Testudo graeca nabeulensis

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Testudo graeca nabeulensis Tassonomia Regno: Animalia Phylum: Chordata Classe: Reptilia Ordine: Testudines Sottordine: Cryptodira Superfamiglia: Testudinoidea Famiglia: Testudinidae Genere: Testudo Specie: Testudo graeca Sottospecie: Testudo graeca nabeulensis Origini ed Habitat È diffusa in Tunisia e confini dell Algeria. Vive in zone costiere lungo la macchia mediterranea, zone aride e campi incolti. Caratteristiche Testudo graeca nabeulensis rientra nel gruppo nordafricano, può arrivare a misurare dai 12 ai 17 cm di lunghezza. Il carapace si presenta ovale con un lieve restringimento centrale; presenta scuti bordati di nero sui tre lati tranne la base dello scudo e una piccola macchietta al centro; il colore di fondo è variabile da giallastro a verde oliva, una colorazione di fondo generalmente chiara che tende a scurirsi con l età. Di norma questa specie ha lo scuto sopracaudale unito, ma sono stati studiati esemplari che hanno la sopracaudale divisa, sul quinto scuto vertebrale è presente una tipica macchia che ricorda vagamente la forma di un teschio. Il piastrone si presenta generalmente con macchie nere sparse casualmente su fondo chiaro giallastro, presenta inoltre i due scuti gulari molto rilevati e sporgenti. La testa presenta invece una tipica macchia gialla chiara su un fondo scuro. Sulla parte posteriore delle cosce presenta uno o due tubercoli cornei per ogni lato, mentre non è presente alcun astuccio corneo nella punta della coda. Fu descritta per la prima volta nel 1990 e fu classificata come Furculachelys nabeulensis, il nome derivava dall aspetto dell osso sopratigale che ricordava una forca. Oggi secondo le liste tassonomiche è entrata a far parte delle ssp. di Testudo graeca questo perché il carattere distintivo della furcula non era una esclusiva di questa specie ma era caratteristica di altre ssp. di graeca studiate in precedenza. Dimorfismo e riproduzione I maschi hanno dimensioni minori rispetto alla femmina, presentano un piastrone piuttosto concavo, il carapace è più allungato, la coda del maschio è più lunga, è larga alla base e presenta l apertura cloacale fuori dai margini del carapace. Le femmine presentano dimensioni maggiori oltre alla maggiore bombatura del carapace, il piastrone è piatto, la coda più corta e sottile e presenta l apertura cloacale all interno dei margini del carapace. La femmina effettua 2 o 3 covate in genere fra marzo e luglio deponendo 1 o 3 uova per singola covata. Le uova devono essere incubate artificialmente ad una temperatura di 28-30 C ed un umidità del 70% circa. Il periodo di incubazione varia da 60 a 100 giorni.

Allevamento Testudo graeca nabeulensis è una delle ssp più difficili da allevare in cattività, perché molto soggetta a stress e tollera molto poco la presenza dell uomo. È consigliato per questa specie l allevamento all aperto (soprattutto nella stagione calda), in zone di giardino ben recintate e soleggiate. Il recinto deve anche essere dotato di zone d ombra, molti rifuggi e nascondigli essendo una specie molto soggetta a stress. Sopporta poco alti tassi di umidità quindi sono sconsigliate all interno della recinzione piante che richiedono frequenti innaffiature. Sono abili scavatrici e arrampicatrici quindi è bene che il recinto sia alto più del doppio degli esemplari che deve contenere. Inoltre è consigliato utilizzare una rete metallica di almeno 20 cm sotterrata alla base della recinzione per evitare che le tartarughe si diano alla fuga scavando nel substrato. Un sub-strato particolare non è necessario si può benissimo adoperare la terra del giardino purché questa sia ben asciutta, in un angolo del recinto si può ricreare una zona sabbiosa e rocciosa. Viene vivamente sconsigliato la convivenza con altri esemplari di diversa specie e sottospecie, poiché graeca nabeulensis può veicolare facilmente agenti patogeni a volte mortali per altre specie e sottospecie. In natura fa un breve periodo di letargo con frequenti risvegli ma a temperatura mite. Tra ottobre e gennaio molti allevatori fanno eseguire ai propri esemplari (esemplari sani, adulti e sub-adulti) un breve periodo di letargo controllato, una sorta di bruma di non oltre 60-70 giorni a temperature comprese tra i 5 e i 10 C. I restanti mesi invernali questa specie li deve trascorrere in ampi terrari allestiti per l occasione, anche in questo caso il terrario deve essere ricco di rifuggi e nascondigli, come materiale di fondo si può adoperare terriccio misto a sabbia, è bene fornire la struttura di due diverse zone di temperatura in questo modo l esemplare potrà autoregolare il proprio metabolismo anche in strutture molto limitate come, in questo caso, un terrario: nella parte più calda le temperature devono essere tra i 30-32 C, mentre nella zona fresca le temperature devono essere comprese tra i 18 e i 22 C. Questa sottospecie è molto sensibile ad umidità e freddo quindi è bene mantenere il tasso di umidità non superiore al 60%. Poiché l alimentazione è formata da almeno 70-80% di acqua, non ha molte esigenze di bere, pertanto è consigliato di fornire in una vaschetta o in un sottovaso dell acqua solo per un paio di ore alla settimana, questo per garantire un basso tasso di umidità. Nella bella stagione, temperatura ed umidità permettendo, gli esemplari potranno essere spostati nuovamente nella recinzione all aperto. Alimentazione Specie essenzialmente vegetariana. Possiamo offrire come alimentazione base svariate erbe di campo come il trifoglio, tarassaco, piantaggine, centocchio, ortica, malva, timo gelso, in mancanza di queste si possono offrire anche cicorie, radicchio, scarola, indivia, silene, ravizzone, pale di opunzia foglio di gelso, foglie e fiori, di ibisco,. È opportuno integrare la dieta fornendo almeno una volta al mese frutta e ortaggi vari quali: carote, zucchine, finocchi, melanzane e pomodori o ancora: uva, fragole, pesche, susine e fichi d india. Un'alimentazione errata è la causa principale di innumerevoli patologie nonché deformazioni permanenti nel carapace, come ad esempio la famosa piramidalizzazione degli scuti dovuta ad una alimentazione sbagliata ed a condizioni di allevamento pessime. Sono da evitare assolutamente alimenti di origine animale, pane, riso, pasta e farinacei di ogni genere, legumi, banane e agrumi, latte, formaggi o altri prodotti derivati dal latte, cibi per cani o gatti.

Legislazione La specie è inclusa in Appendice II C.I.T.E.S. e in Allegato A del Regolamento CE. A cura di: Daniele Guarnotta

Tipica macchia sul quinto scuto vertebrale Foto: nickdor, antony s, Rino73 Herpetomania.it