Spettrometria di massa

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Transcript:

Jürgen H. Gross Spettrometria di massa Coordinamento e revisione a cura di Enrico Davoli e Claudio Medana

Titolo originale: Jürgen H. Gross Mass Spectrometry A Textbook Copyright 2004, 2011, Springer-Verlag Berlin Heidelberg, second edition Spettrometria di massa Copyright 2016 EdiSES S.r.l. Napoli 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 2021 2020 2019 2018 2017 2016 Le cifre sulla destra indicano il numero e l anno dell ultima ristampa effettuata A norma di legge è vietata la riproduzione, anche parziale, del presente volume o di parte di esso con qualsiasi mezzo. L Editore Fotocomposizione: EdiSES S.r.l. Napoli Fotoincisione: R.E.S. Centro prestampa S.n.c. Napoli Stampato presso: PITTOGRAMMA S.r.l. Napoli Per conto della: EdiSES S.r.l. Piazza Dante, 89 Napoli www.edises.it info@edises.it ISBN 978 88 7959 9078

Autori Hanno collaborato alla traduzione: Ornella Curcuruto, Aptuit, Verona (capitoli 8 e 14) Federica Dal Bello, Università di Torino (capitoli 8 e 14) Enrico Davoli, IRCCS Mario Negri, Milano (capitoli 1,2, 3 e 7) Donata Favretto, Università di Padova (capitolo 6) Pietro Franceschi, Fondazione Mach, S. Michele all Adige (TN) (capitoli 2, 9 e 13) Giuseppe Giordano, Università di Padova (capitolo 10) Claudio Medana, Università di Torino (capitoli 1, 3, 4, 15) Valentina Mileo, Chiesi Farmaceutici, Parma (capitoli 9 e 13) Angelo Palmese, Merck, Guidonia Montecelio (RM) (capitoli 6 e 11) Giuseppe Pieraccini, Università di Firenze (capitolo 4) Barbara Pioselli, Chiesi Farmaceutici, Parma (capitolo 15) Andrea Raffaelli, IFC-CNR di Pisa (capitoli 5, 12) Marco Roverso, Università di Padova (capitoli 6, 10, 11) Alessandro Saba, Università di Pisa (capitoli 2 e 7) Simona Scarpella, Waters Italia, Milano (capitoli 5 e 12) Coordinamento e revisione a cura di: Enrico Davoli IRCCS Mario Negri, Milano Claudio Medana Università di Torino

Prefazione Quando i non-spettrometristi di massa parlano della spettrometria di massa spesso sembra che stiano raccontando una storia tratta dai Racconti di E. A. Poe. La spettrometria di massa sembra essere un metodo misterioso, capace solo di fornire alcune informazioni sul peso molecolare. Purtroppo, le dicerie sul lato oscuro dei metodi analitici raggiungono gli studenti molto prima del loro effettivo contatto con la spettrometria di massa. È possibile che parte delle dicerie siano originate dagli stessi spettrometristi, che tendono ad esaltare ogni spettro di massa ottenuto dalle gigantesche macchine utilizzate inizialmente. Ovviamente alcuni cominciarono con entusiasmo negli anni 50 a sviluppare la spettrometria di massa come parte della fisica e la videro trasformarsi in un nuovo strumento analitico per la chimica. Se aveste chiesto a me, l Autore, appena finito il mio corso introduttivo, se la spettrometria di massa poteva essere la mia area di ricerca preferita, avrei sicuramente negato. D altra parte il laboratorio di spettrometria di massa di J. J. Veith all università di Darmstadt era luminoso e pulito, non aveva odori nauseanti, e quindi contrastava positivamente rispetto al laboratorio di chimica organica preparativa. Numerose flange di acciaio inossidabile e componenti elettronici erano una tentazione da esplorare e oops mi hanno infettato con MSMC (malattia della spettrometria di massa cronica). Rimanere nel gruppo di Veith mi ha trasformato in uno spettrometrista di massa. Libri ispiranti come Foundamental aspects of organic mass spectrometry o Metastable ions, difficili da reperire anche a quei tempi, mi aiutarono molto durante la mia metamorfosi. Dopo aver lavorato durante la tesi di dottorato sui percorsi di frammentazione di ioni immonio isolati in fase gassosa, ho assunto la mia posizione attuale. Dal 1994, sono a capo del laboratorio di spettrometria di massa del dipartimento di chimica dell università di Heidelberg dove tengo corsi introduttivi e seminari sulla spettrometria di massa. Quando gli studenti chiedono quali libri leggere sulla spettrometria di massa, mi rendo conto che ci sono numerose monografie eccellenti, ma che manca un libro di testo ideale almeno secondo me. Infine, incoraggiato da molte persone tra cui P. Enders, Springer-Velag Heidelberg, iniziai due anni di scrittura. Questo volume non sarebbe al suo stato attuale senza la revisione critica di molti capitoli ad opera di esperti del settore. I loro pensieri, correzioni, segnalazioni e commenti sono stati essenziali, e per questo li ringrazio profondamente. A molti produttori di spettrometri di massa e accessori va la mia gratitudine per l invio dei numerosi schemi e fotografie usati in questo libro. L Autore desidera ringraziare gli scienziati, molti dei quali dell università di Heidelberg, che hanno gentilmente concesso di usare il materiale proveniente da ricerche come esempi, insieme agli editori, che hanno concesso i copyrights per l uso delle figure nelle loro pubblicazioni. Estendo la mia gratitudine anche al National institute of standards and technology (G. Mallard, J. Sauerwein) per il generoso permesso ad usare un grande numero di spettri di massa dalle librerie

NIST/EPA/NIH. I miei ringraziamenti vanno anche ai componenti dello staff del mio dipartimento (N. Nieth, A. Seith, B. Flock) per il loro impegno e al personale delle librerie locali per il loro amichevole supporto. Sono inoltre in debito con A. Stephen K. Hashmi, direttore dell OCI, e Heinfried Scöler, preside della facoltà di chimica e scienza della terra, per avermi concesso il permesso di scrivere un libro al di là dei miei obblighi professionali. Nonostante gli sforzi, rimarranno alcuni errori e passaggi errati. Gli sbagli fanno parte della natura umana, ma purtroppo non contribuiscono all educazione scientifica o al valore educazionale di un libro di testo. Quindi, non esitate a riportarmi errori o a scrivermi commenti in modo da apportare correzioni per un eventuale edizione futura. Spero che Spettrometria di massa vi introdurrà alle molte sfaccettature della spettrometria di massa e che soddisferà le vostre aspettative. Heidelberg, 2010 Jürgen H. Gross Institute of Organic Chemistry Heidelberg university Im Neuenheimer Feld 270 69120 Heidelberg Germany email: author@ms-textbook.com Nota: La sezione Problemi e soluzioni è stata omessa dalla versione cartacea. È disponibile liberamente (in inglese) su http://www.ms-textbook.com

