Sportello Territoriale Autismo APPROCCIO PSICOEDUCATIVO MIUR Ufficio Ambito Territoriale VIII Vicenza La S C U O L A aperta ai Disturbi dello Spettro Autistico L approccio psicoeducativo a scuola prof.ssa Marialuisa Tonietto Sportello Territoriale Autismo di Vicenza - UAT Tra gli approcci attualmente più accreditati, presi in esame dalla documentazione e pubblicati dalla letteratura specifica troviamo L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO 1 I.I.S. «G.A. Remondini» - Bassano del Grappa 24 aprile 2017 2 APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PERCHÉ E SPENDIBILE per TUTTE le DISABILITÀ nei principi e nelle strategie Sostiene la CONDIVISIONE del progetto di vita con TUTTI gli Enti EDUCATIVI: famiglia, servizio, scuola, extrascuola Dà un RUOLO PRIMARIO alla FAMIGLIA Promuove un INTERVENTO PRECOCE, INTENSIVO, GLOBALE 3 APPROCCIO PSICOEDUCATIVO Ha matrice e TECNICHE COGNITIVO-COMPORTAMENTALI Si basa sulla DIAGNOSI e VALUTAZIONE delle CAPACITÀ del BAMBINO/RAGAZZO (personaalunno) Attua una PROGRAMMAZIONE CONCRETA con un INTERVENTO PERSONALIZZATO Promuove il PRINCIPIO di AUTONOMIA e INDIPENDENZA 4 APPROCCIO PSICOEDUCATIVO L intervento psicoeducativo prevede una progettazione iniziale che deve essere semplice, a volte essenziale, ma pensata da subito su più livelli: L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PROGETTARE VS IMPROVVISARE CONOSCERE INCONTRARE ACCOGLIERE E OSSERVARE PREPARARE per INCLUDERE STRUTTURARE : SPAZIO TEMPO MATERIALI - ATTIVITÀ Utilizzare una modalità di COMUNICAZIONE EFFICACE Attivare relazioni significative: INTERSOGGETTIVITA e TUTORING Organizzare la DIDATTICA e la METODOLOGIA 1
L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PROGETTARE VS IMPROVVISARE CONOSCERE INCONTRARE ACCOGLIER E OSSERVARE PREPARARE per INCLUDERE STRUTTURARE : SPAZIO TEMPO MATERIALI - ATTIVITÀ Utilizzare una modalità di COMUNICAZIONE EFFICACE Attivare relazioni significative: INTERSOGGETTIVITA e TUTORING PIANIFICARE la DIDATTICA e la METODOLOGIA LE PRIME AZIONI CONOSCERE INCONTRARE ACCOGLIERE e OSSERVARE PREPARARE = FORMARE per INCLUDERE CONOSCERE chi incontreremo CONOSCERE chi incontreremo ASD (Autistic Spectrum Disorders): Autismo o autismi Colloqui con famiglia, insegnanti della scuola di provenienza, specialisti e operatori extrascuola. Documentazione : clinica e scolastica Raccogliere le prime informazioni (cosa deve conoscere la scuola che accoglie l alunno con ASD?): Come comunica: verbale / non verbale Ha atteggiamenti aggressivi/non aggressivi/di autolesionismo/eterolesionismo passività/iperattività Possiede ipersensibilità (5 sensi) Qual è il suo livello di tolleranza sociale CONOSCERE chi incontreremo Quali sono i suoi interessi Quali sono le sue abilità Ha stereotipie? Quali? Qual è il suo livello cognitivo Qual è la sua modalità di apprendimento Cosa mi può aiutare a relazionarmi con lui INCONTRARE chi accoglieremo Il primo incontro con l alunno può avvenire sulla base del Progetto di Continuità Speciale La continuità è intesa come il raccordo tra i vari ordini di scuola. È attuata per garantire agli alunni un passaggio senza interruzioni, tale da assicurare coerenza tra quanto realizzato dall ordine di scuola di provenienza e gli interventi didattici ed educativi della scuola accogliente. 2
