G e n n a i o - A p r i l e Se non cambiasse mai nulla non avremmo le farfalle

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1 A n n o I V n. 1 G e n n a i o - A p r i l e SOMMARIO Notizie dalla Parrocchia pag. 2\3 Immigrazione pag. 4/6 Il sogno è. pag. 7 Napoli: pag. 8 Rubriche pag. 10 Terra e Anima pag. 11\14 Curiosità: pag.15 Calendario e informazioni pag. 16 Scarica la versione digitale utilizzando il lettore di codici QR del tuo smartphone. Se non cambiasse mai nulla non avremmo le farfalle Cambia veste il nostro periodico parrocchiale, anche se non cambia la sua Voce Chiara, come la nostra Santa e come il messaggio evangelico che la nostra comunità francescana e parrocchiale vuole annunciare. Dopo un periodo organizzativo, la nuova redazione di Voce Chiara, composta da diversi elementi della nostra comunità, cerca di dare una nuova risposta agli echi del nostro territorio con nuove rubriche e approfondimenti che ci facciano sentire cittadini e cristiani della nostra città e del mondo. Un grazie particolare va alla nascente redazione, specie per il loro entusiasmo e perché sono il primo segno di ciò che vorremmo fare come comunità, cambiare, cambiare per crescere. In risposta ad uno dei punti fondamentali della "Magna Carta" frutto del ritiro parrocchiale di luglio scorso, che mi chiedeva di aiutare la comunità nel vivere il servizio in Parrocchia come un dono-compito e non come un potere avvicendando quei ruoli che ormai vengono portati avanti dalle stesse persone da molti anni, in questi giorni sto incontrando tutti quelli che vogliono avere un colloquio per raccogliere le esigenze e le speranze di tutti, per raggiungere un discernimento comunitario. Innanzitutto voglio Sarà il Papa ad "aprire" l'expo il 1 maggio. Non sarà presente fisicamente, ma farà sentire la sua voce. In occasione dell'inaugurazione dell'expo di Milano Papa Bergoglio interverrà venerdì 1 maggio con un collegamento in diretta alle ore La decisione del Pontefice di partecipare all apertura dell Esposizione universale (dal1 maggio al 31 ottobre) ribadisce il coinvolgimento della Chiesa nei confronti dei temi evocati da Nutrire il pianeta. Energia per la vita cui è dedicata questa edizione dell Expo. La Santa Sede è presente in Expo 2015 ufficialmente come Paese espositore, con un proprio Padiglione intitolato Non di solo pane all interno del quale si sviluppa un percorso espositivo basato su diversi linguaggi artistici, dai più tradizionali ringraziare tutti per la disponibilità e poi voglio ribadire che eventuali cambiamenti non verranno fatti perché scontenti di alcuni servizi o di alcune persone in Parrocchia ma solo ed esclusivamente per stimolare la crescita della nostra comunità. Già da un po di tempo stiamo insistendo sulla necessità di cambiare e sono contento che il Signore stia rispondendo a questa nostra predisposizione mandandoci nuovi fratelli con cui condividere il nostro cammino parrocchiale; ora è il momento di non chiuderci nel si è sempre fatto così ma di aprirci alla possibilità che altri condividano con noi i servizi svolti in Parrocchia e la nostra vita spirituale e comunitaria perché il Signore accresca la nostra famiglia. In questi ultimi mesi dell anno pastorale, nonostante gli ulteriori impegni che si avvicenderanno, dedichiamoci alla preghiera, affidandoci alla Vergine Maria. Pregate per me e per la nostra comunità. Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere. (San Tommaso Moro) Padre Adriano Pannozzo a quelli innovativi, suddiviso in quattro grandi capitoli: un giardino da custodire, un cibo da condividere, un pasto che educa, un pane che rende presente Dio nel mondo. Per conoscere i dettagli della presenza della Santa Sede in Expo, sono stati attivati un sito internet un profilo e la pagina Facebook Chiesa in Expo.

2 Dal 4 al 6 gennaio, è andata in scena, nella Parrocchia di Santa Chiara, la seconda edizione del "Presepe Vivente" organizzato dalla comunità francescana e parrocchiale. Nato da un intuizione di Fra Adriano Pannozzo e Fra Pio Avitabile, che hanno saputo allestire, con l aiuto dell intera comunità francescana e dei laici, un vero viaggio nel tempo. Il presepe, composta da oltre 40 figuranti, ha ripercorso in parte quello del 700 con scene che ricordano il presepe tradizionale come la natività tra bue e asinello e altre scene storiche come l annunciazione e il palazzo di Erode. Nel chiostro di San Francesco (una volta chiostro delle converse) è andato in scena un vero e proprio mercato con assaggi di vino, formaggi, castagne e altre leccornie tutte offerte da settecenteschi venditori mentre nei locali delle antiche cucine, tra capere e ricamatrici c era l osteria dove si offrivano fumanti piatti di pasta e fagioli tra le V o c e c h i a r a Presepe Vivente urla delle popolane che giocavano a tombola. A ravvivare ancora di più la scena ci hanno pensato i Giullari di Dio, gruppo parrocchiale, che hanno riadattato favole di Basile e cantato canzoni della tradizione napoletana intervallate da simpatiche scenette di Sarchiapone e Razzullo accompagnati dagli Zampognari del Vesuvio, rappresentati dai maestri Antonio Catapano (ciaramella) e Vincenzo Marasco (zampogna) che hanno allietato con la loro musica le serate. La soddisfazione più grande però, è venuta dal consenso suscitato dalla folla di persone (quasi in 3 giorni) accorse a visitare il presepe e a vivere per una serata tra magiche atmosfere orientali (Erode tra incensi e odalische) ed effetti speciali (nevicate improvvise) conscia di aver partecipato, divertendosi, al progetto del LabOratorio a cui sono stati destinati gli introiti Pagina 2 Beata Maria Cristina di Savoia Sabato 31 gennaio alle ore 19.00, nella Basilica di Santa Chiara, è stata celebrata la S. Messa in onore della Beata Maria Cristina di Savoia. Erano presenti, il Ministro Provinciale che ha concelebrato, esponenti della Casa di Borbone oltre alle guardie di picchetto che hanno presenziato la tomba della Beata durante la funzione. Ricordiamo che la Beata, conosciuta anche come la "Reginella Santa", è stata canonizzata l'anno scorso, il 25 gennaio 2014 nella nostra Basilica ma la sua promulgazione è avvenuta nel novembre del 2013, nel pieno dell'anno della Fede. Questo è un particolare molto interessante in quanto l'inno dell'anno della fede era "Credo Domine" che sono proprio le sue ultime parole dette sul letto di morte, il 31 gennaio del 1836, dopo aver partorito il figlio Francesco, ultimo Re del Regno delle Due Sicilie. Si è svolta sabato 17 gennaio 2015 la prima edizione della festa di Sant'Antonio Abate nella Parrocchia di Santa Chiara. Nata anni fa come festa prettamente "interna", quest'anno, assecondando anche la richiesta di Papa Francesco di "uscire dalle Chiese" si è deciso di coinvolgere anche l'intera popolazione, allestendo il tutto, nel cortile antistante la Basilica. I preparativi, che hanno visto la comunità francescana e i parrocchiani, lavorare gomito a gomito, sono iniziati dalla mattina, Sant Antonio Abate dapprima per pulire l'area antistante la Basilica e successivamente per allestire il palco e l'area ristorazione. La sera, dopo la messa delle 19.00, il Parroco, padre Adriano Pannozzo, ha benedetto gli animali presenti e successivamente ha dato il via alla serata canora intervallata dal gruppo musicale "Ars Nova" che hanno allietato i presenti mescolando note di pizzica e tarantelle con altre di orientale derivazione. Ma il vero dono della serata è stata la comunione che si respirava tra i vari gruppi parrocchiali non sempre in sintonia tra loro. Sant'Antonio Abate ci ha insegnato che per accendere il fuoco della carità, serve comunione!