Prefazione all edizione italiana Dai nostri colloqui riguardanti letture, studio e aggiornamento sulla spettrometria di massa abbiamo spesso sentito il bisogno di fare riferimento a un testo di riconosciuta autorevolezza, che fosse completo e sufficientemente aggiornato. Con l avvicinarsi della pubblicazione di questa traduzione sono stati molti i ricordi che sono emersi dalla mente. Quando ho cominciato a occuparmi di spettrometria di massa (Enrico Davoli) esisteva un libro in italiano: un opera edita in forma di dispense scritta da Danieli e Frigerio e pubblicata da Tamburini nel 1973. All università non avevo studiato la tecnica e ricordo ancora benissimo le figure 1 e 2 del testo, che riportiamo qui sotto 1, come una chiara e illuminante spiegazione del processo di separazione degli ioni e di formazione e interpretazione dello spettro di massa. Il libro che citiamo, nonostante la spettrometria di massa sia stata introdotta in Italia nell immediato dopoguerra 2, rimane al momento uno dei pochi testi in italiano disponibili e, per quanto ormai sia datato, è ancora valido per i concetti di base. Per diversi anni ho visto chi arrivava nel mio laboratorio, generalmente non un chimico, che approfittava del libro e lo sfogliava con interesse. Anche nei corsi universitari, la spettrometria di massa era studiata in modo molto limitato. Mi era sembrata (Claudio Medana) quasi una bizzarria l imbattermi nella versione italiana dell Interpretazione degli spettri di massa di Mc Lafferty 3 su una bancarella. 1 Per gentile concessione dell Autore. Appunti di Spettrometria di Massa. Bruno Danieli, Alberto Frigerio. Tamburini Editore, Milano. 1973. 2 Per una piacevole lettura sulla storia della spettrometria di massa, con ampi riferimenti all Italia, vedi: Archi e tracce. La spettrometria di massa tra fisica e chimica. Francesca Turco. Percorsi della fisica. La Goliardica Pavese Editore. 2004. 3 Guida all interpretazione degli spettri di massa. Fred W. McLafferty. Tamburini Editore. 1972.

Approfittando delle risorse umane tra i soci di IMaSS, Italian Mass Spectrometry Society, abbiamo deciso di tradurre un libro di testo, con il maggior numero di informazioni possibile in italiano. Abbiamo scelto un testo fra i più aggiornati e che coprisse sia la parte di strumentazione, delle tecniche di ionizzazione e dei diversi metodi di accoppiamento con i sistemi cromatografici, che quella di interpretazione degli spettri di massa. È interessante notare come, se nel libro di Danieli e Frigerio vi sono circa 100 pagine sulla strumentazione e sulle tecniche ausiliarie e ben 280 sull interpretazione degli spettri di massa, su questo testo di Jürgen Gross, il capitolo sulla frammentazione è di 50 pagine su oltre 700 pagine di testo. Questo riflette due grandi cambiamenti che ci sono stati negli anni in questa tecnica. Il primo è che le interpretazioni delle frammentazioni negli degli spettri di massa sono una necessità per chi si occupa di analisi untargeted, di composti noti e di composti sconosciuti o in chimica organica, mentre la maggioranza si affida, con più o meno successo, alle librerie e a software di frammentazione che possono essere d aiuto o alle analisi targeted, alla misura di composti noti. Il secondo cambiamento è stato nella grande evoluzione della strumentazione, che, oltre ad avere portato nuovi tipi di tecniche di separazione degli ioni nei laboratori (ad esempio l orbitrap), ha sviluppato le tecniche complesse, in tandem, in maniera impressionante regalandoci strumentazione con potenzialità inimmaginabili fino a qualche anno fa. Certamente questo testo è stato pensato anche per i corsi universitari. La spettrometria di massa è sempre più importante anche per discipline diverse dalla chimica, come la biologia, la medicina, l agronomia, le scienze della terra, ecc., e stanno nascendo corsi ad essa dedicati. Alcuni corsi di studio vengono oggi tenuti in inglese. È ancora utile proporre un testo tradotto? Ci siamo detti di sì. La grande diffusione degli spettrometri di massa ha creato una forte richiesta di personale tecnico e le persone che non hanno studiato la tecnica durante il loro percorso scolastico, troveranno in questo volume molte risposte ai loro quesiti e un aiuto concreto ai loro problemi, senza le difficoltà della lingua straniera. L intento di IMaSS era proprio quello di offrire, a chi utilizza la spettrometria di massa, un testo semplice, aggiornato e completo. Un testo che possa servire sia a chi deve studiare la spettrometria di massa che a chi la deve utilizzare. Ringraziamo i traduttori, gli editori e soprattutto Piero Traldi per la rilettura e correzione complessiva: l ausilio di uno dei pionieri della spettrometria di massa in Italia e i suoi commenti, che riportiamo in forma originale, ci hanno convinto dell utilità di questo lavoro.

È stato un lavoro collegiale in senso molto ampio; la traduzione e le revisioni hanno richiesto molti incontri per completare il lavoro e ci hanno dato molte occasioni e spunti di collaborazione. Speriamo perciò vivamente che la pubblicazione di questo testo possa dare un contributo anche nel rinsaldare i contatti e nel promuovere interazioni nella crescente comunità scientifica e tecnologica italiana che opera nel campo della spettrometria di massa. Enrico Davoli e Claudio Medana Con il patrocinio di

Indice generale Indice generale... IX 1 Introduzione... 1 1.1 Obiettivi e scopi... 3 1.1.1 Capiamo la scatola nera... 5 1.2 Cos è la spettrometria di massa?... 5 1.2.1 La spettrometria di massa... 6 1.2.2 Lo spettrometro di massa... 7 1.2.3 La scala degli spettri di massa... 8 1.2.4 Lo spettro di massa... 9 1.3 Cromatogrammi... 11 1.4 Le caratteristiche della spettrometria di massa... 13 1.4.1 Sensibilità... 13 1.4.2 Limite di rilevabilità... 14 1.4.3 Rapporto segnale/rumore... 14 1.5 Terminologia - aspetti generali... 15 1.5.1 Terminologia di base per descrivere gli spettri di massa... 16 1.6 Unità, quantità fisiche e costanti fisiche... 17 Riferimenti bibliografici... 17 2 Principi della ionizzazione e della dissociazione degli ioni... 21 2.1 Ionizzazione in fase gassosa ed elettroni ad alta energia... 21 2.1.1 Formazione degli ioni... 22 2.1.2 Processi che accompagnano la ionizzazione elettronica... 23 2.1.3 Ioni prodotti mediante ionizzazione di Penning... 24 2.1.4 Energia di ionizzazione... 25 2.1.5 Energia di ionizzazione e localizzazione della carica... 25 2.2 Transizioni verticali... 27 2.3 Efficienza di ionizzazione e la sezione trasversale di ionizzazione... 29 2.4 Energia interna e destino degli ioni... 30 2.4.1 Gradi di libertà... 31 2.4.2 L Energia di comparsa... 32 2.4.3 Energia di dissociazione di legame e calore di formazione... 33 2.4.4 Randomizzazione dell energia... 35 2.5 La teoria del quasi-equilibrio... 37 2.5.1 Aspetti preliminari della QET... 37 2.5.2 Aspetti base della QET... 38 2.5.3 Costanti di reazioni e loro significato... 39 2.5.4 Le funzioni k (E) - esempi classici... 40 2.5.5 La reazione degli ioni descritta dalle funzioni k (E)... 40 2.5.6 Frammentazioni dirette e frammentazioni di riarrangiamento.. 40 2.6 Le scale temporali degli eventi nella spettrometria di massa... 42 2.6.1 Ioni stabili, metastabili e instabili... 43 2.6.2 Scale temporali per spettrometri ad accumulo di ioni... 44

