802.11: modulazioni a confronto



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Transcript:

802.11: modulazioni a confronto Normando Marcolongo 20 dicembre 2003 Tivoli 1

Obiettivi dell intervento Cenni sulle tecniche di Spread Spectrum Quali modulazioni vengono impiegate nello strato fisico dei sistemi IEEE802.11 Assumerò che siano note le basi delle trasmissioni digitali 2

Tutta la serie 802.11 IEEE Std Velocità Freq. Note 802.11 1-2Mb/s 2.4GHz 1997, FHSS & DSSS 802.11a <54Mb/s 5GHz 1999 802.11b 5.5-11Mb/s 2.4GHz Seconda generazione 802.11g <54Mb/s 2.4GHz Terza generazione 3

Il modello ISO-OSI OSI TCP/IP Application Layer Presentation Layer Session Layer Transport Layer Network Layer Data Link Layer Physical Layer AX.25 4

Cos è il MAC Significa Medium Access Control controllo di accesso al mezzo Il mezzo è la banda occupata dalla trasmissione Obiettivo: uso efficiente del mezzo 5

Lo strato fisico Immediatamente sotto allo strato MAC e diviso in due substrati: PLCP: physical layer convergence procedure (aiuta l RTX a funzionare, tipicamente sincronizzazione) PMD: physical medium dependent (è il vero e proprio RTX) 6

Lo strato fisico (2) PLCP: sincronizzazione PHY PMD: vera e propria trasmissione 7

Lo strato fisico (3) 802.11 (2Mb/s): Frequency hopping spread spectrum (FHSS): non più in uso Direct sequence spread spectrum (DSSS) 802.11b (11Mb/s): High rate DSSS 8

Lo spread spectrum Trasmissione tradizione : più potenza possibile nello spettro più stretto possibile. Spread spectrum: uso di trasformazioni matematiche per disperdere lo spettro originale del segnale da trasmettere in uno spettro molto più largo. Una operazione inversa viene effettuata in ricezione. Ogni disturbo a banda stretta viene, in ricezione, praticamente trasformato rumore bianco. Ciò non significa che il front-end di un ricevitore non possa essere accecato da un fortissimo segnale a banda stretta nella banda di funzionamento. 9

802.11 FH PHY Relativamente economico Cambio rapidissimo della frequenza di trasmissione in maniera pseudo-casuale (dwell time) TX e RX devono essere sincronizzati e conoscere la sequenza pseudo-casuale delle frequenze di trasmissione Non più in uso nelle apparecchiature in commercio Wi-Fi 10

802.11 FH PHY (2) 11

802.11 FH PHY (3) Il tempo di uso di una frequenza è di circa 0.4s (dwell time) Un hop set è di 26 frequenze Il beacon trasmette quale hop set è in uso e un timestamp per la sincronizzazione Ogni canale è largo 1MHz 12

802.11 FH PHY (4) 1MHz di banda equivale rozzamente a una velocità di 1Mb/s Usando una codifica a 4 livelli (2 bit trasmessi in un ciclo) si arriva a 2Mb/s Usa la modulazione GFSK: Gaussian frequency shift keying 13

GFSK Come l FSK di packettiana memoria: F 1 per l 1 e F 2 per lo 0. Usa un filtro calcolato appositamente per la riduzione dell occupazione di banda attraverso una transizione a fase e frequenza continue tra un simbolo e un altro. La forma d onda viene sintetizzata tipicamente per mezzo di DSP. 14

Esempio 15

Ecco il PLCP: lo ricordavamo? Aggiunge un preambolo di 80 bit utili alla sincronizzazione più altre informazioni come velocità della trama trasmessa. Sbianca il segnale: viene applicato un algoritmo ai bit in modo che somigli il più possibile a rumore bianco. Alla ricezione viene colorato. PHY PLCP PMD 16

E pure il PMD Supporto per il diversity. Pilotaggio degli stadi di potenza in modo tenere ogni canale nel dwell time non più largo di 1MHz. Modulazione vera e propria 2GFSK o 4GFSK. Il preambolo viene sempre trasmesso in 2GFSK. 17

802.11 DS PHY Tollera un SNR (rapporto segnale/rumore) peggiore rispetto al FH. Tecnologicamente si presta per velocità più elevate. Di costosa realizzazione è un modulatore ad alta velocità che compia i salti di frequenza richiesti dal FH. 18

802.11 DS PHY (2) 19

Come avviene il DSSS A chip è una cifra binaria usata dal processo di dispersione. I bit sono i dati di alto livello, i chip sono solo una parte della codifica e non portano nessuna informazione. I flussi di chipping sono anche chiamati codici di rumore pseudo casuale. Questi flussi vengono generati ad una velocità molto più grande rispetto ai dati da trasmettere. 20

Come avviene il DSSS (2) Mezzo radio 1 T X 1 0 0 R X 1 1 0 0 1 0 1 0 Sequenza di chipping Sequenza da spreadare Software D A T I 21

Come avviene il DSSS (3) Molti chip sono usati per codificare un singolo bit in una serie di chip. È la sequenza di bit trasportata dal flusso di chip che viene trasmessa in RF. In ricezione un correlatore mette a confronto la sequenza pseudo casuale nota al segnale ricevuto determinando se il bit trasmesso era un 1 o uno 0. 22

