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Il sistema finanziario 1. Definizione Il sistema finanziario (SF) rappresenta la fondamentale struttura attraverso cui si svolge nell ambito di un dato contesto economico l attività finanziaria, ossia la produzione e l offerta di servizi finanziari. Si tratta di un infrastruttura complessa deputata a soddisfare i molteplici bisogni finanziari degli operatori economici. Ciò avviene tramite il trasferimento del potere di acquisto (cioè di risorse) tra unità economiche diverse (trasferimento nello spazio) e/o tra momenti temporali diversi (trasferimento nel tempo). Il sistema finanziario realizza anche un trasferimento di risorse tra diversi stati di natura, offrendo alcuni contratti (quelli assicurativi) che consentono di traslare il rischio al quale si è eventualmente esposti su un altro soggetto, in modo da mantenere inalterata la propria ricchezza in qualsiasi circostanza futura prevista o imprevista. Il sistema finanziario può essere studiato da due distinte prospettive: una strutturale (che risponde alla domanda: quali sono gli elementi costitutivi del SF?) e una funzionale (che analizza i compiti ai quali assolve il SF nell ambito del sistema economico). 2. Funzioni Il sistema finanziario svolge alcuni importanti compiti nell ambito del sistema economico: Funzione monetaria: il sistema finanziario garantisce il funzionamento del sistema dei pagamenti, che è uno dei fattori alla base della funzionalità degli scambi. Va precisato che la funzione monetaria è svolta fondamentalmente da uno specifico comparto del sistema finanziario, vale a dire dal sistema bancario: sono infatti la Banca Centrale e le banche i soli soggetti che hanno la prerogativa di potere fornire agli operatori economici dei mezzi di pagamento attraverso la creazione di proprie passività dotate del requisito di accettabilità e che dunque vengono universalmente accettate come mezzo di pagamento. L esercizio della funzione monetaria è dunque una caratteristica che distingue gli intermediari bancari da tutte le altre istituzioni finanziarie presenti nel sistema. Come si vedrà, l evoluzione dei diversi strumenti di pagamento nel corso del tempo è stata determinata dalla ricerca di crescente efficienza e sicurezza nel regolamento degli scambi, ovvero dall esigenza di ridurre progressivamente i costi e i rischi collegati al regolamento delle transazioni. Funzione di trasferimento di risorse dal risparmio agli investimenti (anche detta funzione creditizia/allocativa/di intermediazione/di collegamento): questo compito si sostanzia nel favorire il trasferimento delle risorse finanziarie nello spazio e nel tempo, ovvero dai soggetti in surplus finanziario ai soggetti in deficit finanziario presenti nel sistema economico. In tal modo si mettono in relazione i risparmi con gli investimenti. Quanto maggiore è la dissociazione fra centri di formazione del risparmio e centri di decisione degli investimenti anche detta dissociazione risparmio-investimenti 1 - tanto più diventa necessario e fondamentale il ruolo di allocazione delle risorse svolto dal sistema finanziario. 1 Tale situazione si verifica quando alcuni soggetti (o interi settori istituzionali) si caratterizzano per la funzione di accumulazione del risparmio e altri si specializzano invece nella funzione di investimento. Ne deriva che i primi dispongono di risorse ma non intenzione di impiegarle direttamente in attività reali mentre i secondi hanno progetti di investimento (reali) ma non

Tale compito si sostanzia, come accennato, nel mettere in collegamento soggetti con fabbisogni finanziari contrapposti: i datori di fondi e i prenditori di fondi, soddisfacendone contestualmente le rispettive esigenze finanziarie, che sono di investimento per i primi e di finanziamento per i secondi. L incontro tra unità in avanzo e in disavanzo può avvenire tramite i circuiti diretti (via mercati) e quelli indiretti (grazie all intervento di intermediari trasformatori ), a seconda delle preferenze degli scambisti finali e della compatibilità delle rispettive schede di preferenza. Il sistema finanziario è dunque chiamato a favorire l accumulazione del risparmio e il finanziamento degli investimenti, trasferendo le risorse finanziarie disponibili che sono scarse e, dunque, preziose verso gli impieghi migliori. Perché l allocazione delle risorse avvenga in condizioni socialmente ottimali ovvero di efficienza allocativa occorre non solo che si massimizzino le risorse disponibili, ma anche che si rendano finanziabili, tra tutti quelli possibili, gli investimenti con redditività attesa più elevata, dato un certo livello di rischio 2. Funzione di gestione dei rischi: il sistema finanziario consente di distribuire e trasferire i rischi tra le diverse unità economiche. Ciò accade in particolare tramite l utilizzo di specifiche tecniche gestionali (portfolio management, securitization, ecc.) e in virtù dell offerta di strumenti contrattuali ad hoc quali: o Contratti a termine: sulle merci o sugli strumenti finanziari, negoziati su mercati organizzati o over the counter (ossia, mercati non regolamentati aventi contratti e modalità di compravendita non standardizzati). Tali contratti, oltre