3 Pagina 3 A N N O I V N. 1 Veglia di preghiera Aspettando Francesco La cena ebraica svolta nella sala del Crocifisso del Complesso Monumentale di S. Chiara, è stato uno dei momenti forti che la comunità dei frati, ha organizzato per la Quaresima. Nella sala, attorno ad un grande tavolo, allestito per l occasione con i veri simboli della cena ebraica e con le pietanze preparate dai partecipanti, da poter condividere a fine serata, vi erano circa 70 parrocchiani. La cena ebraica è stata soprattutto un momento di preghiera alla riscoperta di antiche tradizioni e riti. E stato un viaggio nel tempo accompagnato Cena Ebraica Sabato, 21 febbraio, in Basilica, si è tenuta la veglia di preghiera Aspettando Francesco. Organizzata dal Parroco e dalla Comunità dei frati per dar seguito all impegno preso con il Decano Don Lello Ponticelli e l equipe di Pastorale Giovanile decanale, si è svolta in un clima di preghiera e di comunione che ha visto i giovani della Parrocchia, collaborare con i giovani della Parrocchia di S. Erasmo nell animare l adorazione. La veglia, ha vissuto due momenti focali. Il primo, seguendo gli opuscoli dalla Diocesi e incentrato su Fame di Pane, Fame di Giustizia e Fame di Futuro, mentre il secondo, ha visto le Suore del Decanato, uscire in strada insieme con i giovani della Parrocchia di Santa Chiara, ad invitare le tante persone che affollano Piazza del Gesù di sabato sera, ad entrare in Chiesa. Intanto i Frati si sono resi disponibili per le confessioni. I giovani che sono entrati in Chiesa, hanno potuto pregare, accompagnati dalle Suore, davanti a Gesù Eucaristia, ricevere il sacramento della riconciliazione, alcuni anche dopo molti anni, e ricevere un messaggio di Papa Francesco, preparato dai parrocchiani. Tra canti e letture degli scritti di Don Tonino Bello e di Madre Teresa di Calcutta, l adorazione è durata fino alla mezzanotte. dalla preghiera, dai canti e da alcune pietanze preparate per l occasione come il pane azzimo e l haroset (pastura di noci e frutta) attraverso il quale ci si è calati nella tradizione ebraica in punta di piedi ma coscienti del fatto che anche Gesù ha vissuto gli stessi momenti. Per questo i frati hanno sottolineato soprattutto i passaggi della cena che richiamavano la lavanda dei piedi, l istituzione dell Eucaristia, il tradimento di Giuda e l uscita verso il Getsemani. Tra segni, preghiere e canti la serata è terminata con la benedizione dei frati Giornata dell Ammalato Si è svolta mercoledì 11 febbraio, in Basilica, la Celebrazione Eucaristica solenne, per la festa della Madonna di Lourdes che corrisponde anche con la Giornata dell ammalato. Forte è stata la partecipazione dei fedeli che durante la celebrazione, hanno, grazie al Parroco, rivissuto i momenti chiave che si vivono a Lourdes, quello dell acqua e della luce con il rinnovo delle promesse battesimali, a ricordare la fonte di Lourdes che chiama alla penitenza e alla conversione e i ceri che i tanti fedeli lasciano alla Vergine in segno delle loro preghiere e richieste di grazie, e l unzione degli infermi, sacramento di consolazione e di guarigione, due caratteristiche fondamentali della grotta di Massabielle. Numerosi sono stati gli ammalati che hanno ricevuto l unzione, accostandosi all altare con la speranza negli e un momento di agape fraterna che è stata arricchita da una bella comunione tra i vari gruppi parrocchiali. Comunione che il Signore sta creando e che ci auguriamo continui a crescere tra i vari gruppi. La domenica della Passione del Signore, si è conclusa con la rappresentazione della Passione di Cristo nel cortile parrocchiale. Animata dal gruppo parrocchiale I giullari di Dio si è ripercorsa la Passione di Cristo soffermandosi su alcune stazioni della Via Crucis: la caduta, l incontro con la madre, l aiuto del Cireneo, la Veronica e la Crocifissione. Attraverso l ausilio di dialoghi tratti dalla Passione secondo Marco, riflessioni di Santi, canti e immagini tratte dal film di Mel Gibson the Passione, si è ripercorso il tragitto dal sinedrio alla Croce. Lo scopo di tale incontro è stato soprattutto, quello di aiutare nella preghiera i partecipanti ed entrare con maggiore intensità negli eventi della Passione che con la Domenica delle Palme iniziano a celebrare. In questo modo si cerca di aiutare i partecipanti ad entrare nel vivo della Passione per sollecitare la conformazione a Cristo nella speranza di avere gli stessi sentimenti di Passio Christi Cristo nel donare la propria vita per i fratelli. Molti i presenti e soprattutto i passanti che si sono fermati a pregare e hanno avuto l opportunità di iniziare la Settimana Santa con la certezza che Gesù ci ha amati prima ancora di conoscerci e soprattutto che la croce non è sofferenza ma salvezza. La Passione vivente di pone il termine di un percorso di preparazione preparazione della comunità parrocchiale alla Santa Psqua, segnato dalla preghiera in attesa della visita di Papa Francesco, la Riconciliazione, le Via Crucis con la formazione sulle domenica di Quaresima, la cena ebraica e i gesti di carità e solidarietà con gli ultimi.

4 V o c e c h i a r a Lontano paese ma stessa casa Pagina 4 Viaggiare, cambiare, scoprire, adeguarsi, incontrare, sopravvivere sono le costanti che guidano l'uomo, lo orientano nel cammino della sua vita. Sulla scia di queste coordinate le popolazioni umane cercano il luogo che meglio gli corrisponde. I movimenti migratori consistono nello spostamento individuale e collettivo da un luogo d'origine, ad un luogo di destinazione. L'immigrazione comporta l'insediamento e la permanenza con carattere temporaneo o definitivo in un luogo, di persone provenienti dall'estero, alla ricerca di un lavoro che migliori la loro condizione socio-economica. In Italia il fenomeno migratorio rappresenta una caratteristica strutturale, il nostro Paese è uno dei poli di insediamento di cittadini asiatici, accanto agli altri Paesi europei. Negli ultimi anni in Italia si è registrato un forte aumento della presenza della comunità srilankese. Questa popolazione proviene da uno stato insulare, a sud del subcontinente indiano. I primi movimenti migratori provenienti dallo Sri Lanka risalgono agli anni settanta. Negli anni novanta l'immigrazione srilankese raggiunge un livello molto elevato. Secondo i dati ISTAT aggiornati a gennaio 2014 (istituto nazionale di statistica che raccoglie in forma organizzata dati relativi allo Stato) si è registrata sul territorio nazionale una presenza di migranti provenienti dallo Sri Lanka. Si intuisce che tale comunità, ha sviluppato particolari dinamiche d'insediamento, che l'hanno condotta ad insediarsi in particolari regioni d'italia. La Lombardia (30,5%), la Campania (13,1%) ed il Veneto (12,8%). Anche grazie alla capacità attrattiva posseduta da questi grandi centri metropolitani. La metà degli srilankesi presenti nel nostro Paese è titolare di un permesso CE, di lungo soggiorno, un titolo che consente una permanenza di lungo corso in Italia ( permesso rilasciato solo dopo 5 anni di soggiorno regolare e continuativo). Per quanto riguarda la composizione di genere, si nota una maggiore presenza femminile. Questo disequilibrio, sottolinea come la necessità della ricerca di migliori condizioni economiche, determini una separazione famigliare. Ricongiungimento possibile solo con una stabilità lavorativa ed economica. La ragione che spinge la comunità srilankese a trasferirsi nel nostro Paese è la ricerca di un lavoro, poiché l'economia dello Sri Lanka è in una fase iniziale di sviluppo, tale da non garantire una solidità nel mercato occupazionale. Questa fragilità economica è stata determinata da una guerra civile, che ha debilitato il Paese dal 1983 al 2009, a causa del numero di vittime provocato, della sofferenza inflitta e delle spese militari che il Paese ha dovuto affrontare. Conflitto che produce ancora i suoi effetti, e che ha spinto migliaia di persone ad emigrare. Sebbene grande sembri la distanza fra noi italiani e i cittadini srilankesi, per via dell'eterogeneità religiosa, della diversità culturale forse è più corta di quanto sembri. In effetti abbiamo scelto lo stesso posto in cui vivere, in cui trascorrere questo momento della nostra vita, probabilmente siamo più vicini di quanto crediamo. Rosaria Margiotta I versi sono di Gianni Rodari ( ), tratti dalla raccolta un treno carico di filastrocche (1952). Gianni Rodari riesce ad esprimere bene la tristezza di lasciare la propria terra e trova le parole più toccanti per affrontare un tema tanto intramontabile quanto doloroso Il tema è attualissimo. Sovente ascoltiamo di sbarchi di immigrati a Lampedusa, e a tal proposito, ricordiamo che nel 2014 è stata pubblicata un' antologia poetica intitolata Sotto il cielo di Lampedusa : raccolta di poesie e testimonianze. Nella recente visita del Papa alla città di Napoli, durante la prima tappa a Scampia, una immigrata Filippina è stata la portavoce di tutti gli immigrati, i quali non sentendosi Un tema una poesia La sensibilità degli scrittori sui grandi temi, come l'immigrazione. accettati, chiedevano parole di conforto al papa. Di seguito la risposta di Papa Francesco, le cui parole sono state balsamo sulle ferite, accompagnate dall'ironia che strappa un sorriso, firma della sua personalità: "I migranti sono cittadini di seconda classe? Ha chiesto il Papa alla folla. Dobbiamo far sentire loro che sono cittadini come noi, figli di Dio, migranti come noi, perché siamo tutti migranti, nessuno di noi ha dimora fissa in questa terra e tutti dobbiamo andare a trovare Dio, uno prima e l'altro dopo o come diceva quell'anziano vecchietto furbo, andate voi, io vado per l'ultimo: tutti dobbiamo andarci". Irene Trocciola Il treno degli emigranti Non è grossa, non è pesante la valigia dell'emigrante... C'è un po' di terra del mio villaggio, per non restar solo in viaggio... un vestito, un pane, un frutto e questo è tutto. Ma il cuore no, non l'ho portato: nella valigia non c'è entrato. Troppa pena aveva a partire, oltre il mare non vuole venire. Lui resta, fedele come un cane. nella terra che non mi dà pane: un piccolo campo, proprio lassù... Ma il treno corre: non si vede più.

