COMUNE DI SAN GENESIO ED UNITI Provincia di Pavia COSTRUZIONE VILLA UNIFAMILIARE NELL AMBITO DEL PROGRAMMA INTEGRATO D INTERVENTO UBICATO NEL CAPOLUOGO IN VIA CAROLA N.T.A. PRG - D.P.R. 6 giugno 2001 n 380 e s.m.e.i Testo unico delle disposizioni legislative e regolamenti in materia edilizia - D.M. 14 gennaio 2008 Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni SOMMARIO 1 PREMESSA E NORMATIVE DI RIFERIMENTO Pag. 1 2 CARATTERISTICHE GEOLOGICHE E IDROGEOLOGICHE DELLA ZONA Pag. 4 3 DATI GEOTECNICI PER LA PROGETTAZIONE Pag. 5 4 PROGETTAZIONE COSTRUTTIVA E VERIFICHE IN CORSO D'OPERA Pag. 9 5 INDAGINE GEOTECNICA IN SITO Pag. 10 6 MODELLO GEOLOGICO E GEOTECNICO DEL SOTTOSUOLO Pag. 13 7 VERIFICA STABILITA'GEOTECNICA FONDAZIONEI DIRETTE Pag. 14 All. 1 - Risultati prove penetrometriche statiche CPT Geol. Giorgio NEGRINI Via S.Ambrogio, 24-27058 Voghera (PV) Si riserva la proprietà di questo documento con la proibizione di riprodurlo o trasferirlo a terzi anche in parte senza autorizzazione scritta
1. PREMESSA E NORMATIVE DI RIFERIMENTO La presente relazione è finalizzata a definire gli elementi geologici, idrogeologici e geotecnici per la progettazione definitiva/esecutiva di fabbricato residenziale nell ambito del Programma Integrato d Intervento ubicato al margine ovest del dell abitato di San Genesio ed Uniti (cfr. Fig.1 e Fig.2) in Via Carola (cfr. Fig. 3). Il progetto prevede la costruzione di un edificio a pianta irregolare iscritto in un rettangolo 28 x 16 m circa costituito da due piani fuori terra senza locali interrati, con fondazioni dirette rappresentate da travi continue in c.a. Nella Classificazione sismica dei comuni italiani riportata nell O.P.C.M. del 20/03/2003, n 3274 e nella Classificazione sismica dei comuni della Regione Lombardia il comune di San Genesio ed Uniti è inserito in Zona 4. Fig.1 Fotografia aerea Pagina 1
Fig.2 Corografia Pagina 2
Fig.3 Rilevo aerofotogrammetrico Con riferimento alla D.d.u.o della Regione Lombardia del 21 novembre 2003, n 19904 - Approvazione elenco tipologie degli edifici e opere infrastrutturali e programma temporale delle verifiche di cui all art. 2, commi 3 e 4 dell O.P.C.M. n 3274 del 20 marzo 2003. in attuazione della D.g.r. n 14964 del 7 novembre 2003, nelle zone 4 l applicazione delle normative sismiche, di cui alla O.P.C.M 3274/2003, è obbligatoria solo per gli edifici strategici e le infrastrutture sensibili. Pertanto in rapporto alla destinazione d uso del fabbricato (abitazione residenziale privata) nel presente studio geologico/geotecnico non viene definito il modello sismico del sottosuolo. Il modello geologico e geotecnico del sottosuolo è stato definito con l esecuzione di n 3 prove penetrometriche statiche CPT e con i risultati di indagini geognostiche pregresse realizzate in aree limitrofe dallo scrivente e da altri Autori. Pagina 3
Per quanto riguarda la verifica della stabilità geotecnica delle fondazioni si è adottato il metodo delle tensioni ammissibili, ovvero sono stati utilizzati i criteri del D.M. 11/03/1988 - Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione - e della successiva Circ. Min. n 30483 del 24/11/1988 - Istruzioni per l applicazione del D.M. 11 marzo 1988, ancora utilizzabili fino al 30 giugno 2009. In conclusione sulla base di quanto sopra esposto in relazione al contesto geomorfologico dell area, al grado di approfondimento dell indagine geognostica e alle caratteristiche tecniche dell intervento edilizio in progetto, il presente rapporto è da ritenersi sufficiente per la progettazione definitiva/esecutiva e conforme a quanto previsto dalle normative nazionali e regionali in materia nonché alle N.T.A. del PRG di San Genesio ed Uniti. 