ISTITUTO COMPRENSIVO GRAZIE TAVERNELLE. Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO GRAZIE TAVERNELLE Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA 2008/2012

2 Mario Giacomelli Felicità raggiunta, si cammina Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede, teso ghiaccio che s'incrina; e dunque non ti tocchi chi più t'ama. Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari,il tuo mattino e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case. Eugenio Montale, Ossi di seppia

3 Articolazione del Piano dell offerta formativa Dopo aver cercato di definire l identità dell Istituto attraverso l analisi della realtà territoriale e l individuazione delle scelte culturali e valoriali, il POF si articola nella declinazione e nell esplicitazione delle scelte educative, didattiche e organizzative. Sembra doveroso sottolineare comunque che si tratta di tre ambiti tra loro strettamente correlati da rapporti indisgiungibili che, solo per dovere metodologico, analizzeremo separatamente. I rapporti tra l ambito educativo, quello didattico e quello organizzativo infatti, non sono di tipo lineare e unidirezionale, ma di natura sistemica: le scelte educative orientano necessariamente quelle didattiche e metodologiche e si traducono in un modus operandi che, a sua volta, influenza la struttura organizzativa. In una logica di ricorsività poi, la struttura organizzativa condiziona l agire didattico e quindi il clima educativo.

4 Che cos è il POF La maggior parte dei POF elaborati dalle Istituzioni scolastiche, si apre con un interrogativo: che cos è un POF? La domanda in realtà, tutt altro che retorica, è assolutamente legittima dal momento che la Scuola utilizza spesso un linguaggio, accessibile agli addetti ai lavori, attraverso il ricorso frequente ad acronimi specifici e comprensibili solo ai tecnici. Il chiarimento, dunque, è d obbligo affinché non solo si possa comprendere il significato letterale, ma soprattutto affinché il Piano possa entrare in una logica diffusa di condivisione di senso e non rimanga relegato alla cultura del mero adempimento formale. Innanzi tutto POF sta per Piano dell Offerta Formativa e la sua redazione è stata stabilita dal DPR N. 257, 8/03/1999 CAPO II art.3 in cui si afferma: Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il POF. Il POF deve quindi rappresentare il documento di sintesi delle scelte educative dell Istituto, in grado di restituire al più vasto pubblico le linee di indirizzo ed i valori comuni assunti a riferimento dell agire educativo. Il Piano dell Offerta Formativa e un progetto che media le esigenze del territorio (socioeconomiche e culturali), con le finalità educative e gli obiettivi generali proposti dalle Istituzioni alla scuola di cui il P.O.F. è espressione. Esso si basa su principi condivisi, la sua redazione avviene all insegna della collegialità e, per quanto attiene all impianto generale, alle finalità ed ai valori, non può che avere un respiro pluriennale. Gli aggiornamenti annuali riguarderanno pertanto la dimensione organizzativa delle attività e tutto quanto si possa rendere necessario alla luce delle verifiche e valutazioni periodiche previste. QUALI PRINCIPI? della Carta Costituzionale della Convenzione Internazionale sui Diritti dell Infanzia della Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell Integrazione dei Testi Programmatici Istituzionali del regolamento dell Autonomia Scolastica (DPR 275/99) dello Statuto delle studentesse e degli studenti dell identità culturale e pedagogica dell Istituto QUALI SONO I SOGGETTI CHE DEVONO GARANTIRLI? Famiglia, come prima istituzione responsabile del bambino/a - ragazzo/a

