Corso di Biomeccanica

Похожие документы
Metallurgia e Materiali non Metallici. Prova di trazione. Marco Colombo.

Sforzo e Deformazione nei Metalli

LEZIONE 2. MATERIALI E CARICHI DELLA COSTRUZIONE Parte I. I materiali della costruzione

17/03/2014. Le prove meccaniche distruttive. Tipologie di deformazione. Sistemi di Produzione D. Antonelli, G. Murari C.L.U.T.

PROPRIETÀ MECCANICHE DEI MATERIALI

Università del Salento Facoltà di Ingegneria Costruzione di Macchine

MATERIALI STRUTTURALI PER L EDILIZIA: ACCIAIO, LATERIZIO E VETRO STRUTTURALE

Uno di questi casi è rappresentato dal cedimento in elementi di strutture soggetti a carichi di compressione che danno luogo ad instabilità elastica

MATERIALI COMPOSITI: comportamento meccanico

RELAZIONE COMPORTAMENTO MECCANICO DEI MATERIALI: MISURE ESTENSIMETRICHE

Unità 2 Diagrammi di stato e proprietà dei materiali UNITA 2 DIAGRAMMI DI STATO E PROPRIETA DEI MATERIALI

L energia di attivazione Q è direttamente proporzionale alla temperatura di fusione T fus.

Prova di trazione e compressione

Corso di Tecnologia dei Materiali ed Elementi di Chimica. Docente: Dr. Giorgio Pia

Cenni di resistenza dei materiali

Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Soluzione Esercitazione IV Prof. Dott. Bernhard Elsener

ESERCITAZIONE 1 ESTENSIMETRIA

PARTE PRIMA ASPETTI GENERALI Capitolo 1 STRUTTURA E PROPRIET DEI MATERIALI 1. STRUTTURA DEI MATERIALI 1.1. Macrostruttura 1.2. Microstruttura 1.3.

Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Soluzione Esercitazione IV Prof. Dott. Bernhard Elsener

Università degli Studi di Cagliari - Facoltà di Ingegneria e Architettura. Fondamenti di Costruzioni Meccaniche Tensione e deformazione Carico assiale

PROPRIETÀ MECCANICHE DEI POLIMERI. Proprietà meccaniche

Esercizio_1. Una barra metallica cilindrica di diametro pari a 1.25cm è. MPa. Soluzione: m 2

Dispense del Corso di SCIENZA DELLE COSTRUZIONI. Sollecitazioni semplici PARTE TERZA. Prof. Daniele Zaccaria

PROVE DI QUALIFICAZIONE PER GLI ACCIAI DA CARPENTERIA

Comportamento meccanico dei materiali

COMPORTAMENTO PLASTICO DEI MATERIALI METALLICI

RELAZIONE ESERCITAZIONI AUTODESK INVENTOR

Obiettivo. Leghe a memoria di forma

a) determinare le fasi presenti, la loro quantità (percentuale) e la loro composizione in una lega Pb30% - Sn a 300, 200 e 184, 180 e 20 C.

Caratteristiche di materiali

Lezione Il calcestruzzo armato I

Il fenomeno della frattura ha assunto una notevole importanza solo in tempi relativamente recenti.

Proprietà meccaniche. Proprietà dei materiali

Scienza dei Materiali 1 Esercitazioni

SOLUZIONE ESERCIZIO 1.1

2 - Principi di Meccanica e di Equilibrio

Materiali polimerici. Plastiche ed Elastomeri (o gomme) Termoplastici e Termoindurenti

LA RESISTENZA DEI MATERIALI

a) Descrivere brevemente l interdependenza tra Q e T fus. L energia di attivazione Q è direttamente proporzionale alla temperatura di fusione.

3) DIMENSIONAMENTO DI UNA SEZIONE INFLESSA

Si valuti lo stato di tensione e la deformazione plastica permanente agli istanti A, B, C e D, assumendo valido il modello elasto-plastico perfetto.

