L'OSSERVAZIONE PARTECIPANTE

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L'OSSERVAZIONE PARTECIPANTE Si entra nell ambito della ricerca qualitativa. Non solo tecniche differenti dalle precedenti, ma forma mentale e filosofia di fondo radicalmente diverse. Le tecniche di analisi qualitativa non sono ben distinte tra loro né dal punto di vista concettuale né applicativo (ricerca etnografica, sul campo, studi di comunità, osservazione partecipante, ricerca naturalistica; interviste in profondità, libere, non-strutturate, cliniche, storie di vita, storia orale, studio di caso, uso dei documenti). 1

Il percorso della ricerca è difficilmente schematizzabile in fasi separate e distinte (raccolta dei dati e analisi spesso si intrecciano). Non c è un itinerario lineare fatto di stadi che si susseguono in maniera preordinata. Non esiste un corpo di tecniche formali equivalente all analisi statistica. Le elaborazioni si sviluppano secondo criteri personali; entra in gioco la sensibilità soggettiva (è un esperienza!). 2

E possibile raggruppare le tecniche di rilevazione della ricerca qualitativa in tre grandi categorie: osservazione diretta (osservare); interviste qualitative (interrogare); uso di documenti (leggere). 3

L OSSERVAZIONE PARTECIPANTE è la tecnica principale di raccolta dati sul comportamento non verbale. Non si tratta di semplice osservazione (come per l esperimento) ma di coinvolgimento ed interazione. Si passa cioè dal versante positivista a quello interpretativo. 4

L osservazione partecipante è una strategia di ricerca nella quale il ricercatore si inserisce:. in maniera diretta (quindi in prima persona). per un periodo di tempo relativamente lungo (fino a qualche anno) in un determinato gruppo sociale. preso nel suo ambiente naturale. instaurando un rapporto di interazione personale con i suoi membri. allo scopo di descriverne le azioni e di comprenderne, mediante un processo di immedesimazione, le motivazioni (vedere il mondo con gli occhi dell osservato). 5

Il ricercatore osserva e partecipa la vita dei soggetti studiati. Ma soprattutto entra a far parte del fenomeno sociale, scende sul campo, vive come e con le persone. I principi di fondo sono : - comprensione, «visione dal di dentro»; - piena partecipazione alla vita degli attori sociali. 6

Nell osservazione partecipante coinvolgimento ed immedesimazione non sono da evitare ma sono cercati. Oggettività e distanza non sono più dei valori. Non c è contaminazione dei dati attraverso l interpretazione soggettiva. In ogni caso, il ricercatore deve mantenere l equilibrio tra la posizione del "marziano" (guarda con diffidenza) e quella del "convertito" (appassionata identificazione). 7

L osservazione partecipante nasce nella ricerca antropologica fra il XIX e il XX secolo. - Malinowski (Argonauti del Pacifico occidentale, 1922) Mette in crisi il modello dell antropologia ottocentesca. Il nuovo l obiettivo è afferrare il punto di vista dell indigeno. In ambito sociologico: Scuola di Chicago (anni 20-30) Studi sulla società urbana americana, attenzione ai fenomeni della devianza e marginalità sociale. L obiettivo era quello di applicare nello studio delle culture urbane lo stesso approccio dell antropologia. 8

CAMPI D'APPLICAZIONE La tecnica dell osservazione partecipante è particolarmente utile : - quando si sa poco di un certo fenomeno (nuovo movimento politico, evento sociale imprevisto); - quando esistono forti differenze fra punto di vista interno ed esterno (gruppi etnici, gruppi professionali, partiti e sindacati); - quando il fenomeno è riparato da sguardi estranei (rituali religiosi, vita familiare, rapporto medicopaziente); - quando il fenomeno è occultato (devianza, sette religiose, associazioni segrete). 9

Si parla di sociologia autobiografica per indicare lo studio di una realtà della quale il ricercatore ha fatto o fa parte (esperienza di vita come occasione di ricerca). Tuttavia, l autobiografia che diventa ricerca non è il caso ideale di osservazione partecipante (dovrebbe essere incontro di culture e non solo rapporto su un esperienza soggettiva). 10