5 Scuola come istituzione responsabile di formare la persona e il cittadino Istituzioni (Stato, Regione, Comune) responsabili di fornire risorse umane e materiali (operatori, spazi, tempi, strumenti) per garantire un servizio adeguato, sicuro, efficiente. La Complessità Il quadro storico-culturale caratterizzato da complessità, instabilità, incertezza, come quello in cui oggi viviamo, impone cambiamenti anche al mondo dell educazione, al nostro fare scuola. Questo contesto, molto spesso vissuto come destabilizzante, non può essere pensato come aprioristicamente negativo, ma al contrario, è indispensabile rifondare valori e punti di riferimento, aprirsi a nuove opportunità di vita individuale e nuovi scenari culturali, distruggere fastidiosi e ingombranti stereotipi, creare nuove possibilità, nuovi modelli, nuovi orizzonti d incontro, di scelta e di libertà. D altra parte sappiamo tutti bene che ogni situazione di cambiamento, anche se desiderata e vissuta come migliorativa, comporta sempre qualche elemento di crisi, un sentimento ambivalente di resistenza e di rimpianto. Nei momenti storici e nei contesti culturali in cui gli appartenenti ad una comunità condividevano credenze e verità, i progetti e le pratiche di educazione avevano a disposizione un corpus di idee, conoscenze e competenze sulla base delle quali plasmare le identità dei soggetti in formazione. Nell attuale periodo storico è necessario invece mettere al centro del proprio progetto educativo l identità e la soggettività degli educandi nella misura in cui non esiste più possibilità di generalizzare o anche solo gerarchizzare modelli epistemologici, credenze, conoscenze e competenze, ma occorre che ciascuno dei soggetti in formazione riceva opportunità e strumenti per costruire se stesso e il proprio sapere in nome del valore della complessità e della differenza. Il contesto territoriale L Istituto gravita sul territorio della 3 Circoscr izione e, in misura limitata, della 2 Circoscrizione, un area territoriale poco estesa, ma tra le più densamente popolate del Comune di Ancona. I nuclei familiari sono costituiti per lo più da coppie con uno o due figli o da famiglie mononucleari. Gli uomini, in genere, hanno un livello di istruzione inferiore rispetto alle donne. Le professioni alte sono esercitate da pochi, mentre l occupazione prevalente è di tipo

6 impiegatizio, operaio ed ausiliario. Le attività economiche sono soprattutto di tipo commerciale, con la presenza di poche attività artigianali. Non emergono situazioni di pesante disagio economico, anche se diverse persone non svolgono un attività lavorativa in modo stabile e continuativo. Nel quartiere, inoltre, si registra, ogni anno, un progressivo aumento della presenza di lavoratori e residenti extracomunitari. I servizi, in particolare quelli socio-culturali, sono piuttosto carenti: gli abitanti trascorrono il tempo libero nei circoli o nei centri sociali del quartiere, oppure prendono parte alle attività della parrocchia. I modelli socio-culturali dominanti sono quelli tipici della società attuale: la nuclearizzazione provoca un accentuato investimento emotivo-affettivo dei genitori sui propri figli con la conseguenza dell instaurarsi di una condizione che pregiudica una crescita equilibrata e non favorisce lo sviluppo di una progressiva e indispensabile conquista dell autonomia; la varietà delle tipologie, o meglio, delle convivenze familiari, molto diverse da quelle tradizionali, fanno sì che la famiglia, oggi, non sia più un qualcosa di immutabile e uguale per tutti. Ne consegue una tendenza verso forme di individualismo; i nuovi ruoli sociali assunti soprattutto dalla donna e le sue migliori possibilità di realizzazione sul piano personale e sociale da una parte, e il fatto che entrambi i genitori lavorino dall altra, fanno sì che il bambino trascorra gran parte del tempo da solo; la comunicazione genitori/figli, specialmente là dove esistono problemi, è difficile e diventa poco praticabile, se non addirittura assente, man mano che i problemi si fanno più gravi e si configurano come espressione di vero e proprio disagio. Il coesistere di situazioni così diversificate e contrastanti, a fronte di una richiesta delle famiglie che privilegia: la preparazione scolastica come fattore di successo per il prosieguo degli studi; un tempo scuola che sappia tener conto delle esigenze degli orari di lavoro del nucleo familiare; carichi di lavoro scolastico (i compiti a casa!) non troppo pesanti per gli alunni, ma anche per le famiglie; impegna la scuola a svolgere un ruolo di presenza attiva nel territorio affinché trovi espressione, affermazione e realizzazione una cultura che, ispirandosi a principi di uguaglianza, libertà e solidarietà, aiuti il bambino prima, il giovane poi alla costruzione della propria identità personale, nella sua apertura alla partecipazione solidale alla vita sociale, nella sua capacità di vivere progettualmente, vale a dire a porre un certo insieme di valori come

