comune di prato piano strutturale

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2 Il Piano Strutturale di Prato è stato adottato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 40 del 31 maggio Osservazioni L'avviso di deposito della delibera n. 40/2012 e dei relativi elaborati allegati è stato pubblicato sul BURT n. 24 del 13 giugno Dal 13 giugno al 13 agosto 2012 è possibile presentare osservazioni al Piano Strutturale. Gli elaborati del Piano Strutturale, oltre che consultabili e scaricabili dalla pagina possono essere consultati con le modalità indicate nell'avviso di deposito pubblicato sul BURT

3 Piano Strutturale struttura degli elaborati 1. QUADRO CONOSCITIVO 2. STATUTO DEL TERRITORIO 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO 4. RELAZIONI 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE

4 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.01 Aspetti fisiografici (Af) 1.02 Aspetti ambientali (Am) 1.03 Aspetti agronomici e vegetazionali (Av) 1.04 Aspetti infrastrutturali e trasportistici (At) 1.05 Aspetti economico-produttivi (Ae) 1.06 Aspetti morfologici e sociali della città delle differenze (As) 1.07 Aspetti socio-demografici (Sd) 1.08 Vincoli sovraordinati (Vi) 1.09 Insediamenti e territorio (Ins) 1.10 Consumo di suolo e frammentazione insediativa (Cs) 1.11 Elementi di riconoscimento per il Parco Agricolo della Piana (Ep)

5 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.01 Aspetti fisiografici (Af) Gi elaborati di questa sezione descrivono le caratteristiche fisiche del territorio sotto il profilo geologico e geomorfologico, e contengono uno studio approfondito delle problematiche relative ai corsi d acqua principali. Particolarmente importanti sono gli elaborati : Af.7 - Carta della pericolosità geomorfologica Af.8 - Carta della pericolosità sismica locale (ZMPSL) Af.9 - Carta della pericolosità idraulica Af.11 - Carta del P.A.I. (D.P.C.M. 6 Maggio 2005) Af.12 - Carta delle problematiche idrogeologiche poiché costituiranno le nuove carte dei vincoli rispetto alle problematiche geologiche, idrauliche e sismiche.

6 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.02 Aspetti ambientali (Am) Gli elaborati di questa sezione descrivono lo stato delle risorse principali dell ambiente (acqua, aria, energia, rumore, campi elettromagnetici) e ne evidenziano le principali criticità. L elaborato Am.1 Relazione sullo Stato dell Ambiente è un rapporto basato sul modello pressione-stato-risposta che descrive: lo stato di conservazione dello stock di risorse (mediante indicatori di stato) le pressioni esercitate dalle attività antropiche (indicatori di pressione) gli interventi e/o politiche di tutela e di mitigazione degli effetti adottate (indicatori di risposta) Per una visione generale e sintetica di questi aspetti, si consiglia la lettura dell elaborato: Am.1.6 Relazione di sintesi delle principali criticità ambientali

7 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.03 Aspetti agronomici e vegetazionali (Av) In questa sezione del quadro conoscitivo, gli elaborati che la compongono sono rivolti al riconoscimento qualitativo e quantitativo dell uso del suolo e delle dinamiche storiche che lo hanno interessato, mettendo in evidenza le criticità che si sono prodotte e, nello stesso tempo, le risorse che possono essere valorizzate per una rigenerazione del territorio aperto. Lo studio particolareggiato delle caratteristiche di uso/copertura del suolo e dell agromosaico, dal periodo del catasto leopoldino ad oggi, ha permesso la realizzazione di una serie di tavole tematiche che hanno evidenziato le variazioni del territorio nel tempo e le caratteristiche fondamentali degli elementi che attualmente lo caratterizzano sia in termini di risorse che identitari.

8 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.04 Aspetti infrastrutturali e trasportistici (At) Gli elaborati che compongono questa sezione descrivono il sistema della mobilità nel territorio pratese e nell area metropolitana. Vengono rappresentate le principali arterie di comunicazione, le linee ferroviarie e le relative stazioni, il trasporto pubblico, le piste ciclabili. La rete stradale è classificata ai sensi del codice della strada (Dlgs 285/1992) Aspetti economico-produttivi (Ae) Gli elaborati che compongono questa sezione descrivono l evoluzione del sistema tessile e dell economia pratese dagli anni novanta ad oggi.

