PROGETTO ACCOGLIENZA BAMBINI STRANIERI

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Transcript:

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI SANTENA PROGETTO ACCOGLIENZA BAMBINI STRANIERI scuola elementare

Premessa La realtà SANTENESE, come quella italiana in genere, si configura ormai come multietnica e multiculturale ed evidenzia il carattere di permanenza dei cittadini stranieri nella nostra città, carattere che sottolinea l urgenza di un piano di accoglienza globale che dia loro il diritto di cittadinanza. La scuola dell obbligo, ambito privilegiato di accoglienza per i minori provenienti da paesi europei ed extraeuropei, raccoglie bisogni socio-educativi diversi, dipendenti dalla cultura, dalla lingua, dalla religione d origine, dai motivi della permanenza delle famiglie e da altri fattori che richiedono momenti di conoscenza e di riflessione, per procedere ad una adeguata programmazione degli interventi educativi (vedi C. M. n.5 del gennaio 1994 e n. 119 del 6-4 - 1995). L inserimento nel sistema educativo comune è un diritto dovere sostenuto da attenzioni specifiche che facilitano l accoglienza. Cosa intendiamo per accoglienza L accoglienza non è solo una fase temporale ben precisa, la fase del primo arrivo che rappresenta una sorta di imprinting fondamentale che segna in maniera profonda lo svolgersi dei successivi processi di relazione interetnica e di inserimento. L accoglienza deve essere intesa come atteggiamento e attitudine da sviluppare nei confronti della differenza; è inoltre l insieme dei dispositivi, delle circostanze e delle risorse che devono essere previste da parte della scuola. La situazione nell Istituto: SCUOLA MEDIA: classe numero alunni provenienza ALBANIA PRIMA ALBANIA SECONDA ALBANIA ROMANIA TERZA

SCUOLA ELEMENTARE: classe numero alunni provenienza ALBANIA PRIMA SECONDA TERZA QUARTA QUINTA SCUOLA DELL INFANZIA: numero alunni provenienza MAROCCO ALBANIA

Finalità: 1. 1. Favorire l integrazione degli alunni stranieri nel gruppo classe e nel territorio: Star bene insieme con le proprie differenze ; 2. 2. Favorire i rapporti tra le famiglie straniere e quelle italiane. Obiettivi: 1. 1. Favorire i processi di conoscenza reciproca tra bambini stranieri e bambini autoctoni; 2. 2. Favorire l adattamento alla nuova scuola e alle nuove situazioni (gli stili di interazione e relazione, gli stili di comunicazione e l uso del linguaggio sono molto diversi tra i paesi e gli impliciti culturali possono provocare disorientamenti); 3. 3. Favorire la conoscenza delle norme che regolano la vita scolastica e le relazioni interpersonali; 4. 4. Favorire la conoscenza della lingua italiana per la comunicazione quotidiana, l italiano del qui e ora per esprimere i bisogni, richiamare l attenzione, inserirsi nel gioco e nel gruppo, chiedere e capire ciò che accade intorno (tempi brevi); 5. 5. Favorire la conoscenza della seconda lingua per apprendere, leggere e scrivere (tempi lunghi). Destinatari: Bambino non ancora scolarizzato nel paese d origine che impara a leggere e scrivere insieme ai compagni italiani in prima elementare; Bambino scolarizzato nel paese d origine in una lingua con alfabeto neolatino; Bambino scolarizzato nel paese d origine in una lingua che utilizza altri alfabeti e scritture; Bambino non scolarizzato (o poco scolarizzato) in situazione di analfabetismo o di semianalfabetismo nella prima lingua. Metodologie: Per il bambino inserito in prima elementare, l apprendimento della nuova lingua avviene contemporaneamente al processo di alfabetizzazione. Imparare a leggere e a scrivere nella lingua altra (e non nel proprio codice materno) richiede naturalmente notevoli sforzi e si carica di implicazioni psicologiche complesse perché coinvolge l intera famiglia in un percorso di discontinuità e rottura rispetto alla storia familiare. Per il bambino scolarizzato in una lingua neolatina si presentano problemi di alfabetizzazione minori che hanno a che fare con i fonemi particolari dei due codici, con le difficoltà ortografiche proprie dei passaggi da un suono all altro. Più complesso è il percorso di rialfabetizzazione in L2 quando l alfabeto e la scrittura della L1 sono totalmente differenti. L apprendimento richiede allora un riorientamento spaziale, logico, simbolico e la prima lingua non può offrire alcun ancoraggio. Per il ragazzo non scolarizzato nel paese d origine la metodologia da utilizzare deve far riferimento anche ai processi di alfabetizzazione che vengono seguiti per gli adulti, per coloro che si sono abituati a vivere senza alfabeto contando solo sulle risorse dell oralità e della memoria visiva.