INCONTRARE chi accoglieremo INCONTRARE chi accoglieremo I riferimenti legislativi principali sono L. 104/92 ART. 14, C.M. 1/88, C.M. 262/88 per tutti gli alunni C.M. 339/92, Legge Autonomia DPR n. 275, gli Art. 10 e 11 del Protocollo d'intesa 2009 della Provincia di Vicenza (che a breve sarà rinnovato) e la sua integrazione specifica per l autismo. L incontro può avvenire 1. Nella scuola di provenienza insieme alle figure di riferimento 2. Nella scuola accogliente Quando: nell anno precedente e/o prima dell inizio del nuovo anno scolastico; Come: accompagnato dalla famiglia, dall OSS o dagli insegnanti (per dar modo all alunno di prendere contatto con il nuovo ambiente). INCONTRARE chi accoglieremo Predisporre materiali per l incontro Predisporre attività per l incontro INCONTRARE chi accoglieremo Il Progetto di Continuità Speciale prosegue quindi con il Progetto di accoglienza speciale con la predisposizione di ciò che è necessario fin dal primi giorni di scuola. (C è già la conoscenza avuta attraverso la Continuità, ma il cambio di scuola è comunque un momento importante e difficile per il soggetto con autismo ed è probabile che le azioni di continuità non siano sufficienti). ACCOGLIERE e OSSERVARE L azione di osservare e registrare i comportamenti è fondamentale nell approccio psicoeducativo. OSSERVARE comportamenti modalità di apprendimento dell alunno modalità di relazione le sue preferenze o ciò che lo infastidisce le attività di svago/relax che preferisce i rinforzi possibili le sue reazioni o/e i suoi comportamenti problema 3
OSSERVARE e REGISTRARE Spesso il bambino e il ragazzo con ASD non riescono a parlare o comunque a riferire in modo preciso e chiaro ciò che provano, che sentono o, semplicemente, ciò che desiderano. Attraverso particolari comportamenti (comportamento problema) cercano di comunicare quello che non riescono a comunicare in nessun altro modo. M. è pigra OSSERVARE e REGISTRARE con linguaggio descrittivo P. è aggressivo G. vive nel suo mondo M. impiega circa 40 minuti per vestirsi P. dà calci e pizzicotti ai compagni G. si dondola sulla sedia e non risponde se chiamato 20 DATA ORARIO... LUOGO CHI è PRESENTE.. Il alle ore In classe in altro ambiente Sono presenti OSSERVARE e REGISTRARE comportamenti : ANTECEDENTE (cosa avviene prima del comportamento da osservare) COMPORTAMENTO O COMPORTAMENTO PROBLEMA CONSEGUENTE (cosa avviene dopo il comportamento da osservare: reazioni delle persone e dell alunno) OSSERVARE e REGISTRARE L obiettivo dell osservazione, nell ottica psicoeducativa non significa soltanto eliminare i comportamenti disadattivi, ma creare le condizioni per far sì che il soggetto possa apprendere modalità più evolute di comunicazione. OSSERVARE per PERCHÉ? Capire il comportamento problema da estinguere Sostituirlo con abilità di comunicazione più evolute PREPARARE = FORMARE Preparare il contesto accogliente Le persone che incontrerà (formazione del personale docente e non docente, dei compagni di classe e alunni della scuola e le loro famiglie). L ambiente nel quale entrerà, si muoverà, lavorerà (spazi, tempi, materiali, attività ). PREPARARE LE PERSONE = FORMARE Dare le informazioni e soprattutto gli strumenti per interagire nel modo migliore 4