9 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.06 Aspetti morfologici e sociali della città delle differenze (As) Gli elaborati che compongono questa sezione descrivono alcuni aspetti della società pratese affrontando temi come le numerose etnie presenti sul territorio e le diverse relazioni che si sono create tra queste comunità e la città, anche attraverso un percorso fatto con i bambini stranieri in laboratori di orientamento. In questa sezione sono presenti anche le relazioni sulle attività della Società della Salute e sul progetto dell Ufficio Tempi e Spazi sui tempi e orari della città Aspetti socio-demografici (Sd) Gli elaborati che compongono questa sezione illustrano le analisi condotte dall ufficio Statistica del Comune di Prato sull andamento della popolazione residente, sulla struttura della popolazione e dei nuclei familiari, sulla natalità e sulle migrazioni, costruendo scenari demografici di crescita della popolazione fino al 2030.

10 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.08 Vincoli sovraordinati (Vi) Gli elaborati che compongono questa sezione illustrano il quadro aggiornato dei vincoli non urbanistici derivanti da disposizioni legislative statali e regionali vigenti, che hanno effetto cogente e che devono quindi essere assunti dalla pianificazione urbanistica come sovraordinati. Il lavoro di ricognizione del sistema vincolistico riporta sia le informazioni derivanti dagli strumenti di pianificazione sovraordinati (PIT e PTCP), sia ulteriori aggiornamenti provenienti dalla Sovrintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici, dalla Sovrintendenza dei Beni Archeologici e da altri enti gestori dei vincoli.

11 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.09 Insediamenti e territorio (Ins) Gli elaborati che compongono questa sezione sono suddivisi in gruppi in base alle molteplici tematiche affrontate: Storia delle trasformazioni urbane e territoriali: Rappresentazione della periodizzazione del patrimonio edilizio dal catasto leopoldino ad oggi. Due carte specifiche raffigurano il catasto leopoldino digitalizzato e l interpretazione dello stesso per rappresentare la struttura del territorio al Uso del suolo urbanistico: Rappresentazione dell uso del suolo attraverso tre livelli di lettura (da quello più generale degli insiemi funzionali a quello più particolare che individua le tipologie degli edifici e delle relative pertinenze e l uso dei piani terra nel macrolotto zero). Dalla sintesi di queste informazioni, un elaborato suddivide il territorio in tessuti omogenei.

12 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.09 Insediamenti e territorio (Ins) Le aree miste Uno studio approfondito è stato effettuato per le aree della mixité di cui il piano Secchi aveva individuato le tipologie insediative. Il lavoro svolto ha consentito il riconoscimento delle tipologie della mixité su tutto il territorio comunale, al fine di capire quanto fossero ancora diffuse nella città queste forme di insediamento che hanno caratterizzato e tuttora caratterizzano l identità della città di Prato. Dinamiche dell uso del suolo urbanistico Gli elaborati rappresentano la dinamica di trasformazione del suolo urbano in alcune aree della città densa. I dati confrontati sono l uso del suolo al 1995 (rilievo del piano Secchi) e l uso del suolo redatto dall Ufficio di Piano ad oggi.

13 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.09 Insediamenti e territorio (Ins) Il centro storico: analisi e sintesi interpretative Gli elaborati rappresentano il riconoscimento dei valori presenti nel centro storico come sistema della città pubblica, e individuano gli assi principali sui quali si affacciano le funzioni pubbliche, le attività commerciali, ricreative e culturali che, messe a sistema, creano percorsi continui. Standard urbanistici e servizi Un elaborato grafico rappresenta i servizi e le attrezzature di interesse collettivo su tutto il territorio comunale, classificati ai sensi del D.M. 1444/1968. Per le scuole e gli impianti sportivi è stata effettuata una schedatura specifica per valutarne i livelli qualitativi e prestazionali.