7 orientamento della sua avventura esistenziale e a riavviare una comunicazione esistenzialmente significativa tra adulti e giovani. In questo contesto socio-culturale in un clima di forte tensione verso una corresponsabilità educativa con le famiglie, ricordiamo un altra caratteristica di questo istituto relativamente all integrazione degli alunni stranieri. Nel corso degli anni, la presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle nostre scuole è andata costantemente crescendo fino a raggiungere oggi il 12% della popolazione scolastica. L esperienza fin qui condotta, ci ha spinto alla condivisione e alla realizzazione di un modello di scuola dell integrazione fondato sull inserimento dei ragazzi da subito nelle classi comuni e la contemporanea offerta dei dispositivi di sostegno, per l apprendimento linguistico e per l aiuto allo studio, adeguati e specifici. In questi piani e progetti, gli studenti non italofani apprendono l italiano seconda lingua grazie a moduli dedicati e intensivi, realizzati anche prima dell inizio delle lezioni (ad esempio, durante i primi 15 giorni di settembre) e che continuano poi nel primo e secondo quadrimestre. Attualmente, maggiori attenzioni e risorse, qualificate e continuative, si stanno investendo verso progetti di educazione alla cittadinanza e alla convivenza democratica. Grande impegno viene profuso anche verso le famiglie immigrate, affinché l integrazione dei bambini e dei ragazzi non si fermi solamente all interno delle mura scolastiche, ma sia anche di natura sociale.

8 Alcuni dati del territorio POPOLAZIONE RESIDENTE AL 31/05/ POPOLAZION E RESIDENTE AL 31/05/08 MASCHI FEMMINE POPOLAZIONE STRANIERA POPOLAZION E STRANIERA MASCHI FEMMINE POPOLAZIONE DIVISA PER CLASSI D ETÀ Albanes e Rumena Bengale se Tunisina Filippina Polacca Ucraina Peruvia na Cinese Marocch ina Altre nazionali MASCHI FEMMINE POPOLAZIONE STRANIERA DIVISA PER CLASSI D ETÀ anni 3-5 anni 6-10 anni anni anni anni 65 anni e MASCHI FEMMINE

9 POPOLAZIONE SCUOLA DELL'INFANZIA Scuola Scuola Scuola Scuola MASCHI FEMMINE TOTALE POPOLAZIONE SCUOLA PRIMARIA Scuola primaria Scuola primaria MASCHI FEMMINE TOTALE POPOLAZIONE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Scuola secondaria di primo grado Marconi MASCHI 179 FEMMINE 123 TOTALE 302

10 Dati alunni con cittadinanza non italiana POPOLAZIONE SCUOLA DELL'INFANZIA Scuola dell'infan Scuola dell'infan Scuola dell'infan Scuola dell'infan MASCHI FEMMINE TOTALE POPOLAZIONE SCUOLA PRIMARIA Scuola primaria Scuola primaria MASCHI FEMMINE TOTALE POPOLAZIONE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 50 0 Scuola secondaria di primo grado Marconi MASCHI 22 FEMMINE 21 TOTALE 43

11 Rapporto alunni autoctoni/alunni con cittadinanza non italiana Scuole dell'infanzia Autoctoni Alunni con cittadinanza non italiana 13% 87% Scuola dell'infanzia Fantasia 12% Autoctoni 88% Alunni con cittadinanza non italiana Scuola dell'infanzia Sabin Autoctoni 17% Alunni con cittadinanza non italiana 83%

12 Scuola dell'infanzia di Varano Autoctoni Alunni con cittadinanza non italiana 8% 92% Scuola dell'infanzia Verbena Autoctoni Alunni con cittadinanza non italiana 4% 96% Scuole primarie Autoctoni Alunni con cittadinanza non italiana 11% 89%

13 Scuola primaria Maggini Autoctoni 10% Alunni con cittadinanza non italiana 90% Autoctoni 13% Scuola Savio Alunni con cittadinanza non italiana 87%

14 Le nostre scelte L Etica è l asse centrale intorno a cui ruotano i contenuti educativi e formativi del nostro Istituto. Etica intesa come condivisione e rispetto dei valori fondanti la relazione educativa. Tutte le scuole, con la professionalità dei docenti e dello staff educativo, sono impegnate nella creazione di un ambiente sicuro e accogliente. Le scelte di fondo irrinunciabili e comuni a tutto l Istituto Comprensivo si declinano in base all età dei ragazzi e alla specificità dell ordine di scuola frequentato, dalla scuola dell infanzia sino alla scuola secondaria di primo grado. CENTRALITA DELLA PERSONA: considerare la singolarità e la complessità di ogni

