Non è l'unico dubbio che si ha sul satyricon, l'altro problema riguarda il genere. Prima però bisogna partire dal titolo che pone dei problemi

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1 PETRONIO SATIRICON Una delle opere più originali di quel periodo. In quest'epoca ci sono le opere più singolari della letteratura latina, significativo che si leghino al dissenso nei confronti del princeps. Opera che pone diversi problemi e interrogativi. I codici che ci hanno tramandato quest'opera indicano come autore un certo PETRONIUS ARBITER senza indicazioni precise. Gli studiosi propongono per quest'opera una datazione successiva all'epoca di Nerone (3 sec d.c) le motivazioni sono di carattere linguistico. Altri attribuiscono quest'opera all'età Neroniana e basano la datazione sui riferimenti interni all'opera perchè c'è un passo sulla presa di Troia che allude ad una tragedia scritta da Nerone sullo stesso argomento. In un altro punto c'è la parodia di un brano epico nei confronti di un opera dell'età di Nerone che è un poema epico di Lucano il bellum civile. Poi si riscontrano riferimenti a personaggi che appartengono all'epoca di Caligola e Claudio, nonché si ritrovano aspetti del costume della società propri dell'età di Nerone Tutto questo fa pensare ad una datazione nel 1 sec a.c. Chi è questo petronius arbiter? L'interpretazione più seguita e più accreditata è che si debba identificare con un certo personaggio del 1 secolo di cui parla Tacito nei suoi annales precisamente nel libro 16 paragrafi 18 e 19( ci parla dei suicidi di persone illustri legata alla svolta autoritaria di Nerone accentuatasi dopo la scoperta della congiura dei Pisoni, Seneca ha ricevuto l'ordine di darsi la morte e la stessa sorte toccherà a Lucano e Petronio, si parla delle tinte fosche del principato di Nerone). Petronio ci viene descritto come chi invertiva l'ordine del giorno lavorava di notte. Era un raffinato gaudente e pero voleva che tutto ciò che era di attenzione, di studio risultasse naturale e spontaneo, questo ritratto però contrasta con il comportamento che ebbe quando ricevette delle cariche (all'occorrenza seppe fare bene il suo dovere) ricadde nell'ostentazione del vizio, diventò stretto amico di Nerone come arbitro del buon gusto elegantie arbiter. Nerone lo prende come suo maestro in fatto di raffinatezza e apprezzamento di ciò che è bello, di qui l'odio di Tigellino (prefetto del pretorio invidioso che lo vede come rivale perchè più esperto nella scienza del piacere). Tigellino cosi accusa Petronio di essere amico di uno dei congiurati, e per farlo corrompe uno schiavo. Petronio screditato agli occhi di Nerone. Nerone e Petronio si incontrano in campagna. Petronio non vuole aspettare oltre tra il timore e la speranza perchè intuisce l'ordine che gli darà Nerone di uccidersi. Non va incontro alla morte direttamente, si tagli le vene poi se le fa ricucire e poi le riapre in modo che la morte sia lenta. In Tacito c'è un intendimento polemico, in contrasto con la morte del saggio stoico fermo nell'affrontare la sua decisione. Voleva che la sua morte avesse un aspetto naturale per quanto impostagli. Il ritratto che viene fuori di Petronio è quello di una persona ostile alla cultura del tempo romano, non approva la società del tempo, la corruzione, lo scadimento del buongusto, il suo giudizio si capisce ma non è espresso, è un anticonformista. Cosa fa pensare che sia il Petronio di cui parlano i codici? I temi, la figura del protagonista narratore del satyricon, presentano molti punti di contatto con la figura e i comportamenti del Petronio descritto da Tacito. Ma l'anello di congiunzione tra le due figure è ARBITER ELEGANTIAE allude alla ricerca di eleganza e raffinatezza che caratterizza il narratore del satyricon con il quale va identificato lo stesso autore ed è al di sotto della rappresentazione di una realtà che non è approvata.