X Indice generale 2.7 Energia interna - implicazioni pratiche... 45 2.8 Reazioni inverse e rilascio di energia cinetica... 46 2.8.1 Energia di attivazione delle reazioni inverse... 46 2.8.2 Rilascio di energia cinetica... 48 2.8.3 Ripartizione delle energie... 49 2.9 Effetti isotopici... 49 2.9.1 Effetti di cinetica isotopica primari... 50 2.9.2 La misura degli effetti isotopici... 51 2.9.3 Effetti di cinetica isotopica secondari... 53 2.10 La misura delle energie di ionizzazione... 54 2.10.1 La misura convenzionale delle energie di ionizzazione... 54 2.10.2 Una maggiore accuratezza nei valori di IE dalla post-elaborazione... 54 2.10.3 Accuratezza della IE - Miglioramenti sperimentali... 55 2.10.4 Processi di fotoionizzazione... 55 2.11 Determinazione delle energie di formazione... 58 2.11.1 Lo spostamento cinetico... 58 2.11.2 Grafici di frammentazione in funzione dell energia... 59 2.12 Basicità in fase gassosa e affinità protonica... 61 Riferimenti bibliografici... 62 3 Composizione isotopica e massa accurata... 67 3.1 Classificazione isotopica degli elementi... 67 3.1.1 Elementi monoisotopici... 68 3.1.2 Elementi di-isotopici... 68 3.1.3 Elementi poliisotopici... 69 3.1.4 Rappresentazione dell abbondanza isotopica... 69 3.1.5 Calcolo della massa atomica, molecolare e ionica... 71 3.1.6 Variazioni naturali nella massa atomica relativa... 73 3.2 Calcolo delle distribuzioni isotopiche... 74 3.2.1 Carbonio: un elemento X+1... 74 3.2.2 Termini correlati alla composizione isotopica... 77 3.2.3 Approccio binomiale... 77 3.2.4 Alogeni... 78 3.2.5 Combinazioni di carbonio e alogeni... 80 3.2.6 Approccio polinomiale... 81 3.2.7 Ossigeno, silicio e zolfo... 81 3.2.8 Elementi poliisotopici... 84 3.2.9 Aspetti pratici dei profili isotopici... 84 3.2.10 Come ricavare informazioni dai profili isotopici... 85 3.2.11 Informazioni da profili isotopici complessi... 86 3.3 Arricchimento isotopico e marcatura isotopica... 87 3.3.1 Arricchimento isotopico... 87 3.3.2 Marcatura isotopica... 88 3.4 Risoluzione e potere risolvente... 88 3.4.1 Definizioni... 88 3.4.2 Risoluzione e sua determinazione sperimentale... 90 3.4.3 Potere risolvente e suo effetto sull intensità del picco... 91 3.5 Massa accurata... 92 3.5.1 Massa esatta e formule molecolari... 92

Indice generale XI 3.5.2 Difetto di massa... 93 3.5.3 Accuratezza di massa... 95 3.5.4 Accuratezza e Precisione... 96 3.5.5 Accuratezza di massa e determinazione delle formule molecolari... 97 3.5.6 Accuratezza di massa estrema - Considerazioni speciali... 98 3.6 Spettrometria di massa ad alta risoluzione applicata... 99 3.6.1 Calibrazione esterna di massa... 99 3.6.2 Calibrazione interna di massa... 101 3.6.3 Stesura delle liste di riferimenti di massa... 103 3.6.4 Chiarimento sull accuratezza di massa... 104 3.6.5 Deltamass... 104 3.6.6 Scala di massa di Kendrick... 105 3.6.7 Diagrammi di Van Krevelen... 106 3.7 Interazione della risoluzione con i profili isotopici... 107 3.7.1 Composizioni isotopiche multiple a risoluzione molto alta... 107 3.7.2 Isotopologhi e massa accurata... 110 3.7.3 Grandi molecole - Profili isotopici a sufficiente risoluzione... 110 3.7.4 Grandi molecole - Profili isotopici a bassa risoluzione... 112 3.8 Stato di carica e interazioni con il profilo isotopico... 112 Riferimenti bibliografici... 114 4 Strumentazione... 117 4.1 Come generare un fascio di ioni... 119 4.2 Gli analizzatori a tempo di volo... 120 4.2.1 Tempo di volo. Principi di base... 120 4.2.2 Analizzatore TOF - Velocità degli ioni e tempo di volo... 121 4.2.3 Analizzatore a tempo di volo lineare... 123 4.2.4 Analizzatore a tempo di volo con reflector... 126 4.2.5 Un vuoto migliore aumenta la risoluzione... 128 4.2.6 Migliorare il potere di risoluzione inserendo un ritardo prima dell estrazione... 128 4.2.7 Conversione da analogico a digitale... 131 4.2.8 Analizzatori TOF ad accelerazione ortogonale... 132 4.2.9 Funzionamento di un analizzatore oatof... 133 4.2.10 Duty cycle... 134 4.2.11 Conversione tempo-segnale digitale... 135 4.3 Gli strumenti a settore magnetico... 135 4.3.1 L evoluzione degli strumenti a settore magnetico... 135 4.3.2 Principio di funzionamento del settore magnetico... 136 4.3.3 L azione di focalizzazione del campo magnetico... 138 4.3.4 Strumenti a settore a doppio fuoco... 139 4.3.5 Geometrie di strumenti a settore a doppio fuoco... 141 4.3.6 Regolare il potere di risoluzione di uno strumento a settore... 143 4.3.7 Innovazioni negli strumenti a settore... 144 4.4 Strumenti a quadrupolo lineare... 146 4.4.1 Introduzione... 146 4.4.2 Il quadrupolo lineare... 147 4.4.3 Potere di risoluzione dei quadrupoli lineari... 151 4.4.4 Quadrupoli, esapoli e ottapoli a sola RF... 152