L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PROGETTARE VS IMPROVVISARE CONOSCERE OSSERVARE INCONTRARE per ACCOGLIERE STRUTTURARE : SPAZIO TEMPO MATERIALI - ATTIVITÀ Utilizzare una modalità di COMUNICAZIONE EFFICACE Attivare relazioni significative: INTERSOGGETTIVITA e TUTORING PIANIFICARE la DIDATTICA e la METODOLOGIA PREPARARE LO SPAZIO La strutturazione dello SPAZIO PREPARARE LO SPAZIO E una risposta immediata alla domanda: «Dove?» Come dire: «Ogni cosa al suo posto un posto per ogni cosa>> PREPARARE LO SPAZIO Preparare lo SPAZIO significa STRUTTURARLO, renderlo riconoscibile e sicuro PREPARARE LO SPAZIO 5
PREPARARE LO SPAZIO TAVOLO DEL GIOCO PREPARARE LO SPAZIO IL TEMPO La strutturazione del TEMPO E una risposta immediata alle domande: «Quando?» «Per quanto tempo?» PROGETTARE con FLESSIBILITA' Flessibilità nell organizzazione del suo orario scolastico (esempio organizzazione prime due ore tratte dall orario scolastico di dicembre) LUNEDI MARTEDI MERCOLEDI GIOVEDI VENERDI SABATO ORE 1 Aritmet. Inglese In classe Scienze Tecnologia Arte in classe (francese) In classe Aula lavoro In lab. con in classe Schede Lavoro Attività -Lavoro la classe 40 Schede + manuale strutturata Grafico e di + 30 Attività creativo 40 manualità (Laborator. + piacevole + fine (libretto di musica) Attività (pongo) Attività con foto); Con palla piacevole -attività Oss in palestra (coloritura) relative alla autonomia 2 Storia Tecnol. Scienze Lavoro Storia Attività In classe motorie individualiz. In classe multimed. fino alle In lab. di con la classe relativo alla Attività org. al Docente 9.30 informat. 20 autonomia Spaziotemporale 30 Computer Lavoro Con la + (Aula lavoro) strutturato classe Materassone + (materiale + (Laborat. Scrittura e come rinforzo Attività strutturato) Italiano di musica) attività 10 piacevole Fino alle ore In classe interattiva + Es. con i (Geomag) 9.30 compagni Biblioteca divano (letturaimmagini) Esempio Di Orario lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato 1 GEOGR GEOM TECN ED. FIS STORIA ITAL In classe In classe In classe per In palestra In classe In classe Cartellone Agenda, calendario, calendario, calendario, appello, per calendario, SETTIMANALE appello appello, appello, agenda agenda quotidiana appello, agenda del tutoring Attività agenda quotidiana quotidiana Agenda, appello strutturata e quotidiana Attività IN Attività strutturata in aula di sul quaderno e sul quaderno lavoro Attività PALESTRA di Matem. Attività al strutturata e sul con i computer quaderno compagni 2 ITALIANO ARTE MUSICA INGLES TEDESCO GEOMET In aula di Con la Con la In aula di In aula di In aula di lavoro classe classe lavoro lavoro lavoro -Al tavolo vis a In In Tavolo vis a vis: -Lavoro in vis completare inglese con laboratorio laboratorio -Attività musicale autonomia lavoro avviato materiali di arte di musica di ripasso e -ripasso in classe strutturati suono libero 8 musicale alla -Attività di MUSIC tastiera e 8 svago a (scelta Attività di ritmo 10 ) -Attività al tavolo svago e imitazione. -Attività in Alla tastiera di lavoro guidato -calcolo e autonomia suona brani noti o al computer geometria Lavoro in autonomia -Attività in autonomia Ritorno in classe In attesa di Sabrina 3 TECNOL ARTE TED GEOGR INGLESE SCIENZE - Predispos del In aula di In aula di Completare le Ripasso inglese o Tavolo testo lavoro lavoro attività completamento vis a vis -attività al Completa le Ripasso attività precedenti attività per lavoro computer attività al tavolo di In classe precedente guidato e (azioni avviate lavoro geografia nuovi specifiche) MUSICA Ritorno in contenuti Attività di classe -attività di ripasso dei svago e brani noti ritorno in Attività classe 6
