Punti di estremo e Teorema di Fermat

Documenti analoghi
Massimi e minimi : TEOREMI. Condizione necessaria del I ordine. Conseguenza del Teorema di Lagrange.

STUDIO di FUNZIONE. c Paola Gervasio - Analisi Matematica 1 - A.A. 16/17 Studio di funzione cap6b.pdf 1

ISTITUTO SUPERIORE XXV APRILE LICEO CLASSICO ANDREA DA PONTEDERA classi 5A-5B PROGRAMMA DI MATEMATICA

I TEOREMI DEL CALCOLO DIFFERENZIALE

Massimi, minimi, monotonia, e derivate

NOTE SULLE FUNZIONI CONVESSE DI UNA VARIABILE REALE

10 - Applicazioni del calcolo differenziale

Laurea in Informatica Corso di Analisi Matematica Calcolo differenziale per funzioni di una variabile

Funzioni Monotone. una funzione f : A B. si dice

Continuità di funzioni

Teoremi di Fermat, Rolle, Lagrange, Cauchy, de l Hôpital

Criterio di Monotonia

DERIVATA DI UNA FUNZIONE REALE. In quanto segue denoteremo con I un intervallo di IR e con f una funzione di I in IR.

Calcolo differenziale per funzioni in più variabili.

Soluzioni dello scritto di Analisi Matematica II - 10/07/09. C.L. in Matematica e Matematica per le Applicazioni

Calcolo Differenziale. Corsi di Laurea in Tecniche di Radiologia ecc... A.A Analisi Matematica - Calcolo Differenziale - p.

Alcuni Teoremi sulle funzioni continue e uniforme continuità

DERIVATE. Rispondere ai seguenti quesiti. Una sola risposta è corretta. 1. Data la funzione f(x) =2+ x 7, quale delle seguente affermazioni èvera?

a) Determinare il dominio, i limiti agli estremi del dominio e gli eventuali asintoti di f. Determinare inoltre gli zeri di f e studiarne il segno.

Funzioni derivabili (V. Casarino)

Esercizi svolti. a 2 x + 3 se x 0; determinare a in modo che f risulti continua nel suo dominio.

Proprietà globali delle funzioni continue

Calcolo differenziale 2: Massimi e minimi. Studio di una funzione. (M.S.Bernabei & H. Thaler)

Esercizi proposti. x b) f(x) = 2. Determinare i punti di non derivabilità delle funzioni

Note sulle funzioni convesse/concave

1) Applicando la definizione di derivata, calcolare la derivata in x = 0 delle funzioni: c) x + 1 d)x sin x.

Esercizi riassuntivi per la prima prova di verifica di Analisi Matematica. n, n IN.

Calcolo differenziale 2: Massimi e minimi. Studio di una funzione. (M.S.Bernabei & H. Thaler)

Appunti sul corso di Complementi di Matematica mod. Analisi prof. B.Bacchelli - a.a. 2010/2011.

Alcuni esercizi: funzioni di due variabili e superfici

Concavità verso il basso (funzione concava) Si dice che in x0 il grafico della funzione f(x) abbia la concavità rivolta verso il basso, se esiste

Matematica per le Applicazioni Economiche I (M-P)

Diario del Corso Analisi Matematica I

1 prof. Claudio Saccon, Dipartimento di Matematica Applicata, () December 30, / 26

ESERCIZI SUI PUNTI DI NON DERIVABILITÀ TRATTI DA TEMI D ESAME

Punti di massimo e di minimo

Studi di funzione. D. Barbieri. Studiare comportamento asintotico e monotonia di. f(x) = 1 x x4 + 4x e x

1 a Prova parziale di Analisi Matematica I (1) 22/11/2006 (civili + ambientali)

Esercizi sulle funzioni di due variabili: parte II

ESAME DI MATEMATICA PER LE APPLICAZIONI ECONOMICHE 14 GIUGNO 2016 FILA A

Università degli Studi di Palermo Facoltà di Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche. Appunti del corso di Matematica

