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1 loro iniziano sempre prima Come Internet influenza il rapporto genitori figli dott. Davide D Agostino Click icon to add picture Maresciallo Capo della GDF responsabile della Squadra reati Informatici Procura della Repubblica di Milano Joomla! Festival Milano 4 luglio 2015

2 I NUMERI:

3 I NUMERI:

4 I NUMERI:

5 Cyberbullismo: conoscere il fenomeno e monitorare i segnali di rischio Accade sempre più spesso, però, che detti sistemi vengano adoperati per porre in essere angherie o violenze psicologiche nei confronti di coetanei o altri giovanissimi utenti. Il cyberspazio rappresenta, difatti, un luogo ideale per l espansione del bullismo, principalmente grazie alle garanzie che il web presta in termini di diffusione, velocità e globalità di condivisione.

6 Cyberbullismo: come si manifesta il bullismo virtuale

7 Cyberbullismo: i comportamenti più diffusi

8 Cyberbullismo: i comportamenti più diffusi Da un punto di vista pratico, il cyberbullismo, si concretizza: ü nella pubblicazione di post che debordano in diffamazioni tramite mail, forum, chat rooms e blog; ü nella creazione di gruppi contro determinati coetanei che i cyberbulli intendono prendere di mira; ü nella messa on line di falsi profili denigranti su Facebook o su altri social media; ü nell invio di mms e sms recanti immagini o testi ingiuriosi o intimidatori; ü nella pubblicazione e la diffusione di informazioni private di un altra persona, la divulgazione di filmati e foto anche private ed estremamente personali sul web, in telefonate, spesso ed erroneamente ritenute anonime

9 Cyberbullismo: i comportamenti più diffusi Una recente ricerca commissionata dalla nota software house Microsoft commissionata in 25 Paesi sul fenomeno del cyberbullismo, fatta su ragazzi tra gli 8 e i 17 anni ha dimostrato che: In Italia i giovani della web generation sono più consapevoli dei pericoli connessi alla navigazione su internet rispetto ai loro coetanei degli altri Paesi il 28% dei ragazzi italiani, di età compresa tra gli 8 e i 17 anni, sarebbe stato bersaglio di atti di bullismo in rete; una percentuale comunque inferiore alla media pari al 37% fatta registrare da altri 25 paesi oggetto del medesimo sondaggio Il 30% ammette di porre in essere atti di bullismo offline, mentre il 16% dei minori confessa di attuare atti di cyberbullismo online Il 51% dei responsabili di atti di bullismo offline sono maschi, mentre i responsabili degli atti di bullismo in rete sono maggiormente donne ben il 90% delle aggressioni in rete ha come bersaglio profili femminili.

10 Cyberbullismo: i comportamenti più diffusi

11 Cyberbullismo: i comportamenti più diffusi

12 Cyberbullismo: Le dinamiche che trasformano uno del gruppo in target del bullo La «spietatezza» adolescenziale si è spostata dalle aule scolastiche all ambiente virtuale, oggi il cyberbullismo è un fenomeno capillarmente presente nelle sue molte sfaccettature La figura del cyberbullo non è di facile definizione, ma si tratta certo di un adolescente che ha preferito uno strumento che gli permette di aggredire la vittima da remoto, modalità che gli consente di agire restando al contempo celato dietro uno smartphone o un computer, evitando il pericoloso faccia a faccia con la persona presa di mira Poco informato sulle dinamiche che regolano il funzionamento degli strumenti della rete, il cyberbullo non ha alcuna paura di essere rintracciato, al contrario, trova forza nella convinzione di essere anonimo, invisibile agli occhi della vittima.

13 Cyberbullismo: Le dinamiche che trasformano uno del gruppo in target del bullo Si tratta, a ben vedere, di soggetti a cui manca il coraggio di mettersi di fronte alla vittima e che sono caratterizzati da un atteggiamento che denota un certo grado di codardia il cyberbullo diventa tale anche perché condizionato ed influenzato da comportamenti appresi o rafforzati dagli adulti che spesso lo circondano un soggetto che in situazioni di personale frustrazione sceglie di assumere comportamenti violenti per fuggire dalla realtà e che non ha semplicemente percezione alcuna delle proprie azioni e delle conseguenze che ne possono derivare

14 Cyberbullismo: Le dinamiche che trasformano uno del gruppo in target del bullo I fattori stimolanti che fanno di un ragazzo un cyberbullo, sono da individuare nella sensazione di invisibilità familiare e sociale, da cui poi deriva un desiderio di protagonismo e di visibilità. Da qui la voglia del cyberbullo di attirare l attenzione dell ambiente circostante, dei media, del gruppo di appartenenza un soggetto che in situazioni di personale frustrazione sceglie di assumere comportamenti violenti per fuggire dalla realtà e che non ha semplicemente percezione alcuna delle proprie azioni e delle conseguenze che ne possono derivare

15 I docenti.. Sui docenti ricadono importanti responsabilità, ma per detta figura didattica educativa vi sono comunque possibilità di sviluppare mirata azione di prevenzione informando gli studenti sull utilizzo corretto delle nuove tecnologie e dei social media È invece compito della scuola formare gli insegnanti sui metodi di vigilanza e controllo da adottare sugli studenti

16 I doveri del dirigente scolastico Un elemento caratterizzante del fenomeno cyberbullismo è il fatto che gran parte dei reati commessi dai cyberbulli vengono commessi adoperando i computer della scuola, un ulteriore testimonianza di come, al di fuori dalle mura domestiche, sui giovani cyberbulli intervenga una forte spersonalizzazione A tal proposito, al fine di disciplinare l impiego dei computer e dei device mobile in ambito scolastico, nel 2007, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato un apposito provvedimento normativo, comunemente denominato Direttiva sul cyberbullismo con il quale viene, peraltro, disciplinato l utilizzo delle risorse informatiche mediante la stesura di un apposito regolamento interno di cui può dotarsi ciascun istituto scolastico

