Linguaggio: il problema delle origini



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Linguaggio: il problema delle origini Lingue e linguaggio: origine comune? Dove? Come? Quando? Perché?

Lo sviluppo culturale che ha generato il nostro comportamento sociale odierno è avvenuto, per la maggior parte, negli ultimi centomila anni, molto probabilmente perché, intorno a quella data, la piccola popolazione che ha dato origine a tutti gli uomini che vivono oggi aveva raggiunto la capacità odierna di comunicare (Cavalli Sforza, 2004: 1). Che cosa ha provocato l espansione della prima popolazione di uomini moderni? Questa popolazione non era certamente la sola vivente allora al mondo, ma erano uniche certe doti connesse al suo sviluppo intellettuale. Vi sono molte ragioni che fanno pensare al linguaggio come motivo fondamentale (Cavalli Sforza, 2004: 29). L uomo ha potuto avere un evoluzione molto rapida, rispetto ad altri organismi viventi, perché ha sviluppato la cultura più di tutti gli altri animali. Infatti, la cultura può essere considerata un meccanismo di adattamento all ambiente straordinariamente efficiente (Cavalli Sforza 2004: 77) Cavalli Sforza, L. L. (2004), L evoluzione della cultura, Torino, Codice Edizioni.

La mia ipotesi preferita è che, oltre che dai trasporti, la grande espansione del Paleolitico fu grandemente facilitata dai progressi del linguaggio. È possibile che una forma di linguaggio esistesse già presso gli antenati più lontani dell'uomo, e che però il suo sviluppo sia stato più tardivo e abbia molto probabilmente raggiunto soltanto presso l'uomo moderno, prima dell'inizio della sua esplosione demografica degli ultimi centomila anni, un grado di perfezione simile a quello di tutte le lingue parlate attualmente. Con questo formidabile strumento di comunicazione, l'uomo moderno ha potuto esplorare più facilmente le vicinanze e i posti più distanti, portare i propri gruppi sociali in terre lontane, adattarsi a molte delle nuove condizioni ambientali e assorbire rapidamente le nuove tecnologie che avevano permesso gli adattamenti. L. L. Cavalli Sforza (1996), Geni, popoli e lingue, Milano, Adelphi, p. 142

Linguaggio: il problema delle origini Lingue e linguaggio: origine comune? Dove? Come? Quando? Perché?

Lingue e linguaggio sono entità con un diverso grado di stabilità, esattamente come accade per hardware (nel nostro caso il linguaggio) e software (le lingue). Exattamento (Stephen Jay Gould): un particolare tipo di evoluzione. Nell'exattamento Una struttura biologica con una particolare funzione ne assume una nuova, indipendente dalla precedente. Esempi: - piume degli uccelli: evolute dai dinosauri, originariamente finalizzate all isolamento termico - vescica natatoria dei pesci - gli arti superiori della specie Homo, che nella postura eretta non servono più per la locomozione e possono specializzarsi per altre funzioni (la prensione, la manipolazione degli oggetti, il gesto ).

1 paradosso: l apparato fonatorio

2 paradosso: non nasciamo per parlare Sezione del cranio di Sezione del cranio di Sezione del cranio di un uomo di un neonato un essere umano adulto Neanderthal

Primo passo: conquista della posizione eretta Due possibili benefici: - la riduzione della superficie del corpo esposta al sole e, di conseguenza, il raffreddamento del sangue nel cranio. Conseguenza: il cervello, assai sensibile al calore, viene liberato dai vincoli di temperatura che ne condizionavano la crescita (mutamento nell hardware). - liberare le mani dal compito di coadiuvare le gambe nella motricità, rendendole disponibili per altri compiti e funzioni tra esse: il gesto deittico

- dalla pragmatica alla grammatica - dal livello iconico-motivato a quello arbitrario e astratto - dal semplice al complesso Some sfondo, una nicchia ecologica culturale in cui la necessità di intensificare gli scambi comunicativi con i propri simili si faceva, per i primi esponenti della specie, sempre più pressante.

L apprendimento della lingua nativa 3-5 mesi: Il bambino produce pianti, gorgheggi, sorrisi e gridolini, ma non intenzionalmente. 6-8 mesi: Il bambino comincia ad utilizzare l apparato articolatorio, giocando con i primi suoni della lingua: lallazione. 9-12 mesi: Il bambino dimostra di comprendere le parole che gli vengono rivolte dagli adulti, ma ancora non è in grado di ripeterle; indica e mostra oggetti, li prende e li consegna ad altri. 12-16 mesi: Il bambino inizia a pronunciare le prime parole. Il linguaggio verbale si accompagna ancora a quello gestuale.

16-18 mesi: Il bambino capisce che tutte le cose intorno a lui hanno un nome. È in grado di imparare velocemente nuove parole, ma per comunicare si avvale ancora molto della gestualità. 18-24 mesi: Il vocabolario del bambino comprende circa circa 50 parole. Il bambino comincia a produrre micro-frasi di due o più parole, in genere per raccontare esperienze. 2-3 anni: La costruzione delle frasi è più raffinata : il vocabolario si arricchisce e si diversifica (ad es. distingue tra utilizza aggettivi e li coniuga). 3-4 anni. Il bambino comincia a usare parole astratte, pronomi e preposizioni. L acquisizione della grammatica e dell uso dei suoni del linguaggio risulta completata. Da questo momento in poi ci sarà un incremento progressivo del lessico e un affinamento nell organizzazione sintattica delle frasi.

3 paradosso: si impara per dimenticanza es. i click (es. lingue khoisan): il bacio [ ] (click bilabiale) Video 1 Video 2 Video 3

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I toni Es. cinese Caratteristica del tono: valore numerico: simbolo: Tono 1: alto costante 55 Tono 2: alto ascendente 35 Tono 3: discendente-ascendente 214 ˇ Tono 4: alto discendente 51 ` Le parole in cinese possono differenziarsi solo per il tono: Parola: trascrizione fonetica: significato: yī [i] 55 abito yí [i] 35 sospettare yǐ [i] 214 poltrona/sedia yì [i] 51 significato