La cura della mano e del polso.

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Scritto da andrea Venerdì 11 Marzo :22 - Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio :35

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Corso Infermieri Massa 2 aprile 2012 La cura della mano e del polso. Dott. Lorenzo MARZONA U.O. DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (dir. dott. Bernardo PAVOLINI) OSPEDALE DI MASSA - AUSL1 MASSA E CARRARA REGIONE TOSCANA

Programma La cura della mano e del polso Leonardo Da Vinci Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Le ferite Le immobilizzazioni Le infiltrazioni Functions of human hand

Programma Le funzioni della mano La mano organo di informazione La mano organo di esecuzione Il polso al servizio della mano Le ferite Le immobilizzazioni Le infiltrazioni Leonardo Da Vinci Functions of human hand

La mano organo di informazione Sensibilità superficiale informa sugli eventi fisici esterni che stimolano i recettori sensitivi cutanei INTENSITÀ E QUALITÀ Sensibilità profonda Informa sulla posizione dei segmenti scheletrici e dei muscoli ad essi collegati TENSIONE E FORZA Ricchezza di corpuscoli sensitivi della cute

La mano organo di informazione La manipolazione e la palpazione informano su peso, volume, dimensioni nei tre piani dello spazio CONOSCENZA STEREOMETRICA Il tatto è passivo, il toccare è volontario

I nervi della mano

I territori sensitivi della mano

La discriminazione sensitiva della mano

La mano organo di esecuzione La prensione è l insieme delle funzioni poste in gioco nel momento di afferrare con l uso della mano Necessita di INTENZIONE MECCANISMO DI PRESA COSTANTE INFORMAZIONE SENSITIVA Afferrare è meccanicismo, prendere è intenzionale

La mano organo di esecuzione La prensione manuale ha 3 diverse fasi APPROCCIO PRESA RILASCIO Afferrare è meccanicismo, prendere è intenzionale

La mano organo di esecuzione APPROCCIO 1. Visivo a) Controlla una mano per volta b) Fornisce le coordinate di direzione e distanza c) Fondamentale nei deficit sensitivi 2. Tattile a) Fondamentale nei deficit visivi 3. Su ordine a) Guidato dalla memoria in gesti ripetitivi Afferrare è meccanicismo, prendere è intenzionale

La mano organo di esecuzione PRESA 1. La presentazione della mano a) azione dei muscoli estensori lunghi e intrinseci della mano 2. La chiusura delle dita a) Presa di forza (digito-palmare, nervo ulnare) b) Presa di precisione (pollice-digitale, nervo mediano) 3. La regolazione della forza di presa a) Adattamento a peso, fragilità, superficie

La mano organo di esecuzione RILASCIO 1. Apertura della mano a) azione dei muscoli estensori lunghi nervo radiale Automatico Controllato protezione finalizzato

La mano di più Le funzioni della mano indissociabili La mano e la mano - agire La mano e l occhio - coordinare La mano e la bocca - alimentarsi La mano e la parola - comunicare La mano e il calore - termoregolarsi Il flusso ematico della mano può aumentare di 100 volte il suo minimo sufficiente al nutrimento grazie alle anastomosi artero venose cutanee

Programma Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Anatomia Funzione Le ferite Le immobilizzazioni Le infiltrazioni Leonardo Da Vinci Functions of human hand

Il polso al servizio della mano Il polso è una complessa interazione di diverse articolazioni radiocarpica ulnocarpica radio-ulnare distale intercarpiche carpo-metacarpali Tutte insieme permettono il posizionarsi della mano nello spazio.

Il polso al servizio della mano Cerniera articolare 7 ossa carpali (pisiforme = sesamoide) radio e ulna distali 5 basi metacarpali.

Il polso al servizio della mano Funzioni del polso posizionamento della mano rispetto all'avambraccio vantaggio meccanico stabilizzatore della mano efficace funzionamento Le unità motorie che muovono il polso nascono prossimalmente nell'avambraccio, attraversano il polso e si inseriscono distalmente senza connessioni con il complesso carpale.