Esempio di DSSS 23

Proprietà della sequenza PRN È stata adottata per il flusso di chip una sequenza di Barker lunga 11 bit. Ogni bit diventa quindi rappresentato da 11 bit. L attributo chiave della sequenza di Barker è la buona funzione di autocorrelazione. Ciò significa che il ricevitore ha vita più semplice e quindi un funzionamento migliore in ambienti di rumore anche molto difficili. È relativamente tollerante all interferenza da multipath. 24

Arrivano i canali 13 canali spaziati di 5MHz Gran parte dell energia di una trasmissione 802.11 DS è concentrata in 22MHz 25

Lo spettro per 1 e 2Mb/s DS 0 Spectrum -20 LogMag (db) -40-60 0 Spectrum -80-20 -100-20 -15-10 -5 0 5 10 15 20 Frequency (MHz) LogMag (db) -40-60 -80-100 -20-15 -10-5 0 5 10 15 20 Frequency (MHz) 26

Spaziatura ottimale Per prevenire interferenze bisogna quindi spaziare le celle adiacenti di 5 canali 27

DPSK La modulazione usata per trasmettere il flusso DS spreaded è il DPSK. Non è la fase assoluta l informazione trasmessa ma il cambiamento: nessun cambiamento 0, cambiamento di fase 1. Non è necessario che TX e RX abbiano lo stesso riferimento di fase (impossibile). Per aumentare la velocità si usa il DQPSK: 4 fasi, 2 bit per volta. Ovvie limitazioni di SNR. 28

Esempio di DQPSK 29

PLCP e PMD per DS Simili alle caratteristiche del FH per sincronizzazione e sbiancamento. Il preambolo viene sempre trasmesso in DBPSK a 1Mb/s, il resto del frame, se possibile, a 2Mb/s con DQPSK. PHY PLCP PMD 30

Prestazioni del FHSS e DSSS 31

DSSS contro FHSS: prestazioni Minore probabilità di errore a parità di SNR a causa dell uso del xpsk (più efficiente rispetto al xfsk di almeno 3dB). Meno resistente a disturbi a larga banda che nel caso del DSSS colpiscono con più probabilità tutti i 20MHz di banda. Meno resistente a disturbi a banda stretta che fanno decadere la qualità del segnale ricevuto comunque e non solo nel caso di hit di un hop del FH. 32

Perché allora il DSSS? Velocità! 33

Schema a blocchi del sistema 34

Sempre più divertente Nel 1999 nasce l HR/DSSS: high rate DSSS. Fino a 11Mb/s. Stessa canalizzazione del vecchio DSSS. Abbandono del xpsk per una codifica/modulazione completamente diversa. 35

La codifica CCK È una codifica simile allo spreading già visto con la differenza che la sequenza di spreading è parzialmente derivata dagli stessi dati da trasmettere. Il background matematico è proibitivo 36

CCK più in dettaglio 37

CCK più in dettaglio (2) Tali codici mostrano quindi una profonda simmetria... Cosa li rende appetitosi per un sistema di comunicazione? 38

CCK più in dettaglio (3) Essi hanno una autocorrelazione estremamente piccata con picchi residui marginali. Passo in avanti: le proprietà mostrate per una sequenza binaria si possono riportare per una sequenza di fasi. 39

Generazione del CCK Il codice complementare usato nel CCK comprende 65536 parole composte da 8 fasi di un QPSK (=4^8). 64 di queste parole sono praticamente ortogonali ovvero particolarmente distinguibili. Pensiamo ai tre assi cartesiani, ortogonali per definizione. 40

Generazione del CCK (2) Lo spreading è effettuato con le parole del codice complementare che hanno una lunghezza di 8 chip a una velocità di 11Mchip/s. Trasmetto 6 bit scegliendo una parola di 8 chip. Altri 2 bit vengono inviati direttamente al trasmettitore per ruotare l intera parola scelta. 41

Generazione del CCK a 5.5Mb/s 42

Generazione del CCK a 11Mb/s 43

PLCP per l HR/DSSS Due formati: un preambolo lungo e uno corto per performance più spinte. Quest ultimo viene usato solo se tutte le stazioni lo supportano, ne basta una che non lo supporti perché tutte devono tornare a usare il lungo. La parte iniziale viene (a seconda della lunghezza scelta del preambolo) trasmessa comunque a 1 o 2Mb/s in DBPSK (lungo) o DQPSK (corto). 44

PMD per l HR/DSSS Il trasmettitore è molto più complesso. Ma È architetturalmente compatibile con il classico DSSS e, come visto, supporta anche velocità intermedie come 5.5Mb/s. Anche per questo motivo il FH essendo architetturalmente molto diverso non è stato incluso nei più comuni chipset. 45

Spettro di HR/DSSS 5.5 e 11Mb/s 0 Spectrum -20 LogMag (db) -40-60 0 Spectrum -80-20 -100-20 -15-10 -5 0 5 10 15 20 Frequency (MHz) LogMag (db) -40-60 -80-100 -20-15 -10-5 0 5 10 15 20 Frequency (MHz) 46

Performance del CCK 47

Performance del CCK (2) Esempio: P e di 10-1 (1 bit errato ogni 10) DSSS 0dB di SNR CCK 5dB di SNR 48

Tolleranza al multipath Fondamentalmente nessuno degli schemi di modulazione tollera il multipath. Ci possiamo difendere soltanto usando antenne più direttive possibile. Soluzione al multipath: usare antenne opportunamente accoppiate con uno sfasatore regolabile in modo da cancellare la riflessione indesiderata E quando affittiamo??? 49

Domande??? 50