Magnetoterapia INDICE

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Magnetoterapia INDICE 1. PROPRIETA DEI CMP... 2 2. IMPORTANZA DEI CAMPI MAGNETICI IN MEDICINA... 3 3. APPLICAZIONE DEI CMP NELLE PATOLOGIE OSTEOARTICOLARI... 3 4. APPLICAZIONE DELLA MAGNETOTERAPIA NELLE OSTEOPOROSI... 4 5. APPLICAZIONE DEI CMP NELLE AFFEZIONI VENOSE E ARTERIOSE... 5 6. INDICAZIONI TERAPEUTICHE... 6 7. CONTROINDICAZIONI... 7 MU--HP05RC1 - Rev. c 13/05/2002

2/8. PROPRIETA DEI CMP I campi magnetici pulsati a bassa frequenza e debole intensità possiedono una serie di vantaggi che giustificano la loro sempre crescente utilizzazione. L esperienza maturata in oltre 50 anni di forniture per Ospedali, Università, Cliniche private ed ambulatori accreditati, ci ha permesso di realizzare un apparecchio per magnetoterapia dotato di criteri costruttivi e tecnico-funzionali consoni ad una metodica ormai consolidata e di comprovata efficacia, senza coniare nuove terminologie terapeutiche, ma semplicemente definendo caratteristiche tecnico-funzionali atte a garantire la migliore nonché riconosciuta efficacia dei CMP. La magnetoterapia è una tecnica efficace e di consolidata affermazione in ambito clinico, ma perché essa sia efficace occorre che il campo magnetico sia emesso secondo specifici criteri. Taluni tipi di patologie, soprattutto quelle a carico del sistema osteoarticolare, hanno bisogno di tempi di esposizione piuttosto lunghi. Il solenoide (o applicatore) deve essere posizionato esattamente al di sopra della zona affetta dalla patologia. Nel caso in cui si avesse a disposizione un apparecchiatura dotata di 2 solenoidi (CMP2), per effettuare applicazioni localizzate è opportuno sovrapporre i due solenoidi. Si tenga conto che in tal caso la potenza trasmessa al paziente è doppia; è cioè costituita dalla somma dei due generatori. Perciò, se sull apparecchiatura verrà visualizzata per esempio la potenza di 30 Gauss, quando i due solenoidi sono una sopra l altro in realtà la potenza è pari a 60 Gauss. Perciò, i due solenoidi assolvono ad una duplice necessità: di effettuare trattamenti su vaste aree del copro (anche total-body), oppure di effettuare trattamenti segmentari localizzati. Nel caso di utilizzo dei due solenoidi distanziati l uno dall atro, si tenga conto che lo strumento consente di impostare le modalità normal o reverse. Tale modalità viene attivata mediante (selezionata) mediante un apposito tasto (cfr. Descrizione dei comandi). In modalità normal (luce verde accesa) lo strumento genera un campo magnetico dotato di una direzione uniforme. Il campo magnetico generato è equamente distribuito su tutto il corpo del paziente ed è ideale nel caso del trattamento di aree diffuse (es. : osteoporosi). Mentre in modalità reverse (luce verde spenta) il campo magnetico è massimo tra i due solenoidi, perciò le patologie più indicate sono quelle in cui la patologia, pur interessando tutto il corpo o buona parte di esso, è precipuamente a carico di un determinato segmento (es.: artrosi segmentaria, patologie vascolari, ecc.).