XII Indice generale 4.5 Trappole ioniche quadrupolari lineari... 155 4.5.1 Trappole ioniche multipolari lineari a sola RF... 155 4.5.2 Analizzatori di massa a trappola ionica quadrupolare lineare a espulsione assiale... 158 4.5.3 Analizzatori di massa a trappola ionica lineare a espulsione radiale... 160 4.6 Trappola ionica quadrupolare tridimensionale... 164 4.6.1 Introduzione... 164 4.6.2 La trappola ionica quadrupolare... 164 4.6.3 Visualizzazione del moto ionico nella trappola ionica... 167 4.6.4 Selezione di massa per stabilità... 168 4.6.5 Selezione di massa per instabilità... 168 4.6.6 Espulsione per risonanza... 169 4.6.7 Modulazione assiale e controllo automatico del guadagno... 170 4.6.8 Risonanze non lineari... 171 4.6.9 Trappola ionica quadrupolare a forma d onda digitale... 172 4.6.10 Sorgenti di ioni esterne per la trappola ionica quadrupolare.. 173 4.7 Risonanza ionica ciclotronica in trasformata di Fourier... 174 4.7.1 Risonanza ionica ciclotronica... 174 4.7.2 Moto ionico ciclotronico... 174 4.7.3 Moto ciclotronico - eccitazione e rivelazione... 175 4.7.4 Ampiezza di banda della frequenza ciclotronica e incertezza energia-tempo... 177 4.7.5 Trasformata di Fourier - principi di base... 179 4.7.6 Criterio di Nyquist... 181 4.7.7 Modi di eccitazione in FT-ICR-MS... 182 4.7.8 Intrappolamento assiale e progettazione di celle ICR... 183 4.7.9 Moto nel magnetron e frequenza ciclotronica ridotta... 184 4.7.10 Rivelazione e accuratezza in FT-ICR-MS... 186 4.7.11 Strumenti FT-ICR... 187 4.8 Analizzatore orbitrap... 189 4.8.1 Orbitrap - principio di funzionamento... 189 4.8.2 Rivelazione degli ioni e potere di risoluzione dell orbitrap... 191 4.8.3 Iniezione degli ioni nell orbitrap... 192 4.8.4 Ibridazione con una trappola lineare quadrupolare... 193 4.9 Strumenti ibridi... 194 4.9.1 Evoluzione degli spettrometri di massa ibridi... 196 4.9.2 Sistemi mobilità ionica - spettrometria di massa... 198 4.10 Rivelatori... 202 4.10.1 Moltiplicatori di elettroni a dinodo discreto... 203 4.10.2 Moltiplicatori di elettroni a canale... 204 4.10.3 Piastre a microcanale... 205 4.10.4 Post-accelerazione e dinodo di conversione... 206 4.10.5 Rivelatori a piano focale... 207 4.11 Tecnologia del vuoto... 208 4.11.1 Sistemi di vuoto di base per spettrometria di massa... 209 4.11.2 Pompe ad alto vuoto... 209 4.12 Acquistare uno strumento... 210 Riferimenti bibliografici... 210

Indice generale XIII 5 Aspetti pratici della ionizzazione elettronica... 223 5.1 Sorgenti ioniche per la ionizzazione elettronica... 223 5.1.1 Struttura di una sorgente ionica di ionizzazione elettronica... 223 5.1.2 Produzione degli elettroni primari... 225 5.1.3 Efficienza complessiva e sensibilità di una sorgente ionica EI... 226 5.1.4 Ottimizzazione della geometria del fascio di ioni... 227 5.2 Introduzione del campione... 228 5.2.1 Sistemi di introduzione a serbatoio o sistemi di introduzione di composti di riferimento... 228 5.2.2 Sonda per l introduzione diretta... 231 5.2.3 Provette per i campioni utilizzabili nelle sonde per l introduzione diretta... 232 5.2.4 Modalità di frazionamento con le sonde a introduzione diretta... 233 5.2.5 Sonda a esposizione diretta... 235 5.3 Spettrometria di massa per pirolisi... 237 5.4 Gas cromatografia... 237 5.5 Cromatografia liquida... 238 5.6 Spettri di massa per ionizzazioni con elettroni a bassa energia... 239 5.7 Analiti per EI... 241 5.8 Analizzatori di massa per EI... 241 5.9 Banche dati di spettri di massa EI... 242 5.9.1 Banca dati di spettri di massa NIST/EPA/NIH... 243 5.9.2 Registro di dati di spettri di massa Wiley... 244 5.9.3 Banche dati di spettri di massa - Aspetti generali... 244 Riferimenti bibliografici... 245 6 Frammentazione di ioni organici ed interpretazione degli spettri di massa ottenuti attraverso Ionizzazione Elettronica (EI)... 249 6.1 Rottura di un legame sigma... 250 6.1.1 Modi convenzionali per scrivere ioni molecolari... 250 6.1.2 Rottura del legame σ in piccole molecole non funzionalizzate... 251 6.1.3 Even-electron rule (la regola degli elettroni pari)... 252 6.1.4 Rottura dei legami σ in piccole molecole funzionalizzate... 254 6.2 Scissione α (α-cleavage)... 255 6.2.1 Rottura α dello ione molecolare dell acetone... 255 6.2.2 La regola di Stevenson... 257 6.2.3 α-cleavage di chetoni alifatici non simmetrici... 259 6.2.4 Ioni acilio e ioni carbenio... 260 6.2.5 α-cleavage nel caso di catene alifatiche contenenti eteroatomi... 262 6.2.6 α-cleavage di amine alifatiche... 262 6.2.7 Regola dell azoto... 265 6.2.8 α-cleavage di eteri e alcol alifatici... 266 6.2.9 Trattenimento della carica all eteroatomo... 268 6.2.10 α-cleavage di tioeteri... 269 6.2.11 α-cleavage di idrocarburi alogenati... 269 6.2.12 Doppio α-cleavage... 271 6.2.13 Doppio α-cleavage per l identificazione di regioisomeri... 272 6.3 Ioni distonici... 273 6.3.1 Definizione di ioni distonici... 273

XIV Indice generale 6.3.2 Formazione e proprietà degli ioni distonici... 274 6.3.3 Ioni distonici come intermedi... 275 6.4 Scissione del legame benzilico... 275 6.4.1 Scissione del legame benzilico nei fenilalcani... 275 6.4.2 Ulteriori frammentazioni di [C 6 H 5 ] + e [C 7 H 7 ] +... 277 6.4.3 Isomerizzazione di ioni [C 7 H 8 ] + e [C 8 H 8 ] +... 279 6.4.4 Anelli e doppi legami... 280 6.5 Rottura di legami allilici... 281 6.5.1 Scissione del legame allilico in alcheni alifatici... 281 6.5.2 Metodi per la localizzazione del doppio legame... 283 6.6 La scissione di legami non attivati... 284 6.6.1 Idrocarburi saturi... 284 6.6.2 Ioni carbenio... 286 6.6.3 Grandi idrocarburi... 287 6.6.4 Riconoscimento del picco dello ione molecolare... 288 6.7 Riarrangiamento di McLafferty... 290 6.7.1 McL di aldeidi e chetoni... 290 6.7.2 La frammentazione degli acidi carbossilici e loro derivati... 293 6.7.3 McL di idrocarburi aromatici... 296 6.7.4 McL con trasferimento di due idrogeni... 297 6.8 Reazione retro-diels-alder... 300 6.8.1 Proprietà della reazione retro-diels-alder... 300 6.8.2 Influenza dell isomeria posizionale sulla reazione RDA... 302 6.8.3 La reazione RDA nei prodotti naturali... 303 6.8.4 La diffusione della reazione RDA... 303 6.9 Eliminazione di monossido di carbonio... 304 6.9.1 Perdita di CO da fenoli... 304 6.9.2 Perdita di CO e C 2 H 2 da chinoni... 307 6.9.3 Frammentazione di arilalchileteri... 308 6.9.4 Perdita di CO da complessi metallocarbonile... 310 6.9.5 Perdita di CO da composti carbonilici... 311 6.9.6 Differenziazione tra perdita di CO, N 2 e C 2 H 4... 311 6.10 Degradazione termica e frammentazione... 312 6.10.1 Decarbonilazione e decarbossilazione... 312 6.10.2 Reazione retro-diels-alder... 312 6.10.3 Perdita di H 2 O da alcoli... 312 6.10.4 Spettri di massa EI di sali organici... 314 6.11 Perdita di alchene da ioni onio... 315 6.11.1 McL di ioni onio... 316 6.11.2 Reazione onio... 319 6.12 Complessi ione-neutro... 322 6.12.1 Prova dell esistenza dei complessi ione-neutro... 322 6.12.2 Forze di attrazione nei complessi ione-neutro... 323 6.12.3 Criteri per i complessi ione-neutro... 324 6.12.4 Complessi ione-neutro di ioni radicali... 325 6.13 Eliminazione orto (effetto orto)... 326 6.13.1 Eliminazione orto da ioni molecolari... 327 6.13.2 Eliminazione orto da ioni con elettroni pari... 328 6.13.3 Eliminazione orto nella frammentazione di nitroareni... 331