Analisi Matematica II

CONTINUITÀ E DERIVABILITÀ Esercizi risolti

Soluzione di Adriana Lanza

1. Funzioni implicite

Argomento 6: Derivate Esercizi. I Parte - Derivate

COMUNICAZIONE OPZIONE SPORTIVA QUESTIONARIO QUESITO 1

Successioni di funzioni: esercizi svolti

STUDIO DI UNA FUNZIONE INTEGRALE. Z x. ln t ln t 2 2 dt. f(x) =

Esame di MATEMATICA CORSO BASE del

Alcune nozioni di calcolo differenziale

Corso di Laurea in Ingegneria, Settore Informazione (gruppi 2-3), A.A. 2007/2008 Docente: Antonio Ponno

ANALISI 1 - Teoremi e dimostrazioni vari

Estremi. 5. Determinare le dimensioni di una scatola rettangolare di volume v assegnato, che abbia la superficie minima.

A.A. 2016/17 - Analisi Matematica 1

Limiti e continuità Test di autovalutazione

Soluzione di Adriana Lanza

1 Successioni di funzioni

Complementi di Analisi Matematica Ia. Carlo Bardaro

A Analisi Matematica 1 (Corso di Laurea in Informatica e Bioinformatica) Simulazione compito d esame

Derivate parziali, derivate direzionali, differenziabilità. a) Calcolare le derivate direzionali e le derivate parziali in (0, 1) di f(x, y) =

LA DERIVATA DI UNA FUNZIONE. Prof Giovanni Ianne

Limiti e continuità. Limiti di funzioni

Soluzione di Adriana Lanza

IL TEOREMA DEGLI ZERI Una dimostrazione di Ezio Fornero

Teorema delle Funzioni Implicite

LICEO SCIENTIFICO STATALE G. MARCONI FOGGIA

Massimi e minimi relativi in R n

Limiti e continuità. Teoremi sui limiti. Teorema di unicità del limite Teorema di permanenza del segno Teoremi del confronto Algebra dei limiti

Teoremi fondamentali dell'analisi Matematica versione 1

FUNZIONI REALI DI UNA VARIABILE REALE

21 IL RAPPORTO INCREMENTALE - DERIVATE

Transcript:

Punti di estremo e Teorema di Fermat Nello studio di una funzione, le derivate sono (tra le altre cose) uno strumento utile per la determinazione di intervalli di monotonia e puntidiestremo. Definizione. Siano f :domf R R e x 0 dom f. 1) Diciamo che x 0 èunpunto di massimo assoluto per f se cioè se f (x 0 )=maxf (:= max im f) x dom f, f (x) f (x 0 ). In tal caso, diciamo anche che f (x 0 )=maxf è il massimo assoluto di f. ) Diciamo che x 0 èunpunto di massimo relativo per f se cioè se I (x 0 ), f (x 0 )= max xi(x 0 )dom f f (x) I (x 0 ), x I (x 0 ) dom f, f (x) f (x 0 ). In tal caso, diciamo che f (x 0 ) è un massimo relativo di f. 3) Analogamente si definiscono minimi e punti di minimo, assoluti e relativi. 4) Massimi e minimi sono anche detti estremi, mentre i punti di massimo o minimo sono anche detti puntidiestremoo estremanti. Estremi ed estremanti relativi/assoluti sono anche detti locali/globali.

5) Estremiedestremanti sidiconostretti se le disuguaglianze che li definiscono sono strette per x = x 0. Nota. Gli stessi concetti si possono riferire ad un sottoinsieme A dom f, considerando la restrizione f A in luogo di f; si parlerà allora di estremi ed estremanti di f su A. Chiaramente: estremi e punti di estremo assoluti, se esistono, sono anche relativi; gli estremi assoluti, se esistono, sono unici; i punti di estremo assoluto, invece, possono non esserlo. Esempio. La funzione in figura presenta (su A =[0, +)): due punti di min relativo stretto x e x 4 : nessun punto di max assoluto; due punti di max relativo stretto x 1 e x 3 : f (x 1 )= max f (x),f(x 3)= max f (x), xi(x 1 )A xi(x 1 ) a cui corrisponde lo stesso max relativo f (x 1 )=f(x 3 ); f (x )= min f (x), xi(x ) di cui x 4 è anche assoluto. f (x 4)= min xi(x 4 ) f (x)