2 Non è l'unico dubbio che si ha sul satyricon, l'altro problema riguarda il genere. Prima però bisogna partire dal titolo che pone dei problemi interpretativi ma abbastanza superabili. SATI (saturo con riferimento a figure mitologiche per metà umane e metà capre)ricon (cos)ci ricorda le BUCOLICHE e LE GEORGICHE (georgicon). Satyricon è un genitivo neutro greco e sottointende il sostantivo libri libri di cose dei satiri. La prima interpretazione ricollega il satyricon ai satiri perchè queste figure si associavano all'idea di una vita errabonda, dediti ai piaceri, potrebbe essere anche un riferimento al dramma satiresco. Altri ricollegano il titolo al genere della satira, per questo a volte è scritto con la y altre volte con la i. Quest'opera ci è giunta in maniera parziale abbiamo un lungo frammento che copre solo una parte di tutta l'opera: libro per un totale di 141 capitoli, la parte centrale contiene la famosa cena di TRIMALCHIONE. Secondo gli studiosi questa parte costituisce solo 1/10 dell'opera. E' un testo in prosa nella quale si inseriscono alcuni brani poetici a seconda delle varie occasioni, talvolta ci sono personaggi che intervengono recitando versi o talvolta la narrazione principale si interrompe per dar luogo a fabule milesie che riprendono un genere letterario di narrazione di carattere amoroso la più famosa è quella della MATRONA DI EFESO. Ci sono poi pagine dedicate alla riflessione sull'insegnamento scolastico e sulla cultura del tempo. Perchè ci è giunta parzialmente? Il motivo è dato dall'estremo realismo che caratterizza la narrazione nella quale si presenta un mondo degradato, il linguaggio è volgare, crudo, ci sono descrizioni di esperienze erotiche e quindi c'è la rappresentazione di una realtà bassa propria delle città dell'età di Nerone, occorre tenere presente i canali di diffusione delle opere che sono giunte fino a noi come mai certe opere ci sono giunte? Attraverso la scuola. Quest'opera è stata esclusa per i suoi contenuti dal circolo della scuola. Ogni tanto appariva o scompariva in luoghi diversi, non è mai scomparsa definitivamente ma non ha avuto la stessa diffusione di altre opere. Dopo il 6 secolo subisce una frammentazione e poi riappare alla corte Carolingia in Inghilterra, ma momento fondamentale della sua tradizione è rappresentata dall'umanesimo dall'italia del 400 dove troviamo corrispondenza e traccia di quest'opera nella corrispondenza degli umanisti in Bracciolini che parla della famosa cena di Trimalcione, però di questa cena non c'è traccia nelle prime due edizioni a stampa di quest'opera, per vedere l'opera cosi come la studiamo dobbiamo arrivare al 17esimo secolo. Opera è stata un punto di riferimento per molti paesi. Questa è l'opera che ricordiamo per quanto riguarda la storia del romanzo, gli antecedenti del romanzo nell'attività classica possono essere trovati nel romanzo greco di età ellenistica e nel Satiricon di Petronio per quanto riguarda la letteratura latina (o forse ancora di più nell'asino d'oro di Apuleio). Quest'opera (che sfugge ad ogni catalogazione precisa) può essere messa in relazione con il romanzo anche se la nascita del romanzo moderno in senso stretto è stata fissata nel 700, per gli antecedenti più diretti del romanzo moderno individuata nel 500 ed è proprio in questi antecedenti che il Satyricon può aver esercitato la sua influenza se vogliamo un opera che si avvicini al romanzo facciamo riferimento al romanzo Picaresco, il Satyricon può aver influenzato la nascita del romanzo picaresco. Nel 700 Parini fa allusione al Satyricon nel Giorno, anche Manzoni ricorda Trimalcione in un opera giovanile, ma l'età in cui riscuote maggiore approvazione è l'800 metà 800 con Flobert (REALISMO) e BALZAC con la sua commedia umana il romanzo sociale, ha notevole diffusione perchè è realistico e quindi piace per questo agli scrittori realisti. A fine 800 la stessa opera riscuote l'approvazione di scrittori diversi come Oscar Wild e

3 Cuisman scrittori che appartengono al decadentismo e quindi piacerà perchè si avvicina all'estetismo. Dubbio sul genere dell'opera: Alcuni la accostano alla satira, anche il titolo potrebbe rinviare al genere della satira, che cosa la accomuna al genere della satira? Alcuni temi es quello del viaggio, la presenza di figure come le streghe, la parodia dei vari generi es. parodia del genere epico (poema sulla presa di Troia, parodia sul poema epico di Lucano) e poi c'è la parodia del romanzo. Riguardo al poema epico qualcuno ha visto in questa storia una parodia del viaggio di Ulisse (Odissea). Per la parodia del romanzo alcuni vedo la parodia del romanzo ellenistico che trattava temi d'amore e di avventura. Qui si parla anche di un amore omosessuale parodia romanzo ellenistico, in realtà la tematica era