2. CARATTERISTICHE GEOLOGICHE E IDROGEOLOGICHE DELLA ZONA Il territorio comunale di San Genesio ed Uniti si sviluppa totalmente nel ripiano fondamentale della pianura padana (o Piano Generale Terrazzato) di età Pleistocenica costituito da depositi fluvioglaciali e fluviali wurmiani (Fluviale Recente diluvium recente) prevalentemente sabbiosi e sabbiosi-ghiaiosi variamente alternati, in modo discontinuo, con strati a granulometria più fine quali argille e limi. L idrografia di superficie della zona in esame è costituita da numerose rogge e canali aventi funzione irrigua e di scolo (cfr. Fig.5). La struttura idrogeologica del sottosuolo è caratterizzata dalla presenza di più falde acquifere sovrapposte contenute nei depositi alluvionali maggiormente permeabili (sabbioso-ghiaiosi), separate tra loro da setti scarsamente permeabili (limosi argillosi) piuttosto continui realmente. Nell area il livello piezometrico della prima falda acquifera, che è di tipo freatico, si trova in media tra le quote assolute di 81 e 82 m s.l.m., con una soggiacenza dell ordine di 1.5 m ed è soggetta ad oscillazioni stagionali in funzione delle condizioni meteoclimatiche e dagli apporti irrigui. Ne consegue che il periodo di massimo innalzamento si registra nei mesi estivi mentre in quelli primaverili (marzo-aprile) si rileva il massimo abbassamento. Arealmente il deflusso idrico della falda è orientato da NO verso SE, come individuato in Fig. 5. anche se a ridosso della rete idrica superficiale indicata in Fig.5, l influenza esercitata da questi ultimi può determinare deviazioni da tale andamento generale. Pagina 4
Fig. 4 Stralcio Carta Geologica d Italia, Foglio 59, Pavia Alluvioni della superficie principale della pianura a nord del PO (Diluvium recente) 3. DATI GEOTECNICI PER LA PROGETTAZIONE Le condizioni geologiche/geotecniche e i dati per la progettazione definitiva/esecutiva del fabbricato residenziale sono sintetizzati nei punti successivi: 1. il modello geologico e geotecnico di riferimento fino a 10 m di profondità è rappresentato da terreni a grana grossa (sabbie, sabbie limose e sabbie ghiaiose) con addensamento medio (cfr. Fig.6). In particolare sulla base della variazione sulla verticale della resistenza penetrometrica statica alla punta q c si possono distinguere tre strati principali: il primo - STRATO 1 - con spessore massimo di 4 m è rappresentato da sabbie e sabbie limose mediamente addensate, il secondo - STRATO 2 - che si sviluppa sino ad una profondità massima di 7 m è costituito da sabbie e sabbie ghiaiose addensate ed infine il terzo - STRATO 3 - rappresentato ancora da sabbie limose con addensamento medio; Pagina 5
Fig. 5 Rete idrica superficiale presente nell area in esame e ricostruzione della piezometria della falda freatica Pagina 6
Fig. 6 Modello geologico e geotecnico del sottosuolo fino a 10 m di profondità p.c. G W = 1.5 m STRATO 1 Sabbie e sabbie limose mediamente addensate q c = 25 35 kg/cm 2 4 m STRATO 2 Sabbie e sabbie ghiaiose addensate q c = 120 160 kg/cm 2 7 m STRATO 3 Sabbie limose mediamente addensate q c = 50 65 kg/cm 2 10 m 2. con riferimento a quanto descritto al capitolo precedente, nonché a quanto direttamente verificato durante l esecuzione delle prove penetrometriche, la falda acquifera è superficiale, con valori di soggiacenza minima G w (distanza della superficie piezometrica dal piano campagna) dell ordine di 1.5 m. In relazione alle suddette condizioni idrogeologiche la reale soggiacenza della falda dovrà essere accertata in fase esecutiva al momento della realizzazione del fabbricato come indicato al capitolo 4; Pagina 7
