PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 2014-2017



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PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 2014-2017 CRITICITA' NELLA FORNITURA DI ACQUA POTABILE n. elaborato: file: 4.1 Relazione data: agg.: marzo 2014 Acea Ato 2 S.p.A.

PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 4 Criticità nella fornitura di acqua potabile 4.1 - Relazione INDICE 1 Introduzione... 2 2 Quadro normativo di riferimento 2 3 Livelli di servizio attuali 4 4 La sintesi delle criticità 7 4.1 Inquadramento... 7 4.2 Interventi di manutenzione... 8 4.2 Perdite... 9 4.3 Indice di guasto per singole condotte... 10 5 Obiettivi e livelli di servizio obiettivo 10 6 Linee di intervento per bonifiche reti idriche 12 1

1 Introduzione La presente relazione ha l obiettivo di illustrare i criteri adottati da Acea Ato2, in qualità di Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) dell A.T.O. 2 Lazio Centrale Roma, per individuare le criticità relative alla fornitura di acqua potabile e quindi il Piano degli Interventi in termini di bonifica delle rete idrica e recupero perdite per il quadriennio 2014-2017 e le linee di intervento fino a fine concessione. 2 Quadro normativo di riferimento Dal 1 Gennaio 2003, in applicazione della Legge Galli, Acea Ato2 ha assunto il ruolo di Gestore del Servizio Idrico Integrato (potabile, fognario e depurativo) per l Ambito Territoriale Ottimale n 2 della Regione Lazio, con una concessione di durata trentennale. Il Disciplinare Tecnico allegato alla Convenzione di Gestione prevede al punto 1.3 gli impegni pianificatori del Gestore ed in particolare il punto 3 impone la predisposizione di piani di recupero delle dispersioni idriche e di risparmio idrico, facendo riferimento a quanto previsto per i Gestori dal DM 99/97. Nel Manuale di Gestione, allegato alla Convenzione di Gestione, si introduce, come parametro della misura della qualità del servizio, anche un parametro definito come: continua ricerca ed eliminazione delle dispersioni, fisiche e contrattuali, per evitare sprechi delle risorse naturali, lievitazione dei costi, squilibri nel rapporto con l utenza. I decreti legislativi in vigore (DPCM 4 marzo 1996 DPCM 29 aprile 1999, D.lgs 3 Aprile 2006 n. 152) individuano i seguenti indicatori relativi all approvvigionamento e distribuzione idrica: popolazione non allacciata dotazione pro capite giornaliera portata minima per abitazione pressione minima sulla copertura pressione sul piano stradale continuità del servizio sufficienza del servizio qualità acqua potabile 2

servizi sostitutivi di emergenza frequenza di controlli qualitativi e potabilizzazione percentuale di controlli con esito negativo estensione misura a contatore disciplina del contenzioso dispersioni percentuali di perdite nell adduzione e nella distribuzione campagna riduzione perdite servizio antincendio, fontane, idranti numero di rotture per lunghezza di acquedotto I livelli minimi di servizio sono individuati dal DPCM 4 marzo 1996 n. 47, che, per quanto attiene alle utenze potabile domestiche, risultano essere: a) una dotazione pro-capite giornaliera alla consegna non inferiore a 150 l/ab,d; b) una portata minima erogata al punto di consegna non inferiore a 0,10 l/s per ogni unità abitativa in corrispondenza con il carico idraulico di cui alla successiva lettera c); c) un carico idraulico di 5 m, misurato al punto di consegna, relativo al solaio di copertura del piano abitabile più elevato. Il dato è da riferire al filo di gronda o all estradosso del solaio di copertura come indicato negli strumenti urbanistici comunali. Sono ammesse deroghe in casi particolari per i quali il gestore dovrà dichiarare in contratto la quota piezometrica minima che è in grado di assicurare; d) un carico massimo riferito al punto di consegna rapportato al piano stradale non superiore a 70 m, salvo indicazione diversa stabilita in sede di contratto di utenze. Inoltre le Norme di Attuazione del Piano di tutela delle Acque Regionali (PTAR) prevedono al comma 1 dell art. 20 come misura per il risparmio idrico che all interno dei Piani di Investimenti ai fini della manutenzione straordinaria finalizzata al recupero delle perdite di rete, almeno il 10% annuo delle risorse siano destinate al finanziamento delle opere e degli interventi. Nel Decreto Ministeriale 99/97 vengono definiti i criteri ed il metodo in base ai quali valutare le perdite nelle reti idriche. 3

