Controllo Remoto tramite Telefono Cellulare



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Siamo così arrivati all aritmetica modulare, ma anche a individuare alcuni aspetti di come funziona l aritmetica del calcolatore come vedremo.

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I.T.I. Modesto PANETTI B A R I Via Re David, 186-70125 BARI 080-542.54.12 - Fax 080-542.64.32 Internet http://www.itispanetti.it email : BATF05000C@istruzione.it A.S. 2009/2010 LABORATORIO DI TELECOMUNICAZIONI CLASSE V ET-B DOCENTE: PROF. ETTORE PANELLA ALUNNO: DONATO TROIANI Controllo Remoto tramite Telefono Cellulare Nell ideazione e progettazione di questo progetto si è eseguito lo studio su alcuni integrati funzionanti da monostabili, astabili e bistabili. Si presenta inizialmente alcuni cenni teorici e in seguito si svolge lo studio del circuito. Infine viene riportata la realizzazione pratica del Controllo Remoto, prima su BreadBoard verificandone il corretto funzionamento, e poi si è creato il circuito stampato con il programma Eagle. La domotica è la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli ambienti antropizzati. Il termine domotica deriva dal greco domos che significa "casa". La domotica è nata nel corso della terza rivoluzione industriale allo scopo di studiare, trovare strumenti e strategie per: migliorare la qualità della vita; migliorare la sicurezza; risparmiare energia; semplificare la progettazione, l'installazione, la manutenzione e l'utilizzo della tecnologia; ridurre i costi di gestione. Questo piccolo progetto è un piccolo esempio di DOMOTICA in quanto ci permette, a distanza, di accendere o spegnere un qualsiasi apparecchio/elettrodomestico. Il principio di funzionamento è molto facile, c è un telefono cellulare trasmittente che effettua una chiamata/uno squillo sul cellulare ricevente(che è collegato al circuito), e il segnale dell altoparlante genera degli impulsi che permettono di eccitare/diseccitare il relè. Donato Troiani 1

Cenni teorici Multivibratori Monostabili, Astabili e Bistabili(Flip-Flop) Il Multivibratore Astabile è un circuito reazionato positivamente, avente in uscita due livelli logici, V OL (livello logico basso) e V OH (livello logico alto) entrambi instabili. L alternarsi di questi due livelli avviene ad un tempo T, che dipende dalla rete di temporizzazione R C (quindi senza la necessità di comandi esterni). Nell'istante in cui viene connessa l'alimentazione, il circuito si porta spontaneamente in uno stato e dopo il tempo T, l uscita cambia stato. Il Multivibratore Monostabile è un circuito avente un solo stato stabile (Stato A) ed uno instabile (Stato B). Se viene sollecitato genera in uscita un impulso di durata T. Quando arriva un impulso dall'esterno il monostabile realizza un ciclo del tipo: Stato A - Stato B per un tempo T - Stato A( stando in attesa della prossima sollecitazione per ripetere il ciclo). Lo studio dei Flip-Flop è fondamentale per la comprensione della maggior parte dei circuiti sequenziali come contatori, registri, memorie, microprocessori, ecc. I flip-flop si possono considerare i mattoni fondamentali dell elettronica digitale sequenziale. I circuiti sequenziali sono reti digitali nelle quali lo stato di uscita in ogni istante è funzione, oltre che dello stato delle variabili di ingresso applicate in quell istante, anche della sequenza dei valori che le entrate avevano assunto precedentemente. I circuiti sequenziali hanno quindi memoria nel senso che i cambiamenti dello stato di uscita dipendono dalla precedente delle variabili di ingresso. Una rete sequenziale può presentare uscite diverse, in diversi istanti, pur essendo comandata dai medesimi ingressi. In questo articolo saranno esaminati alcuni circuiti sequenziali fondamentali noti con il nome di flip-flop. Quest ultimi sono anche noti con il nome di multivibratori bistabili o di celle di memoria ad 1 bit poiché dispongono di una sola uscita che possiede due stati stabili (0 e 1) che restano memorizzati o bloccati (latched) finché non si modifica lo stato logico delle variabili di entrata. I flip-flop possono operare in modo asincrono o sincrono. Nelle reti asincrone lo stato futuro dell uscita dipende dallo stato logico delle variabili di entrata e dallo stato presente dell uscita stessa. Nelle reti sincrone è uguale, ma i cambiamenti di stato sono possibili solo se è presente un segnale di abilitazione denominato segnale di sincronismo o segnale di clock che nel seguito si indicherà con CK. A seconda di come agisce il segnale di clock, le reti sincrone si classificano in: reti sincrone sui livelli dette anche level triggered; reti sincrone sui fronti dette anche edge triggered. Donato Troiani 2

