Pensare le difficoltà, il disagio, lo svantaggio la disabilità

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1 Pensare le difficoltà, il disagio, lo svantaggio la disabilità

2 MOTIVAZIONI DEL PROGETTO La scuola in quanto agenzia educativa è l Istituzione che deve farsi garante del diritto all educazione e al successo formativo. È chiamata, in particolare, a rispondere ai bisogni educativi di tutti e di ciascuno, e quindi anche dei bambini e dei ragazzi che vivono situazioni di disagio, che presentano difficoltà di apprendimento, che si trovano in condizioni di svantaggio culturale e sociale o in situazione di handicap. Per raggiungere tale obiettivo si devono realizzare tuttavia, alcune condizioni essenziali, da raggiungere con interventi diretti a migliorare il contesto scolastico sia attraverso la prevenzione che la concreta presa in carico dei problemi quando questi si presentano. Il contesto, con i molteplici elementi che contribuiscono a comporlo, è decisivo. Può rappresentare un limite allo sviluppo e alla crescita delle potenzialità o viceversa essere un fattore di facilitazione. La scuola dell autonomia si è negli ultimi anni attivata con iniziative e azioni proprie per promuovere il successo formativo e rispondere ai più vari bisogni educativi, mettendo a disposizione risorse e competenze professionali interne dedicate a: - progetti di prevenzione e recupero delle difficoltà e dei disturbi specifici di apprendimento; -progetti a sostegno degli alunni con svantaggio, disagio e diverse abilità, - progetti di inserimento e di integrazione degli alunni stranieri (Percorsi di Accoglienza, Interventi di facilitazione linguistica, Laboratori linguistici di Italiano come L2). Le azioni concretamente messe in atto sono tuttavia una risposta parziale ai bisogni educativi di bambini e ragazzi con importanti difficoltà o in situazione di handicap, soprattutto in un momento in cui vengono meno alcune condizioni di contesto interne all istituzione scolastica, quali la soppressione dell orario di contemporaneità dei docenti, l insufficienza delle cattedre di sostegno istituite. E chiaro che la scuola da sola non può farcela e deve rivolgersi a quei soggetti che partecipano e concorrono all attuazione di progetti e percorsi condivisi nell ambito di un sistema integrato di interventi e servizi che consenta all insieme di tutte le azioni di svolgersi e realizzarsi mediante interventi specifici da attuare sullo sfondo costante e imprescindibile dell istruzione e della socializzazione. Per la nostra I.S., puntando ad affrontare taluni aspetti direttamente correlati con la funzione educativa della scuola, è stato ipotizzato un piano di intervento per guardare in faccia la complessità contemporanea, decidendo però di fare dei passi concreti. Caratteristiche del progetto Il progetto, attraverso l integrazione di risorse, competenze ed esperienze diverse, ma comunque funzionali all inclusione scolastica e sociale, si colloco in continuità con iniziative già avviate e si configura come un piano di miglioramento del contesto e si orienta in due precise direzioni: la prima riguarda il versante della formazione del personale docente, la seconda si rivolge direttamente ai bambini e ai ragazzi con interventi di prevenzione, potenziamento e recupero, passando attraverso il coinvolgimento attivo dei genitori.

3 DSA e dislessia PIANO DI FORMAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE TEMA FINALITÀ TARGET ESPERTI COINVOLTI Informare e sensibilizzare alla Docenti Dott.ssa Guffanti problematica delle difficoltà di apprendimento e dei disturbi ricorrenti nella scrittura, nella lettura, Sc. Sec. Primo nel calcolo, nella comprensione, nel Grado problem-solving La relazione educativa per una gestione costruttiva del gruppo classe 1. Favorire: - l ascolto sia nell insegnante che nell allievo -la comunicazione positiva e costruttiva che facilita la relazione -la capacità di consolidare o sviluppare stima e fiducia negli allievi attraverso adeguati rinforzi positivi -la capacità di stimolare e potenziare le risorse degli alunni, attraverso la consapevolezza del proprio ruolo (insegnante come facilitatore ) -le dinamiche di relazione del gruppo classe 2.Informare e formare gli insegnanti sulle tappe evolutive e culturali dell individuo e su fenomeni specifici (bullismo, dipendenze ) Docenti Sc. Sec. Primo Grado Dott.ssa Giusti Dott.ssa Pagni Dott.ssa Fanfani Dott.ssa Fabbroni