ad essere teoricamente utilizzabili per finalità di speculazione ed arbitraggio, consentono anche di coprirsi dai cosiddetti rischi speculativi collegati alla detenzione di strumenti finanziari. o Polizze assicurative: consentono il trasferimento a un intermediario specializzato (compagnia di assicurazione) dei rischi puri, ossia quelli che si manifestano nella forma di perdite o danni futuri e non determinati nel tempo e nella misura. In tal modo si trasforma un evento dannoso futuro e incerto in un costo certo (il premio della polizza). Funzione di trasmissione della politica monetaria: il sistema finanziario e quello bancario in particolare rappresenta il fulcro attorno al quale ruota il meccanismo di trasmissione degli impulsi di politica monetaria al settore reale dell economia. Questo è infatti la controparte principale degli interventi della banca centrale ed è parte attiva nel processo di determinazione dei tassi di mercato e della crescita degli aggregati monetari e creditizi. Ponendo come obiettivo precipuo della politica monetaria la stabilità dei prezzi, il meccanismo di trasmissione si articola in due fasi. o In una prima fase, le variazioni del tasso di interesse di riferimento o della base monetaria determinano variazioni nelle condizioni del mercato finanziario, riflettendosi sui tassi di interesse di mercato, sui prezzi delle attività, sul tasso di cambio e sulle condizioni generali di liquidità e di credito dell economia. o Nella seconda fase, le variazioni delle condizioni del mercato finanziario determinano variazioni della spesa nominale per beni e servizi da parte delle famiglie e delle imprese. dispongono autonomamente delle risorse (risparmio) sufficienti per finanziarli. Ovviamente le posizioni di questi due soggetti sono strettamente complementari: occorre metterle in relazione! A questo provvede appunto il sistema finanziario, tramite i circuiti di collegamento (che possono essere sia diretti sia intermediati). 2 Alcuni fattori rendono più agevole il processo di trasferimento delle risorse finanziarie, in virtù dei livelli di rischio: o L informazione; o La liquidità; o La trasformazione del rischio.

Oltre a queste funzioni principali, il sistema finanziario concorre anche a produrre informazioni sui prezzi delle attività finanziarie e delle variabili finanziarie e ad attenuare le imperfezioni esistenti nella distribuzione delle informazioni ed i collegati problemi di incentivo. Esiste un legame fra sistema finanziario e sviluppo economico? Da un lato, la teoria economica neoclassica assegna al sistema finanziario un ruolo neutrale per quanto riguarda lo sviluppo economico: in questo caso la crescita è guidata da accumulazione dei fattori produttivi e dall innovazione. Dall altro lato, diversi studi empirici affermano che il sistema finanziario è un fattore determinante della crescita economica: in questo caso si osserva che i Paesi con sistemi finanziari più sviluppati tendono a crescere più rapidamente. 3. Articolazione Come detto, il sistema finanziario può essere analizzato da un punto di vista istituzionale o strutturale, cioè considerandolo come una struttura complessa composta da più elementi costitutivi che sono: 1) i contratti finanziari, 2) i mercati, 3) gli intermediari, 4) le Autorità di Vigilanza (e le norme da queste elaborate a presidio del corretto funzionamento del sistema). Contratti o strumenti finanziari In prima approssimazione è possibile chiarire che per contratti finanziari si intendono i negozi giuridici aventi ad oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria 3. Essi possono essere classificati sulla base di specifici profili contrattuali, che corrispondono a funzioni e profili di rendimento / rischio differenti. Tra i più importanti: Natura del diritto oggetto del contratto o Partecipazione: strumenti rappresentativi di un diritto di proprietà o Credito: strumenti rappresentativi di un diritto di rimborso di capitali precedentemente prestati o Impegno: negoziazioni a termine, subordinate o meno al verificarsi di determinate condizioni Durata del contratto o Indeterminata: la definizione della scadenza è lasciata alle controparti in momenti successivi alla sottoscrizione del contratto o Determinata: la scadenza è determinata già al momento della definizione del contratto o Determinata con clausole: sebbene la scadenza sia determinata, è attribuita ad una delle parti la facoltà di modificare la durata dell operazione attraverso clausole che consentono di: Prolungare indefinitamente la durata del contratto Ridurre durata del contratto con clausola rimborso anticipato Effettuare la conversione in uno strumento con diversa scadenza Profili di rendimento e rischio - Rendimento nullo 3 Il TUF (Testo Unico della Finanza D. Lgs. 58/1998) definisce specificamente strumenti finanziari le azioni e i titoli rappresentativi di capitale di rischio, le obbligazioni, i titoli di Stato, i titoli negoziabili sul mercato dei capitali, le quote di fondi comuni di investimento, gli strumenti finanziari derivati. Si tratta, dunque, di una particolare categoria di contratti finanziari, caratterizzati da caratteristiche tecniche formali che li rendono idonei alla negoziazione in un mercato.

