LE RELAZIONI INDUSTRIALI: I MODELLI

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LE RELAZIONI INDUSTRIALI: I MODELLI Elaborazione a cura del progetto EQuIPE 2020 Il percorso formativo è organizzato dal progetto EQuIPE 2020, finanziato nell ambito del PON SPAO con il contributo del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 e realizzato da Anpal Servizi S.p.A.

Modelli di relazioni industriali e modelli istituzionali Su quali elementi si basano i Modelli di relazioni industriali? I modelli di relazioni industriali nascono dal rapporto storicamente dato con i modelli politico-istituzionali, economici e di welfare: modelli di welfare scandinavo, anglosassone, continentale, mediterraneo modelli di capitalismo (anglosassone, renano, nipponico, italiano) Nella determinazione dei nuovi modelli di relazioni industriali, infatti, la storia istituzionale e sociale (path dependence e policy legacy) di ciascun paese ha un forte impatto. Tali modelli possono essere basati su: 1. pluralismo contrattuale e conflittuale 2. pluralismo organizzato, neocorporativismo, concertazione, partecipazione, collaborazione, etc. 2

Cambiamenti sociali e modelli di relazioni industriali Quali dimensioni oggettive e soggettive hanno implicazioni rilevanti nelle relazioni industriali? 1. Cambiamento strutturale dell economia globalizzata e delle prerogative degli attori sociali e politici (governance multilivello dei processi, networking, asimmetria delle relazioni) 2. Caratteristiche del sistema produttivo e dei modelli di impresa 3. Mutamento delle caratteristiche della forza lavoro (femminilizzazione, nuovi equilibri generazionali, maggiore qualificazione e/o istruzione) 4. Valorizzazione delle attitudini e dei bisogni soggettivi (valori postmaterialisti, autorealizzazione, condivisione). Ciò riflette una diminuzione delle richieste prevalentemente di tipo «distributivo», che pure permangono, e produce conflitti e domande sociali anche relative alla sfera del riconoscimento di identità, dei modelli di relazione e di famiglia, degli stili di vita e delle specificità culturali 3

Il modello basato sul pluralismo contrattuale e conflittuale Quali sono i fattori che caratterizzano il modello di relazioni industriali basato sull approccio pluralistico conflittuale? L approccio pluralistico conflittuale vede nella contrattazione non solo uno scambio di natura economica tra le parti, ma il fattore di regolazione del rapporto di lavoro, e quindi anche di elementi eccedenti la dimensione strettamente economica. Le istituzioni delle relazioni industriali consentono di produrre un risultato meno conflittuale rispetto all input di partenza, raggiunto attraverso un riconoscimento di legittimazione degli attori (imprese e rappresentanze dei lavoratori) nella contrattazione («autonomia delle parti sociali») e non da fattori esterni (legislazione, livello politico). Lo strumento di regolazione tipico è la contrattazione collettiva, la cui struttura presenta gradi notevoli di autonomia e scarsa centralizzazione. Il conflitto è incanalato nella struttura e nelle regole della contrattazione tra le parti e può avere obiettivi difensivi, rivendicativi o organizzativi, mostrando connessioni verificate con l'andamento dell'economia, con le situazioni politiche e con i livelli di sindacalizzazione. 4

Il modello basato sul pluralismo organizzato (modello collaborativo) 1 di 3 Come nasce il modello collaborativo e come cambia la contrattazione collettiva? Il modello collaborativo (anche definito come pluralismo organizzato, neocorporativismo, concertazione o modello partecipativo) nasce dalla reazione alla crisi del modello pluralista La contrattazione collettiva continua a svolgere un ruolo decisivo nella regolazione, affiancandosi a forme di partecipazione nelle imprese e nella gestione delle politiche economiche più generali (ruolo dello Stato). Può mantenere una struttura autonoma ma è fortemente controllata al suo interno dai livelli centrali di negoziazione (modello di rappresentanza con specializzazioni e differenziazioni tra i livelli) Storicamente i criteri politici si affiancano a quelli di mercato, con effetti di moderazione o composizione dei contrasti di interesse Possono diffondersi criteri di regolazione di carattere associativo-collaborativo. Tuttavia, raramente la partecipazione è attuata senza un ruolo dello Stato o di una forte dimensione regolativa 5