Nella ricerca sociologica l osservazione partecipante è stata applicata a due tipi di studi: Studi di comunità Risentono del modello etnografico. Si tratta di ricerche condotte su piccole comunità sociali, autonome, territorialmente definite e culturalmente chiuse. (Esempi: studio dei coniugi Lynd in una piccola città di provincia; studio di Banfield in una comunità montana del Sud Italia). 11

Studi di subculture All inizio studi sui «diversi» e sulle culture alternative (devianza, marginalità urbana, ghetti, immigrazione). Esempi: Whyte (studio sulla criminalità organizzata e sulla struttura sociale di uno slum italiano a Boston); Jankowski (studio sulle gang); Anderson (studio sugli hobos). In generale, Scuola di Chicago. 12

Successivamente, studi sulla «normalità sociale» : - studi su segmenti della cultura ufficiale (ad es. sul lavoro operaio); - etnografia organizzativa: analisi delle organizzazioni come culture (conoscenze condivise, modelli di riferimento, regole non scritte, processi decisionali) Esempi: Gouldner (modelli di burocrazia, scioperi) Atkinson (cultura dei medici e definizione della malattia), Corsaro (studi sulla cultura dei bambini). 13

OSSERVAZIONE PALESE E DISSIMULATA Come deve essere l osservazione? Palese o dissimulata? Paradosso dell'osservatore (Labov): vogliamo osservare come la gente si comporta quando non è osservata. Da cui deriva la necessità dell osservazione dissimulata: l essere umano se sa di essere osservato si comporta diversamente, diventa reattivo (effetto Hawthorne). 14

Svantaggi dell osservazione dissimulata: - morale (ruolo di «spia»); - disagi e scarsa naturalezza per il ricercatore; - rischio di essere scoperti; - ostacolo possibile alla comprensione (troppa compenetrazione può impedire domande «ingenue» che può fare invece il partecipante riconosciuto come tale). Va ricordato che, col passare del tempo, il comportamento degli "osservati" ritorna normale (perché l osservatore viene accettato). 15

Il problema di dissimulare non si pone quando l ambiente è aperto (ad es. studio sul comportamento della folla) o quando il ricercatore è naturalmente inserito (operatore in comunità, insegnante in classe). In altri casi si può omettere non esplicitando il ruolo (ad es. il ricercatore che si fa assumere in fabbrica). In altri ancora può essere semi-dissimulato ossia rivelato solo ad alcuni (come negli studi di comunità). In generale nei piccoli gruppi l esplicitazione del ruolo è raccomandata. 16

ACCESSO Scelto il caso e stabilita la modalità di osservazione il primo problema da affrontare è l accesso. Fondamentale è il ruolo dei mediatori culturali. Il mediatore culturale è una persona che gode della fiducia della popolazione studiata e che, nello stesso tempo, per le sue caratteristiche culturali, è in grado di capire le motivazioni e le esigenze dell etnografo. 17

Ci si basa sul ricorso alla credibilità e al prestigio di uno dei membri del gruppo per legittimare l osservatore e farlo accettare dal gruppo. Esempi: - Whyte (studio sulla criminalità organizzata): contatto con Doc, giovane conosciuto nel quartiere e che aveva lavorato con i servizi sociali; - Cole (studio sulla cultura del lavoro): contatti con lavoratori e sindacati per farsi assumere in una fabbrica giapponese. In generale, le caratteristiche del ricercatore non devono essere troppo distanti da quelle degli osservati. 18

Oltre ai mediatori culturali, per entrare sono fondamentali anche gli informatori. Si tratta di individui della comunità che l osservatore utilizza per acquisire informazioni ed interpretazioni. Sono a volte testimoni privilegiati (collocati in posizioni strategiche). Possono essere istituzionali (investiti di un ruolo formale nell organizzazione) o non istituzionali (direttamente appartenenti al gruppo e alla cultura oggetto di studio). 19

CHE COSA OSSERVARE Non si può osservare tutto. L osservazione partecipante deve essere selettiva. Primo criterio: osservare ciò che viene stabilito dalla teoria (anche se la rilevazione empirica ha un ampia autonomia). Caso estremo: grounded theory (enfatizza la scoperta al punto da ignorare la teoria e qualunque idea preconcetta). Rischi: mancanza di punti di vista, incapacità di fare ordine. 20