3/8. IMPORTANZA DEI CAMPI MAGNETICI IN MEDICINA La caratteristica della magnetoterapia consiste nel ristabilimento di un equilibrio tra forze meccaniche, elettriche e magnetiche in seno ai tessuti. Il trattamento è tanto più efficace quanto più esso si integra ed agisce in supporto di certe attività e funzioni biologiche. Alcuni dei vantaggi dei campi magnetici sono: influenza diretta sul metabolismo osseo, con accelerazione della formazione del callo osseo; azione favorevole, complessa ed estesa a tutti i tessuti, mediata da una migliore utilizzazione dell ossigeno, da un miglioramento degli equilibri della membrana, da una complessa azione sugli ioni, la circolazione ematica, gli enzimi, gli ormoni, ecc.; mancanza di riscaldamento dei tessuti, ciò che è importantissimo, da un lato in caso di impianti metallici, dall altro per evitare danni termici a livello osseo, articolare e delle parti molli; miglioramento delle lesioni delle parti molli, spiegate dall effetto piezoelettrico (meccanico); assenza o scarsità di azioni secondarie; possibilità di una regolazione molto precisa dei parametri di emissione del campo magnetico. Numerosi fattori intervengono nelle interazioni tessuti-campi magnetici, e ciò spiega ampiamente come non sia possibile fare previsioni esatte sui risultati conseguibili in ogni singolo caso.. APPLICAZIONE DEI CMP NELLE PATOLOGIE OSTEOARTICOLARI Il meccanismo di azione dei campi magnetici sul tessuto osseo si basa su di una serie di elementi, il più importante dei quali è sicuramente quello piezoelettrico. Le ossa hanno la proprietà di produrre vibrazioni elastiche per rafforzare o sostituire funzioni naturali perturbate o assenti. Nell osso è il collagene a fungere da piezogeneratore naturale (stimola cioè con delle vibrazioni meccaniche la produzione del callo osseo). Il collagene può essere polarizzato spontaneamente, a causa della sua struttura cristallina asimmetrica. Le zone di pressione dell osso si polarizzano negativamente; le zone sottoposte a trazione positivamente. Nelle regioni polarizzate negativamente vi è la formazione del callo osseo. L osso è così sottoposto ad un vero e proprio ciclo bioelettrico. Nel corso di questo ciclo diverse forze producono i campi elettromagnetici che partecipano attivamente alla regolare crescita, riparazione dell osso. Il processo di formazione del callo osseo mediante campi magnetici inizia attraverso una vivace produzione ed una successiva deposizione di fibre collagene. La stimolazione indotta dai campi

magnetici non solo influenza il tenore e l equilibrio delle diverse sostanze, ma agisce anche sulla strutturazione e sull orientamento. E importante sottolineare il fatto che gli effetti benefici della pulsazione elettromagnetica a livello cellulare non aumentano proporzionalmente alla frequenza e/o all intensità; esiste invece un intensità ottimale da non superare che è intorno ai 50 Gauss. Con questo parametro le reazioni enzimatiche che regolano la respirazione cellulare sono ottimali. E inoltre importante notare l influenza dei campi magnetici sul metabolismo dell ossigeno a livello cellulare. Tutto ciò è stato riscontrato in quanto qui di seguito specificato: accelerazione del processo di guarigione in lesioni dei tessuti molli e dell osso; effetto benefico su strutture fortemente condizionate dalla diffusione di ossigeno (es. cartilagine); accentuazione dei dolori all inizio del trattamento, in caso di lesioni arteriose e loro graduale regressione nel corso del trattamento; favorevoli effetti sulle lesioni trofiche di origine circolatoria periferica. In sintesi, si può concludere nell affermare che la stimolazione della formazione dell osso da parte dei campi magnetici è sicura ed efficace ed è dovuta a: 1. aumento della utilizzazione di ossigeno da parte delle cellule con i relativi effetti secondari; 2. effetto piezoelettrico (meccanico) sulla stimolazione del collagene a creare, migliorare lo sviluppo del callo osseo. In particolare per il processo riparativo e di guarigione delle discontinuità ossee (fratture, osteotomie, presudoartrosi, scollamento di endoprotesi) sono importanti i seguenti effetti: - induzione di un effetto piezoelettrico nelle strutture connettivali (collagene) della discontinuità ossea; - orientamento strutturale del collagene e dell osso neoformato con miglioramento qualitativo del callo; - miglioramento delle condizioni circolatorie locali e della pressione di ossigeno; - miglioramento del processo riparativo a livello dei tessuti molli. Ma perché tali effetti si producano è importante tenere conto di quanto segue: - il dosaggio dev essere adeguato; - i valori dell intensità e della frequenza devono esser tali da provocare il corretto effetto biologico, scongiurando l effetto termico. 