14 1. QUADRO CONOSCITIVO 1.10 Consumo di suolo e frammentazione insediativa (Cs) Gli elaborati che compongono questa sezione analizzano e descrivono il processo che ha portato all attuale configurazione urbana, ovvero il progressivo consumo di suolo ed i conseguenti effetti di frammentazione e perdita di connettività tra gli spazi aperti. Da questi studi è stata elaborata una prima carta di sintesi che descrive le caratteristiche e criticità del sistema agroambientale Elementi di riconoscimento per il Parco Agricolo della Piana (Cs) Gli elaborati che compongono questa sezione descrivono il sistema degli spazi aperti del territorio pratese riconoscendone le diverse funzioni e peculiarità ai fini della individuazione di scenari strategici per la promozione di un futuro Parco Agricolo di Prato come presidio agricolo multifunzionale.

15 2. STATUTO DEL TERRITORIO Lo Statuto del Territorio, secondo quanto disposto all art. 5 della L.R. 1/05, tenendo conto di quanto individuato nel Quadro conoscitivo, stabilisce quali sono i caratteri identitari, fondanti e fondamentali del territorio di Prato. Nello Statuto si individua l insieme degli elementi di valore del territorio ed e le regole che devono essere osservate per tutelarne l esistenza, la permanenza e lo sviluppo qualitativo e prestazionale. Esso è costituito da: Patrimonio Invarianti Strutturali Nello Statuto vengono inoltre individuati i Sistemi e Subsistemi Territoriali

16 2. STATUTO DEL TERRITORIO Patrimonio Tavola Es.1A - Patrimonio territoriale Tavola Es.1B - Patrimonio insediativo urbano Tavola Es.2 - Relazione tra i caratteri geomorfologici e i principi insediativi Elaborato Es.P.P. - Patrimonio Paesaggistico NON SONO ELABORATI PRESCRITTIVI MA RAPPRESENTANO UNA SINTESI CRITICA DEL QUADRO CONOSCITIVO PROPEDEUTICA AL RICONOSCIMENTO DELLE INVARIANTI STRUTTURALI.

17 2. STATUTO DEL TERRITORIO Patrimonio Tavola Es.1A - Patrimonio territoriale Tavola Es.1B - Patrimonio insediativo urbano Gli elaborati del Patrimonio Territoriale e Urbano, attraverso la valutazione e l interpretazione dei dati provenienti dal Quadro Conoscitivo, mettono in evidenza i valore espressi dal territorio: le risorse agricole e ambientali le risorse insediative le componenti di interesse paesaggistico, ambientale e sociale le trame dei tessuti residenziali e produttivi i documenti della cultura

18 2. STATUTO DEL TERRITORIO Patrimonio Tavola Es.2 - Relazione tra i caratteri geomorfologici e i principi insediativi L elaborato individua, come elemento fondante della identità del territorio pratese, la permanenza e lo sviluppo del rapporto che si è storicamente generato fra le attività umane di uso e trasformazione del territorio ed i caratteri fisici e naturali del territorio stesso.

19 2. STATUTO DEL TERRITORIO Patrimonio Elaborato Es.P.P. - Patrimonio Paesaggistico L'elaborato del Patrimonio paesaggistico individua gli elementi costitutivi del paesaggio, classificati in base a tre categorie principali: gli elementi naturali, gli elementi antropici, gli insediamenti e le infrastrutture, secondo le schede di paesaggio del PIT della Regione Toscana (ambito 7). Il Patrimonio dei Beni Paesaggistici indicato nelle schede della Regione, oltre a essere confermato nelle sue indicazioni, è stato implementato grazie all approfondimento degli studi condotti nella redazione del Quadro Conoscitivo. Per gli elementi insediativi sono state redatte delle schede di approfondimento con indicazioni di maggior dettaglio sia per gli aspetti storico-architettonici, sia per la loro ubicazione sul territorio comunale che per la loro rappresentazione allo stato attuale. Vengono indicati gli obiettivi strategici che il piano intende perseguire relativamente ai caratteri peculiari che caratterizzano il paesaggio del sistema considerato.

