TUTOR DI QUARTIERE: RISPETTO, SICUREZZA E TUTELA
L abusivismo Il problema dell abusivismo edilizio deve essere affrontato con fermezza sia in tutti i quartieri popolari colpiti dal fenomeno sia in quelli in via di riqualificazione attraverso l iniziativa Contratti di Quartiere II promossa da Regione, ALER Milano e Comuni.
Molti sono i quartieri periferici realizzati negli anni 60-70 che hanno subito un rapido processo di deterioramento socioambientale dovuto all incremento esponenziale dei fenomeni legati alla microcriminalità e alle occupazioni abusive inseriti in un contesto di povertà, marginalità ed esclusione. Le origini del disagio
Lo sviluppo delle problematiche La situazione è ulteriormente peggiorata nella seconda metà degli anni 90 a seguito dell ondata migratoria extracomunitaria, quando al disagio sociale si sono aggiunti anche i problemi legati alle diversità culturali, nel tempo sfociate nella impossibilità comunicativa fra i vari gruppi etnici, quando non in veri e propri conflitti sociali. Il quadro è molto complesso, per questo non sono sufficienti sporadiche azioni repressive, ma occorrono azioni a lungo termine che ripristinino la legalità e la sicurezza, l integrazione sociale e il rispetto delle regole della convivenza civile.
Analisi delle cause L avvio a soluzione dei problemi rappresentati, richiede: una comprensione profonda delle varie forme del disagio sociale una dettagliata conoscenza delle diverse situazioni in cui si trovano i nuclei familiari e l individuazione: dei soggetti che rappresentano una fonte di pericolo sociale delle situazioni di disagio e irregolarità che caratterizzano molti abitanti del quartiere.
Fattori di sviluppo del disagio Fattori che hanno profondamente influito allo sviluppo del disagio: l insediamento massiccio e indifferenziato di classi di utenza con elevate problematicità la criticità del modello abitativo dei vari complessi, caratterizzato da: grandi spazi comuni inutilizzati, divenuti luoghi di socializzazione negativa mancanza di recinzioni poca privacy poca sicurezza.
Le azioni La criticità delle situazioni, ancorché differenziata, richiede un intervento coordinato della proprietà e delle istituzioni a livello sociale: il superamento dello stato di contesto monoclasse l espulsione di soggetti fonte di pericolo sociale l inserimento di nuovi nuclei l inserimento di nuove classi di utenza il sostegno al disagio abitativo.
Il Progetto Il Progetto TUTOR DI QUARTIERE: RISPETTO, SICUREZZA E TUTELA è stato studiato per elevare gli standard di sicurezza all interno dei quartieri popolari e costituisce uno strumento di prevenzione per tutte le criticità tipiche di questi caseggiati, non solo per il fenomeno delle occupazioni abusive. Il progetto fa dei Tutor un punto di riferimento e coordinamento delle diverse istanze che la socialità della popolazione esprime.
4.205 9.470 3.905 2 1 3.027 7.583 2.372 8 582 1.179 549 7 3 1 2.099 3.776 2.185 6.109 11.866 6.068 2 114 246 89 19 41 6.752 14.012 6.305 2 2 6.009 12.270 8.608 53 54 34.475 73.196 35.201 FAMIGLIE ABITANTI FRAGILITA SOCIALI 205 ADDETTI SERVIZIO CUSTODIA 12 TUTOR PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO 1: 3.000 famiglie) 2 5.578 12.700 5.120 17
Ruolo dei Tutor per la tutela del patrimonio La presenza costante e continuativa sul territorio e la possibilità di approfondire la conoscenza dell ambiente e delle persone hanno permesso ai Tutor della Sicurezza di: stringere relazioni gestire in modo creativo e propositivo i conflitti essere un continuo e costante punto di riferimento per i residenti. Le azioni dei Tutor hanno permesso un dialogo più costante con i cittadini e l Azienda.