Fig. 1 Simbolismo relativo al comando di clock per le reti sincrone Nelle reti sincrone attive sul livello alto si possono avere cambiamenti di stato durante tutto il tempo in cui il segnale di clock è al livello alto CK=1, ovviamente in quelle attive sul livello basso il segnale di sincronismo è attivo se CK= 0. Nelle reti sincrone attive sul fronte di salita il cambiamento di stato della rete è sincrono con la transizione positiva(ck commuta da 0 a 1) del segnale di clock e NON dipende dalla durata di tale impulso. Cosi nelle reti sincrone attive sul fronte di discesa il cambiamento di stato della rete è sincrono con la transizione negativa(ck commuta da 1 a 0) del segnale di clock e NON dipende dalla durata di tale impulso. Esistono in commercio circuiti integrati che svolgono le funzioni sopra annunciate, e quindi di generare onde quadre, rettangolari, impulsi di opportuna durata inserendo semplicemente una rete R - C. Timer CD4047 Il CD4047 è un multivibratore CMOS che può funzionare sia come astabile che monostabile. In fig. 2 si mostra lo schema funzionale e la tabella di funzionamento del circuito. È un dispositivo a 14 piedini contenente circuiti di controllo per il funzionamento astabile, monostabile e retrigger. Contiene, inoltre, un multivibratore astabile, un flipflop montato a divisore di frequenza per due e buffer di uscita. L'alimentazione V DD è quella caratteristica dei dispositivi CMOS: va da 3 V a 15 V. Il terminale indicato con V SS va collegato a massa. In fig. 13 si mostra la tipica connessione da monostabile. Ponendo MR = 1 si attiva la funzione di reset e si annulla l'impulso di uscita. Se si vuole eccitare il monostabile sul fronte di discesa il comando avverrà sulla linea T 1 al piedino 6 tenendo T 0 = 1 = 1 e IRT = 0. Se, viceversa, si vuole eccitare il monostabile sul fronte di salita il comando avverrà sulla linea T o al piedino 8 tenendo il T 1 = 0 e IRT = 0. Per renderlo retriggerabile si devono unire gli ingressi T 0 e IRT con 1 = 0 T. Donato Troiani 3

Fig. 2 Schema funzionale e Tabella di funzionamento del CD4047 Fig. 3 Schema del monostabile con il CD4047 La durata T dell impulso di uscita vale: T= 2.48 * RC R deve presentare un valore compreso tra 10 KΩ e 1 MΩ e C un valore maggiore di 1nF. C, inoltre deve essere NON elettrolitico. Per il funzionamento astabile si deve realizzare lo schema di fig. 4 Donato Troiani 4

Fig. 4 Schema dell astabile con il CD4047 Tenendo E A0 = 1 oppure E A1 = 0 il circuito genera sul pin 13 un onda non proprio quadra di periodo : T= 2.2 * RC Se si desiderano onde rigorosamente quadre di utilizzerà l uscita Q al pin 10 o la sua negata al pin 11. In tal caso, però, il periodo è il doppio rispetto alla formula precedente: CD4027 T= 2 * 2.2 * RC = 4.44 * RC Come è possibile osservare dalla fig. 5 il circuito integrato CD4027 contiene 2 Flop di tipo J K. Flip- Fig. 5 Piedinatura e Tabella di funzionamento del CD4027 Il Flip-Flop JK è un dispositivo dotato di due entrate di comando J e K, di una uscita Q e dell uscita negata Q. Ovviamente l uscita Q assume il valore complementare di Q ( se Q = 0 allora Q = 1 o viceversa) e pertanto non è stata indicata nella tabella della verità. Con Q n si indica lo stato presente dell uscita e con Q n+1 lo stato futuro cioè quello Donato Troiani 5