DARE VISIBILITÀ AL TEMPO Spesso per l alunno con autismo la percezione del tempo che passa è difficile da comprendere. «Prima dopo - tra poco» sono concetti e termini temporali astratti quindi invisibili. DARE VISIBILITÀ AL TEMPO E molto importante strutturare la giornata attraverso una scansione temporale resa visibile da dispositivi opportunamente creati per informare l alunno su ciò che sta accadendo, ciò che è accaduto ciò che accadrà. DARE VISIBILITÀ AL TEMPO DARE VISIBILITÀ alla DURATA 7
DARE VISIBILITÀ alla DURATA DARE VISIBILITÀ alla DURATA STRUTTURARE LE ATTIVITÀ Anche nel caso delle proposte didattiche la strutturazione è fondamentale : predisporre in modo chiaro e autoevidente il materiale di lavoro significa rispondere concretamente alla domanda: «Che cosa?» STRUTTURARE LE ATTIVITA Il programma può interessare tutte le aree di funzionamento. Gli obiettivi possono essere di tipo cognitivo, linguistico, motorio-prassico, per l autonomia. Ogni obiettivo va graduato e anche le relative attività vanno frazionate in compiti più semplici (step by step) Tutte le attività, anche quelle più semplici vanno insegnate (es. al tavolo vis à vis). ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ Risolvi le seguenti addizioni: 23 + 4 =.. 42 + 5 =.. 50 + 6 =. 12 + 8 =.. 65 + 2 =. 8
ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ LAVORARE SEGUENDO UN MODELLO ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ 9
ALCUNI ESEMPI di ATTIVITÀ ES.: SEQUENZE E COMPRENSIONE DEL TESTO (materiale di facile costruzione personalizzata e graduabile; plastificato per una modalità di lavoro strutturata, e ripetibile) L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PROGETTARE VS IMPROVVISARE CONOSCERE INCONTRARE ACCOGLIER E OSSERVARE PREPARARE per INCLUDERE STRUTTURARE : SPAZIO TEMPO MATERIALI - ATTIVITÀ Utilizzare una modalità di COMUNICAZIONE EFFICACE Attivare relazioni significative: INTERSOGGETTIVITA e TUTORING PIANIFICARE la DIDATTICA e la METODOLOGIA COMUNICAZIONE EFFICACE Nelle persone con Disturbo dello Spettro Autistico, vi è una compromissione qualitativa del linguaggio e della capacità di comunicare bisogni, richieste, sentimenti. Non per questo esse non hanno la necessità di esprimere, chiedere, rispondere. COMUNICAZIONE EFFICACE I comportamenti problema sono spesso la loro risposta a non sapersi esprimere in altro modo. 10
COMUNICAZIONE EFFICACE Una comunicazione efficace e condivisa è fondamentale per COMUNICAZIONE EFFICACE Una comunicazione efficace e condivisa è fondamentale per l alunno : Per comprendere l ambiente, le richieste, i messaggi, i comportamenti Per esprimere bisogni, scelte, difficoltà, emozioni gli insegnanti, gli operatori, i compagni: - Strumento per relazionarsi interagire - Introdurre attività e cambiamenti - Avviare all autonomia - Gestire comportamenti problema COMUNICAZIONE EFFICACE Anche se ogni soggetto è unico, ci sono alcune indicazioni comuni da tenere bene in mente per comunicare con bambini/ragazzi (in particolare con autismo). COMUNICAZIONE EFFICACE Rendere la comunicazione più efficace cercando il contatto oculare COMUNICAZIONE EFFICACE Utilizzare poche parole chiare ed aspettare con pazienza la sua risposta. A volte può servire dare l alternativa tra 2 risposte (sì/no; bene/male; ) COMUNICAZIONE EFFICACE Nella comunicazione con gli altri e per la conoscenza dell ambiente può utilizzare le indicazioni verbali, ma sono indispensabili per lui anche quelle visive, cioè con i disegni, foto icone, scritte al posto del verbale. 11