20 2. STATUTO DEL TERRITORIO Invarianti strutturali Le invarianti strutturali definite dall art. 4 della L.R. 1/05 sono gli elementi fisici, economici, sociali e culturali presenti che esprimono il perdurare di rapporti spaziali, produttivi, sociali e culturali che hanno determinato l assetto del territorio e ne costituiscono gli elementi identitari. Le invarianti strutturali sono soggette a specifici criteri di utilizzo e limiti di trasformabilità al fine di garantirne la tutela e la valorizzazione nei processi evolutivi, senza che ciò dia luogo alla costituzione di un vincolo da indennizzare. Le invarianti strutturali sono suddivise in per temi : Tavola Es.3A - Invarianza storico-insediativa Tavola Es.3B - Invarianza paesaggistico-ambientale Tavola Es.3C - Ambiti caratterizzati

21 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3A - Invarianza storico-insediativa L invarianza storico-insediativa riguarda il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione di:

22 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3A - Invarianza storico-insediativa Estratti della disciplina del Piano Strutturale

23 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3A - Invarianza storico-insediativa Estratti della disciplina del Piano Strutturale

24 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3A - Invarianza storico-insediativa Estratti della disciplina del Piano Strutturale

25 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3B - Invarianza paesaggistico-ambientale L invarianza storico-insediativa riguarda il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione di:

26 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3B - Invarianza paesaggistico-ambientale Estratti della disciplina del Piano Strutturale

27 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3B - Invarianza paesaggistico-ambientale Estratti della disciplina del Piano Strutturale

28 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es 3C Ambiti caratterizzati Gli ambiti caratterizzati sono porzioni di territorio in cui la presenza di più e diversi tipi di invarianti strutturali concorre a rafforzare il ruolo e il valore specifico ed identitario di un determinato territorio. L individuazione di tali ambiti è determinata da una lettura integrata e già orientata agli obiettivi di piano. Gli Ambiti caratterizzati sono suddivisi nei seguenti generi:

29 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3C Ambiti caratterizzati Estratti della disciplina del Piano Strutturale

30 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3C Ambiti caratterizzati Estratti della disciplina del Piano Strutturale

31 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3C Ambiti caratterizzati Estratti della disciplina del Piano Strutturale

32 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.3C Ambiti caratterizzati Estratti della disciplina del Piano Strutturale

33 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.4 - Sistemi e Subsistemi Territoriali

34 2. STATUTO DEL TERRITORIO Tavola Es.4 - Sistemi e Subsistemi Territoriali La suddivisione del territorio comunale in Sistemi e Subsistemi è una azione di contenuto progettuale e tiene conto delle relazioni spaziali, funzionali e sociali tra le diverse parti del territorio, rispecchia nella sua articolazione la complessità e la dinamicità della struttura pratese. I Sistemi e i Subsistemi sono elencati e descritti nella parte statutaria della disciplina di piano (parte II, titolo III, artt. dal 50 al 58). In questi articoli vengono descritte: le caratteristiche territoriali; le risorse presenti e le eventuali criticità; le Invarianti strutturali presenti; gli Ambiti caratterizzati presenti; le limitazioni d uso e le tutele da adottare. Il Piano Strutturale di Prato equipara i Sistemi e i Subsistemi alle Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE) visto che tali ambiti tengono conto delle relazioni spaziali, funzionali e sociali tra le diverse parti del territorio ed un ulteriore suddivisione comprometterebbe l efficacia strategica degli obiettivi e delle azioni previste.

35 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Le strategie di sviluppo e il progetto di territorio sono l intersezione tra i valori e i beni riconosciuti con il quadro conoscitivo e tutelati nella loro consistenza e nella loro riproducibilità dallo statuto e le istanze generate dalle attività sociali, culturali e economiche locali e non. La parte strategica del Piano Strutturale è costituita da: Disciplina dei suoli Sistema infrastrutturale Disciplina di piano

36 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Tavola Es.5 - Disciplina dei suoli La disciplina dei suoli consiste nella suddivisione del territorio in ambiti con caratteri simili che sono sottoposti a specifica disciplina e per ognuno dei quali vengono date delle prescrizioni per i regolamenti urbanistici.

37 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Tavola Es.5 - Disciplina dei suoli Le aree urbane sono definite dall art. 47 comma 1 come le parti di territorio in cui la continuità e la densità dell'edificazione, insieme alla presenza di spazi pubblici ed attrezzature collettive, configurano una modalità insediativa accentrata di tipo morfologico e qualitativo urbano. Non c è corrispondenza tra le aree urbane individuate nella tavole Es.5 del PS ed il perimetro del centro abitato definito dal RU ai sensi del codice della strada. Il Piano Strutturale rimanda al Regolamento Urbanistico la definizione e la localizzazione delle trasformazioni urbanistiche nelle aree urbane.

