QUESITO DEBITO ESPRESSO IN VALUTA ESTERA



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Transcript:

QUESITO DEBITO ESPRESSO IN VALUTA ESTERA ATTENZIONE: la risposta ai quesiti è stata formulata attenendosi alle leggi vigenti all' epoca della richiesta. Pertanto si consiglia di verificare se da detta data sono state emanate delle norme o delle disposizioni ministeriali che hanno modificato il trattamento tributario dell' oggetto del quesito. Le risposte ai quesiti non costituiscono in alcun caso servizi di consulenza coperti da riserva professionale; le risposte vengono formulate con diligenza e facendo ricorso alla normativa in essere al momento del quesito. La responsabilità di conformarsi alle indicazioni fornite è interamente lasciata all' utente che in nessun caso potrà rivalersi nei confronti dell' estensore.

Servizio Quesiti Area: QF 2 marzo 2006 IL QUESITO Al 31.12.2005 devo registrare come fatture da riceve alcune fatture in valuta (dollaro) datate inizio dicembre o fine novembre. E' giusto utilizzare il cambio del dollaro alla data della fattura in maniera tale che con il cambio al 31.12.2005 generi una differenza cambi o utilizzo il cambio del dollaro al 31.12.2005? LA RISPOSTA Veniamo dunque al quesito posto indicando innanzitutto alcune delle principali novità introdotte dalla riforma del diritto societario che riguardano proprio il trattamento contabile, la valutazione e la rappresentazione in bilancio delle operazioni in valuta. Trattamento civilistico. Gli articoli del Codice Civile interessati da tale modifica sono stati: ARTICOLO C.C. art. 2425 art. 2425-bis art. 2426 CONTENUTO nello schema di Conto economico è aggiunta la nuova voce C.17-bis denominata Utili e perdite su cambi I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. Le attività e le passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e l eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo. I crediti e i debiti commerciali nascenti da operazioni in valuta devono essere iscritti in contabilità utilizzando il tasso di cambio della data in cui l operazione è compiuta (tasso di cambio storico). Alla data di chiusura dell esercizio, in base a quanto stabilito dalla riforma, sarà necessario procedere alla valorizzazione degli stessi al cambio corrente di fine esercizio. La differenza tra il valore iscritto a fine esercizio e il valore iscritto in contabilità al momento in cui il credito/debito è sorto andrà iscritta nella nuova voce C.17-bis Utili e perdite su cambi del Conto economico. Inoltre, tenuto conto che la rappresentazione in bilancio avviene a valori correnti e dunque non realizzati, l art. 2427 del C.C, al n. 6-bis, richiede in Nota integrativa l'indicazione di: "eventuali RIPRODUZIONE VIETATA Pag 1

effetti significativi delle variazioni nei cambi valutari verificatesi successivamente alla chiusura dell esercizio". Infatti, considerando che le eventuali variazioni nei tassi di cambio verificatesi dalla data di chiusura dell esercizio alla data di predisposizione del bilancio sono di competenza dell esercizio successivo, sarà necessario darne notizia in Nota integrativa spiegando gli effetti che tali variazioni avrebbero prodotto sul risultato dell esercizio. Trattamento contabile. Nel corso dell esercizio, il credito/debito in valuta è rilevato al tasso di cambio del giorno in cui l operazione è compiuta (tasso di cambio storico) con la rilevazione: Costi (B.1) a Debiti esteri v/x (D.7) Qualora il credito/debito al 31.12 non sia stato ancora incassato, in sede di redazione del bilancio occorre adeguarlo al tasso di cambio della chiusura dell esercizio. Ciò determina un utile o una perdita su cambi da conversione e quindi non ancora realizzato. Nel caso di utile su cambi si rileva: Debiti esteri v/x (D.7) a Utili su cambi (C.17-bis) Nel caso di perdita su cambi si rileva: Perdite su cambi (C.17-bis) a Debiti esteri v/x (D.7) Qualora, a seguito della conversione al termine dell'esercizio di tutti i crediti e i debiti espressi in valuta emerga un eccedenza di utili rispetto alle perdite, tale eccedenza deve essere accantonata in apposita riserva da iscrivere nella voce A.VII del patrimonio netto. La predetta riserva, infatti, ha la funzione di non consentire la distribuzione ai soci di un provento che non è stato ancora realizzato in quanto derivante soltanto da un processo di valutazione. ESEMPIO utile d esercizio = 1.000,00 (accantonamento a riserva legale pari al 5%, ossia 50); utili netti su cambi = 250,00 La costituzione della riserva per utili su cambi è così rilevata: Utile d esercizio a diversi Riserva legale Riserva per utili su cambi 50,00 250,00 700,00 1.000,00 La riserva in esame, tuttavia, può essere utilizzata a copertura delle perdite di esercizi precedenti fin dall esercizio della sua iscrizione. Inoltre dall esercizio 2004 non è più possibile effettuare l accantonamento al fondo rischi su cambi in quanto l utile o la perdita derivante dalla valutazione delle poste in valuta affluisce alla nuova RIPRODUZIONE VIETATA Pag 2

