2. medicinali citotossici e citostatici per uso umano o veterinario ed i materiali visibilmente contaminati che si generano dalla manipolazione ed uso degli stessi 3. organi e parti anatomiche non riconoscibili (tessuti, sezioni di animali da esperimento) 4. sostanze stupefacenti e altre sostanze psicotrope;

Pag. 5 di 10 CRITERI PER VALUTARE L'APPARTENENZA DI UN RIFIUTO AI RIFIUTI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO: il rifiuto è venuto a contatto con secreti o escreti di pazienti in isolamento per malattie trasmesse attraverso droplets (goccioline) o per contatto? sì no è presente sangue o altri liquidi biologici contenenti sangue in quantità tale da renderlo visibile? sì RIFIUTI no il rifiuto è contaminato da secrezioni vaginali, liquido seminale, cerebrospinale, sinoviale, pleurico, peritoneale, pericardico, amniotico? sì PERICOLOSI INFETTIVI no il rifiuto è contaminato da saliva sì no RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI I gessi ortopedici, le bende, gli assorbenti igienici, anche contaminati da sangue, i pannolini pediatrici ed i pannoloni, i contenitori e le sacche utilizzate per le urine sono assimilati ai rifiuti urbani e come tali devono essere smaltiti Il D.P.R. 254 /03.

Operatori Servizi OSS/INF Coordinatori Servizi OSS/INF Dir. San. Dir. Strut. Legale Rappr. Uff.acquisti Area amministraz. finanza e controllo C Pag. 6 di 10 4. RESPONSABILITÀ Premesso che la responsabilità principale nella approvazione di procedure per la gestione dei rifiuti prodotti nelle strutture gestite dalla Consorzio Obiettivo Sociale, è il Presidente in qualità di legale rappresentante e il Direttore di Struttura e/o il Direttore Sanitario (ove previsto), in qualità di responsabile della gestione dei servizi (ai fini organizzativi e igienico-sanitari) questo documento diventa il riferimento tecnico nella definizione delle procedure di gestione e di delega organizzativa. L argomento investe trasversalmente l intera organizzazione e richiede l integrazione fra diversi settori Sono pertanto le figure di vertice della struttura, Direttore Sanitario,(ove esistente), il Direttore di struttura, che devono provvedere a impartire le necessarie direttive al personale sott ordinato e vigilare sulla corretta applicazione dei protocolli del Consorzio Obiettivo Sociale. Sono quindi individuate per le varie funzioni correlate alla gestione dei rifiuti i seguenti settori di responsabilità: 1. Direzione sanitaria e/o di struttura 2. Servizio di Prevenzione e Protezione 3. Area Approvvigionamenti 4. Operatori dei servizi socio assistenziali 5. Coordinatori 6. Infermiere Ad esclusione del primo settore che ha la responsabilità della singola struttura, ad ogni altro settore Direzionale viene attribuita la funzione di responsabilità complessiva, per quanto di competenza, della gestione dei rifiuti per tutte le strutture gestite dal Consorzio Obiettivo Sociale. Le attività e l attribuzione delle funzioni viene riassunta nella seguente matrice delle responsabilità. ATTIVITA Produzione e revisione delle procedure di gestione rifiuti ; identificazione delle attività e dei depositi temporanei idonei. Attività di formazione aziendale Adozione formale della procedura di gestione rifiuti aziendale. Predisposizione degli atti Amministrativi previsti dalla normativa vigente per la gestione dei depositi temporanei e la fornitura dei dispositivi previsti dalla procedura aziendale. Produzione del rifiuto e introduzione nel contenitore appropriato (speciale, urbano e assimilato Chiusura ed etichettatura del Contenitore (speciale a rischio infettivo) a riempimento. Conferimento rifiuti speciali nel Punto di Raccolta nell U.O./Servizi Inf. Inf. Inf. Inf. R C C Inf. Inf. R R C Inf. C Inf. Inf. C C C Inf. R R C Inf. Inf. Inf. Inf. Inf. R C C C Inf. Inf. Inf. R C C C Inf. Inf. Inf. Legenda: Inf.= informato, R = responsabile, C = coinvolto