Le attività dei Tutor Presenza continuata sette giorni su sette, dalle ore 8.00 alle 22.00 Alta visibilità guadagnata con visite mirate ad inquilini, Comitati, Portieri hanno consentito ai Tutor di interpretare un ruolo-chiave nei processi di individuazione e soluzione dei problemi, in modo particolare quelli quotidiani che, molte volte sottovalutati, possono condizionare la qualità della vita di un Quartiere.
La sicurezza ATTIVA e OPERATIVA La consapevolezza di voler contribuire all innalzamento degli standard di sicurezza e di fruibilità del territorio, suggerisce di affiancare a quella sorta di sicurezza passiva, propria dell alloggio e messa in campo direttamente dall inquilino, un attività di sicurezza attiva, messa in campo dall Azienda sull ambito del proprio patrimonio nonché di cerniera di raccordo con la sicurezza operativa svolta dalle Forze dell Ordine. Da qui l esigenza di implementare il servizio di Sorveglianza dei Quartieri.
Provenienza delle segnalazioni Utenti Centralino ALER Forze dell ordine Call Center Comitati di Quartiere Filiali ALER Punto Amico Sistema anti-intrusione
La rete Il Nucleo di Tutela del Patrimonio è un attività collegata in rete con gli uffici ALER, gli Enti locali e le strutture comunali di assistenza: una valida ed efficace antenna sul territorio, che quotidianamente crea e attiva i contatti tra la popolazione e le Istituzioni. STRUTTURE COMUNALI DI ASSISTENZA ENTI LOCALI
La lotta all abusivismo il Gruppo Tutela Patrimonio, oltre alla funzione di natura sociale, ha la specifica competenza della tutela del patrimonio intesa come prevenzione e sgombero delle occupazioni abusive in flagranza.
La protezione del patrimonio immobiliare Aler Milano, al fine di garantire la più efficace protezione al suo patrimonio immobiliare e la maggiore tutela ai suoi inquilini, ha avviato un progetto di implementazione della sicurezza antintrusione nei condomini. Il progetto prevede l installazione negli alloggi ristrutturati di sistemi di allarme senza fili, legati a una centrale capace di inviare chiamate ai numeri di emergenza e quindi agli operatori preposti alla sicurezza. Per rilevare le eventuali intrusioni verrà installato sulla porta d ingresso un contatto magnetico via radio o un sensore all infrarosso sempre via radio.
L impianto anti-intrusione Il progetto per la protezione del patrimonio immobiliare ALER è nato come risposta all esigenza specifica di far fronte alla gestione di una quantità importante di alloggi che rimangono non occupati per periodi correlati ai tempi di riattamento e assegnazione, e di conseguenza a rischio di occupazione abusiva. Questi immobili non si possono proteggere mediante le tecnologie classiche dei sistemi antintrusione, già che di norma non è attiva la fornitura elettrica e nemmeno la rete telefonica. Si è reso necessario, realizzare un impianto antintrusione collegato con una centrale operativa di gestione, così da rendere tempestivo l intervento dei tutor sicurezza ALER.
Il sistema anti-intrusione 2 1 1. Il tentativo di intrusione 2. La segnalazione 3. L intervento dei tutor con le forze dell ordine. 3
Obiettivi del Gruppo Tutela Patrimonio Rilevare il disagio e le patologie abitative, sotto il profilo della sicurezza e del degrado Coordinare gli interventi di sgomberi singoli in flagranza di occupazione Effettuare interventi immediati a seguito delle segnalazioni del sistema anti - intrusione Collegarsi con le Forze dell Ordine affinché le stesse possano essere aggiornate sulla situazione nei quartieri al fine di organizzare interventi mirati ed efficaci Rapportarsi con i servizi sociali e con i centri di prima accoglienza per la sistemazione provvisoria delle famiglie inserite nella categoria fragili : donne sole con minori, anziani, persone con handicap.