5 Pagina 5 A N N O I V N. 1 Gli immigrati e Napoli Il numero di immigrati nella città di Napoli e i quartieri in cui si addensano maggiormente. Immigrazione nelle scuole Ormai, nel 2015 si può dire che l Italia sia un paese globalizzato ciò trova riscontro principalmente nella composizione delle nostre scuole e classi, fondamenta della società e della cultura. Principalmente negli asili e nelle scuole elementari, ma anche nelle scuole medie e superiori è ormai la normalità vedere ragazzini italiani a fianco di compagni africani, arabi, slavi, orientali. L'immigrazione è il trasferimento permanente o temporaneo di singoli individui o di gruppi di persone in un paese o luogo diverso da quello di origine; L'immigrazione è uno dei fenomeni sociali mondiali più problematici e controversi, dal punto di vista delle cause e delle conseguenze. Per quanto riguarda i paesi destinatari dei fenomeni migratori (principalmente le nazioni cosiddette sviluppate o in via di sviluppo), i problemi che si pongono riguardano la regolamentazione ed il controllo dei flussi migratori in ingresso e della permanenza degli immigrati. Questo fenomeno va considerato come la normalità, la conseguenza naturale all evoluzione di una società inserita in un mondo globalizzato. Fino a qualche anno fa, la cronaca italiana ci ha informato fin troppo frequentemente riguardo a casi di razzismo e discriminazione nelle scuole italiane. Anche camminando per strada è raro trovare solo italiani. Nelle scuole i bambini/ragazzi di altri paesi delle volte più poveri, hanno l opportunità di conoscere un mondo diverso dal loro, alcune volte completamente opposto. Attraverso le scuole traggono ricchezza da ciò che noi consideriamo banale, spesso solo un peso ma che in realtà è il futuro che noi diamo per scontato ma che per loro qui è più realizzabile. Avere in classe un compagno di un altro paese è un opportunità per conoscere lingue,culture, abitudini, tradizioni diverse dalle nostre, anche noi possiamo imparare da loro e magari La concentrazione degli immigrati in Italia è notevole (l' Italia si situa al quinto posto tra i paesi con il maggior numero di residenti stranieri), parliamo di oltre cinque milioni di persone di cui Il 59,5% risiede nel Nord, il 25,4% nel Centro, il 15,1% nel Mezzogiorno. Ma quanti sono gli immigrati nella nostra città?: Quarantasettemila (riferendoci ai soli residenti, secondo uno studio condotto quest'anno dal servizio regionale di mediazione culturale). Si tratta circa del 5% della popolazione totale. Stando ai numeri non sarebbero poi così tanti come sembrano... Chiedendo a voi napoletani riguardo la presenza più ingente sul territorio, sono affiorate le opinioni più disparate. Ma forse è la presenza cinese che viene percepita come quella più cospicua; non è così. E allora qual'è il gruppo etnico più numeroso? Sono gli Srilankesi, seguiti dagli Ucraini e dai Cinesi. Forse non è strano che ognuno abbia una percezione diversa rispetto alla concentrazione delle etnie sul territorio, in quanto, un fattore fondamentale che potrebbe incidere sulla scelta, sarebbe il quartiere di residenza. Sì, perché per ogni gruppo etnico è possibile definire, in linea di massima, una localizzazione urbana predominante. Gli Srilankesi, per esempio, si addensano in particolare nelle aree di Piazza Dante, Quartieri Spagnoli e Sanità (non è difficile infatti che in questi luoghi ci si possa imbattere in incontri della comunità oppure in volantini informativi sugli stessi). Un caso particolare è costituito invece dagli Ucraini che risiedono, per la maggior parte, nelle abitazioni delle persone per cui lavorano, esercitando per lo più assistenza agli anziani (lo stesso potremmo dire dei Polacchi). Al terzo posto della nostra classifica vi sono i Cinesi, i quali invece risiedono soprattutto nel quartiere San Lorenzo. La presenza in città quindi non è distribuita in maniera omogenea nei diversi quartieri e le tre municipalità del centro storico più abitate sono la seconda (quartieri di San Ferdinando, Mercato e Pendino con circa il 22% dei residenti), la terza (Stella e San Carlo all Arena con circa il 16%) e la quarta municipalità (San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale e Gianturco con circa il 22%). Queste le stime sulla concentrazione e localizzazione urbana degli immigrati a Napoli. Irene Trocciola far capire ad alcune persone, che ancora ne sono convinte, che essere di un altra nazionalità non significa essere diverso tantomeno inferiore, ma semplicemente una fonte di ricchezza culturale. Abbiamo tutti lo stesso aspetto ma non gli stessi pensieri, possiamo scegliere tra bene e male, aiutarli ad integrarsi nell ambito sociale e scolastico sarebbe sicuramente una cosa buona così come non puntare sempre il dito ma porgere la mano Marina Nappi