17 Guidare alunni e studenti in un utilizzo corretto della rete: i presupposti fondamentali per una navigazione consapevole I ragazzi della generazione web conoscono internet e le nuove tecnologie meglio degli adulti: apprendono in fretta, senza necessità di consultare alcun libretto delle istruzioni ed imparano in totale autonomia ad utilizzare software e device tecnologici, anche i più sofisticati. Hanno grande dimestichezza tecnica e pratica nell utilizzo degli strumenti informatici, elevate abilità tecnologiche, ma anche una correlata pericolosa scarsa informazione su quelle che sono le regole che sottendono ad un uso corretto e consapevole di detti strumenti Tendono quindi a non cogliere le implicazioni dei propri comportamenti Spesso le loro azioni sono condotte border line, sospese tra lo scherzo ed il reato, il giudizio personale e la diffamazione.

18 Guidare alunni e studenti in un utilizzo corretto della rete: i presupposti fondamentali per una navigazione consapevole

19 Guidare alunni e studenti in un utilizzo corretto della rete: i presupposti fondamentali per una navigazione consapevole Le policy di FB non consentono l iscrizione ai minori di 13 anni. Tuttavia questa regola può essere facilmente elusa «barando» sulla data di nascita all atto dell iscrizione. Il vero problema non è tanto quello che FB non controlla ma che c è una pressoché totale assenza di controllo da parte dei genitori Un dato inquietante che dovrebbe far riflettere è l inconsapevolezza sulla magnitudo di rischio a cui sono esposti i minori delle generazione web e l evidente impreparazione dei genitori italiani delle attività svolte dai figli nel mondo virtuale.

20 Guidare alunni e studenti in un utilizzo corretto della rete: i presupposti fondamentali per una navigazione consapevole Molti genitori sfruttano la connessione ad internet come baby parking multimediale, ma parcheggiare i figli davanti al computer porta vantaggi solo nell immediato ed espone a rischi l incolumità dei ragazzi Ma è proprio l età adolescenziale quella potenzialmente a maggior rischio in relazione all insorgere di problematiche legate al mondo internet

21 I modi per controllare i ragazzi «on line» Esistono applicazioni per controllare le attività in rete ed al cellulare dei figli, quali Belimo, o uknowkids.com (che monitora i profili Twitter e Facebook dei teenager), o TextPlus (un app per iphone che permette di leggere in copia tutti gli sms che il ragazzo invia e riceve sul proprio device) MA

22 I modi per controllare i ragazzi «on line» MA va ricordato che i ragazzi sono abilissimi nel trovare stratagemmi e soluzioni per aggirare il controllo indesiderato Quel che serve è quindi il dialogo, non sguardi dal buco della serratura per controllare le attività on line dei ragazzi L ideale sarebbe accompagnare i propri figli nella navigazione per poi lasciarli pian piano andare da soli, tenuto conto che diventati grandi non vorranno più la presenza dei genitori al proprio fianco, significherà comunque restare per loro una guida a cui chiedere aiuto in caso di necessità

23 L errata convinzione dell agire in anonimato amplifica il convincimento di poter agire impunemente

24 i social media..

25 i social media.. A rischio

26 i social media.. A rischio Chatroulett.com è popolata da pedofili, esibizionisti, persone che utilizzano la web cam per mostrare il peggio di se. Proliferano cyberbulli che invitano adolescenti a spogliarsi, per poi registrare dette performance mediante la stessa web cam della vittima presa di mira e quindi ricattarla chiedendole denaro in cambio della mancata pubblicazione su internet del citato video compromettente girato ad insaputa della vittima stessa

27 i social media.. A rischio Il deep web è una parte di internet che non viene indicizzata dai motori di ricerca, un immenso contenitore di risorse disponibili, fatto di oltre siti, raggiungibili e sfruttabili esclusivamente da chi li conosce e solo utilizzando particolari strumenti

28 Il sexting e le conseguenze sui social media..

29 Il bullismo e le conseguenze.

30 Il bullismo e le conseguenze.

31 Il bullismo e le conseguenze.

32 Se ci sono riusciti gli altri. Comunicare ieri cheforte

33 Se ci sono riusciti gli altri. Comunicare oggi cheforte

34 Se ci sono riusciti gli altri. Comunicare oggi

35 Se ci sono riusciti gli altri. Fare politica ieri

36 Se ci sono riusciti gli altri. Fare politica oggi

37 Se ci sono riusciti gli altri. Fare politica oggi

38 Se ci sono riusciti gli altri. Fare religione ieri

39 Se ci sono riusciti gli altri. Fare religione oggi

40 Se ci sono riusciti gli altri. Fare religione ieri e oggi

41 Per concludere «Nel 1901 Émile Zola pronunciò la famosa frase: «Secondo me non si può dire di aver veramente visto una cosa finché non la si è fotografata». Oggi circola una battuta analoga: «Se la cosa non è stata pubblicata su Facebook, non è avvenuta». Chi utilizza Facebook, ha molti «amici» sul social network e vi accede parecchie volte al giorno, tende a percepire il mondo in modo diverso. Siamo sempre più attenti all impressione che darà di noi una foto su Facebook, all aggiornamento del nostro profilo o a collegarci.»

42 GRAZIE PER IL TEMPO DEDICATOCI Maresciallo Capo GDF Davide D AGOSTINO Procura della Repubblica di Milano Squadra Reati Informatici Skype: davide.dagostino

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