presente anche nel romanzo ellenistico Alessandrino quindi non è una parodia. Un altro elemento che fa accostare l'opera alla satira è la presenza di parti in versi all'interno di una narrazione in prosa (alternanza di versi e prosa che rinvia alla satira Menippea), un altra caratteristica della satira è la varietà di temi, stili e registri. Romanzo è l'altro genere a cui l'opera viene accostata. In realtà è un unicum, un opera originale e singolare che non rientra in un genere ben preciso, c'è una narrazione continua e c'è un narratore, e all'interno ci sono altre forme narrative questo fa pensare al romanzo, inoltre c'è la ripresa del romanzo ellenistico. Ci sono richiami ai diversi generi tra cui la fabula Milesia. Una di queste fabule è la MATRONA DI EFESO che non è un opera originale di Petronio perchè quando abbiamo parlato di Fedro il tema era presente già in Fedro, il racconto in lui non ha lo sviluppo che ha in Petronio, P. ha preso un motivo già presente nella letteratura e gli ha dato un respiro narrativo. MATRONA DI EFESO Mani= i morti divinizzati. Questa figura cosi fedele all'anima del marito defunto richiama a Didone che aveva giurato eterna fedeltà, le parole attribuite all'ancella ricordano le parole della sorella Anna che aveva cercato di distogliere Didone dal suo intento (richiamo parodiaco del poema epico). E non ti sovviene sui campi di chi sei stanziata? richiamo al verso di Virgilio quando Anna dice a Didone di mettere da parte tutti gli scrupoli morali valutando i rischi e i pericoli che corre una donna regina che ha tenuto la terra in un territorio straniero ed ha rinunciato le proposte di matrimonio del re che le aveva dato accoglienza. Enea avrebbe rappresentato la presenza maschile necessaria per la difesa della città. Ripresa di un genere epico alto in un contesto basso abbassamento di Tono. Lo spirito del passo Petronio mette in evidenza come tutte le figure umane siano soggette alle passioni, la donna è presa di mira accento marcato sulla sua fedeltà ad indicare la volubilità tanto più evidente quanto più all'inizio si mostrava integerrima. CERCA COMMENTO SU INTERNET. RIASSUNTO: In questo passo tratto dal Satyricon Eumolpo si prefigge di intrattenere i compagni raccontando la storia della matrona di Efeso. Questa era una donna molto pudica che, in seguito alla morte del marito non si diede più pace e, stretta dal dolore, decise vegliare insieme all uomo nella tomba, consumando così uno straziante digiuno. Nello stesso cimitero vi erano inoltre i corpi di due uomini crocifissi, custoditi da un soldato. Questi,accortosi del lume che splendeva in una tomba, decise di andare a controllare cosa stava succedendo; trovò così la donna, si mise a interrogarla e riuscì a farle capire l inutilità del gesto che stava compiendo ormai da diversi giorni. Il soldato invitò così la

4 donna a continuare a fruire delle gioie e dei piaceri che la vita poteva ancora offrirle e così i due giacquero insieme per diverse notti. I genitori di uno dei due uomini crocifissi, però, accortisi della mancanza del soldato, decisero di beffarlo e tirarono giù il cadavere dalla croce. Quando egli se ne accorse, comprese di aver sbagliato e chiese alla matrona di ucciderlo per rimpiazzare la salma sparita. La donna però siccome non voleva perdere l uomo del quale si era innamorata disse al soldato di prendere il cadavere del marito che venne così issato sulla croce per proteggere l amante della bella matrona. Si è incerti sul genere dell'opera, per cui si accosta ora al romanzo ora alla satira, alla satira può rinviare il titolo dell'opera ma si possono ritrovare anche elementi all'interno come nell'episodio di Trimacione che propone un tema topico della satira vale a dire il banchetto, cosi come altri temi topici possono essere le discussioni su argomenti letterari, il viaggio (Lucillio e Orazio) e poi ci sono personaggi come le streghe, gli avari, le donne corrotte, i cacciatori di eredità quindi c'è una varietà di temi a cui si accompagna una varietà di stili, infatti se il personaggio protagonista narratore si esprime con uno stile elegante, non manco però di usare parole che invece sono più volgari, per gli altri personaggi che sono per lo più di condizione sociale bassa il linguaggio si adegua alla loro condizione, e poi un particolare esempio di realismo linguistico è offerto dalla Cena trimalcionis. Troviamo spesso all'interno del testo dei termini legati alla sfera del sesso e della legalità che riportano a quella dimensione carnevalesca (mondo in cui le regole della vita vengono sovvertite) a cui la satira Menippea ha spesso attinto. Per il linguaggio spesso ci sono termini plebei accostati ad un linguaggio aulico, frequenti sono le citazioni di poemi lirici o epici con un intento comico e