PARTE SPECIALE - 3 - Illeciti ambientali



Documenti analoghi
- per la violazione dei commi 3, 5, primo periodo, e 13, la sanzione pecuniaria da centocinquanta (150) a duecentocinquanta (250) quote.

D.Lgs. 231/2001: aggiornamenti normativi intervenuti nel 2011

INDAGINI E BONIFICHE AMBIENTALI dalla progettazione all esecuzione: VIOLAZIONI E SANZIONI

SITO ISTITUZIONALE MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

ALLEGATO I Reati ambientali (art 25 undicies)

Consulenza per la gestione dei rifiuti

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO SIAE. Società Italiana Autori ed Editori. (ex Decreto Legislativo n. 231/2001)

DECRETO LEGISLATIVO N.152 DEL 3 aprile SANZIONI. 189 c c. 1 Amministrativa da. 26 a. 160 (PMR 52)

La responsabilità penale dell amministratore e del legale rappresentante di una società

Decreto legislativo 231/01 e Sistemi di Gestione

ACQUE, RIFIUTI E TUTELA PENALE

Reati Ambientali D.Lgs 231/2001

Bonifica dei Siti Contaminati - Legislazione di Riferimento - Bonifica dei Siti Contaminati

FINI DELL APPLICAZIONE DELL ARTICOLO 11 DEL DECRETO LEGGE 31 AGOSTO 2013, N

Il concetto di gestione dei rifiuti

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, n. 231

L analisi dei rischi deve essere svolta con una chiara visione aziendale e deve richiedere la comprensione dei seguenti elementi:

PRODUTTORE, DETENTORE, RESPONSABILITA ESTESA DEL PRODUTTORE

L IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE E DELLE CONDOTTE RIPARATORIE DI BONIFICA E RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI

RINNOVO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO NELLE RETI CONSORTILI

Aspetti normativi e procedure amministrative

REGOLAMENTO D USO DEL MARCHIO NOTO Filiera Controllata e Certificata prodotti tipici della Val di Noto

CITTÀ DI AGROPOLI. Regolamento per la pubblicazione delle Determinazioni sul sito internet istituzionale dell Ente

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

ACAM Ambiente S.p.A.

Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi

Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 25 maggio 2012

Le problematiche dei rifiuti in azienda e la nuova classificazione

PARLIAMO DI. ATTIVITA PRODUTTIVE E RIFIUTI SPECIALI

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ (resa ai sensi degli artt. 47 e 38 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445)

Avv. Carlo Autru Ryolo

Verifiche ispettive e controlli nella gestione dei rifiuti

LA GESTIONE DEI MATERIALI DA SCAVO AL DI FUORI DEL REGIME DELLE TRS

Politica del Sistema di Gestione Salute, Sicurezza e Ambiente (Politica HSE)

PARTE SPECIALE - Tredicesima Sezione Delitti contro l industria e il commercio

ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE - AUA

AREA AMBIENTE AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE

PROVINCIA DI UDINE DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO CON I POTERI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI CUI ALL ART. 42 DEL D.LGS. 267/2000

NUOVI CRITERI DALL UE PER LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI. Milano 22/06/2015

REV. 2015/00 Pag. 1 di 5

PROVINCIA DI TERNI SETTORE AMBIENTE E DIFESA DEL SUOLO

TESTO UNICO AMBIENTALE D.Lgs. 152/2006

COMUNE DI VILLENEUVE

1. Dopo la lettera d) del comma 2 dell articolo 7 della l.r. 81/1995 è inserita la seguente lettera:

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO DEL 16 LUGLIO 2004 N 2196 ALLEGATO A)

AUTORIZZAZIONI NUOVI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO RIFIUTI

MODELLO 1 DA UTILIZZARE PER LA COMUNICAZIONE ALL ARPAV AI SENSI DELL ART. 41BIS, COMMA 1, DELLA LEGGE N. 98/2013 E PER LE EVENTUALI MODIFICHE

Ufficio d Ambito di Brescia Pagina 1 di 5

Sezione Reati ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

LINEE GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI DA PARTE DEL PRODUTTORE

TERRE E ROCCE DA SCAVO art. 186 del D.lgs. n. 152/2006, così come modificato dall art. 2, comma 23 del D.lgs n. 4/2008 LINEE GUIDA

BOLLETTINO UFFICIALE

Il Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti SISTRI

RELAZIONE DI RIFERIMENTO D.M. 272/14

BILANCIO DI PRODUZIONE DI MATERIALE DA SCAVO E/O DI RIFIUTI...