Programma Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Le ferite Chirurgiche Traumatiche Le immobilizzazioni Le infiltrazioni Leonardo Da Vinci Functions of human hand

Le ferite Le ferite vengono classificate in rapporto: all apparato e organo interessati; all agente causale; al meccanismo di azione; alla coesistenza di corpi estranei ritenuti o infissi; al tipo di lesione prodotta. Le ferite possono distinguersi in ferite di tipo traumatico e chirurgico Traumatiche Chirurgiche

Le ferite Modalità fondamentali di guarigione per prima intenzione (unione spontanea o chirurgica immediata) ferite con margini non diastasati senza formazione palese di tessuto di granulazione; per seconda intenzione (ferita ampia, aperta) riempimento dello spazio da parte di tessuto di granulazione; per terza intenzione i margini della ferita vengono riaccostati con una sutura per anticipare la guarigione; sotto crosta quando avviene sotto una massa di essudato secco (evaporazione) e di sangue coagulato, come nelle abrasioni ed escoriazioni; sotto coagulo umido propria di organi parenchimatosi molto vascolarizzati (polmone, fegato, rene) dove non è possibile un evaporazione.

Le incisioni chirurgiche della mano

Le ferite traumatiche

Classificazione delle ferite

Guarigione delle ferite

Rimozione delle suture

Complicanze della cicatrizzazione le infezioni locali della ferita post-operatorie o post-trattamento le guarigioni ipertrofiche eccesso di tessuto di granulazione esuberante presenza di collagene eccessive tensioni locali dei margini non corretto allineamento uso di materiali di sutura con alta reazione tissutale il cheloide più grave della cicatrice ipertrofica si estende oltre la zona del trauma sino a cute sana con ramificazioni laterali superficiali e profonde di solito su ferite perpendicolari alle linee di tensione in distretti anatomici particolari (sterno, collo, regione deltoidea);

Complicanze della cicatrizzazione le granulazioni esuberanti eccessiva proliferazione di tessuto granulomatoso escrescenze alte che sporgono al di sopra della lesione le guarigioni atrofiche compaiono prevalentemente in soggetti anemici o immunodepressi possibilità, al minimo sforzo, di una deiscenza della ferita; di solito presenti dopo una chirurgia operatoria piuttosto che non nel trattamento delle ferite superficiali risultano sovente legate alla rigidità dei muscoli e delle fasce sottostanti

Programma Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Le ferite Le immobilizzazioni Lesioni traumatiche Lesioni non traumatiche Le infiltrazioni Leonardo Da Vinci Functions of human hand

Le immobilizzazioni realizzate a seconda di obiettivo terapeutico paziente controllo del dolore, edema, sanguinamento guarigione di ferita guarigione di lesione tendinea (traumatica o no) guarigione di frattura prevenzione delle recidive età (bambini/adulti) compliance Attenzione a Livelli di immobilizzazione Tempi di immobilizzazione

Le immobilizzazioni Tutori Valve Bendaggi Gessi

Programma Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Le ferite Le immobilizzazioni Lesioni traumatiche Articolari Tendinee Ossee Lesioni non traumatiche Le infiltrazioni Leonardo Da Vinci Functions of human hand

Anatomia della mano e del polso S C H E L E T R O Ossa del carpo Ossa del metacarpo Falangi

Anatomia della mano e del polso A R T I C O L A Z I O N I e L E G A M E N T I CAPSULA ARTICOLARE: - strato esterno fibroso - strato interno sinoviale LEGAMENTI ispessimenti capsulari che aumentano la stabilità articolare - Legamenti radiocarpici - Legamenti intercarpici - Legamenti carpo-metacarpali - Legamenti metacarpo-falangei - Legamenti interfalangei

Meccanismi lesivi della mano e del polso: - da contrasto, contusivo ( pallone, avversario) soprattutto mano - da caduta (braccio in difesa) polso, gomito, spalla Tipi di lesioni: - ossee (fratture) - capsulolegamentose (distorsioni, lussazioni) - tendinee (rotture) - vascolo-nervose - cutanee ( abrasioni, lacerazioni) Caratteristiche cliniche: - dolore - tumefazione in sede di lesione - impotenza funzionale RX!