3 Livelli di servizio attuali ACEA ATO 2 S.p.A. gestisce il servizio di distribuzione idrica in 74 su 112 comuni appartenenti all Ambito Territoriale Ottimale n.2 (Lazio Centrale). Durante il primo semestre 2013 Acea Ato2 ha di media immesso nelle reti di Roma e Fiumicino un volume d acqua pari a 236,6 milioni di mc, mentre l acqua consegnata fuori comune (schema 66) è stata pari a 47,2 milioni di mc. La popolazione allacciata alla rete idrica è pari al 99% della popolazione residente. La lunghezza totale della consistenza del sistema potabile (Adduzione, Distribuzione e Allacci) per l ATO2 risulta essere di 12.150 km; la lunghezza totale delle condotte adduttrici è pari a 1.548 km; la pressione media di esercizio delle reti di distribuzione comunali è pari a 20 m per i Comuni fuori Roma e 30 m per il Comune di Roma. La distribuzione idrica potabile secondaria di Roma ha una consistenza di rete notevolmente sviluppata, pari a 4.377 km (dato riferito al 31 dicembre 2012). Il territorio comunale è suddiviso in zone idriche separate idraulicamente tra loro attraverso appositi organi di chiusura, i quali consentono di ottimizzare il sistema di distribuzione idrica e di garantire una adeguata pressione di esercizio nelle varie zone della città. La piezometrica ottimale di esercizio viene infatti regolata in funzione delle caratteristiche altimetriche della zona, dei centri esistenti e della natura delle utenze. Nell ambito di ciascuna zona idrica l alimentazione viene assicurata da una rete principale, costituita da condotte alimentatrici, che fa capo ad uno o più centri di distribuzione. I centri di distribuzione provvedono alla disconnessione idraulica tra le condotte di adduzione e le reti di zona, nonché garantiscono, con la propria capacità di compenso e talvolta tramite apposite apparecchiature di regolazione coordinate da un sistema di telecontrollo in continuo, la necessaria modulazione delle portate richieste dalle utenze rispetto a quelle addotte ai centri dal sistema di smistamento contenendo gli sprechi della risorsa idrica attraverso una gestione ottimale della rete. Dai centri di distribuzione si dirama la rete primaria delle condotte alimentatrici, generalmente configurata a maglie e costituita da tubazioni con diametri solitamente maggiori di 300 mm, la cui funzione è quella di convogliare le portate all interno delle zone da alimentare. Dalle condotte alimentatrici si diramano le condotte distributrici propriamente dette, che si sviluppano nel dettaglio lungo la viabilità stradale esistente e sulle quali vengono allacciate le derivazioni per le singole utenze. 4