con un effetto deformante in particolare come tipico della satira Menipea abbiamo l'alternanza di parti in prosa e parti in versi per cui ci sono testi poetici in versi alcuni sono componimenti nuovi come la presa di (traslitterazione dal greco) Troia e il de bellum civile e quindi in una con riferimenti ad un poemetto scritto ad omero e per l'altro con riferimento a Lucano (contemporaneo di Petronio). Tutti questi aspetti si ricollegano alla satira cosi come allo spirito parodico della satira si ricollega l'interpretazione dell'opera come una parodia dell'epica cosi si potrebbe vedere nelle avventure dei protagonista la parodia dell'odissea cosi il protagonista sarebbe una sorta di antiulisse, ci sono alcuni paralleli Ulisse perseguitato dagli dei, anche il giovane Eumolpo che pero invece di essere perseguitato da Poseidone è perseguitato da Priaco che è il dio della fertilità quindi ci si ricollega ancora una volta alla sfera del sesso. Si potrebbe leggere l'opera come un rovesciamento delle vicende dell'eroe greco, così come l'opera può essere intesa come una parodia del romanzo ellenistico che parla delle vicende d'amore tra due giovani ostacolate da mille peripezie e qui invece si tratterebbe di una relazione di carattere omosessuale anche se questo tema non mancava già nella letteratura ellenistica, però è vero che vengono descritte esperienze piuttosto trasgressive. Non mancano poi riferimenti ad altri aspetti culturali del tempo come ad esempio le declamaziones con la loro vuota retorica. Però rispetto alla satira manca un aspetto caratterizzante ovvero (se pensiamo alle satire di Orazio ) la mancanza di orientamento morale, manca il punto di vista etico. Petronio rappresenta senza giudicare. E anche se noi riusciamo a capire il disappunto, disprezzo, distacco dalla realtà con cui si confronta, ma il giudizio non viene mai espresso si tratta di un opera AMORALE che però non deve essere intesa come immorale, non c'è un punto di vista etico in base al quale si rappresenta il mondo, si fotografa una determinata realtà con l'idea di un certo scoraggiamento e desolazione infatti il protagonista dice : dovunque è naufragio. Dalla satira si discosta per il fatto che la satira è molto breve mentre il Satyricon ha una struttura articolata e complessa con un intreccio narrativo coerente e allora questo ci fa accostare l'opera al romanzo anche perchè abbiamo un personaggio narratore, un intreccio della vicenda, dei personaggi caratterizzati, ci sono molte descrizioni di luoghi e ambienti. Alla narrativa rinviano le numerose novelle inserite all'interno del testo

5 raccontate dai vari personaggi e in particolare abbiamo il riferimento al modello della fabula milesia, le novelle hanno un carattere erotico fabula della matrona di Efeso. A questo proposito si può arrivare a parlare di un romanzo picaresco ante littera come un predecessore del romanzo picaresco perchè di questo si parla in Spagna a partire dal 500 (è uno degli antecedenti del romanzo moderno) perchè i personaggi hanno le caratteristiche che saranno proprie del picaro personaggi emarginati che vivono di espedienti, vivono avventure fallimentari. C'è una pluralità di personaggi anche se c'è il protagonista principale, c'è quindi una pluralità dei punti di vista es. cena trimalcionis dove gli invitati intervengono con i loro discorsi e racconti e l'insieme delle loro voci vuole dare un quadro della società del tempo, la realtà che fotografata è quella dei liberti arricchiti che mantengono la loro grossolanità, in tutti i loro atti tradiscono la loro origine e appare la volontà di darsi un tono di importanza a cui non corrispondono le loro qualità. Un mondo volgare ma vitale, mentre l'elit rappresentata da Eumolpo è una realtà sociale priva di elagia che si può tastare in questi nuovi ambienti. La caratteristica che di quest'opera un unicum è l'estremo realismo con cui viene rappresentato un mondo degradato, si vede nel linguaggio e nella descrizione di esperienze erotiche di tutti i tipi, vuole rappresentare la società bassa che trova espressione nelle città di porto, è quel mondo contro il quale Seneca rivolge la sua polemica, egli vede il mondo romano corrompersi e perchè è in atto (come dice nella consolatio ad Helbiam) questa corruzione nel mondo romano? Come tutte le epoche in crisi la corruzione è attribuita agli stranieri che stanno arrivando. Si parla di rappresentazione mimetica si riproduce fedelmente e realmente una realtà e un linguaggio senza giudicare anche se l'autore lascia trasparire in Eumolpo la sua avversione verso le manifestazioni di cattivo gusto dei liberti, le forme di ostentazione dei liberti che sono caratterizzati dall'ossessione della morte unica cosa contro la quale i soldi non possono nulla. Narrazione, intreccio, il