Difesa Pressing www.allenatori.fip.it Prima di parlare di press a tutto campo, a tre quarti campo o a metà campo, bisogna parlare di press come uno stato mentale, cioè di una difesa che non aspetta l'attacco cercando di limitarlo, ma di una difesa che cerca di aggredire l'attacco e togliere certezze ed abitudini. Obiettivi o Mettere pressione sulla palla e mettere difficoltà chi ha la palla in mano o Cercare di fare perdere secondi utili all'attacco o Impedire ad un ottimo portatore di palla di avere la palla in mano o Raddoppiare nel momento in cui l'attacco si trova in difficoltà o Raddoppiare appena l'attacco ha superato la linea della metà campo o Variare la disposizione iniziale per non dare riferimenti all'attacco o Fare raddoppi (metà campo) per impedire situazioni tattiche efficaci all'attacco o Cambiare l'inerzia della partita Adottare questa difesa come sistema di gioco non è sicuramente esente da rischi, cerchiamo di usare questo tipo di difesa per la maggior del tempo, ma siamo anche consapevoli che usarla sempre e comunque a volte potrebbe essere un suicidio. Per cui cerchiamo di identificare sia quando prepariamo il piano tattico della partita sia durante la partita stessa quando non vogliamo usare questa difesa press perché riteniamo sia troppo pericolosa e ci porterebbe più rischi che benefici. Limitiamo il press quando: o una squadra ha molti portatori di palla e buoni passatori o una squadra gioca con molta libertà e non deve organizzarsi prima di attaccare il canestro o gli avversari riescono in pochi secondi a trovare una buona scelta di tiro o lunghi che trattano bene la palla Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 1
Difendere press per molti minuti è molto faticoso e comporta un grande consumo di energie, se decidiamo di usare questa organizzazione difensiva dobbiamo innanzi tutto costruire una squadra che possa avere le giuste caratteristiche. La prima scelta che facciamo nella costruzione del roster ad inizio dell'anno è quella di cercare di avere dieci giocatori dieci che possano entrare in campo per poter riuscire ad arrivare alla fine della partita non stanchi, anzi il nostro obiettivo e cercare di avere negli ultimi minuti della partita più freschezza atletica e vitalità, possiamo fare questo solo se riusciamo a ruotare tutti i giocatori e se ci alleniamo costantemente per riuscire ad arrivare alla fine della partita più abituati a certi ritmi di gioco. Durante la programmazione dell'allenamento, dedichiamo alla difesa pressing molto tempo, infatti circa un terzo del tempo dedicato alla difesa lo indirizziamo al press, soprattutto ad inizio dell'anno dove è il momento in cui meglio si riesce ad inculcare una mentalità che dovrà essere di sostegno durante tutta la stagione agonistica. La prima regola nella costruzione della nostra difesa press è: Pressare la palla a tutto campo Dal primo allenamento insegniamo a difendere mettendo pressione sulla palla, come idea diciamo più la palla è lontano dal canestro maggiore è la pressione che vogliamo mettere sulla palla. Esercizi: Uno contro uno dopo canestro o tiro libero, per cui anticipare la ricezione senza rischiare molto passaggi backdoor e una volta l'attaccante ha ricevuto la palla vogliamo mettere pressione fino a metà campo al palleggiatore. All'inizio non indichiamo il lato dove preferiamo incanalare l'attaccante con palla ma all'inizio chiediamo solo di mettere pressione sulla palla e mettere in difficoltà l'attaccante con palla (Diagr. n. 1). Diagr. n. 1 Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 2
La seconda regola è: La difesa lontano dalla palla deve sempre essere in linea fra palla e canestro Questa è una posizione non abituale per i giocatori per cui bisogna spiegare il perché di questo tipo di difesa che non è fra uomo e canestro ma fra uomo e palla. Esercizio: Tre contro tre rimessa da fondo. I due difensori senza palla devono, finché la palla non supera la metà campo, stare sempre in linea fra palla e canestro, la distanza dal proprio uomo varia con il variare della distanza del proprio uomo dalla palla, cioè significa che più la palla è lontana dall'attaccante che dobbiamo difendere più il difensore si stacca dal proprio uomo sempre rispettando la linea fra palla e uomo (Diagr. n. 2). Diagr. n. 2 Terza regola: Si raddoppia solo quando