Nelle zone idriche periferiche, specialmente nel caso dell alimentazione di insediamenti di modeste dimensioni e posti in posizioni distaccate rispetto all agglomerato urbano, spesso sono presenti condotte di piccolo diametro (100-200 mm) alle quali viene affidata anche la funzione di distributrici. L alimentazione delle singole zone idriche avviene a volte oltre che dai centri idrici di distribuzione esistenti, da interconnessioni con le reti di zone limitrofe o da allacciamenti diretti al sistema di adduzione. Per quanto concerne gli altri Comuni dell ATO2 gestiti da Acea Ato2, la rete di distribuzione idrica ha uno sviluppo complessivo di circa 3.730 km (dato riferito al 31 dicembre 2012). Tutti i comuni dell ATO2 hanno un dotazione idrica più che sufficiente rispetto ai livelli minimi di servizio, mentre alcuni presentano problemi di eccessive perdite dovute sia al cattivo stato di conservazione delle condotte sia ad un assetto inadeguato della rete di distribuzione. A tal proposito Acea Ato2, fin dalla data di acquisizione del S.I.I., ha avviato un attività costante di riduzione delle perdite mediante un organico piano di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete di distribuzione e l implementazione di sistemi e strumentazioni necessari al controllo dei volumi captati e distribuiti. Detto piano è stato basato soprattutto sulla repressione dei fenomeni di perdita reale nelle reti di distribuzione, l accertamento delle misure dell effettivo erogato all utenza e tutte quelle azioni (dirette e indirette) che realizzino condizioni deterrenti ad un uso improprio delle risorse. In particolare: riduzione delle perdite; razionalizzazione dello schema idrico e riassetto di rete per mezzo di una riduzione delle pressioni al fine di limitare le perdite di rete, ridurre i picchi di consumo ed i volumi immessi nella stessa; piani di sostituzione programmata dei contatori; azioni deterrenti ai consumi impropri e repressione dei consumi abusivi; concessione nuove utenze con precise dotazioni limitate. Acea Ato2 ha avviato campagne mirate alla ricerca perdite mediante il metodo del district metering previsto dal Decreto Ministeriale 99/97 e attraverso il recupero delle perdite nei manufatti. Tale approccio prevede la divisione permanente della rete in aree separate, chiamate appunto Districts (distretti), alimentate da un numero limitato di condotte sulle quali installare strumenti di misura per la portata. 5

Monitorando la portata notturna in ingresso ai distretti, sottraendo l eventuale consumo di utenze non domestiche attive, si riesce a quantificare con precisione il livello di perdita per ciascuno di essi e a definire un ordine di priorità per gli interventi di ricerca e riparazione. La realizzazione dei distretti è un operazione delicata, da svolgere con attenzione per scongiurare la possibilità di creare problemi di pressione eccessiva o insufficiente, e di decadimento della qualità dell acqua distribuita. Per questo motivo è indispensabile realizzare un modello matematico, opportunamente calibrato sulla base dell andamento delle pressioni in funzione dei profili dei consumi. Con l applicazione del modello, simulando diverse configurazioni del sistema di condotte, è possibile individuare quella ottimale senza la necessità di intervenire per tentativi sulla rete reale. Lo sviluppo della metodologia district metering prevede, in sintesi, le attività qui di seguito elencate: Ricostruzione del tracciato della rete; Raccolta ed elaborazione dei dati dei consumi; Costruzione del modello matematico; Realizzazione punti di monitoraggio per la calibrazione; Realizzazione delle campagne di misura; Calibrazione del modello matematico; Progettazione dei distretti; Realizzazione dei distretti con la chiusura delle saracinesche di confine; Installazione dei misuratori di portata sulle condotte che alimentano i distretti; Lettura delle portate notturne; Calcolo del livello di perdita per ciascun distretto ed individuazione della priorità per la ricerca perdite; Ricerca perdite mirata nel distretto peggiore (certezza di un risultato significativo); Quantificazione del recupero a perdite riparate; Definizione della configurazione ottimale per la rete idrica. Questo modello permette, non solo di ottimizzare le pressioni, evitando eccessivi dislivelli, ma anche di fornire la necessaria elasticità operativa per garantire alimentazioni alternative. L attività di studio delle reti di distribuzione e ricerca perdite in base all approccio della distrettualizzazione è stata svolta nei Comuni di Fiano Romano, Velletri, Grottaferrata, Castel Gandolfo, Castel Madama, Albano Laziale, Riano, Monterotondo, Santa Marinella, Cerveteri, Ciampino e Roma. 6