6 V o c e c h i a r a Pagina 6 Fiorella Mannoia e il Sud La vera storia non è quella che si legge nei libri La storia del sud è unica: ne esiste solo uno ed è il mediterraneo del mondo, il suo destino? Sempre lo stesso: depredato e volutamente tenuto lontano dal progresso. Ispirato al libro di Pino Aprile, Terroni, l artista incarna nei suoi brani vari personaggi e situazioni di uomini, madri e giovani carichi di speranze che abbandonano la propria terra, la terra delle radici e dei propri profumi per la terra dei visi estranei e delle indifferenze. Un testo che annoda la gola è in viaggio, in cui la musica di Ivano Fossati, accompagna la poesia. se fossi stata madre avrei parlato così a mio figlio. Veste i panni di una mamma, una mamma con il grembiule e le mani sporche di farina, una mamma con la pelle scura ed un foulard in testa e, perché no? Una mamma in tailleur che dice al figlio buono studio e lo guarda prendere il treno. Il testamento d amore di una mamma che non può viaggiare accanto ma con il mormorio del cuore giura di riscaldare le notti del figlio. Un invito ad una felicità delirante, a rivendicarne il diritto, un appello alla moralità salda e alla fuga dal guadagno facile. Un invito alla conoscenza delle cose, unica medicina contro l arroganza dei potenti. Sono racconti di valori antichi che i media e la tv si dimenticano di osannare e di un mondo in cui bisogna augurare di allontanarsi dal proprio paese per trovare una strada percorribile. Sarebbe bello sentirsi tutti un po madri o padri di queste vite lontane dai loro mondi, il contributo di un sorriso per dire a questi sogni buona strada. Federica Cristiani Alla scoperta di te Un giorno questo dolore ti sarà utile. Il disorientamento, l'incertezza sono i sentimenti che James prova dentro di sé, forse quelli, che gli altri gli hanno causato. Da sempre James si sente dire che è un disadattato, perché gli piace la solitudine, e non si uniforma alle convenzioni sociali. Lui è il protagonista del film Un giorno questo dolore ti sarà utile di Roberto Faenza uscito nel 2011, tratto dal romanzo di Peter Cameron (Someday This Pain Will Be Useful to You) un ragazzo di diciassette anni che terminata la scuola non vuole saperne dell'università. Perché desidera trasferirsi nel Midwest, comprare lì una casa isolata, e dedicarsi unicamente alla lettura, all'artigianato perché non vuole conformare la sua vita a quella degli altri. L'università, il successo non rientrano nei suoi progetti futuri, ma in quelli della sua stravagante famiglia. I suoi genitori esigono che James corrisponda al modello che hanno creato nella loro testa, ignorando però i suoi interessi, riducendo le sue aspirazioni a capricci, determinati dal suo disagio sociale. Lei gallerista con tre matrimoni alle spalle, lui uomo d'affari ossessionato dalla chirurgia estetica, per attrarre donne più giovani. A perfezionare il bislacco assetto familiare ci pensa la sorella, studentessa universitaria, impegnata a scrivere prematuramente le sue memorie. La sola persona che lo capisce, oltre al suo cagnolino Mirò, e non lo considera diverso è la nonna, Nanette, persona serena e curiosa, partecipe delle sue emozioni, che incoraggia la sua volontà di cambiamento. Con lei trascorre lunghi pomeriggi a chiacchierare in tranquillità, perché sicuro della sua comprensione. La sua certezza in merito alla sua vita è incertezza, debolezza, indeterminatezza agli occhi dei suoi genitori. La madre per tenerlo occupato lo assume nella sua galleria, che ospita opere artistiche insolite, piuttosto che contemporanee come alcune pattumiere. Il protagonista le usa per disfarsi del suo cellulare, perché il mondo, le persone non gli piacciono, o forse non lo capiscono. Trova i suoi coetanei insensibili e superficiali, perché lui non corrisponde alle loro aspettative. I genitori convinti che il suo isolamento dagli altri sia un disturbo, lo obbligano ad andare da una terapista. Quest'ultima non conferma la loro opinione, anzi, in James percepisce una grande sensibilità, e lo invita solamente a seguire quello che il suo cuore gli dice. James ha solo diciassette anni e non sapere ancora cosa fare della sua vita, qual è il suo posto, cosa a lui è utile è più che normale. Le critiche che gli muovono i suoi genitori, non sono fondate, si basano su qualcosa che per ora, James non riesce a definire. A questa età è difficile capire cosa sogniamo, chi vogliamo essere; i risultati, gli eventi della nostra vita, il tempo ci modellano in modo tale da farci capire chi vorremo diventare. Questo dolore, questo dispiacere un giorno ci saranno utili. Rosaria Margiotta

7 Pagina 7 A N N O I V N. 1 Il Campo, luogo di sogni e di speranze. Il fascino dello sport di oggi è aumentato grazie ai grandi mezzi di comunicazione che fanno diventare degli eventi sportivi dei fenomeni di massa che alimentano i sogni e le speranze sopratutto nel mondo giovanile. Noi abbiamo a disposizione il campetto di Santa Chiara che è un luogo dove i ragazzi della zona staccano dalla routine settimanale. In quel campetto ragazzi e bambini inseguono il proprio sogno correndo dietro un pallone e partecipando a dei tornei organizzati dalla stessa parrocchia insieme con il C.S.I (Centro Sportivo Italiano), con trofei per i primi tre classificati e per tutti i partecipanti una medaglia, questo è un modo per i ragazzi di misurare la propria bravura con ragazzi che non conoscono e dimostrare le proprie capacità. Anche quest'anno la parrocchia di Santa Chiara tramite l'azione Cattolica ha organizzato un torneo interparrocchiale che vede protagonisti quattro parrocchie della zona San Giorgio Maggiore, Sette dolori, San Matteo, Montesanto. Il torneo si articola in due gironi quello della scuola elementare e quello della scuola superiore, per una partecipazione di circa 180 ragazzi. Il torneo ci permette di allargare orizzonti di conoscenza confrontandoci con altri ragazzi della nostra età, esso è iniziato con un incontro di presentazione delle varie realtà partecipanti e terminerà per la fine di maggio con la premiazione. Il campetto è usato per molte evenienze, ma già sapere che c'è, che c'è un posto dove divertirti con i tuoi amici, che c'è un posto dove puoi trovare rifugio dalla strada e solo il saperlo ti fa sentire meglio. Ma il campetto non riguarda solo il calcio ma viene usato anche per il campo scuola dove i bambini si divertono a giocare tra di loro ed i ragazzi più grandi insieme con gli adulti si dilettano a fare gli animatori. Questo posto diventa nel tempo il luogo dove il proprio sogno inizia ad essere condiviso con gli altri in una gara che va al di la del semplice gioco e ci permette di confrontarci con le prime difficoltà della vita. Ciro De Maio AstroSamantha a spasso fra le stelle Le stelle, le costellazioni, i pianeti, da sempre fanno parte della vita dell'uomo, rappresentano un mondo parallelo a quello terrestre, pieno di segreti. Fin dall'antichità l'esplorazione della volta celeste ha costituito un legame fra il cielo e la terra. L'investigazione spaziale inizia con lo studio delle stelle e dei pianeti, con le indagini attraverso il telescopio inventato nel 1608 dall'ottico olandese H. Lippershey, sino a giungere alle esplorazioni spaziali compiute dagli astronauti. Gli uomini poi, hanno costruito luoghi, le stazioni spaziali, che gli consentono di analizzare voli spaziali, effettuare studi scientifici, e meraviglia fra tutte, ospitare esseri viventi in orbita per settimane, mesi ed anni. La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in orbita al di sopra della terra, è una di queste, si tratta di un laboratorio spaziale, spesso visibile ad occhio nudo perché è un puntino molto luminoso nello spazio. Questa piattaforma orbitante nasce dalla collaborazione di numerosi paesi europei, tra cui l'italia. L'esperienza italiana nel settore spaziale si concretizza attraverso l'attività dell'agenzia Spaziale Italiana (ASI) un ente governativo italiano, creato nel 1988, che ha il compito di predisporre e attuare la politica aerospaziale italiana. Dipende dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca, e utilizza i fondi ricevuti dal Governo italiano per finanziare il progetto, lo sviluppo e la gestione di missioni spaziali. L'ISS attualmente ospita il capitano Samantha Cristoforetti, il comandante russo della Soyuz Anton Shkaplerov e l'astronauta NASA Terry Virts, la missione è stata denominata Futura, per sottolineare come il progresso, la scienza e la tecnologia, delineino la traiettoria su cui viaggia questo progetto. La navicella Soyuz si è alzata alle 22:01 del 23 novembre 2014 ed ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale 5 ore e 48 minuti dopo il lancio. La missione Futura nasce da un accordo bilaterale tra l'asi e la NASA (ente nazionale aeronautica e spaziale), gli esperimenti previsti sono il monitoraggio delle condizioni fisiche dell'uomo, durante e dopo periodi prolungati in ambienti in assenza di gravità, e il controllo della postura dell'astronauta. Samantha Cristoforetti è la prima italiana a volare nello spazio, nel maggio 2009 è stata selezionata come astronauta ESA (Agenzia Spaziale Europea), a luglio è stata assegnata ad una missione dell'asi, nel novembre 2010 ha completato con successo l'addestramento base degli astronauti. Le ricerche spaziali condotte dall'iss hanno dei riflessi pratici nella vita di tutti i giorni, grazie all'uso di nuovi materiali e tecniche innovative. Ne sono un esempio le nuove protesi per disabili, leggere e resistenti costruite con un rilevatore di particelle, utilizzato sull'iss. Gli stessi materiali del rilevatore, quali carbonio e composti sono stati adoperati nella realizzazione delle protesi. Lo spazio cosmico è la nuova frontiera che l'uomo sta varcando, sebbene con duro lavoro e con tempi non molto brevi, compie passi enormi verso il cielo, in direzione dell'evoluzione scientifica. E come diceva Rino Gaetano Il cielo è sempre più blu, si, in effetti è sempre più blu, nonostante grandi siano le sfide che i nostri studiosi devono affrontare, quello che il cielo ci offre supera di gran lunga la fatica. Rosaria Margiotta