Il modello basato sul pluralismo organizzato (modello collaborativo) 2 di 3 Quali sono le implicazioni a monte della partecipazione? Il modello collaborativo (anche definito come pluralismo organizzato, neocorporativismo, concertazione o modello partecipativo) nasce dalla reazione alla crisi del modello pluralista Le implicazioni a monte della partecipazione, interne ed esterne alle relazioni tra le parti, possono essere: un modello di rappresentanza differente (ad es. nel modello tedesco la contrattazione collettiva è prerogativa dei sindacati, mentre la partecipazione è dei lavoratori) un orientamento dell organizzazione del lavoro centrata sulla partecipazione più che su nuovi impianti normativi condizioni di contesto facilitanti (governi pro-labor, ampia dotazione di welfare state, centralizzazione politica, etc.), con varianti (scambio politico, unità d azione senza unità organizzativa, welfare non universalistico come nel caso dell Italia). L interventismo pubblico/legislativo può rappresentare sia un opportunità sia un rischio poiché offre risorse compensative e risolve impasse della contrattazione, ma può limitare i caratteri pluralistici delle rappresentanze del lavoro e dell impresa. 6

Il modello basato sul pluralismo organizzato (modello collaborativo) 3 di 3 Alcuni possibili casi di esperienze collaborative: A Intensificazione dei processi di informazione, consultazione e partecipazione B Sperimentazioni ad hoc mediante commissioni paritetiche C Attivazione diretta della partecipazione ai processi produttivi (gruppi di miglioramento, team, etc.) D Relazioni con altre dimensioni sociali partecipative (es. welfare territoriale) sia attraverso Corporate social responsability sia attraverso relazioni industriali in senso stretto 7

Il modello collaborativo della Ducati Motor Holding S.p.A. Contratto integrativo e di partecipazione (Ducati Motor Holding spa, 4 marzo 2015) Nuovo Sistema di relazioni industriali basato sulla trasparenza e la condivisione delle informazioni aziendali Avvicinamento alla Charta dei rapporti di lavoro del Gruppo Volkswagen Sinergia tra: sistema informazione/consultazione sistema premiante basato su un metodo di miglioramento continuo e mirato alla riduzione degli sprechi partecipazione formalizzata (commissioni bilaterali) innovazione organizzativa (gruppi di miglioramento) Ampia dotazione di interventi di responsabilità sociale d impresa, sostenibilità ambientale, conciliazione e contributi di welfare aziendale (in connessione con servizi e criteri di welfare territoriale) 8

Il modello collaborativo della Corneliani S.p.A. Dalla produzione al welfare aziendale (Corneliani, Verbale di accordo 13 novembre 2012) Un accordo di secondo livello in cui il benessere delle persone è utilizzato come strumento di coinvolgimento per un recupero di efficienza e a un miglioramento della qualità del prodotto Sistema avanzato di opportunità di conciliazione vitalavoro e commissioni tecniche su organizzazione del lavoro e qualità di processo/prodotto Attenzione alle risorse umane: formazione e welfare aziendale Convenzioni con supermercati, esercizi commerciali e servizi di vario genere (distributori, grandi magazzini, asili, etc.) L azienda, a partire dal 2013, versa per conto di tutti i dipendenti (dirigenti esclusi) una quota di 10 per l adesione al Polo sociale di Mantova, un consorzio di aziende con finalità sociali, attive in diversi campi di attività (servizi alle persone, produzione, distribuzione, etc.) a finalità mutualistica. 9

Materiale a cura di Anpal Servizi S.p.A. CREDITI Realizzazione: Progetto EQuIPE 2020 - Efficienza e Qualità del Sistema, Innovazione, Produttività e Equilibrio vita lavoro Contenuti a cura di: EQuIPE 2020 Diritti: Anpal Servizi S.p.A. Sviluppo a cura di: E-CO e-learning studio Srl Licenza Creative Commons: CC BY-NC-ND 4.0 Aggiornamento: Febbraio 2017 Per informazioni: worklifebalance@anpalservizi.it Il percorso formativo è organizzato dal progetto EQuIPE 2020, finanziato nell ambito del PON SPAO con il contributo del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 e realizzato da Anpal Servizi S.p.A.