Distorsioni interfalangee e metacarpofalangee - Traumi in iperestensione - IFP > IFD > MF - Non alterazioni del profilo anatomico - Stiramento della capsula - Lesioni parziali o complete dei legamenti Cosa fare: - ghiaccio - immobilizzazione - rivolgersi in PS - esame radiologico - visita traumatologica MF IFP IFD Trattamento definitivo: - immobilizzazione con tutore rigido per 21 gg - a seguire bendaggio funzionale per 15 gg - antidolorifici al bisogno - eventuale intervento chirurgico - FKT

Lussazioni interfalangee e metacarpofalangee - Traumi ad alta energia - IFP > IFD > MF (II e V ) - Perdita dei normali rapporti articolari - Deformità dell articolazione - Deficit funzionale completo Cosa fare: - NON tentativi di riduzione della lussazione - ghiaccio - rivolgersi in PS - esame radiologico preriduzione! - visita traumatologica Trattamento definitivo: - riduzione della lussazione con controllo radiologico - immobilizzazione con tutore rigido per 21 gg - a seguire bendaggio funzionale per 21 gg - antidolorifici al bisogno - eventuale intervento chirurgico (grave instabilità articolare) - FKT

Il Pollice del portiere L articolazione metacarpofalangea del pollice è molto vulnerabile Trauma che devia radialmente la falange basale del primo dito con lesione del legamento collaterale ulnare Clinica: - tumefazione dell articolazione - dolore acuto sul margine ulnare - mobilità abnorme della metacarpofalangea - difficoltà di pinza tra 1 e 2 dito Test di lassità del legamento collaterale ulnare

Il Pollice del portiere Trattamento: Eseguire sempre una radiografia del primo raggio - se l articolazione è stabile: gesso o ortesi con primo dito incluso per 4 settimane - se l articolazione è instabile: intervento chirurgico in urgenza differita (5-20 gg) gesso o ortesi con primo dito incluso per 25 gg eventuale bendaggio funzionale

Lesioni tendinee

Flessore superficiale e profondo

Puleggie

Apparato Estensore Digitale

Falange ungueale

Kessler

Pull out

Tenorrafie estensori

Pull out

Tenorrafie estensori

Lesione tendinea pollice

Lesione tendinea dita lunghe

Posizione di drenaggio

Lesione tendinea flessoria

Lesione tendinea flessoria

Fratture delle falangi Trattamento: - fratture composte: immobilizzazione (gesso o tutore) - fratture scomposte: riduzione e sintesi chirurgica (viti, placche, fili di Kirschner) Riduzione anatomica + Sintesi stabile = Mobilizzazione precoce miglior funzionalità Elevato rischio di rigidità articolare!

Fratture della F1 : riduzione in flessione

Immobilizzazione in flessione Tecnica della pallina di gesso di Bonvalet

Osteosintesi delle falangi

Osteosintesi delle falangi

Fratture epifisarie delle falangi

Fratture delle falangi Lesione di Segond - il pallone colpisce la punta del dito esteso forzandolo in flessione - avulsione del tendine estensore con possibile distacco osseo RX! Trattamento: - conservativo con tutore per 28 gg - chirurgico con fili di Kirschner

Fratture della base di F3 Dito a martello Distacco osseo alla inserzione del tendine estensore lungo

Fratture della base di F3 Distacco osseo alla inserzione del tendine flessore

Fratture dei metacarpi Meccanismo lesivo Trauma diretto sulla testa del metacarpo La più frequente è quella a carico del collo del quinto metacarpo Frattura stabile: gesso per 4 settimane Le fratture degli altri metacarpi tendono alla rotazione per cui vengono sintetizzate chirurgicamente

Fratture dei metacarpi

Scomposizione delle fratture del collo

Fratture del collo

Immobilizzazione in flessione

Osteosintesi delle fratture dei metacarpi

Osteosintesi dei metacarpi

Fratture di Benett

Trattamento delle fratture di Benett Riduzione ortopedica e gesso

Inchiodamento carpo-metacarpico ed intermetacarpico

Frattura della base del pollice (Rolando)