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA (S.C.I.A.)

Cenni normativi e ottimizzazione ciclo di gestione reflui e scarti industriali

I regolamenti regionali sulle acque del 24 marzo 2006

Compilazione del modulo di dichiarazione per l utilizzo terre e rocce da scavo come sottoprodotto, ai sensi della legge 9 agosto 2013 n.

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO COMUNITÀ VALLE DI NON

DLGS 81: TUTTE LE SANZIONI MODIFICATE DAL CORRETTIVO DLGS 106

EREDI SANTAROSA BRUNO s.n.c. Viale dell industria n SOAVE (VR) IMPIANTO DI RECUPERO E SMALTIMENTO RIFIUTI NON PERICOLOSI.

Domanda di AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE ai sensi del D.P.R. n. 59 del 13 marzo 2013

Comune di Borgio Verezzi Provincia di Savona

Art. 1 Campo di applicazione


Codice Ambientale. Scopo e campo di applicazione. Definizioni

TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N.

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

DICHIARAZIONE DI CONFORMITA e DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA

Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini

%FMJCFSBOm PHHFUUP -3 %-(4 1*"/0 3&(*0/"-& %* (&45*0/& %&* 3*'*65* 130(3"..";*0/&"55*7*5}1*"/*'*$"503*"

La gestione dei rifiuti prodotti in siti potenzialmente contaminati

Le nuova classificazione dei rifiuti industriali

PROVINCIA DI LIVORNO

Sviluppo dell anagrafe dei siti contaminati nella Provincia Autonoma di Trento

Una metodologia da utilizzare può essere così sintetizzata:

INCONTRO SUL TEMA: D. LGS. N. 81/2008, ART. 300

REATI PENALI SPECIFICI PER LE SOCIETA QUOTATE IN BORSA. Hanno contribuito

COMUNE DI CAVERNAGO REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE

CASO D USO: TRASPORTO TRANSFRONTALIERO

Approccio Normativo e problematiche Gestionali Discariche

Giornate seminariali in materia AMBIENTALE Il DLGS 152/2006 e le altre norme ambientali Approfondimenti

Norme in materia ambientale

PROTOCOLLO D INTESA SULLA PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO AMBIENTALE TRA. CONFINDUSTRIA - Confederazione Generale dell Industria Italiana

I nuovi decreti applicativi

Prescrizioni per Autorizzazione allo Scarico in Pubblica Fognatura Giugno 2014

COMUNE DI MARIGLIANO Provincia di Napoli REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA

Transcript:

PARTE SPECIALE - 3 - Illeciti ambientali 51

1. Funzione della Parte Speciale - 3 - Per effetto del D.Lgs. n. 121/2011, dal 16 agosto 2011 è in vigore l'art.25 - undecies, D.Lgs. n. 231/2001, che prevede l'introduzione di numerosi illeciti ambientali, tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. La nuova disciplina è frutto del recepimento della direttiva comunitaria 2008/99/CE. Obiettivo della presente Parte Speciale è quello di definire i principi di carattere generale a cui la Società e tutti i destinatari, come sopra individuati, devono attenersi, in modo da prevenire il verificarsi dei reati in essa considerati. Nello specifico, la presente Parte Speciale ha lo scopo di: a) indicare i principi procedurali che i Dipendenti, gli Organi Sociali, i Consulenti e Partner Commerciali di Simp sono chiamati a osservare ai fini della corretta applicazione del Modello; b) fornire all'odv, e ai responsabili delle altre funzioni aziendali che cooperano con il medesimo, gli strumenti esecutivi per esercitare le attività di controllo, monitoraggio e verifica. La presente Parte Speciale si riferisce a comportamenti posti in essere dai Dipendenti e dagli Organi Sociali di Simp, nonché dai Consulenti e Partner Commerciali come già definiti nella Parte Generale e più nello specifico è rivolta a tutto il personale Simp e a chiunque, nell ambito dei rapporti con l azienda possa, con i suoi comportamenti o omissioni, dare attuazione, a vari livelli, alle norme, adottate internamente e/o imposte dall esterno, in materia di tutela dell ambiente. 52