Le proprietà meccaniche

Deformazioni Termiche

MATERIALI METALLICI. Piombo ( Pb ) Nichel ( Ni ) al carbonio o comuni

I materiali. I materiali. Introduzione al corso. Tecnologia di produzione. I materiali. La misura della durezza

Le proprietà meccaniche dei materiali

Materiali polimerici. Plastiche ed Elastomeri (o gomme) Termoplastici e Termoindurenti

Il "Soil Mixing" per il consolidamento dei terreni

COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO PROF.RIZZO

CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI

Biomateriali. Proprietà meccaniche ING. DENNY COFFETTI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA E SCIENZE APPLICATE

5.4 Caratterizzazione in regime quasi statico e ad elevata velocità di deformazione di un acciaio per applicazione Oil and Gas

7 aprile Annalisa Tirella.

o I I I I I I UTET LIBRERIA

La deformazione plastica. La deformazione plastica. Lavorazioni per deformazione. Il processo di laminazione Estrusione e trafilatura La forgiatura

I CALCESTRUZZI CELLULARI NELLE APPLICAZIONI DI INGEGNERIA GEOTECNICA: CARATTERISTICHE MECCANICHE

Ingegneria del vetro V.M. Sglavo UNITN Proprietà meccaniche. elasticità! resistenza! densità di legami chimici! forza del legame!

IL LEGNO COME MATERIALE STRUTTURALE E LE SUE PROPRIETA MECCANICHE

FATICA. FATICA: curva di Wohler

Corso di Laurea in Ingegneria Edile

Corso di Laurea in Ingegneria Edile. Materiali metallici e leghe metalliche. Leghe del ferro: acciai e ghise.

NYLON-CARBON DUREZZA & TRAZIONE

La prova di trazione e l effetto dell anisotropia. Giuseppe Pellegrini, Universita degli Studi di Bergamo

MATERIALI PER L INGEGNERIA (Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale) Prof. Tommaso Pastore TEST ORIENTATIVO del 8 giugno 2007

Cauchy (XIX secolo) Introduce il concetto di deformazione relativa (ε = l/l o ) e la mette in relazione con lo sforzo applicato (σ = F/A o ):

Tipologie di murature portanti

ESERCITAZIONI. MATERIALI PER L EDILIZIA Prof. L. Coppola. Coffetti Denny

Alma Mater Studiorum-Università degli studi di Bologna

PROPRIETA FISICHE. Si riferiscono alle caratteristiche generali dei materiali, e il loro comportamento in relazione agli agenti esterni

1 Equilibrio statico nei corpi deformabili

PATRIZIA CINELLI LEZIONE V

Introduzione alla meccanica strutturale

Dipartimento di Meccanica e Aeronautica Università di Roma La Sapienza

Proprietà meccaniche. Prove meccaniche. prova di trazione prova di compressione prova di piegamento prova di durezza prova di fatica prova di creep

LEZIONE 1. IL PROGETTO STRUTTURALE Parte 2. La modellazione. Corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI Chiara CALDERINI A.A

Il modello di trave adottato dal Saint-Venant si basa sulle seguenti ipotesi:

I materiali e le loro proprietà. Materiali

Matrici metalliche innovative per utensili da taglio diamantati ed in metallo duro

Corso di Riabilitazione Strutturale

Corso di Biomeccanica

Problema. caso uniassiale prova di trazione. caso multiassiale (carico generico)

Lezione n Forze elastiche

Ponti Isolati Criteri di progettazione ed analisi

LEZIONE 8. PROGETTO DI STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO Parte I. Il materiale. Corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI Chiara CALDERINI A.A.

Indice I vettori Geometria delle masse

MATERIALI E TECNOLOGIE ELETTRICHE

Dipartimento di Meccanica e Aeronautica Università di Roma La Sapienza

Esami di Stato ª sessione - Settore ingegneria Industriale sez. Meccanica

Università degli studi Roma Tre Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile

Транскрипт:

Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica Corso di Biomeccanica Parte 3: prove di trazione F. Auricchio auricchio@unipv.it http://www.unipv.it/dms/auricchio Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Meccanica Strutturale