ritmo nelle parti legate all'avventura (picaresche)è più rapido e frenetico, ma il ritmo dominante è un altro, in particolare se si legge la cena il ritmo è lento arriva quasi all'immobilità nonostante le numero trovate che caratterizzano questa cena. Lo spazio è sentito come un labirinto in cui ci si perde in cui gli elementi sono sempre gli stessi che girano e che si incrociano luoghi affollati, mercanti, locande. La casa di Trimalcione è vista come una trappola tant'è vero che nel finale lui finge il proprio funerale c'è l'accompagnamento della musica ma il frastuono è tale che sveglia tutti, tutti pensano che ci sia un incendio e finalmente i protagonisti riescono a liberarsi da questa sorta di prigione. Significato narrazione: iniziazione e ricerca della verità passando attraverso le varie forme della degradazione umana. STILE linguaggio prevale il sermo familiare ma c'è anche il sermo volgare, ci sono anche errori di sintassi, volgarismo linguistici ad es viene usato il neutro con terminazione maschile, c'è il lessico del popolo il parlato della classi più basse, ci sono costrutti che anticipano l'evoluzione dal latino al volgare (infinitiva latina e italiano qui momento di passaggio rappresentato dal quod). Questo ha fatto si che alcuni pensassero a quest'opera come un opera del 3 secolo a.c. spiegazione con questo linguaggio Petronio ha voluto riprodurre il linguaggio dei liberti e delle classi più basse. Cena di Trimalcione Diventato schiavo in tenera età gli tocca fare quello che Seneca ci descrive nella versione Gli schiavi. Assecondava il dominus e la domina. Caricatura testa rapata, collo infagottato avvolto attorno ad un tovagliolo di porpora. Ostentazione della ricchezza si scavava i denti con uno stecchino di argento, la

6 scacchiera aveva pedine d'oro e d'argento. Ossessione della morte fa portare uno scheletro d'argento, da notare come Trimalcione ex schiavo riserva agli schiavi lo stesso trattamento deplorato da Seneca. I cibi sono vivande molto elaborate-> cinghiale servito con un berretto, una volta tagliato da dentro escono degli uccelli (tordi), quale è il significato del berretto? Siccome il cinghiale era stato servito il giorno prima ma i signori sazi non lo avevano neanche assaggiato, è stato riproposto il giorno dopo con il cappello come liberto perchè era stato liberato in qualche misura il giorno prima. Poi c'è l'apologia di Trimalcione che dice che lo schiavo deve fare ciò che il padrone ordina. Accanto a questo uomo c'è una donna fortunata. Ricorda quando a Seneca si rimproverava di avere più schiavi di quanti ne conoscesse. Al banchetto partecipa anche l'architetto incaricato di costruirgli il mausoleo ossessione per la morte. Cattivo gusto di Trimalcione quello che sta offrendo ora è più pregiato di quello che è stato servito il giorno prima che aveva avuto convitati più nobili. INSEGNAMNETO NELLE SCUOLE riflessione Tema dell'insegnamento nelle scuole collegato alla decadenza dell'oratoria e i vari autori danno una diversa spiegazione della crisi che si stava vivendo a quel tempo. Lo stile è pieno di volgarismi e comicità ma con considerazioni che possono essere interessanti e che mantengono sempre una certa serietà. Riferimento alle furie vendicatrici gli oratori sembrano animati dalle stesse furie. Gli studenti nelle scuole rimbecilliscono perchè non si mette niente davanti a loro qualcosa che sappia di vita reale. Sembra di leggere una critica alla scuola. Discorsi fittizi sopratutto nelle suasorie convincere un personaggio della storia a prendere una scelta diversa da quella presa. Secondo Petronio la colpa della corruzione dell'oratoria è da ricercare nei maestri di retorica. La colpa è dei genitori che vincolano gli insegnanti. Idea dei genitori che vorrebbero il successo dei figli ma non gli consento di formarsi e cercano la via più facile vorrebbero che i figli non sudassero tanto. Riferimento all'asianesimo e alla sua influenza sulla retorica a cui si contrappone la semplicità. Colpa della decadenza dell'eloquentia attribuita all'insegnamento nella scuola. QUESTO L'HO PRESO DA INTERNET DOVREBBE ESSERE IL TESTO E IL COMMENTO DEL BRANO SULL'INSEGNAMNETO E IL DECADIMENTO DELL'ORATORIA. Abbiamo visto che era diffusa l`opinione che la decadenza dell`oratoria, l`attivita`piu`nobile e virile, l`arte fra le arti per i Romani, fosse dovuta alla rilassatezza dei costumi. Anche nel Satyrikon di Petronio si sente l`eco di questo luogo comune, quando

