Superficie complessiva: ha , di cui in coltura pura ha e in coltura consociata ha

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1 Scheda operativa n.5 LE COLTIVAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI Superficie complessiva: ha , di cui in coltura pura ha e in coltura consociata ha Premessa Le piante officinali rappresentano la soluzione produttiva più rispondente alle caratteristiche del posto, offrendo al contempo delle garanzie da un punto di vista economico-gestionale. I vantaggi, connessi alla loro introduzione, sono molteplici e riguardano l ambito agronomico, quello ecologico, quello idrogeologico, quello paesaggistico. Sono infatti piante poliennali, rustiche e di modeste esigenze idriche; sono inoltre molto appetite dalle api e rappresentano pertanto un ottimo pascolo apistico, con fioriture distribuite in momenti dell anno diversi; hanno un influenza positiva sulle biocenosi e sulla biodiversità vegetale in generale; contribuiscono a mantenere la stabilità dell asseto idrogeologico dei terreni; costituiscono un elemento ornamentale e paesaggistico di sicuro interesse, sia in coltura pura che consociata. 1 - Da un punto di vista agronomico il vantaggio più importante è dato dal fatto che hanno esigenze idriche e nutrizionali molto scarse e si adattano pertanto molto bene alle caratteristiche dei terreni e dei luoghi interessati alle coltivazioni. Impiantandole, infatti, nella stagione autunnale, hanno la possibilità di adattarsi al terreno e sviluppare un apparato radicale sufficiente al conseguente sviluppo nel periodo primaverile-estivo. 17

2 Come piante poliennali non necessitano tutti gli anni di lavorazioni profonde e garantiscono una copertura vegetale in tutti i mesi dell anno, rispettando pertanto la natura dei terreni, facilmente soggetti a dissesto idrogeologico, preservandoli dall erosione superficiale e dalla eccessiva perdita di humus per ossidazione. La possibilità di fare a meno di impianti di irrigazione e la loro rusticità, consente oltre al risparmio di acqua, una gestione ecologico energetica ottimale. Il risparmio energetico è legato sia alla diminuzione dei consumi dovuti alla distribuzione dell acqua che alla gestione dei terreni, per le minori lavorazioni e l inutilità delle concimazioni, fermo restando l esigenze della distribuzioni dei preparati biodinamici. 2 Come pascolo apistico sono una risorsa molto importante: oltre ad essere molto appetite dalle api rappresentano una fonte di nutrimento di elevato valore qualitativo e differenziata nel tempo: le loro fioriture, infatti, si alternano a quelle della flora spontanea, garantendo una ottima distribuzione anche in mesi in cui le fioriture delle spontanee tendono a diminuire. I mieli monospecifici di lavanda, di timo o di rosmarino, sono molto apprezzati sia per le caratteristiche organolettiche che per quelle nutrizionali. 3 Da un punto di vista ecologico, l influenza sulla biocenosi è complessa, a seconda degli aspetti e delle condizioni che vengono prese in esame. Diversi studi hanno dimostrato che le officinali interagiscono positivamente, sia con le piante spontanee, che con quelle coltivate, aumentandone la resistenza ai patogeni e favorendo anche un incremento della biodiversità. Questa loro azione è dovuta alla loro straordinaria capacità di concentrare nei loro tessuti oli essenziali, che sono estremamente attivi anche nel raggio di diversi metri, e che di fatto controllano e inibiscono numerosi parassiti sia di tipo animale che vegetale: il loro utilizzo, pertanto, sia in coltura pura, che consociata alle piante da frutto ed alle piante orticole, consente di elevarne le loro caratteristiche qualitative e di limitare o eliminare l impiego di fitofarmaci. 18