Corpo rigido corpo deformabile Corpo rigido rappresenta una notevole idealizzazione Trascura la deformabilità del materiale Non fa entrare in gioco le proprietà caratteristiche del particolare materiale di cui è fatto il corpo soggetto a forze E chiaro che la risposta di un corpo dipende fortemente dal materiale costituente Osso (tessuto duro) Arteria (tessuto molle) Si rende spesso necessario un modello più complesso del modello di corpo rigido Prima di presentare la trattazione per il modello di corpo deformabile, facciamo un cenno a come sia possibile caratterizzare la risposta di un materiale deformabile (caso più semplice di corpo deformabile) prova a trazione F.Auricchio 2/32

Prova di trazione Forma del provino a osso di cane Obiettivo: avere una zona sollecitata in modo omogeneo Non sono interessato a cosa succede in prossimità degli afferraggi, ma solo nella zona centrale Zona centrale soggetta a pura trazione F.Auricchio 3/32

Prova di trazione Quantità misurate: Forza F applicata carico misurato dalla macchina di prova [ dinamometro ] Variazione di lunghezza del provino l = l l 0 con l lunghezza corrente e l 0 lunghezza iniziale del tratto sul quale si effettuano le misurazione di spostamenti [estensimetri] Quantità di interesse: sollecitazione interna σ (tensione interna) con A area del provino σ = F A allungamento relativo del provino ε (deformazione interna): ε = l l 0 = l l 0 l 0 F.Auricchio 4/32

Prova di trazione: quantità di interesse tensione interna: σ = F A F : misura stato di sollecitazione totale sul provino [ caratteristica di sollecitazione ] σ: misura stato di sollecitazione interna materiale deformazione: ε = l = l l 0 l 0 l 0 l: misura stato di deformazione totale provino ε: misura stato di deformazione interna del materiale F.Auricchio 5/32

Prova di trazione Perchè la caratterizzazione della risposta costitutiva è espressa in termini tensione-deformazione [difficili da misurare] e non in termini di forza-spostamento [facili da misurare]?? F.Auricchio 6/32

Prova di trazione Risposta dei provini è funzione delle proprietà del materiale e delle dimensioni geometriche del provino Obiettivo: enucleare le sole proprietà del materiale eliminando la dipendenza dalla geometria del provino F.Auricchio 7/32

Prova di trazione In termini di tensione-deformazione è possibile confrontare la risposta costitutiva di diversi materiali Utilizzando diagrammi in termini di tensione-deformazione mi svincolo dal problema al contorno utilizzato per il test (geometria del provino, condizioni di vincolo, etc.) F.Auricchio 8/32

Prova di trazione Tipica risposta meccanica sperimentale di un metallo P: limite elasticità lineare [limite di proporzionalità ] E: limite elasticità non-lineare [comportamento inelastico] U: tensione ultima (massima) [σ u ] R: rottura Y: tensione di snervamento [σ y / offset pari 0.002 ] Necessarie prove carico-scarico!! F.Auricchio 9/32

Comportamento reale di un metallo Modello elastico lineare: σ = Eε con E modulo elastico lineare (modulo di Young). Si limita al tratto elastico lineare!! Risposta di un materiale metallico reale è ben più complessa di quella descritta da un modello elastico lineare Volendo limitare la descrizione del comportamento materiale al modello elastico lineare bisogna verificare il rispetto di tale ipotesi F.Auricchio 10/32

Trazione semplice: regime inelastico Comportamento fragile e comportamento duttile Dipendenza della risposta dalla velocità di carico (comportamento viscoso) F.Auricchio 11/32

Trazione semplice: problema meccanico Interpretazione della prova di trazione semplice come problema di meccanica Cinematica: solo spostamenti assiali costanti nella sezione retta sezioni rette piane rimangono rette e piane Statica: carico solo sulle basi terminali distribuzione dello stato tensionale costante nella sezione retta Legame costitutivo: risultato dalla prova sperimentale F.Auricchio 12/32