7 Eumolpo cerca di spiegare ad Encolpio che tutte le arti stanno precipitosamente decadendo (e`il capitolo 88, che precede il lungo brano poetico sulla presa di Troia) a causa dell`avidita` che contraddistingue l`intera societa`: At nos...accusatores antiquitatis vitia tantum docemus et discimus.ubi est dialectica?ubi astronomia? Ubi sapientiae cultissima via?quis unquam venit in templum et votum fecit, si ad eloquentiam pervenisset?6 "Noi al contrario che siamo sempre polemici con l`antichita`, insegniamo e impariamo solamente difetti. Dove sono finite la dialettica e l`astronomia? Dov`e`la via, una volta frequentatissima,della sapienza? Chi mai entra in un tempio e fa voti, sperando di arrivare all`eloquenza? " Tuttavia in Petronio c`e` molto di piu`. Il romanzo (o meglio cio` che del romanzo ci resta) si apre con una discussione specifica sul nostro tema. E` un dialogo fra Encolpio e il retore Agamennone, in cui entrano in campo finalmente critiche meno generiche e piu` tecniche al sistema di formazione degli oratori. Sentiamo l`invettiva di Encolpio: "O che non vi sembra che i nostri oratori abbiano in corpo le Furie stesse? Sentiteli li`che blaterano: `Queste ferite le ho ricevute per la comune liberta`! Quest`occhio l`ho dato per voi! Deh! concedetemi una guida che mi conduca ai miei pargoletti, che' mi hanno spezzato le ginocchia e non mi reggo in piedi'. E pazienza se tutto cio` riuscisse a fare un solo oratore. Ma quell`enfasi maledetta, quella strepitante vuotaggine servono solo a questo, che, apppena usciti dalle scuole e portati nel foro, a quei ragazzi gli sembra di essere capitati in un altro mondo.la faccenda sta cosi`:gli studenti nelle scuole rimbecilliscono da capo a piedi perche'non si mette davanti ai loro occhi nulla che sappia di vita reale, ma solo pirati appiattati sulla spiaggia con tanto di catene pronte, tiranni che ci dan dentro a scrivere editti che condannano figli a tagliar la testa al proprio padre, oracoli che per far finire una pestilenza comandano di immolare tre vergini..." Encolpio ha le idee chiare:la colpa se non ci sono piu`veri oratori e`delle scuole, perche'nelle scuole si imparano cose del tutto avulse dalla vita. Quel che proprio non funziona,a suo giudizio, e`il tipo di esercizi che gli studenti sono costretti a fare di continuo dai loro maestri: le Controversiae e le Suasoriae,di cui ho parlato a proposito di Seneca il vecchio. Sono i temi romanzeschi e drammatici di queste declamazioni a montare la testa ai ragazzi, rendendoli inadatti alle lotte del foro. La conclusione e` molto drastica: Pace vestra liceat dixisse, primi omnium eloquentiam perdidistis "Con vostra buona pace, lasciatevelo dire signori retori: siete stati voi per primi a rovinare l`oratoria." I grandi del passato-riprende Encolpio-non avevano bisogno di questa eloquenza maculosa et turgida, di questa ventosa et enormis loquacitas,che dalle scuole dell`asia attraverso Atene era arrivata in Roma,contaminando tutto come la peste. Attaccato in questo modo, il retore Agamennone non respinge le accuse;anzi loda il buon senso di Encolpio, ma scarica la colpa sui genitori, sulle famiglie: sono loro a volere questo corso di studi; sono loro che pretendono di fare di un bambino un oratore in quattro e quattr`otto per la loro stupida vanita` (sappiamo che alla declamazione delle Controversiae nelle scuole erano regolarmente presenti i parenti degli allievi,insieme a un pubblico di appassionati),mentre per acquisire tutte le conoscenze tecniche,giuridiche,filosofiche e storiche necessarie all`attivita` di chi parla in pubblico sarebbero necessari anni di lavoro tranquillo e silenzioso. Riassumendo, il quadro di questa discussione e`il seguente: Encolpio avanza una critica tecnica al sistema scolastico delle Controversiae e delle Suasoriae, mentre Agamennone si rifugia, come Eumolpo nel passo sopra citato, nelle pessimistiche motivazioni di carattere morale che ormai conosciamo bene.7 Non appare in Petronio, come non appariva in Seneca filosofo,la spiegazione "politica" della crisi. Forse questi autori non la condividevano; o forse, sotto un sovrano assolutista e sospettoso come Nerone certi argomenti era piu` conveniente lasciarli da parte. LUCANO Gli autori non provengono più da Roma ma c'è la provenienza degli autori da altri luoghi che ci da prova del processo di romanizzazione che si accompagna alla conquista di