3. al fine di impostare le fondazioni al di sotto dello strato superficiale soggetto alle variazioni stagionali del contenuto d acqua senza intercettare la falda acquifera ed al tempo stesso garantire un adeguato immorsamento della stessa, la profondità D f di progetto adeguatamente prudenziale dovrà pari a 1 m; 4. in relazione alle sopra indicate condizioni idrogeologiche del sottosuolo nel caso si adottino travi continue si consiglia di prevedere a favore di sicurezza un sistema di drenaggio al di sotto del pavimento mediante la realizzazione di tubazioni e pozzetti tra loro collegati fino ad un punto di scarico; inoltre ai fini costruttivi si sconsigliano varianti in corso d opera che prevedano locali interrati nel caso si realizzino è necessario il completo isolamento idraulico degli stessi; a tale scopo la fondazione dovrà essere necessariamente costituita da una platea in c.a. dimensionata tenendo conto della sottospinta idraulica corrispondente alla situazione di falda acquifera a 1.5 m dal piano campagna; 5. sulla base delle verifiche eseguite per una trave di larghezza B impostata nello STRATO 1 a 1 m di profondità e sottoposta solo a carichi verticali centrati, la portata ammissibile Q amm in termini di rottura del terreno utilizzando un coefficiente di sicurezza F s = 3 è riportata nella tabella sottostante. Per carichi eccentrici il valore della Q amm dovrà essere opportunamente ridotto in funzione dell eccentricità (e) come indicato al paragrafo 7.1; B Q amm [kg/cm²] Q amm [kg/m] 0.5 1.0 5.000 1.0 1.1 11.000 1.5 1.2 18.000 6. considerando un carico massimo sul terreno pari alla Q amm sopra indicata si potranno verificare per travi strutturalmente rigide con lato B compreso fra 0.5 e 1.5 m cedimenti totali w R compresi tra 0.6 e 2 cm (cfr. paragrafo 7.2). In relazione al comportamento sostanzialmente elastico dei terreni a grana grossa (la deformazione segue in maniera quasi immediata l applicazione del carico), i cedimenti si esauriranno per buona parte a costruzione ultimata. Sulla base delle correlazioni empirico-probabilistiche riportate in letteratura, (cfr, paragrafo 7.2) considerando una distorsione angolare massima β max di 1/500, tali valori di cedimento sono statisticamente ammissibili per fondazioni continue su terreni a grana grossa; Pagina 8
7. per quanto riguarda i cedimenti differenziali δ max in assenza di significative disomogeneità dei carichi sulle travi, le correlazioni statistiche tra il massimo cedimento assoluto w max ed il massimo cedimento differenziale δ max nel caso di terreni a grana grossa indicano δ max w max ; 8. nel caso i cedimenti indicati al punto 6 relativi a carichi di esercizio pari alla pressione ammissibile Q amm fossero ritenuti eccessivi o le verifiche in corso d opera indicate al cap.4 evidenziassero particolari problemi idrogeologici e/o geotecnici, si potrà adottare una fondazione a platea in c.a. in grado di tollerare cedimenti assoluti e differenziali anche di 6 7 cm e di garantire un adeguata sicurezza idraulica nei confronti della falda idrica; 9. per quanto riguarda la valutazione dell interazione terreno/fondazione, utilizzando il modello di Winkler il modulo di reazione verticale K (o modulo di Winkler) per varie larghezze B può essere calcolato con la relazione proposta da Vesic, 1965 sotto riportata K = 0.65 B Es B Ef J 4 1/12 Es 1 ν 2 E s = modulo di deformazione del terreno = 800 t/m² E f = modulo di elasticità fondazione ν = coefficiente di Poisson del terreno = 0.3 J = momento d'inerzia fondazione 4. PROGETTAZIONE COSTRUTTIVA E VERIFICHE IN CORSO D OPERA Per il progetto costruttivo il progettista delle fondazioni dovrà prendere visione del presente rapporto e verificare se i dati e gli elementi geologici/geotecnici in esso contenuti sono sufficienti per il dimensionamento strutturale. In caso contrario sarà necessario realizzare un estensione/integrazione dello studio geotecnico nei modi che saranno definiti con il sopra citato progettista. Prima degli scavi di fondazione sarà necessario eseguire una trincea esplorativa per verificare puntualmente le caratteristiche idrogeologiche del sottosuolo ovvero la profondità della falda acquifera alla quota di progetto. Pagina 9