38 Per la loro individuazione il Piano Strutturale ha assunto come riferimento la tavola STR_01 del vigente P.T.C.P. della Provincia di Prato modificandone in alcune parti i perimetri in base a studi di dettaglio ed aggiornamenti dell uso del suolo. A tali aree si applicano, oltre che le norme regionali richiamate, anche le disposizioni di cui agli artt del vigente P.T.C.P. 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Tavola Es.5 - Disciplina dei suoli Le aree classificate come prevalentemente agricole ed esclusivamente agricole sono disciplinate nel titolo II Capo I dall art. 34 all art. 46. Le aree ad esclusiva e prevalente funzione agricola costituiscono ambito di applicazione del Titolo IV, capo III della L.R. 1/2005 e del relativo regolamento di attuazione n. 5/R/2007.

39 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Tavola Es.5 - Disciplina dei suoli Il Piano Strutturale rimanda alle specifiche discipline: S.I.R. n. 40 La Calvana, valgono per tale sito le norme di cui al Piano di Gestione approvato dalla Provincia con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 83 del 12 dicembre E identificato anche come S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (cfr. art. 20). S.I.R. n. 41 Monteferrato e Monte Javello, in attesa del Piano di Gestione sono fatte salve le norme di conservazione e di tutela specifiche dettate, in relazione alle singole specie e tipologie faunistiche e floreali protette, dalla normativa comunitaria e nazionale vigente. E identificato anche come S.I.C. ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (cfr. art. 20).

40 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO S.I.R. n. 45 Stagni della Piana Fiorentina e Pratese, valgono per tale sito le norme di cui al Piano di Gestione adottato con Delibera di Consiglio Provinciale N.18 in data 02/05/2012. E identificato anche come S.I.C. ai sensi della Direttiva 92/43/CEE e come Z.P.S. (Zone a Protezione Speciale) ai sensi della direttiva 79/409/CEE (cfr. art. 20). A.N.P.I.L. del Monteferrato, istituita con D.C. del Comune di Prato n. 76/98; valgono le disposizioni di cui al P.P.S.E.S. (Piano Pluriennale di Sviluppo Economico e Sociale del Sistema delle Aree Protette) il cui stato giuridico-normativo è assunto come elemento di invarianza (cfr. art. 21). A.N.P.I.L. dei Monti della Calvana, istituita con D.C. del Comune di Prato n. 93/04; valgono le disposizioni di cui al P.P.S.E.S. il cui stato giuridiconormativo è assunto come elemento di invarianza (cfr. art. 21). A.N.P.I.L. delle Cascine di Tavola, istituita con D.C. del Comune di Prato n. 140/07; valgono le disposizioni di cui al P.P.S.E.S. il cui stato giuridiconormativo è assunto come elemento di invarianza (cfr. art. 21).

41 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO A.N.P.I.L. unitario di proposta il Piano Strutturale propone l ampliamento dell A.N.P.I.L. dei Monti della Calvana fino a raggiungere il sito archeologico di Gonfienti, al fine di creare una continuità di fruizione sia materiale che funzionale tra due ambiti di importanza naturale, paesaggistica e storica. Il Piano Strutturale inoltre propone l ampliamento del SIR Stagni della piana fiorentina e pratese in modo da creare un area continua tra la zona umida delle Pantanelle e l area che fa già parte del SIR più a sud. Gli atti di governo del territorio o altri strumenti di dettaglio preciseranno i limiti di tale ampliamento nonché le regole di uso e le caratteristiche di eventuali interventi di valorizzazione della istituzione dell A.N.P.I.L.