4 PIANO DEGLI INTERVENTI IN FAVORE DEGLI ALUNNI PROGETTI FINALITÀ TARGET ESPERTI COINVOLTI Difficoltà di apprendimento, DSA e dislessia: Intraprendere azioni concrete per prevenire Bambini e ragazzi Docenti curricolari e in alcuni casi docenti di sostegno interventi di l insuccesso Sc. Sec. Primo Grado + Docente F/S prevenzione, formativo e la dell Area coinvolta. didattica di dispersione facilitazione e scolastica strumenti di compensazione Disagio e problematiche correlate al funzionamento sociale (Attivazione Sportello alunni) Iniziative finalizzate alla piena integrazione scolastica degli alunni con disabilità e/o che presentano difficoltà in ambito scolastico Intraprendere azioni concrete per prevenire diverse forme di disagio giovanile. Attivare interventi di supporto, mediazione, facilitazione, ad integrazione e potenziamento dell azione dei docenti curricolari e di sostegno Alunni Scuola Sec. di Primo Grado a) Bambini e ragazzi Sc. Sec. Primo Grado provvisti di diagnosi clinico funzionale stilata da un servizio specialistico (Neuropsichiatria Infantile) con il coinvolgimento della scuola per un progetto educativo individualizzato (Si allega quadro analitico della situazione relativa agli alunni diversamente abili di questa I- S). b) Bambini e ragazzi Sc. Sec. Primo Grado sprovvisti di diagnosi clinico funzionale ma con forte necessità di progetto educativo personalizzato (es. bambini/ragazzi con disturbi relazionali o con disturbo del comportamento all interno del gruppo-classe). Dott.ssa Pagni Dott.ssa Fanfani Dott.ssa Fabbroni Educatori professionali. * * Vedi tabella analitica quantificazione bisogni

5 PIANO DEGLI INTERVENTI IN FAVORE DEI GENITORI PROGETTI FINALITÀ TARGET ESPERTI COINVOLTI Supporto alla genitorialità 1. Promuovere stimolare e potenziare le risorse dei genitori, attraverso la consapevolezza della crucialità del proprio ruolo. 2. Dare vita a un punto di ascolto a supporto della genitorialità. Genitori di bambini e ragazzi del territorio. Dott.ssa Pagni Dott.ssa Fanfani Dott.ssa Fabbroni

6 ANNO SCOLASTICO 2009/2010 PROSPETTO ALUNNI CON DISABILITÀ E IDENTIFICAZIONE BISOGNI S C U O L A D E L L I N F A N Z I A Plesso Sezione N bambini H Primavera Indicatore III^ Plesso Classe N alunni H L. 104 Orario scolastico Ore sost. attribuite Quantificazione bisogni 1 sì 40h 18 1 educatore S C U O L A P R I M A R I A L. 104 Orario scolastico Ore sost. attribuite Pescaiola I^A 1 sì 30h 15 Pescaiola I^B 1 / 30h 7 Orciolaia I^ 1 sì 30h 18 Pratantico IV^ 1 sì 30h 12 Pratantico V^ 1 / 30h 7 San Leo V^A 1 / 40h 6 San Leo V^B 1 sì 40h 22 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Plesso Classe N alunni H Piero della Francesca L. 104 Orario scolastico Ore sost. attribuite I^A 1 / 30h 9 I^C 1 Sì 30h 18 I^C 1 Sì 30h 9 I^D 1 Sì 30h 18 I^D 1 / 30h 9 II^A 1 / 30h 9 II^A 1 / 30h 9 II^B 1 Sì 30h 9 III^B 1 / 30h 9 Quantificazione bisogni 3 educatori Quantificazione bisogni 3 educatori L attivazione di figure con funzioni educative di supporto, mediazione, facilitazione, che affianchino il personale docente all interno di percorsi finalizzati alla piena integrazione scolastica degli alunni con disabilità e/o che presentano difficoltà in ambito scolastico rappresenta una risorsa strategica irrinunciabile.

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