Posizione più moderata: concetti sensibilizzanti (Blumer). La ricerca dell osservatore partecipante (come quella di qualsiasi ricercatore qualitativo) non si svolge nel vuoto, non prende l'avvio da una sorta di tabula rasa, ma è guidata, soprattutto all inizio, da una particolare «sensibilità» verso certi concetti piuttosto che altri Tutto questo, naturalmente, sempre tenendo presente che l osservazione partecipante «differisce dagli altri metodi di ricerca in quanto il ricercatore seleziona gli oggetti di osservazione, decide che cosa chiedere e forgia i suoi interessi nel corso della ricerca stessa.. [Lofland e Lofland, 1995, 5] (Testo p. 381) 21

Classificazione dei possibili oggetti di osservazione: Contesto fisico Osservazione della conformazione strutturale degli spazi in cui si sviluppa l azione sociale studiata. Le caratteristiche fisiche sono in genere espressione (ed elementi di condizionamento) delle caratteristiche sociali; Contesto sociale E l ambiente umano: persone che vivono nel quartiere, gruppi presenti, dimensioni, ecc. 22

Interazioni formali Quelle che avvengono fra gli individui dentro le istituzioni-organizzazioni, in cui ruoli e relazioni sono prestabiliti e prefissati; Interazioni informali Sono l elemento centrale dell osservazione, ma anche il più difficile perché numerose, differenti. L importante è stringere il campo di osservazione; Interpretazioni degli attori sociali E l interazione verbale con l osservato. L interrogazione è sia colloquio informale che intervista formale. 23

REGISTRAZIONE DELL'OSSERVAZIONE Assume la forma di stesura di appunti o resoconto giornaliero. Nell osservazione partecipante non ci si può affidare esclusivamente alla memoria (limiti di quantità di informazione; rischio di selezione e distorsione del materiale memorizzato). Quando si registrano le note quotidiane vanno separate: a) descrizione dei fatti, luoghi, persone (oggettiva); b) interpretazione degli avvenimenti (soggettiva). 24

L atto della registrazione si scompone in tre aspetti Quando registrare Va fatto il più vicino possibile all accadimento (diario quotidiano); Che cosa registrare: Le note devono riguardare: a) la descrizione dei fatti; b) l interpretazione del ricercatore (riflessioni teoriche e reazioni emotive); c) le interpretazioni dei soggetti studiati (frasi, conversazioni); Come registrare Vanno garantiti i principi della distinzione fra le parti (separazione tra resoconto e commento) e della fedeltà della registrazione. 25

L'ANALISI DEL MATERIALE EMPIRICO E la parte più difficile dell osservazione partecipante. Il ricercatore deve riuscire a vedere la realtà sociale sia secondo una prospettiva dall interno (insider perspective) sia dall esterno (outsider perspective). Deve passare dal linguaggio dei «nativi» (costrutti di primo ordine) alle categorie concettuali della teoria (costrutti di secondo ordine). 26

Poche sono le regole che possono essere date per l analisi del materiale empirico perché sono determinanti le componenti individuali e l interazione. Si tratta di un processo continuo che si sviluppa in parte nel corso della stessa osservazione (intreccio di osservazione ed analisi) e che ha i caratteri della retroattività e ciclicità (la riflessione teorica ritorna sugli elementi osservativi e li rilegge). Un problema comune è il cosiddetto "dramma della selezione": molto del materiale raccolto deve essere abbandonato per mantenere la linea interpretativa. 27

FASI DELL ANALISI Descrizione Non è solo il resoconto sensoriale (thin description) ma anche una descrizione densa di significato (thick description), inserita nel contesto culturale e storico e quindi difficile da decifrare. Classificazione Il ricercatore deve cogliere ricorrenze nel tempo e similitudini tra gli oggetti sociali, che permetteranno di costruire classificazioni. 28

Per classificare si possono individuare: - sequenze temporali; Ricci e Salierno, Il carcere in Italia [1971] L'ingresso in carcere è descritto in una serie di passaggi elementari: l'arresto, la traduzione nella caserma dei carabinieri, le impronte digitali, la notifica del mandato di cattura, la traduzione in carcere, il passaggio simbolico della portineria, l assegnazione di un numero al detenuto, la perquisizione, la consegna di coperte e gavetta), l'isolamento. 29

- classi sulla base di similarità/dissimilarità. Ricerca di Walum sul cerimoniale dell apertura della porta (1974). Studio in un college americano. Riguarda la situazione in cui due estranei di sesso diverso devono entrare nello stesso momento. Classificazione dei soggetti in 5 tipi: confusi, sfidanti, umanitari, tradizionalisti, ribelli 30