3 Non sono invece appetite dagli animali selvatici, che pertanto le lasciano stare. In un contesto quale quello del Parco della Chiusa dove la salvaguardia della biodiversità, della flora e della fauna presente è uno degli elementi fondanti la sua ragione di essere, la presenza delle piante officinali in ambito agricolo rappresenta pertanto non solo un opportunità, ma un esigenza fondamentale. 4 Questa scelta colturale si dimostra estremamente conservativa della stabilità dei terreni, sia per le lavorazioni previste, che per le caratteristiche delle piante coltivate: è prevista, infatti, solo una ripuntatura profonda nell arco dei nove anni e lavorazioni successive superficiali, per l interramento dei sovesci, il controllo delle infestanti ed il contenimento del consumo idrico; le piante poi garantiscono una copertura vegetale sul terreno in tutte le stagioni preservandolo dall erosione superficiale, dalla lisciviazione degli elementi nutritivi e dall eccessiva ossidazione della sostanza organica per l azione diretta dei raggi solari. 5 - Da un punto di vista paesaggistico le officinali si caratterizzano per le fioriture appariscenti e i profumi che sono in grado di diffondere nell ambiente. La definizione dei filari effettuata, sia nelle colture pure, che in quelle consociate, non solo secondo schemi razionali, ma seguendo logiche più complesse legate all orografia naturale e ai principi che regolano lo sviluppo dei vegetali secondo l agricoltura biodinamica, contribuisce poi a rendere ogni campo un elemento unico e caratteristico e a valorizzare e caratterizzare il parco anche in questo ambito. Scelta delle specie e delle varietà coltivate Al fine di determinare le specie e le varietà più idonee alle caratteristiche climatiche locali ed ai terreni presenti, verranno effettuate delle prove colturali per saggiare la resa produttiva e la qualità degli oli prodotti. Tali prove, che dovrebbero durare per circa due anni, saranno effettuate durante la conversione dei terreni e la loro messa in coltura. 19

4 Le specie previste sono: rosmarino, lavanda, issopo, santoreggia, salvia. Nei terreni più freschi, se presenti e idonei, menta e melissa. Messa in coltura degli appezzamenti L impianto delle officinali verrà avviato in modo graduale in due o tre anni, per garantire una preparazione dei terreni ottimale, (l impianto dura diversi anni, da 6 a 12) ed un utilizzo razionale della manodopera. Lavorazioni del terreno. E prevista una ripuntatura profonda seguita da un aratura superficiale (max cm) al fine di arieggiare e sollevare il terreno, senza invertire la stratigrafia naturale e rompere ed interrare il cotico erboso presente. Verranno quindi effettuati due - tre cicli di sovescio: il primo (messa in coltivazione in due anni) o i primi due (messa in coltivazione in tre anni) con miscuglio plurispecie, al fine di arricchire il terreno di sostanza organica e nutrienti e migliorare e completare l azione strutturante delle lavorazioni precedenti; l ultimo con senape nera in coltura pura, che, oltre all azione miglioratrice dovuta agli apparati radicali ed all interramento della sostanza organica, consente, con il suo sviluppo, di soffocare e limitare la crescita delle erbe infestanti. Le colture da sovescio giunte a fioritura verranno trinciate ed interrate parzialmente mediante l utilizzo di un estirpatore o chisel, ad una profondità di cm. Tale lavorazione non comporta l inversione degli strati. Impianto vero e proprio Dopo l interramento dell ultimo sovescio gli appezzamenti saranno in grado di ospitare il trapianto delle officinali che verrà effettuato meccanicamente secondo le modalità previste nelle diverse specie, scelte tra quelle individuate in precedenza. Le coltivazioni saranno quindi sarchiate almeno due tre volte all anno per limitare lo sviluppo delle infestanti e la perdita di acqua attraverso la risalita capillare. Tali sarchiature saranno comunque superficiali 5-10 cm max e non comprometteranno l assetto idrogeologico anche nei terreni più declivi. 20

5 Distribuzione preparati biodinamici Prima di ogni lavorazione del terreno sarà distribuito il preparato 500 e prima dell interramento del sovescio il preparato fladen o il 500 P, possibilmente in giorni di terra e luna decrescente, per un numero di volte non inferiore a 4. Il preparato 501 verrà distribuito solo alle officinali in produzione in misura di tre trattamenti all anno prima della fioritura. Organigramma delle lavorazioni e degli interventi colturali (ipotesi di messa in coltivazione in due anni) Settembre-07 Ripuntatura profonda e aratura superficiale Ottobre 07 Semina I sovescio Aprile 08 Interramento I sovescio e semina II sovescio. Settembre 08 Ottobre 08 Da aprile 2009 Interramento Inizio trapianto 3 sarchiature secondo sovescio officinali superficiali all anno Da luglio 2010 inizio raccolto officinali Distribuzione preparati biodinamici Prima di ogni lavorazione del terreno sarà distribuito il preparato 500 e prima dell interramento del sovescio il preparato fladen o il 500 P, possibilmente in giorni di terra e luna decrescente, per un numero di volte non inferiore a 4. Il preparato 501 verrà distribuito sulle officinali in vegetazione 21

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