42 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Tavola Es.5 - Disciplina dei suoli Il perimetro della Struttura agroambientale corrisponde all invariante strutturale individuata nella tavola Es.3C Invarianti strutturali: ambiti caratterizzati. La disciplina per tali aree è contenuta nell art. 33 c.8 (parte statutaria) e nell art. 75 c.6 (parte strategica). E un ambito trasversale che attraversa tutto il territorio e rappresenta la strategia fondamentale per il potenziamento e la riqualificazione delle risorse ecologiche ed agroambientali. E stata rappresentata in questo elaborato in quanto strettamente legata alle MISURE DI SALVAGUARDIA transitorie (art. 88)

43 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Tavola Es.6 Sistema infrastrutturale Nell elaborato si rappresentano le ipotesi di rafforzamento del sistema della mobilità sia nell area metropolitana che nell area comunale, le trasformazioni e gli ampliamenti della rete stradale, delle linee ferroviarie e le relative stazioni, del trasporto pubblico, delle piste ciclabili. Nella disciplina di piano le strategie sono descritte negli artt Le infrastrutture in previsione rappresentate nella cartografia saranno modificate ed adeguate tramite ulteriori studi di approfondimento e di dettaglio in sede di progettazione attuativa. I nuovi tracciati rappresentati non sono comunque conformativi dei suoli, in quanto le infrastrutture potranno subire modifiche in sede di progettazione di dettaglio.

44 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Elaborato Es.7 Disciplina di Piano Parte I Generalità Titolo I - Principi e riferimenti generali Parte II - Statuto del territorio Titolo I - Invarianti strutturali e ambiti caratterizzati Capo I - Invarianza storico insediativa Capo II - Invarianza culturale e sociale Capo III - Invarianza paesaggistico ambientale Capo IV - Ambiti caratterizzati Titolo II - Criteri di Uso e tutela del Patrimonio Territoriale e Urbano Capo I - Territorio rurale Capo II - Insediamenti Titolo III - Sistemi e caratteri identitari Titolo IV - Condizioni per la trasformabilità del territorio Capo I - Pericolosità del territorio Titolo V - Salvaguardia delle risorse ambientali Parte III - Strategie per il governo del territorio Titolo I - Obiettivi e strategie Titolo II - Aspetti infrastrutturali e trasportistici Titolo III - Disposizioni transitorie e finali

45 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO LINEAMENTI GENERALI contenuti nella Disciplina di Piano Nell art. 48 sono enunciati i lineamenti generali delle strategie per le aree urbane, da definire nei regolamenti urbanistici. TEMA DEL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE (art. 48): obiettivo prioritario: contenimento massimo del consumo di suolo a fini urbanisticoedilizi individuando nel patrimonio insediativo esistente la principale risorsa per la realizzazione di nuove e diverse funzioni, attivando politiche di riqualificazione e riabilitazione degli immobili a destinazione produttiva. viene stabilito, rispetto al totale della superficie utile lorda produttiva esistente in tutto il territorio comunale, il limite del 30% da assoggettare potenzialmente a cambio di destinazione da produttivo alle altre funzioni. Inoltre viene stabilito che (sempre a livello territoriale) il 15% della SUL produttiva soggetta a cambio di destinazione d uso debba essere confermata o ridestinata alle attività industriali-artigianali. viene indicato lo strumento della individuazione degli ambiti di rigenerazione delle aree urbane degradate ai sensi dell art. 74 quinquies della L.R. 1/2005 al fine di attivare le procedure di cui all art. 74 sexies della L.R. 1/2005. Inoltre vengono stabiliti gli incrementi di cui al c. 4 dell art. 74 quinquies della L.R. 1/2005 nella misura massima del 25% della sul esistente nell area di rigenerazione.

46 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO TEMA DEL CONSUMO DI SUOLO (art. 48): Limitazioni al consumo di suolo e regole per le future trasformazioni urbanisticoedilizie prescrittive per i regolamenti urbanistici: sono escluse le porzioni di territorio identificate come Invarianti strutturali e come Ambiti caratterizzati, ad esclusione dell ambito caratterizzato dei borghi in cui le trasformazioni saranno ammesse solamente se nell area non vi è una compresenza di un altra invariante strutturale; l estensione massima ammissibile delle aree soggette a trasformazioni urbanisticoedilizie, non potrà essere maggiore del 2,5% del suolo esterno alle aree urbane individuate nella tavola Es.5; viene fissata nella misura non inferiore al 40% della superficie territoriale sottoposta a trasformazione l estensione delle aree da cedere gratuitamente all amministrazione comunale e da destinare a spazio pubblico; gli ambiti di trasformazione o recupero previsti in sede di Regolamento Urbanistico che impegnino suoli interessati da Invarianti Strutturali dall Ambito caratterizzato Struttura agroambientale, saranno ammessi esclusivamente se garantiranno la sussistenza degli elementi di invarianza, la riproducibilità delle prestazioni paesaggistiche e ambientali loro connesse, la gestione durevole dei valori individuati.

