SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI



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( BY INTERNAL AUDITING FACTORIT SPA ) SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI L azienda Factorit ha da qualche anno costituito una funzione di presidio del monitoraggio dei rischi aziendali strettamente connessi all attività di erogazione del credito. Tale attività è esercitata dalla funzione di Internal Auditing che attualmente è composta da un responsabile affiancato da due risorse; l intera struttura è in staff alla Direzione Generale ed è uno dei principali interlocutori del Collegio Sindacale. Competenze e collocamento della funzione sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione. 1

INDICE RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE RUOLO DELLA DIREZIONE GENERALE RUOLO DEL COLLEGIO SINDACALE MISSION ATTIVITA CONTROLLI DI LINEA PIANO DI SVILUPPO 2 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Per il conseguimento di un efficace ed efficiente sistema dei controlli interni, un ruolo fondamentale è attribuito ai soggetti che svolgono funzione di amministrazione e di direzione. In questo senso il Consiglio di Amministrazione ha : 1 2 3 4 5 Definito gli orientamenti strategici Approvato le politiche di assunzione e gestione del rischio Approvato la struttura organizzativa Verificato che l Alta Direzione abbia definito l assetto dei controlli interni in coerenza con le politiche di rischio prescelte Verificato la funzionalità del sistema dei controlli interni 3

RUOLO DELLA DIREZIONE GENERALE 1 2 3 4 L Alta Direzione predispone le misure necessarie ad assicurare l istituzione ed il mantenimento di un sistema dei controlli interni efficiente ed efficace. In particolare: Assicura un efficace gestione dell operatività e dei rischi connessi definendo politiche e procedure di controllo appropriate. Assicura i flussi informativi a tutto il personale affinché lo stesso sia a conoscenza delle politiche e delle procedure relative ai propri compiti e responsabilità. Individua e valuta, anche sulla base dell analisi degli andamenti gestionali e degli scostamenti dalle previsioni, i fattori da cui possono derivare rischi. RUOLO DELLA DIREZIONE GENERALE 4 5 Definisce i compiti delle unità operative dedicate alle funzioni di controllo. Definisce i flussi informativi volti ad assicurare al Consiglio di Amministrazione la piena conoscenza e governabilità dei fatti aziendali. 5

RUOLO DEL COLLEGIO SINDACALE Il Collegio Sindacale pone in essere verifiche in ordine alla correttezza della gestione aziendale attraverso il collegamento con l Internal Auditing e le altre strutture che svolgono funzioni di controllo interno. Inoltre, valuta il grado di efficienza e adeguatezza del sistema dei controlli interni con particolare riguardo al controllo dei rischi, al sistema informativo-contabile e, più in generale, al regolare funzionamento complessivo di ciascuna principale area organizzativa. 6 MISSION La mission della funzione è quella di garantire il massimo livello di compliance interna ed esterna. 7

ATTIVITA Data la mission, la funzione di Internal Auditing risulta cruciale ai fini dello svolgimento dell attività di factoring in conformità alla normativa interna ( procedure interne ) ed esterna ( normativa Organo di Vigilanza ). Ciò premesso, la funzione è principalmente orientata in due diverse direzioni. 8 ATTIVITA A Con l obbiettivo di migliorare costantemente il processo di assunzione dei rischi ( per quanto riguarda le tipologie di rischio caratteristiche del core business ), l auditing interviene nella fase progettuale di rilascio di nuove procedure o di revisione di quelle già esistenti. Tale attività, di carattere esclusivamente consulenziale, soddisfa la sempre più avvertita necessità di rivedere le suddette procedure in modo da ridefinire periodicamente i meccanismi di tutela del rischio. 9

ATTIVITA B Assicura il monitoraggio dei rischi strettamente connessi all area affari con l obiettivo di individuare e segnalare, attraverso la redazione di rapporti mensili, le posizioni che evidenziano situazioni di aumento della rischiosità, intendendo per ciò tutte quelle operazioni che non risultano allineate ai parametri delle delibere di fido. Esercitando tale attività la funzione si pone a protezione dell Alta Direzione rendendosi anche parte attiva nei confronti del Collegio Sindacale. 10 CONTROLLI DI LINEA Il factoring non è direttamente confrontabile con gli strumenti finanziari tradizionali, quali ad esempio il credito bancario, in quanto servizio finalizzato alla copertura dei fabbisogni non solo finanziari ma anche gestionali dell impresa. Nell operazione di factoring, di norma, intervengono due controparti: il creditore cedente ed il debitore ceduto; proprio la presenza di relazioni con entrambi i soggetti, in termini di servizi erogati, di modalità di gestione dei rapporti, nonché di valutazione dei rischi, costituisce l elemento peculiare del factoring. 11