Inoltre a scavi aperti sarà necessario prevedere specifici controlli visivi degli stessi per verificare l omogeneità litologica/geotecnica dei terreni su tutta l area di impronta della fondazione apportando, se necessario, gli opportuni adeguamenti relativamente alla quota e alle condizioni di imposta della stessa. 5. INDAGINE GEOTECNICA IN SITO Sono state eseguite n 3 prove penetrometriche statiche CPT (Cone Penetration Test) con profondità massima di 8 m dal piano campagna nei punti indicati nella Fig.7, utilizzando un penetrometro statico/dinamico DPSH Pagani con sistema d'ancoraggio ad eliche e capacità di spinta 20 t (cfr. Fig 8). Fig. 7 Ubicazione prove penetro metriche statiche CPT CPT 1 CPT 2 CPT 3 Cavo Vimanone strada vicinale Carola CPT 1 Prova penetrometrica statica Pagina 10
La prova CPT consiste nella misura della resistenza alla penetrazione di una punta conica di dimensioni e caratteristiche standard, infissa a velocità costante nel terreno (2 cm/sec) tramite un dispositivo di spinta che agisce alternativamente su una batteria di aste esterne e su un interna, alla cui estremità inferiore è posta la punta conica tipo Begeman, a manicotto mobile, con le seguenti dimensioni: area trasversale 10 cm²; angolo di apertura del cono 60 ; area del manicotto laterale 150 cm². La prova è stata condotta secondo le norme ISSMFE, 1989 International Reference Test Procedure for Cone Penetration Test. Nelle prove CPT la misura della resistenza alla punta q c è eseguita durante tutta l infissione della batteria di aste, per tratti successivi di 20 cm; pertanto tali indagini hanno permesso di valutare in modo continuo l addensamento dei terreni attraversati. I dati emersi dalle suddette prove sono visualizzati sui tabulati e sui grafici riportati nell All.1; nel grafico di Fig.9 è visualizzato l andamento della resistenza alla punta q c nelle tre prove. Fig.8 Penetrometro statico/dinamico Pagani TG 63-150 Pagina 11
Fig. 9 Grafico resistenza alla punta q c nelle tre prove penetrometriche statiche 300 280 260 CPT 1 CPT 2 CPT 3 240 220 200 180 160 q c [kg/cm 2 ] 140 120 100 80 60 40 20 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Profondità da piano campagna Pagina 12
6. MODELLO GEOLOGICO E GEOTECNICO DEL SOTTOSUOLO Sulla base dei dati in possesso il modello geologico e geotecnico di riferimento per il progetto edilizio in esame definito con le prove penetrometriche statiche è rappresentato da tre strati principali (cfr. Fig. 6): il primo - STRATO 1 - con spessore massimo di 4 m è rappresentato da sabbie e sabbie limose mediamente addensate, il secondo - STRATO 2 - che si sviluppa sino ad una profondità massima di 7 m è costituito da sabbie e sabbie ghiaiose addensate ed infine il terzo - STRATO 3 - è rappresentato da sabbie limose con grado di addensamento medio. La falda acquifera è superficiale, con valori di soggiacenza minima (distanza della superficie piezometrica dal piano campagna) dell ordine di 1.5 m. Il peso dell'unità di volume naturale è stato assunto pari a 1.8 t/m³; le tensioni geostatiche verticali sono state valutate considerando il livello della falda acquifera G w posto a 1.5 m dal p.c.; le relazioni di calcolo sono le seguenti: Pressione totale: σ vo = γ z Pressione neutra: u o = γ w z Pressione efficace: σ vo = σ vo - u o z = profondità dal p.c. γ w = peso dell unità di volume dell acqua 1 t/m³ I valori rappresentativi dei parametri di resistenza al taglio e di deformabilità dei suddetti strati ricavati utilizzando le correlazioni più collaudate e sperimentate riportate in letteratura geotecnica sono indicati nella tabella sottostante. Strato geotecnico [-] q c [kg/cm²] Dr [%] ϕ [ ] E [kg/cm²] STRATO 1 25 35 45 50 29 30 80 100 STRATO 2 120 160 60 65 32 34 200 250 STRATO 3 50 65 50 60 30 31 120 180 q c = valore medio della resistenza penetrometrica statica alla punta D r = densità relativa ϕ = angolo d attrito E = modulo di deformazione elastico riferito alla pressione verticale geostatica esistente Pagina 13