Materiali tradizionali: metalli e leghe Metalli Buoni conduttori di elettricità e calore, non trasparenti alla luce Più utilizzato: ferro, in quanto base per l acciaio Altri metalli utilizzati: alluminio, rame, titanio, etc. Leghe metalliche Costituite da 1 o + metalli con aggiunta di elementi metallici o non metallici (boro, carbonio, magnesio, rame, cromo, nickel, etc.) A seconda di quantità e combinazione degli elementi cambiano le caratteristiche della lega, migliorandone resistenza a sollecitazioni meccaniche, alte temperature, corrosione, duttilità Ferro: σ y = 60 MPa Ferro + carbonio : σ y = 300 MPa Ferro + carbonio + altri elementi : σ y = 600 MPa Ferro + carbonio + altri elementi + trattamenti: σ y = 1000 MPa Trattamenti: termici o meccanici (tempra, estrusione, trafilatura, etc.) F.Auricchio 13/32

Materiali tradizionali: metalli e leghe Caratteristiche di alcuni metalli e leghe a base di ferro Materiale ρ E σ y σ R ɛ R ν α [ kg/m 3 ] [ GPa ] [ MPa ] [ MPa ] [ % ] [ - ] [ o C 1 10 6 ] Ferro 7870 207 130 260 45 0.29 11.8 Acciaio basso % C 7860 207 295 395 37 0.3 11.7 Acciaio medio % C 7850 207 350 520 30 0.3 11.3 Acciaio alto % C 7840 207 380 615 25 0.3 11.0 Acciaio inos. ferritico 7500 200 345 552 20 0.3 10.4 Acciaio inos. austenitico 8000 193 207 552 60 0.3 16.0 Acciaio inos. martensitico 7800 200 275 483 30 0.3 9.9 Caratteristiche di alcuni metalli non ferrosi Materiale ρ E σ y σ R ɛ R ν α [ kg/m 3 ] [ GPa ] [ MPa ] [ MPa ] [ % ] [ - ] [ o C 1 10 6 ] Alluminio (> 99.5 %) 2710 69 17 55 25 0.33 23.6 Alluminio lega 2800 72 97 186 18 0.33 22.5 Rame (> 99.5 %) 8940 110 69 220 45 0.35 16.5 Ottone (70Cu-30Zn) 8530 110 75 303 68 0.35 20.0 Bronzo (92Cu-8Sn) 8800 110 152 380 70 0.35 18.2 Nickel (> 99.5 %) 8900 207 138 483 40 0.31 13.3 Argento (> 99.5 %) 10490 76 55 125 48 0.37 19.0 Titanio (> 99.5 %) 7500 107 240 330 30 0.34 9.0 ρ: massa volumetrica E: modulo di elasticità σ y : tensione di snervamento σ R : tensione di rottura ɛ R : deformazione a rottura ν: modulo di Poisson α: coefficiente di dilatazione termica F.Auricchio 14/32

Materiali tradizionali: polimeri Struttura costituita da lunghe catene molecolari Polimeri utilizzati negli impieghi ingegneristici termoplastici: se riscaldati si ammorbidiscono e fondono, ma se raffreddati tornano alle condizioni iniziali termoindurenti: se riscaldati al di sopra di opportune T, subiscono modificazioni chimiche e non tornano più alle condizioni iniziali elastomeri: (gomma naturale) comportamento gommoso e possibilità di deformarsi anche del 100%- 200% Generalmente ottenuti per sintesi chimica da prodotti del petrolio Forma finale anche molto complessa, realizzata attraverso una o + operazioni Caratterizzati da elevata flessibilità con grandi deformazioni elastiche Stesso rapporto resistenza/peso dei metalli; peso però decisamente inferiore ρ polimeri ρ acqua = 1.0g/cm 3 ρ alluminio = 2.7g/cm 3 ρ acciaio = 7.9g/cm 3 F.Auricchio 15/32

Materiali tradizionali: polimeri Ottima resistenza alla corrosione Fenomeni viscosi si manifestano anche a temperatura ambiente proprietà fortemente influenzate dalla temperatura e dalla velocità di carico Proprietà meccaniche caratterizzate sempre dagli stessi parametri usati per i metalli (modulo elastico, sollecitazione di rottura statica e a fatica, etc.). Il campo di variazione dei parametri è però molto più esteso che nei metalli. Polimeri con stessa composizione chimica possono avere catene molecolari di lunghezza diversa (ad esempio per trattamenti termici) e quindi caratteristiche diverse Notevole variabilità dei dati disponibili in letteratura F.Auricchio 16/32