8 La condivisione della bicicletta è un progetto di mobilità sostenibile, consiste in una forma semplice, economica ed ecologica per spostarsi. È uno strumento disposto dalle amministrazioni pubbliche che intendono aumentare l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, integrando l'utilizzo delle biciclette condivise, per quel tratto di percorso che separa la fermata dei mezzi alla destinazione degli utenti. Il bike sharing di Napoli V o c e c h i a r a Bike Sharing Napoli prevede 100 biciclette, 30 minuti gratis, App mobile e 10 stazioni, distribuite tra la Stazione Centrale di Napoli e sul lungomare fino a Piazza Vittoria. Permette di visitare la città, usufruendo delle zone pedonali, senza inquinare l'ambiente. L'Applicazione (App) è disponibile in downloadgratuito su Google Play e App store, così facendo è possibile: visualizzare la disponibilità di biciclette e parcheggi in tempo reale, prenotare e Pagina 8 prelevare la bicicletta direttamente tramite l app, scoprire itinerari turistici, visitare luoghi di interesse storico-artistico. È un sistema di mobilità alternativa, iniziativa nata a Copenaghen nel 1995, diffusasi poi in molte città europee. Beh, ora ci tocca solo metterci in sella all'esplorazione della città. Buona pedalata! Rosaria Margiotta Partenope: alcuni dei miti che spiegano l altro nome di Napoli Napoli è da sempre identificata anche come Partenope. Già Napoleone nel 1799 definì questo regno Repubblica Partenopea. Sono varie però le leggende che ruotano attorno all'identità di Partenope. Una narra di Partenope sirena, la quale dopo la delusione di non essere riuscita ad ammaliare Ulisse con il proprio canto, avrebbe deciso di suicidarsi. Il suo cadavere sarebbe poi approdato proprio a Napoli, dove si troverebbe tutt'ora sepolto. Un'altra versione invece vede Partenope, fanciulla innamorata, partire con il proprio amante dalla Grecia, a causa dell'ostinazione del re, suo padre, a darla in moglie ad un'altro. Partenope e il suo amante sarebbero approdati in un luogo deserto, che al passaggio della donna però, avrebbe cominciato a farsi florido e così incantevole da far circolare la fama della sua bellezza attirando coloni e assumendo il nome della donna. O ancora, Partenope, amata da Vulcano, sarebbe stata trasformata da Zeus nel nostro golfo. La sua bellezza dunque, sarebbe ancora contemplabile nella morfologia paesaggistica di Napoli. Irene Trocciola...e la sirena, la figura mitologica che ci fa sentire europei Il richiamo del mare è per ogni uomo, che sia abitante della città o della campagna, una forza irresistibile. La linea orizzontale che separa la terra dal cielo e mette lontano dal controllo il confine del mondo, sta lì a solleticare la nostra volontà di conoscenza, il bisogno di guardare oltre, di sapere altre terre. Per chi vive in una terra incantata, nata sul ventre di una sirena poi Questa figura per metà di mare e per metà di terra è il cordone ombelicale che la unisce ad altre città: Varsavia: La leggenda popolare vuole che Varsavia sia la fusione del nome del pescatore Wars e di Sawa, sirena della Vistola, dando così anche origine allo stemma. Il pescatore l avrebbe salvata dalla prigionia ed ella in cambio gli offre la protezione eterna della città. Il poeta Józef Epifani Minasowicz ( ), in un breve componimento giocoso sullo stemma della città, canta la gloria di Varsavia paragonandola a quella di Napoli. Egli afferma che entrambe le città possono vantarsi di avere una Sirena, ma mentre Napoli ha una sola Sirena e per di più morta, Varsavia ha tante Sirene vive quante sono le giovani donne non sposate che vi abitano. Copenaghen: la malinconica storia della sirena nell'originale danese viene narrata la storia di una piccola sirena che per guadagnare l'amore di un bel principe ed un'anima immortale rinuncia alla voce ed alla sua casa in fondo al mare, trasformandosi in ragazza tra mille dolori e peripezie: sacrificio del tutto inutile perché il principe sposerà un'altra. E lei, piuttosto che ucciderlo e tornare sirena, sceglie di gettarsi tra i flutti, trasformandosi in schiuma. Ed ecco come questa figura ci unisce alla cultura di altri popoli e ci fa respirare un clima più europeo, portandoci alla mente che il mare unisce i paesi che separa Federica Cristiani

9 Pagina 9 A N N O I V N. 1 Rubriche, approfondimenti e consigli.. Mens sana in corpore sano (a cura di A. Covino) La satira decima di Giovenale è tutta volta a mostrare la vanità dei valori o dei beni (come ricchezza, fama e onore) che gli uomini cercano, con ogni mezzo, di ottenere. Solo il sapiente vero si rende conto che tutto ciò è effimero e, talvolta, anche dannoso. Nell'intenzione del poeta, l'uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la sanità dell'anima e la salute del corpo; queste dovrebbero essere le uniche richieste da rivolgere alla divinità che, sottolinea il poeta, più degli esseri umani sa di cosa ha bisogno l'uomo stesso. L alimentazione ha assunto con il passare degli anni, un ruolo di primo piano nella vita di tutti i giorni anche alla luce delle migliorate conoscenze nel settore agro alimentare. La parola dieta non è intesa come è avvenuto finora, quale punizione o restrizione al modo di alimentarsi, bensì come uno stile di vita alimentare. La corretta alimentazione, nel quadro più ampio di uno stile di vita sano ed equilibrato, è alla base della prevenzione di un gran numero di patologie, purtroppo ormai molto diffuse nella nostra società. L adozione di stili di vita e di modelli alimentari sempre più lontani dalle nostre tradizioni, infatti, ha progressivamente portato il nostro Paese a doversi misurare con il dilagare di quelle stesse malattie del benessere (obesità, diabete, patologie cardiovascolari, tumori, ecc.) che un tempo sembravano dover preoccupare soltanto le popolazioni del Nord Europa e del Nord America. Un modello alimentare che può venirci in aiuto per ottenere un apporto di nutrienti completo ed equilibrato è senza dubbio rappresentato dalla dieta mediterranea, che si ispira alle tradizioni alimentari dei Paesi che affacciano nel bacino del Mediterraneo (in particolare Italia, Francia meridionale, Grecia, Spagna, ma anche Paesi del vicino Oriente e dell'africa settentrionale). In questo tipo di regime alimentare predominano gli alimenti di origine vegetale, quali cereali e derivati, frutta, verdure, ortaggi e olio d oliva...saranno questi i protagonisti del prossimo appuntamento... Vermecielle cu' 'e mulignane E' un piatto questo che si ritiene di origine araba, passato poi in Sicilia ed emigrato a Napoli. E' risaputo che furono gli arabi ad introdurre in Sicilia le melanzane originarie dell'india agli inizi del medioevo. A riprova di ciò, la diffusione in Europa di nomi derivati dall'arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci. Allorché Ferdinando I di Borbone soppresse il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, unificandoli nel nuovo Regno delle due Sicilie, di cui divenne il primo sovrano, ebbe inizio la commistione delle due culture molto diverse fra loro. Fu così che la melanzana tanto amata dai partenopei, fece il suo trionfale ingresso nella cucina napoletana e sulle nostre tavole. ricetta per 4 persone: 350 gr di pasta vermicelli 200 g di melanzane 200 g di pomodorini freschi del Piennolo del Vesuvio 1 peperoncino 50 g di cipolla 3 cucchiai di olio extravergine di oliva basilico q.b sale e pepe q.b. Tagliate a fette le melanzane, di quelle grosse e violette, mettetele da parte. Rosolate nell'olio la cipolla per 2-3 minuti e unite il peperoncino tritato, aggiungete le melanzane ed i pomodorini tagliati a spicchi, lasciar cuocere per 10 minuti, aggiustate di sale e pepe. Cuocete i vermicelli in abbondante acqua salata, scolate al dente e versate nella padella con le melanzane e i pomodorini aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura della pasta, fate saltare per insaporire su fiamma bassa per 1 minuto. È possibile aggiungere, se di vostro gusto, scagliette di ricotta al forno e qualche fogliolina di basilico. Rorò Sapore