Indice generale XV 6.14 Composti eterociclici... 332 6.14.1 Composti eterociclici saturi... 333 6.14.2 Composti eterociclici aromatici... 336 6.15 Guida all interpretazione degli spettri di massa... 340 6.15.1 Sommario delle regole... 340 6.15.2 Approccio sistematico agli spettri di massa... 341 Riferimenti bibliografici... 342 7 Ionizzazione chimica... 351 7.1 Principi di base della ionizzazione chimica... 351 7.1.1 Formazione di ioni positivi in ionizzazione chimica... 351 7.1.2 Sorgenti ioniche per ionizzazione chimica... 352 7.1.3 Sensibilità della ionizzazione chimica... 353 7.1.4 Tecniche di ionizzazione chimica e termini... 353 7.2 Protonazione in ionizzazione chimica... 354 7.2.1 Sorgente di protoni... 354 7.2.2 Plasma di gas reagente metano... 355 + 7.2.3 CH 5 e ioni correlati... 356 7.2.4 Studio energetico della protonazione... 356 7.2.5 Impurezze con PA più elevate di quella del gas reagente... 357 7.2.6 Spettri PICI del gas reagente metano... 358 7.2.7 Altri gas reagenti in PICI... 359 7.3 Spettrometria di massa mediante reazione di trasferimento di protone... 361 7.3.1 Formazione dello ione reagente in PTR-MS... 362 7.3.2 Formazione di ione analita in PTR-MS... 362 7.4 Ionizzazione chimica mediante scambio di carica... 364 7.4.1 Studio energetico della CE... 365 7.4.2 Gas reagenti per la CE-CI... 365 7.4.3 CE-CI selettiva per classi di composti... 366 7.4.4 Regio- e stereo-selettività in CE-CI... 368 7.5 Ionizzazione chimica mediante ioni negativi... 368 7.6 Cattura di elettroni... 370 7.6.1 Formazione di ioni mediante cattura di elettroni... 370 7.6.2 Studio energetico della EC... 370 7.6.3 La produzione di elettroni termici... 372 7.6.4 Aspetto degli spettri EC... 373 7.6.5 Applicazioni della EC... 373 7.7 Desorbimento per ionizzazione chimica... 374 7.8 Analiti idonei per la CI... 375 Riferimenti bibliografici... 376 8 Field ionization e field desorption... 381 8.1 Il processo di ionizzazione di campo... 382 8.2. Sorgenti ioniche FI e FD... 383 8.3 Emettitori di campo... 385 8.3.1 Fili di metallo come emettitori... 385 8.3.2 Emettitori attivati... 385 8.3.3 Temperatura degli emettitori... 386 8.3.4 Gestione di emettitori attivati... 387

XVI Indice generale 8.4 Spettrometria di massa a field ionization... 388 8.4.1 L origine degli ioni [M+H] + in FI-MS... 389 8.4.2 Ioni multi-carica in FI-MS... 389 8.4.3 Dissociazione indotta da campo... 390 8.4.4 Spettri di massa accurata in FI... 390 8.4.5 Accoppiamento della FI-MS alla gas cromatografia... 391 8.5 Spettri FD... 392 8.5.1 Formazione dello ione in FD-MS... 393 8.5.2 Desorbimento di ioni preformati in FD-MS... 394 8.5.3 Formazione di cluster in FD-MS... 396 8.5.4 FD-MS di analiti ionici... 397 8.5.5 La migliore temperatura all anodo e la decomposizione termica... 399 8.5.6 FD-MS di polimeri... 400 8.5.7 Tipi di ioni in FD-MS... 401 8.6 Liquid injection field desorption ionization... 402 8.7 Proprietà generali della FI-MS e della FD-MS... 405 8.7.1 La sensibilità della FI-MS e della FD-MS... 405 8.7.2 Analiti e considerazioni pratiche per FI, FD e LIFDI... 407 8.7.3 Gli analizzatori di massa per FI e FD... 407 Riferimenti bibliografici... 408 9 Spettrometria di massa tandem... 415 9.1 Concetti della spettrometria di massa tandem... 415 9.1.1 Tandem MS nello spazio e nel tempo... 416 9.1.2 Pittogrammi per gli esperimenti MS/MS... 418 9.2. Dissociazione di ioni metastabili... 420 9.3 Dissociazione indotta da collisione... 420 9.3.1 Collisioni efficaci in uno spettrometro di massa... 420 9.3.2 Trasferimento di energia durante le collisioni... 421 9.3.3 Collisioni singole e multiple in CID... 424 9.3.4 Tempi dei processi di attivazione degli ioni... 426 9.4. Dissociazione indotta da superficie... 426 9.5. Spettrometria di massa tandem su strumentazione a tempo di volo... 427 9.5.1 Utilizzo del TOF reflector per la tandem MS... 427 9.5.2 Reflectron a campo curvo... 429 9.5.3 Spettrometria di massa tandem su strumenti TOF realmente tandem... 429 9.6. Spettrometria di massa tandem con strumenti a settore magnetico... 431 9.6.1 Dissociazioni nella FFR precedente al settore magnetico... 431 9.6.2 Mass-analyzed ion kinetic energy spectra... 432 9.6.3 Determinazione del rilascio di energia cinetica... 432 9.6.4 B/E = constant linked scan... 434 9.6.5 Funzioni linked scan aggiuntive... 434 9.6.6 Strumenti a settore multiplo... 436 9.7 Spettrometria di massa tandem con analizzatori a quadrupolo lineare... 437 9.7.1 Spettrometri di massa a triplo quadrupolo... 437 9.7.2 Modalità di scansione con strumenti a triplo quadrupolo... 438 9.7.3 Strumenti a penta quadrupolo... 438