l'uomo con palla è in difficoltà oppure non ha il controllo al 100% della situazione. Significa che non vogliamo raddoppiare sempre, ma vogliamo mettere in grande difficoltà il palleggiatore, gli uomini che difendono lontano dalla palla devono essere pronti a raddoppiare e devono imparare a capire quando è il momento giusto per raddoppiare. Il momento giusto per raddoppiare non lo decide l'allenatore, ma l'allenatore cerca di insegnare a capire quale e quando è il momento del raddoppio. Esercizio: Tre contro tre come l'esercizio precedente; si gioca tre contro tre e adesso se il palleggiatore si trova in difficoltà prima di aver superato la metà campo, il difensore che si trova più vicino alla palla va a raddoppiare con decisione e aggressività sulla palla, cercando di far recuperare il palleggio all'uomo con palla (Diagr. n. 3). Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 3
Diagr. n. 3 Quarta regola: Appena parte il raddoppio si deve immediatamente ruotare cercando di anticipare l'attaccante rimasto libero Ci sono cinque giocatori in campo e vogliamo che tre giocatori siano estremamente aggressivi vicino alla palla ma nello stesso tempo non vogliamo rischiare troppo e teniamo sempre due difensori a presidiare l'area con il nostro giocatore più bravo a difendere il canestro che non deve mai uscire dall'area. Questo significa che ci sono due giocatori che raddoppiano, un giocatore che cerca di anticipare e recuperare la palla, un giocatore che conservativamente cerca di leggere la situazione e solo se certo dell'anticipo può andare a cercare di recuperare la palla, un giocatore che presidia l'area e non può mai uscire fuori (Diagr. n. 4 5). Diagr. n. 4 Diagr. n. 5 Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 4
All'inizio avevamo detto che non volevamo incanalare la palla su un lato o sull'altro, ma una volta che la squadra a preso confidenza con il press iniziamo a perfezionare le regole. Preferibile ma non obbligatorio spingere l'uomo con palla verso il centro in modo tale da far arrivare il raddoppio dal centro e permettere passaggi orizzontali e non concedere passaggi verticali che possono essere più pericolosi (Diagr. n. 6). Diagr. n. 6 Altro concetto che approfondiamo è: se possibile fare trap prima della metà campo una volta superata la metà campo il raddoppio è molto più rischioso (Diagr. n. 7). Diagr. n. 7 Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 5
Cerchiamo di non far palleggiare al giocatore più abile degli avversari e nelle situazioni di gioco in cui possiamo organizzarci ( tiri liberi o rimesse ) cerchiamo di non far ricevere la palla ad un certo attaccante per cui due giocatori "il suo difensore ed il difensore che difende l'uomo che rimette la palla" cercano di impedire la ricezione della palla al miglior palleggiatore avversario, oppure vogliamo raddoppiare immediatamente l'attaccante prescelto (Diagr. n. 8 n. 9). Diagr. n. 8 Diagr. n. 9 Possiamo anche organizzare il raddoppio appena la palla ha superato la linea della metà campo, cosi la linea mediana può essere usata come alleata (Diagr. n. 10). Diagr. n 10 Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 6
Con squadre molto ben organizzate cambiamo la disposizione iniziale ed invece di disporci a uomo ci disponiamo a zona e rimaniamo a zona fino al raddoppio, se la palla esce dal raddoppio torniamo alla tradizionale difesa a uomo, oppure se non si fa un raddoppio una volta che la palla ha superato la metà campo la difesa può tornare a difendere uomo vs uomo (Diagr. n. 11). Diagr. n. 11 Contro squadre che sono molto abili in alcune zone del campo quando giocano a metà campo organizziamo dei raddoppi improvvisi per rendere sterile un arma pericolosa degli avversari (Diagr. n. 12). Diagr. n. 12 Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 7
Una volta inculcata la giusta mentalità i giocatori si divertono e succede che spesso è l'allenatore che deve chiedere ai propri giocatori di essere meno aggressivi. Una difesa che non si può pensare di usare per quaranta minuti in tutte le partite, ma è una difesa per imporre il proprio gioco, essere aggressivi ma cercare sempre di limitare il più possibile i rischi e sapere aspettare il momento in cui si può rischiare e riuscire a prendere in mano l'inerzia della partita. Da Giganti del Basket - Ottobre 2007 8