Un altra misura di riduzione perdite, come previsto nel D.M. n.99/97, consiste nella quantificazione più accurata dei volumi erogati e fatturati; a tal fine Acea Ato2 ha avviato un programma di estensione e bonifica del parco contatori di misura all utenza. Tale attività permette di ridurre le perdite apparenti, ovvero la quantità di acqua erogata ma non contabilizzata, con effetti positivi sia sulle perdite reali, in quanto consente di avere bilanci idrici più indicativi dell effettiva perdita di risorsa idrica e di rilevare gli eccessi di consumo, sia sulla eliminazione degli sprechi tramite l applicazione degli appropriati meccanismi tariffari. È in corso una campagna di sostituzione dei contatori con misuratori predisposti alla telelettura. Al fine di ottimizzare le modalità di esercizio e di manutenzione della rete, negli ultimi anni è stato avviato un programma di inserimento nella rete di distribuzione di Roma di punti di registrazione delle pressioni che vengono monitorati con cadenza periodica; alcuni di questi sono corredati di misuratori di pressione in telemisura tramite trasmissione gsm, permettendo un monitoraggio continuo dalla Sala Operativa Acque. Acea Ato2 dispone inoltre di un sistema di telecontrollo e telecomando che consente di controllare lo stato di funzionamento di tutti gli impianti degli acquedotti e l alimentazione delle reti idriche tramite il continuo monitoraggio delle misure idrauliche, delle misure elettriche e dei parametri di qualità dell acqua. Permette inoltre di gestire un sistema di allarmi di superamento di valori soglia adeguatamente calibrato per individuare tempestivamente eventuali anomalie o guasti. 4 La sintesi delle criticità 4.1 Inquadramento Le principali criticità riscontrabili sulla rete idrica attualmente gestita si possono ricondurre alle seguenti categorie: 7

obsolescenza delle reti: la vetustà delle condotte incide fortemente sulla velocità di decadimento dei materiali e sul rischio di rottura delle condotte con l effetto di un aumento generalizzato della frequenza di interventi di manutenzione straordinaria; situazioni critiche dei terreni di posa: in molti comuni ci sono ampie aree caratterizzate da fenomeni di instabilità dei terreni che comporta la necessità di intervento sulle infrastrutture per garantirne l affidabilità nel tempo; assetto rete inadeguato: molti comuni presentano problemi di eccessive perdite causate da un assetto della rete non ottimale con pressioni di esercizio estremamente variabili e un utilizzo della risorsa idrica non parsimonioso; incertezza nella determinazione dell effettivo volume erogato alle utenze: per alcuni comuni è necessaria l implementazione di sistemi e strumentazioni necessari al controllo dei volumi captati e distribuiti. Al fine di individuare tali criticità è stato condotto uno studio delle reti di distribuzione potabile su tutti i Comuni gestiti articolato nelle seguenti fasi: 1. determinazione dell indice degli interventi di manutenzione rete per singolo comune; 2. determinazione dell indice lineare delle perdite totali per singolo comune; 3. valutazione di criticità di singole condotte sulla base dell indice di guasto. I Comuni più critici risultano sia quelli con valore più elevato dell indice di intervento sia quelli con valore elevato dell indice lineare delle perdite totali; per i primi è necessario programmare interventi di bonifica della rete per la sostituzione delle condotte più critiche individuate tramite l indice di guasto, mentre per i secondi è necessario avviare uno studio di ricerca perdite volto alla riduzione delle stesse tramite un riassetto della rete di distribuzione congiuntamente alla implementazione di sistemi e strumentazioni necessari al controllo dei volumi captati e distribuiti. 4.2 Interventi di manutenzione L indice degli interventi di manutenzione rete è stato calcolato per ogni singolo Comune gestito come: I int =N int *100/L rete 8