1 2 3 4 5 25/04/2017 Devo fare pipì TECNOLOGIA AULA LAVORO AUDITORIUM HO SETE HO FAME SONO STANCO Ascensore NON USARE DA SOLO AULA di LAVORO AUDITORIUM Ascoltare musica Leggere GIOCARE AL COMPUTER GIOCARE CON LA PALLA LABORATORIO DI INFORMATICA 12
L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PROGETTARE VS IMPROVVISARE CONOSCERE INCONTRARE ACCOGLIER E OSSERVARE PREPARARE per INCLUDERE STRUTTURARE : SPAZIO TEMPO MATERIALI - ATTIVITÀ Utilizzare una modalità di COMUNICAZIONE EFFICACE Attivare relazioni significative: INTERSOGGETTIVITÀ e TUTORING ORGANIZZARE la DIDATTICA e la METODOLOGIA ACCOGLIERE Il tutoring: la classe come risorsa Tonietto Marialuisa PRESUPPOSTI TEORICI DEL TUTORING La normativa italiana specifica degli ultimi anni suggerisce che per raggiungere una dimensione inclusiva nella scuola è fondamentale: Creare un clima di classe non competitivo, attivando esperienze di apprendimento collaborativo e cooperativo Favorire il senso di appartenenza alla classe Costruire relazioni socio-affettive positive Programmare situazioni di tutoring come strategia e metodologia favorente TUTORING E AUTISMO Il coinvolgimento dei pari deve tenere in considerazione i seguenti aspetti: l ordine scolastico di appartenenza perché ad ogni età e ad ogni contesto corrispondono relazioni estremamente diverse. TUTORING E AUTISMO TUTORING E AUTISMO Conoscere le caratteristiche personali dell alunno : dal punto di vista delle sue peculiarità individuali, con i suoi punti di forza e i suoi punti deboli e con la sua unicità di soggetto con autismo (parliamo di autismi). Le caratteristiche cognitive e comportamentali dell alunno con autismo rendono spesso complesso l'instaurarsi di rapporti interpersonali significativi spontanei. 13
TUTORING: facilitare e formare Sono gli adulti di riferimento che devono facilitare e sostenere le azioni dei compagni, formandoli e accompagnandoli nel loro ruolo di compagni guida o tutor. Cosa s intende per TUTORING? Una modalità, una strategia educativa articolata e organizzata con l obiettivo di Avvicinare tra loro i pari Attivare relazioni positive e gratuite tra coetanei Condividere esperienze durante le quali ci possa essere un passaggio di conoscenze da un TUTOR (soggetto che aiuta) ad un TUTEE (soggetto aiutato) Condividere esperienze durante le quali ci possa essere un passaggio di conoscenze da un TUTOR (soggetto che aiuta) ad un TUTEE (soggetto aiutato) Foto Foto Foto Foto OSTACOLI CON SOFIA GIOCHIAMO INSIEME E importante conoscere da subito alcuni comportamenti che facilitano la relazione con il compagno con autismo. 14
Salutalo, parlagli, interagisci con lui cercando il contatto oculare. Tutoring e linguaggio Nel parlare con lui è meglio utilizzare poche parole chiare ed aspettare con pazienza la sua risposta. Tutoring e comunicazione Nella comunicazione utilizza il linguaggio verbale, ma anche icone, immagini o foto al posto delle parole. Tutoring e comunicazione Usa poche parole chiare JHBC KHB BCIGB HB VNFHGG DFHHJ BKHBH BVH BVBVB FHYFHBHFH CIAO.. Comunica con gesti e immagini, fai da modello positivo. Tutoring e riflessione Parlare di tutoring significa parlare di due concetti fondamentali: l aiuto e il rispetto reciproci Per attivare l esperienza del TUTORING è importante Definire gli obiettivi Organizzare spazi e tempi Visualizzare i turni foto foto foto foto foto foto foto foto foto 15
