Fondamenti di Urbanistica



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Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria. Facoltà di Architettura Fondamenti di Urbanistica prof. Alessandra Barresi La città ideale del 900: E. Howard, A cura di Elisabetta Amagliani a.a. 2008-09 Corso di laurea in Architettura (I anno quinquennale)

La formazione della moderna scienza urbanistica èstata preceduta, nel periodo che va dall Ottocento ai primi decenni del Novecento, da una fase utopistica, caratterizzata dalla ricerca di invenzioni di una città del futuro atta ad esprimere una nuova società, poste come alternativa globale alle città e alla società attuali. Come le utopie rinascimentali si pongono i termini di un modello risolutore di tutti i mali sociali ed urbanistici del presente. In ogni caso, la creazione è ricorrente nella storia delle civiltà e si manifesta essenzialmente nei periodi di declino o di trapasso, quando appaiono più necessari profondi mutamenti della struttura sociale.

Tra la fine la fine dell Ottocento e i primi del Novecento E. Howard (1850-1928) illustra la sua utopia urbanistica, prima in Tomorrow, a peaceful Path to Real Reform (1898), poi in Garden Cities of Tomorrow (1902), che RAPPRESENTA UN PUNTO DI ARRIVO E DI SINTESI DI VARIE UTOPIE ASSOCIAZIONISTE, e la cui originalità consiste nell accento posto sulla realizzazione urbanistica come strumento per l eliminazione non solo dei mali urbanistici del presente, ma anche come supporto per una società migliore. Con Howard il modello urbanistico, è concepito non sotto forma progettuale, ma come INSIEME DI PRINCÌPI, di NORME e di PROCEDURE, precede e facilita la riforma sociale.

La proposta di Howard del 1898 si pone l OBIETTIVO di DECONGESTIONARE la città storica, PROGRAMMARE e GESTIRE l espansione attraverso il decentramento della popolazione in città di nuova formazione denominate città giardino.

Partendo dalla constatazione che sia la città che la campagna presentano aspetti positivi e negativi per l esistenza dell uomo, Howard individua in UNA TERZA ENTITÀ, la città-campagna campagna, la soluzione ideale che racchiude in sé i benefici della vita urbana e della vita agreste, permettendo nel contempo, l eliminazione delle caratteristiche sfavorevoli alla convivenza umana.

È questa la teoria dei TRE MAGNETI su cui si fonda la sua ipotesi e che può essere illustrato con un diagramma con tre calamite, dove i principali vantaggi di città e campagna sono espressi assieme agli svantaggi corrispondenti, mentre i vantaggi della cittàgiardino appaiono liberi dagli svantaggi di ambedue. Né la calamita città né la calamita campagna interpretano appieno i disegni e i fini della natura. Poiché la società umana e le bellezze della natura sono fatte per essere godute insieme, le due calamite devono fondersi in una sola.

calamita città vantaggi salari più alti, occasioni di impiego e prospettive di avanzamento, facilità di relazioni e divertimenti, strade ben illuminate, edifici monumentali svantaggi canoni a prezzi elevati, orari di lavoro eccessivi, distanze dal lavoro, solitudine della folla, aria inquinata, tuguri calamita campagna vantaggi bellezza dei panorami, salubrità dell aria, boschi ombrosi, acque Pulite svantaggi monotonia e scarse relazioni sociali, carenza di fognature appropriate e di impianti igienici, problemi ai raccolti a causa di siccità o piogge eccessive

Il contemperamento delle attrazioni con il massimo vantaggio si può ottenere mediante una terza soluzione, denominata Garden City

Modell0: città giardino La Garden City di Howard Ebenezer Howard (1850-1928) secondo molti studiosi chiude la linea di pensiero del movimento utopista segnando il confine tra la parte astratta delle teorie utopistiche e la parte concreta e realizzabile. Il movimento delle città giardino nasce alla fine dell 800 con l obiettivo di decongestionare le grandi città attraverso il decentramento della popolazione in città satelliti immerse nel verde della campagna. Attraverso il suo libro Garden cities of Tomorrow teorizza la città futura raffigurandola attraverso alcuni schemi orientativi che si sarebbero poi adattati ai vari contesti territoriali.