Indice generale XVII 9.8 Spettrometria di massa tandem con trappola ionica quadrupolare... 439 9.9 Spettrometria di massa tandem con analizzatori a trappola ionica quadrupolare lineare... 443 9.9.1 Spettrometria di massa tandem con strumenti QqLIT... 444 9.9.2 Spettrometria di massa tandem con strumenti LIT con espulsione radiale... 444 9.10 Spettrometria di massa tandem con strumenti orbitrap... 445 9.10.1 Dissociazione C-trap a energia più elevata... 446 9.10.2 Strumentazione ibrida LIT-orbitrap... 446 9.11 Spettrometria di massa tandem con strumenti FT-ICR - Parte I... 448 9.11.1 Sustained off-resonance irradiation-cid nelle celle ICR... 448 9.12 Dissociazione infrarossa multifotonica... 451 9.12.1 IRMPD nelle QIT e nelle LIT... 452 9.13 Dissociazione per cattura di elettroni... 452 9.13.1 Principi della dissociazione per cattura di elettroni... 452 9.13.2 Rottura degli ioni peptidici per ECD... 454 9.14 Spettrometria di massa tandem con strumenti FT-ICR - Parte II... 455 9.14.1 IRMPD per esperimenti tandem con strumenti FT-ICR-MS... 455 9.14.2 Spettroscopia a fotodissociazione infrarossa... 456 9.14.3 Dissociazione radiativa infrarossa del corpo nero... 457 9.14.4 ECD per esperimenti tandem con strumenti FT-ICR-MS... 458 9.15 Dissociazione per trasferimento di elettroni... 459 9.16 Dissociazione per distacco di elettroni... 461 9.17 Sommario delle tecniche di attivazione degli ioni... 462 9.18 Applicazioni particolari della spettrometria di massa tandem... 463 9.18.1 Reazioni ione-molecola in studi di catalisi... 464 9.18.2 Scambio idrogeno-deuterio in fase gassosa... 464 9.18.3 Determinazione della basicità in fase gassosa e dell affinità protonica... 466 9.18.4 Spettrometria di massa di neutralizzazione-reionizzazione... 467 Riferimenti bibliografici... 468 10 Fast atom bombardment... 479 10.1 Sorgenti ioniche per FAB e LSIMS... 480 10.1.1 Sorgenti ioniche FAB... 480 10.1.2 Sorgenti ioniche LSIMS... 482 10.1.3 Sonde FAB... 482 10.2 Formazione degli ioni in FAB and LSIMS... 483 10.2.1 Formazione di ioni da campioni inorganici... 483 10.2.2 Formazione di ioni da campioni organici... 484 10.3 Matrici liquide per FAB e SIMS... 486 10.3.1 Il ruolo della matrice liquida... 486 10.3.2 Spettri della matrice in FAB - caratteristiche generali... 487 10.3.3 Reazioni indesiderate in FAB... 487 10.4 Applicazioni di FAB-MS... 488 10.4.1 FAB-MS di analiti con polarità medio-bassa... 488 10.4.2 FAB-MS di analiti ionici... 490 10.4.3 FAB-MS di analiti con elevato peso molecolare... 491 10.4.4 Misure di massa accurata in FAB... 492

XVIII Indice generale 10.4.5 FAB a flusso continuo... 494 10.4.6 FAB a bassa temperatura... 495 10.4.7 Sequenziamento dei peptidi con FAB-MS... 496 10.5 FAB e LSIMS - caratteristiche generali... 496 10.5.1 Sensibilità del FAB-MS... 496 10.5.2 Tipi di ioni prodotti dalla ionizzazione FAB... 497 10.5.3 Analiti per FAB-MS... 497 10.5.4 Analizzatori di massa in FAB-MS... 497 10.6 Massive cluster impact... 498 252 10.7 Californium plasma desorption... 498 Riferimenti bibliografici... 499 11 Ionizzazione per desorbimento laser assistita da matrice (MALDI)... 507 11.1 Sorgenti ioniche LDI e MALDI... 508 11.2 Formazione degli ioni... 509 11.2.1 Resa ionica e fluenza laser... 510 11.2.2 Effetti dell irraggiamento laser sulla superficie... 511 11.2.3 Evoluzione temporale del plume prodotto dal desorbimento laser... 512 11.2.4 Processi di formazione degli ioni in MALDI... 513 11.2.5 Formazione degli ioni: il modello lucky survivor... 514 11.3 Matrici MALDI... 516 11.3.1 Ruolo della matrice solida... 516 11.3.2 Matrici per l UV-MALDI... 516 11.3.3 Caratteristiche dello spettro MALDI della matrice... 519 11.4 Preparazione del campione... 519 11.4.1 Target MALDI... 519 11.4.2 Preparazione standard del campione... 520 11.4.3 Cationizzazione... 522 11.4.4 Rimozione dei cationi... 524 11.4.5 Preparazione del campione senza solvente... 526 11.4.6 Altri metodi per la preparazione del campione... 527 11.5 Applicazioni di LDI... 527 11.6 Applicazioni del MALDI... 529 11.6.1 Analisi di proteine con la tecnica MALDI-MS... 529 11.6.2 Sequenziamento di peptidi e proteomica... 531 11.6.3 Analisi dei carboidrati in MALDI-MS... 536 11.6.4 Analisi di oligonucleotidi in MALDI... 538 11.6.5 Analisi di polimeri sintetici in MALDI-MS... 539 11.7 Superfici speciali che mimano la matrice... 541 11.7.1 Desorbimento/ionizzazione su silicio... 541 11.7.2 Ionizzazione per desorbimento laser assistita da nano-materiali (nano-assisted laser desorption/ionization)... 542 11.7.3 Altre variazioni della tecnica MALDI... 543 11.8 MALDI imaging... 544 11.9 MALDI a pressione atmosferica... 546 11.10 Caratteristiche generali del MALDI... 547 11.10.1 Consumo del campione e limiti di rivelabilità... 547 11.10.2 Analiti per il MALDI... 547

Indice generale XIX 11.10.3 Tipi di ioni in LDI e MALDI-MS... 548 11.10.4 Analizzatori di massa per il MALDI-MS... 548 Riferimenti bibliografici... 549 12 Ionizzazione electrospray... 561 12.1 Sviluppo della ESI e dei metodi correlati... 562 12.1.1 Ionizzazione a pressione atmosferica... 563 12.1.2 Termospray... 564 12.1.3 Ionizzazione elettroidrodinamica... 565 12.1.4 Ionizzazione electrospray... 565 12.2 Sorgenti per ESI... 566 12.2.1 Considerazioni di base... 566 12.2.2 Adattamento a diversi regimi di flusso... 568 12.2.3 Configurazioni electrospray migliorate... 569 12.2.4 Disegni avanzati dell interfaccia electrospray... 571 12.2.5 Frammentazione ugello-skimmer... 573 12.3 Nanoelectrospray... 574 12.3.1 Considerazioni pratiche sulla nanoesi... 575 12.3.2 Modalità di nebulizzazione della nanoesi... 576 12.3.3 Nanoelectrospray da un chip... 577 12.4 Formazione degli ioni in ESI... 578 12.4.1 Formazione del pennacchio di elettronebulizzazione... 578 12.4.2 Disintegrazione delle goccioline cariche... 581 12.4.3 Formazione degli ioni dalle goccioline cariche... 582 12.5 Ioni multicaricati e deconvoluzione di carica... 585 12.5.1 Gestione degli ioni multicaricati... 585 12.5.2 Deconvoluzione matematica degli stati di carica... 587 12.5.3 Deconvoluzione computerizzata degli stati di carica... 588 12.5.4 Deconvoluzione hardware degli stati di carica... 590 12.5.5 Riduzione controllata degli stati di carica in ESI... 592 12.6 Applicazioni della ESI-MS... 593 12.6.1 ESI-MS di piccole molecole... 593 12.6.2 ESI di complessi metallici... 594 12.6.3 ESI di tensioattivi... 596 12.6.4 Oligonucleotidi, DNA e RNA... 596 12.6.5 ESI-MS di oligosaccaridi... 599 12.6.6 Proteine ad alta massa e complessi proteici... 600 12.7 Sommario delle caratteristiche ESI... 601 12.7.1 Consumo di campione... 603 12.7.2 Tipi di ioni in ESI... 603 12.7.3 Analizzatori di massa per la ESI... 603 12.8 Ionizzazione chimica a pressione atmosferica... 604 12.8.1 Sorgenti per APCI... 604 12.8.2 Formazione degli ioni in APCI... 605 12.8.3 Spettri APCI... 605 12.9 Fotoionizzazione a pressione atmosferica... 608 12.9.1 Formazione degli ioni in APPI... 608 12.9.2 Spettri APPI... 610 Riferimenti bibliografici... 612

