RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL TERRITORIO



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Corsi di Laurea in: - Gestione tecnica del territorio agroforestale e Sviluppo rurale - Scienze forestali e ambientali - Costruzioni rurali e Topografia RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL TERRITORIO

4. Il rilevamento - Misura delle distanze MISURA DELLE DISTANZE LA DISTANZA FRA DUE PUNTI, COME PRECEDENTEMENTE DEFINITA, SIA SE RIFERITA ALLA SUPERFICIE ELLISSOIDICA O AL PIANO TANGENTE (CAMPO TOPOGRAFICO), VIENE QUASI SEMPRE RICAVATA COME MISURA INDIRETTA, A PARTIRE DA ALTRE MISURE, ANGOLARI E LINEARI. PER LA MISURA DELLA DISTANZA SI IMPIEGANO SOSTANZIALMENTE DUE METODI: 1) MISURA CON STRUMENTI OTTICO-ELETTRONICI (DISTANZIOMETRI AD ONDE) 2) MISURA CON STRUMENTI OTTICO-MECCANICI (METODI STADIMETRICI)

4. Il rilevamento - Misura delle distanze MISURA DELLE DISTANZE CON DISTANZIOMETRI AD ONDE LA MISURA DELLE DISTANZE CON I MODERNI DISTANZIOMETRI AD ONDE È UN OPERAZIONE MOLTO SEMPLICE CHE NON RICHIEDE PARTICOLARI ACCORGIMENTI. SU UN ESTREMO DELLA DISTANZA VIENE POSTO IN STAZIONE IL DISTANZIOMETRO E SULL ALTRO ESTREMO VIENE POSIZIONATO UN PRISMA CHE RIFLETTE L ONDA INVIATA DALLO STRUMENTO NELLA STESSA DIREZIONE DI PROVENIENZA. I DISTANZIOMETRI ELETTRONICI, A SECONDA DEL PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO, POSSONO ESSERE CLASSIFICATI IN STRUMENTI A MISURA DI FASE E A MISURA DI IMPULSI. CON TALI STRUMENTI LA DISTANZA VIENE MISURATA CON NOTEVOLE PRECISIONE.

4. Il rilevamento - Misura delle distanze MISURA DELLE DISTANZE CON STRUMENTI OTTICO-MECCANICI PER LA MISURA INDIRETTA DELLE DISTANZE CON STRUMENTI OTTICO-MECCANICISI SI IMPIEGANO I TACHEOMETRI E LE STADIE (ASTE GRADUATE). I METODI DI MISURA UTILIZZATI CON TALI STRUMENTI, CHE DANNO LUOGO AD UNA BUONA PRECISIONE DI CALCOLO, SONO STATI PROGRESSIVAMENTE SUPERATI CON L INTRODUZIONE DEGLI STRUMENTI ELETTRONICI. I METODI POSSONO ESSERE CLASSIFICATI SECONDO DUE CATEGORIE: 1) AD ANGOLO PARALLATTICO VARIABILE 2) AD ANGOLO PARALLATTICO COSTANTE Rispettivamente, a stadia verticale e a stadia orizzontale

4. Il rilevamento - Misura delle distanze MISURA DELLE DISTANZE CON METODI STADIMETRICI Metodo ad angolo parallattico variabile e stadia orizzontale D = S/2 cotg ω/2 ω = angolo parallattico ω ω S

4. Il rilevamento - Misura delle distanze MISURA DELLE DISTANZE CON METODI STADIMETRICI D = Metodo ad angolo parallattico variabile e stadia verticale S cot cot ϕ 1 ϕ 2

4. Il rilevamento - Misura delle distanze MISURA DELLE DISTANZE CON METODI STADIMETRICI Metodo ad angolo parallattico costante e stadia verticale D 2 = k S sin ϕ

4. Il rilevamento - Generalità IL RILEVAMENTO IL RILEVAMENTO TOPOGRAFICO DI UNA PORZIONE DI SUPERFICIE FISICA TERRESTRE CONSISTE IN UN INSIEME DI OPERAZIONI MEDIANTE LE QUALI VIENE DEFINITA LA POSIZIONE PLANO-ALTIMETRICA (COORDINATE) DI TUTTI I PUNTI NECESSARI A FORNIRNE UNA CORRETTA DESCRIZIONE GEOMETRICA IL RILEVAMENTO TOPOGRAFICO PUÒ ESSERE: PLANIMETRICO ALTIMETRICO

