Modelli e procedure per l educazione degli adulti

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CdL SEAFC a.a. 2015-2016 II semestre Pedagogia sperimentale. Modelli e procedure per l educazione degli adulti francesco.agrusti@uniroma3.it

Benvenuti! Io sono Francesco Agrusti mail:: francesco.agrusti@uniroma3.it ricevimento:: ogni Lunedì e Giovedì dopo lezione telefono:: 0657339676 web:: http://tinyurl.com/agrustimodelli http://lps.uniroma3.it

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Scienze naturali e scienze umane Dal senso comune alla scienza La teologia e la metafisica La pedagogia sperimentale. Origini e sviluppi La nascita delle scienze naturali sperimentali La nascita delle scienze umane sperimentali Epistemologia della ricerca Che cosa faremo

Il discorso scientifico Consiste nel formulare proposizioni che collegano più termini, e nel collegare proposizioni con altre proposizioni. buccia linguistica: polpa psicologica: i fatti vengono libertà razionale nella tradotti in enunciati creazione del costrutto e proposizioni Business interpretativo attraverso i termini di un linguaggio specifico Finance nocciolo di natura logica: prima c erano i sillogismi, ora si considerano i sintagmi, ossia le frasi della lingua, che si esprimono come proposizioni. Queste possono essere vere o false e/o connesse tra di loro in vari modi

Da causa a condizione La connessione più ricercata tra le preposizioni è la causa post hoc, ergo propter hoc (dopo di questo, quindi a causa di questo) si è prodotto A, poi si è prodotto B. dunque A ha causato B. La ricerca è complicata dal fatto che gli antecedenti fenomenici sono innumerevoli Anche selezionandoli non è detto che un antecedente necessario sia anche sufficiente Si introduce quindi il concetto di condizione: indica un collegamento rilevante, di avvio o di arresto, e può essere favorevole o sfavorevole Quando un fenomeno è condizione di un altro significa che tra i due esiste un nesso, diretto o indiretto, es. hanno variazioni concomitati

Variabili qualitative e quantitative Ogni fenomeno che abbia aspetti discriminabili si può dire una variabile Le variabili qualitative possono assumere diverse modalità, entro le quali si contano semplicemente le occorrenze es. colore dei capelli, titolo di studio, ecc. Le variabili quantitative possono assumere più valori e sono grandezze misurabili es. il tempo, lo spazio, ecc.

Variabili indipendenti e dipendenti Si chiama indipendente quella variabile che comunque serve da punto di partenza o da base di riferimento ad un altra es. intelligenza Si chiama dipendente quella variabile che è intesa come punto di arrivo o come elemento da riferire al termine di confronto es. profitto in matematica

Variabili nelle ricerche in scienze umane a) di sfondo condizioni generali che possono esercitare qualche influenza es. ambiente urbano o rurale, clima di classe b) di disturbo che possono alterare i dati introducendo una deformazione (bias) nella distribuzione, da considerare e se possibile eliminare es. rapporto affettivo tra insegnati e alunni c) assegnate che appartengono all individuo per loro costituzione originaria, utili per verificare la varietà di un campionamento es. età, sesso, appartenenza sociale d) manipolate o manipolabili che si possono modificare intenzionalmente per vedere cosa succede (trattamenti), si chiamano anche v. d intervento es. durata delle lezioni, uso di laboratori, tecniche di test e) Obiettivo o target quelle che costituiscono i risultati, sono le v. dipendenti per eccellenza es. punteggi, voti

Variabili nelle contesto didattico a) antecedenti o pregresse (input remoto) sono misurate con schede, questionari, interviste, colloqui es. livello culturale della famiglia, le scuole già frequentate b) di processo (input prossimo) sono misurate con protocolli di lavoro es. programmi ufficiali, metodi di insegnamento c) conseguenti (output finale) sono misurate attraverso una valutazione formativa e sommativa, mediante prove orali e scritte, dissertazioni, saggi brevi, test, ecc. es. acquisizioni di conoscenze, comprensione della lettura, appartenenza sociale