dove N int è il numero degli interventi di manutenzione effettuati come media mensile su base primo semestre 2013 L rete è la lunghezza delle rete idrica comunale espressa in km Sulla base dei risultati ottenuti i Comuni sono stati classificati in 5 classi, così articolate: I int >80 60< I int <80 40< I int <60 20< I int <40 I int <20 I risultati sono riportati graficamente nell Allegato 4.2 4.2 Perdite I criteri per la valutazione delle perdite in reti potabili e fognarie sono fornite dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici dell 8 gennaio 1997, n. 99 Regolamento sui criteri e sul metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature. Per ogni Comune gestito è stato calcolato l indice lineare delle perdite totali: I=Volume perso nella distribuzione/l In cui il volume perso nella distribuzione (espresso come Mmc) è definito come differenza tra volume in ingresso alla distribuzione e volume erogato (a meno dei volumi consegnati alle utenze per usi autonomi e non misurati e di quelli di lavaggio delle reti, stimati pari al 6% del volume erogato) ed L è la lunghezza della rete espressa come km. Sono stati considerati i dati riferiti all anno 2012. I Comuni per i quali l indice lineare delle perdite totali è superiore al valore della media per l intero Ambito, pari a 21,9 Mmc annui/1000 km, sono stati riportati nella Carta dell Allegato 4.2 con un tratteggio. 9

4.3 Indice di guasto per singole condotte Per quanto riguarda le sostituzioni di condotte che presentano una frequenza elevata di danni, le priorità sono state individuate sulla base del valore dell indice di guasto Ig: Ig=N danni /L condotta definito come rapporto tra il numero di danni registrati nell anno di riferimento (2012) e la lunghezza del tratto di condotta espressa in km. È stato inoltre preso in considerazione anche il trend di crescita dello stesso indice negli anni precedenti a quello di interesse oltre alla verifica della condizione: Cm>10%Inv dove Cm è il costo annuo per la manutenzione della condotta da sostituire, calcolato come: Cm= N danni *cm dove cm è il costo medio della manutenzione, stimato per il 2012 pari a 945,00 per il Comune di Roma e pari a 735,00 per tutti gli altri. Inv= importo netto stimato per la sostituzione della condotta (sulla base dei prezzi delle Tariffe vigenti con un ribasso medio del 35%). In questo modo è stato possibile individuare alcuni interventi urgenti su singole condotte anche in Comuni che, sulla base degli indici precedentemente illustrati, non erano da considerare critici. 5 Obiettivi e livelli di servizio obiettivo Dall avvio della Gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Acea Ato2, il complesso riordino normativo, sia a carattere Comunitario, che nazionale e regionale, ha imposto una profonda modifica alla programmazione delle opere in corso. Infatti l avvio della gestione ha in molti casi rivelato un quadro di carenze infrastrutturali nel territorio ben più grave di quanto non fosse ragionevolmente preventivabile. Tale situazione si può sinteticamente far risalire a tre fattori principali: 1. la mancata disponibilità di adeguati finanziamenti pubblici per opere idriche, fognarie e depurative dalla seconda metà degli anni 90 ai primi anni del 2000; 2. uno sviluppo urbanistico rapidissimo, soprattutto nell hinterland romano, frutto di ingenti movimenti migratori dal centro della città alle periferie e da notevoli flussi 10