XX Indice generale 13 Ambient mass spectrometry... 621 13.1 Desorption electrospray ionization... 622 13.1.1 Configurazione di una sorgente DESI... 623 13.1.2 Meccanismi di formazione degli ioni in DESI... 627 13.1.3 Proprietà analitiche della DESI... 628 13.2 Desorption atmospheric pressure chemical ionization... 632 13.3 Desorption atmospheric pressure photoionization... 633 13.4 Altri metodi derivati dalla DESI... 635 13.4.1 Desorption sonic spray ionization... 636 13.4.2 Extractive electrospray ionization... 636 13.4.3 Electrospray-assisted laser desorption/ionization (ELDI)... 638 13.4.4 Laser ablation electrospray ionization... 640 13.4.5 Atmospheric pressure solids analysis probe... 641 13.5 Direct analysis in real time... 642 13.5.1 Configurazione di una sorgente DART... 642 13.5.2 Processo di formazione degli ioni in una sorgente DART... 644 13.5.3 Applicazioni analitiche della DART... 644 13.6 Panoramica delle soluzioni analitiche per l ambient mass spectrometry... 646 Riferimenti bibliografici... 647 14 Metodi di accoppiamento (hyphenated)... 653 14.1 Il concetto di cromatografia-spettrometria di massa... 654 14.1.1 Cromatogrammi ionici (ion chromatograms)... 655 14.1.2 Acquisizione ripetuta di spettri di massa durante l eluizione... 656 14.1.3 Monitoraggio di ioni selezionati (selected ion monitoring)... 658 14.1.4 Monitoraggio di reazioni selezionate (selected reaction monitoring)... 660 14.2 Quantificazione... 661 14.2.1 Quantificazione con standard esterno... 661 14.2.2 Quantificazione con standard interno... 662 14.2.3 Quantificazione per diluizione isotopica... 663 14.2.4 Tempi di ritenzione degli isotopologhi... 665 14.3 Gas cromatografia-spettrometria di massa... 665 14.3.1 Interfacce per GC-MS... 665 14.3.2 Volatilità e derivatizzazione... 666 14.3.3 Column bleed... 667 14.3.4 Fast GC-MS... 669 14.3.5 Multiplexing per alta produttività... 669 14.4 Cromatografia liquida - spettrometria di massa... 670 14.4.1 Multiplexed LC-ESI-MS... 673 14.5 Spettrometria a mobilità ionica-spettrometria di massa... 675 14.6 Spettrometria di massa tandem come complemento alla LC-MS... 677 14.7 Spettrometria di massa ad altissima risoluzione... 680 Riferimenti bibliografici... 682 15 Spettrometria di massa inorganica... 687 15.1 Spettrometria di massa a ionizzazione termica... 691 15.2 Spettrometria di massa a ionizzazione a scintilla... 693 15.3 Spettrometria di massa a scarica a luminescenza... 696

Indice generale XXI 15.4 Spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente... 700 15.4.1 ICP-MS ad ablazione laser... 703 15.5 Spettrometria di massa di ioni secondari... 704 15.5.1 SIMS atomica... 705 15.5.2 Strumentazione per SIMS atomica... 706 15.5.3 SIMS molecolare... 707 15.5.4 Fasci ionici primari poliatomici... 709 15.6 Spettrometria di massa con acceleratore... 711 15.7 Conclusioni... 714 Riferimenti bibliografici... 715 Appendice... 721 A.1 Unità, grandezze fisiche, e costanti fisiche... 721 A.2 Composizione isotopica degli elementi... 722 A.3 Cluster isotopici del carbonio... 730 A.4 Cluster isotopici di bromo e cloro... 731 A.5 Cluster isotopici per silicio e zolfo... 732 A.6 Isotopologhi e massa accurata... 732 A.7 Ioni caratteristici... 733 A.8 Impurezze comunemente presenti... 734 A.9 Aminoacidi... 735 A.10 Guida per la selezione del metodo... 736 A.11 Come riconoscere la cationizzazione... 737 A.12 Approccio sistematico agli spettri di massa... 738 A.13 Regole per l interpretazione di spettri di massa... 738 A.14 Premi Nobel per la spettrometria di massa... 739 Indice analitico... 741

4 Strumentazione Obiettivi di apprendimento Separare gli ioni in funzione del loro m/z - principi di base Analizzatori di massa - principi di base Tipologie di analizzatori di massa e loro modalità operative Guidare, collimare, focalizzare gli ioni lungo un cammino Strumenti ibridi Rivelatori di ioni Produzione del vuoto per spettrometria di massa - - dei campi magnetici, per la precisione operativa e per la parte di computer per acquisizione e processamento dati [1]. Questa affermazione è ed è sempre stata pienamente valida per gli spettrometri di massa. Tabella 4.1. I più comuni spettrometri di massa Tipo Acronimo Principio di funzionamento (tempo di volo) TOF Dispersione temporale di un fascio pulsato di ioni; separazione in base al tempo di volo Settore magnetico B gata alla loro quantità di moto in un campo magnetico dovuto alla forza di Lorentz Quadrupolo lineare Q Fascio ionico continuo in un campo lineare quadrupolare in radiofrequenza; separazione legata a instabilità di traiettorie degli ioni Trappola ionica quadrupolare lineare Trappola ionica quadrupolare Risonanza ionica ciclotronica in trasformata di Fourier LIT QIT FT-ICR Un fascio ionico continuo fornisce gli ioni da intrappolare; intrappolamento e successiva separazione attraverso campi quadrupolari lineari in radiofrequenza mediante eccitazione per risonanza Intrappolamento di ioni; separazione in un campo quadrupolare lineare tridimensionale a radiofrequenza mediante eccitazione per risonanza Intrappolamento di ioni in un campo magnetico (forza di Lorentz); separazione legata alla frequenza ciclotronica, misura della corrente immagine e trasformata di Fourier del segnale transiente Orbitrap orbitrap Oscillazione assiale in un campo elettrico non omogeneo; misura della frequenza dopo trasformata di Fourier del segnale transiente

118 4 Strumentazione In questo capitolo verranno principalmente trattati i differenti tipi di analizzatori di uno strumento; altri temi, come la rivelazione degli ioni e i sistemi di vuoto, saranno affrontati brevemente. argomento verrà affrontato nei corrispondenti capitoli sui metodi di ionizzazione. - segue un ordine cronologico di comparsa. Sarà invece un tentativo di seguire una Fig. 4.1. 1987. La situazione odierna è piuttosto diversa: molto suolo delle isole degli strumenti a settore e - [2]. Elsevier Science, 1987.