Le città giardino si fondano su unequilibrio armonico tra residenza,industria e agricoltura. A scala territoriale un sistema di città satelliti immerse nel verde, sufficientemente distanziate per evitare di saldarsi, si dispongono a corona di una città centrale. Le città giardino sono pensate per essere autosufficienti, con una popolazione di 32.000 ab. Hanno struttura radiocentrica e sono collegate tra loro da un sistema viario principale, da una rete di canali e dalla ferrovia.

Al centro della città è posto un giardino di 2,25 ha circondato dalle principali attrezzature pubbliche (teatro, biblioteca, municipio, ospedale, etc.) A corona circolare si sviluppa un parco di 58 ha delimitato da un crystal palace che accoglie il mercato permanente dei prodotti della città. All esterno lungo la linea ferroviaria si trovano le industrie mentre le abitazioni si dispongono su due fasce attestate su un grand avenue circolare. Nella corona verde esterna (greenbelt) che stabilisce i limiti della città sono localizzati gli edifici speciali come i sanatori per i malati e le fattorie

Lo schema di Howard da luogo ad una città di 2.429 ha complessivi dei quali: 2.023 ha di fascia agricola per una densità media di 1 ab/ha (circa nucleo boulevard 2000 ab); 405 ha di urbano per una densità media di 60 ab/ha (circa 25.000 ab) Il centro urbano centro urbano ha forma una circolare con un raggio di 1.200 mt

L assetto viario è costituito da 6 boulevard radiali larghi 36,5 mt lo dividono in spicchi di uguali dimensioni. Le corone circolari sono definite da 5 avenues la terza delle quali (grand avenue) sulla quale si attestano le abitazioni è larga 128 mt e lunga più di 5 km. Le roads con andamento radiale collegano le avenues mentre le streets collegano la grand avenue con la corona ferroviaria

Howard non affronta il tema della tipologia degli edifici e si limita ad auspicare una grande varietà espressiva. Un importante approfondimento delle teorie di Howard e delle modalità costruttive della città giardino si può invece ottenere dagli scritti e dalle realizzazioni di Raymond Unwin. Egli scrive un manuale molto accurato arrivando alla definizione tipologica di piazze, corti, percorsi ed edifici. Unwin ha la possibilità di sperimentare i principi della città giardino in due importanti realizzazioni: Letchworth e Hampstead

Nel 1902 Howard fonda la prima Società per la realizzazione di una garden city e l anno successivo incarica Unwyn di progettare Letchworth, una cittadina distante circa 50 km da Londra. La cittadina si popola lentamente e 30 anni dopo la sua fondazione ha meno della metà dei 35.000 ab previsti. La crescita è comunque costante e nel 1973 raggiunge i 68.000 ab con una densità circa doppia rispetto a quella indicata dal progetto. La struttura è radiocentrica deformata dalle preesistenze ed è attraversata, anziché lambita dalla ferrovia. La tipologia prevalente è la casa unibifamiliare e la schiera

Nel 1919 alla fine della guerra H. fa un secondo tentativo, fonda un altra società e comincia la costruzione di Welwyn. Il successo questa volta è più rapido e la città raggiunge presto i 35.000 ab. Tuttavia ciò è dovuto alla vicinanza con Londra di cui ne diventa di fatto un sobborgo. L autosufficienza teorizzata da H. non è dunque raggiunta. Resta l impronta gradevole del progetto originario nella eleganza dei tracciati stradali, nella diffusione del verde e nell uniformità delle tipologie edilizie e dei materiali utilizzati Così la Città giardino si dimostra vitale rispetto alle altre utopie, ma mostra i suoi limiti riducendosi ad un città satellite come altre, soggetta alle attrazioni della metropoli.

Welwyn (1920-26) rappresenta il secondo esempio di città giardino realizzata e la sua osservazione consente di approfondire la conoscenza della garden city. Progettata da Louis de Soissons, ha un diametro di circa 3 Km ed è divisa in quattro settori da una linea ferroviaria principale e da una secondaria preesistenti. Uno dei settori è destinato all industria, mentre l altro è occupato principalmente dal centro cittadino organizzato attorno ad una parkway. Questa è l elemento principale del disegno urbano ed è più simile ad un parco lineare che a una strada urbana, essendo larga 60 m e trattata con alberature, prati e aiuole.

Come a Letchworth il tipo edilizio prevalente è l unità monofamiliare su due piani aggregata a formare figure aderenti alla forma del terreno.