8 nuovi territori da parte dell'impero Romano. Lucano nasce nel 39 in Spagna ed è nipote di Seneca ma si trasferisce a Roma, dove viene affidato al filosofi stoico Annio lo stoicismo diventa una filosofia dominante a Roma perchè si concilia con la mentalità romana. Le sue qualità lo mettono in luce agli occhi del princeps Nerone e infatti entra a far parte della cerchio dei consiglieri di Nerone e inizia la sua carriera come questore (carriera politica). Ma questo periodo idillico con il princeps termina ben presto, anche perchè sappiamo la natura volubile di Nerone. Quali sono stati i fattori che lo hanno fatto cadere in disgrazia? L'invidia del princeps che affiancato da uno scrittore che lo può mettere in ombra lo allontana, ma poi anche perchè Lucano manifesta le sue idee filorepubblicane. Intorno agli anni 60 gli vengono affidati incarichi che dimostrano la sua simpatia a Nerone ma poi cade in disgrazia, negli anni 60 interviene la rottura tra Nerone e Seneca e quindi questo può aver ulteriormente influito sui rapporti tra Nerone e Lucano. Lucano è proibito di scrivere e come avviene a molti di questi personaggi illustri caduti in disgrazia, finisce per accostarsi al fronte degli oppositori e quindi lo troviamo coinvolto nella congiura dei Pisoni e quindi come altri riceve l'ordine di darsi la morte. In un primo tempo cerca di gettare le colpe sulla madre ma alla fine deve affrontare il suo destino, e la testimonianza della sua fine ci è offerta da Tacito che in questi capitoli degli annalles in particolare nel 15 libro tratteggia a tinte fosche gli anni del principato di Nerone con le numerose morti che i susseguono. La sua morte avviene con la fermezza dello stoico, mentre attende la morte lenta (si tagliavano le vene) legge i versi dedicati alla morte di un soldato. Le opere secondarie che ci sono giunte a frammenti che farebbero pensare che egli sia in linea con le direttive culturali di Nerone infatti i titoli sono numerosi e se pensiamo che sia vissuto solo 25 anni, molti titoli fanno pensare che avesse una certa facilità nel comporre le sue opere queste opere confermano i caratteri della letteratura di eta imperiale, letteratura minore di evasione e intrattenimento, opere che si caratterizzano per eleganza formale, sfoggio di erudizione e alcuni titoli come il poemetto Iacon ci confermano l'interesse di Nerone per le vicende troiane e la propensione per il poema epico. Al poema epico si ricollega l'opera appunto principale di Lucano che è il bellum civile noto anche come FARSALIA. L'ispirazione per quest'opera è venuta dall'intendimento di assecondare una richiesta del princeps cosi come l'eneide è stata scritta per assecondare Augusto -> Nerone voleva un poema epico che fosse la celebrazione della storia di Roma. Il problema è che bene presto l'opera di Lucano aveva preso una piega diversa nel senso che erano divenuti manifesti i suoi sentimenti in opposizione al principato e di rimpianto per la libertas repubblicana anche era venuta necessariamente meno sotto il principato. BELLUM CIVILE o FARSAGLIA come già dal titolo tratta della guerra civile tra Cesare e Pompeo chiusasi con la battaglia di Farsalo in Vessali a e la morte di Pompeo che aveva tentato la fuga in Egitto ma aveva trovato la morte. Un poema epico-storico come era nella tradizione del poema epico romano, noi partiamo dalle origini ella letteratura latina con Ennio (Bellum pedicum e annales) e Nevio che ci confermano questo particolare carattere del poema epico latino che è un poema epico storico. Poema epico romano latino dal poema romano epico la differenza è proprio questa. Ci sono giunti solo 10 libri perchè è intervenuta la morte dell'autore quindi non erano completati, ed è probabile che l'opera ne prevedesse 12 sul modello dell' Iliade che è il punto di riferimento per chi voglia comporre un poema epico. SI è pensato alla suddivisione di come dovesse essere articolata l'opera secondo Lucano, si ipotizzo che fossero divisi in tre gruppi di quattro libri, questa suddivisione si ricollega anche al contenuto dell'opera perchè ognuno dei gruppi ha come protagonisti uno dei personaggi della storia di cui si parla: 1) CESARE 2) POMPEO 3) CATONE (eroe positivo di tutta la vicenda storica)

9 Suddivisione mettere in rilievo il personaggio protagonista Altra idea è quella di vedere una divisione come quella dell'eneide quindi una divisione in due 6 libri e 6 libri, a riprova di questa tesi come nell'eneide avevamo al centro il canto sesto con la discesa di Nerone nell'oltretomba, qui troviamo una scena di necromanzia che corrisponde al sesto libro dell'eneide in una volontà di corrispondenza. Qualcuno invece ha un altra ipotesi perchè dice che la narrazione è continua e che non si avverte la divisione in tre gruppi. Poema epico storico che quindi parte da fonti storiche che sono Livio, oppure opere di autori vicini a Lucano oppure documenti di cui lui disponeva al suo tempo, ma tutta questa documentazione storica che coincide con il punto di partenza di Lucano in realtà fu sottoposta ad una interpretazione e rielaborazione personale dell'autore per cui è un opera di poesia a cui non bisogna chiedere la fedeltà ai fatti che si richiede ad un opera di carattere storica. Carattere storico più accentuato rispetto all'eneide perchè se per più volte abbiamo richiamato questo confronto con l'eneide, di fatto poi l'opera rivela la propria originalità e si presenta come un antieneide. Molte sono le differenze rispetto