Individuazione delle dimensioni della classificazione Si individuano le caratteristiche che rendono i tipi differenti tra loro. Un modo più generale per leggere il materiale empirico è quello di individuare i temi culturali che attraversano la società studiata (ad esempio la visione darwinistica dei rapporti sociali nella ricerca sulle gang di Jankowski, il familismo amorale nella ricerca di Banfield). Non sempre è possibile trovare un tema culturale forte in grado di interpretare una vasta gamma di episodi e comportamenti osservati. 31

L ultimo aspetto da tenere in considerazione è lo stile di scrittura. Deve essere: - riflessivo: scritto in prima persona, non impersonale, con descrizione di un esperienza di osservazione e con una appendice autobiografica; - narrativo: simile alla stile letterario del racconto, della cronaca giornalistica; non c è astrazione teorica né astrazione quantitativa; deve essere un modo naturale di descrivere la realtà, analogo al racconto di una storia. 32

L'OSSERVAZIONE IN MICROSOCIOLOGIA La tecnica dell osservazione partecipante nasce all interno dell antropologia per studiare e descrivere una cultura «diversa». Viene poi applicata in sociologia per studiare le «tribù urbane» (segmenti diversi, subculture alternative). Il punto di arrivo è lo studio della vita ordinaria (studio della propria cultura, dei significati nascosti della quotidianità). 33

MICROSOCIOLOGIA Interazionismo simbolico (Mead, Blumer, anni 30) Grande importanza al processo di interpretazione. Gli esseri umani si comportano nei confronti di cose e persone in base ai significati che esse hanno per loro. I significati sono sempre sociali, appresi nell interazione e fatti propri attraverso un processo di interpretazione. Goffman (anni 70): studio della vita quotidiana e dei rituali dell interazione (vita come metafora del teatro, distinzione tra palcoscenico e retroscena). 34

Etnometodologia (Garfinkel, anni 40) E l analisi dei metodi ordinari che la gente ordinaria usa per mettere in atto le proprie azioni ordinarie, per decodificare il mondo. E la scienza del mondo quotidiano, del ragionamento pratico di senso comune. L obiettivo è individuare, portare alla luce le norme implicite dell agire quotidiano attraverso la rottura delle tacite convenzioni. (Esempi di esperimenti etnometodologici: avvicinarsi oltremisura ad una persona durante una conversazione, bere nei bicchieri degli altri, parlare da soli per strada). 35

Interazionismo simbolico ed etnometodologia hanno sviluppato intensamente le tecniche osservative (spesso di pura osservazione senza partecipazione. Esempi: studi sul modo di salutarsi, sulla genesi dell applauso e delle manifestazioni di dissenso, sul modo in cui la gente si sposta per strada) Tutte le correnti della microsociologia hanno in comune: Oggetto: azioni della vita quotidiana; Obiettivo: interpretarle, svelare i significati nascosti (problematizzazione dell'ovvio). 36

CONCLUSIONI I principali problemi della tecnica dell osservazione partecipante sono: Soggettività (del ricercatore) Il ricercatore è lo strumento della ricerca, nel senso che filtra tutta la rilevazione. E una cultura che studia una cultura (di fronte allo stesso oggetto di studio un ricercatore norvegese ed uno indiano danno probabilmente interpretazioni differenti); 37

«Ciò che chiamiamo i nostri dati sono in realtà le nostre interpretazioni delle interpretazioni di altri su ciò che fanno loro e i loro compatrioti... Già al momento dell'esposizione dei fatti veri e propri noi stiamo dando spiegazioni; e, quel che è peggio, spiegazioni di spiegazioni» [Clifford Geertz, 1973, trad. it. 1987, 45-46]. 38

Non generalizzabilità (dei casi studiati) L osservazione partecipante studia in genere pochi casi; i risultati descrivono fenomeni unici, non classi di fenomeni; Non standardizzazione (delle procedure) I percorsi di ricerca sono specifici e gli studi non sono replicabili. Tuttavia va ricordato che soggettività dell osservazione, unicità del caso studiato e irripetibilità del percorso di ricerca sono un limite ma anche una risorsa (per la ricchezza di stimoli che produce). 39