- Rendimento di mercato o Certo: il rischio legato alla variabilità del rendimento è nullo o Incerto: la remunerazione periodica e/o la restituzione del capitale sono incerte nel loro livello o nella loro manifestazione temporale o Aleatorio: la remunerazione periodica e/o la restituzione del capitale sono incerte nel loro eventuale manifestarsi Negoziabilità (attitudine dello strumento ad essere trasferito ad altri operatori - bilateralmente o sul mercato) o Strumenti negoziabili: strumenti che possono essere trasferiti ad altri operatori. La trasferibilità è funzione sia delle caratteristiche dello strumento (titolo nominativo vs. al portatore, regime di circolazione, standardizzazione, frazionabilità) che dell esistenza di un mercato di riferimento o Strumenti non negoziabili: strumenti in cui il rapporto contrattuale rimane fermo fra le parti originarie fino a scadenza Liquidità (attitudine a trasformarsi economicamente e tempestivamente in mezzi di pagamento) o Mezzi di pagamento o Negoziabilità a vista o con preavviso o Negoziabilità sul mercato La liquidità di uno strumento finanziario è funzione, tra gli altri elementi, della durata (liquidità naturale) e della negoziabilità in un mercato (liquidità artificiale). Bisogno soddisfatto o Investimento o Finanziamento o Sicurezza (Copertura dei rischi finanziari / Copertura dei rischi assicurativi) o Pagamento (Gestione dei pagamenti / degli incassi) Mercati Per mercati si fa genericamente riferimento all insieme degli scambi riguardanti strumenti finanziari, ovvero al luogo in cui avvengono concretamente le negoziazioni aventi ad oggetto gli strumenti finanziari trasferibili nel corso della loro durata contrattuale. Le funzioni dei mercati finanziari sono sintetizzabili nei seguenti punti: finanziamento per gli emittenti di strumenti finanziari impiego di risorse finanziarie per gli investitori gestione dei rischi per i soggetti esposti o in cerca di esposizione negoziabilità degli strumenti finanziari in circolazione (rendono possibile la negoziazione degli strumenti in circolazione) quotazione degli strumenti finanziari negoziati controllo degli emittenti di titoli azionari Gli elementi principali di differenziazione dei mercati finanziari sono rappresentati da: classe di strumenti finanziari negoziati (es. mercato monetario: strumenti a breve termine; mercato dei capitali: azioni e obbligazioni; mercati derivati: futures ed opzioni) dimensione geografica (es. nazionale, internazionale) natura istituzionale (es. regolamentati o non, pubblici o privati), struttura logistica / localizzazione degli scambi (es. mercati fisici, mercati telematici, ecc.) procedure di negoziazione (es. asta, market making, ecc.).