4. Il rilevamento - Generalità RILEVAMENTO PLANIMETRICO QUANDO SI VOGLIONO UNICAMENTE DEFINIRE LE POSIZIONI RECIPROCHE DEI PUNTI DEL TERRENO PROIETTATI SU UNA SUPERFICIE DI RIFERIMENTO ADEGUATA RILEVAMENTO ALTIMETRICO QUANDO INTERESSA UNICAMENTE DEFINIRE LE QUOTE DEI PUNTI DEL TERRENO, OSSIA LE RISPETTIVE DISTANZE DALLA SUPERFICIE DI RIFERIMENTO CONSIDERATA

4. Il rilevamento - Generalità IL RILEVAMENTO È FINALIZZATO A DEFINIRE ESSENZIALMENTE DUE CATEGORIE DI PUNTI: 1 PUNTI DI INQUADRAMENTO (PUNTI DI APPOGGIO) 2 PUNTI DI DETTAGLIO

4. Il rilevamento - Generalità 1 PUNTI DI INQUADRAMENTO (PUNTI DI APPOGGIO) SONO ANCHE DETTI PUNTI TRIGONOMETRICI O PUNTI DI APPOGGIO E NEL LORO INSIEME FORMANO UNA RETE (RETE DI INQUADRAMENTO), CHE COSTITUISCE LA STRUTTURA PORTANTE DELLE SUCCESSIVE FASI DI RILIEVO. GENERALMENTE I PUNTI DI INQUADRAMENTO SONO IN NUMERO ABBASTANZA LIMITATO, OMOGENEAMENTE DISTRIBUITI IN TUTTA LA ZONA DA RILEVARE. ESSI VENGONO SCELTI IN POSTI CHE NE CONSENTANO UNA BUONA VISIBILITÀ IN UN VASTO RAGGIO. VANNO SCELTI CON CURA E RILEVATI CON NOTEVOLE PRECISIONE.

4. Il rilevamento - Generalità 2 PUNTI DI DETTAGLIO SONO I PUNTI RITENUTI NECESSARI PER FORNIRE UNA CORRETTA DESCRIZIONE DI TUTTI I PARTICOLARI MORFOLOGICI DEL TERRITORIO. LE OPERAZIONI DI MISURA E DI CALCOLO ADOTTATE PER QUESTA CATEGORIA DI PUNTI SONO NOTEVOLMENTE PIÙ SEMPLICI DI QUELLE IMPIEGATE PER IL RILEVO DEI PUNTI DI APPOGGIO.

4. Il rilevamento - Generalità LE OPERAZIONI DI RILEVAMENTO TOPOGRAFICO SI SVILUPPANO ATTRAVERSO TRE DIVERSE FASI: 1 PROGETTAZIONE DELLA RETE 2 OPERAZIONI DI CAMPAGNA 3 OPERAZIONI DI CALCOLO

4. Il rilevamento - Generalità FASI DEL RILEVAMENTO PROGETTAZIONE DELLA RETE 1 SOPRALLUOGO SCELTA DEI PUNTI DI INQUADRAMENTO MATERIALIZZAZIONE DEI PUNTI SCELTA DELLE GRANDEZZE DA MISURARE (ANGOLI E DISTANZE) E DEGLI STRUMENTI DA UTILIZZARE

4. Il rilevamento - Generalità FASI DEL RILEVAMENTO OPERAZIONI DI CAMPAGNA MISURA DELLE GRANDEZZE CONTROLLI DI CONGRUENZA, AL FINE DI EVITARE LA PRESENZA DI ERRORI GROSSOLANI 2 segue

4. Il rilevamento - Generalità FASI DEL RILEVAMENTO 2 EIDOTIPO Prima di iniziare il lavoro di campagna è necessario procedere a un sopralluogo sul terreno da rilevare, in modo da conoscere le sue caratteristiche morfologiche, ossia planimetriche e altimetriche, e altri elementi rappresentativi quali fabbricati, corsi d acqua, strade, ecc.; si procede quindi ad effettuare uno schizzo del terreno, approssimativamente in scala, detto eidotipo, sul quale vengono riportati tutti gli elementi prima indicati e che possono essere necessari o utili nella successiva fase di misurazione.