migratori: in molti casi, tale sviluppo non è stato accompagnato da un parallelo intervento di adeguamento infrastrutturale; 3. l evidenziarsi, in vaste zone dell ATO2, di situazioni di carenza idrica, dovuta al manifestarsi di situazioni di non potabilità dell acqua, al sovrasfruttamento della falda per usi non potabili, ed dalla necessità di non utilizzare una serie di pozzi, in quanto ubicati in posti già fortemente antropizzati. Per garantire il miglioramento dei livelli di servizio nella fornitura potabile è necessario prevedere interventi mirati a risolvere le criticità dovute sia a vetustà delle condotte sia ad un assetto inadeguato della rete con conseguenti elevate perdite. Il fabbisogno di risorse necessarie per tali interventi è ingente se riferito all estensione ed alle caratteristiche delle reti esistenti. Infatti da un lato le reti idriche del centro urbano di Roma storicamente gestite da Acea - richiedono interventi di mantenimento a nuovo significativi per preservare il patrimonio alle future generazioni, dall altro le reti idriche dei comuni acquisiti con l avvio del SII si sono rilevate spesso inadeguate per caratteristiche dimensionali e tipologiche. L obiettivo del presente Piano degli Interventi è quindi quello di eliminare progressivamente le situazioni di criticità dovute sia a vetustà delle condotte sia ad un assetto inadeguato della rete con conseguenti elevate perdite avviando un percorso di bonifica delle reti esistenti, che troverà piena attuazione successivamente al quadriennio 2014-2017, a causa delle priorità di intervento in campo ambientale. Tali interventi di bonifica, individuati negli Allegati 4.3 (Carta Interventi in programmazione) e 8 (Cronoprogramma degli interventi), in continuità con le programmazioni precedenti, sono indicati come risanamento igienico e prevedono di realizzare complessivamente nel quadriennio 2014-2017 la bonifica di circa 40 km di rete, per un importo complessivo di circa 12 M. È stata programmata inoltre la bonifica di circa 21 km di rete, per un importo complessivo dell ordine di 30 M, mediante interventi indicati come emergenza idrica al fine di far fronte alle problematiche inerenti Comuni (quali Velletri) e zone servite dagli acquedotti ARSIAL caratterizzate anche da problemi di natura qualitativa delle acque fornite. Parallelamente alle bonifiche di rete, prioritarie per il contenimento delle perdite, considerando le limitate risorse disponibili per tale attività nel breve periodo, saranno sviluppate anche attività mirate quali: district metering nei comuni con maggiore criticità, intensificando l implementazione di sistemi e strumentazioni necessari al controllo dei volumi captati e distribuiti; 11

campagne di ispezione dei manufatti di diramazione delle reti di distribuzione e dei cunicoli di servizio con la contemporanea eliminazione delle eventuali perdite rilevate. Sull allegato 4.3 sono riportati gli interventi relativi alle bonifiche e all estensione rete idrica descritti nella relazione allegato 3.1. 6 Linee di intervento per bonifiche reti idriche Nella programmazione degli interventi nel periodo 2014-2017 si prevede di realizzare interventi di mantenimento a nuovo (bonifica) sulla rete per un ammontare complessivo di circa 41 M. Il cronoprogramma di dettaglio degli interventi viene riportato nell allegato 8. La strategia d intervento è mirata alla bonifica delle reti per garantire maggiore efficacia nel servizio ai consumatori e nella tutela della risorsa attraverso il recupero delle perdite. Tale strategia d intervento, a causa delle priorità d intervento in campo ambientale, troverà attuazione significativa successivamente al periodo 2014-2017, dopo il quale si prevede di incrementare le risorse destinate alla bonifica delle reti per raggiungere tassi di sostituzione per mantenimento a nuovo confrontabili con altre realtà europee. Oltre agli interventi di sostituzione delle fonti locali ARSIAL, di cui al paragrafo precedente, nel quadriennio 2014-2017 sono previsti interventi di bonifica per le reti ARSIAL alimentate dall acquedotto Camuccini e per tutte le rimanenti località elencate di seguito, per le quali è stato stimato un fabbisogno di investimenti di circa 27 milioni di euro. COMUNE ACQUEDOTTO LUNGHEZZA DELLA RETE (Km) N UTENZE ROMA MALBORGHETTO 6.0 64 ROMA PIANSACCOCCIA 20.0 94 ROMA MONTE OLIVIERO 8.5 84 ROMA S.MARIA GALERIA 3.5 34 ROMA MALVICINO 8.1 39 ROMA OLGIATA 3.1 33 ROMA CASACCIA 21.0 148 S.BRIGIDA ROMA BRANDOSA 3.6 65 FIUMICINO PRATARONI 3.5 36 FIUMICINO TRAGLIATA 30.0 316 FIUMICINO TRAGLIATELLA 15.6 121 FIUMICINO TESTA DI LEPRE 7.0 79 TOTALE 129.9 1121 12