7. VERIFICA STABILITA GEOTECNICA FONDAZIONI DIRETTE 7.1 Verifica a rottura del terreno alle tensioni ammissibili La verifica della stabilità di una fondazione in termini di rottura del terreno rappresenta la determinazione della pressione unitaria ammissibile Q amm (allowable bearing capacity) applicando alla pressione unitaria limite Q lim (ultimate bearing capacity) un fattore di sicurezza F s come indicato nella seguente relazione Q amm = pressione unitaria ammissibile Q lim = pressione unitaria limite a rottura F s = fattore di sicurezza Q amm = Q F lim s Si è considerata la fondazione impostata nello STRATO 1. Trattandosi di terreni prevalentemente sabbiosi ovvero a grana grossa, la Q lim è stata calcolata eseguendo una verifica a lungo termine in condizioni di sforzi effettivi. Si è considerato una fondazione a trave continua in c.a. impostata ad una profondità rispetto al p.c. di un 1 m (D f =1 m). La pressione unitaria ammissibile Q amm è stata determinata utilizzando un fattore di sicurezza F s pari a 3. Si sottolinea che nei calcoli si è considerato un carico centrato. In presenza di carichi eccentrici il valore della larghezza B della trave dovrà essere determinato con la seguente relazione: B R = B 2e B R = lato efficace della trave B = lato reale della trave e = eccentricità espressa in m La capacità portante limite ultima Q lim è stata calcolata senza considerare il contributo della coesione (ϕ > 0, c = 0) con la seguente relazione (Terzaghi, 1943, Brinch, Meyerhof, 1951-63, Vesic, 1973-75, Hansen, 1970) Q lim = (0.5 γ 1 B C w N γ s γ ) + (γ 2 D f C wq s q N q ) Pagina 14
B = lato trave γ 1, γ 2 = peso di volume del terreno sotto e sopra il piano di posa D f = approfondimento relativo = 1 m s γ, s q = fattori di forma fondazione = 1 per fondazioni continue N γ, N q = fattori adimensionali di capacità portante in funzione dell angolo di attrito ϕ (Vesic, 1975) C wq = fattore correttivo falda acquifera = 1 con D W = D f (AASHTO, 2004-2006) C w = fattore correttivo falda acquifera = 0.5 con D W = D f (AASHTO, 2004-2006) Con un valore dell'angolo d'attrito pari a 28 nonché considerando, a favore di sicurezza la falda acquifera coincidente con il piano di posa (D w = D f ) si ottengono i seguenti risultati: Q lim = (0.5 1.8 B 0.5 16.72 1) + (1.8 1 1 1 14.72) Q lim = 7.52 B + 26.49 7.5 B + 26 Q amm (7.5 B + 26) 7.5 B + 26 = = Fs 3 B Q amm [kg/cm²] Q amm [kg/m] 0.5 1.0 5.000 1.0 1.1 11.000 1.5 1.2 18.000 Qualora si utilizzino dimensioni diverse da quelle di calcolo la Q amm potrà essere estrapolata dalla retta riportata nel grafico di Fig.10. In presenza di carichi eccentrici si dovrà utilizzare nel grafico il valore B R prima definito. 7.2 Verifica a deformazione del terreno In relazione alla natura sabbiosa dei terreni la valutazione dell'entità dei cedimenti è stata eseguita con la relazione basata sulla teoria dell elasticità, cioè assimilando il terreno a un mezzo elastico e calcolando il contributo di singoli strati di spessore H i e modulo di deformazione E i con la seguente relazione di calcolo: Pagina 15
Fig.10 Grafico pressione ammissibile/lato trave considerando un carico centrato 1,3 1,25 1.24 kg/cmq Pressione unitaria ammissibile [kg/cm 2 ] 1,2 1,15 1,1 1,05 1 0,95 1 kg/cmq 0,9 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 1 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 Lato della trave B (B R ) wr n 1 = Kr i= 1 Ei [ σz µ ( σx + σy) ] Hi H i = spessore dello strato comprimibile iesino σ z, σ x, σ y, = tensioni indotte sotto il centro di un'area di carico flessibile dovuto al carico applicato E i = modulo elastico del livello iesino µ = coefficiente di Poisson K r = rapporto tra il cedimento medio della fondazione rigida ed il cedimento della fondazione flessibile Le tensioni normali verticali ed orizzontali σ z, σ x e σγ indotte al centro di una trave da un carico uniformemente distribuito pari alla Q amm, sono state determinate con riferimento alla teoria dell elasticità, assimilando il terreno ad un mezzo continuo, lineare, isotropo ed omogeneo (Poulos e Davis, 1974). A causa dell esistenza di una soglia della deformazione il calcolo dei cedimenti è stato limitato allo strato che realisticamente risente della presenza del carico applicato in superficie; prudenzialmente si è adottato H = 3B essendo B il lato della trave. Pagina 16
