Malattie radicali del ciliegio

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Malattie radicali del ciliegio

Antonio Stola MALATTIE RADICALI DEL CILIEGIO saggio di botanica

www.booksprintedizioni.it

Copyright 2014 Antonio Stola Tutti i diritti riservai

A tutti gli operatori del settore cerasicolo. Alla loro tenacia, ed esperienza alla cerasicoltura Italiana, perché tale settore, si espanda.

Prefazione Il ciliegio, è coltura antica, di origine asiatica, portata in Italia, con i romani. È un frutto ricco di zuccheri, vitamine, potassio e fosforo. Possiamo classificare i ciliegi, in dolci o acidi. I ciliegi acidi comprendono, amarene, visciole, marasche. Le ciliege, a seconda delle loro caratteristiche servono, per il consumo fresco, per essere conservate in alcol, o per produrre, marmellate, o vari tipi di bevande alcoliche (maraschino, kirsch, ratafià, cherry, cerasella ), ma anche vini aromatizzati, o per produrre ciliege sciroppate, ciliegie candite, ecc Le varietà che trovai, tra il 1989 e il 1995, sulle Murge, erano, per lo più rappresentate, dalla bigarreau moreau, e ferrovia, che, non autoimpollinandosi, si impollina- 9

vano, a file alternate fra loro. Tuttavia, nelle zone più fredde, delle Murge ci sono le varietà, appartenenti al gruppo delle durone, più tardive e resistenti al freddo. Oggi si sono affermate varietà estere, ma, a volte, troviamo, in qualche giardino, anche, ciliegi da fiore, con fioritura, molto appariscente. Dal punto di vista dell'economia agraria, il settore cerasicolo, in Puglia, sta conquistando aree sempre maggiori, spingendosi, dalle Murge, sino al nord barese. Il segreto dell'espansione del ciliegio, realizzata da non molto tempo, è data dall'adozione di un portinnesto, cosiddetto nanizzante, che ha portato l altezza di questa pianta, dagli 8-10 metri, che ritroviamo nel Centro e Nord Italia, altezza dovuta all'utilizzazione, in particolare, del ciliegio franco, agli attuali, circa 3 metri, di altezza, che riscontriamo, da noi, in Puglia. Questa riduzione di altezza, è dovuta ad un particolare portinnesto, che è detto, megaleppo, o ciliegio S. Lucia (o prunus mahaleb), come nome scientifico. Tale portinnesto, sa- 10

rà esaminato, nei capitoli successivi dal punto di vista economico. Il ciliegio in Puglia, si estende per 17.000 ha, il 38%, circa, dell'attuale estensione nazionale, ma, per la maggior parte, è localizzato nella Provincia di Bari e richiede, circa, 600 ore\ha\anno, di lavoro, concentrate, nel periodo della raccolta,, per l esattezza, l 85% delle ore lavoro è concentrata in tale periodo, richiedendo intensa manodopera, in periodi limitati dell anno, più di quanto, accada, per la vite, dove, c è una rilevante richiesta di manodopera, specializzata, nel periodo, della vendemmia. Continuando l esame dei dati economici, riportati, però all epoca in cui fu effettuato il rilevamento in questione (che condussi, devo riconoscerlo, in maniera approssimativa, ma con mezzi, non sempre, idonei), posso affermare, che allora, l Italia, aveva una superficie a ciliegio, intorno al 1995, di 106.000 ha, con una produzione, di 1 450 000 q.; la produzione era concentrata, in Campania (315.000 q.), Puglia (522.000 q.), Emilia (237.000 q.), Veneto (114.000 q.). La forma di allevamento adottata, è 11

definita a vaso, e tale forma, comporta, una rarefazione, della chioma, al centro dell albero, per fare entrare, luce e ossigeno all interno, della stessa,, migliorando e anticipando, la maturazione, dei frutti. Ho osservato anche altre forme di allevamento del ciliegio, come la palmetta, di vario tipo e di vario genere, come se fossero simili, ai rami, ad un ventaglio. Rilevai, tale forma di allevamento, in pochi punti della Puglia, oltre alla Provincia di Bari, il ciliegio, era presente, sotto forma di piccole estensioni, o di poche piante, in orti familiari; con un certo orgoglio, posso affermare che, dopo pochi mesi di osservazioni, ero giunto alla convinzione di non poter trovare tale malattia, quando un gruppo di agricoltori, ad una mia descrizione di questa, mi raccontò di aver visto, un mucchio di legname con delle radici coperte da una muffa bianca, che emanava un forte odore di funghi. Tale muffa bianca si trovava su radici di ciliegio. Mi fu indicata infatti, la frazione, di un paese, che non conoscevo, nel tarantino: Specchia Tarantina, frazione, di Martina Franca. Senza falsa retorica, è anche a questo 12