10 V o c e c h i a r a Pagina 10 Chicchi di grano: Notizie storiche sul Monastero di Santa Chiara La dominazione angioina contribuì, sotto molti aspetti, alla modernizzazione della città di Napoli, riscrivendone sia l assetto urbano che strutturale. Con gli sviluppi dei Vespri siciliani, Napoli si ritrovò ad essere il centro di un nuovo regno, con tutte le implicazioni di ordine politico e sociale che questo comportava. Lo spostamento delle attività commerciali e di rappresentanza verso il mare fu il segno di una nuova politica economica. Infatti, con il potenziamento degli scambi commerciali marittimi, la città avrebbe acquisito una nuova funzione strategica nel contesto del Mediterraneo. Per questo motivo, mentre sulla costa andava a svilupparsi il nuovo Centro Direzionale, di cui il Maschio Angioino fu l espressione più palese, il vecchio centro di età ducale andò sempre più a caratterizzarsi come un area religiosa e conventuale. Molti furono gli interventi all assetto urbano di Napoli e molti nuovi edifici sorsero, ma di tutte le realizzazioni promosse dai sovrani angioini quelle che hanno resistito al tempo (e alle decisioni umane) sono le chiese e i conventi, frutto di una visione politica rivolta alla protezione degli ordini mendicanti. Di questa politica fu paladino Roberto d Angiò. Figlio di Carlo II detto lo Zoppo, venne incoronato re di Napoli nel 1309, alla morte di quest ultimo. Il suo fu il regno durante il quale si ebbe la maggiore produzione di arti del periodo angioino. Basti pensare alla presenza, durante il suo regno, di artisti come Petrarca, Boccaccio e Giotto. Fu proprio lui che, poco dopo l incoronazione, decise l avvio della costruzione di una insula franciscana dedicata a Santa Chiara. La nuova costruzione sicuramente risentì anche del forte sentimento francescano della sua seconda moglie, Sancia di Maiorca. La zona scelta era quella ad ovest delle vecchie mura greche, in un area che anticamente aveva ospitato forse il centro termale più importante della città in epoca romana. I lavori cominciarono nel 1310 e a realizzarli vennero chiamati i protomaestri Leonardo di Vito e Gagliardo Primario. Lo stile dell opera fu quello gotico provenzale. I lavori vennero portati a termine dopo diciotto anni, in un tempo relativamente breve viste le dimensioni dell impianto del Monastero e della Chiesa. La consacrazione della chiesa avvenne nel 1340 con la dedica ufficiale al Sacro Corpo di Cristo od Ostia Santa, ma già dai primi atti si iniziò a intitolarla con il nome di Santa Chiara. Ma chi era Sancia o, meglio, Sancha di Maiorca? Nicola Macchione La scuola musicale napoletana e la nascita dei Conservatori Napoli: non erano i soliti fuochi d artificio quelli che salutavano la gelida alba del 1500, ma fiamme esorcizzanti. Travagliato dalle alterne vicende angioine, fiaccato dal tracotante comportamento degli Aragonesi, ridotto alla fame da quella casta baronale che non voleva rinunciare ai suoi arroganti privilegi, il popolo napoletano aveva sperato nell arrivo di un nuovo secolo per ritemprare la sua esistenza dominata dallo spettro tentacolare della fame. Ed invece nel maggio del 1503 invece della sperata rinascita è una nuova dominazione che viene a schiacciare l orgoglio partenopeo. Impotente ed amareggiato, il popolo assiste infatti all ingresso in città dell esercito di Consalvo de Cordoba: Napoli non è più la capitale di un regno, ma il capoluogo di una provincia soggetta alla dura oppressione della madrepatria Spagna. Tuttavia Napoli brulica di infinite attività, nel bene e nel male, di mille e mille stravaganti espedienti di contrabbando spicciolo, di squallida prostituzione nelle bettole dove, come scrisse il Basile, trionfa Bacco e se scarfa Venere, negli androni bui dei palazzi fatiscenti, in un caleidoscopio umano dove purtroppo è sempre più facile vedere girare bambini abbandonati, vittime innocenti della fame e dell ignoranza, testimonianze vive di uno spaventoso degrado. Ma, proprio quando sembra aver toccato il fondo, Napoli riesce a reagire con ammirevole slancio, trovando dentro di sé le energie necessarie per recuperare una dimensione di dignità: è infatti nella seconda metà del XVI secolo che sorgono i quattro conservatori, intorno ai quali ruota tutta la storia della scuola musicale napoletana: il Conservatorio di Santa Maria di Loreto (1537), il Conservatorio della Pietà dei Turchini (1573), il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo (1589), il Conservatorio di Sant Onofrio a Capuana (1598). Non meraviglia dunque che il primo istituto sorto per raccogliere bambini derelitti, l Orfanotrofio di Santa Maria di Loreto, non porti sigillo cardinalizio o firma vicereale ma, fra storia e leggenda, emerga dalla sensibilità di un umile artigiano, mastro Francesco, esempio luminoso, di lì a pochi decenni, per gli altri tre ricoveri dell infanzia abbandonata. Sono questi gli spazi di un sentimento umano che fa onore al popolo napoletano stretto intorno ai suoi poveri orfanelli, riconoscibili nella divisa di differente colore, durante le ore di dignitosa questua, durante i funerali o le feste liturgiche, al seguito di processioni o durante l accompagnamento al viatico per guadagnare gli spiccioli necessari alla sopravvivenza. Una questua dignitosa da alternarsi alle ore di catechismo e di apprendimento di un mestiere, sempre più identificato nella professione della musica, almeno a partire dal Seicento. Questo fervore culturale, questa gioiosa partecipazione alla musica, l esistenza di luoghi preposti allo studio della stessa, l introito derivante dalle prestazioni artistiche degli angiulilli favoriscono il potenziamento dell istruzione musicale dei Conservatori. I gestori dei Conservatori, avevano scoperto che gli introiti derivanti dalle prestazioni artistiche degli allievi, che sonorizzavano cerimonie religiose di tutti i tipi, feste e ricorrenze, sommati al generoso e costante sostegno dei benefattori, davano allo stesso la possibilità di migliorare la qualità dell ospitalità. Così potenziarono l insegnamento della musica coinvolgendo Maestri di chiara fama, che favorirono inoltre la possibilità di accesso anche ad allievi non indigenti, che per frequentare il Conservatorio, dovevano pagare una retta. I Conservatori sono quindi il luogo fisico della nascita della Scuola Musicale Napoletana. M. Angelo Castaldo

