Costruire il finale in cure palliative



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ad-sistere Costruire il finale in cure palliative F. Garetto 1

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Il percorso del paziente oncologico (Bruera, 1997) DIAGNOSI FASE INTERMEDIA PREVENZIONE CURA ATTIVA CURE PALLIATIVE 3

The use of a car is an analogy for setting goals of care. Bruera E, Hui D JCO 2010;28:4013-4017 2010 by American Society of Clinical Oncology 4

(A) A hopeful and unrealistic patient focuses on cancer cure and life-prolongation measures, without paying attention to her symptoms and advance care needs. Bruera E, Hui D JCO 2010;28:4013-4017 2010 by American Society of Clinical Oncology 5

Il percorso del paziente oncologico FASE INTERMEDIA CURA ATTIVA CURE PALLIATIVE END-OF LIFE I due momenti dell assistenza che richiedono maggiore intensità assistenziale sono la presa in carico e la fase agonica 6

Le ultime ore (A. Waller, 2012) 7

Non da ieri Per quanto riguarda il movimento degli arti superiori ( ) se essi si muovono prima del viso, cercano di afferrare qualcosa nell aria, strappano le coperte, prendono dei bocconi e strappano paglia dal muro tutti questi sono cattivi segni, ovvero di morte imminente Ippocrate, Prognosi, IV 8

Uno sguardo ampio Più il paziente si avvicina alla morte, più si protende verso la vita. Il toccarlo è spesso importante, sedendosi accanto a lui, tenendo la mano, stando vicino a lui anche senza dire una parola. TUTTE QUESTE COSE RENDONO L ABISSO TRA I VIVENTI E I MORENTI MENO TERRIFICANTE E SOLITARIO Hackett e Weisman, 1962 9

Le ultime ore Obiettivi che il paziente sia proprio agio il più possibile mantenere la dignità del paziente non rallentare né accelerare il processo di morte preparare e sostenere i familiari durante le ore finali e nelle prime ore dopo la sua morte 10

esserci 11

Le ultime ore Preparare la famiglia ai cambiamenti STATO DI COSCIENZA: Di solito obnubilato, ma il paziente può percepire la presenza anche in stato comatoso I sensi si indeboliscono, ma sembra che l udito venga conservato più a lungo Possono comparire irrequietezza e agitazione (rifiuto di essere coperto) RESPIRO Frequente, poi irregolare, poi rantoli Comune la presenza di rantoli rumorosi che non sono segno di angoscia! 12

Le ultime ore importanza di DIRLO PRIMA 13

CHE COSA FARE 14

CHE COSA FARE MODIFICARE LA TERAPIA FARMACOLOGICA E GLI INTERVENTI ASSISTENZIALI FAMIGLIA E TEMPO INTERROGARSI SENZA PREGIUDIZI 15

CHE COSA FARE MODIFICARE LA TERAPIA FARMACOLOGICA E GLI INTERVENTI ASSISTENZIALI 16

CHE COSA FARE MODIFICARE LA TERAPIA FARMACOLOGICA E GLI INTERVENTI ASSISTENZIALI Interrompere: lassativi, ipoglicemizzanti, antibiotici, antidepressivi, cardiologici, ormonali e gradualmentesteroidi Sostituire: farmaci dei sintomi cronici da via orale a sottocutanea (oppure ev se CVC). Oppioidi, Sedativi, Anticomiziali, Antisecretivi i QUATTRO FINALI 17

MORFINA I QUATTRO FINALI MIDAZOLAM FUROSEMIDE ATROPINA 18

CHE COSA FARE NUTRIZIONE E IDRATAZIONE Un attenta valutazione dell uso dei liquidi nel paziente terminale vale più di qualsiasi formula terapeutica (JA Billings, 1998) 19

L IDRATAZIONE (Waller, 2003 modificato) SVANTAGGI TEORICI Aumento delle secrezioni orali, respiratorie, g.i. Aumento diuresi e difficoltà di igiene Edema, ascite Aumento della percezione del dolore (senza aumento della sopravvivenza) medicalizzazione della morte VANTAGGI TEORICI Può alleviare la sete Migliora la clearance dei farmaci (< effetti collaterali) Facilità l espettorazione e l eliminazione (se NON occlusione g.i) Può migliorare la lucidità e diminuire il delirium Tranquillizza la famiglia (??) 20

Idratazione Nella fase agonica - fine vita gli svantaggi della prosecuzione dell idratazione sono in genere molto superiori ai possibili vantaggi Parliamo delle ultime ore : sappiamo con certezza che la sospensione dell idratazione non accorcia la vita 21

I DUBBI : NUTRIZIONE la sospensione dei trattamenti inutili sta morendo perché non mangia O NON MANGIA PERCHE STA MORENDO? NELLA FASE AGONICA NON CI SONO PIU DUBBI 22

CHE COSA FARE FAMIGLIA E TEMPO INTERROGARSI SENZA PREGIUDIZI IDEOLOGICI 23

CHE COSA FARE FAMIGLIA E TEMPO - INTERROGARSI SENZA PREGIUDIZI IDEOLOGICI In cure palliative è fondamentale vedere e rivedere, valutare e rivalutare continuamente I due momenti dell assistenza che richiedono maggiore intensità assistenziale sono la presa in carico e la fase agonica 24

quando sopraggiunge la morte il dolore può esprimersi in modi diversi Lasciare il tempo Aiutare a sapere che cosa fare 25

in conclusione Cecily Saundres 26

Dolore GLOBALE, risposte GLOBALI significa badare ai minimi particolari, la posizione giusta di un letto, la scelta giusta di una sala comune, una sensazione generale di tranquillità e bellezza. Niente di solenne: qualche cosa che ti fa sentire come fossi a casa 27

Dolore GLOBALE, risposte GLOBALI Significa cercare di capire come mettere i pazienti a proprio agio, che cosa si prova ad essere così malati, a separarsi per sempre. Significa imparare a trovare la pace e aiutare gli altri a trovare pace e sicurezza 28

Dolore GLOBALE, risposte GLOBALI in modo che possano rintracciare in Dio la vera salvezza Cicely Saunders 29

Vegliate con me CICELY SAUNDERS...voglio soltanto quello che c'è nella tua mente e nel tuo cuore......hai fatto fatica a dirmelo? Deve essere difficile......sembrava così strano: nessuno voleva prendersi cura di me......sarebbe sufficiente se dicessi che ho sperato?......desidero soltanto che uno abbia l'aria di sforzarsi di capirmi......è bello sentire che qualcuno ha bisogno di te... 30

Cecily Saunders «lavoriamo con i morenti, e vediamo tutti i giorni la resurrezione» 31

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