Materiali tradizionali: polimeri Caratteristiche di alcuni metalli e leghe a base di ferro Polimero Stato ρ E σ R ɛ R T g T max α [kg/m 3 ] [GPa] [MPa] [ % ] [ o C] [ o C] [ o C 1 10 6 ] Polietilene Alta densità 70-80% cristallino Bassa densità 40-50% cristallino 952-965 1.07-1.09 22-31 10-1200 -90 130-137 60-110 917-932 0.17-0.28 8.3-31 100-650 -110 98-115 100-220 ρ: massa volumetrica E: modulo di elasticità σ R : tensione di rottura ɛ R : deformazione a rottura T g : temperatura di transizione vetrosa T max : temperatura massima K: conduttività termica F.Auricchio 17/32

Sollecitazione taglio/flessione Stato di sollecitazione: Nella generica sezione della trave, azione verticale ed una azione flettente (equilibrio alla traslazione verticale ed alla rotazione): T e M [due caratteristiche di sollecitazione] Stato di sollecitazione interna: Due componenti scalari σ, τ Più complesso del precedente necessario risolvere un problema al contorno!! F.Auricchio 18/32

Materiali Materiale isotropo: materiale la cui risposta meccanica non dipende dalla direzione Corpo omogeneo: corpo costitutivo in tutti i punti dallo stesso materiale F.Auricchio 19/32

Materiali biologici Domanda 1: è applicabile il modello elastico lineare isotropo?? Domanda 2: in quale intervallo (e/o con quale approssimazione) è applicabile il modello elastico lineare isotropo?? Domanda 3: per quali materiali biologici (tessuti duri, molli, etc.) è applicabile e per quali applicazioni?? Domanda 3: se il modello elastico lineare isotropo non fosse applicabile quale modello costitutivo possiamo introdurre?? Materiali biologici sono caratterizzati in genere da una risposta meccanica complessa dovuta alla loro struttura morfologica complessa dovuta a sua volta al ruolo strutturale complesso che sono chiamati a svolgere Intuibile osservando ad esempio immagini relative ad un materiale osseo!! F.Auricchio 20/32

Comportamento costitutivo Tessuti duri: osso Osserviamo la composizione istologica F.Auricchio 21/32

Comportamento costitutivo Sezione longitudinale di femore Si noti la presenza di uno strato esterno di materiale osseo compatto (corticale), contenente al suo interno materiale osseo spugnoso (trabecolare) con una struttura (trabecole) chiaramente orientata (strutturata) F.Auricchio 22/32

Comportamento costitutivo Confronto istologico tra materiale osseo corticale e materiale osseo trabecolare Si noti la differenza strutturale chiaramente siamo in presenza di materiali diversi, entrambi: non isotropi (strutturati) non omogenei con comportamento meccanico ben diverso F.Auricchio 23/32

Comportamento costitutivo Prove di compressione su campione di osso corticale e su campione di osso trabecolare Si noti la differente risposta meccanica!! F.Auricchio 24/32

Comportamento costitutivo Confronto qualitativo con materiali tradizionali F.Auricchio 25/32

Comportamento costitutivo Confronto quantitativo con materiali tradizionali F.Auricchio 26/32

Comportamento costitutivo Ossa corticale: confronto risposta meccanica tra trazione e compressione Si giustifica la diversa risposta meccanica a trazione e compressione F.Auricchio 27/32

Comportamento costitutivo La risposta meccanica dei materiali biologici è chiaramente influenzata dal numero di cicli di carico Effetto presente anche in molti materiali tradizionali F.Auricchio 28/32

Comportamento costitutivo Prove a fatica F.Auricchio 29/32

Comportamento costitutivo I materiali biologici sono materiali vivi configurazione funzionale reattivi ai cambi di condizioni di carico F.Auricchio 30/32

Comportamento costitutivo F.Auricchio 31/32

Comportamento costitutivo F.Auricchio 32/32