È possibile che un punto di estremo per una f su un intervallo I sia un estremo di I, oppure un punto di non derivabilità di f (persino di discontinuità). Se però f è definita in un intorno completo di x 0 e x 0 è punto di estremo in cui G f ha retta tangente, allora tale tangente deve essere orizzontale. Vale infatti il seguente Teorema (di Fermat). Siano f :domf R R e x 0 dom f. Se i) f è definita in un intorno completo di x 0 ed è derivabile in x 0 ii) x 0 è punto di estremo per f allora f (x 0 )=0. Dimostrazione. Per fissare le idee, supponiamo x 0 punto di minimo. Allora I (x 0 ) tale che I (x 0 ) dom f e f (x) f (x 0 ) per ogni x I (x 0 )(=I (x 0 ) dom f). Di conseguenza, per ogni x I (x 0 ),siha x<x 0 f (x) f (x 0) 0 e x>x 0 f (x) f (x 0) 0 e quindi (per il corollario del teorema di permanenza del segno) risulta f (x 0 ) = lim xx 0 Dunque si ottiene f (x) f (x 0 ) 0 e f + (x 0 )= lim xx + 0 0 f (x 0 )=f (x 0 )=f + (x 0 ) 0, f (x) f (x 0 ) 0. per cui deve essere f (x 0 )=0.

Un punto x 0 in cui una funzione f sia derivabile e si abbia f (x 0 )=0si dice punto critico (o stazionario) per f. Il teorema di Fermat aerma dunque che: se f è definita in un intorno completo di un suo punto di estremo x 0 ed è derivabile in x 0,allorax 0 deve essere punto critico per f. Non vale invece il viceversa: un punto critico può non essere punto di estremo. 100 50 Ad esempio x 0 =0non è punto di massimo né di minimo per la funzione f (x) =x 3, nonostante si abbia f (0) = 0. -4-0 0-50 -100 x 4 Disporremo più avanti di tecniche per stabilire se un punto critico sia punto di estremo o meno. Nello studio dei punti di estremo (relativo o assoluto) di una funzione f su un intervallo I, è utile tener presente che essi sono da ricercarsi tra i punti delle tre classi individuate dal seguente: Corollario (ricerca di punti di estremo). Se x 0 è punto di estremo per una funzione f su un intervallo I, allora vale una ed una sola delle seguenti alternative: x 0 è un estremo dell intervallo I x 0 è interno all intervallo I ed f non è derivabile in x 0 x 0 è interno all intervallo I ed è punto critico per f. Osserviamo che ciascuna delle tre classi (estremi di I, punti di non derivabilità di f, punti critici interni ad I) può contenere punti che non sono estremanti.

Esempio. Determinare massimo e minimo assoluti della funzione f (x) = x +cosx sull intervallo I =,. 3 f è derivabile ovunque, eccetto nel punto x 0 =0(altrimenti x = f (x) cos x sarebbe derivabile in x 0 per dierenza, mentre non lo è). x = 0si ha f (x) =signx sin x e quindi f (x) =0 sin x =signx, cioè sin x =1 x (0, ] sin x = 1 x, 0. 3 Il secondo sistema è impossibile. Il primo fornisce il punto x 1 =, unico punto critico di f in I. max I f e min I f esistono per il teorema di Weierstrass e i punti in cui sono assunti sono necessariamente tra i punti a =, b = (estremi di I), x 3 0 =0(punto di non derivabilità), x 1 = (punto critico interno ad I). Si ha f (a) = + 1 3 = 1.5, f (b) = 1 =. 14, f (x 0 )=1, f (x 1 )= = 1.57 e quindi risulta max f = f () = 1 e min f = f (0) = 1. I I