all'opera di Virgilio, inanzi tutto ci viene meno lo spazio dato alla mitologia, viene meno la concezione del Dio che interviene nelle vicende umane perchè egli ha davanti un panorama desolato delle guerre civili, come nell'introduzione lui parla di una guerra più che civile che ha portato ad un totale sovvertimento e allora di fronte a questo gli è difficile pensare alla presenza degli dei. Non vuol dire che non ci siano riferimenti al soprannaturale, però questo è più orrido e macabro parla di forze oscure che determinano il quadro che egli vuole rappresentare nella sua opera. È venuta meno la fiducia che caratterizzava l'opera di Virgilio dove tutto è sorretto dall'idea di un disegno provvidenziale Enea ha una missione. In Virgilio il principato era visto positivamente mette fine alle guerre civili. Lucano viene dopo, alle sue spalle ha la storia del principato da Augusto a Nerone e quindi non rispecchi più la fiducia che dimostrava Virgilio, è venuta meno la concezione provvidenziale della vita degli uomini, ecco il perchè della differenza tra l'eneide e la Farsaglia. BRANO A PAGINA 682 Riferimento alle insegne che furono sottratte a Crasso nella guerra contro i Parti. Contrappone la guerra civile alle guerre combattute contro i nemici esterni. L'invito era a rivolgere contro i nemici esterni queste forze. Sono più gravi le ferite di queste guerre civili di fratelli contro fratelli che non quelle contro i nemici. La differenza con l'eneise si vede quando andiamo a leggere questo episodio di necromanzia (magia operata sulla morte), l'idea è analoga a quella vista nell'eneide anche se la scena si svolge in Tessalia (terra famosa per la magia) qua non abbiamo la teoria della metempsicosi che costituisce la base dell'elaborazione dell'episodio virgiliano ma abbiamo la magia, infatti è interpellata la maga Erittone che fa ritornare in vita un soldato morto con il compito di rivelare a sesto che è figlio di Pompeo ciò che attende la sua famiglia e il destino di Cesare e di Roma stessa profezia non di ricostruzione dell'impero ma di distruzione. TESTO SU ERITTO Conferma del tono cupo, del gusto per l'orrido. Lucano vuole denunciare l'insensatezza della storia romana. Eritto promette al soldato che non sarà mai più sottoposto a nessuna arte magica.

10 Gli dice di rivelare i nomi e i luoghi. Alla visione positiva di Virgilio si sostituisce una visione pessimistica che si può spiegare alla luce dei fatti che separano Virgilio e Lucano. I protagonisti sono principalmente tre, confronto tra Cesare e Pompeo rappresentati come in antitesi tra loro eroe nero è Cesare (accostato al fulmine) caratterizzato dal furor perchè da il colpo mortale alla repubblica. Pompeo rappresenta l'eroe in declino accompagnato dalla consapevolezza della propria fine e della fine di Roma repubblicana, è guidato dall'avidità di potere e la sua immagine è accostata a quella della quercia imponente ma non bene ancorata al terreno, sta in piedi solo grazie al suo peso. L'eroe positivo invece è Catone che incarna la virtù stoica, nonostante non approvi la guerra tuttavia è costretto ad accettarne la necessità e da qui la sua difesa della libertà repubblicana, bisogna evitare che Pompeo trasformi la vittoria in una occasione di vantaggio personale. Sono queste le pagine a cui si è ispirato Dante per la visione di Catone che ne fa il difensore e rappresentante di quella libertà spirituale che lo accomuna alle anime del purgatorio, è saggio stoico tranquillo, paziente, moderato, capace di sopportare che non si tira indietro e affronta la situazione anche se sa che ormai la situazione è irrecuperabile e che l'esito è ormai la sconfitta. Catone è destinato anche lui al suicido come atto di protesta e resa difronte ad una degenerazione inarrestabile della storia, morte affrontata con la consapevolezza di essere dalla parte del giusto. Catone sa che la guerra è maledizione e tanto più quella civile ma è colpa degli dei se lui è costretto a combattere. Consapevolezza delle ambizioni di Pompeo, si schiera al suo fianco per evitare che vinca per sé. AntiEneide anche dal punto di vista stilistico perchè l'eneide (età Augustea adesione al programma politico ) si presenta come chiaro esempio di cura formale, classicismo, equilibrio, armonia, misura. Lucano invece età del principato quindi ricerca di effetti per stupire il lettore, insistere sull'orrido e sul patetico, uso esasperato di figure retoriche scelte stilistiche che vogliono esprimere una tensione che è dentro lo spirito dell'autore, prima si esprimeva una visione sorretta dalla fiducia in un disegno provvidenziale, qui si esprime la consapevolezza di una realtà desolante, quindi c'è una ricerca di pathos, c'è un ritmo incalzante.

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