11 Pagina 11 A N N O I V N. 1 Terra & Anima Notiziario Ecologico a cura di Fra Pio Avitabile Il lungo iter del disegno di legge sui reati ambientali sembra non finire mai: ora toccherà (nuovamente) alla Camera, previste pene più severe. L'Aula del Senato ha approvato il disegno di legge cosiddetto "ecoreati": il testo è stato modificato in questo suo secondo passaggio, dovrà ora tornare alla Camera per ottenere il via libero definitivo e diventare così legge. Di ecoreati e di nuovi reati ambientali si parla da anni ma una legge ad hoc è ancora lontana dal vedere la luce, a meno che i deputati della Repubblica non siano celeri nel rivalutare positivamente il testo così come uscito dal Senato: si chiama bicameralismo. Il problema è che nel frattempo si continua ad inquinare e a devastare molti territori (e si continuerà a farlo), cosa possibile grazie alla manica larga del codice penale in materia di reati ambientali. Nel testo uscito dal Senato la prima novità è l'istituzione di una nuova fattispecie di reato, relativo ai delitti contro l'ambiente, che comprenderà l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico e abbandono di materiale radioattivo e l'impedimento al controllo. Le sanzioni, in questo caso, vanno dai 2 ai 6 anni. Per il delitto di disastro ambientale sarà prevista una pena dai 5 ai 15 anni: come si legge nel testo, si intende per disastro ambientale l'alterazione irreversibile dell' equilibrio dell'ecosistema o l'altera- Ecoreati zione la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, ovvero l'offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza oggettiva del fatto per l'estensione della compromissione ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo. In totale il testo del ddl prevede quattro nuove fattispecie di reati ambientali: il delitto di inquinamento ambientale, il delitto di disastro ambientale, il delitto di traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività e il delitto di impedimento del controllo. La norma introduce anche il divieto di esplosioni in mare per attività di ricerca e ispezione dei fondali. "Da ministro dell'ambiente mi recai nella Terra dei fuochi e mi assunsi come impegno quello di procedere verso una riforma complessiva della punibilità dei reati ambientali e mi pare che oggi si sia giunti a questo risultato. Il provvedimento non è soltanto un segnale politico. [..] non si tratta soltanto di un provvedimento che individua nuovi reati ma che consente anche per quei reati di carattere minore di estinguersi quando c'è una forma di collaborazione da parte di chi ha provocato questo danno ambientale, se è di contenuta entità." ha dichiarato il ministro della Giustizia, ex ministro dell'ambiente, Andrea Orlando.

12 Voce chiara Pagina 12 V20 I Paesi più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici sono pronti a riunirsi in un V20, un G20 che consenta loro di discutere delle questioni ambientali e proporre soluzioni condivise. A rivelarlo a Le Monde, qualche giorno dopo la visita di François Hollande a Manila, è Mary Ann Lucille Sering, vice-presidente della commissione filippina sui cambiamenti climatici. Secondo Sering siamo a una svolta, un cambiamento di verso determinato dalla presa di coscienza dei danni economici sempre crescenti che i cambiamenti climatici comportano per i Paesi maggiormente esposti. Nel 2009, nelle Filippine, uno dei Paesi più martoriati dagli effetti dei cambiamenti climatici, è stata fatta una legge sui cambiamenti climatici e, successivamente, è stata creata una commissione dei cambiamenti climatici di cui la presidenza è stata affidata al capo di Stato in persona. La commissione è multisettoriale e partecipa alle discussioni che riguardano agricoltura, salute, infrastrutture pubbliche, trasporti ed energia. L esperienza del tifone Haiyan ha dimostrato che eventi di ampia portata come i tifoni vanno interpretati in un ottica sistemica. Sering presiede il Climate Vulnerable Forum, un V20 che raggruppa 20 Paesi particolarmente esposti ai cambiamenti climatici: Il forum esiste per molbilitare gli Stati membri sui rischi e per proporre delle risposte. Esso permette di condividere dati scientifici che tengono conto delle circostanze particolari delle nostre regioni, afferma Sering spiegando come nelle Filippine settentrionali vi siano problemi di siccità non dissimili da quelli di alcuni Paesi africani. Il modello che si profila all orizzonte è, quindi, quello di un G20 che dovrebbe chiamarsi V20, da Vulnerable 20 e che metterà in contatto i ministri delle Finanze. Una struttura che sorgerà dall attuale Forum presieduto dalla stessa Sering. I cambiamenti di verso di Cina e Stati Uniti sul tema delle riduzioni sono un punto di partenza importante, ma Sering invita alla cautela e a non lasciarsi andare a immotivati toni trionfalistici: Noi non abbiamo dimenticato l episodio del protocollo di Kyoto che gli Stati Uniti non ahnno ratificato e che è stato indebolito dalla defezione di Giappone e Canada. Sono vent anni che negoziamo un accordo sul clima. C è un momento in cui occorre fermarsi e passare all azione.

13 Pagina 13 A N N O I V N. 1 L illuminazione pubblica di Torino scommette sul risparmio energetico con un progetto su vasta scala che, a lavori ultimati, dovrebbe garantire un risparmio di 20 milioni kwh/anno e un calo dei consumi di energia elettrica superiore al 50%. Il progetto di Iren prevede la sostituzione del 55% dei lampioni cittadini con quattro differenti tipologie di corpi illuminanti che verranno collocati in diverse situazioni, dalle strade con illuminazione a sospensione ai lampioni stradali, dai lampioni per i giardini alle luci che illuminano i numerosi portici cittadini: Mediamente ove oggi vi è una lampada a vapori di sodio di potenza 150 watt questa verrà sostituita con un apparecchio a led da circa 72 watt. Il piano di sostituzioni sarà progressivo e partirà contemporaneamente in tutti i quartieri cittadini, partendo dal completamento dell impianto sperimentale partendo dal completa- RISPARMIO ENERGETICO mento dell impianto sperimentale realizzato in zona Campidoglio, ha spiegato Giuseppe Bergesio, amministratore delegato di Iren Energia presentando il progetto. Il capoluogo piemontese è stato diviso in cinque lotti nei quali opereranno le imprese selezionate: in ogni zona sono presenti circa 11mila apparecchi. Entro due anni, dunque, verranno attivate oltre 50mila lampade Led. Le luci avranno un colore più chiaro rispetto alle attuali ma grazie a un migliore orientamento del fascio luminoso si avrà più luce sulle strade e meno luce dispersa. Il presidente di Iren ed ex ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, ha sottolineato la ricaduta occupazionale di questo ambizioso progetto che coinvolgerà decine di addetti per tutto il biennio in cui avverrà la posa dei nuovi apparecchi illuminanti. 8 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI PLASTICI IN MARE La quantità di rifiuti plastici riversati nelle acque marine e degli oceani è destinata a decuplicare nei prossimi dieci anni e maggiore sarà la densità, più alte saranno le probabilità che queste microparticole plastiche si accumulino nella catena alimentare e nei nostri stomaci. A lanciare l allarme è l ultimo numero di Science che ha pubblicato una ricerca coordinata da Jenna Jambeck dell Università di Athens, Stati Uniti, secondo la quale i 192 Paesi costieri del mondo hanno rilasciato nel 2010 una quantità complessiva di 27 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui 8 milioni di tonnellate hanno finito il loro percorso in mare. Secondo la ricerca la quantità è in aumento e potrebbe essere di 9,1 milioni di tonnellate quest anno. Maglia nera come in molte classifiche sull ambiente è la Cina che nel 2010 ha fatto finire in mare 2,8 milioni di tonnellate di materie plastiche negli oceani. La seguono l Indonesia, le Filippine, il Vietnam, lo Sri Lanka. Gli Stati Uniti sono il ventesimo paese al mondo, mentre nessun Paese dell Unione Europea figura nella top 20. Se i 23 Paesi che la compongono venissero sommati, sarebbero il 18esimo Paese più inquinante del mondo. Qualora i sistemi di gestione dei rifiuti non dovessero migliorareo se le quantità di plastica utilizzate non dovessero diminuire è possibile secondo lo studio che nel 2025 vengano disperse in mare, ogni anno, 80 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Un numero destinato a portare all asfissia la vita della vita marina.