Callo vizioso delle falangi

Parametri di normalità C Regola del 11 A) Inclinazione radiale 22 B) Altezza radiale 11 mm C) Inclinazione volare 11

Condizionano il trattamento Osteoporosi Alta o bassa energia Tipologia della frattura Stabilità del focolaio fratturativo Condizioni delle parti molli Richieste funzionali Dominanza Età

Obiettivo del trattamento Ripristino articolare dell epifisi distale del radio Indicazioni trattamento chirurgico Criteri di accettabilità della riduzione Marcata comminuzione dorsale Accorciamento Radiale 5-10 mm Angolazione Radiale > 20 Scalino / Diastasi Articolare > 1 mm Importante radial e/o dorsal shift Accorciamento Radiale < 2 mm Dorsiflessione Radiale max 0 Scalino / Diastasi Articolare < 1 mm/2 mm

Frattura di radio e ulna distale 29 novembre 2011 S. C.; M; 55 anni; sx

Frattura di radio e ulna distale 05 dicembre 2011 29 dicembre 2011 S. C.; M; 55 anni; sx

Nascent malunion in frattura epifisi distale di radio 26 marzo 2012 S. C.; M; 55 anni; sx

Placche volari di nuova generazione Anatomica Amagnetica Basso profilo Placca con viti a stabilità angolare

Placche volari di nuova generazione Anatomica Amagnetica Basso profilo Placca con viti a stabilità e variabilità angolare

Instabilità in apparecchio gessato di frattura di Colles 19 febbraio 2010 22 febbraio 2010 N. A.; F; 70 anni

Instabilità in apparecchio gessato di frattura di Colles 03 marzo 2010 8 marzo 2010 N. A.; F; 70 anni

Intolleranza all apparecchio gessato in frattura di Colles 02 ottobre 2010 G. C.; F; 60 anni 02 ottobre 2010

Intolleranza all apparecchio gessato in frattura di Colles intolleranza al gesso 11 ottobre 2010 18 ottobre 2010 G. C.; F; 60 anni

Chiodo placca dorsale Chiodoplacca con viti a stabilità angolare Anatomico Amagnetico Basso profilo Frattura di Colles

Chiodo placca dorsale Incisione dorsale centrata sul tubercolo di Lister La placca sostituisce anatomicamente il tubercolo di Lister

Chiodo placca dorsale Programma post-operatorio Tempo Chiodoplacca Gesso 0 gg Intervento chirurgico + stecca/tutore Confezionamento 7 gg Rx + visita 14 gg Desutura e inizio FKT Rx + visita 35 gg Rx controllo + visita Rimozione gesso + rx +visita ortopedica e inizio FKT

Chiodo placca dorsale Vantaggi Svantaggi Migliore riduzione Controllo del dolore Stabilità dei frammenti Mobilizzazione precoce Riduzione dei controlli clinici e rxgrafici Complicanze dell intervento chirurgico Tendinite degli estensori Eventuale rimozione del chiodoplacca

Programma Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Le ferite Le immobilizzazioni Lesioni traumatiche Lesioni non traumatiche Sindrome del tunnel carpale Rizoartosi Cisti del polso Dito a scatto Contrattura di Dupuytren Morbo di De Quervain Le infiltrazioni Leonardo Da Vinci Functions of human hand

Sindrome del tunnel carpale obiettivo terapeutico Controllo del dolore Guarigione di ferita Prevenire le aderenze immobilizzazione Bendaggio morbido compressivo per 3-5 gg Medicazione a piatto Attenzione a edema da eccessiva compressione

Rizoartrosi obiettivo terapeutico Controllo del dolore Guarigione di ferita Guarigione della plastica tendinea immobilizzazione Tutore di posizione per 4 settimane 24/24 ore con cauta mobilizzazione poi solo notturno per altre 2 settimane Attenzione a qualità di immobilizzazione