Pag. 7 di 10 MODALITÀ ESECUTIVE Le fasi che costituiscono il processo di gestione del rifiuto sono: 1. Produzione 2. Differenziazione 3. Raccolta 4. Confezionamento 5. Etichettatura 6. Trasporto interno 7. Stoccaggio temporaneo 8. Conferimento Di seguito sono descritte le modalità operative per la corretta gestione delle varie tipologie di rifiuto sanitario prodotti all interno dell Azienda: RACCOMANDAZIONI GENERALI PER RIFIUTI PERICOLOSI A RISCHIO INFETTIVO a. I contenitori dei rifiuti devono essere manipolati con cautela e devono essere perfettamente chiusi quando vengono movimentati b. I contenitori dei rifiuti devono permanere fino alla loro chiusura, solo in aree dedicate alla raccolta all interno del reparto o piano, definite dall organizzazione c. In ciascun contenitore deve essere indicata la provenienza (reparto e/o piano), il codice CER (Codice europeo dei rifiuti) e la data di chiusura del contenitore. d. Una volta chiuso il contenitore và conferito in giornata al deposito stoccaggio temporaneo. I contenitori correttamente chiusi e identificati devono essere movimentati fino al Deposito Temporaneo rispettando i percorsi interni ed esterni opportunamente definiti dalla organizzazione f. Nelle sedi di deposito temporaneo, il personale addetto, dotato di carrello dedicato per il trasporto dei rifiuti, deve provvedere al posizionamento dei contenitori nel carrello, in modo ordinato (evitando rovesciamenti, schiacciamenti e/o rotture dei contenitori con conseguente rischio di fuoriuscita del contenuto). g. Nel caso in cui i contenitori da prelevare nei piani risultino danneggiati e/o bagnati e/o non chiusi e con materiale che fuoriesce procedere secondo le seguenti indicazioni: Segnalare prontamente l'inconveniente al responsabile della struttura senza effettuare il trasporto. Il responsabile o suo sostituto si attiverà a dare disposizioni per recuperare il materiale utilizzando un secondo contenitore esterno per inserire il contenitore danneggiato e farà eseguire la pulizia dell eventuale zona bagnata e/o sporca.

Pag. 8 di 10 CARATTERISTICHE DEL DEPOSITO TEMPORANEO Il deposito temporaneo dei contenitori dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (art. 8, punto 3, comma a, del DPR n 254/2003) può avere una durata massima di 5 (cinque) giorni dal momento della chiusura del contenitore. Tale termine è esteso a 30 (trenta) giorni per quantitativi inferiori a 200 litri (circa tre cartoni del volume di 60 litri) prodotti all interno del mese dalla struttura. Il deposito temporaneo deve: a) essere collocato in un luogo funzionale per gli operatori addetti sia nelle fasi di deposito che ritiro dei materiali; b) avere una chiusura in modo da impedire l accesso alle persone non autorizzate; c) essere lontano da fonti di calore o da fiamme libere. d) avere un adeguato sistema di ricambio dell aria e di illuminazione; e) soddisfare i requisiti previsti dalle norme antincendio se è ubicato all interno di una struttura f) essere costituito da box di materiale metallico chiuso da tutti i lati, provvisto di feritoie o grate per l aerazione,se ubicato all esterno della struttura g) essere dotato di attrezzatura idonea allo spegnimento di incendi, se all interno; h) essere segnalato all esterno con cartelli indicanti la tipologia di rifiuti e i simboli di pericolo previsti con il relativo simbolo di rifiuto R nera in campo giallo e simbolo del rischio biologico; i) essere garantita la pulizia settimanale da parte di operatori individuati dalla Direzione. j) essere dotato di un kit per le emergenze con relative procedure scritte da attuare in caso di rottura accidentale del contenitore per rifiuti k) essere dotato di carrello per trasporto rifiuti RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI Comprendono tutti i rifiuti di seguito elencati: Residui di pasti provenienti da reparti di degenza, cucine e mensa Vetro, carta, cartone, plastica e metalli per i quali è prevista la raccolta differenziata Pannoloni, ( per i criteri di assimilazione Assorbenti igienici anche contaminati da sangue (purché non ricorrano i criteri d infettività Indumenti e biancheria monouso ( per i criteri di assimilazione) Gessi ortopedici ( per i criteri di assimilazione) Rifiuti derivanti da attività di pulizia e giardinaggio Altri rifiuti non ingombranti per i quali non ricorrano le condizioni di pericolosità e/o che non richiedono particolari modalità di smaltimento. I rifiuti sanitari assimilati agli urbani vanno depositati negli appositi contenitori per rifiuti assimilati ad urbani e per la raccolta differenziata situati all interno o all esterno della struttura e vanno seguite le procedure di smaltimento previste in quella specifica area comunale N.B. I contenitori esterni vengono messi a disposizione dalla ditta incaricata dello smaltimento, che ne è la proprietaria secondo le procedure previste in quell area territoriale. RIFIUTI ASSIMILATI AGLI URBANI SOGGETTI A RACCOLTA DIFFERENZIATA