CONTROLLI DI LINEA Risulta pertanto essenziale definire l ambito di competenza dell Auditing, che deve concentrare l attenzione sulla gestione ed esigibilità del credito ceduto; detto ambito può essere sintetizzato in : A Operazioni a rischio elevato B Verifiche dei processi operativi di factoring 12 Operazioni a rischio elevato 1 Limite di anticipazione uguale o maggiore di 2,5 milioni di 2 Plafond di garanzia uguale o maggiore di 250.000 3 Rapporti con concentrazione su un solo debitore del 70 % dell oustanding complessivo 4 Rapporti con anticipi su crediti futuri 5 Rapporti con anticipi erogati a fronte di cessioni di credito relative a tributi vari 13

Operazioni a rischio elevato 6 Rapporti con anticipi erogati a fronte di cessioni di credito non notificate 7 Rapporti in capo a cedenti che risultano anche debitori ceduti 8 Rapporti infragruppo 14 Verifiche dei processi operativi di factoring 1 2 Verifica a campione dei termini di congruità e finanziabilità dei crediti acquisiti in cessione con la tipologia di operazione deliberata. Verifica a campione dell esistenza e coerenza dei riconoscimenti pervenuti dai debitori nelle forme richieste dalla delibera di fido. 3 Verifica a campione degli interventi effettuati sui crediti scaduti. 15

Verifiche dei processi operativi di factoring 4 Verifica a campione in ordine all aggiornamento delle approvazioni di credito rilasciate in capo ai debitori ceduti. 5 6 Verifica di tutti i rapporti con modalità operative che, a fronte di erogazioni anticipate, non prevedono la notifica ai debitori dei crediti ceduti. Verifica di tutte le erogazioni anticipate eseguite in forzatura delle disposizioni di delibera ( sia del limite che della % di erogazione deliberata ). 16 Verifiche dei processi operativi di factoring 7 8 Monitoraggio di tutte le posizioni già classificate a contenzioso o incaglio. Con periodicità trimestrale, rilevazione del numero e consistenza delle posizioni che evidenziano concentrazioni di rischio in capo ad un unica controparte debitore. 9 Con periodicità semestrale, rilevazione delle delibere cedenti scadute da oltre quattro mesi e non rinnovate. 17

PIANO DI SVILUPPO L importanza di un efficace sistema di controlli aziendali,è stata più volte ricordata dalle autorità competenti come elemento irrinunciabile di una sana e prudente gestione. Ciò premesso, si avverte la necessità di rafforzare la visione prudenziale nell attività di erogazione del credito; ciò comporta anche l incremento dell incisività della funzione di Internal Auditing migliorandone la tempestività, l ampiezza e la profondità. Tale obiettivo è raggiungibile dotando la funzione di nuovi strumenti che le consentano di rilevare, il più possibile in anticipo (idealmente a conclusione del processo di delibera), eventuali fattori di rischiosità non accettabili. 18 PIANO DI SVILUPPO In sostanza, la funzione deve poter valutare, in via del tutto autonoma attraverso l utilizzo di una serie di parametri e indicatori, il livello di rischiosità delle operazioni prima che esse vengano attivate. Factorit ha recentemente completato un progetto inerente l analisi e mappatura generale dei rischi interni. Da tale progetto è emersa la necessità di allargare la funzione Auditing a tutte le aree dell azienda interessate da potenziali fattori di rischio. 19

PIANO DI SVILUPPO Sono state quindi individuate le seguenti macroaree ed i relativi possibili interventi. 1 2 PIANIFICAZIONE E CONTROLLO : comprende tutti gli interventi finalizzati ad istituire un sistema di sensori ed indicatori sia sulla realtà esterna ( mercati/settori più attrattivi etc. ) che su quella interna ( costi, efficienza dei processi, misurazione di redditività etc. ). COMUNICAZIONE: riguarda tutte le azioni rivolte a diffondere in ambito aziendale ed esterno le informazioni, sia di tipo strategico che operativo. 20 PIANO DI SVILUPPO 3 4 5 ORGANIZZAZIONE E PROCESSI: in quest area si inseriscono le azioni che toccano i meccanismi operativi dell azienda (regole, ruoli, attribuzioni, procedure interne etc.) RAPPORTI CON BANCHE/CLIENTI: riguarda il monitoraggio ed il miglioramento delle relazioni con i due nostri principali referenti esterni. CONTROLLO DI GESTIONE: Implementazione tecnico/operativa del modello di controllo di gestione, al fine di ottenere una univoca e puntuale politica di pricing. 21

PIANO DI SVILUPPO In considerazione della portata dell impegno, si è dato avvio ad un piano pluriennale di interventi che consentirà di portare a regime i controlli. Inoltre, un efficace sistema dei controlli interni, deve comprendere anche uno strutturato sistema di rating interno che consenta, in modo permanente, di realizzare reports per l Auditing. Tale sistema deve essere finalizzato alla valutazione di coerenza tra dotazione dei fondi propri dell azienda e il proprio profilo di rischio. 22