15 persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. MISSIONE DELLA SCUOLA: offrire saperi utili alla conoscenza di sé, alla conoscenza del mondo per stare bene con sé stessi e con gli altri. SAPERI: promuovere i saperi propri di una cittadinanza del futuro per vivere in un ambiente naturale e culturale sostenibile. L attenzione è rivolta alla cultura, alle discipline e agli ambiti disciplinari e contemporaneamente al benessere personale e relazionale degli alunni e degli adulti che vivono la scuola.

16 I principi valoriali di riferimento

17 Educazione alla cittadinanza e prevenzione del bullismo Attraverso l educazione alla cittadinanza la scuola vuole condurre i ragazzi all acquisizione di strumenti relativi all assunzione di responsabilità nella vita sociale e civica. Ha quindi come obiettivo la formazione del cittadino, individuo e soggetto attivo nell ambito della vita collettiva (politica, sociale, economica). Nelle Indicazioni per il Curricolo si afferma che La scuola è in grado di promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale. Deve perciò porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. Inoltre Insegnare le regole del vivere e del convivere è per la scuola un compito oggi ancora più ineludibile rispetto al passato, perché sono molti i casi nei quali le famiglie incontrano difficoltà più o meno grandi nello svolgere il loro ruolo educativo (dalle Indicazioni per il Curricolo ). Non ultima conseguenza di questo fatto è il dilagare del fenomeno del bullismo, sia nelle sue forme più evidenti, quali la prevaricazione, le aggressioni e le umiliazioni fisiche, sia nelle sue forme più sottili e meno visibili, quali l isolamento sociale e la derisione costante. L educazione alla cittadinanza si sviluppa attraverso più nuclei di base. Educazione alla cittadinanza come identità La scuola crea le condizioni che favoriscono comportamenti di cittadinanza attiva all interno dell istituto e nel territorio e quindi attiva a tale scopo delle iniziative. Appartenenza all Istituto Viene sollecitata la collaborazione nella formulazione delle regole e delle misure sanzionatorie (come da DPR 249/98 Statuto delle studentesse e degli studenti) Si sottoscrive il Patto Formativo Viene promossa la conoscenza dei ruoli e delle competenze delle diverse componenti dell istituto Si favorisce la partecipazione al Consiglio degli studenti Appartenenza al territorio Viene favorita la conoscenza, da parte degli alunni, del territorio in cui vivono nei suoi aspetti economici, sociali, politici; La scuola partecipa alle iniziative territoriali e sollecita Enti, Istituzioni e le altre agenzie educative alla collaborazione; Vengono attivati percorsi di educazione ambientale collegati al proprio territorio. Educazione alla cittadinanza attiva La scuola promuove anche l acquisizione di alcuni obiettivi formativi che sono alla base del vivere comune.

18 Educazione alla convivenza e alla solidarietà sociale Essere sensibili alle esigenze della vita sociale comunitaria, così come sono sancite dalla Costituzione Acquisire la consapevolezza della pari dignità sociale e dell eguaglianza di tutti i cittadini. Acquisire consapevolezza e competenza pratica nel campo della solidarietà Affinare la sensibilità alle diversità e alle differenze Acquisire e consolidare atteggiamenti di confronto costruttivo con persone, popoli e altre culture Sentire il dovere di contribuire in modo concreto alla qualità della vita della società Educazione alla legalità e alla pace Saper essere cittadini nel confronto costruttivo e nel rispetto verso se stessi e gli altri. Essere consapevoli di essere titolari di diritti e di doveri. Comprendere il significato delle regole per la convivenza nella società e della necessità di rispettarle. Educare alla pace e a pensare alla pace come condizione essenziale per la promozione e il rispetto dei diritti umani di tutti. Per raggiungere queste finalità la scuola adotta le seguenti strategie: inserisce specifici obiettivi di apprendimento rivolti allo sviluppo del senso di cittadinanza nei diversi curricoli; promuove nell ambito di tutte le attività di apprendimento competenze per l esercizio della cittadinanza attiva; prevede la realizzazione di percorsi interdisciplinari di formazione alla cittadinanza; introduce forme di apprendimento collaborativo; promuove esperienze significative che favoriscano forme di cooperazione e solidarietà; permette a tutti la più ampia partecipazione nel rispetto delle molteplici diversità. L educazione alla cittadinanza è sviluppata nell ottica della continuità e della trasversalità in quanto coinvolge i vari ambiti educativi della scuola dell infanzia e le diverse discipline delle scuole primaria e secondaria.