4. Il rilevamento - Generalità FASI DEL RILEVAMENTO OPERAZIONI DI CALCOLO 3 USO DI PROGRAMMI SPECIFICI DI CALCOLO I CUI RISULTATI DEVONO FORNIRE LE MEDIE STIMATE DELLE COORDINATE DEI PUNTI RILEVATI

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio METODI PER IL RILIEVO PLANIMETRICO DEI PUNTI DI APPOGGIO 1 2 3 4 RILIEVO PER TRIANGOLAZIONE RILIEVO PER TRILATERAZIONE RILIEVO PER POLIGONAZIONE RILIEVO PER INTERSEZIONE

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio RILIEVO DI GRANDI ESTENSIONI DI TERRITORIO

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio RILIEVO DI GRANDI ESTENSIONI DI TERRITORIO Reti continue TRIANGOLAZIONI: a) a catena b) a rete Reti discontinue

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio RETE GEODETICA ITALIANA DI 1 ORDINE

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio PUNTO TRIGONOMETRICO

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio TRIANGOLAZIONI RETI DAL 1 AL 4 ORDINE

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio POLIGONALI

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio POLIGONALI Poligonali aperte

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio POLIGONALI Poligonale chiusa Nelle poligonali chiuse è possibile effettuare le compensazioni angolare e quella lineare

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio INTERSEZIONI In avanti semplice In avanti multipla

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio INTERSEZIONI Laterale semplice Laterale multipla

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di appoggio INTERSEZIONI All indietro

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di dettaglio RILIEVO DI ESTENSIONI DI TERRENO MEDIO-PICCOLE

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di dettaglio RILIEVO DI DETTAGLIO Metodo per allineamenti

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di dettaglio RILIEVO DI DETTAGLIO Metodo per trilaterazione

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di dettaglio RILIEVO DI DETTAGLIO Metodo per coordinate cartesiane

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di dettaglio RILIEVO DI DETTAGLIO Metodo per coordinate polari Metodo per coordinate bipolari

4. Il rilevamento planimetrico - Rilievo di dettaglio RILIEVO DI DETTAGLIO Metodo per camminamento

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni RILIEVO ALTIMETRICO LIVELLAZIONI I DISLIVELLI, CIOÈ LE QUOTE RELATIVE DEI PUNTI, VENGONO DETERMINATI MEDIANTE OPERAZIONI ALTIMETRICHE DETTE LIVELLAZIONI

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONI IN RELAZIONE ALLE CARATTERISTICHE DELLO STRUMENTO IMPIEGATO PER DETERMINARE I DISLIVELLI FRA DUE PUNTI, LE LIVELLAZIONI POSSONO ESSERE COME DI SEGUITO CLASSIFICATE: LIVELLAZIONI A VISUALE OBBLIGATA O GEOMETRICHE (SI IMPIEGANO STRUMENTI QUALI I LIVELLI) LIVELLAZIONI A VISUALE LIBERA, QUALI AD ESEMPIO LE LIVELLAZIONI TACHEOMETRICHE E TRIGONOMETRICHE (SI IMPIEGANO I TACHEOMETRI O I TEODOLITI) LIVELLAZIONI SENZA VISUALE, QUALI AD ESEMPIO LE LIVELLAZIONI BAROMETRICHE E IDROSTATICHE

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE GEOMETRICA DA UN ESTREMO A,B h l ± x

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE GEOMETRICA DAL MEZZO A,B l a l b

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE RECIPROCA

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE COMPOSTA DA UN ESTREMO

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE COMPOSTA DAL MEZZO

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE TACHEOMETRICA A,B D cot φ + +hh l

4. Il rilevamento altimetrico - Livellazioni LIVELLAZIONE TRIGONOMETRICA

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno SCALA DI RAPPRESENTAZIONE DI UN DISEGNO Definiamo scala di rappresentazione (o rapporto di scala) di un disegno, il rapporto tra la lunghezza l di un segmento disegnato e la lunghezza L di tale segmento nella realtà n l l L Si = 1 1 = = L n l viene detto il "denominatore di scala" possono ricavare le seguenti L n L = l n relazioni :

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno RAPPRESENTAZIONE DEL TERRENO RILEVATO Per rendere percepibili le caratteristiche altimetriche del terreno si ricorre a determinati sistemi convenzionali di rappresentazione, alcuni fondamentali ed altri complementari. Fondamentali: Punti quotati e curve di livello Complementari: Tratteggio, lumeggiamento e colorazione