Visualizzare attraverso parole e nomi. È fondamentale un continuo monitoraggio quotidiano dell adulto sulla classe e sul ragazzo. TUTORING: SOLO ALCUNI ESEMPI Video 1 Tutoring: PRIMA E DOPO Foto Foto Video 2 Video 3 Video TUTOR PER IMPARARE INSIEME SCIENZE MOTORIE-PERCORSO : Tutoring di accompagnamento SCIENZE MOTORIE-CERCHI Tutoring di laboratorio 16
Foto/video Foto/video Tutor in entrata Tutor in uscita Foto/video Foto/video Tutor nei laboratori Tutor in palestra e nelle attività ginniche Foto/video Tutor durante le uscite didattiche Foto/video Intersoggettività 17
Video attività in piccolo gruppo : per il tutee Scambio relazionale Socializzazione Intersoggettività Prossimità Imitazione Autonomia Comunicazione : per i tutor I tutor imparano gli approcci e le strategie migliori. I tutor sviluppano nel tempo abilità prosociali. Il tutoring aiuta a mantenere un generale clima collaborativo nella classe. Tutoring: il laboratorio musicale VISIONE VIDEO ESPERIENZA MUSICALE L APPROCCIO PSICOEDUCATIVO PROGETTARE VS IMPROVVISARE CONOSCERE INCONTRARE ACCOGLIER E OSSERVARE PREPARARE per INCLUDERE STRUTTURARE : SPAZIO TEMPO MATERIALI - ATTIVITÀ Utilizzare una modalità di COMUNICAZIONE EFFICACE Attivare relazioni significative: INTERSOGGETTIVITA e TUTORING PIANIFICARE la DIDATTICA e la METODOLOGIA ORGANIZZARE la didattica e la metodologia Per predisporre un intervento didattico efficace è importante conoscere quali strumenti può avere a disposizione l insegnante per proporre i contenuti in vista del raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento e delle competenze. 18
ORGANIZZARE la didattica e la metodologia Ciò che è fondamentale ricordare è che: Non esiste un intervento che vada bene per tutti i bambini/ragazzi con disabilità/autismo È necessario partire da ciò che il bambino/ragazzo sa fare (valutare abilità riuscite o emergenti) È fondamentale tenere in considerazione gli interessi del bambino/ragazzo (motivazione) È essenziale la collaborazione con la famiglia È importante il lavoro di rete con gli attori coinvolti ORGANIZZARE la didattica e la metodologia L organizzazione didattica e metodologica secondo un intervento psicoeducativo fa riferimento ad alcune strategie e metodologie al cui interno si trovano approcci di tipo per lo più cognitivo comportamentale. In questa sede daremo solo alcuni spunti con la consapevolezza di non riuscire ad approfondire alcuni metodi o trascurarne altri che potrete però conoscere anche attraverso una bibliografia specifica. Uso del rinforzo (dall estrinseco all intrinseco) Task analysis (analisi del compito) Aiuto esterno (prompting) Attenuazione progressiva dell aiuto (fading) Modeling e videomodeling (osservazione di un modello) Estinzione Token economy Favorire strategie di generalizzazione e mantenimento PROCEDURE PER PROMUOVERE LE abilità SOCIALI (role-play le caratteristiche di questo metodo forniscono molteplici stimoli all apprendimento attraverso l imitazione e l azione, attraverso l osservazione del comportamento degli altri e i commenti ricevuti sul proprio, attraverso l analisi dell intero processo. Storie sociali; conversazioni con i fumetti; Procedure di comunicazione (es: alternativa e aumentativa) Grazie a tutti e buon lavoro! SPORTELLO TERRITORIALE AUTISMO di VICENZA www.autismovicenza.it Per contatti: Ufficio Interventi Educativi claudia.munaro@istruzionevicenza.it 19