47 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Art Salvaguardie. Disciplina transitoria 1. Dalla data di adozione del Piano Strutturale o di sue successive varianti e fino all approvazione o adeguamento del Regolamento Urbanistico sono sottoposti a salvaguardia: gli interventi di nuova edificazione non agricola nelle aree con funzione esclusivamente agricola rappresentate nella tavola Es.5; gli interventi di nuova edificazione non agricola nelle aree con funzione prevalentemente agricola e ricadenti all interno della struttura agroambientale rappresentate nella tavola Es.5; 2. L Amministrazione, ai sensi dell art. 61 della L.R. 1/2005, sospende ogni determinazione sugli atti abilitativi in contrasto con lo strumento adottato. La sospensione opera fino all efficacia dello strumento di governo del territorio e comunque non oltre tre anni dal provvedimento di adozione del Piano Strutturale.

48 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO LE STRATEGIE PER SISTEMI E SUBSISTEMI Le strategie e le prescrizioni per i regolamenti urbanistici per ogni Sistema e Subsistema territoriale sono esposte nella parte III, titolo I, artt. dal 77 al 84 della disciplina di piano. Per ogni Sistema e Subsistema territoriale sono individuati: - obiettivi e azioni - criteri e prescrizioni per gli atti di governo del territorio - sostenibilità insediativa Il dimensionamento delle funzioni per ogni Sistema e Subsistema è contenuto nell art. 85 della disciplina di piano

49 3. STRATEGIE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO IL DIMENSIONAMENTO DELLE FUNZIONI L approccio tecnico-scientifico assunto dal Piano Strutturale considera il dimensionamento come lo sviluppo massimo sostenibile dal territorio sia per le nuove edificazione che per le trasformazioni del patrimonio esistente senza che vengano compromessi i valori identificati nello statuto del territorio. Il Piano Strutturale nell art. 93 detta i criteri per i dimensionamenti dei prossimi regolamenti urbanistici: - I R.U. dimensionano il prelievo da attuare rispetto alle quantità massime ammissibili del P.S. a seguito di valutazioni sulle dinamiche socio economiche e insediative, da valutare attraverso l apporto dell attività di cui all art. 92 (monitoraggio) tenendo conto della durata quinquennale dello strumento. - I quantitativi totali del P.S. dovranno trovare attuazione in non meno di cinque R.U. Il primo R.U. non dovrà eccedere la misura del 30% di prelievo della quota indicata dal P.S. relativamente alle funzioni che comportano consumo di nuovo suolo.

50 IL DIMENSIONAMENTO DELLE FUNZIONI

51 4. RELAZIONI Elaborato Rn.1 Relazione generale Elaborato Rn.1 all Appendice alla Relazione generale La relazione generale illustra in dettaglio i contenuti principali del Piano Strutturale ricostruendo il processo di formazione del piano stesso. Essa si articola in una sintetica esposizione dei contenuti tecnico scientifici che costituiscono il PS. Dalla relazione generale e dalla sua Appendice che contiene contributi di consulenti esterni per il quadro conoscitivo, si trae la interpretazione della struttura del territorio e degli insediamenti esistenti che ha condotto e guidato le scelte operate dal Piano. Nella relazione si esplicitano inoltre i criteri seguiti nella definizione delle dimensioni ammissibili per lo sviluppo di insediamenti, servizi e infrastrutture.

52 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE IL PROCESSO DI VALUTAZIONE NEL PIANO STRUTTURALE La valutazione degli strumenti di pianificazione territoriale è entrata in vigore con la Legge regionale 1/2005, attraverso lo strumento della valutazione integrata, che anticipando i contenuti della Direttiva Comunitaria 42/2001, ha esteso il processo valutativo agli effetti territoriali, ambientali, sociali, economici e sulla salute umana. In seguito all entrata in vigore del Decreto Legislativo 152/2006 (modificato dal Decreto Legislativo 4/2008), e della conseguente Legge regionale 10/2010, la procedura prevista per il processo valutativo degli strumenti del territorio è stata ricomposta all interno del processo della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ed è stata abrogato lo strumento della valutazione integrata.