19 Educazione ambientale e scientifica Nell'attuale situazione del pianeta, in cui la questione ambientale è essenziale e prioritaria per la stessa vita della comunità dei viventi, è più che mai opportuno ribadire la necessità e l'urgenza dell'educazione Ambientale. Questa Educazione richiede un profondo cambiamento culturale soprattutto nei modi di pensare e di vivere della civiltà occidentale, in quanto si tratta di trasformare una mentalità e di riproporre un'etica di valori e di comportamenti oggi non comunemente condivisi. Per quanto riguarda la mentalità ci si riferisce ad un necessario superamento dell'antropocentrismo (l'uomo dominatore e possessore della natura, o della terra) che ha caratterizzato la concezione del rapporto uomo-ambiente, per una visione biocentrica nella quale l'uomo si riconosca parte di essa e ad essa appartenente. Ne nasce, quindi, un'etica rivolta al riconoscimento di tutto ciò che esiste e al rispetto della sua diversità. In un progetto di Educazione Ambientale finalità essenziale è il proporsi una società solidale che affronti i problemi dello sviluppo tenendo conto della sostenibilità con l'ambiente e dei diritti delle popolazioni più povere oltre che di quelli delle generazioni future. L'approfondimento del significato dell'educazione all'ambiente, (con la creazione di conoscenze ed azioni per l'ambiente e nell'ambiente) è possibile se si ridiscutono alcuni aspetti della relazione uomo-mondo, riappropriandosi di una visione di rapporto profondo con lo spazio territoriale e gli eventi che lo caratterizzano, individuando le trasformazioni presenti nell'ambiente e le informazioni che ne derivano, collocando conoscenze ed azioni in una dimensione spazio-temporale rinnovata del paesaggio e nella riprogettazione di una cultura scolastica aperta all'ambiente. Tale riprogettazione privilegia il contatto della scuola con l'ambiente, promuovendo percorsi educativi di sperimentazione del territorio e del contesto ambientale, secondo le modalità operative fondate sul trasferimento dei procedimenti della ricerca scientifica nella didattica. Con l'educazione ambientale non si vuole creare una nuova disciplina specialistica. L'approccio più corretto consiste nel programmare le relazioni tra le varie discipline: i vari linguaggi possono concorrere all'acquisizione di un sapere unitario. Fare educazione ambientale non significa soltanto sviluppare la conoscenza di una determinata questione ambientale. Significa anche promuovere atteggiamenti, comportamenti consapevoli, più responsabili e motivati nei confronti delle risorse naturali. L'educazione ambientale favorisce la progettazione di esperienze didattiche in cui si adottano metodi scientifici e stili di lavoro innovativi, in grado di coinvolgere e motivare gli alunni. Le esperienze di questi anni ci hanno insegnato quanto sia importante offrire agli studenti strumenti cognitivi, prima ancora che informazioni. Il nostro Istituto Comprensivo continua a promuovere, attraverso i suoi progetti, attività di educazione ambientale rivolte alle scuole di Ancona, poiché crede che stabilire un rapporto corretto con l ambiente naturale sia un fattore indispensabile per una formazione equilibrata della persona umana. L esplorazione e la conoscenza della natura, condotte con l intento di stabilire rapporti e atteggiamenti positivi, sono di