2. I Reati ambientali (art 25 undecies del D.Lgs. 231/2001) La presente parte speciale si riferisce ai reati commessi in violazione delle norme a tutela dell ambiente, contenuti, nell'articolo 25 undecies del decreto 231/2001, introdotto dall art. 2 del D.Lgs. n. 121/2011, del 7 luglio 2011 recante Attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell ambiente, nonché della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all inquinamento provocato dalle navi e all introduzione di sanzioni per violazioni, pubblicata nella GU n.177 del 1 agosto 2011 e in vigore dal 16 agosto 2011. Si precisa che vengono riportati i soli reati che potrebbero afferire l attività di SIMP Spa. In relazione al D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale) Inquinamento idrico (art. 137) - scarico non autorizzato (autorizzazione assente, sospesa o revocata) di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose (co. 2); - scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose in violazione delle prescrizioni imposte con l autorizzazione o da autorità competenti (co. 3); - scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose in violazione dei limiti tabellari o dei limiti più restrittivi fissati da Regioni o Province autonome o dall'autorità competente (co. 5, primo e secondo periodo); - violazione dei divieti di scarico sul suolo, nelle acque sotterranee e nel sottosuolo (co. 11); - scarico in mare da parte di navi o aeromobili di sostanze o materiali di cui è vietato lo sversamento, salvo in quantità minime e autorizzato da autorità competente (co.13). 53

Gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256) - raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti, non pericolosi e pericolosi, in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione (art. 256, co. 1, lett. a) e b); - realizzazione o gestione di una discarica non autorizzata (art. 256, co. 3, primo periodo); - realizzazione o gestione di discarica non autorizzata destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi (art. 256, co. 3, secondo periodo); - attività non consentite di miscelazione di rifiuti (art. 256, co. 5); - deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi (art. 256, co. 6). Siti contaminati (art. 257) - inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali e delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio (sempre che non si provveda a bonifica, in conformità al progetto approvato dall autorità competente) e omissione della relativa comunicazione agli enti competenti (co. 1 e 2). La condotta di inquinamento di cui al co. 2 è aggravata dall utilizzo di sostanze pericolose. Falsificazioni e utilizzo di certificati falsi di analisi di rifiuti (artt. 258 e 260-bis) - predisposizione di un certificato di analisi dei rifiuti falso (per quanto riguarda le informazioni relative a natura, composizione e caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti) e uso di un certificato falso durante il trasporto (art. 258, co. 4, secondo periodo); - predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti falso, utilizzato nell ambito del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti - SISTRI; inserimento di un certificato falso nei dati da fornire ai fini della tracciabilità dei rifiuti (art. 260-bis, co. 6); - trasporto di rifiuti pericolosi senza copia cartacea della scheda SISTRI Area movimentazione o del certificato analitico dei rifiuti, nonché uso di un certificato di analisi contenente false indicazioni circa i rifiuti trasportati in ambito SISTRI (art. 260-bis, co. 6 e 7, secondo e terzo periodo); - trasporto di rifiuti con copia cartacea della scheda SISTRI Area movimentazione fraudolentemente alterata (art. 260-bis, co. 8, primo e secondo 54

periodo). La condotta di cui al co. 8, secondo periodo, è aggravata se riguarda rifiuti pericolosi. Traffico illecito di rifiuti (artt. 259 e 260) - spedizione di rifiuti costituente traffico illecito (art. 259, co. 1). La condotta è aggravata se riguarda rifiuti pericolosi; - attività organizzate, mediante più operazioni e allestimento di mezzi e attività continuative, per il traffico illecito di rifiuti (art. 260). Delitto, caratterizzato da dolo specifico di ingiusto profitto e pluralità di condotte rilevanti (cessione, ricezione, trasporto, esportazione, importazione o gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti). La pena è aggravata in caso di rifiuti ad alta radioattività (co. 2). Inquinamento atmosferico (art. 279) - violazione, nell'esercizio di uno stabilimento, dei valori limite di emissione o delle prescrizioni stabiliti dall'autorizzazione, dai piani e programmi o dalla normativa, ovvero dall'autorità competente, che determini anche il superamento dei valori limite di qualità dell'aria previsti dalla vigente normativa (co. 5). 55