53 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE Il processo di formazione del Piano strutturale di Prato è stato il seguente: Avviato con D.G.C. 452 del 27/06/2006, prevedeva di operare all interno del procedimento di valutazione integrata. Poiché alla data del febbraio 2009 non si era ancora conclusa la sua fase partecipativa, la valutazione del Piano Strutturale di Prato per le fasi non ancora concluse ad oggi deve svolgersi secondo le norme relative alla VAS, divenute nel frattempo efficaci. In particolare, contestualmente al nuovo PS viene adottato il Rapporto Ambientale e successivamente vengono svolte le consultazioni dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico come prevedono tali normative. In seguito a tali consultazioni, in sede di approvazione definitiva del Piano Strutturale verrà emesso parere motivato della Autorità Competente.

54 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE Valutazione integrata (Va) Il processo di Valutazione Integrata ha il compito di rendere esplicito il percorso attraverso cui si arriva al progetto di piano, ovvero: la dimostrazione della coerenza tra obiettivi del PS e obiettivi del PTCP e del PIT (coerenza esterna); la dimostrazione della coerenza tra loro degli obiettivi stessi del PS (coerenza interna); la verifica tecnica di compatibilità degli obiettivi del PS relativamente all uso delle risorse essenziali del territorio; la stretta relazione tra il quadro conoscitivo e gli obiettivi del PS. La valutazione integrata è illustrata in questi due documenti: Va.1 - Relazione di sintesi Va.2 - Elementi di confronto e verifica di coerenza

55 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE Va.1 - Relazione di sintesi Questo documento riporta la descrizione puntuale delle fasi in cui si è svolta la Valutazione integrata e da conto dei risultati a cui si è arrivati, ovvero la valutazione iniziale, la valutazione intermedia, e la valutazione finale. La legittimità e sostenibilità del Piano è dimostrata attraverso la verifica della coerenza esterna ed interna, dello stato delle risorse e delle azioni per conseguire gli obiettivi, al fine di non diminuire i valori o i caratteri di efficienza delle risorse medesime. La coerenza esterna con gli obiettivi e le prescrizioni del PIT e del PTCP è stata dimostrata tramite l elaborazione di matrici, che evidenziano gli obiettivi strategici di ogni sistema, le azioni conseguenti a tale obiettivo, i criteri e le prescrizioni per gli atti di governo del territorio. La Relazione di Sintesi contiene inoltre i risultati della partecipazione come parte essenziale del processo di valutazione che ne ha accompagnato le diverse fasi. Va.2 - Elementi di confronto e verifica di coerenza L elaborato confronta la disciplina dei suoli del PTCP con quella contenuta nel Piano Strutturale e ne verifica la sostanziale coerenza.

56 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE Valutazione Ambientale Strategica (Ra) La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è il processo che valuta gli effetti e le ricadute sull ambiente delle scelte del Piano Strutturale adottato. Lo strumento principale della VAS è il Rapporto Ambientale, così come definito dalla normativa comunitaria 2001/42/CE. Il "Rapporto Ambientale", corredato dalla Sintesi non tecnica è stato adottato contestualmente al Piano Strutturale con Delibera di Consiglio Comunale n. 40 del 31 maggio 2012.

57 5. VALUTAZIONE E PARTECIPAZIONE Valutazione Ambientale Strategica (Ra) Ra.1 - Rapporto Ambientale Il Rapporto Ambientale è il documento in cui sono individuati, descritti e valutati gli effetti che l attuazione del Piano Strutturale potrebbe avere sull ambiente. Il suo scopo è quello di descrivere la situazione esistente delle risorse per poi eseguire una successiva verifica della realizzazione delle azioni individuate dal piano eseguendo uno screening in itinere anche durante la formazione dello stesso. Ra.2 - Sintesi non tecnica Per facilitare l informazione e la partecipazione del pubblico, il "Rapporto Ambientale" è accompagnato da una Sintesi non tecnica che illustra con linguaggio non specialistico i contenuti del Piano Strutturale e del Rapporto Ambientale.

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