Cisti articolari di polso obiettivo terapeutico Controllo del dolore Guarigione di ferita Prevenire le recidive immobilizzazione Tutore di posizione per 2 settimane 24/24 ore poi solo notturno per altre 2 settimane

Contrattura di Dupuytren obiettivo terapeutico Controllo del dolore Controllo del sanguinamento Guarigione di ferita Prevenzione delle recidive immobilizzazione Tutore di posizione in estensione per 2 settimane 24/24 ore poi alternato diurno e notturno fisso per altre 2 settimane

Dito a scatto obiettivo terapeutico Controllo del dolore Guarigione di ferita Prevenzione delle aderenze immobilizzazione Bendaggio morbido compressivo per 3-5 gg Medicazione a piatto

Morbo di De Quervain obiettivo terapeutico Controllo del dolore Guarigione di ferita Prevenzione delle aderenze immobilizzazione Bendaggio morbido compressivo per 3-5 gg Medicazione a piatto

Programma Le funzioni della mano Il polso al servizio della mano Le ferite Le immobilizzazioni Le infiltrazioni Al polso Alla mano Leonardo Da Vinci Functions of human hand

Tecnica di infiltrazione SINGOLO BOLO (bolus technique) Strutture cave (articolazioni, borse) Permette di riempire una cavità distribuendo su tutta la sua superficie interna la soluzione farmacologicamente attiva % volume resistenza MULTIPLI MINIBOLI (peppering technique) Strutture piene (tendini, legamenti) Permette di distribuire la soluzione in un ampio volume diminuendo al minimo il rischio di rottura delle strutture stesse. % volume resistenza Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

CARTILAGINE MUSCOLI TENDINI LEGAMENTI OSSO CUTE Dolorabilità 4 buone regole Tensionare la cute tra il pollice e l indice Allineare l ago perpendicolarmente alla cute Inserire rapidamente l ago attraverso la cute Attraversare gentilmente con l ago i tessuti sottostanti fino ad appoggiarsi sull osso o sulla cartilagine

Asepsi Rimozione di gioielli e orologi Marcare il punto di iniezione con la punta sterile del cappuccio dell ago Disinfettare accuratamente il punto di iniezione e lasciarlo asciugare Lavarsi e asciugarsi accuratamente le mani Usare materiale sterile monouso (aghi, siringhe, fiale) Cambiare l ago dopo aver aspirato i farmaci Non toccare la pelle dopo averla disinfettata Non guidare l ago con le dita In articolazione verificare l assenza di liquido infetto o potenzialmente infetto

Anestetici Analgesia - Diagnosi - Diluizione - Distensione volume = % volume = % Lidocaina Dosaggio massimo 200 mg 0,5% = 40 ml 1% = 20 ml 2% = 10 ml Bupivacaina Dosaggio massimo 150 mg 0,25% = 60 ml 0,5% = 30 ml

Scelta di siringa e ago SIRINGA Volume Minore necessario per iniettare il volume previsto della soluzione Pressione=forza/superficie A parità di forza applicata dalla mano, l aumento della superficie dello stantuffo comporta una riduzione della pressione esercitata Importante soprattutto nella tecnica a miniboli ripetuti AGO Diametro Minore necessario per iniettare dolore - lesioni resistenza al flusso Lunghezza Necessaria per arrivare alla struttura da trattare meglio in eccesso che in difetto per evitare il cambio e la ripetizione della procedura

Principali siti di infiltrazione Polso 1. Articolazione del carpo 2. Articolazione radio-ulnare distale 3. Articolazione trapezio-metacarpale