che l uscita assume dopo aver imposto i valori di entrata J e K. Ci sono due tipi di flipflop JK : - Flip-Flop J-K di tipo PET attivo sul fronte di salita; - Flip-Flop J-K di tipo NET attivo sul fronte di discesa; In fig. 6 si mostrano i simboli logici di un FF-JK tipo PET e NET insieme alle tabelle di verità. Fig. 6 Simboli logici e Tabelle di verità dei FF-JK Tabella delle transizioni Dalla tabella della verità del FF-JK si può costruire una mappa di Karnaugh denominata tabella delle transizioni nella quale sulle colonne si scrivono le diverse combinazioni delle variabili di entrata J e K e sulle righe le diverse combinazioni relative allo stato presente Q n. In ciascuna casella si scrive il valore dello stato futuro Q n+1. Dalla tabella delle transizioni si esprime l uscita futura Q n+1 in funzione di J, K e Q n. Fig. 7 Tabelle delle transizioni e tavola di verità del FF-JK Equazione Caratteristica Rappresenta l equazione booleana: Q n+1 = f (J, K, Q n ). Raggruppando le due coppie di 1 adiacenti per riga, (per minimizzazione dalla delle transizioni di fig. 7) si ricava: Q = JQ + n+ 1 Donato Troiani 6 n KQ n

Diagramma degli Stati Il funzionamento complessivo FF-JK si può sintetizzare mediante il diagramma degli stati, mostrato in figura qui sotto. Fig. 8 Diagramma degli Stati di un FF-JK Nei cerchietti sono posti i valori che può assumere l uscita Q e cioè 0 oppure 1. Da ogni cerchietto partono degli archi orientati vicini ai quali è scritto il valore che devono assumere le entrate JK per produrre la transizione desiderata. Realizzazione pratica Dopo qualche cenno teorico, passiamo alla realizzazione pratica del progetto. Come si può anche osservare in figura qui sotto, il segnale dal telefono cellulare ricevente, attraverso il pin 8, entra nell integrato CD4047(che ricordiamo è stato utilizzato come monostabile), quest ultimo genera sul piedino 10 Q M impulso T M che è uguale a: T M = 2.48 * R M * C M Questo impulso arriva sul piedino 3 (CK) di uno dei 2 Flip-Flop JK dell integrato CD4027, e fa cambiare stato al piedino di uscita(q pin 1) del FF, visto che gli ingrassi J e K sono stati collegati a Vcc e quindi sono uguali a 1. Si è previsto un reset all avvio(inserendo una resistenza, R T e un condensatore C T ), in modo da portare i due integrati in una condizione stabile, e in più si è previsto un reset manuale, in modo da poter resettare il circuito in qualunque momento. T M = tempo in cui l uscita Q M rimane a livello alto. I componenti utilizzati sono i seguenti: 2 Telefoni cellulari, uno trasmittente,e uno ricevente, un CD4047, un CD4027, 1 Relè a uno scambio a 12V,un 7805, 1 diodo 1N4148, 1 transistor 2N2222, 1 pulsante N.A.(Normalmente Aperto), 2 diodi led Rossi, 2 condensatori da 1uF non elettrolitici, 6Resistenze di diversi valori. Gli strumenti utilizzati sono: breadboard, fili conduttori, pinza spella fili, alimentatore, basetta presensibilizzata, Cloruro Ferrico, Bromografo. E possibile osservare in figura qui sotto lo schema elettrico e le forme d onda nei vari punti del circuito. Donato Troiani 7

Fig. 9 Schema elettrico e Forme d Onda Di seguito si riporta il circuito montato sulla BreadBoard: Fig. 10 Prova del circuito montato su BreadBoard Dopo le fasi di progetto e di test del circuito si e realizzato il circuito stampato tramite la fotoincisione utilizzando il software Eagle Versione 5.6 per ottenere il master. Successivamente si è esposto la basetta ai raggi ultravioletti (con l utilizzo del Bromografo), in seguito si è fatta sviluppare chimicamente la basetta e si è proceduto al Donato Troiani 8

bagno nel cloruro ferrico, quest ultima essenziale per l eliminazione del rame non desiderato ottenendo solo le piste marcate dalla fotoincisione. In fig. 11 è rappresentata la disposizione delle piste ottenute con Eagle. Fig. 11 Dopo aver tolto la basetta dal Cloruro Ferrico, si è proceduto con la foratura della basetta e con la saldatura dei componenti. In figura 12 e 13 si può osservare la saldatura effettuata sulla scheda madre del cellulare( NOKIA 3410). Fig. 12 Particolare saldatura su scheda madre Cellulare Donato Troiani 9

Fig. 12 Telefono cellulare smontato, con saldatura dei fili Il progetto completo si presenta come in fig. 14 15. Infatti si è aggiunto qualche piccolo dettaglio: caricabatteria per il cellulare e alimentatore interno per il circuito. Fig. 14 Collegamenti all interno della scatola per impianti Donato Troiani 10

Fig. 15 Circuito completo Donato Troiani 11