20 primaria importanza nella vita della persona, ed in primo luogo del bambino, poiché consentono non solo atteggiamenti di rispetto, ma anche un affinamento del gusto e del senso estetico e l ingresso in un mondo misterioso carico di interrogativi e di fascino inesauribile. (Montuschi 2004). Conoscere e scoprire la natura come fonte inesauribile di ricchezze, sarà la motivazione che spingerà le giovani generazioni a proteggerla e conservarla. A tal fine il nostro Istituto ha attivato negli anni dal 99 al 2007 i seguenti laboratori: orto biologico, serra, laboratorio di archeologia delle piante da frutto stagno, energie rinnovabili, ceramica, museo di scienze naturali. Ogni laboratorio scientifico continua la sua attività didattica di osservazione all interno della classe con: Terrari, semina in classe, condominio delle lumache, lombricaio, esperimenti nei laboratori scientifici sul terreno (prove di sedimentazione per la conoscenza dei vari strati e dei costituenti minerali, misurazione del ph del suolo, prove di germinazione dei semi, esperimenti sulla fotosintesi clorofilliana) Stazione metereologica; Riproduzione dell ecosistema stagno in piccoli acquari, analisi delle acque dello stagno per il riconoscimento della microflora e della microfauna acquatiche; Studio del risparmio energetico; Studio degli ecosistemi terrestri: bosco, campagna, acque dolci, mare. Il benessere La scuola è il luogo dove si affinano abilità, si sviluppano competenze, si acquisiscono conoscenze e saperi; essa inoltre rappresenta un luogo dove bambini e ragazzi passano gran parte del loro tempo. Il doversi attenere ad orari, spazi, attività richiede loro un notevole sforzo di adattamento. Anche i rapporti interpersonali, con i compagni e soprattutto con gli adulti, rappresentano una quotidianità a cui non ci si può sottrarre ed a volte può risultare faticoso sul piano emotivo. Infine la scuola è il luogo dove ogni discente viene continuamente valutato, a volte in maniera discreta e sfumata, altre volte in modo più evidente, attraverso giudizi di cui non è sempre facile sopportare il peso. Tutto questo rende comprensibile il fatto che molte difficoltà emergano proprio a scuola. Alcune sono direttamente collegate agli apprendimenti, altre, non meno gravi, si manifestano sul piano dei comportamenti. Sempre più spesso gli alunni presentano instabilità caratteriale, fragilità nelle frustrazioni, timidezza ed ansia eccessive, depressione, ossessività verso la perfezione, competitività negativa, fino a qualche caso di bullismo. Queste manifestazioni sono sintomi di un disagio evolutivo che si accentua nella situazione scolastica ma le cui cause vanno spesso cercate altrove. In alcuni casi tale disagio compare sotto l'aspetto psicosomatica, con mal di testa, mal di stomaco, depressioni e stanchezze non riconducibili a specifici problemi di salute. Di fronte a queste situazioni è sempre necessaria un analisi pedagogica che chiarisca le condizioni educative in cui sono cresciuti i bambini ed i ragazzi. Talvolta è sufficiente modificare alcuni atteggiamenti messi in atto dai genitori o dagli insegnanti perché le manifestazioni più evidenti si riducano o scompaiano. Più spesso è necessario operare