Anche Welwyn diviene una new-town e nel 1972 conta circa 40.500 abitanti su 1.747 ettari. Una conseguenza positiva anche se marginale rispetto agli intendimenti del programma della realizzazione delle due città è, come afferma Leonardo Benevolo, quella di aver prodotto importanti risultati culturali che: abituano gli architetti a considerare il paesaggio urbano come un tutto organico, dirigono la loro attenzione verso la moltitudine di fattori accessori (alberature, pavimentazioni stradali, recinzioni, panchine, cartelli, impianti di illuminazione) che integrano la scena architettonica modificando il carattere ambientale. In definitiva, pongono le basi della teoria moderna del townscape,, del paesaggio urbano.

L esperimento della Garden City è ripetuto a Welwyn perché è insito nell idea di Howard il principio della sua ripetizione e moltiplicazione, ma si dovrà attendere fino alla ripresa edilizia dopo la seconda guerra mondiale perché l idea della città-giardino trovi la sua più ampia applicazione nel PIANO DELL AREA METROPOLITANA DELLA GRANDE LONDRA DI PATRICK ABERCROMBIE (1944), e, aggiornata nei termini dimensionali e programmatici e spogliata delle caratteristiche di azionariato, diventi uno dei capisaldi della politica inglese di decentramento urbanistico a livello nazionale degli anni 50, con il New Towns Act (1947). L utopia urbanistica di Howard è l unico dei sistemi teorizzati nel XIX secolo a diventare realtà e che abbia dimostrato una sufficiente flessibilità per adeguarsi nel tempo alle esigenze di uno sviluppo pianificato a vasto raggio.

I caratteri essenziali della proposta di Howard non consistono tanto nello schema e nelle dimensioni dell insediamento autonomo, completo di industrie e servizi, quanto nella COMBINAZIONE DI NORME E PROCEDURE PER L IMPIANTO E LA GESTIONE, concepiti in modo da sottrarre l iniziativa ad ogni possibilità di lucro sul plusvalore delle aree e da garantire il controllo comune sulle varie fasi di attuazione. L IDEA È QUINDI ESSENZIALMENTE OPERATIVA, ED IN CIÒ CONSISTE LA SUA NOVITÀ E MODERNITÀ.

Essa si basa sulla forza d urto dell insieme delle proposte che comprendono: decentramento pianificato di industrie e di popolazione dalle metropoli sovraffollate alle città-giardino limitazione della dimensione della città, che non deve crescere oltre un limite prefissato, in modo da garantire servizi equilibrati amenità del luogo di insediamento e nel tracciato scambi fra città e campagna

controllo di pianificazione dell intero sistema, delle comunicazioni, della suddivisione in zone funzionali, della limitazione di densità, della tipologia e della destinazione degli edifici e dell impianto e della distribuzione del verde la suddivisione in quartieri o neighborhoods l intera proprietà del suolo unificata ed intestata ad una società senza profitto, che cede le aree in locazione e tempo limitato (99, 198 o 999 anni) imprese municipali e cooperative.

L idea ha immediato successo, per la minuziosa dimostrazione della sua realizzabilità. Al di là delle valutazioni sull incidenza della teoria howardiana su particolari aspetti dell insediamento urbano moderno, il pensiero e l attività di Howard costituiscono un PRECISO PUNTO DI RIFERIMENTO PER GRAN PARTE DELLA CULTURA URBANISTICA ANGLOSASSONE.

In Inghilterra, dopo la seconda guerra mondiale, ha inizio una politica di decentramento, il cui episodio più qualificante consiste nella realizzazione delle cosiddette CITTÀ NUOVE. In America, a partire dagli anni 20 si forma una vasta corrente di teorici ed operatori. Tra questi emergono Lewis Mumford e Clarence Stein che cooperano nel tentativo di sviluppare ed adattare alle esigenze degli Stati Uniti le proposte di Howard, offrendo i primi e più positivi contributi alla formazione della cosiddetta urbanistica organica americana.

Il movimento di Howard ha una larga influenza in Europa. Dopo il 1900 un gran numero di sobborghi nelle principali città europee assumono la forma di città giardino. Degne di citazione: Hampstead a Londra (1907), Margherethenhohe a Essen ( 1906), Floreal e Logis a Bruxelles ( 1921), Monte Sacro a Roma (1920) e molte Greenbelts americane.