14 V o c e c h i a r a Pagina 14 AMIANTO: 85 ANNI PER LA BONIFICA TOTALE IN ITALIA Da 23 anni l amianto è fuorilegge, ma la presa di coscienza del problema è molto più recente. Soltanto il megaprocesso all Eternit conclusosi con il clamoroso verdetto della Cassazione è riuscito a portare alla ribalta dei grandi organi di informazione un problema che investe l Italia intera e non soltanto coloro che hanno lavorato nei centri di produzione e lavorazione dell asbesto. Le bonifiche sono solo all inizio e il tema della rimozione della fibra killer è stato al centro dei lavori nella terza edizione della Consensus Conference italiana per il controllo del mesotelioma maligno della pleura svoltasi a Bari, con la partecipazione dei maggiori esperti della patologia al cospetto di giuristi, operatori dell informazione, istituzioni pubbliche e private e associazioni di vittime e familiari. Il Ministero dell Ambiente ha presentato i dati aggiornati a novembre 2014: in Italia, i siti che ancora devono essere bonificati sono , quelli già bonificati sono 1957 e quelli che lo sono stati soltanto parzialmente sono 571. Ogni anno vengono dismesse 380mila tonnellate e, considerando che sul territorio italiano sono stimati circa 32 milioni di tonnellate di questo materiale, ci vorranno circa 85 anni per portare a termine la bonifica di tutti i siti contaminati. Le vittime dell amianto sono all incirca 3000 all anno, 1500 delle quali muoiono per mesotelioma. In quindici anni, dal 1993 al 2008 sono stati 15mila i casi di questa neoplasia, una media di mille all anno, ciò significa che il fenomeno è in crescita. I tempi di latenza vanno da 20 a 45 anni dall inizio dell esposizione, l età media della diagnosi è, infatti, di 70 anni. Notizie confortanti arrivano sul fronte delle cure: i ricercatori del dipartimento di Oncologia dell Università di Torino, in collaborazione con i colleghi dell Ospedale San Antonio e Biagio di Alessandria sono infatti riusciti a sperimentare una nuova tecnica mirata per identificare i geni mutati responsabili della ridotta sopravvivenza nel mesotelioma. In questo modo è stato individuato un alto numero di mutazioni geniche legate alla precoce progressione del tumore e alla riduzione della sopravvivenza. L identificazione di queste alterazioni consentirà di valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare in questa neoplasia, ha spiegato Giorgio Scagliotti, direttore del dipartimento di Oncologia dell Università di Torino. A G R I S C U O L E Coltivare un orto, recuperare un rapporto diretto con la terra e con i suoi frutti, educare le nuove generazioni al cibo buono e sano e a un consumo critico, adatto alle nostre esigenze e non a quelle del mercato, sono questi gli obiettivi degli orti didattici che si stanno sviluppando in tutta Italia dando la possibilità ai bambini di seminare, curare, veder crescere, raccogliere e poi mangiare gli alimenti che hanno coltivato. Per i bambini dai 3 mesi ai 3 anni gli agrinido sono spazi nei quali prendere contatto con la natura, imparando a contemplare i frutti dell orto e gli animali. Le agriscuole riservate ai bimbi fra i 3 e i 6 anni permettono di compiere i primi esperimenti: dalla semina alla cura, dal raccolto all alimentazione degli animali che popolano l agriscuola. Ai bimbi viene insegnato a riconoscere le piante e i fiori e a conservare frutta e verdura nel migliore dei modi.

15 Pagina 15 A N N O I V N. 1 #Ioleggoperché Curiosita La giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, che si festeggia il 23 aprile di ogni anno, è l'evento che nasce nel 1995 ad opera dell'u- NESCO. Se il 23 aprile vi è capitato di acquistare un libro a Barcellona, allora sicuramente avrete ricevuto in dono una rosa. L'usanza unisce l'evento mondiale alla tradizione spagnola di regalare una rosa alla propria amata nel giorno di San Giorgio, ragion per cui l'evento assume altresì il nome di la giornata del libro e delle rose. La data selezionata, rappresenta la ricorrenza della morte, nel 1616, di tre importanti autori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l'inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega (se ci si attiene ai calendari vigenti all'epoca). L'Italia quest'anno ha partecipato all'evento con il progetto #ioleggoperché organizzato dall'associazione Italiana Editori con l'obiettivo di invogliare le persone alla lettura. Come? Con eventi organizzati nel territorio nazionale e grazie al dono, da parte dei messaggeri del progetto, di libri appartenenti alla speciale collana #ioleggoperché. Irene Trocciola Un'opera d'arte che diventa alla portata di tutti: le bare personalizzate. La personalizzazione delle bare inizia a scopo artistico circa negli anni '50 in Africa, precisamente a Ghana nella regione della Grande Accra. Le fantasy coffins hanno partecipato a varie esposizioni d'arte, ma di recente hanno cominciato ad essere utilizzate nelle cerimonie funebri, soprattutto di personaggi eminenti della regione (come i capi tribù). É possibile scegliere la forma di feretro preferita. I Ga, lo fanno in base al mestiere esercitato in vita, ai simboli legati alle tribù di appartenenza, ai simboli religiosi o comunque ai simboli che aiuterebbero il defunto nel trapasso; dagli animali agli oggetti più disparati. La pratica è legata dunque a motivi religiosi: se i greci ponevano Fantasy coffins monetine sugli occhi del defunto, le quali servivano a pagare il pedaggio per il passaggio nell'aldilà, così i Ga hanno trovato il loro modo per accompagnare il defunto durante il suo ultimo viaggio. I Ga inoltre, credono che gli antenati defunti siano molto più potenti dei vivi e che possano influenzare la vita dei loro parenti. Le famiglie fanno dunque il possibile per rendere al più presto il defunto ben disposto nei loro confronti. Se la cosa vi incuriosisce e addirittura volete farci un pensierino, potete visitare il sito dove tra i tanti oggetti acquistabili troverete le Ga Coffins. I prodotti sono di alta qualità e sono costruiti interamente a mano (il legno impiegato è un tipo di legno leggero chiamato Wawa). Gli artisti impiegano dalle due alle sei settimane per la fabbricazione e la pittura viene eseguita da pittori professionisti. Tra i nomi degli artisti costruttori delle bare personalizzate, ricordiamo: Paa Joe con il suo studio a Pobiman ed Eric Adotey Kpakpo con il suo laboratorio a La. Chiaramente queste opere di artigianato vengono poi sepolte col defunto. Irene Trocciola Nei dieci minuti impiegati a leggere queste notizie sono nati circa bambini, poco più di al giorno.

16 V o c e c h i a r a Pagina 16 1 incontro regionale GIFRA a Pompei; 2 accoglienza processione S.Gennaro; 3 ritiro bambini Prima Comunione; 8 supplica alla Madonna del Rosario di Pompei ore 12.00; 9 e 16 recita del S.Rosario nel quartiere ore 20.00; 13 e 15 prove Prima Comuninione ore 17.30; 17 Prime Comunioni ore 12.00; 22 festa bambini catechismo; 23 ritiro cresimandi ore 17; S.Rosario ore 20.00; Veglia di Pentecoste ore 21.00; 24 Cresime ore 12.00; 30 S. Rosario in Basilica, a seguire flambeaux nel chiostro maiolicato e consacrazione al Cuore Immacolato di Maria 31 Pellegrinaggio Mariano CALENDARIO MAGGIO 2015 INFORMAZIONI UTILI Orario apertura Basilica Sante Messe Lunedì - Sabato ore ; Domenica ore ; Lunedì - sabato ore 7.45 (cappella delle Clarisse) ore Basilica Domenica ore 9.00 (cappella delle Clarisse) ore 10.30, 12.00, Basilica. Santo Rosario Ogni sera alle ore Ora di Adorazione Tutti i giovedì ore Ufficio Parrocchiale Martedì, giovedì e sabato dalle 17,00 alle 19,30 La redazione ringrazia per l attenzione dedicataci e vi invita ad inviare suggerimenti alla mail:

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