Articolazione del carpo Indicazione principale Capsulite acuta Cause principali Artrite reumatoide, trauma, osteoartrosi Tecnica 1. pz seduto con palmo della mano appoggiato e polso leggermente flesso La cura della mano e del polso 2. identificare la medio carpica prossimalmente al capitato sulla linea del tubercolo di Lister 3. Inserire l ago perpendicolarmente in quel punto 4. Infiltrare distribuendo in più punti la soluzione nei legamenti e se possibile nell articolazione Materiali Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 2 ml 23 G 30 mm 20 mg/0,5ml 1,5 ml 2% 2 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Indicazione principale Capsulite cronica o lesione della fibrocartilagine triangolare Cause principali Artrite reumatoide, trauma, osteoartrosi Tecnica 1. pz seduto con palmo della mano appoggiato 2. identificare il processo stiloideo ulnare La cura della mano e del polso Articolazione radio ulnare distale 3. inserire l ago distalmente al processo stiloideo in direzione del radio attraversando il legamento il legamento collaterale ulnare 4. Infiltrare in bolo la soluzione Materiali Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 2 ml 25 G 16 mm 10 mg/0,25ml 1 ml 2% 1,25 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Indicazione principale Capsulite cronica o acuta Cause principali Rizartrosi, artrite reumatoide, sovraccarico Tecnica La cura della mano e del polso Articolazione trapezio metacarpale 1. pz seduto con palmo della mano in posizione obliqua con pollice trazionato longitudinalmente da parte del paziente 2. identificare l interlinea articolare all apice della tabacchiera anatomica sul dorso del polso 3. inserire l ago perpendicolarmente nell interlinea articolare 4. Infiltrare in bolo la soluzione Materiali Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 1 ml 25 G 16 mm 10 mg/0,25ml 0,75 ml 2% 1 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Arto superiore Principali siti di infiltrazione 1. Articolazioni digitali La cura della mano e del polso 2. 1 compartimento degli estensori 3. Dito a scatto 4. Sindrome del tunnel carpale Mano

Articolazioni digitali Indicazione principale Capsulite cronica o acuta Cause principali Artrosi, artrite reumatoide, sovraccarico Tecnica 1. pz seduto con palmo della mano in posizione obliqua e dito trazionato longitudinalmente da parte del paziente 2. identificare l interlinea articolare laterale o mediale o dorsale 3. inserire l ago perpendicolarmente nell interlinea articolare 4. Infiltrare in bolo la soluzione Materiali Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 1 ml 25 G 16 mm 10 mg/0,25ml 0,5 ml 2% 0,75 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Indicazione principale Tenovaginalite di De Quervain Cause principali Sovraccarico Tecnica 1. pz seduto con palmo della mano verticale e pollice in leggera flessione 2. identificare l intervallo tra i due tendini alla base del 1 metacarpale 3. inserire l ago perpendicolarmente alla cute in quel punto e poi orientarlo prossimalmente verso lo stiloide radiale 4. Infiltrare in bolo la soluzione dentro la guaina Materiali La cura della mano e del polso Estensore breve-abduttore lungo del pollice Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 1 ml 25 G 16 mm 10 mg/0,25ml 0,75 ml 2% 1 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Tendini flessori digitali Indicazione principale Dito a scatto Cause principali Sovraccarico, artrite reumatoide, osteoartrosi Tecnica 1. pz seduto con dorso della mano appoggiato 2. identificare il nodulo tendineo 3. inserire l ago perpendicolarmente nel nodulo e infiltrare metà della soluzione all interno di esso 4. Retrarre parzialmente l ago e angolarlo distalmente in parallelo al tendine e infiltrare in bolo la rimanente soluzione dentro la guaina Materiali La cura della mano e del polso Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 1 ml 25 G 16 mm 10 mg/0,25ml 0,25 ml 2% 0,5 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Tunnel carpale La cura della mano e del polso Indicazione principale Compressione del nervo mediano Cause principali Sovraccarico, trauma, Tecnica 1. pz seduto con dorso della mano appoggiato 2. identificare il punto mediano lungo la piega palmare prossimale tra il tendine flessore radiale del carpo e il nervo mediano 3. inserire l ago attraverso la cute in quel punto, poi angolarlo di 45 e proseguire distalmente con la punta fino a metà del legamento 4. Iniettare in bolo la soluzione Materiali Siringa Ago Triamcinolone Lidocaina Volume totale 1 ml 23 G 30 mm 20 mg/0,5ml 0 ml 0,5 ml Immagini tratte da S Saunders, S Longworth Injection Techniques Churchill Livingstone ed.

Grazie