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno RAPPRESENTAZIONE MEDIANTE PUNTI QUOTATI Il metodo per punti quotati si applica in generale, ma solo in riferimento a punti topografici caratteristici e ben definiti: culmini, colli, abitati, ecc.; da solo, quindi, tale metodo non può risolvere il problema della rappresentazione altimetrica del terreno

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno RAPPRESENTAZIONE MEDIANTE CURVE DI LIVELLO Le curve di livello (o isoipse) sono linee immaginarie chiuse che uniscono tutti i punti del terreno situati a quota (o livello, o altitudine) uguale: risultano dalla intersezione della superficie del terreno con piani orizzontali aventi determinata quota. La distanza verticale, cioè il dislivello tra ognuno di questi piani e il successivo, è costante e chiamasi equidistanza

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno RAPPRESENTAZIONE DEL TERRENO RILEVATO Rappresentazione planimetrica e altimetrica RAPPRESENTAZIONE ALTIMETRICA MEDIANTE CURVE DI LIVELLO equidistanza altimetria

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno RAPPRESENTAZIONE MEDIANTE CURVE DI LIVELLO Dalla figura della diapositiva precedente è possibile rilevare che su una data carta, a parità di equidistanza e di scala, le curve più ravvicinate in pianta rappresentano un terreno a maggiore pendenza, mentre curve più rade rappresentano un terreno a minore pendenza. Da ciò emerge anche che, oltre una certa inclinazione, le curve risulterebbero troppo ravvicinate o addirittura sovrapposte, tanto da non potersi più distinguere; in tal caso ai fini della rappresentazione si ricorre ad altri artifici ed in particolare al tratteggio. In genere, in un disegno ad una determinata scala, per la rappresentazione dell altimetria si sceglie un valore dell equidistanza (espressa in metri) pari ad 1/1000 del denominatore di scala. Ad esempio, in una rappresentazione in scala 1/25000 il valore dell equidistanza è posto pari a 25000/1000 = 25 m.

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno RAPPRESENTAZIONE MEDIANTE CURVE DI LIVELLO Le curve di livello sono di 3 specie: direttrici: segnate a tratto continuo e spesso, riferite ad un valore di quota relativa multiplo dell'equidistanza; generalmente hanno equidistanza di 100 m intermedie: segnate a tratto continuo semplice; sono comprese fra due curve direttrici (generalmente con equidistanza pari a 25 m) ausiliarie: hanno una equidistanza sottomultipla delle intermedie e vengono segnate con linea e trattini entro due curve intermedie successive; hanno lo scopo di rappresentare al meglio le parti di terreno abbastanza pianeggianti

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno CURVE DI LIVELLO curva direttrice curva intermedia curva ausiliaria

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno PENDENZA DEL TERRENO B A α D B 0 A,B p = Δ A,B D p = tg α (pendenza media del terreno) (significato geometrico della pendenza)

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno INTERPRETAZIONE DELLE CURVE DI LIVELLO Il terreno compreso fra due curve di livello deve intendersi di pendenza uniforme, a meno che non sia indicato diversamente (per es. con le curve ausiliarie). La pendenza del terreno compreso fra due curve di livello successive si determina mediante interpolazione lineare, conoscendo la quota delle due curve. Nel caso particolare il dislivello è rappresentato dalla equidistanza delle curve: a parità di equidistanza la pendenza è inversamente proporzionale alla distanza naturale fra le curve stesse, nel tratto considerato. Una semplice occhiata alle curve di livello di una carta, anche senza conoscere la scala e l'equidistanza, ci fornisce immediatamente un idea della configurazione del terreno poiché, come abbiamo detto, le curve infittiscono quando la pendenza è rilevante, e viceversa (un terreno quasi pianeggiante presenta curve di livello molto diradate).

4. Il rilevamento - Rappresentazione del terreno INTERPRETAZIONE DELLE CURVE DI LIVELLO Un esame appena più approfondito delle curve di livello fornisce ulteriori particolari: ad esempio, curve di livello che presentano le concavità a monte indicano costoni o speroni, cioè displuvi (linee di demarcazione delle acque); curve di livello con la concavità a valle indicano impluvi, cioè linee di raccolta delle acque, vallette, canaloni, ecc... linea di displuvio linea di impluvio 100 200 300 400 400 300 200 100