4/8. APPLICAZIONE DELLA MAGNETOTERAPIA NELLE OSTEOPOROSI L osso è un organo che dà forma al corpo, ne sostiene il peso e ne facilita la locomozione fornendo al tessuto muscolare l inserzione per agire come leve. E inoltre in grado di reagire elasticamente alle forze meccaniche e, se si rompe, avvia un processo di autoriparazione. L osso è costituito da una matrice organica di fibre collagene disperse in una massa inorganica di minerali. L osso è un tessuto dinamico ed in continua evoluzione. I processi di deposizione e di riassorbimento sono continui. Che cos è l Osteoporosi L osteoporosi è la condizione in cui si ha una rarefazione dell osso che diventa poroso e, quindi, più fragile. Oltre che di una perdita di calcio, si tratta di una rarefazione delle altre strutture dell osso (soprattutto quelle fibrose di collagene). Ciò accade perché, come sopra accennato, nel corso della vita lo scheletro non rimane sempre uguale, ma si modella. Si passa da una fase di distruzione ad una fase di neoformazione. Quando il bilancio tra questi due momenti è positivo (se ne crea di più di quanto se ne distrugge) il sistema

scheletrico è sano. L evoluzione del processo di formazione del sistema scheletrico raggiunge un picco intorno ai trent anni, mentre diventa involutivo con l avanzare dell età. Ciò non significa che quando si raggiunge la maturità l osteoporosi è inevitabile. Non tutti gli osteopenici sono osteoporotici o lo diventeranno e non tutti gli osteoporotici andranno incontro a fratture. Inoltre, l osteoporosi non è un processo inarrestabile. L involuzione del sistema scheletrico ad un certo punto rallenta. L osteoporosi colpisce soprattutto le donne, in particolare dopo l arrivo della menopausa. La caduta del livello di estrogeni che si verifica con la menopausa provoca innanzitutto un difetto di assorbimento del calcio. L osteoporosi, comunque, non riguarda solo le persone anziane. Esistono infatti anche malattie in cui i danni allo scheletro sono la principale manifestazione, anche se non coincidono con l osteoporosi dovuta all invecchiamento: il morbo di Sudeck innanzitutto. Esiste poi una osteoporosi secondaria, dovuta per esempio a terapie prolungate con cortisonici oppure all immobilità prolungata o a disturbi ghiandolari (eccessiva attività di tiroide e paratiroidi). Infine, quanto detto a proposito della menopausa naturale, vale anche per la rimozione chirurgica delle ovaie: gli effetti sono gli stessi. La principale conseguenza di questa malattia è costituita dall indebolimento dello scheletrico che si trova maggiormente esposto al rischio di fratture. I distretti corporei più colpiti sono generalmente il femore, il polso e le vertebre. Tra le regole da seguire per le persone colpite da osteoporosi vi sono, oltre ad una corretta terapia farmacologica, regole comportamentali semplici ma di quotidiana applicazione, come l esecuzione di una leggera attività sportiva, evitare il fumo, effettuare una dieta adeguata. Alla terapia farmacologica ed al regime comportamentale, si può associare la magnetoterapia, i cui benefici effetti nella stimolazione della produzione ed organizzazione delle fibre di collagene fornisce un supporto naturale importante a chi soffre di tale patologia. Per chi soffre di osteoporosi, la magnetoterapia costituisce, infatti, un supporto naturale, non invasivo, privo di particolari controindicazioni ed effetti collaterali e di facile applicazione. La perseveranza nell utilizzo di tale metodica, oltre che l adeguatezza delle posizioni e dei parametri utilizzati, consente di ritardare la degenerazione della struttura scheletrica. L effetto piezoelettrico indotto dalla magnetoterapia si associa e, nei casi più gravi, si sostituisce all effetto piezoelettrico naturale proprio dell osso in età evolutiva.. APPLICAZIONE DEI CMP NELLE AFFEZIONI VENOSE E ARTERIOSE Un campo magnetico può attraversare tutte le strutture dell organismo, a differenza di un campo elettrico. Mentre i campi magnetici continui, cioè costanti, esercitano un azione a volte nociva, i campi magnetici pulsati, che vengono utilizzati in terapia, hanno benefici effetti sulle varie strutture cellulari del corpo umano. I campi magnetici possono incrementare la pressione parziale di ossigeno, determinando un effetto vasodilatatore sulle piccole arterie della periferia. In condizioni patologiche, quali manifestazioni infiammatorie in cui la liberazioni di ormoni tessutali altera la struttura fisico-chimica dei glucosaminoglicani (sostanze deputate a regolare la quantità di plasma che fuoriesce dai capillari per via transendoteliale), si assiste ad un incremento abnorme della cosiddetta permeabilità capillare con il conseguente accumulo di essudato interstiziale. L inibizione dell edema è imputabile a due meccanismi: - blocco parziale dell abnorme permeabilità endoteliale da parte dei GAG; - stimolazione dei GAG. I due fenomeni più evidenti in tema di patologia vascolare sono rappresentati dall edema per il comparto venoso e dall ischemia per quello arterioso. 5/8