Intermediari Gli intermediari finanziari svolgono un attività basata sulla produzione e sulla negoziazione degli strumenti finanziari. Sono operatori professionali che, con diverse modalità, soddisfano le esigenze finanziarie degli agenti economici. In linea generale essi: - Producono/detengono/negoziano contratti finanziari e/o offrono servizi finanziari variamente atteggiati 4 (agevolano la stipulazione di contratti finanziari e il funzionamento dei mercati) - La parte preponderante del loro stato patrimoniale è costituito da attività finanziarie e passività finanziarie - Il rendimento delle attività finanziarie costituisce il reddito prevalente della gestione caratteristica - Sono esposti ad una pluralità di rischi di natura appunto finanziaria. Sulla base dell attività svolta, gli intermediari finanziari si classificano in: intermediari creditizi: caratterizzati dalla funzione creditizia dal lato dell attivo e dal passivo nominalistico, ossia con un impegno di rimborso a valore nominale. In questa categoria rientrano le banche, una speciale classe di intermediari creditizi che si distingue per il fatto di svolgere una funzione monetaria, ossia per il fatto di emettere forme di debito a vista accettate come strumenti di pagamento. Esistono anche intermediari creditizi non bancari (come ad esempio le società di credito al consumo, quelle di leasing o di factoring) intermediari mobiliari: caratterizzati da una prevalente attività di negoziazione, di gestione e di consulenza su valori mobiliari (strumenti finanziari); gli investitori istituzionali sono caratterizzati dall attività principale di negoziazione delegata con tecniche di portafoglio e dal fatto di avere un passivo a valore di mercato; compagnie di assicurazione: caratterizzate dalla funzione di gestione dei rischi puri e da un collaterale circuito finanziario derivante dalla sequenza: premi investimento delle riserve pagamento dei capitali assicurati. Infatti, i premi raccolti ex ante vengono investiti sui mercati finanziari (e in attività reali) allo scopo di costituire i capitali necessari a onorare gli impegni assunti verso la massa degli assicurati. Sono infatti i proventi del loro impiego a contribuire a costituire i capitali necessari per i risarcimenti che la compagnia dovrà effettuare e a concorrere a formare il risultato economico dell intermediario stesso. Nell ambito del sistema finanziario, gli intermediari finanziari consentono di ridurre: l asimmetria informativa che caratterizza i mercati e gli strumenti finanziari e che scaturisce dalla diversa disponibilità informativa fra finanziatori e soggetti finanziati; il problema della divergenza delle preferenze fra i soggetti della domanda e dell offerta per quanto riguarda sia la durata dello scambio (attraverso contratti di credito e di debito con profili di scadenza differenziati) che il rischio (mediante una superiore competenza informativa e l applicazione di strumenti di risk pooling); i costi di transazione, operando su elevati volumi, con tecnologie avanzate e in condizioni di mercato competitivo. 4 In particolare, gli intermediari finanziari sono imprese specializzate: nella produzione di strumenti finanziari, sia come forma di raccolta e di investimento di fondi che come modalità di gestione dei rischi. Le controparti sono i risparmiatori, i prenditori di fondi, gli utilizzatori di mezzi di pagamento ed i soggetti esposti ai rischi. nella negoziazione di strumenti finanziari sia per conto proprio che per conto dei clienti. nell offerta di servizi di consulenza connessi alla produzione ed alla negoziazione di strumenti finanziari.

Autorità di vigilanza Le autorità di vigilanza sovrintendono al corretto funzionamento del sistema vigilando sul rispetto della regolamentazione esistente. Svolgono un ruolo molto importante. L obiettivo che perseguono è quello di favorire la stabilità, l efficienza, la competitività, la correttezza e trasparenza dei comportamenti sia delle istituzioni finanziarie che del sistema nel suo complesso. La delicatezza delle funzioni svolte e l intrinseca fragilità degli equilibri sui quali si fonda il suo funzionamento fanno del sistema finanziario un ambito fortemente regolamentato e vigilato. Le autorità di vigilanza presenti nel contesto italiano sono Banca d Italia, Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), Isvap (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private), Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), Agcm (Autorià Garante della Concorrenza e del Mercato).