4.1 Come generare un fascio di ioni 119 - Alcuni ebbero un immediato successo dal momento della loro comparsa, mentre nissero pienamente riconosciute. Gli analizzatori di massa di base impiegati nella spettrometria di massa analitica sono elencati nella Tabella 4.1. nostante gli enormi progressi registrati, ancora nessun analizzatore di massa è - - trometri di massa miniaturizzati per le analisi in situ [10], ad esempio in applicazioni 4.1 Come generare un fascio di ioni quello presente tra due piastre di carica opposta in un condensatore. Tale ione sarà accelerato verso la piastra di segno opposto. Se su questa è presente un foro o una fenditura, un fascio di ioni verrà prodotto da questa semplice sorgente ionica. Fig. 4.2. a - (b U eff dipende dalla prossima regione libera da campi. Il fascio ionico prodotto da questa semplice sorgente non è parallelo ma presenta una certa diffusione angolare.

120 4 Strumentazione E kin << E kin, il fascio può essere considerato monoenergetico. La carica reale di uno ione può essere positiva o negativa in funzione del metodo di ionizzazione impiegato. Invertendo la polarità lerazione posta ad alto voltaggio. Ciò consente di mettere al potenziale di terra - sono parte integrante del sistema di accelerazione degli ioni. 4.2 Gli analizzatori a tempo di volo 4.2.1 Tempo di volo. Principi di base La realizzazione di un analizzatore a tempo di volo (, TOF) è stata TOF è piuttosto semplice: gli ioni di differente valore di m/z sono separati nel un fascio ionico continuo sia, più convenientemente, utilizzando un vero metodo di ionizzazione pulsato. - - (GC-MS) [21,22]. Le loro prestazioni erano scarse se confrontate con quelle dei - ionizzazione pulsata, specialmente la sorgente matrix-assisted laser desorption/ ionization (MALDI) (Cap. 11). Per tale motivo si farà sovente riferimento alla sorgente MALDI nella discussione di questo analizzatore. La sorgente MALDI aveva generato la forte esigenza di un analizzatore di 5 u [25]. Da allora le presta- poi adattati per lavorare con altri sistemi di ionizzazione e - insieme a orbitrap e -

4.2 Gli analizzatori a tempo di volo 121 I principali vantaggi di un TOF sono: i) in linea di principio, un intervallo di m/z illimitato [29,30]; ii) da ogni evento di ionizzazione, come ad esempio un singolo di microsecondi; iii sensibilità; iv) la costruzione di un TOF è relativamente semplice e poco costosa; e v) gli strumenti di ultima generazione consentono misure di massa accurata ed esperimenti di tandem MS [31]. Fig. 4.3. lo spettro dello xenon in ionizzazione elettronica. Le linee scure zazione. Pergamon Press, 1959. 4.2.2 Analizzatore TOF - Velocità degli ioni e tempo di volo La carica elettrica q di uno ione di massa m i, indipendentemente dalla tecnica di ionizzazione, è pari a un numero intero z e, e quindi q = ez nergia acquisita E el nel moto attraverso un campo elettrico di voltaggio U è data da E el = qu = ezu (4.1) co è convertita in energia cinetica E kin, ad esempio in un moto traslazionale, E el ezu 1 2 m i v 2 E kin (4.2) - v 2ezU m i (4.3) quindi v è inversamente proporzionale alla radice quadrata della massa.

122 4 Strumentazione Esempio:, dopo accelerazione di 19.5 kv, è pari a v 2 1.6022 10 19 C 19500V 1.1956 10 24 kg 72294m s 1 Una velocità dello ione pari a 72294 m s 1 appare relativamente elevata, sebbene sia soltanto lo 0.0024% della velocità della luce. I voltaggi di accelerazione, e di conseguenza le velocità degli ioni, sono superiori in un TOF-MS, sebbene Nota: po elettrico, perciò è valida non solo per i TOF-MS ma per ogni parte di uno ione di valore di m/z incognito impiega nel percorrere una distanza s essendo stato accelerato da un voltaggio U. La relazione tra la velocità e il tempo t necessario a coprire la distanza s è t s v v s t 2ezU (4.4) (4.5) m i la distanza s s e U al valore sperimentale di t e al rapporto m i /z m i z 2 2 e Ut s 2 m i /z t s 2eU m i z (4.7) t tra i tempi di arrivo di ioni a differente m/z è proporzionale a s x (m i /z 1 1/2 - m i /z 2 1/2 ).

4.2 Gli analizzatori a tempo di volo 123 Nota: Il rapporto m i /z i accanto al simbolo di massa è usato per evitare confusione con il rapporto massa su carica, m/z, come utilizzato per indicare la posizione Esempio:, m/z 720, del precedente s, mentre sarà appena superiore per il suo isotopologo 13 C 12 C 59, m/z 721. Per la proporzionalità della radice quadrata dei valori di m/z m i /z fornisce risultati privi di dimensionalità) si ottiene t 721 t 720 721 720 1.000694 Quindi t 721 s. Ciò corrisponde a una differenza in tempo di volo pari a 19 ns in queste condizioni (vedi Fig. 4.7). La proporzionalità del tempo di volo rispetto alla radice quadrata di m/z t per un determinato m/z m/z: nelle medesime condizioni il t è pari a 114 ns a m/z m/z 200 e ad appena 11 ns a m/z 2000. Di conseguenza la realizzazione di un analizzatore a tempo di volo dipende dalla - Il tempo di volo di ioni multicaricati (z - z a 2, 3, ecc., il valore numerico di m/z si riduce di un fattore di 2, 3, ecc., cioè lo ione sarà rivelato a valori di m/z più bassi di quello del corrispondente ione della stessa massa a carica singola carica ma con la sua massa pari alla metà. Di seguito, il tempo di volo si riduce di un fattore 1.732 (radice quadrata di 3) per uno ione a tripla carica, corrispondente a uno ione a singola carica la cui massa è pari a un terzo. Nota: Per ioni multicaricati, la scala di m/z è compressa di un fattore pari allo stato di carica z riduce in modo inversamente proporzionale a z, lo stato di carica è facilmente assegnabile. 4.2.3 Analizzatore a tempo di volo lineare Restringendo la sua applicazione con sorgenti laser desorption/ionization (LDI) e matrix-assisted laser desorption/ionization (MALDI, Cap. 11), un semplice analiz- supporto o su cui è focalizzato il raggio laser pulsato. Il potenziale di accelerazione U viene applicato tra il target e il controelet-

210 4 Strumentazione stato raggiunto, altrimenti la parte adsorbente si saturerebbe in breve tempo. 4.12 Acquistare uno strumento Per qualcuno di noi potrebbe inaspettatamente presentarsi la possibilità di com- rimenti riportati in questo capitolo ad alcuni strumenti in commercio non erano. La guida i bisogno di uno o più metodi di ionizzazione? ii) Sono necessarie GC-MS o LC-MS? iii) Alta risoluzione e accuratezza di massa sono desiderabili? iv) MS tandem è in questione? v vi) Sono importanti gli aspetti quantitativi? tile può essere preferibile a un sistema da banco semplice ma utilizzabile per un solo tipo di applicazioni. Prendere contatti con i venditori di tutti i produttori in grado di offrire strumenti adatti alle proprie esigenze. Confrontare i prezzi e le modalità di istruzione degli operatori e di supporto tecnico. agli utilizzatori dei prodotti al vertice della categoria selezionabile quali sono pregi e difetti di tali sistemi. da con le nostre esigenze? Sono possibili impostazioni manuali o correzioni? - te sconosciuti per questo scopo. Altrimenti problemi legati agli analiti potrebbero erroneamente essere interpretati come carenze nelle prestazioni strumentali.