Fasi dell apprendimento e blocchi di abilità I problemi linguistici degli alunni stranieri possono essere facilmente superati nella scuola dell infanzia e nel primo ciclo della scuola elementare perché i bambini sono esposti ad un uso della lingua più concreto; la lingua usata nella scuola è legata al fare e all esperienza e meno esigente sul piano dei concetti e del lessico; la non conoscenza dell italiano pesa di più nelle scuole successive quando la lingua è presente ad un livello più astratto e formalizzato. L apprendimento della L2 avviene per fasi successive che partono da una dimensione della vita quotidiana e della interazione di base per arrivare prima ad esprimere stati d animo, a narrare e riferire esperienze personali, successivamente a conoscere gli aspetti tecnici e strumentali della lettura e della scrittura per decifrare, trascrivere, comprendere, produrre testi ed infine riflettere sulla lingua per sviluppare categorie astratte e competenze metalinguistiche. Anche se i bisogni dei bambini stranieri si presentano come bisogni ai quali dare risposte in maniera quasi contemporanea, occorrono tempi differenziati, attenzioni specifiche, percorsi didattici mirati per apprendere le abilità di base: comunicare leggere/scrivere studiare riflettere mantenere e sviluppare la L1 Nella tabella successiva i bisogni linguistici degli alunni riferiti alla lingua orale e scritta sono stati divisi in cinque blocchi di abilità. Alunni neoarrivati e bisogni linguistici COMUNICARE L2 orale comunicare negli scambi interpersonali di base arricchire il lessico, descrivere, narrare, comprendere messaggi e prendere la parola in situazioni diverse LEGGERE E SCRIVERE L2 scritta padroneggiare le tecniche di base della lettura/scrittura (decodifica e trascrizione) comprendere e produrre semplici testi scritti STUDIARE L2 orale/scritta comprendere testi e messaggi orali relativi alle diverse discipline (consegne, spiegazioni, parole/chiave, glossari.) comprendere e produrre testi riferiti allo studio L2 orale/scritta RIFLETTERE usare in modo corretto le strutture della lingua riflettere sulle strutture L2 orale/scritta MANTENERE, FAVORIRE E INCORAGGIARE mantenere le competenze nella lingua d origine e/o di scolarità, orale e scritta, favorire e incoraggiare gli scambi interculturali

Risorse interne della scuola (per l insegnamento individualizzato o a piccoli gruppi) Momenti di compresenza degli insegnanti. Ore aggiuntive all insegnamento (laboratorio nella scuola elementare Cavour al venerdì mattina, suddivisione per 3 livelli di competenze, nei plessi: giorni e modalità da definire) Ore di religione con consenso della famiglia Ore di lingua straniera con consenso della famiglia Moduli linguistici intensivi durante le prime fasi di inserimento. Risorse esterne Mediatore linguistico e mediatore culturale da richiedere.. Dispositivi Per dispositivi si intendono le modificazioni, i cambiamenti organizzativi che integrano e arricchiscono la struttura educativa per rispondere in maniera puntuale e flessibile ai cambiamenti e ai nuovi bisogni (non si sostituiscono alle strutture esistenti, né si pongono come strutture parallele): scaffale multiculturale nella biblioteca della scuola o della Circoscrizione; scaffale con oggetti e immagini simbolo della cultura di origine; pronto soccorso linguistico con parole o frasi più usate; corsi di aggiornamento sull educazione interculturale, sull accoglienza e l integrazione degli alunni immigrati (Servizi Educativi Servizi Sociali del Comune); acquisto di materiale per l insegnamento della L2 o L3; iniziative extrascolastiche (Scuola o Comune);

VALUTAZIONE Quando si può dire che un bambino straniero è integrato? Sta bene con i compagni e i docenti. Comunica negli scambi interpersonali. Prende la parola in situazioni diverse. Condivide le regole comuni. Comprende i messaggi relativamente complessi. Padroneggia le tecniche di base della lettura/scrittura. Produce testi (semplici o più complessi) chiari, coesi, coerenti. PERCORSO PER FAR ACQUISIRE COMPETENZE ORTOGRAFICHE, MORFOLOGICHE, SINTATTICHE Parole di uso comune (legate all uso concreto, al fare). Frasi brevi e semplici, coordinate più che subordinate (lingua per narrare, riferire esperienze personali). Ripetere il soggetto e l oggetto anziché usare i pronomi. Usare verbi di modo finito preferendo l indicativo al congiuntivo. Fare attenzione che i connettivi non diano adito ad ambiguità.