La funzione allocativa e i saldi finanziari 1. Il saldo finanziario Ogni soggetto ha un proprio bilancio composto da: - conto economico; - stato patrimoniale. Considerando il conto economico, la differenza fra ricavi (entrate) e costi (uscite), se positiva, è una misura del risparmio. La voce di collegamento fra conto economico e stato patrimoniale è il patrimonio netto: in esso infatti si accumula il risparmio, sia in positivo che in negativo. Il collegamento fra conto economico e stato patrimoniale fa emergere i concetti di flusso e stock. Il risparmio è infatti una variabile flusso, ossia registra la dimensione di un fenomeno nel corso di un determinato intervallo di tempo. Il patrimonio netto invece è una variabile stock, ossia registra la dimensione di un fenomeno in un determinato istante. Le unità economiche non si limitano all accumulazione del risparmio, ma operano investimenti in attività reali (beni aventi un valore intrinseco in quanto possono produrre servizi di utilità reale ed immediata per il possessore) e attività finanziarie (l investitore vanta un diritto nei confronti del reddito e della ricchezza presenti e futuri dell emittente dello strumento finanziario il quale a sua volta, ha un impegno a soddisfare questo diritto). La moneta rappresenta un attività finanziaria speciale che si caratterizza per la diffusa accettazione come mezzo di pagamento. Il finanziamento di questi investimenti, oltre che al patrimonio netto (che corrisponde quindi al risparmio accumulato) può avvenire con il ricorso ai debiti (passività finanziarie). Alcune definizioni: Ricchezza finanziaria: stock di attività finanziarie detenute (Af) Ricchezza finanziaria netta: ricchezza finanziaria passività finanziaria (Af-Pf) Ricchezza reale: stock di attività reali in essere (Ar) Ricchezza reale netta: stock di attività reali al netto dei fondi di ammortamento (Ar- Fondi) Ricchezza totale lorda: Af+Ar Ricchezza netta: (Af-Pf)+(Ar-Fondi)

Il comportamento finanziario delle unità economiche può essere rappresentato attraverso lo schema delle fonti e degli usi dei fondi. Fonti: variazioni Passività Finanziarie (Pf), variazioni Patrimonio Netto (S) Usi: variazioni Attività Reali (Ar), variazioni Attività Finanziarie (Af) Il vincolo contabile dell uguaglianza tra fonti ed usi di fondi è: I + Af = Pf + S Il saldo finanziario (Sf) di un unità economica sarà definito come divario tra S ed I: Sf = S I L obiettivo del calcolo del saldo finanziario è quello di misurare l eccedenza (Sf > 0) o il deficit (Sf < 0) di risorse a fronte dei fabbisogni per investimenti. La qualificazione finanziario si riferisce al fatto che: un Sf > 0 comporta necessariamente un riequilibrio fonti-usi, attraverso nuovi investimenti in Af; un Sf < 0 comporta un ricorso a nuove Pf. Da ciò deriva che: Sf = Af Pf Il saldo finanziario quindi può essere visto sia come equilibrio tra grandezze reali (S e I), sia come equilibrio speculare tra grandezze finanziarie (flussi di Af e Pf). 2. I settori istituzionali Per poter analizzare il comportamento finanziario delle diverse unità economiche attraverso il saldo finanziario è necessario rappresentare l economia attraverso pochi soggetti. Questi ultimi sono aggregati in classi, definite come raggruppamenti di unità istituzionali che, oltre ad essere omogenee, manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico-finanziario. 1. Società non finanziarie 2. Società finanziarie 2.1 Istituzioni monetarie finanziarie 2.2 Altri intermediari finanziari 2.3 Ausiliari finanziari 2.4 Imprese di assicurazione e fondi pensione 3. Amministrazioni pubbliche 3.1 Amministrazioni centrali 3.2 Amministrazioni locali 3.3 Enti di previdenza e assistenza sociale 4. Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 5. Resto del mondo La rappresentazione della struttura dei saldi di ogni settore istituzionale aiuta quindi a capire da dove provengono le risorse (Sf >0) e dove vengono destinate (Sf <0). Ogni settore ha una posizione che si colloca fra due estremi: Equilibrio finanziario (Sf = 0)