Il volume di terreno significativo così individuato è stato quindi suddiviso in n-strati di spessore H i, con caratteristiche di compressibilità omogenee, dei quali si è determinato il cedimento; infine è stato calcolato il cedimento totale w t come somma dei contributi di ciascun strato. I calcoli sono indicati nelle tabelle di seguito riportate mentre i risultati finali sono sintetizzati nella tabella sottostante nella quale w T e w R sono rispettivamente il cedimento totale di una fondazione flessibile e rigida. Il valore del coefficiente K r per la determinazione di w R è stato valutato con i grafici riportati in letteratura geotecnica che legano tale parametro alla geometria della fondazione. I valori di cedimento risultano in buon accordo con i dati sperimentali proposti da Burland et Al, 1977 relativi ai cedimenti delle fondazioni su sabbie di vario addensamento. B Q e [kg/cm²] w T [cm] w R [cm] 0.5 1.0 0.78 0.6 1 1.1 1.68 1.4 1.5 1.2 2.43 2.0 Q = pressione media di esercizio alla quota di imposta della fondazione = Qamm w T = cedimento totale w R = cedimento fondazione rigida z B = 0.5 m Hi Strato [-] σzi σxi Q e = Q amm = 1 kg/cm² = 100 KN/m² σyi Ei µ [-] wi [cm] 0,00 (*) 0,5 1 8000 0,30 - - 0,50 0,5 1 81,83 18,17 30,00 8000 0,30 0,42 0,42 1,00 0,5 1 39,58 1,38 12,29 8000 0,30 0,22 0,64 1,50 0,5 1 24,81 0,32 7,54 8000 0,30 0,14 0,78 z B = 1 m Hi Strato [-] σzi σxi w T = cedimento totale Q e = Q amm = 1.1 kg/cm² = 110 KN/m² σyi Ei µ [-] wi [cm] 0,00 (*) 0,5 1 - - - 8000 0,30 - - wi [cm] 0.78 cm 0,50 0,5 1 105,54 49,52 46,52 8000 0,30 0,48 0,48 1,00 0,5 1 73,50 8,86 24,71 8000 0,30 0,40 0,88 1,50 0,5 1 50,79 2,50 15,99 8000 0,30 0,28 1,16 2,00 0,5 1 37,99 0,99 11,69 8000 0,30 0,21 1,37 2,50 0,5 1 30,14 0,48 9,19 8000 0,30 0,17 1,54 3,00 0,5 1 24,92 0,27 7,56 8000 0,30 0,14 1,68 w T = cedimento totale wi [cm] 1.68 cm Pagina 17
z B = 1.5 m Hi Strato [-] σzi σxi Q e = Q amm = 1.2 kg/cm² = 120 KN/m² σyi Ei 0,00 (*) 0,5 1 8000 0,30 µ [-] wi [cm] 0,50 0,5 1 118,34 72,50 57,25 8000 0,30 0,50 0,50 1,00 0,5 1 98,20 21,80 36,00 8000 0,30 0,51 1,00 1,50 0,5 1 74,99 7,58 24,77 8000 0,30 0,41 1,41 2,00 0,5 1 58,59 3,27 18,56 8000 0,30 0,33 1,73 2,50 0,5 1 47,50 1,66 14,75 8000 0,30 0,27 2,00 3,00 0,5 1 39,73 0,95 12,20 8000 0,30 0,22 2,22 3,50 0,5 2 34,06 0,59 10,40 20000 0,30 0,08 2,30 4,00 0,5 2 29,77 0,39 9,05 20000 0,30 0,07 2,37 4,50 0,5 2 26,42 0,27 8,01 20000 0,30 0,06 2,43 (*) = quota imposta fondazione w T = cedimento totale wi [cm] 2.43 cm Per quanto riguarda i cedimenti ammissibili è noto che i cedimenti assoluti w influenzano il comportamento di una struttura in misura minore dei cedimenti differenziali w ed è ormai ampliamente riconosciuto che esiste una relazione tra i due cedimenti (Grant et al., 1975, Skempton e McDonald, 1956, Polshin e Tokar, 1957, Bjerrum, 1963, Burland & Wroth, 1974). In tal senso utilizzando la correlazione max /w max proposta da Grant e altri, 1974 aggiornata da Viggiani, 1992 e quella di Mandolini, 2003 (rappresentata da una rielaborazione delle correlazioni di Grant et altri, Burland e Wroth Burland e altri, 1977 Ricceri e Soranzo, 1985 e Boscardin e Carding, 1989) considerando una distorsione angolare massima β max di 1/500 il cedimento massimo w max risulta superiore a quello trovato per le fondazioni sopra indicate quindi essi sono da ritenersi statisticamente ammissibili da fondazioni continue su terreni a grana grossa. settembre, 2008 Geol. Giorgio NEGRINI engineering geologist Pagina 18