voce C.17-bis di Conto economico. Di conseguenza le imprese che a fine esercizio dispongono di un fondo rischi su cambi residuo, dovranno stornarlo con la seguente rilevazione: F.do rischi su cambi (B.2) a Sopravvenienze attive (E.20) Trattamento fiscale. Il D.Lgs 38/2005 ha apportato una rilevante modifica alle norme fiscali in materia di valutazione dei crediti/debiti in valuta estera. Nello specifico il novellato art. 110, c. 2, TUIR sancisce la totale irrilevanza ai fini fiscali degli oneri e dei proventi scaturiti dall adeguamento delle attività e delle passività in valuta al cambio di fine esercizio. Tale norma, che applicando le disposizioni contenute nello Statuto del Contribuente dovrebbe trovare applicazione a partire dall anno di imposta successivo a quello in corso alla data di emanazione del provvedimento (quindi a partire dal 2006) secondo la RM 80/E/2005 emesso dall Agenzia delle Entrate trova invece applicazione già dall esercizio 2005. Quindi già a partire dal bilancio 2005, per la determinazione del reddito imponibile, occorrerà provvedere alla rilevazione: di una variazione in diminuzione pari all importo degli utili su cambi imputati a Conto economico di una variazione in aumento pari all importo delle perdite su cambi imputati a Conto economico Trattandosi di variazioni fiscali temporanee, in quanto riassorbite al momento del realizzo delle poste adeguate, sarà necessario inoltre stanziare le imposte differite (per utili su cambi non tassati) e anticipate (perdite su cambi non dedotte) ESEMPIO 2 VALUTA DEBITO IN VALUTA TASSO ISCRIZIONE DEBITITO IN EURO TASSO AL 31.12.05 Dollaro 1.000,00 1,23 813,00 1,18 Sterlina 2.000,00 0,68 2.941,00 0,70 Iscrizione in bilancio al 31.12.2005: debito $ : 1.000/1,18 = 847,00 debito : 2.000/0,70 = 2.857,00 Quindi ne deriva: perdita su cambi : 847,00 813,00 = 34,00 utile su cambi : 2.941,00 2.857,00 = 84,00 nel modello Unico 2006: variazioni in aumento : 34,00 variazioni in diminuzione : 84,00 Se nel bilancio non vi sono altre rettifiche da apportare allora il calcolo delle imposte anticipate sarà 34 x 37,25% (33% + 4.25%) = 12,66 e la relativa scrittura contabile sarà: Imposte anticipate (SP attivo C.II.4-ter) a Imposte anticipate sul reddito (CE 22) 12,66 RIPRODUZIONE VIETATA Pag 3

mentre le imposte differite saranno 84 x 37.25% = 31,29 e la relativa scrittura contabile sarà: Imposte differite sul reddito (CE 22) a F.do imposte differite (SP passivo B.2) 31,29 RIPRODUZIONE VIETATA Pag 4