Divergenza finanziaria (Sf = I oppure Sf = S) La dimensione dei saldi settoriali è tanto più elevata quanto più ci si avvicina alla condizione di divergenza finanziaria. Quest ultima sottintende una specializzazione settoriale per cui si verifica una dissociazione risparmio investimento (da un lato, chi ha le risorse non le impiega in investimenti reali e, dall altro, chi fa gli investimenti reali non ha le risorse sufficienti per finanziarli). Tale situazione rende possibile lo sviluppo dei circuiti finanziari per il trasferimento delle risorse dalle unità in surplus (Sf>0) a quelle in deficit (Sf<0). Affinché si realizzi il trasferimento delle risorse si devono verificare diverse condizioni. In primo luogo ci deve essere l incontro tra datore e prenditore di fondi come avviene per i diversi beni e servizi richiesti ed offerti sui mercati. In secondo luogo si devono conciliare le diverse esigenze tra datore e prenditore (ammontare, scadenza, remunerazione/costo ). Può accadere che il trasferimento non si riesca a realizzare in tutto o in parte a causa delle diverse tipologie di fabbisogni espressi dalle unità in surplus e da quelle in deficit (divergenza di preferenze fra gli scambisti). Ad esempio, ci può essere un fabbisogno di investimento a breve termine che non si concilia con un fabbisogno di finanziamento a medio-lungo termine oppure l ammontare delle risorse richieste è più elevato di quello che il soggetto in surplus vuole investire o ancora il datore di fondi non ha sufficiente fiducia nella capacità del prenditore di far fede ai propri impegni In tal caso, il rischio è che una parte delle risorse finanziarie non venga impiegata, con conseguenze negative sul sistema economico. La presenza di intermediari finanziari asset transformer consente di ridurre tale rischio. Essi infatti operano una trasformazione delle scadenze che consente di conciliare le preferenze di scadenze tra datore e prenditore di fondi. Ad esempio gli intermediari rendono possibile finanziare una passività a medio-lungo termine con un attività finanziaria a breve. Essi operano anche una trasformazione dei rischi. Il risparmiatore preferisce investire in una passività emessa dall intermediario che reputa affidabile, anche perché soggetto a controlli, rispetto ad un qualsiasi altro richiedente fondi che non offre le stesse garanzie di solvibilità. 1. Le modalità esistenti per il trasferimento delle risorse Il trasferimento delle risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit può avvenire attraverso: circuito finanziario diretto: ovvero tramite strumenti finanziari di mercato che rappresentano un rapporto contrattuale diretto tra l investitore (datore di fondi) e l emittente (prenditore di fondi). Perché l incontro tra gli scambisti possa avvenire sui circuiti diretti è necessario che vi sia una compatibilità fra preferenze degli investitori (datori di fondi) e degli emittenti (prenditori di fondi). circuito finanziario indiretto: l incontro fra gli scambisti finale è in questo caso possibile grazie all inserimento tra le unità finali di uno o più intermediari trasformatori. Questi ultimi si interpongono fra gli scambisti con il proprio bilancio, ovvero assumono di volta in volta la posizione contrattuale di debitore, nei rapporti con le unità in surplus, e di creditore, nei rapporti con le unità in deficit. In parte, mercati ed intermediari, sono sovrapposti: ciò indica che gli intermediari possono usare strumenti finanziari negoziati nei mercati e possono esserne coinvolti nel funzionamento tecnico.

In conclusione, è possibile ricordare i principali parametri di valutazione della struttura finanziaria di un economia. Questi sono: Separazione funzione di risparmio e investimento (Σ SFi/PIL ): questo indicatore misura la dissociazione tra la funzione risparmio e la funzione investimento, ovvero l ampiezza del fabbisogno di trasferimento delle risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit; Rapporto di interrelazione finanziaria (Af/Ar): questo indicatore misura il grado di sviluppo dell economia finanziaria, ovvero la relazione tra attività economica e sviluppo finanziario; Rapporto di intermediazione finanziaria (Afif/AF): questo indicatore misura il peso degli intermediari finanziari nei circuiti finanziari. Esercizio Durante l anno 2012, una famiglia presenta i seguenti flussi di cassa in entrata e in uscita: stipendio 730; imposte 25; accensione prestito personale 95; acquisto appartamento 500; rimborso quota mutuo 50; dividendi su azioni 50; interessi passivi su mutuo 40; acquisto titoli di stato 150; consumi 350; vendita titoli azionari 250. A quanto ammonta il saldo finanziario (lo si calcoli con la modalità finanziaria )? SF = (- 145) Quale delle seguenti espressioni definisce il saldo finanziario differenza tra la variazione delle attività finanziarie e la variazione delle passività finanziarie somma del consumo e degli investimenti somma delle attività finanziarie intermediate nel sistema finanziario differenza tra reddito e consumo

Quali sono i settori istituzionali che tradizionalmente in Italia presentano un saldo finanziario negativo? a) Le famiglie e le imprese b) Le imprese e le amministrazioni pubbliche c) Le amministrazioni pubbliche e il resto del mondo