21 per una più positiva rappresentazione delle proprie capacità e dei rapporti che il ragazzo vive a casa e a scuola, liberando risorse emotive ed intellettuali "bloccate" da una scarsa stima di sé oppure da aspettative mal poste o improprie. All'interno di queste difficoltà appare quantomai appropriato un approccio di tipo pedagogico, finalizzato cioè non tanto alla diagnosi clinica di un eventuale disturbo quanto al cambiamento delle condizioni che provocano il problema, siano esse interne o esterne, educative o di altra natura. Per tutti, la strada non può essere che quella di promuovere lo "star bene" dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti attraverso la buona gestione delle risorse proprie e dei mondi vitali in cui crescono. "Troppo spesso nella scuola si è portati a trascurare gli aspetti emotivi del processo di sviluppo dell'allievo. A tutto vantaggio di quelli puramente cognitivi, dimenticando che l'individuo è totalità integrata ed organizzata e nella sua totalità va educato. Senza contare che, in ogni situazione di apprendimento, c'è un'osmosi tra sfera affettiva e conoscitiva. Gli atteggiamenti, le aspettative più o meno esplicite, le comunicazioni verbali e non verbali dell'adulto influiscono sul bambino unitamente alle sue motivazioni personali, facilitando o ostacolando qualsiasi acquisizione conoscitiva. Così come è altrettanto vero che la conquista di nuove abilità cognitive rafforza nel fanciullo la stima di sé, soddisfa il bisogno di sicurezza, favorisce l'accettazione del bambino da parte di insegnanti e genitori Importanza fondamentale ha quindi nella scuola l'educazione affettiva che, avviando l'individuo ad avere una positiva e realistica immagine di sé e facilitando l'instaurarsi di gratificanti rapporti con gli altri, costituisce un efficace mezzo di formazione di individui psichicamente sani e, conseguentemente, diventa strumento di prevenzione della malattia mentale e della devianza". (Da Donata Francescato, Anna Putton, Simona Cudini, Star bene insieme a scuola - Strategie per un'educazione socio-affettiva dalla materna alla media inferiore, pag.14 e 15, NIS La Nuova Italia Scientifica, Roma 1986.) Il benessere è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell'essere umano: fisico, emotivo, mentale, sociale e spirituale; esso consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società. Consapevole dell'importanza fondamentale di tale aspetto in fasce di età particolarmente sensibili e recettive impegnate in un percorso di costruzione dell'identità, l'istituto Comprensivo attua iniziative volte a promuovere il benessere scolastico e ad attenuare eventuali forme di disagio presenti nei vari plessi : favorendo lo sviluppo della personalità di ciascun allievo, sostenendolo all'interno della realtà apprenditiva in cui è inserito, creando un clima scolastico positivo ed accogliente, rendendo partecipi tutti i soggetti del processo formativo (personale della scuola, famiglie, studenti e territorio). Far stare bene i ragazzi a scuola significa operare verso la rimozione degli ostacoli di ordine psicologico, sociale, relazionale e culturale che rendono difficoltoso il processo di

22 insegnamento-apprendimento e creare motivazione e agio, elementi indispensabili al raggiungimerto dell'obiettivo-guida di quest'area che consiste nel catturare l attenzione e l interesse dei bambini/ragazzi e costruire un ambiente capace di far accendere la scintilla della motivazione all apprendimento in un clima di serenità personale, relazionale e sociale. L'Istituto Comprensivo realizza ogni anno un percorso di promozione dell'agio scolastico e di attenuazione del disagio, sperimentato, arricchito e rivisitato nel corso degli anni in base alle esigenze sorte in itinere e alle considerazioni raccolte da membri del gruppo Benessere, insegnanti, genitori e ragazzi. Generalmente il percorso si sviluppa attraverso le seguenti tappe: Rilevazione delle situazioni di disagio presenti all interno dell Istituto Comprensivo per una prima mappatura del fenomeno e per l avvio delle iniziative specifiche atte all attenuazione del fenomeno. Realizzazione, quando possibile, di interventi di un esperto (psicologo, pedagogista, counsellour o altro esperto di aspetti psicopedagogici) per avviare un percorso di attenuazione dei comportamenti di disturbo attraverso situazioni/gioco e discussioni volte all analisi delle emozioni e dei sentimenti. Realizzazione, quando possibile, di uno sportello di ascolto rivolto ai ragazzi, ai genitori e agli insegnanti interessati ad una consulenza psicopedagogica; Formazione del gruppo di lavoro sul benessere attraverso la partecipazione ad incontri e corsi riguardanti l agio-disagio al fine di pervenire alla configurazione di un gruppo esperto con funzioni di supporto per gli altri docenti e per le attività con i genitori, gruppo referente per l'intero Istituto sui temi del disagio e del successo scolastico. Proposte di incontri-dibattito rivolte a genitori ed insegnanti su tematiche riguardanti i bambini, i ragazzi, la scuola e la famiglia. Proposte e incentivazione di iniziative di ricerca, studio, lavoro e confronto sulle buone pratiche educative che motivazione allo studio. sostengono il benessere scolastico e la Proposte di momenti di unità, di accoglienza, di aggregazione e di festa atte a favorire il benessere in un percorso di sviluppo di capacità sociali e individuali e di condivisione del concetto di appartenenza al gruppo attraverso il coinvolgimento attivo di bambini, ragazzi e adulti in un clima relazionale positivo, ludiforme e stimolante. Verifica finale di quanto attuato e formulazione di ipotesi di percorso per gli anni scolastici successivi.

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