Su tali patologie periferiche è stato accertato l effetto indotto dai campi magnetici di riequilibrio della patologia. In ambito clinico vengono preferiti i campi magnetici variabili pulsati prevalentemente magnetici (non elettromagnetici), a bassa frequenza (da 1 a 100 Hz) e debole intensità (da 1 a 100 gauss). Vi sono svariate osservazioni cliniche che attestano i benefici effetti dei campi magnetici in una gamma assai ampia di affezioni vascolari. Algo-neuro-distrofia di Sudeck. Importante turba di un segmento di arto o di arto intero. Complessi meccanismi sia centrali che periferici, su base neuro-circolatoria, ormonale e enzimatica, sono all origine di questa malattia che presenta un quadro morfologico ma soprattutto funzionale molto appariscente. Anche in questo caso il trattamento con i campi magnetici costituisce un supporto terapeutico molto efficace. Arteriopattie periferichje (necrosi distale, turbe trofiche dei tegumenti con o senza dolori a riposo, cludicatio intermittens, forme iniziali. 50 Gauss Per quanto concerne le arteriopatie periferiche l efficacia del trattamento deriva dall incremento della pressione sistolica alla caviglia durante la cura a campi magnetici e nel periodo immediatamente successivo. L incremento della vascolarizzazione tessutale in corso di trattamento a mezzo dei campi magnetici pulsati su pazienti arteriopatici è indirettamente documentabile dall andamento del sintomo dolore. All inizio del trattamento il dolore può accentuarsi come espressione di una ulteriore insufficienza circolatoria a fronte di un accentuato fabbisogno di ossigeno, successivamente il dolore diminuisce, anche rispetto ai valori di partenza, in rapporto alla vasodilatazione e al processo di neoformazione vasale instauratosi.. INDICAZIONI TERAPEUTICHE Lo strumento CMP è in grado di generare campi magnetici di elevata potenza. La potenza di picco erogata tramite tale solenoide è pari a 100 Gauss. La potenza di picco viene poi modulata attraverso i parametri del software fino ad ottenere un massimo di 50 Gauss effettivi in uscita sul paziente. Tale limitazione viene effettuata al fine di evitare che sul paziente si produca un eccessivo effetto termico. Perché l applicazione di magnetoterapia si produca con la dovuta efficacia è opportuno posizionare correttamente il solenoide. In particolare, è opportuno posizionare il solenoidi (od i solenoidi in caso di apparecchio a 2 solenoidi) esattamente al di sopra della localizzazione della patologia. OTORINOLARINGOIATRIA Il trattamento con campi magnetici delle sinusiti (frontali, mascellari), delle riniti, delle otiti viene effettuato sia per ridurre l infiammazione sia per favorire l inibizione o l attenuazione del dolore. I programmi prevedono intensità contenute da praticare localmente. SISTEMA NERVOSO Le nevralgie costituiscono senza dubbio una indicazione importante della magnetoterapia. Nell emicrania, nelle cefalee con componente muscolo-tensiva e nelle nevralgie in genere, il trattamento é importante che coinvolga le aree opportune. AFFEZIONI DELLA COLONNA Il trattamento delle affezioni della colonna richiede generalmente un buon numero di applicazioni. Assai di frequente, il trattamento praticato sulla colonna vertebrale determina alle prime sedute una riacutizzazione della sintomatologia dolorosa che può manifestarsi con intensità variabile ed in genere di significato prognostico non infausto. La possibilità di tale riacutizzazione rende consigliabile l iniziare con dosi non tropo elevate. 6/8