Pag. 9 di 10 Comprendono tutti i rifiuti non contaminati da liquidi biologici, radioattivi, da citostatici o da altre sostanze pericolose e sono di seguito elencati: RACCOLTA ORGANICO CARTA E CARTONE BOTTIGLIE, CONTENITORI E IMBALLAGGI DI PLASTICA VETRO RIFIUTI NON A RISCHIO INFETTIVO FANGHI DELLE FOSSE SETTICHE / RIFIUTI DELLA PULIZIA DELLE FOGNATURE MATERIALE FUORI USO O FINE USO (Arredi,attrezzature informatiche, app. elettromedicali Sorveglianza L OSS deve assicurarsi che il metodo di raccolta e smaltimento dei rifiuti utilizzato all interno del reparto venga rispettato, riferisce ogni anomalia al coordinatore responsabile o all infermiere. E responsabile dei sacchi per i rifiuti, dei quali deve controllare lo stato nella fase di preparazione dei contenitori ESEMPI DI CONTENITORI E SIMBOLI PER IL CONFEZIONAMENTO E L INDIVIDUAZIONE DEL RISCHI Gli operatori OSS, INF, hanno l obbligo di eliminare correttamente i rifiuti prodotti provenienti dalle loro attività differenziando nel modo corretto i vari rifiuti, prestando particolare attenzione ai rifiuti sanitari che andranno smaltiti negli appositi contenitori, inoltre si ribadisce che per gli aghi e taglienti è vietato fare qualsiasi manovra di reincampucciamento o simili che possono

Pag. 10 di 10 esporre a rischi di punture o tagli accidentali, per cui tutte le siringhe, aghi canule, butterfly, ecc. dopo l uso vanno smaltiti immediatamente nel contenitore rigido integralmente. Per i rifiuti taglienti ( uso dell halibox/sanibox) vanno riempiti solo per ¾, chiusi ermeticamente e smaltiti nell halipack. Evitare di comprimere con le mani il sacco. Caricare nell apposito carrello tutti i rifiuti da trasportare, verificando che siano chiusi tutti a regola d arte, provvedere al trasporto senza disperdere il materiale lungo il percorso. Il deposito Temporaneo L operatore addetto, o comunque coinvolto allo stoccaggio temporaneo dei rifiuti sanitari, deve obbligatoriamente attenersi alle seguenti indicazioni: Lavarsi le mani. Indossare i necessari DPI. Verificare che il contenitore sia integro. Movimentare con cautela i contenitori. Disporre i contenitori in ordine per evitare rischi di caduta o rottura degli stessi. Al temine dell operazione togliere i guanti, lavarsi le mani, richiudere il deposito. I contenitori vengono temporaneamente depositati in un locale apposito all interno del servizio, dal quale verranno prelevati dal personale addetto al trasporto e allo stoccaggio secondario, con una frequenza idonea a ridurre al minimo i tempi di permanenza nel servizio. I rifiuti speciali una volta prelevati dai servizi di provenienza, vengono trasportati attraverso i percorsi destinati ai materiali sporchi in un apposito locale individuato nell ambito della struttura. Il deposito temporaneo deve avvenire in condizioni tali da non causare alterazioni che comportino rischi per la salute, per quantitativi non superiori ai 200 litri il deposito temporaneo può raggiungere i 30 giorni.