Il trattamento delle patologie della colonna arreca tanto più evidenti benefici quanto più precoce é il suo inizio. La magnetoterapia esplica un azione antalgica e e stimolante dei processi metabolici e circolatori. DERMATOLOGIA La letteratura riporta importanti benefici nelle patologie di tipo dermatologico, soprattutto nel trattamento delle dermatiti, delle psoriasi e delle piaghe da decubito. Le dermatiti atrofiche costituiscono una sicura indicazione della magnetoterapia e rispondono generalmente bene ad intensità contenute. L emettitore del campo magnetico viene posizionato sulla zona affetta o perifericamente ad essa. Nel trattamento delle psoriasi si presume entrino in gioco effetti di membrana sulle cellule paracheratosiche, favorenti lo sfaldamento e l assottigliamento delle placche psoriasiche. Le piaghe rispondono ai trattamenti con intensità elevate e tempi abbastanza lunghi. AFFEZIONI TORACICHE L incidenza nella popolazione delle flogosi tracheo-bronchiali, acute e croniche, è in continuo aumento, espressione emblematica del microclima e delle abitudini di vita. Uno dei sintomi clinici che accompagnano più frequentemente tale patologia è l espettorazione, segno di una ipersecrezione da parte della mucosa tracheo-brobnchiale. L iper-secrezione può condurre a ristagno di secrezioni nell albero respiratorio, causa a sua volta di numerosi effetti indesiderati, quali la dispnea, il senso di ingombro bronchiale, il costituirsi di un terreno di coltura per l evolversi di germi, ecc. L attività del campo magnetico è di tipo antiedemigeno ed antinfiammatoria e se ben applicata, è in grado di indurre modificazioni sulla produzione di escreato, comportando un miglioramento del quadro generale. La terapia si é dimostrata vantaggiosa sia nel trattamento delle bronchiti con dispnea, sia in quello delle bronchiettasie. Soprattutto queste ultime affezioni traggono beneficio dall azione meccanica: l espettorazione viene notevolmente accresciuta ed il miglioramento appare in molti casi assai rilevante. Anche l asma bronchiale nei suoi diversi aspetti viene vantaggiosamente trattata. AFFEZIONI DELLE ARTICOLAZIONI La magnetoterapia, per la sua efficacia antinfiammataoria, si dimostra particolarmente indicata nel trattamento delle affezioni infiammatorie delle articolazioni. beneficiano in particolare del trattamento traumi e le infiammazioni delle articolazioni, soprattutto se in fase acuta. APPARATO VASCOLARE Si ottengono eccellenti risultati in tutte le forme di flebiti e relativi postumi o esiti con intensità elevate e tempi relativamente lunghi. ARTROPATIE - Artriti, Artrosi, Coxartrosi, Gonartrosi, ecc. Nell ambito delle patologie a carico delle articolazioni, assumono particolare rilevanza per diffusione ed entità quelle di tipo reumatico, in particolare l artrosi e l artrite. Nel mirino di artrosi e artrite vi sono precipuamente le articolazioni (soprattutto le più piccole, come quelle di mani, polsi e piedi). I campi magnetici nelle artropatie svolgono un azione antalgica ed antiifiammatoria. La magnetoterapia rappresenta una indicazione sicura al trattamento delle affezioni di natura infiammatoria: vi sono anche buoni risultati nelle forme a prevalente componente degenerativa. A tale proposito é da sottolineare che, sebbene il trattamento sia innocuo, esso può comunque risultare inutile se la diagnosi non é corretta. Per fare un esempio, una periartrite scapolo-omerale calcifca 7/8

può rispondere in modo eccellente, addirittura con scomparsa delle calcificazioni, ma un dolore alla spalla può essere di origine riflessa e richiedere un trattamento a livello della colonna cervicale. Ciò per mettere in chiaro il fatto che occorre sempre una corretta valutazione diagnostica prima di effettuare qualsiasi trattamento. Nell ambito delle patologie artrosiche, la localizzazione della patologia provoca spesso una limitazione funzionale tanto più grave quanto più imporetante é il distretto corporeo interessato. Si tratta di una patologia che colpisce principalmente in età avanzata, la cui sintomatologia dolorosa si associa alla rigidità ed alla limitazione funzionale. Punto focale nella terapia di tale affezione é il trattamento fisiochinesiterapico, ove accanto alla ginnastica attiva e passiva per il mantenimento di un buon trofismo e funzionalità articolare, prende posto la magnetoterapia destinata ad agire direttamente sui vari tessuti coinvolti dell articolazione per ridurne la sintomatologia dolorosa ma anche per migliorare l ossigenazione e favorire i processi metabolici e stimolare la produzione del collagene per rinfrancare l osso. 7. CONTROINDICAZIONI La terapia con campi magnetici, se praticata razionalmente, con tecnica corretta e dopo diagnosi accurata e certa, non presenta particolari pericoli e può costituire un valido ausilio. Tra le controindicazioni sicuramente accertate attraverso la sperimentazione, vi sono: 1. le affezioni cardiache. Sono sconsigliati i trattamenti in corrispondenza dell aia cardiaca anche nei soggetti sani; 2. i tumori. 8/8